Oggi a Too Big To Fail parliamo con Luca Dellanna di ciò che rende ricche o povere le società. E no, il Superenalotto non è tra le soluzioni, ma vi pare!?
Ah si, dacci una mano a migliorare la community. Scolpisci il futuro di Too Big To Fail come il posteriore del David di Michelangelo: partecipa al sondaggio!
I consigli di oggi:
Nicola: Ryen Russillo Show – viaggio a londra
Vittorio: How NOT to Invest di Barry Ritholtz
Alain: Le tre stigmate di Palmer Elrich – P. K. Dick
LA PROMO
SWITCHO non renderà l’Italia più ricca, ma potrebbe rendere te meno povero. Vai a controllare se puoi risparmiare qualche soldo cambiando utenze, assicurazione, partner o surrogando il mutuo.
Cose nominate (forse):
- Poverty and Prosperity di Luca Dellanna
- Vincere al Gioco della Vita di Luca Dellanna
- Ergodicity indovinate di chi?
- Il profilo Twitter di Luca Dellanna
- Rischiare grosso di Taleb (che poi sarebbi Skin in the game)
- Finanza Islamica
- Abundance di Ezra Klein
TooBiggie, abbiamo bisogno di te:
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Se non ti basta ascoltarci, leggici: The Italian Leather Sofa, Salto Mentale e Finanza Cafona.
Sigla: Bounce
TL;DR
- Critica all’uso del Debito: L’Europa e il primo mondo utilizzano il debito per mascherare problemi strutturali a livello economico e demografico (come il peggioramento della sanità), portando a sottovalutare l’importanza di queste tematiche per la qualità della vita,.
- Importanza dei Beni e Servizi: Per risolvere i problemi economici, è fondamentale smettere di ancorare il discorso sui numeri (come gli euro o i salari) e iniziare a parlare in termini di disponibilità di beni e servizi (ad esempio, il numero di case costruite rispetto alla domanda),,,.
- Qualità del Discorso Pubblico: La ragione per cui molti paesi adottano politiche note per non risolvere i problemi risiede nella cultura e nella scarsa qualità del discorso pubblico, che riguarda la qualità degli argomenti dei politici, delle domande dei giornalisti e delle considerazioni degli elettori (che spesso votano in base all’apparenza e non alle soluzioni a lungo termine),,.
- Skin in the Game: Un elemento chiave per migliorare la situazione è applicare il concetto di skin in the game, costringendo coloro che decidono sulle politiche (ad esempio, i politici sul sistema sanitario nazionale) a utilizzare gli stessi servizi dei comuni cittadini, con le medesime liste d’attesa,.
- Produttività e Segnali di Mercato: La produttività è essenziale, non tanto per lo stipendio individuale, quanto perché la produttività degli altri determina il potere d’acquisto,. I salari (quelli che un imprenditore libero darebbe) agiscono da segnali per capire quali lavori sono davvero produttivi e utili per la società, indicando la necessità di spostare le persone da lavori poco produttivi a lavori che portano più frutti, mantenendo costante l’impegno,,.
- Moraglia vs. Pragmatia: Il confronto tra i due stati immaginari mostra che Moraglia (che decide in base a principi etici) e Pragmatia (che decide in base all’efficienza e ai costi-benefici) raggiungono obiettivi diversi. Pragmatia, concentrandosi sull’efficienza nell’allocazione delle risorse limitate, ottiene risultati migliori sia economicamente (più asset produttivi) sia climaticamente (risparmio energetico più mirato), pur spendendo meno,,,.
- Distorsioni Statali: Interventi statali che fissano i prezzi (come il tetto agli affitti a Berlino) o i salari minimi tendono a distorcere il mercato e spesso peggiorano la situazione che intendevano risolvere, riducendo la disponibilità complessiva di beni o posti di lavoro,,.
