Oggi a Too Big To Fail parliamo di emigrare per lavoro. Eh no, non ci stiamo trasferendo in un paradiso fiscale! Ma tu potresti…
I consigli di oggi:
Nicola: Daniel Steiner su YouTube
Vittorio: La Bella confusione di Francesco Piccolo
Alain: Climate Town su YouTube
LA PROMO
Se stai pensando ad emigrare potrebbe convenirti un pochino portare con te i tuoi investimenti. In tal caso uno come Interactive Broker potrebbe essere l’ideale.
Cose nominate (forse):
TooBiggie, abbiamo bisogno di te:
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Se non ti basta ascoltarci, leggici: The Italian Leather Sofa, Salto Mentale e Finanza Cafona.
E ascolta fino alla fine, altrimenti mangerai solo pizza alla bolognese.
TL;DR
Panoramica
- L’emigrazione per motivi economici è un fenomeno antico per gli italiani, spesso dettato dalla povertà o dalla ricerca di migliori opportunità di lavoro.
- Ci sono due gruppi principali di italiani: quelli che lodano il lavoro e la vita all’estero, e quelli che considerano l’Italia il paese più bello del mondo.
Temi e Prospettive Chiave
- Creare le giuste condizioni per trasferirsi all’estero: la disparità tra domanda e offerta di lavoro, e i requisiti culturali delle aziende possono creare opportunità.
- Il mercato del lavoro sbilanciato: è importante trovare un settore molto richiesto e in cui pochi sono disposti a lavorare.
- I costi del trasferimento vanno oltre lo stipendio: supporto familiare, clima, sistema sanitario e scolastico, relazioni sociali, infrastrutture e trasporti sono tutti fattori da considerare.
- Il rischio di confrontarsi con un benchmark irrealistico: il benessere all’estero può sembrare migliore, ma dipende dalle proprie aspettative e priorità.
Considerazioni Finali
- Non esiste una soluzione universale, ogni situazione personale è diversa e richiede una valutazione attenta dei pro e dei contro.
- È importante mantenere una prospettiva equilibrata, senza creare ideologie o benchmark irrealistici.
- Il consiglio è di valutare attentamente le proprie esigenze e priorità prima di prendere una decisione sul trasferimento.
Trascrizione
00:00:03 [Vittorio]
In questa puntata di too big to fail, parliamo di emigrazione, speranze realistici, se stiamo vivendo in una bolla e quanto sia difficile rinnovare una carta d’identità italiana in svizzera.
00:00:15 [Vittorio]
sui social, e con social intendiamo italia personal finance, perché chi disprezza compra, ci sono due discussioni eterne. La prima riguarda il 100% azionario e l’abbiamo affrontata in puntata 66. La seconda è quella che affrontiamo oggi. Conviene davvero trasferirsi all’estero?
00:00:30 [Nicola]
beh hai dimenticato l’analisi sui crolli giornalieri del 2%. .. Eh beh, quelli li abbiamo affrontati in puttata 13.
00:00:37 [Vittorio]
la questione è rilevante ad un nutrito gruppo di italiani che canta spesso le lodi del lavorare e vivere all’estero. Anche un po’ troppo a volte. Un altro nutrito gruppo, invece, è quello che dice che l’Italia è il paese più bello del mondo, c’è il sole, il mare. I mandolini no, perché non sappiamo che cazzo di strumento sia, però se lo inventano. E peraltro queste sono anche le persone che generalmente, molto casualmente, hanno ereditato tre o quattro immobili a Brera, però questo è un altro tipo di polemica. Io di questa cosa, come sapete, ho pochissima esperienza, però Alain è nato e cresciuto in Venezuela, poi insomma è tornato in Italia e è andato a lavorare a Vienna dove ha vissuto un po’ là. Invece Nicola è tipo cintura nera di traslochi continentali, per cui direi che possiamo darci dentro con questo argomento.
00:01:20 [Nicola]
però tu sei andato da roma nord al colosseo, vabbè, però quello è tornare alle origini, è stato un viaggio nel tempo, sarebbe stato molto peggio, come mio fratello andare a abitare a torpigna a roma sud, questi posti orribili, direi non trovi neanche con google maps, è disabilitato per quelli che nascono prima di partire, è chiaro che ognuno è diverso e darà importanza a cose diverse.
00:01:49 [Alain]
per cui mettiamo due puntini su lei. c’è chi in cima alle proprie tavole della legge ha scritto: non scuocerai la pasta. E c’è invece chi vive per mandare foto della propria busta paga ai cugini sardi su Facebook. Ma che cosa? Beh, dai, dai, dai, sappiamo chi è chi. Quindi valutate bene la vostra situazione personale, sapete voi a cosa dare importanza. Insomma, non prendete troppo letteralmente tutto quello che diremo, no? Detto ciò, direi che ci metteremo nei panni soprattutto di una persona in età lavorativa. Sì, certo. Guardate quell’ottica lì.
00:02:21 [Nicola]
allora, il primo capitolo di questa puntata è come si creano le buone possibilità per trasferirsi. Perché alla fine emigrare per motivi economici è un fenomeno vecchio come genere umano ed è una cosa comune per gli italiani. Anche considerato che l’Italia è una nazione relativamente giovane rispetto al resto d’Europa. Non so se mi cazzate voi che siete esperti. No, no, è verissima. Quindi, a parte l’immigrazione che era dettata dalla. .. dalla povertà vera, tipo le persone che sono andate a lavorare nelle miniere di carbone in Belgio, o hanno attraversato l’oceano Atlantico per andare negli Stati Uniti o in Argentina.
00:02:56 [Alain]
o in venezuela.
00:02:57 [Nicola]
ecco, giusto.
00:03:00 [Nicola]
in alcuni frangenti c’è stato un tipo diverso di emigrazione. Faccio veramente solo un esempio. Nel 1986 la Thatcher diede inizio a quello che viene definito il Big Bang finanziario. La liberalizzazione del settore finanziario inglese che poi è quello che ha permesso a Londra di diventare un centro se non il centro finanziario globale. Quindi anche le banche italiane decidono di aprire un ufficio lì e si portano dietro dei dirigenti e del personale italiano. Nella maggior parte dei casi le persone non volevano spostarsi dall’Italia e quindi la banca di turno doveva incentivare questi spostamenti con il sistema più semplice che abbiamo descritto in una puntata precedente, ovvero i soldi. Quindi, si è creata una situazione in cui persone disposte a fare un sacrificio venivano premiate o comunque compensate di questo sacrificio. Non so se questi sono i termini esatti da usare, perché è la classica situazione: il squilibrio tra domande e offerte. La banca ha un interesse ad avere un ufficio a Londra e, per questioni culturali, poi vedremo quali vuole avere un certo tipo di profili a lavorare in quell’ufficio.
00:04:10 [Nicola]
ci sono sostanzialmente due ingredienti che creano queste opportunità economiche: la disparità tra domanda e offerte e questi requisiti culturali che intendo più come company culture, che incrementano la disparità o limitano le possibilità per chiuderla. Quindi, per intenderci, la banca italiana avrebbe anche potuto benissimo assumere dell’agente del posto, ma per queste ragioni decide di non farlo.
