Oggi a Too Big To Fail parliamo bolle finanziarie: come nascono, crescono, vengono pompate, diventano giganti e scoppiano con terribile fragore e dolore al portafoglio.

I consigli di oggi:
Nicola: Reminiscences of a Stock Operator di Edwin Lefèvre
Vittorio: Squali
Alain: L’arte di cambiare di Katy Milkman 

LA PROMO
Oggi tanti libroni consigliati. Potete ascoltarli su Audible gratis con la prova di 30 giorni. O se odiate il colosso USA potete approdare al competitor europeo: Storytel. Anche lui sgancia 30 giorni gratis ed include gli ebook!

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Se non ti basta ascoltarci, leggici: The Italian Leather Sofa, Salto Mentale e Finanza Cafona.

Oh ascolta fino alla fine o arriviamo con una spilla da balia eh!

TL;DR;

I quattro economisti esaminati – Hyman Minsky, Robert Shiller, Charles Kindleberger e Edward Chancellor – hanno fornito una visione approfondita sul fenomeno ricorrente delle bolle finanziarie. Alcuni punti chiave:

  • Le bolle sono il risultato di un’espansione del credito e dell’indebitamento, che porta a comportamenti speculativi e a una crescente fragilità del sistema finanziario.
  • Fattori psicologici come l’euforia, l’imitazione e la paura di perdere l’occasione giocano un ruolo cruciale nella formazione delle bolle.
  • Le bolle seguono spesso un pattern simile: spostamento, mania, panico e crollo. Il ruolo delle istituzioni e della politica è fondamentale nel favorire o contenere questi cicli.
  • Le bolle non sono solo fenomeni finanziari, ma riflettono più ampiamente la natura umana, le dinamiche sociali e culturali.
  • Minsky ha sottolineato come la stabilità economica porti paradossalmente a comportamenti sempre più rischiosi, fino al “Minsky moment” in cui il sistema crolla.
  • Shiller ha evidenziato il ruolo delle narrazioni, delle emozioni e dei bias cognitivi degli investitori nella formazione delle bolle.
  • Kindleberger ha analizzato il ruolo cruciale del credito e degli shock esogeni nell’innescare le crisi finanziarie.
  • Chancellor ha esplorato come le bolle siano radicate nella natura umana, nella cultura e nelle istituzioni, andando oltre la semplice razionalità economica.

Le teorie e le intuizioni degli economisti esaminati forniscono una lente preziosa per comprendere meglio il funzionamento delle bolle finanziarie, un fenomeno ricorrente e dalle conseguenze spesso devastanti. Sebbene prevedere con precisione l’insorgere di una bolla rimanga una sfida, queste prospettive aiutano a sviluppare una maggiore consapevolezza e a prepararsi meglio ad affrontare tali eventi.

TRASCRIZIONE

00:00:03,670 [vittorio]

In questa puntata di too big to fail, parliamo di bolle finanziarie, citiamo mille mille economisti e ammiriamo una bambina di 6 anni che bullizza il padre.

00:00:13,980 [vittorio]

 visto che la nostra palla di vetro magica che prevede il futuro non è riuscita a far crollare tutti i private equity del mondo, oggi buttiamo lì, tutto per voi, un nuovo piccolo semino. Uno di quelli che un giorno ci permetterà di dirvi, con un ritardo incredibile, ovviamente, te l’avevamo detto.

00:00:29,240 [alain]

 e a quel punto incomincieremo a vendere i corsi in cui spieghiamo come anticipare il mercato azionario analizzando le viscere di un pigione. Ma lo sai che sta roba è interessante?

00:00:39,370 [vittorio]

 ci sarebbe pure da scriverci un libro, magari una campagna di marketing, una cosa. ..

00:00:43,490 [nicola]

 no, invece stavolta parliamo di bolle. Più che prevedere quella che stanno per scoppiare, parliamo di come funzionano e perché si formano. Con tutti i limiti del caso, visto che anche solo decidere se un asset è stato una bolla dipende molto da chi lo guarda. Un po’ come il concetto di eccellenza della cucina italiana ovunque.

00:01:02,640 [vittorio]

 chiaramente su questo tema delle bolle finanziarie sono stati scritti una marea di libri, di testi, di analisi, anche in passato. perché effettivamente una delle bolle più famose è targata all’incirca 1600, che è la famosa bolla dei tulipani. Detto ciò noi abbiamo deciso di analizzare in particolare quattro libri di quattro grandi economisti per farvi avere più che altro un’idea complessiva del fenomeno e poi a sintesi di quello che imparate ve la fate da soli insomma. Il primo di cui parliamo è Ayman Iman Minsky, un nome pazzesco che effettivamente sembra un cartone quelli degli anni 70, no? Tipo. ..

00:01:37,370 [alain]

 mamma mia che merda che era iman! Ecco haters, ecco haters, potete prendermi. Comunque ormai avete capito che noi non scegliamo gli autori per le idee, ma per il nome. È vero. Tra l’altro facciamo un gioco. Imaginatene la faccia che doveva avere il nostro amico Iman Minsky.

00:01:57,750 [alain]

 ora aprire wikipedia e ditemi se non è esattamente come doveva essere. Poi dicono male della frenologia.

00:02:06,200 [nicola]

 allora, il signor, secondo me è iman, no? No, lo so. Iman Minsky è un economista nato nel 1919 e formato con Schumpeter e Keynes. Noi invece un Mario Rossi economista, no? Ora è solo sti nomi. E poi è Schumpeter. Schumpeter, io ho sempre pronunciato, però forse non sono ognuno di noi, lo pronuncierà in modo diverso.

00:02:30,930 [vittorio]

 giusto per darvi, devi sentirla dentro l’anima, la pronuncia di schumpeter.

00:02:35,740 [nicola]

 vabbè, comunque, minsky rimase a lungo ai margini dell’accademia americana perché le sue idee disturbavano l’ortodossia. La sua tesi di fondo, la Financial Instability Hypothesis, parte da questa osservazione. Ogni periodo di stabilità prolungata in un’economia capitalista tende a produrre, per inerzia psicologica e per logica finanziaria, le condizioni della sua stessa distruzione. Quindi, un po’ in sintesi. Quando le cose vanno bene, gli operatori, quindi le imprese, le banche, gli investitori, diventano sempre più ottimisti, prendono più rischi, l’indebitamento cresce e il sistema diventa più fragile.