- AI e Competitività: L’intelligenza artificiale ridurrà i posti di lavoro non perché rubati direttamente dall’AI, ma perché le aziende o i paesi che la useranno meglio diventeranno più produttivi e competitivi, facendo chiudere o riducendo il personale delle aziende domestiche meno competenti nell’uso dell’AI,.
- Tragedy of the Commons e Demografia: Problemi come l’evasione fiscale (solo il 3,1% delle ingiunzioni di pagamento è saldato in Italia) sono esempi di fallimento nei commons a livello di comportamento civico,. Inoltre, il problema demografico (calo del rapporto lavoratori/pensionati) è sottovalutato, specialmente l’effetto combinato di un maggior numero di pazienti da curare con meno fondi e risorse,.
Lezioni Principali da Trarne
- Visione a Lungo Termine: È necessario smettere di pensare solo alla prossima elezione e concentrarsi sul lungo periodo (10-20 anni) per implementare politiche efficaci e durature,,.
- Priorità alla Sostanza e all’Efficienza: Le politiche economiche devono concentrarsi sulla sostanza e sull’efficienza nell’allocazione delle risorse finite, piuttosto che su grandi promesse o principi morali, per ottenere il massimo risultato possibile,,,,,.
- Lavorare Meglio, Non Più Duro: L’obiettivo non è massimizzare la produttività personale lavorando più ore, ma assicurarsi che l’abilità e l’energia siano indirizzate verso lavori che portano più frutti, migliorando gli standard e l’organizzazione,,.
- Adattamento all’AI: Per mantenere la competitività (personale e nazionale), è fondamentale che tutti, dallo studente al cameriere, imparino a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per rendersi più produttivi,.
- Riconoscere la Disfunzione: Il miglioramento non avverrà finché non si eliminerà il senso di “normalità” sulla disfunzione e si sarà costretti ad affrontare i problemi seri, poiché spesso solo questi forzano il cambiamento,,.
Le liste d’attesa infinite negli ospedali, per esempio, non sono solo un inconveniente burocratico, ma sono il termometro della produttività complessiva del sistema sanitario e, per estensione, dell’intera economia. Curare la tosse (ovvero intervenire sui prezzi o sui sintomi) senza affrontare la polmonite (la scarsità strutturale di beni o servizi) non fa che peggiorare la situazione.
Trascrizione
00:00:03,610 [Vittorio]
In questa puntata di Too Big to Fail, parliamo con Luca Dell’Anna di prosperità e di povertà. Ci chiediamo se sia possibile fare soldi eticamente, poi litighiamo su quale albero di Natale comprare. Ah, stiamo facendo un sondaggio per migliorare il podcast. Se vuoi dedicarci 3 minuti del tuo tempo, trovi il link per partecipare negli show notes.
00:00:31,920 [Vittorio]
La cosa davvero bella di fare il creator finanziario è la possibilità di conoscere un sacco di persone interessanti. Cioè, a parte questi due con cui faccio il podcast, quelle che in genere non so, vedi su YouTube oppure lei. I loro articoli, i libri, e poi, di botto, ti trovi a chiedere di fare un’intervista. Poi magari quella relazione si evolve un pochino, continua nel tempo. E proprio per questo oggi abbiamo O. una di quelle persone che noi obiettivamente stimiamo tantissimo ci ha già deliziato spiegandoci il concetto di ergoticità. E è di nuovo ospite da noi, Luca dell’Anna. Ciao, Luca, ciao. Allora, hai da poco pubblicato un nuovo libro, ‘Poverty and Prosperity in cui parlavi di economia senza parlare di numeri, di formule. Cosa ti ha portato, diciamo, a fare un tipo di scritto di questo tipo?