00:04:33 [Alain]
e questo ci fa intuire che devi trovarti in una condizione ideale per sfruttare questo tipo di mercato, il mercato del lavoro sbilanciato. Non è che parti dall’Italia e vai a fare il pescatore di delfine alle isole Faroe, no. Il sogno di ogni bambino.
00:04:51 [Alain]
oppure neanche vai a fare l’operaio automobilistico a detroit, no? Cioè semplicemente non c’è un mercato per te che vuoi fare l’expat in quelle condizioni. Invece quello che devi fare è ovviamente andare a fare qualcosa che sia molto ricercato e che in pochi sono disposti a fare, tipo. .. Forse questa è una leggenda, non lo so, forse è una leggenda. Il tecnico specializzato nell’estrazione di gas naturale sulle piattaforme petrolifere.
00:05:13 [Vittorio]
io so che guadagnano un botto con il norvegia ad esempio. Cioè turni con tre tipi di depressione differenti, però penso funzioni.
00:05:21 [Alain]
posso immaginare. Torni con 72 sindromi.
00:05:25 [Nicola]
non so se è peggio quello. Io avevo una compagna del liceo. Il suo ragazzo, marito, l’hanno spedito ad Aberdeen. Secondo me Aberdeen è. ..
00:05:36 [Nicola]
depressione uguale dov’è che sta aberdeen? Top top della Scozia, quindi praticamente in linea d’aria con le piattaforme per uscire in Norvegia, ci sono due giorni di sole in cui puoi andare a giocare a golf e il resto piove.
00:05:50 [Alain]
che bello, che bello. Comunque, io sono così che sono finito, poi a Vienna, no? Sono andato come consulente per una compagnia italiana. Lavoravo col grosso dei colleghi, erano italiani. Però ricevevo una paga di là. Una buona paga. Per il sacrificio di non mangiare, di mangiare la pasta scotta.
00:06:07 [Vittorio]
che comunque ti facevi a casa, quindi alla fine la colpa era tua.
00:06:10 [Alain]
no, no, no, ho vissuto in hotel per un anno, fai te.
00:06:13 [Vittorio]
ah, beh, questo è un altro discorso, però, allora.
00:06:16 [Nicola]
comunque a me quando si parla di queste cose viene in mente un esempio che mi è stato molto vicino, ovvero quello del lussemburgo. Praticamente in Lussemburgo cosa è successo? Ad un certo punto la classe dirigente del paese dice: ‘Vabbè, come facciamo a sopravvivere, non c’è niente qua. ‘ E allora un giorno questi decidono che diventeranno il centro europeo dei fondi comuni. Per farlo è bastata una legge, una regolamentazione che rendesse le attività legate ai fondi basate lì molto meno costose che in altri paesi europei e così hanno creato un’industria con un tratto di penna. Però poi una volta creata l’industria, c’era da trovare il personale, no? E l’hanno importato dal resto d’Europa. E le condizioni lavorative sono cambiate molto in base a questo squilibrio che c’era, no? Tra domanda e offerta. Addirittura l’equilibrio era tale, e io ne ho conosciute di persone che me l’hanno dato. Io ero arrivato, anche tra virgolette, relativamente tardi rispetto a quella prima fase.
00:07:16 [Nicola]
però questi loro andavano a lavorare per la banca x o la società di gestione x, e l’anno dopo andavano a fare la stessa identica cosa per la banca y e gli davano il 20% in più per fare la stessa roba. Anno dopo anno, anno dopo anno, perché comunque c’era una disparità cronica tra i posti di lavoro aperti e le persone che c’erano lì a lavorare. E questo appunto era possibile per una questione culturale. Quella persona aveva dimostrato lavorando in quello stesso settore di essere un buon candidato o comunque un candidato che era a minor rischio rispetto ad uno che magari dovevano andarlo a prendere da fuori, anche se sarebbe stato meno costoso. E questo perché comunque assumere una persona nuova è sempre un costo per una società, no? Ti assumi un rischio di mettergli di fianco qualcuno, gli devi spiegare come deve lavorare.
00:08:07 [Vittorio]
ti hai sbagliato per persona.
00:08:09 [Nicola]
tante volta la persona stessa si accorge di essere venuta nel posto sbagliato e mi ricorderò sempre nell’ufficio di fianco al mio, decino di assumere questa ragazza che veniva da barcellona. Lei prende il Ryanair Barcellona-Francoforte-Anna, atterra a Francoforte-Anna, esce dall’aereo, era tipo settembre o inizio ottobre, in ciabatte, e a Francoforte-Anna nevicava.
00:08:38 [Nicola]
lei è arrivata in ufficio, si è presentata un giorno in ufficio e non è più venuta.
00:08:44 [Nicola]
ha detto, ‘vabbè, io qua non. ..
00:08:46 [Vittorio]
comunque, per presentarsi in ciabatte a francoforte, la più sveglia della cucciolata non era lei.
00:08:52 [Nicola]
ok, è giusto. Sì, infatti.
00:08:58 [Nicola]
e comunque, adesso la situazione comunque in lussemburgo è cambiata tantissimo, no? Nel senso, il metodo di merda è lì, che non ci sia niente da fare, c’è ancora. Però tutta questa disparità della domanda offerta praticamente si è chiusa, che vuol dire che il costo della vita rispetto ai salari è cresciuto molto. Però questo è un fatto normale, cioè negli anni queste disparità nascono e muoiono in parecchi settori. Quindi è normale che un’industria si sviluppi, ha bisogno di certe competenze, all’inizio vengono pagate tanto perché sono scarse e man mano si sviluppano e il potere contrattuale decresce. Ad esempio, quando ero a Politecnico, Ingegneria Informatica era considerata una carriera di passione, pagata malissimo.
00:09:42 [Vittorio]
no, ma infatti qua torna sempre un po’ al tema della botta di culo, cioè che tu non sai effettivamente quale può essere il lavoro del futuro, quello più appetibile, oppure se ti trovi a scegliere il percorso, la carriera, l’hobby, quello che poi verrà ripagato in una maniera super. Lucrosa, perché diventa che c’è poca offerta e molta domanda è vero, è vero.
00:10:05 [Alain]
tra l’altro, oggi ci sono soprattutto negli abiti che oggi vanno tantissimo, tipo l’intelligenza artificiale, sono proprio delle specializzazioni all’interno dell’ingegneria informatica. Non è che un informatico normale oggi guadagna particolarmente bene, anzi: cioè devi aver scelto non solo la carriera giusta, quindi aver fatto quella scelta all’università, con un anticipo di, insomma, almeno 5 anni, ma devi aver fatto anche la scelta di specializzazione giusta, anche dopo. Ti faccio questo esempio: avevo questo collega che è saltato dal lavorare con noi e è andato a fare quantum computing, cioè lui ha proprio razionalmente detto questa roba qua: sarà il futuro, molto molto interessante, vado a fare questo, vado a specializzarmi in questa roba qua. Il problema è che, è stato dieci anni fa, quantum computing non è ancora decollato. E magari non decolla intanto quell’altro amico che ha fatto intelligenza artificiale si è trovato nella posizione giusta nel momento giusto e effettivamente viene sommerso di bei soldini.