00:03:13,010 [vittorio]

 tra les autres choses, minsky sostiene anche che, in un’economia capitalistica moderna, il regime finanziario non è neutro rispetto alla stabilità. Anzi, la dinamica del credito e dell’indebitamento è una parte integrante del ciclo economico. A trapproposito, distingue tre tipi di finanziamento debitori. Il primo è legge, cioè i debitori in grado di coprire sia interessi sia capitali con i flussi attesi, che è la modalità un pochino più prudente. Poi ci sono gli speculative, ossia possono pagare gli interessi ma devono rifinanziare e rinnovare costantemente il capitale. Quindi il loro successo dipende dall’ambiente, se è favorevole o diciamo l’insuccesso, se non è favorevole. E poi ci sono i ponzi, sono quelli che non possono pagare nemmeno gli interessi con i flussi attuali e contano sull’aumento del prezzo degli asset o su una nuova leva per sopravvivere. Personalmente aggiungo che questa divisione è molto moderna, sia per valutare le aziende, tra cui quella in cui lavorate, perché se andate a capire come lavora il vostro imprenditore di riferimento. .. Il vostro capo, forse, riuscite a capire se dovete scappare o meno, che per la finanza personale, cioè pensate agli amici che continuano a rifinanziare il macchinone in continuazione, perché la maxirata non la possono pagare.

00:04:20,740 [nicola]

 no, ma tra l’altro dentro al private credit ci sono un sacco di. .. Capita che ci siano delle aziende che non arrivando a pagare nemmeno gli interessi, cosa fanno? Pagano gli interessi come nuovo debito. E quindi innescano una capitalizzazione folle dal loro punto di vista, però il fondo ovviamente non te lo dice. Il fondo presuppone che comunque quelli siano good money, e quindi tu continui a vedere che in teoria il fondo sta andando bene finché poi BOOM.

00:04:54,920 [alain]

 secondo minsky, l’economia passa durante la fase di boom da una prevalenza di debitori hedge a una prevalenza di debitori speculativi per finire con una prevalenza di debitori ponzi. Arriva così il momento Minsky. Minsky moment. Dai, rimetti ancora in mente che ci sta, no?

00:05:14,030 [alain]

 il momento minsky è il momento in cui il sistema finanziario riconosce la sua fragilità. Il rifinanziamento diventa difficile, i ponzi devono vendere asset a sconto o addirittura accelerare il valore di alcuni asset. Il prezzo degli asset prima scende e poi crolla, e si innesca ovviamente una crisi. Minsky insiste che queste crisi non sono solo causate da shock esogeni come una guerra, un terremoto, una pandemia. Sono invece endogene al funzionamento del sistema capitalista con credito, aspettative e indebitamento. Eventualmente le cause esogene possono essere solo la miccia, no? La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso.

00:05:50,340 [vittorio]

 infatti una sua famosa frase è ‘stability is destab. .. Mandate a fang. .. Bastardi! ‘ Bastardi, tutte le vostre parti le avete tradotte e a me lasciate l’originale pure gli scioglilingue del cazzo. Allo stesso tempo, comunque, l’idea è che la stabilità genera instabilità sentita. Che bello l’italiano che è una delle parti centrali della sua visione. Chi è diciamo bullish sul mercato spesso dimentica che è proprio l’assenza di turbolenza che alimenta comportamenti rischiosi quando tutto sembra sotto controllo e stabile. Proprio lì può nascondersi la futura crisi.

00:06:20,920 [nicola]

 minsky aveva anche osservato che le più gravi depressioni sono precedute da periodi di buona performance economica e non periodi di crisi prolungata. Ok, se quello che appena detto vi ha fatto pensare ovvio, ricordatevi che era nato nel 1919. Eh sì. Qualunque regolatore, investitore o politico che ignora l’accumulo di debito, leva e speculazione lo fa a suo rischio. In particolare, un atteggiamento troppo accomodante della banca centrale, ad esempio, che arriva subito in soccorso dell’economia. E lo fa ancora, e ancora, e ancora, la Fed puo in sostanza caricare di rischio il sistema, finche non abbiamo una crisi molto grande, invece una serie di piccole correzioni, di piccole crisi.

00:07:07,650 [alain]

 il secondo personaggio che introduciamo oggi e robert schiller, un economista premio nobel nel 2013, professore a yale, ha passato la carriera a dimostrare che i mercati non sono macchine reazionali, ma sono governati da storie e contagi sociali. Schiller ribalta l’assunto che i mercati finanziari riflettano sempre razionalmente i fondamentali economici. Al contrario, i mercati possono essere dominati da comportamenti collettivi, narrazioni, mode. Il suo libro di riferimento a questo tema è Irrational Exuberance, del 2000.

00:07:37,760 [nicola]

 qua mi viene in mente. .. Jim Kerr è il scemo più scemo, cioè il tipo che fa market timing con la GIF di Jim Kerr che dice: ‘Allora c’è una possibilità’.

00:07:51,930 [nicola]

 quando dici, eh, il mercato non è razionale, quindi, ah, ma allora posso fare market timing.

00:07:59,090 [vittorio]

 vabbè, partiamo dalla definizione di bolla di schiller. I define a speculative bubble a substitution in which, ma andate a fanculo, utilizziamo Google Traduttore, anzi, la mia è gratuita. Che è l’unica cosa che fa molto bene una bolla spogliolativa è una situazione in cui le notizie di aumenti dei prezzi alimentano l’entusiasmo degli investitori che si diffonde per contagio psicologico da persona a persona. Nonostante i dubbi sul valore reale di un investimento, gli investitori ne vengono attratti in parte dall’invidia per i successi altrui e in parte dall’eccitazione del giocatore d’azzardo. Pure questa considerazione psicologica è molto bella perché vede l’essere umano un po’ di distruttore delle cose belle che funzionano. C’è tanta verità in questa cosa.