00:01:14,470 [Luca Dellanna]
Allora, due cose. Una è la frustrazione. Frustrazione per il fatto che ci sono, beh, tante cose che van bene, ma anche molte molte che vanno male, problemi strutturali, il fatto che ci sono dei problemi a livello di economia, di demografia, eccetera, di cui non si parla abbastanza. Il motivo per cui non ne parliamo, secondo me, secondo me, è perché noi, come soluzione, ma non Italia, ma tutta l’Europa e il primo mondo, usa il debito per andare a mascherare le cose che van peggio. Perché tu, la soluzione è semplicemente: Prendi più debito e così a noi non ci sembra, per esempio, che la sanità vada peggio. Oddio, ci sembra che magari la sanità stia andando peggio, ma pensate quanto molto peggio è. andrebbe se non potessimo contrarre debito e questo ci porta a sottovalutare l’importanza di alcune tematiche a livello economico di ridistribuzione. Poi ne possiamo parlare, qui secondo me invece si dovrebbe parlare in maniera molto più seria, perché sono questioni, non dico di vita e di morte, ma neanche semplicemente di chiacchiere al bar. Sono delle cose che avranno una grandissima importanza sulla nostra qualità di vita.
00:02:17,310 [Luca Dellanna]
Secondo motivo per cui l’ho voluto scrivere è la questione dei numeri. Si parla tanto di numeri quando vogliamo parlare di povertà, prosperità. Si dice, per esempio, che sei povero se guadagni meno di X mila euro all’anno. Si dice che il motivo per cui difficile comprare una casa in certe parti del paese è che la casa costa troppo. Qual è il mio problema con quello? È che se ancoriamo il discorso sui numeri e se esce fuori, per esempio, che il motivo per cui non posso comprare una casa perché non lo so nella mia città le case costano 200 mila euro e io ho solo 100 mila euro in banca. La soluzione immediata che salta in mente è dobbiamo dare 100. 000 euro alla gente. Il problema è che tu puoi dare 100. 000 euro a tutti gli italiani e il numero di persone che hanno una casa non cambia di una virgola perché se prima c’erano adesso con numeri a caso 30 milioni di case ieri Ci sono 30 milioni di case anche oggi e più di 30 milioni di famiglie non possono starci. Se invece di parlare in questione di euro parli in questione di beni servizi, allora dici il problema è che in Italia ci sono 40 .
00:03:24,515 [Luca Dellanna]
000 persone che vogliono una casa e 30 . 000 case costruite, allora la soluzione di facilissima occorre costruire 10 milioni di case in più chiaro adesso ovviamente io ho detto numeri a caso in italia non è che mancano le case mancano le case in alcuni posti manca la casa però il concetto di base è quello per andare a trovare le politiche che vanno a risolvere i problemi economici secondo me dobbiamo smettere di parlare termini di euro e inizierà a parlare in termini di beni e servizi.
00:03:55,610 [Alain]
Ed effettivamente il primo punto come dicevi tu è parlarne. C’è un bellissimo capitolo del tuo libro che parla della qualità del discorso pubblico come la vedi la situazione attuale?
00:04:05,080 [Luca Dellanna]
Sì esatto, quello lì secondo me è uno dei capitoli clou del libro perché spiego per gli ascoltatori il primo terzo del libro parla di politiche economiche cioè semplicemente vado a spiegare cosa secondo me andrebbe fatto che il paese diventi più ricco perché la gente abbia una migliore qualità di vita. Il problema però è che non è tanto difficile il sapere quali sono le politiche che portano ricchezza e portano povertà. La domanda più importante è perché tanti paesi vanno a cader su certi problemi che sono di una semplicità assurda e vanno a mettere politiche che si sa che non risolvono i problemi. O addirittura politiche che storicamente ogni volta che le hai provate hanno praticamente sempre portato povertà. E quindi la seconda parte del libro parla invece di cultura, cioè quali sono gli elementi culturali che portano certi paesi a continuare a adottare politiche che si sa che non risolvono la situazione. E uno degli elementi chiave per me è la qualità del discorso pubblico.