00:11:00 [Vittorio]
pensa a quelli che hanno investito tutta la loro carriera nel metaverso qualche anno fa.
00:11:04 [Alain]
bella botta è vero, bella botta, bella botta.
00:11:08 [Nicola]
perché a me erano invece venute in mente le cripto, perché le cripto hanno avuto i loro cicli, poi cioè qua a zugo zugo, cioè c’era stato un periodo degli anni in cui doveva essere la capitale. Poi è morto, e poi adesso sta intornando. Io, quando ero a Londra, avevo fatto un colloquio con Bitpanda e Bitpanda è ancora in giro adesso. Sì, sponsorizza l’Inter, mi sa. Ma ha fatto un periodo, cioè il tipo con cui ho fatto il colloquio l’avevano licenziato. L’avevano licenziato praticamente tutti. E io sono ripartiti. E un’altra roba che mi ha fatto un po’ pensare, un giorno un ragazzo che fa il PhD qua a Zurigo, siamo andati a prendere una birra e lui mi dice. .. alla fine era un po’ insomma un po’. Depresso mi dice che sta facendo questa roba in robotica, però era lui il primo a dire ‘cazzo’ se io, tre anni fa, avessi scelto machine learning, adesso mi avrebbero riempito di soldi, invece che poi il ciclo della robotica, secondo me, è il prossimo.
00:12:13 [Nicola]
io ha mancato un po’
00:12:16 [Alain]
quel giro lì, secondo me, sì, in realtà è veramente difficile dirlo dirlo in anticipo. Se prendi la decisione proprio quando lo vedi, tipo adesso, inizi a specializzarti in intelligenza artificiale, è anche plausibile che la bolla scoppi prima che arrivi a essere bene nel settore, no? D’altro canto. .. É vero che la fortuna sorride agli audaci, quindi quello che è sicuro è che se tu non sai fare un cazzo non troverai mai un’opportunità. Questo è senza ombra di dubbio, non c’è un lavoro in cui senza competenze sei ben pagato.
00:12:50 [Nicola]
io un’idea ce l’avrei certamente.
00:12:55 [Vittorio]
vicini di vittorio, secondo me, però diciamo c’è un altro costo che sono quelli vivi del trasferirsi che possono essere molto variegati. Tu trovi magari il lavoro dei sogni che ne so l’istruttore di sci a Dubai. A Valle d’Aosta non guadagnavi una lira, a Dubai ci sei solo te. Diciamo che forse c’è un motivo, però magari si sono inventate una cosa innovativa e ci sei solo te, quindi verrai ben pagato. Ad esempio, una cosa curiosa che ho letto qualche anno fa, in Turchia si erano spostate un sacco di aziende di produzione di formaggi e praticamente andavano a fare scouting per i. .. caciari credo che si chiamino in Maremma in Elemark eccetera che praticamente campavano a nero arrivavano là gli offrivano 2. 000 2. 500 euro al mese con la casa e non gli sembrava vero però Diciamo, questi costi del trasferisti sono tanti, no? Cioè, se uno sta in Italia, sostanzialmente c’è il supporto familiare, puoi sfruttare su dei patrimoni esistenti, che non sono solo le case, ma possono essere anche semplicemente, mi serve la macchina, prendo quella del nonno, della mamma, della zia, dell’amico, eccetera.
00:13:56 [Vittorio]
poi ci sono pure le relazioni che tu costruisci, che sono quelle che vengono da 20-30 anni, cioè un bottone di volte io mi ritrovo a incontrare delle persone con cui ho lavorato 10 anni fa, cosa che non sarebbe successa se mi fossi trasferito magari a parigi o alla bellissima abbe. Ci sono poi i costi secondari che non sono diciamo solo quelli dei soldi, ad esempio il clima, io ho fatto scienze politiche e tanti miei amici, cioè la carriera più semplice era quella di andare all’Unione Europea a Bruxelles, tanti sono rimasti per 7-8 anni, l’ho incontrato uno un po’. Di tempo fa e mi ha detto: ‘Guarda, io sono alla fine, non ce l’ho fatta’. Poi sono dovuto tornare, perché gli ultimi due anni dormivo stavo a letto, c’era una depressione bestiale, mi ha bombardato vitamina C, non esiste il sole, stavo a morire. Sempre apparentemente una cosa piccola, però effettivamente è così. Obiettivamente, è un dato di fatto che l’Italia non è un paese così comune da trovare per tante cose. Ora, togliamo la parte lavorativa, però effettivamente il clima è obiettivamente unico: cioè una varietà territoriale di esperienze che puoi fare di storia senza andare sui soliti cliché. Ma è un dato di fatto che insomma è stata una terra di conquista per secoli.
00:14:59 [Vittorio]
un motivo ci sarà, poi: c’è il piccolo problema che devi fare i soldi per goderti quella cosa, però staccarsi da determinate cose non è facilissimo, no?
00:15:06 [Nicola]
pensavo di dirti di usare la vitamina d invece della c. Infatti, li salvai la carriera.
00:15:10 [Vittorio]
no, no, in realtà ho sbagliato io, usavo anche la d, però ho sentito diverse di queste storie che la gente proprio noi la faceva. Ma credo che sia il Belgio, eh. Poi Bruxelles non mi sembra la città migliore dell’universo. Forse Liège è peggio, o Charleroi.
00:15:26 [Nicola]
la peggiore è arlon. Un giorno vi racconterò la mia esperienza ad Arlon, comunque, no ti dico della vitamina D perché io la vitamina D non solo la prendo da non so quanto tempo, ma adesso me la faccio anche portare dall’Inghilterra, perché io faccio arbitraggio sui medicinali in Inghilterra. Ci sono un sacco di robe che costano pochissimo, perché giustamente esiste la concorrenza e hanno capito che tutte queste minchiate, tipo l’aspirina, cioè te la possono vendere anche al distributore automatico, no? Non ti serve avere il farmacista. E quindi, tipo con due pound ti porti a casa un secchiello di pastiglie. Comunque, no, secondo me il discorso delle. .. Circostanze personali è effettivamente importante in tutto questo, addirittura per dire non è una stronzata. Io uno dei miei cugini vive ad Akka in Bangladesh, cioè lui, date le circostanze che aveva, ha deciso che fosse meglio per lui accettare quell’opportunità rispetto a rimanere in Italia.
00:16:33 [Nicola]
quindi, in tanti casi non è solo l’aspetto finanziario a fare la differenza, perché poi ci sono paesi in cui ad esempio le infrastrutture o l’amministrazione funzionano. Ci sono diversi modi per intendere le tasse, no? Ci sono dei posti in cui ce ne sono tante tasse ma tanti servizi, poche tasse e pochi servizi, e poi c’è l’Italia.
00:16:55 [Nicola]
poi c’è la varietà culturale, i mari, i monti, il caldo, il freddo.