00:08:41,830 [nicola]

 comunque, questi sono gli elementi chiave nelle bolle per schiller. Numero uno, il feedback loop. I rialzi generano attenzione mediatica che attira nuovi investitori che spingono ancora i prezzi. Immaginate che sta roba Schiller l’ha scritta prima che i social esistessero. La seconda è quella della narrazione dominante, o anche This Time Is Different, la credenza collettiva che le vecchie regole non valgono più, che una nuova era sia iniziata. Ad esempio, la situazione che viviamo oggi è stata condizionata pesantemente dal dire che le Magnificent Seven sono società molto light, senza troppe infrastrutture. Ma l’AI è basato invece su grandi investimenti in infrastrutture, quindi la Google di 5 anni fa che generava soldi tramite il codice oggi invece spende per costruire tutti questi data center, quindi è diverso il capex fondamentalmente che hanno Numero 3 sono i bias cognitivi e psicologici, il comportamento da gregge, ancoraggio e overconfidence.

00:09:42,450 [nicola]

 in pratica lo spesso spirito della gente che va a pontida, ma allargato a tutta la società.

00:09:48,480 [nicola]

 il numero 4 è gli indicatori strutturali. L’accesso facile al credito, nuovi strumenti finanziari, partecipazione di massa nel mercato e la leva. Ad esempio, è una notizia di questi giorni che JP Morgan concederà prestiti garantiti da Bitcoin ed Ethereum. E se ve lo ricordate, JP Morgan era la stessa che pochi anni fa li considerava asset privi di valore.

00:10:11,160 [vittorio]

 vabbè, ma quello si cambia idea, dai. Passa il tempo, so. Si evolve, si evolve.

00:10:16,800 [alain]

 schiller è anche famoso per aver inventato un indicatore, il cape, o cyclically adjusted price earnings, che è uno strumento che aiuta a valutare se i prezzi delle azioni sono sproporzionati rispetto agli utili medi storici. Ora, un cappe anormalmente elevato può essere un red flag sulla presenza di una bolla, anche se poi non è che ci dice quando, come, se la bolla si sconfierà. Quello che l’investitore individuale deve imparare da Schiller è che oltre ai numeri contano le aspettative collettive, le emozioni degli investitori, mentre i regolatori dovrebbero essere consapevoli che ignorare la psicologia degli investitori, retail o istituzionali che siano, può condurre a bolle ancora più gravi.

00:10:58,720 [vittorio]

 tra l’altro è abbastanza interessante notare come il libro, cioè furia razionale, è uscito proprio al picco della bolla della dot com, il che effettivamente gli dà quasi un carattere profetico, soprattutto perché molti degli accademici e degli analisti con cui lavorava schiller, che erano. .. Dallo stesso ambiente, in realtà, guardavano solo ai rialzi di mercato e non si accorgevano di quello che stava succedendo. Quando Schiller gli avvertiva che i prezzi erano fuori misura rispetto ai fondamentali, lo guardavano pure un po’ storto e l’hanno ritenuto anche un tizio un po’ scomodo. Peraltro, questa cosa invece l’ha resa una leggenda dopo, tanto da dargli nel 2013, permettergli di avere il Nobel nel 2013, proprio perché insomma aveva previsto qualcosa che gli altri neanche con gli occhiali c’erano riusciti a vederlo. Detto ciò, ricordo pure che tutti questi libri noi li mettiamo negli show note, così se beccamo pure qualche soldino d’affiliazione che sia mai.

00:11:46,970 [nicola]

 allora, il terzo personaggio del nostro racconto è quello col nome più adatto. Charles P. Kindelberger. È nato nel 1910 ed è morto nel 2003. Che comunque è campecchiato, come dici.

00:12:01,810 [nicola]

 è stato un economista americano tra i più influenti nello studio delle crisi finanziarie e possiamo anche dire che quindi era un predestinato. Professore all’MIT, consulente della Federal Reserve e del Dipartimento del Tesoro statunitense. È ricordato soprattutto per il libro Manias, Panics and Crashes, A History of Financial Crises, che uscì nel 1978. Diventato la Bibbia dello studio delle speculative. Quindi con lui io partirei subito da una citazione. Non c’è nulla di così destabilizzante per il proprio equilibrio e il proprio giudizio quanto vedere un amico arricchirsi. È una bomba. Madonna. Quanta verità. Effettivamente riassume perfettamente la dinamica psicologica delle bolle, no? La combinazione di invidia, imitazione e paura di restare indietro. Fomo a go go. Uno dei meriti di Kindleberger ogni volta che vedo il nome, lo devo rileggere in testa dieci volte per dire ‘dillo giusto che poi non è così difficile ma è strano.

00:13:04,370 [nicola]

 invece, non hai puoi usare il nome italiano, povero.

00:13:09,750 [vittorio]

 io ho una terza variante, ma la dico dopo, comunque.

00:13:12,750 [nicola]

 uno dei suoi meriti è stato di ampliare le teorie sulle crisi finanziarie, inserendo la dimensione storica e internazionale.

00:13:20,820 [alain]

 tra l’altro, anche lui rifiuta l’ipotesi che i mercati siano sempre efficienti. Mette in risalto che le crisi seguono più o meno lo stesso schema e che la disponibilità di credito espansivo è un fattore centrale. Questa cosa qua torna. Le fasi del ciclo che Kinderberger. .. identifica, che poi hanno risonanza nelle bolle moderne, sono le seguenti. La prima fase è spostamento. Una nuova tecnologia finanziaria o istituzionale, una deregolamentazione, un cambiamento politico, apre delle nuove opportunità. Il mercato cambia in qualche modo. La seconda fase è la mania o l’euforia. I prezzi degli asset salgono, prima lentamente in maniera solida, poi rapidamente, la speculazione diventa diffusa e questa volta è diverso, si incomincia a sentire in giro. La terza è il panico, la repulsione. Quando la corrente si ferma, il mercato rallenta, gli operatori cercano di uscire. E infine il crash, cioè la svendita veloce, l’effetto di contagio, spesso addirittura internazionale.