00:05:06,620 [Luca Dellanna]
Per esempio, la qualità degli argomenti che portano i politici quando dicono ‘dobbiamo fare questo’, ‘dobbiamo fare quello’ sono argomenti buoni. Parlando delle priorità. Secondo fattore, la qualità delle domande che fanno i giornalisti. Quando il politico dice una cavolata, il giornalista gli fa notare che ha detto una cavolata, o no? E il terzo punto è le domande che fanno gli elettori. O le considerazioni che fanno gli elettori quando votano? Votano in base alla faccia simpatica o votano in base a chi risolve i problemi del paese nei prossimi 10-20 anni? Cet segundo me è uno dei fattori più importanti, la qualità di come si parla di politica. Determina poi i politici che ci troviamo e le politiche che ci troviamo.
00:05:48,380 [Vittorio]
Certo. Diciamo che questo è un po’ del tuo ragionamento che facevi anche sugli altri libri dei discorsi di Brecht. Lungo periodo, chiaramente, questo cambiamento non è una cosa che si ottiene da oggi a domani. Perché chiunque abbia parlato con il classico zio complottista ce l’abbiamo tutti, lo sappiamo. No tanti si illudono di qualcosa di un altro mondo. Quindi, è un discorso molto a lungo periodo.
00:06:09,160 [Luca Dellanna]
Questo Sì, esatto, quello secondo me è proprio una delle chiavi, il fatto che bisogna smettere di pensare solo alla prossima elezione, perché se no finisce come negli Stati Uniti, che tutti cercano di vincere solo quell’elezione. Quindi, significa che ogni elettore più o meno vince la guerra, perché un’elezione su due più o meno viene eletta il tuo candidato, però perde sempre la guerra, perché sono 20-30 anni che vengono elette delle persone che non dovrebbero coprire quel ruolo.
00:06:37,630 [Nicola]
È un discorso giustissimo quello che fai tu, però che poi si scontra con una realtà pratica che è la rende quasi impossibile come cosa.
00:06:46,720 [Luca Dellanna]
Non vedo tanti percorsi realizzativi, realistici, oltre che davvero battere forte sul migliorare la qualità del discorso. Non vedo tanti altri scappatori, nel senso che se io domani toccando ferro andassi in coma, mi sveglio tra 30 anni. E mi dici: Finalmente in Italia le cose vanno bene, abbiamo un governo competente e io dovessi indovinare come è successo. Una delle poche cose che può essere successa è che lentamente nel corso di una decina di anni per qualche motivo si è iniziato a parlare della politica in maniera giusta, cioè concentrandosi sulle sostanze e dimenticandoci i paroloni, le promesse e tutto il resto. Come può succedere? Boh, magari un giornalista particolarmente carismatico ma anche allo stesso tempo persona molto etica. Oppure magari chissà che hanno a che vedere con l’intelligenza artificiale, facendo magari screening delle cavolate, fact checking in tempo reale quando un politico dice una cavolata, subito compare io.
00:07:54,070 [Luca Dellanna]
Ma questo non si può fare, o questo non lo so. Cose del genere che vanno a migliorare la qualità del discorso.
00:08:00,160 [Alain]
Altro ingrediente molto interessante potrebbe essere lo skin in gioco che citi sia nel libro e comunque è un esempio che è proprio a pennello. Il fatto che i politici che decidono sul sistema sanitario nazionale devono essere obbligati a usare il sistema sanitario nazionale con le liste d’attesa che ci sono con i dottori in maniera anonima si entra in sala operatoria come un comune cittadino italiano. La domanda che mi sorge è come facciamo a forzarli? Però effettivamente col discorso potremmo arrivarci un giorno.