00:17:01 [Alain]
facciamo un gioco: buttiamo lì delle cifre abbastanza tirate fuori dal cappello, e poi mi insultate se le ritenete sbagliate. Così almeno quantifichiamo un pochettino. Non abbiamo fatto le simulazioni, però, allora no. Scaccelliamo, andiamo avanti, una simulazione, bravo Nicola. Mi piace.
00:17:24 [Alain]
allora, i nonni, il supporto familiare, soprattutto quando hai bambini, traconto del nido, babysitter, stress vari, cioè sono una marea di modi in cui ti possono aiutare. Quindi io, boh, lo quantifico tra, stando in Italia, figuriamoci Nicola, io direi tra 5-10 mila euro annui, cioè proprio cifra grossa. Poi c’è il clima, e ti dico: potessi spendere 5. 000 euro l’anno per avere sempre il sole, non ci sarebbe dubbio lo farei, non ci sarebbe ombra di dubbio perché dopo un po’ ti abitui e non sei più felice quante simulazioni ha fatto questa ricerca quante simulazioni ha fatto tipo me che continuo a prendere la B12 nonostante abiti a Roma che abbia 30 giorni di pioggia all’anno non lo so può essere però Poi vabbè, il sistema sanitario e scolastico, metti il caso degli Stati Uniti in cui effettivamente ti devi pagare tutto in tasca tua, sono botte di decine di migliaia di euro annui. Anche qui, amici, parenti, cultura nota, senso di comunità, tutta questa roba qui va dal non vale un cazzo a inestimabile a seconda di chi sei.
00:18:29 [Alain]
e poi infrastrutture e trasporti. Avevo letto una statistica l’altro giorno in cui praticamente il sistema ferroviario italiano è il secondo, primo o secondo? Se la gioca come. .. Primo, primo. Ok. Al mondo, ok? Noi cagiamo sopra Trenitalia, l’insultiamo sempre, però, ragazzi, abbiamo un’infrastruttura ferroviaria pazzesca, è capillare, in un paese pieno di montagne e bordello, è efficiente.
00:18:52 [Vittorio]
costa poco.
00:18:52 [Alain]
costa pochissimo per quello che è. Soprattutto se vai all’estero, cacchio, una corsa dall’aeroporto di Vienna era 20 euro e stava tre minuti sopra l’aeroporto.
00:19:01 [Nicola]
usa la parola magica.
00:19:06 [Nicola]
liberalizzazione. Non c’è più il monopolio. Ma infatti in Italia hanno fatto la liberalizzazione, l’infrastruttura ha funzionato.
00:19:11 [Vittorio]
ma la cosa incredibile è questa, noi abbiamo fatto la liberalizzazione sui treni, che è un monopolio naturale. Ma perché questo paese è così strano?
00:19:18 [Nicola]
ma perché non si sono accorti che pur essendo un monopolio naturale. .. Naturalmente liberalizzandolo funziona. E quindi magari lo si dovrebbe far in altri settori.
00:19:28 [Alain]
però in realtà in italia ferrovie dello stato è ancora controllata. Sbaglio? È controllata statale?
00:19:35 [Vittorio]
sì, però l’infrastruttura è stata separata dalla rete, quindi italo e trinitalia sono concorrenti per la rete. E ora si aprirà anche per la parte regionale, non solo per l’alta velocità, mi sembra fra uno o due anni.
00:19:49 [Alain]
comunque, ce qui vaut la pena dire che questi conticini ve li dovete fare se state pensando di emigrare. Anche poi arrivate di là e vi rendete conto che dovete comprarvi i Moonbot per stare a Francoforte e non vi tornano i conti. No, li fate prima, siccome.
00:20:01 [Nicola]
io un po’ di tempo fa avevo scritto anche un articolo sul blog su questa roba e ovviamente non sono andato a rileggermelo, però un intelligente, un americano, aveva chiamato questo, se uno cambia lavoro. .. Dal posto X al posto Y, ma per fare lo stesso lavoro lo chiamavo un ‘beta move cioè nel senso che se non fai parte di un settore hot nel momento hot, difficilmente questo movimento ti porterà dei vantaggi economici, no? Anche se vedi che lo stipendio nel nuovo posto è nominalmente, che ne so, tre volte quello nel posto X, no? E questo ancora è sempre per la questione della domanda e dell’offerta, no? A meno che non ci siano delle barriere o delle frizioni in questa cosa. Prendiamo un esempio, uno che vuole fare l’idraulico a Stoccolma, e a Stoccolma pagano molto di più che a Milano. Però quello succede non perché in Svezia hanno dei lavandini così complicati che devi essere un genio dell’idraulico, ma semplicemente perché, se vuoi fare l’idraulico in Svezia, devi sapere lo svedese.
00:21:03 [Nicola]
e quindi, in questo caso, la conoscenza dello svedese crea un squilibrio tra la domanda e l’offerta, o magari anche semplicemente perché avete eletto come primo ministro un coglione, però. ..
00:21:16 [Alain]
io stavo pensando alla dieta dello svedese, perché, cacchio, quello che mangiano fra l’idraulico è rischioso, eh.
00:21:22 [Nicola]
vedi, vedi, magari è per quello, no? Ci sono dei rischi nascosti e quindi, giustamente, no? Però poi. .. Ritornando al post che ha lanciato questa nostra discussione, entra in gioco un secondo aspetto, perché ok. Quindi, avete imparato lo svedese? Siete andati a fare l’idraulico a Stoccolma e la vostra vita, rispetto a quella di Milano, è oggettivamente migliorata. Il problema è che ad un certo punto, come dicevo nel discorso del clima prima ad Alain, smettete di paragonare la vostra stessa vita a quella che avevate a Milano e iniziate a paragonarla al resto delle persone che vedete intorno a voi a Stoccolma. E quindi lì tornate ad incazzarvi perché, alla fine, siete comunque un idraulico, no? E nemmeno nel male non guadagnerete mai come un calciatore.
00:22:07 [Alain]
come diceva taleb, se vuoi sentirti realizzato devi trovarti in un contesto in cui sei tra quelli che stanno meglio. Ti trasferisci in provincia.
00:22:16 [Alain]
comunque, questo si applica anche su scala temporale. In effetti, se guardi i livelli di consumo pro capite, oggi siamo molto migliori rispetto agli anni 60. Eppure, la percezione è diversa, anche se oggi siamo indubbiamente più ricchi.
00:22:31 [Vittorio]
sì, vabbè, quello è sempre il solito discorso, no? Che noi ci poniamo dei benchmark un po’ strani, no? Cercare di dire che è sempre l’estero, è l’eldorado, questo però non ci fa vedere veramente. Così stiamo vivendo, dove stiamo, eccetera. La realtà molto semplice è che ogni paese, ogni realtà ha i suoi pro e i suoi contro. Chiaramente, uno si deve scegliere il posto che è un pochino più adatto alle proprie esigenze, alle proprie aspettative. Non si deve fare un’ideologia di massimo, crearsi appunto un benchmark irrealistico.