00:14:17,360 [vittorio]

 come accennavamo, il ruolo del credito è fondamentale anche per il nostro caro kindleberger, che io chiamerò mr. E. Reader. Il nostro amicone, la facilità di accedere al credito o l’aumento stesso dell’offerta di credito alimenta l’ottimismo e consente agli investitori di indebitarsi pesantemente per acquistare asset. cioè un esempio concreto a cui penso, a tutte le piattaforme di buy now pay later che consentono di indebitarsi a costo zero o ai mutui a tasso zero ridicoli, post COVID. Se vogliamo parlare di finanza personale, proprio io ad esempio ho un sacco di amici che hanno preso un mutuo e, col tempo, non se lo possono permettere, nonostante abbiano tassi praticamente ridicoli. Immaginate questo processo fatto per un intero sistema economico con aziende, conglomerati, eccetera eccetera. In sostanza, Kindleberger fonda la sua ipotesi di instabilità finanziaria su quella del nostro amico Ayman Minsky, sostenendo che le forniture di credito sono procicliche. Un aumento del credito prolunga l’espansione del boom, mentre una diminuzione ne intensifica il successivo crash.

00:15:14,800 [nicola]

 ecco, io su questa cosa dell’accesso al credito vorrei fare un inciso che. .. Richiederebbe molto più tempo, però, su quello che sta succedendo nel mondo del cripto e qua, secondo me, è molto particolare, perché alcuni exchange che sono nati proprio su chain hanno implementato un meccanismo che si chiama ADL, che non è il presidente del Napoli, ma invece indica auto deleveraging. In sostanza, mira a garantire la sopravvivenza dell’exchange, a discapito anche di chi ha trading guadagno, perché. .. Il credito è legato in questo caso alla leva, e siccome tutti i futures sono un gioco a somma zero, l’exchange deve essere sicuro che chi sta perdendo i soldi ne abbia comunque abbastanza per pagare chi invece sta guadagnando. Questi sono sostanzialmente i fondi di compensazione che negli exchange normali tengono i margini, mentre qua è fatto tutto in maniera automatica.

00:16:16,695 [nicola]

 in questa maniera automatica, quando il mercato si muove molto in fretta, è proprio scritto nel regolamento di questi exchange che ad un certo punto loro chiudono tutte le posizioni. Ma a volte non fanno in tempo a recuperare tutti i soldi da quelli che li hanno persi e quindi chiudono ad altri anche le posizioni che hanno in positivo per far sì che l’exchange non fallisca.

00:16:43,760 [vittorio]

 diciamo che in effetti noi gli esempi li abbiamo limitati, però ce ne sarebbero migliaia. L’idea era un po’ più di fare una spiegazione del fenomeno. Però una cosa importante forse è che tutte queste teorie sembrano molto relative, sono all’academia, a testi, oppure al fatto che li studiavano in università, però in realtà riguardano cose profondamente reali. Cioè queste sono veramente un’analisi di quello che succede in determinate circostanze che possono essere d’aiuto anche per vedere un pochino più. .. in maniera distaccata certi eventi che succedono nella propria vita e anche in particolare in quella del proprio percorso di investimento. Detto ciò, tornando all’amico Charles. .. Fu tra i primissimi con i misti a studiare anche i meccanismi di contagio internazionale, forse anche perché il periodo in cui aveva vissuto, gli anni 70, era quello della crisi petrolifera che aveva fatto dei bei danni un po’ in giro. E soprattutto degli effetti causati dal fatto che le economie erano sempre più influenzate una con l’altra, dall’espansione dei mercati, dai flussi di investimenti trasfrontalieri, e degli effetti della politica economica di uno Stato su tutto il mondo.

00:17:47,820 [vittorio]

 anche per questo il nostro amico e-reader era molto convinto di creare un prestatore di ultima istanza internazionale. Nonostante ci fosse già il Fondo Monetario Internazionale, lui diceva che non bastava, ma serviva un’istituzione, servirebbe o serviva. Un’istituzione è un paese dominante capace di fornire della liquidità illimitata a banche e istituzioni finanziarie in difficoltà per evitare un collasso totale del sistema finanziario globale.

00:18:13,520 [nicola]

 heidelberger era abbastanza preciso nel descrivere le bolle finanziarie. Citiamo ancora testualmente. Il periodo di difficoltà finanziaria è un declino graduale dopo il picco di una bolla speculativa, che precede il panico finale e il crollo massiccio. A me qua è venuto in mente Hemingway quando diceva ‘First and then, all of a sudden’. Però Erider diceva anche che le manie speculative acquistano velocità grazie all’espansione del credito. Ed infine lancia un avvertimento grave. Praticamente ogni mania è associata a una solida espansione economica, ma solo poche espansioni economiche sono associate a una mania. Come dire che non tutte le espansioni diventano bolle, ma ogni bolla è figlia di un’espansione. Insomma, anche per lui le bolle seguono un percorso ricorrente. La politica e l’istituzione finanziaria globale ne devono tenere conto e non solo l’investitore. Questo ovviamente è difficile perché nessuno vuole fare quello che arriva e manda tutti a casa perché la festa è finita.

00:19:15,670 [nicola]

 sia nella politica che nelle istituzioni, nella politica soprattutto, vuol dire praticamente suicidarsi.

00:19:21,240 [alain]

 l’ultimo nostro cavaliere dell’apocalisse è edward cancelor, ma tra l’altro è possibile che ci venga in mente solo in mente ora dei cavalieri dell’apocalisse era dall’inizio. Dobbiamo farlo, vabbè. Perdiamo colpi. Edward. Eddie, per gli amici. È uno storico e saggista britannico specializzato in finanza e bolle speculative. Il suo libro più noto, They Will Take the Hindmost, a History of Financial Speculation, del 99. Peraltro un titolo incredibile, posso dire.

00:19:51,740 [alain]

 vedremo che con la penna ci sapeva fare bravo. Analizza la speculazione finanziaria come fenomeno ricorrente nella storia, intrecciando economia, psicologia e cultura. Kanzler adotta un approccio critico rispetto alle teorie dei mercati efficienti, sostenendo che gli investitori raramente agiscono in modo puramente razionale. La speculazione alla fine è parte integrante della natura umana e delle dinamiche sociali.