00:08:31,090 [Luca Dellanna]
Esatto, secondo me questa è una cosa che ha la potenzialità che se ci continuiamo a martellare sopra, il concetto di skin in the game, il concetto di il modo migliore per migliorare, la sanità italiana e fare sì che i politici la debbano utilizzare è una cosa che tu ci martelli per un anno e non cambia niente ci martelli per cinque anni non cambia niente ci martelli per dieci anni forse la gente inizia a parlarne, inizia a parlarne di più, ci martelli per 15 anni e forse succede che qualche politico inizia a farlo come parte della sua campagna elettorale e ci martelli per 20 anni, però ci dobbiamo martellare per 20 anni, non che ci martelliamo per un anno, diciamo non funziona. Passiamo ad altro. Tra l’altro, siccome parli di skin in the game, un’altra cosa è perché non copiamo le democrazie che funzionano. E io, cosa che so che molti mi voleranno contro, porto come democrazia che funziona a Singapore. A Singapore, negli ascensori dei condomini, ci deve essere un cartello con su scritto il rapporto ‘Wow, fantastico
00:09:38,850 [Alain]
‘.
00:09:39,400 [Luca Dellanna]
Cosa sono gli orari d’ufficio? Ogni membro del Parlamento deve dare ore d’ufficio settimanali nell’equivalente del centro. del partito a cui tutti i cittadini possono andare di persona a fargli le domande durante l’ora d’ufficio o le rimostranze. E il politico deve essere presente di persona. Quindi non è il sistema americano dove tu puoi telefonare ma risponde lo stagista. È un sistema dove il politico deve di persona, due ore a settimana, sentirsi. Quelli che gli volano conto, adesso non gli volano conto perché sono persone educate. Pourtant, il concetto del rapporto directo con l’elettore, Mmm.
00:10:21,750 [Vittorio]
Senti, ma c’è una cosa molto bella del libro che, andando fuori da questo discorso, in cui dici che accettare un determinato tipo di segnali dell’economia, come i prezzi o gli stipendi, non sia il malessere della società, ma sia in realtà un segnale che qualcosa sta andando in una determinata direzione, è un po’ come quando si cerca di curare la tosse e poi uno non si rende conto che in realtà è una polmonite. Ci puoi spiegare un po’? Meglio questa cosa che credo sia molto interessante.
00:10:47,860 [Luca Dellanna]
Sì, questa è una cosa che penso che sia completamente assente dal discorso di oggi, che è l’importanza della produttività. Allora la produttività ha spesso una connotazione negativa, perché di solito c’è il capo che ci bastona per essere più produttivi e essere produttivi significa che devi sgobbare di più sul lavoro, che ti godi meno la vita e tutto il resto. Poi però che cosa succede? Succede che finisci il lavoro. Vai al supermercato e quanto puoi comprare al supermercato col tuo stipendio dipende dalla produttività degli agricoltori, dalla produttività del manufatturiero, dalla produttività dei supermercati e tutto il resto. Poi stai male? Devi andare all’ospedale? Quanto è lunga la lista d’attesa? Dipende dalla produttività degli ospedali. Quindi la produttività è una cosa importante. Non la produttività tua che determina il tuo stipendio, paradossalmente, ma la produttività degli altri che determina quanto tu puoi comprare col tuo stipendio.
00:11:49,500 [Luca Dellanna]
E questo è un concetto che ne sento parlare pochissimo. Ora io non dico con questo che bisogna massimizzare la produttività. Assolutamente no, questo sarebbe distopico. Quello che io voglio dire però è che ci deve essere un livello minimo di produttività. Si noi vogliamo avere un sistema sanitario che funziona, deve esserci un minimo di produttività negli ospedali. Ora, perché ho iniziato a dire questo? Perché poi c’entrano i salari. Perché i salari sono quello che ti dicono quanto è produttivo il tuo lavoro. Perché noi spesso pensiamo che un lavoro è produttivo se la persona che ci lavora ci lavora con tanta voglia, lunghe ore e cose del genere. Ma questo ha un’importanza secondaria. L’importanza principale è se il lavoro stesse produttivo. Faccio un esempio. Immagina due persone gemelle. Stessa abilità, stessa etica del lavoro. Uno che vende fotocopiatrici. E uno che vende macchine per il fax. La persona che vende fotocopiatrici venderà molto di più di quella che vende macchine per il fax, anche se lavorano lo stesso, semplicemente perché vendere fax non li vuole nessuno e quindi non è produttivo vendere fotocopiatrici.