00:23:01 [Nicola]
cioè, io, che poi alla fine di italiani che vengono, vanno, arrivano, si lamentano, se ne vanno, si lamentano, ne ho conosciuti tanti, no? Una delle classiche robe che mi fa ridere è che in tanti non capiscono, la classica roba è dire ‘Ah sì, vabbè, ma tu guadagni tanto però spendi tanto’. E quindi alla fine è uguale, no? Però anche se io riesco a risparmiare il 10% del mio stipendio, c’è comunque una bella differenza se faccio il 10% di un milione o il 10% di 20. 000 euro. Che poi c’è un fondo di verità, no? Perché ovviamente se io resto a vivere in quel posto, allora sì. Uguale ma se io risparmio 10% di un milione in un posto e poi vado a vivere in Thailandia, comunque la differenza è parecchia.
00:23:51 [Alain]
in quel caso, è uno dei piani più comuni per il fire: ti metti a lavorare in un posto dove rende tanto e poi spendi dove costa poco. E tra l’altro, quel posto dove costa poco, più spesso che non, è anche l’Italia, no? Nel senso, sembra una meta gettonata per chi si ritira dal lavoro. Potremmo dire che si vive bene ma si lavora male. Tra l’altro, volevo chiedervi, Nicola Vittorio, secondo voi quanto costa davvero vivere bene in Italia?
00:24:17 [Vittorio]
a roma e quanto costa vivere bene a zurigo magari io poi aggiungo la mia parte sulla provincella allora questo è sempre un discorso molto largo perché il vivere bene vuol dire tante cose secondo te per me ad esempio è avere per la realtà di roma e non fare spostamenti eccessivi con la macchina o comunque vivere in un raggio che ti possa dare che ne so 25 minuti a piedi più in bicicletta diciamo oppure farti 7-8 linee massimo della metropolitana che sia sempre la stessa, soprattutto non fare cambi, o comunque avere attorno a te, generalmente succede quasi sempre, però un quartiere che sia abbastanza fornito, perché poi esistono quei quartieri esistenziali persi nell’unda, oppure ci sono le ville bellissime sull’appia e sull’aurelia che sono. .. fantastiche ma l’unica cosa che ci avvicina è il ladro che ti derubberà praticamente dentro casa quindi secondo me vuol dire un po’ quello e quello per forza di cose a Roma vuol dire stare in quartieri abbastanza centrali che per forza di cose sono più costosi diciamo E hanno anche delle, cioè sono
00:25:17 [Vittorio]
costruzioni diciamo più vecchie, quindi hanno delle scomodità, che ne so, magari non c’hanno l’ascensore tanti, tutti quelli di trastevere e posti del genere non ce l’hanno. E l’altra scomodità è magari che ti ritrovi turisti, però effettivamente in quel modo, secondo me, ti vivi la città come, non come è davvero la città. Ti vivi ormai un’immagine turistica della città, però comunque scendi, ti vedi, che ne so, un monumento, una cosa, è molto differente dal vivere in una casa magari grandissima ma che sta nella periferia. Quindi questo ti porta via il gran parte del budget, perché poi chiaramente col giubileo, poi in particolare si sono alzati tantissimi costi d’affitto, quindi secondo me è un range che ormai passiamo per un bilocale dai 1200, 1500, 1600 ormai siamo qua a queste cifre qua per quelle zone e poi dipende cosa vuoi fare di attività. quindi devi mettere in conto almeno un altro migliaio d’euro e secondo me questo è escluso in un eventuale mezzo perché a quel punto Roma nonostante ci sia il romano che ti dice che non è vivibile perché non c’è la macchina è una cazzata perché se tu hai una stazione, non deve essere per forza la principale come Tiburtina o Termini, ma anche San Pietro, la roba del genere, arrivi facilmente al mare, oppure al lago, eccetera, e ti puoi spostare. E alla fine gli spostamenti, anche con la bici o un monopattino, sono abbastanza agevoli, sempre se tu ti mantieni nel raggio di azione, cioè c’hai un cerchio di vicinanza di quello che può essere il tuo lavoro, le tue abitudini, i tuoi amici, poi se ti devi allontanare da quel cerchio diventa un altro
00:26:39 [Vittorio]
tipo di incubo.
00:26:41 [Vittorio]
perché obiettivamente gli spostamenti sono grossi, cioè ad esempio da spostarsi dalla zona dove abito io alla parte che è a più latino, diciamo san giovanni, sono tecnicamente 8 km di una strada lunghissima, si chiama transgenziale, però la realtà è che sono 50 minuti di macchina, considerando. .. Un poco di traffico, poi c’è la variabile cercare il parcheggio. Se tu metti in conto una vita così, tutti i giorni è chiaro che ti stai creando un incubo. Almeno, se tu non fai un’altra scelta che trovi la casa al mare, o che ne so i castelli, cose del genere che vivi in un ambiente molto diverso, però che ne so fai lo smart working, oppure devi andare una o due volte e dici ‘vabbè, uno con le due volte ci vado’. Allora è un altro tipo di budget, ancora. Ma secondo me stiamo là, insomma, su queste cifre qua.
00:27:23 [Nicola]
secondo me, quello è veramente il punto chiave, che io poi l’ho visto a londra, lo vedo qua, sostanzialmente il 90% della tua vita devi raggiungerlo a piedi, se riesci a raggiungerlo a piedi o comunque in una maniera dove non devi toccare la macchina, è lì la perfezione. E se poi esci da quel range lì, perché comunque anche in Svizzera si è incazzati a bestia con le macchine e quindi nel momento in cui devi pigliare la macchina, impazzisci, impazzisci perché ci sono delle volte, cioè io quando vivo a Ginevra per andare da un lato all’altro del lago, ci impiegavi tranquillamente un’ora. E quindi è difficile dire quanto costa vivere bene, perché dipende dalla singola persona. Secondo me, è molto più utile, perché poi queste sono le classiche discussioni da Internet. Ah, ma se vai a quanto costa vivere, secondo me, più che altro uno dovrebbe capire cosa vuole, cosa vuole da quello specifico posto, e poi da lì fare reverse engineering, dicendo: ‘Ok, io voglio vivere lì, e quindi per vivere lì mi servono X’.
00:28:29 [Nicola]
e quindi, dagli capire se il lavoro che puoi trovare, o il lavoro che ti stanno proponendo, soddisfa quella. .. quel limite. Ecco, per cui la vedo più così, cioè a me fa ridere. Che una volta mia moglie è venuta a casa, appunto, e era fuori con questa ragazza irlandese. Lei le fa: ‘Are you ok? Sei fuori di testa’. Invece, ci sono altri italiani che quando glielo dico, mi dicono: ‘Ah, vabbè, ma è poco Cioè, quindi, è tutto relativo.
00:29:03 [Alain]
ancora più relativo se stai in provincia. Eh, infatti.
00:29:09 [Alain]
che comunque obiettivamente è più economico, no? Anche. ..
00:29:13 [Alain]
ovviamente le case le case sono molto più economiche con 600 euro più spese su un trilocale decente lo trovi le scuole sono decenti ho studiato anche in grandi città ma sostanzialmente non ho trovato questa gran differenza l’ospedale sta a 10 minuti d’auto non c’è traffico e non ci sono semafori nicola cioè non hai semafori davvero? Non ho un semaforo, no, c’è un semaforo in paese, perché c’è una strettoia, ma sta là come monumento, diciamo, una cosa artistica.