00:20:19,030 [vittorio]

 per eddy, voi ascoltatori chiamatelo edward, perché non avete la giusta confidenza. Le bolle speculative non sono solo fenomeni finanziari, ma manifestazioni del comportamento umano, della cultura, dell’istituzione. In questo ci sono alcuni punti chiave della sua filosofia. La speculazione, come delusione di massa, cioè la folla viene catturata da illusioni, mode, narrazioni irrazionali. C’è poi l’importanza delle emozioni umane, la cupidigia, la paura della perdita. L’emulazione, la credulità della folla si scatenano durante i momenti di euforia speculativa e costringono ogni mania indipendentemente dal suo contesto storico. Poi c’è questa immagine che lui fa che si chiama carnevale del capitalismo, cioè sono quei momenti in cui le regole ordinarie della società si sospendono di botto, la speculazione sale, e poi si torna alla realtà nella maniera un pochino più difficile possibile. Poi c’è l’intero fattore di come la politica, la corruzione, le istituzioni hanno un ruolo nello stimolare e nel permettere che determinate manie speculative possano avverarsi. Fa un sacco di esempi storici in questo senso, tra cui la South Sea Bubble, le varie bolle immobiliari e le crisi moderne.

00:21:23,070 [vittorio]

 se ci pensate un attimo, effettivamente le cose tornano sempre.

00:21:26,950 [nicola]

 ecco, eddie, se non faceva l’economista, avrebbe fatto il poeta. Sentite qua. L’appetito smodato per il guadagno, se lasciato a se stesso, non potrebbe che trovare la propria cura attraverso la sua inevitabile delusione. E’ questa.

00:21:43,770 [nicola]

 davanti ai nostri occhi si gonfia una possente bolla di ricchezza, tanto vuota quanto effimera, e tanto contraddittoria rispetto alle leggi della materia solida.

00:21:54,770 [alain]

 leopardi chi? Leopardi! Un’ulteriore nota.

00:21:57,520 [nicola]

 chancellor esplora come le speculazioni affondi le radici anche in epoche antiche. Roma, l’Olanda, l’Inghilterra. E quindi la lezione è l’homo speculator. Ho fatto un mix tra latino, inglese, merdone. Questo per mostrare un po’ di culture. Com’è in latino? È impossibile, no? Però speculator sono veri. Eh, l’homo speculator, mi veniva alla spagnola, l’homo speculator, l’homo speculator non è una novità.

00:22:31,160 [vittorio]

 insomma, come avrete intuito, nei quattratori c’è una sorta di filo conduttore. Il loro pensiero sembra come conseguenziale uno con l’altro e questo evidenzia come in qualche modo. .. si sia capito come si formano le bolle. Cioè sono un fenomeno ricorrente, endogeno e umano. E sono influenzate dalla psicologia umana e collettiva, dalla FOMO, dalla voglia di speculare, ma anche da fattori di mercato insiti nella natura economica, tra cui la disponibilità al credito e le scelte economiche dei vari paesi oppure dei gruppi.

00:23:01,320 [nicola]

 io vorrei fare un inciso, una sorpresa per gli altri due host del podcast, perché ho letto un articolo oggi scritto da owen.

00:23:11,510 [nicola]

 lamont, che sta diventando abbastanza famoso, cioè lavora per akkadian, e proprio oggi ha scritto un post chiamato dumb bunny triumphant, dove praticamente parla un po’ della bolla che stiamo vivendo.

00:23:29,320 [nicola]

 e ci sono due robe che mi hanno fatto pisciare da ridere. La prima cosa è che lui dice, vabbè, gli investitori retail normalmente sono chiamati damboni, ma non lo dovete vedere come un dispregiativo, no? Perché lui dice, è ovvio che se io c’ho, non lo so, una cistea o un rene e mi opero da solo. .. Lo chiami dumb surgery, quindi cioè il retail in questo caso lui lo vede come quelli che fanno stock picking, non quelli che fanno passive investing.

00:24:02,800 [nicola]

 e soprattutto lui dice nella prima fase della bolla sono i dammoni, quelli che fanno i soldi, per cui se voi vedete la gente che in questo momento sta facendo un sacco di soldi, ricordatevelo no, perché lui dice: ‘sì nella prima parte sono loro che ridono, e poi nella seconda parte è altra gente che ridono’.

00:24:23,840 [nicola]

 ovviamente questa cosa qua vale fino a un certo punto, perché come per tutte le bolle, il problema non è solo identificarla, ma anche trovare il timing, perché sostanzialmente ti tiri fuori troppo presto. Poi è come se non l’avessi vista, e poi questa cosa in effetti prosegue.

00:24:41,100 [vittorio]

 quella cosa psicologica che tu rossi che dici, ma l’ha fatto i soldi quel deficiente, perché io sono più sveglio. Non li posso fare come e quindi alla fine è difficile dire ‘bè, cazzo’ ma io sono più sveglio. Alla fine succede qualcosa.

00:24:54,490 [nicola]

 la difficoltà è proprio quella, nel senso che ci sono queste nozioni che però sono sempre difficili da mettere in pratica. Alla fine investiamo perché vogliamo e dobbiamo prenderci dei rischi, quindi la questione non è tanto di rischio, sino. .. Ma quanto rischio prendere? E appunto, siccome è impossibile fare market timing, sapere che anche il nostro portafoglio subirà queste bolle è importante. E la cosa che è ancora più importante è non essere distrutti finanziariamente dallo scoppio di una bolla. Ma essere troppo prudenti può risultare più deleterio che l’alternativa.

00:25:31,110 [alain]

 dai, che la pubblichiamo una settimana prima del crollo e diventiamo famosi.

00:25:34,690 [vittorio]

 mamma mia, sì, è una vita che voglio andare a ballando con le stelle.

00:25:39,370 [alain]

 allora, attendendo di andare a ballando con le stelle, abbiamo però la posta del cuore invasa da gente che scrive percentuali. Ora, vogliamo sapere da Nicola chi ha vinto. Molto cazzito!

00:25:50,460 [nicola]

 nicola era solo un trucco, era solo un trucco per creare engagement. Ma in realtà l’hai mandata tu, no la mail la maglietta l’ho mandata a un subredditor, perché finalmente aveva scritto una roba non mi ricordo più, aveva fatto un commento, si aveva spiegato una cosa bene, mi sembra, ecco aveva spiegato una cosa bene. Ricky può essere? si vedete, vedete, vedete.