00:13:01,310 [Luca Dellanna]
Li vogliono più persone, quindi è più produttivo. Quindi, quando io dico bisogna aumentare la produttività, non dico bisogna lavorare più ore. Dico: Bisogna togliere le persone che fanno lavori che servono poco e spostarle a lavori che servono di più, mantenendo costante la quantità di lavoro. Come lo fai questo? Provi a metterti con la bacchetta magica o col tuo cervello a cercare di capire quali lavori servono. Ma non si riesce, ci hanno provato i sovietici, ci hanno provato tanta gente e non ci riesce. Oppure guardi i salari. Non i salari a livello di contratti nazionali, tabelle e tutto il resto, ma semplicemente il salario. Che è un imprenditore libero. Darebbe una persona. Se gli vuole dare un buon salario, significa che quel lavoro serve, se non gli vuole dare un buon salario, a meno che non sia costretto da una legge, significa che quel lavoro serve poco. E dobbiamo spostare la gente. Da lavori che servono poco a lavori che servono tanto. Di nuovo, non per farli lavorare più duramente, ma perché la stessa quantità di energia e di voglia e di abilità che mettono sul lavoro porti più frutti.
00:14:08,770 [Luca Dellanna]
Che è importante non per rendere gli imprenditori più ricchi, ma perché più sono produttivi i lavori, meno costa la roba che poi andiamo a comprare. Grazie.
00:14:18,610 [Vittorio]
Ma a questo discorso infatti arriva la mia domanda, nel libro tu poni diciamo due tipi di società, due nazioni, Moralia e l’altra non mi ricordo ora il nome.
00:14:29,240 [Vittorio]
cioè due modelli che con lo stesso obiettivo si muovono in due maniere differenti. Ci spieghi un po’? Ache questa cosa che credo sia molto interessante e anche molto attuale per quanto riguarda la finanza personale in realtà cioè le decisioni che uno può prendere nella vita di tutti i giorni.
00:14:45,430 [Luca Dellanna]
Sì esatto, io mi sono inventato questa cosa, questi due stati immaginari, che sono due stati gemelli, quindi stessa geografia, stesso numero di persone, stessa ricchezza, stessa industria, eccetera, con una differenza. Movaglia! prende le decisioni politiche in base a principi etici. Che ne so, voglio salvare tutti i lavori, voglio ridistribuire la ricchezza. mentre invece pragmatia se ne frega della questione morale e semplicemente diciamo lascia il libero mercato. e vado a vedere come questi due approcci si sviluppano in diversi contesti. Faccio l’esempio del 110, del super bonus, dove tu hai Moraglia che dice è importante che gli edifici consumino meno energia perché così inquiniamo meno l’ambiente e quindi decide che i 140 miliardi che decide di destinare al 110, gli dà tutti i progetti che migliorano l’efficienza energetica senza
00:15:45,670 [Luca Dellanna]
fare un esame dei costi benefici. Oppure mettendo una sticella bassa bassa, che è quello che ha fatto l’Italia nel 2021. Invece, Pragmazia dice noi abbiamo questi 140 miliardi da spendere per l’ambiente e facciamo così: 70 miliardi li spendiamo nei rinnovi energetici, ma Ma prima prendiamo tutte le proposte, tutte le proposte di ristrutturazione, le ordiniamo in ordine discendente di costi benefici e diamo i fondi in quell’ordine. In modo che andiamo a fondare i più efficienti. E poi gli altri 70 miliardi li investiamo nell’industria. E poi vado ad esaminare cosa succede. A livello di stimolo per l’economia. I due paesi sono stati stimolati nello stesso modo, nel senso che in entrambi i paesi 140 miliardi sono stati utilizzati per creare posti di lavoro. A livello di economia, va meglio Pragmazia, perché Pragmazia ha adesso 70 miliardi di fabbriche in più. quindi di asset produttivi che possono costruire valore che possono costruire più prodotti che quindi andranno a costare di meno sul mercato e quindi i pragmaziani potranno comprarne di più.