00:29:44 [Nicola]
ricordati, quando ritorni nella civiltà, che ci sono anche i semafori, e poi comunque, dipende da quello che ti piace fare.
00:29:53 [Alain]
per me il tempo libero, cioè io esco dal cancello e sono sul sentiero di montagna, o in 20 minuti di bici, sono veramente sul fiume, sul lago, altre montagne, purtroppo il mare no. Però è ovvio che se effettivamente vuoi un locale chic, insomma, certo tipo di attività, non le trovi qua, quindi ti devi spostare. E quello che dite voi è sacro santo, nel senso se devi aggiungere una commute giornaliera all’autovita, stai facendo una cazzata.
00:30:20 [Nicola]
però, tirando un po’ le fila, secondo me, guardando un po’ al futuro, io vedo delle due forze contrapposte adesso, che spingono ai due lati della bilancia dell’immigrazione economica. Da un lato il mondo online, perché fondamentalmente adesso che c’è la possibilità e c’è molto più semplice sentirsi, alla fine noi facciamo un podcast e non ci siamo mai visti, quindi rende gli spostamenti geografici molto meno impattanti di. .. quello là che è andato ad Aberdeen, dove ha usato il telefono per chiamare i suoi e non poteva anche guardarli in faccia dall’altro purtroppo c’è tutto questo fenomeno della regressione della globalizzazione che quindi rende questo processo non solo difficile burocraticamente, ma anche odioso, no? Perché hai sempre più a che fare con quelli che rompono i coglioni degli stranieri. Però in generale nulla vieta che, alla fine, in certi settori, non si sviluppino certe dinamiche che saranno temporanee.
00:31:22 [Nicola]
per cui, una particolare industria che decide di spostarsi in un certo paese per certi vantaggi fiscali, che ne so, i calciatori in arabia saudita, cioè, non vuol dire che. ..
00:31:35 [Nicola]
insomma, che questa cosa compare, sparisce, è nella natura di queste diseguaglianze, diciamo, tra domanda e offerta, che nascono e poi muoiono.
00:31:46 [Alain]
anche se non ci fossero barriere, comunque ci sono delle condizioni locali che tendono a essere stabili anche per lunghi periodi, no? Nel bene e nel male, no? I servizi alla cultura progressista danese non scompariranno da un giorno all’altro. Così, come non si risolveranno i problemi strutturali del Congo, ad esempio. Che però non vuol dire neanche che il primo sia sempre un’ottima destinazione, mentre il secondo mai, no? Dipende dal caso specifico. Potreste essere nel congiungimento astrale per cui potete costruire un impero commerciale in Congo ma fare la fama in Danimarca.
00:32:19 [Alain]
quello che però dice bene nicola è che le barriere direttamente aumentano i costi di trasferimento e quindi riducono la competizione. Ad esempio, se emigrare in Cina diventa più difficile, avrete meno expat con cui fare amicizia per gli stessi posti di lavoro. Però è anche vero che i locals saranno molto favoriti. Tendenzialmente uno può prendere l’indizio di dire che le barriere difficili da superare sono un brutto segno. Cioè un brutto segno è un brutto indicatore. Vuol dire che ci si vuole proteggere dal tuo arrivo. Mentre una barriera che viene rimossa dall’oggi al domani crea invece un’opportunità, quindi piuttosto se uno deve guardare le barriere, magari controllare quelle situazioni in cui una barriera viene rimossa, vabbè noi come al solito non abbiamo dato né una soluzione al massimo qualche spunto, qualche spunto sì, devo dire.
00:33:05 [Vittorio]
quindi, visto che so che questo tema, e ci sono parecchi expat nella community che ci ascolta, magari scrivete nei commenti perché. .. Forse riuscite a darci qualche commento intelligente perché quelli delle ultime puntate veramente ragazzi.
00:33:19 [Alain]
oppure potete continuare con le battute volgari. Gli altri possono continuare con i soliti commenti.
00:33:26 [Alain]
è giunto il momento della posta del cuore, come sempre potete scriverci tramite il form sul nostro sito, scrivendo nei commenti dovunque ci ascoltate, oppure potete unirvi alla nostra community reddit, dove potete postare anche analisi, analisi, analisi. Ci piacciono, ecco, le analisi, le analisi, le analisi. Lettera numero 1 da Gianluca. Dal secondo dopoguerra ad oggi, in Occidente, abbiamo migliorato la nostra qualità della vita fino ad arrivare, in Europa, ad un punto in cui il benessere è stato probabilmente il più diffuso al mondo. L’impressione è che oggi in Occidente abbiamo scollinato, ed ora le divergenze sociali stanno nuovamente aumentando. Mi chiedo se quello che abbiamo vissuto fosse veramente sostenibile, oppure abbiamo semplicemente vissuto a debito e sulle spalle del futuro? C’è stato all’inizio anni 90 un momento in cui con la globalizzazione ed il dividendo della pace abbiamo pensato che la crescita ed il benessere ad essa correlato potesse essere infinita. Poi abbiamo iniziato a prestare attenzione ai bilanci dello Stato ed abbiamo capito che i conti non tornavano. Ed ora? Ci troviamo nella paradossale situazione in cui dobbiamo spendere molto di più con l’impressione che in realtà non stiamo progredendo in termini di benessere diffuso, ma stiamo solamente mettendo delle pezze.
00:34:37 [Alain]
ps. Ovviamente il nostro benessere diffuso si è potuto sviluppare grazie al malessere di persone che cuciono capi a basso costo, che lavorano 16 ore al giorno, eccetera. In infinitiva, al di là di tutto, abbiamo vissuto in una bolla? Un saluto. Vi ho scoperto di recente? Bella scoperta. Gianluca. PS. Non sono il giornalista sportivo.
00:34:56 [Vittorio]
questo perché non possiamo dire il cognome, quindi vabbè, però fa molto ridere in effetti.
00:35:00 [Nicola]
cioè io quando l’ho letto ho detto ma. .. Poi però ho capito che dalla riflessione non poteva essere il giornalista sportivo. Ah, troppo alta di giro. Comunque sì, secondo me è una domanda difficile per me, però io ve la dico come. .. Cosi parla come Magni ed è stata una bolla, secondo me, perché appunto si usciva da un momento orribile che era stato la guerra e quindi c’era tanto da fare. C’erano poche persone per farlo e soprattutto era un periodo in cui nessuno aveva voglia di rompere i coglioni agli altri dopo quello che era successo in certi posti. Si è fatto un uso massiccio del debito che poi è finito sulle spalle degli altri, anche se poi non era neanche necessario, perché basta guardare la Germania adesso. E comunque, secondo me, parte di questo malessere verso la crescita che abbiamo avuto è dato. .. Al fatto che queste divergenze sociali ce le abbiamo davanti agli occhi 24 ore su 24 per i social è una roba di cui abbiamo già parlato parecchie volte.