00:26:19,205 [alain]

 noi vi diciamo che dovete fare a, invece, era b, quello che dovevate fare, vi inganniamo, esatto. Se volete far alzare ulteriormente l’engagement, potete comunque scriverci commenti su tutte le piattaforme in cui ascoltate questo podcast, potete scriverci via mail tramite il form sul nostro sito, o entrando nel subreddit del podcast, che, se non si fosse capito, è una dittatura illuminata. Poverazzo ereditiere ci scrive ciao biggies innanzitutto ci tengo a dirvi che quando la vocina delle note finali che dice ‘too big to fail’ con l’accento britannico ridò sempre. Anche se ormai sono mesi che succede. Detto questo, vorrei il vostro illuminato parere su questa idea del cazzo. Maschio, 40 anni, lavoro da dipendente con stipendio più che decente, 900k di patrimonio, sposato, figli, cane, ecc. Con i chiari di luna che tirano, però, potrebbe sempre succedere che un giorno mi trovi senza un lavoro. Siccome l’ultima cosa che vorrei fare è elemosinare un lavoro a qualche recruiter stronzo, vedo solo due opzioni alternative.

00:27:25,030 [alain]

 la prima, mettermi in proprio. Oppure, l’idea del cazzo. Studiare bene la materia e investire in modo attivo il mio patrimonio, quindi strumenti quotati, società che investono in startup, ecc. Quanto è più probabile che io mi bruci tutto anziché riuscire a tirarmi fuori uno stipendio dalla gestione attiva del mio patrimonio? Spero di essermi spiegato. Grazie. Allora la mia risposta seria è che se hai uno stipendio decente probabilmente hai delle buone competenze, c’è un buon mercato, quindi amplia quelle, nel senso hai già una solida base su cui costruire, anche perché hai 40 anni per cui ne hai anche di esperienza. Tra l’altro, avendo capitale da parte, questo può servirti un po’ per, insomma, navigare con più tranquillità gli alti e bassi dell’imprenditoria, se andrai per quella strada del lavoro improprio. Se proprio vuoi sfruttare le competenze per una gestione attiva. .. perché una tua passione è bruciante, forse ti conviene puntare a fare quello di lavoro, più che giocarci con i tuoi soldi, anche perché con i soldi degli altri sudi meno, dai, diciamo la verità, no?

00:28:27,570 [alain]

 e poi, perché 900k, ok, sono buoni per un individuo, però, nel senso, quanto alfa ci tiri fuori da una cifra del genere? Non so se. .. Insomma, c’è un’idea del cazzo da fare.

00:28:39,180 [alain]

 è stato onesto e l’ha messo dall’inizio.

00:28:41,360 [nicola]

 io voglio fare solo un inciso prima. Possiamo trovare un incipit, non un incipit, ma una presentazione che sia diversa da questo M40, cioè le dita che vengono usate su Italia Personal Finance. cioè piuttosto fate come quelli che scrivono a Ryan Rusillo, scriveteci quanto alzate di panca, però non scrivete M40, perché veramente non lo sapete.

00:29:09,170 [vittorio]

 io che ho un problema con la storia, tutte le volte che leggo m e all’inizio non capivo proprio, è perché praticamente le divise americane dell’esercito sono tipo m55, m65, m75 e sono fatte a seconda dell’anno di produzione. Quindi, io dicevo a questi che cazzo, ma che cazzo c’entra sta roba dell’esercito? Poi ho capito che il pazzo perverso ero io, ma anche loro comunque posso dire che è una cosa abbastanza folle sta roba.

00:29:32,920 [nicola]

 odioso. Comunque, secondo me la gestione attiva o il trading in generale è comunque un’attività imprenditoriale come tutte le altre. Però nel caso di chi ci ha scritto la lettera si tratta per lui di partire da zero invece che partire da una buona base che è quella di fare il lavoro che lui sa già fare. Cercare di crearsi un edge da zero, mentre dall’altra parte hai già qualcosa, non so quanto sia intelligente, e poi a meno che questa persona non sia nella ristorazione, nella moda, nello spettacolo, sicuramente sarà un settore meno cool. Quindi il caso base è che ti troverai pure con meno concorrenza, e quindi sarà più facile portare a casa la pagnotta. Qui secondo me dovrebbe pensare bene prima di pensare a fare trading.

00:30:21,930 [vittorio]

 io invece dico che al netto che non stia facendo delle valutazioni serie sull’attività aziendale, magari ha letto in anteprima questa puntata sulla bolle e ha capito che il soldatore di lavoro fa delle cappelle incredibili. Forse si sta affascinando la testa un po’. Prima che effettivamente qualcosa succeda, oppure magari ci sia qualche voglia di cambiamento che è in testa, insomma, secondo me l’idea di trading eccetera è proprio una cappellata incredibile. È proprio il punto che tu devi dire: Forse sto dicendo una cazzata, e semplicemente continua, se stai facendo un percorso di investimento bilanciato, fai lavorare il tuo patrimonio piano piano, e quello che rischi di fare è buttarti in questa avventura, perdere un sacco di capitale nel periodo sbagliato e dover ricominciare da zero. Anche rosicando peraltro. E poi la cosa sulla libera imprenditoria che dico è che se hai fatto il dipendente tutta la vita, non è molto facile passare dall’altra parte della barricata, perché sono mondi profondamente diversi. La cosa che noto è che tanti dipendenti non riescono a capire cosa vuol dire quel tipo di vita, lo idealizzano molto.

00:31:25,530 [vittorio]

 è molto differente dal vabbè oggi vado a farmi una passeggiata e sono libero non è proprio così e devi saper fare tante tante cose cioè tu magari puoi essere bravissimo nella tua cosa nella tua competenza specifica, ma poi devi essere bravo a vendere, devi essere bravo a parlare con le persone, devi capire di burocrazia, di amministrazione, di tasse, devi andare sotto al tuo commercialista che molto spesso ti dirà delle grandissime stronzate e anche trovarlo è molto difficile. i professionisti adatti quindi non sottovalutare tutti questi fattori oltre a il marketing il mercato il paese in cui lavori eccetera Jessica Jessica cosa hai combinato? no no Jessica è bravissima è quello precedente che era una roba no Jessica Paolo, Paolo,

00:32:11,130 [alain]

 ¿qué os hay conmigo?

00:32:13,930 [alain]

 olive ci scrive. Ciao ragazzi, vi devo chiedere una cosa sul fondo pensione aperto. Da quando si apre si ha il doppio della capienza di deduzione per dieci anni. Se non si sfrutta mi pare che può essere usata più avanti. Corretto?