00:16:57,100 [Luca Dellanna]
E a livello di clima? Da un punto di vista molto naivo verrebbe da dire che Moraglia ha speso il doppio e quindi Ah. risparmiato più energia. Ma in realtà non è vero! Probabilmente no. Perché Moragli ha speso il doppio. ma l’ha speso In gran parte per progetti che sono delle ciofeche, che spendono 20 milioni per salvare qualche decina di migliaia di euro all’anno. Mentre invece Pragmazia ha speso la metà, ma l’ha speso dove contava di più e quindi è riuscita a risparmiare più energia.
00:17:32,170 [Luca Dellanna]
E questo così, secondo me, è come per esempio andava fatto il 110. Va bene, decidiamo che quella è la priorità del paese. Va bene, decidiamo di destinare 140 milioni. Ma diamo un occhio all’efficienza, assicuriamoci che andiamo a dare i fondi ai progetti che ci portano il maggior beneficio, non ai progetti in ordine di arrivo in ufficio.
00:17:55,930 [Nicola]
Attaccarmi a questo discorso dell’efficienza, tirandoti una curveball, nel senso che secondo me in altri libri che hai scritto tu parlavi però anche di come siano importanti i sistemi ridondanti per contrastare. Certi rischi, adesso, secondo me stiamo già facendo un discorso molto illuminato tra di noi. Tuttavia, come si riuscirebbe a trovare questo trade-off tra da un lato, ovviamente, vuoi puntare sull’efficienza, ma conscio che ci sono degli altri sistemi in cui, invece, la ridondanza, anche negli ospedali, è una cosa che vuoi avere. Lo spreco nel sistema, ma perché quello spreco si porta appunto ad essere più più resiliente.
00:18:36,550 [Luca Dellanna]
Fondamentalmente, la differenza qui è se parliamo di ridondanza a livello di costi, cioè a livello di investimenti, o di ridondanza a livello di output, di prodotto finale. La ridondanza, tu ce l’hai, non spendendo di più, ma facendo di più. E questo, secondo me, è quello che io parlo in termini di efficienza, non nel senso di cercare di fare il meno possibile. Io parlo di efficienza dello spendere in maniera che possiamo fare il più possibile. Io dico va benissimo spendere 140 miliardi, spendiamoli in maniera che porti risultati, però, quello che porti il più risultati possibili, proprio perché vogliamo ottenere questa ridondanza. Bello generalmente è probabile che dove spendi di più hai anche un output peggiore. Perché il fatto che devi spendere tanto per ottenere un risultato è un sintomo di disfunzione. Quindi, in questo caso, se andiamo a ricercare la ridondanza, spesso la dobbiamo trovare attraverso l’efficienza, specialmente quando i fondi sono limitati. L’unico modo in cui puoi ottenere la ridondanza, quindi, è potenziare i servizi ospedalieri oltre al necessario.
00:19:38,283 [Luca Dellanna]
Passare dall’efficienza, perché i soldi non sono infiniti, e quindi l’unico modo è assicurarci che li spendiamo bene.