00:36:02 [Nicola]
quando io andavo a scuola, se un mio compagno di banco organizzava una festa e non mi invitava, io mica lo sapevo. E ora stanno tutti presi male per questa roba.
00:36:12 [Alain]
io non sono molto d’accordo quando dice gianluca che il nostro benessere si è basato sul malessere altrui. In parte, in parte, sì, assolutamente. Però sono anche ottimista sulla tecnologia, da un certo punto di vista. Il progresso tecnologico c’è stato, è obiettivo. E anche l’apertura dei commerci, no? discreta pace che ha più o meno ha portato è correlata con l’apertura dei commerci anche quello ha avuto un impatto non è che è stato solo roba negativa insomma mi sembra che molte cose vadano molto meglio rispetto a dove siamo partiti anche perché meno tra di noi occidentali poi detto ciò sono d’accordo con nicola nel senso un po di bolla qua Un po’ di bolla c’è aria. Magari il prossimo futuro non sarà altrettanto roseo. Insomma, come i mercati ha anche la storia dei suoi cicli alla fine. Non sono proprio cicli perfetti, però. ..
00:37:02 [Vittorio]
una bellissima lettera e dà un sacco di spunti in cui chiaramente noi non abbiamo nessuna verità, è un po’ complicata e a me ha dato due spunti diciamo. Il primo è che io non lo vedo del tutto negativo il fatto che siamo arrivati a un punto in cui non possiamo permetterci lì perché se valutiamo la cosa un po’ razionalmente. .. Vuol dire anche che noi abbiamo raggiunto un livello tale che è veramente molto alto. Con pochi euro che noi spendiamo al supermercato probabilmente mangiamo meglio di tanti re o nobili di. .. Un secolo, due secoli, tre secoli fa abbiamo delle cure 600 volte migliori, abbiamo degli abiti, dei tessuti, una condizione di vita che penso non ci sia mai stata nella storia e non parlo di Bezos ma di qualsiasi persona normale. Quindi è vero che probabilmente abbiamo vissuto una bolla che le cose andranno a. .. Scendere e dobbiamo rinunciare a tutta una serie di cose, perché è stato un periodo felice, perché ci sono state determinate condizioni, ma è anche vero che forse se andiamo due tre gradini sotto non è così traumatica. Nel corso della storia del genere umano, non siamo tra quelli messi peggio, non siamo tra quelli messi nella media, siamo sempre molto sopra.
00:38:11 [Vittorio]
dico sempre questa cosa: ‘siamo sempre una società che si mette a dieta. Pensate un attimo a dire a un tizio del novecento, anche ai vostri nonni, ai vostri bisnonni. Non mangio volontariamente. Immaginate le facce che possono fare. ‘ Chiaramente penso che siete dei coglioni, ma effettivamente siamo così ricchi, in realtà è questo. La seconda, e credo che questo mi genererà un po’ di critiche, è che non è neanche così vero che abbiamo scaricato questa ricchezza su altri. Nel senso, sicuramente sì, ci sono casi di. .. enormi di responsabilità colonizzazione che non devono essere messe da parte, però è anche vero che in tantissimi tipi di società non esistevano delle possibilità lavorative, e tra lo zero e il due, forse meglio il due, cioè questo esisteva anche in Italia, tantissimi lavoravano 12-14 ore al giorno, la sabba della domenica, semplicemente perché le condizioni preesistenti da cui arrivavano. Erano talmente miseri che lavorare 12-14 ore al giorno come operaio era molto meglio che fare, che ne so, al contadino con una vanga e basta, per dire.
00:39:17 [Vittorio]
quindi anche là bisogna trovare un po’ una mediazione, sempre senza. .. Fare il contrario e dire no stanno tutti bene. Grazie, ci devono ringraziare, perché abbiamo dato il lavoro. Non è così, ci vuole rispetto. però bisogna anche considerare le cose con una certa mediazione e non essere per forza pessimisti al massimo. Eccolo, così ti tirerai le sberle da destra a sinistra, tutti e due i lati, certo hai visto che Alain ha scelto praticamente uno short da mandare su YouTube in cui dico una cagata leggera, leggerissima, ed è quello più commentato in assoluto. Quindi io consiglio di fare questa cosa in short, perché facciamo un grandissimo successo di più.
00:39:52 [Nicola]
perché questa puntata si presta. Sì.
00:39:56 [Nicola]
vabbè, siccome in questa puntata abbiamo parlato di italia, estero, così cos’ha, per le cazzabubbole. .. Io vi racconterò la mia esperienza al consolato di Zurigo, qua perché mi è scaduta la carta d’identità e quindi ho dovuto rifarla dopo un anno e mezzo. Ovviamente devi iscriverti all’aereo per iscriverti all’aereo. Salta fuori che ti chiedono la proof of address, perché a quanto pare gli italiani fanno questo giochino di inventarsi che vivono in Svizzera. E quindi mo ti rompono pure i coglioni dei potà bollette dell’acqua per dire ‘no, guarda che vivo veramente qua Poi, secondo step, è tipo acquisto dei biglietti del Tomorrowland. Perché per prendere l’appuntamento, loro aprono gli appuntamenti solo un giorno ogni due settimane a mezzogiorno di quel giorno. Devieni fare praticamente il bot, devi comprarti un bot per avere l’appuntamento, finalmente riesco ad avere l’appuntamento venerdì mattina.
00:41:00 [Nicola]
mi presento inconsolato venerdì mattina, completamente fatto, non lo so cosa c’avevo io quel giorno. Lì entro, c’è il carabiniere, il carabiniere mi guarda, io e vado verso la porta, no, no mi ferma. Perquisa da stadio ad un certo punto pure mi dice: ‘Apri lo zaino E lo guardo e dico, ‘ma che cazzo vuoi, che ci abbiano lo zaino? Sto andando a lavorare, no? Apri lo zaino, fammi guardare dentro. E poi mi diceva a me, ‘sposta la roba, sposta la roba, perché lui non potrà toccarla, non lo so’. Poi entro, entro, entro in questo mondo, cioè torno indietro di 800 mila anni. Il tipo all’ingresso che aveva ancora tutta l’armatura del COVID lo era seduto con il computer davanti, ma con una lista stampata con cui mi fa mi dica il suo nome. Lui ha cercato sulla lista stampata il mio nome e mi ha detto: ‘Ah sì, lei tra 15 minuti che anche lì dico c’è il computer. Non puoi averlo a schermo, no quel computer lì che cazzo ce l’ha. ‘
00:42:04 [Nicola]
ovviamente mi chiamano al piano superiore, no? Arrivo al piano superiore, aspetto, mi guardo in giro e vedo che sul muro c’è un’altra roba appiccicata, con su scritto: ‘Se siete qua che avete il passaporto, dovete prendere il numerino. Se siete qua per la carta di identità, vi chiamiamo noi. ‘ Perché il processo deve essere complicato ulteriormente. Poi vado dentro, mi chiede la fototessera, prende la fototessera, la scannerizza e mi ridà la fototessera. A quel punto io la guardo e le dico è green, così io dico ma scusa, ma una webcam non la puoi comprare. Una roba cioè se la devi digitalizzare, cioè hai dei device? No? È il 2025 come un cazzo di telefono cinese che da 5 euro? Poi io ho dovuto ridimostrare dove vivo, però lei mi dice, guarda, basta che mi fai vedere l’app della banca, basta che sull’app della banca ci sia il tuo indirizzo, delle robe così, no? Per arrivare lì ti ho già spiegato dove vivo, te l’ho già dimostrato un’altra volta.