00:32:27,790 [vittorio]

 allora, io questa cosa me la sono andata a studiare perché non me la ricordavo in effetti. Alla fine ho scritto un articolo, io ricordavo che in particolare per i neoassunti nei primi 5 anni, tu puoi fare diversamente aggiuntivi oltre ai 5164,57 che sono deducibili, ne puoi dedurre aggiuntivi altri 2582,29. E quindi in pratica puoi dedurre fino a 7. 746,86 euro l’anno. Ora in realtà la cosa è anche un po’ diversa perché la legislazione dice che se tu nei primi 5 anni di lavoro e di iscrizione al fondo pensione hai versato poco o hai versato pochissimo, quelle deduzioni che non hai goduto le puoi recuperare nei successivi 15 anni di anzianità del fondo pensione. Questo vuol dire che tu nei primi 5 anni avresti potuto dedurre un totale massimo di 25. 822,85 euro. ovvero massimo deducibile standard per 5 anni. Se non hai vestito niente, nei successivi 15 anni potrai versare aggiuntivamente 5.

00:33:29,810 [vittorio]

 164 altri 2582, e recuperare quelle deduzioni mancate. Se invece hai investito qualcosa nel fondo, tu prendi questi 25. 000 e rotti, togli i soldi che hai investito, metti, per esempio, 1. 000 euro al mese per 5 anni, che è 5. 000, e puoi recuperare 20. 822 euro di contributi non dedotti. Mi sono spiegato bene? È chiaro? Oppure ho fatto un casino con i numeri, bestiale?

00:33:51,490 [alain]

 non diciamo che quello che non hai effettivamente investito nel fondo lo spalmi, lo recuperi spalmandolo in maniera equa.

00:34:02,150 [vittorio]

 sì, la scegli tu quanto fino a un massimale annuale di 2. 582 euro.

00:34:07,920 [vittorio]

 che peraltro è veramente una bella cosina, perché io non la conoscevo minimamente e credo che sia uno di quei fattori intriganti.

00:34:15,800 [nicola]

 ma devi dire anche un 2-3 stella prima che lo fai ogni volta fare due pirolette, toccarti il naso e le orecchie due volte, se no non vale e ti arriva la cartella esattoriale.

00:34:33,810 [nicola]

 comunque, comunque, passiamo alle cazzabubbole e avremmo una cazzabubbola con la c maiuscola del podcast. Ma purtroppo se ve la diciamo, secondo me ci trovate sul giornale, perché ci hanno tagliato a pezzi. Quindi l’unica cosa. ..

00:34:51,949 [vittorio]

 che io voglio, noi diciamo, abbiamo reagito a questo, è vero, giusto.

00:34:57,490 [alain]

 ricordatevi che vittorio è cintura marrone vigiuto, giusto.

00:35:00,650 [nicola]

 per giusto, per io, vorrei solo prenderla come occasione per te, serenis. Serenis, che magari stai pensando di fare da sponsor a questo podcast. Tu pensi che noi abbiamo degli ascoltatori, non da codice sconto, noi abbiamo degli ascoltatori da pacchetto manicomio old school. Entra e butta via la chiave. È questo il livello della gente che ci ascolta. Per cui io te lo dico, eh.

00:35:34,130 [vittorio]

 poi pensateci voi. Chiaramente stiamo parlando, mi riferisco a te, che ci stai ascoltando. Non sei tu quello a cui ci stiamo riferendo, è a quell’altro. Ok, tu continua ad ascoltarci, continua ad ascoltarci, va benissimo.

00:35:44,670 [nicola]

 tutto comunque. Io un po’ di tempo fa ho scoperto di avere le vertigini, di soffrire di vertigini, però non lo so io. Mi sono lanciato col paracadute, o quando vado sulla zipline, non ho problemi. Ma tipo una volta sono andato a trovare un mio amico a Toronto, anzi Toronto, come dicono che viveva al cinquantesimo piano e aveva il balcone. E quando uscivamo al balcone a fumare, sai, non riuscivo a mettermi sulla balaustra, mi dà fastidio, proprio una sensazione che non riesco. Quindi ci sono delle situazioni in cui veramente non ci sto dentro. E quello che dicevo nella scorsa puntata, che praticamente fuori dalla scuola di mia figlia c’è questo canale, e c’è un ponte su questo canale, praticamente. .. I bambini lo vedono come una sorta di rito di iniziazione che si buttano dal ponte in acqua.

00:36:51,090 [nicola]

 allora quest’estate mia moglie fa, nostra figlia lo dovrà fare l’anno prossimo, salta con lei adesso. E il salto sarà tipo due metri e mezzo. Io passo dall’altra parte della balaustra con lei e lì un po’ Ti sensi l’ansia? No, ma soprattutto perché, comunque, non cioè dovevo convincerla a buttarsi mentre ero lì, che a convincere te stesso e quindi, cioè, devi entrare in sync tra l’essere convinto e convincere lei. Comunque, niente l’abbiamo fatto due volte, poi ovviamente lei rideva perché diceva stavi tremando, bullizzato. Però io, in inverno, la porto in una piscina qua vicino, dove c’è proprio la piattaforma quella per i tuffi. e un giorno eravamo lì alla mattina era venuta anche mia moglie e quindi vado sulla piattaforma di mezzo a vedere se riuscivo a buttarmi giù solo che la piattaforma era quella che avevano poi il trampolino quello tipo la cosa dei pirati quando ti ammazzavano che mettevano fuori l’asse di legno e tu

00:38:04,800 [nicola]

 dovevi camminare sull’asse di legno e poi così e non ce l’ho fatta perché non avevo qualcosa per tenermi diciamo che l’associazione mentale non ti ha aiutato io la vedo in quel modo lì no cioè per me è quello no stai andando a morire quindi dici vabbè fatto sta che due weekend fa siamo tornati lì e niente mia figlia aveva paura però comunque è salita è salita sul trampolino e dopo un po’ si è buttata no e proprio mi ha guardato come per dire hai visto? hai visto che l’ho fatto? E quindi, così, sei anni e mezzo già umiliato da mia figlia su questi argomenti. Comunque, per questa puntata, visto che abbiamo parlato di bolle, io volevo parlare di un libro che sono andato a guardare e non l’ho consigliato nel passato, perché avevo il dubbio. Non so nemmeno se l’hanno mai tradotto in italiano. Si chiama ‘Reminiscences of a Stock Operator’ e racconta la vita di Larry Livingstone. Però, cioè. .. Era ispirato a questo trader leggendario che si chiamava Jesse Livermore. Probabilmente era a cavallo tra gli inizi degli anni del 1900. Quindi ci sono state parecchie crisi finanziarie durante quel periodo e lui era uno speculatore alla Russia Bond.

00:39:25,430 [nicola]

 cioè quando ci andava dentro ci andava dentro pesante quindi in tutta la storia non solo è molto bella perché lui racconta effettivamente anche le emozioni e le emozioni che lui vedeva degli altri trader che tradavano in quel momento lì ma anche il fatto che lui comunque è andato in bancarotta se non mi ricordo male, almeno due volte e poi forse si è pure suicidato alla fine. Però è un libro pazzesco perché ci sono dentro un sacco di citazioni che poi sono rimaste nella storia. É uno dei libri più belli sulle bolle, secondo me, che ho letto tra l’altro.

00:40:05,170 [alain]

 il personaggio lì, jesse livermore, un altro nome che per un trader è perfetto.

00:40:13,300 [vittorio]

 io pure consiglio un’altra cosa, forse inerente a questa puntata, anzi molto inerente a questa puntata, forse è uscita la seconda stagione di un podcast del sole 24 ore che si chiama squali. Praticamente sono delle monografie di pezzi di merda. Non è che è identificabile in qualsiasi altra maniera. Quelle persone che non hanno solo l’intenzione di guadagnare soldi e arricchirsi, ma vogliono proprio avere il potere, ok? In particolare, dominare altre persone. La prima stagione parlava di Madoff, quindi è una storia che alla fine, se siete appassionati di finanza un po’ si sa. Questa qua è ancora più interessante, perché è una di quelle storie che si sa però non è ancora così approfondita, anche perché è vivente, e è quella del caso Wirecard. In particolare segue la storia, cioè la truffa è una truffa, diciamo, alla tedesca di quello che fecero con Parmalat. Si inventarono di avere delle cifre depositate, quando venne fuori tutto il pentimento venne fuori che la banca che doveva avere questi soldi non sapeva neanche chi fossero loro.

00:41:17,200 [vittorio]

 e quindi questo titolo è crollato, eccetera. Il fatto è quello che è successo dopo, e in particolare la figura del co mi sembra fosse Jan Marsalek, in pratica questo signore. Oltre ad essere stato effettivamente l’organizzatore della struttura per la quale si reggeva Wirecard, utilizzava sostanzialmente l’azienda per ripulire transazioni sporche, diciamo così. È indagato per traffico di esseri umani, una spia russa fondamentalmente mandataria, ad esempio, facevano ricerca di persone scomode per la Russia, cercando di fare attentati in giro per l’Europa. Hanno rubato Codici crittografati della Nato e portati in Russia, e attualmente infatti lui è a Mosca. A parte che è veramente realizzato in una maniera incredibile, tra cui c’è Marco Liera che fa la voce, spiega alcuni passaggi, diciamo, della vicenda. Secondo me è molto attuale, perché permette di capire un po’. Il mondo in cui stiamo vivendo, in cui determinate cose vanno oltre semplicemente al fattore finanziario.

00:42:16,970 [nicola]

 penetrano in altri tipi di dinamiche politiche, anche secondo me, questa storia è importante perché quei coglioni della baffin, che è praticamente la consop tedesca, che comunque rompono i coglioni ancora adesso, con la regolamentazione loro, sono sempre stati i difensori di wirecard, perché la storia era saltata fuori perché non so se era uno dei giornalisti dell’ft, è un giornalista inglese del financial times, aveva aperto una posizione corta nei confronti di wirecard.

00:42:47,270 [vittorio]

 perché aveva poi pubblicato un articolo dicendo che non tornavano i conti dell’azienda e appunto credo lo stesso marsalek, oppure il ceo dell’epoca di wirecard, disse ‘vabbè’, ma quello lo dicono perché sono inglesi e rosicano che una società tedesca è importante. È affascinante pure per questo, perché si miscano tante cose, il nazionalismo di un paese, la diffidenza verso un paese comunitario, interessi loschi, sporchi, puliti, dinamiche aziendali strane, perché poi l’azienda Warcraft funzionava. .. Tutto in una maniera stramba e peraltro è una cosa anche questa molto attuale perché mi ricordo che quando è zompata Wirecard tantissimi operatori delle fintech si appoggiavano a loro, cioè Curve si appoggiava a loro, Sisalpe si appoggiava a loro, cioè Sisalpe ha sbracato il servizio e ha ricominciato.

00:43:33,840 [nicola]

 da zero con munei fondamentalmente sì però la cosa assurda è che un giornalista va dal regolatore e gli dice guarda che c’è qualcosa di strano e il regolatore anziché andare a guardare quella roba lo contesta contesta il giornalista sì sì cioè hanno messo i bastoni tra le ruote al giornalista non alla società sì sì vi consiglio l

00:43:54,500 [alain]

‘arte di cambiare di katie milkman. Allora, abbiamo consigliato in passato parecchi libri di crescita personale, no? Alcuni per crearsi nuove abitudini, produttività, un po’ di psicologia. Il libro della Milkman ha il grande merito di fare un passo indietro e inquadrare un po’ come queste strategie si possono combinare, con l’obiettivo ovviamente, come dice il titolo, di cambiare qualcosa di specifico nella propria vita. Può essere, non so, forma fisica, piuttosto che. ..

00:44:22,140 [vittorio]

 abituarsi a quello che sia non smettere di fumare, quello che sia siamo arrivati alla fine, perché obiettivamente non abbiamo più idee, spunti, cose scritte, peraltro, perché insomma, non c’è più niente. Se vi è piaciuta, consigliate questa puntata agli amici, e ricordate che potete seguirci su Finanza Càfora, Salto Mentale e Dettagli All’Edersofa. Comprate tantissimo del nostro merchandising, fateci moltissime donazioni, ma se volete anche delle recensioni molto positive, visto che ultimamente purtroppo ci sono voci negative nei nostri confronti. Detto ciao, ciao, ciao, ciao.