00:43:07 [Nicola]
finalmente sono a posto e quindi lei mi dà una bibbia di roba di codici pic, codici puc e lo speed. Con questo attivi lo speed.
00:43:20 [Nicola]
io che la guardavo dicevo, vabbè, non lo so, non parlo sta lingua, non userò mai, non me ne frega niente. Codici per il. ..
00:43:32 [Nicola]
per tracciare la spedizione perché vuoi mai che cioè hai la mia mail vuoi mai che fai come tutti i servizi di spedizione del mondo da dieci anni e mi mandi una mail con scritto clicca qui e puoi vedere dov’è no ci vogliono dei codici e tutto questo perché io poi quella carta d’identità lì non l’avrò mai perché ovviamente loro me l’hanno spedita quando io ero in italia e quindi la raccomandata è arrivata è tornata indietro in italia e adesso non so più dov’è in tutto questo io mi ricordavo quando sono andato a fare il passaporto all’ambasciato olandese per mia figlia tu entri in questo posto ed è un posto normale è un ufficio normale cioè la gente ti guarda, non è incazzata, non è incazzata, ride, vai lì senza appuntamenti, senza niente, ti siedi, lo fanno e dopo una settimana c’è il passaporto. Poi a me quando torno in Italia mi fermano a malpensa, mi dicono ma perché i suoi figli non hanno il passaporto italiano? Perché?
00:44:34 [Nicola]
perché fortunatamente hanno un 50% di nazionalità normale. Comunque, YouTube mi ha proposto una roba intelligente per una volta, penso, in dieci milioni di anni. È il canale d’Italia Daniel Steiner ed è uno che piega la storia delle città con le mappe. Bello. Detta così. .. Ma è fatto molto bene quella che loro mi avevano proposto era la storia di Zurigo ed è interessante di brutto, cioè ad esempio ho scoperto perché di fronte alla squadra di mia figlia c’è sto canale. Perché in realtà quello era il fossato di una delle varie versioni della città, ah, della città di Zurigo. E quindi non lo so a me quello è piaciuto. Secondo me ce ne sono tanti altri, perché poi c’è tipo 300 mila follower, una roba così, per cui adesso è un canale grande. E niente se non avete niente di meglio.
00:45:29 [Vittorio]
no, queste sono le cose che fanno andare rota male. Male, cioè perlomeno a me, loop spazio temporali. Alla fine ti fai, ma sono le 6 di mattina e sto guardando la mappa di Dàca.
00:45:40 [Alain]
che cazzo faccio? Capito?
00:45:42 [Vittorio]
invece consiglio un libro che sto leggendo sempre sul trend di cinematografia che si chiama la bella confusione, che doveva essere il titolo originario di otto e mezzo. Vabbè, un libro sul cinema, però secondo me racconta molto anche dell’Italia, o perlomeno di un’Italia, che parla sostanzialmente della rivalità tra Fellini e Visconti, cosa che io non conoscevo. Tra le altre cose, a un certo punto si trovarono a girare quasi contemporaneamente, proprio una questione di quasi dieci giorni di distanza. I loro più grandi capolavori che sono il gatto pardo e appunto otto e mezzo. E la cosa affascinante è che erano due persone molto distanti in qualche modo, uno Fellini, molto diciamo creativo, lunatico. Visconti è uno molto preciso, rigoroso, che ripeteva le cose fino a quando non arrivavano esattamente di come le aveva progettate. C’è una famosa scena del ballo del gatto pardo, lui aveva animato tutta la villa con 300 comparse perché diceva: ‘Deve essere un ballo vero’ e l’ha girata 32 volte. Così che ha mandato in fallimento il produttore.
00:46:41 [Nicola]
e quello che metteva i vestiti dentro gli armadi anche se non li apriva.
00:46:45 [Vittorio]
penso di sì. E poi diciamo è affascinante perché tratta di tutto lo spaccato di quello che era questo paese. Ad esempio, tu dovevi far parte di una determinata corrente politica. Non potevi stare nel mezzo, o piacevi ai cristiani o piacevi ai comunisti, oppure se stavi nel mezzo, eri sempre un po’ Strano et la cosa divertente che dico io, avendo visto un sacco di repertorio per un programma che ho fatto, è che una costante di questo paese e che c’è nelle interviste del cinema negli anni 50, 60, 70, 80, 90. Tu troverai costantemente un servizio di un telegiornale o di un documentario o di un nuovo regista, di un nuovo sceneggiatore che parla, incominciando così, la crisi del cinema italiano. In qualsiasi epoca quindi, secondo me, è un buon romanzo che parla dell’Italia e degli italiani, perlomeno.
00:47:35 [Alain]
io vi consiglio un altro canale youtube. Si chiama Climate Town. Non so se magari vi è capitato. Parla di impatto ambientale, no? Abbastanza intuitivo. Il tizio è americano e quindi si occupa soprattutto delle normative USA, di come funzionano alcune cose, di qual è l’impatto ambientale, ad esempio, che ne so. Dei bei giardini verdi che hanno gli americani. Tra l’altro, curiosità. Sapete qual è la coltura principale in America? Cioè il prodotto vegetale che viene coltivato di più in America?
00:48:07 [Vittorio]
mais. No.
00:48:09 [Alain]
la marijuana.
00:48:10 [Alain]
magari. No, è l’erba. L’erba, la normalissima erba. Ah, l’erba, l’ho detto. No, non quella col principio attivo. La normalissima erba da prana. Quella scialba. Ma tra l’altro supera talmente tanto le altre che è tipo la seconda, terza, quarta e quinta cultura messa insieme. Le varie varietà.
00:48:31 [Alain]
e niente comunque ti fa vivere diverse situazioni paradossali, assurde e ti fa ridere. Il tipo è simpatico, a me piace, e lo trovo fraternizzante. Ti toglie un pochettino il velo sull’America, anche sull’aspetto climatico e l’aspetto ambientale. Ti fa passare la voglia di andare a vivere, magari vai e visiti. Comunque niente, bello, consigliato.
00:48:59 [Vittorio]
con questa ulteriore motivazione, per non andarsene via dall’italia o soprattutto non andarsene in america. Direi che abbiamo finito. Vi ricordo di consigliarci ad amici, parenti, gatti, cani, quello che vi pare a voi. Potete sempre leggere le nostre cose sui nostri blog, dei tali a letter sofa, finanza cafona e salto mentale. Potete farci una donazione. Utilisiamo i nostri link affiliati, qualsiasi cosa vi prego, aiutateci. Perché è una tragedia quest’anno è stato drammatico economicamente per noi, costa tantissimo. Un podcast ciao ciao ciao.