00:19:45,020 [Alain]
L’efficienza, che è importante, in tutto questo contesto la intendiamo come allocazione ottima, cioè di risorse che sono finite, non sono infinite. In tutto questo contesto, hai nominato l’utilità di un segnale come i prezzi, gli stipendi, la pecunia e il movimento della pecunia, fa sì che riusciamo ad allocare meglio le risorse e in questo si ha i sussidi, l’intervento statale di solito. un po il mercato perché si potrebbe aggiungere una conclusione semplicistica non è libero mercato vince sempre aiuta sempre però è vero che ci sono anche altri fattori Tipo, mi viene in mente, le esternalità non prezzate. Cioè quando noi non prezziamo un’esternalità stiamo distorcendo il mercato. Se il petrolio ci porta a cambiamenti climatici, disastrosi, quella esternalità dobbiamo essere in grado di apprezzarla e quindi è importante un intervento statale o comunque un controllo, un riuscire a introdurre questo segnale, far sì che sia visivo nel mercato e poi lasciar funzionare il mercato, giustamente. Queste introduzione per chiederti quali sono, secondo te, gli interventi statali che funzionano peggio che proprio ti fanno arrabbiare alla radice, perché distorcono questo mercato nella maniera in cui non dovrebbero e quali mancano?
00:20:57,400 [Luca Dellanna]
Sì, allora prima di rispondere a questa domanda mi attacco alla cosa che parlavi del libero mercato, perché, per metà del libro, sembra che io sia un fanatico del libro del mercato, e nel capitolo Capitalismo e Comunismo faccio la sorpresa. in cui dico che secondo me non è che l’asse giusto su cui guardare capitalismo comunismo, capitalismo sempre buono comunismo o socialismo sempre cattivi. Ovvio che storicamente c’è una probabilità molto più alta di un e l’altro, però quello che io dico è che l’asse su cui bisogna andare a vedere Eh. Uno, se vengono applicate le responsabilità. Quindi, che se tu per esempio butti il gas di scarico seminucleare nel fiume, vai in prigione, sia che sei l’imprenditore, sia che sei il dipendente statale. E la seconda cosa, se dai importanza ai segnali di mercato e se crei concorrenza. Faccio l’esempio. Non è che per creare concorrenza negli ospedali tu devi necessariamente andare a un sistema dove gli ospedali sono privati.
00:22:01,250 [Luca Dellanna]
Tu puoi anche fare la sanità completamente pubblica. e mettere gli ospedali in competizione tra di loro. Come dicevo prima, così che l’ospedale che sa usare le risorse meglio ottiene più fondi, e ha più pazienti e l’ospedale che gli sa usare meno svanisce nel nulla, per dire Singapore è un altro esempio di una cosa molto ibrida Ci sono tanti aspetti per cui Singapore è pseudo socialista sotto alcuni punti di vista. L’80% più o meno della popolazione vive in case popolari dello Stato, non ha la proprietà della casa, ha un leasing molto lungo. Perché funziona? Perché, nonostante la proprietà sia statale, Singapore dà un’importanza estrema ai prezzi, ai segnali di mercato. Alan ti rispondo invece alla domanda più precisa, che qual era già? Scusa.
00:22:48,610 [Alain]
Degli interventi statali che più ti fanno arrabbiare e quelli che mancano il numero uno quando fissano i prezzi, che non possono salire.
00:22:57,250 [Luca Dellanna]
Per esempio, gli affitti. L’esempio che porto nel libro è quando a Berlino hanno il governo di Berlino ha deciso di mettere un tetto ai prezzi degli affitti. Ha detto a più di così di un tot al metro quadro le case non possono essere affittate. Che cosa è successo? Completamente prevedibilmente e che è tanti di quelli che affittavavano le case hanno smesso di affittarle. Molte l’hanno convertite, l’hanno vendute, hanno detto. Noi invece di affittarle le vendiamo. E quindi, se tu avevi soldi per comprare la casa bene, se non avevi soldi per comprare la casa male, gli affitti costavano poco. Tuttavia, tu non potevi trovare casa in affitto perché di nuovo, se a Berlino ci sono non lo so milioni di persone che di famiglie che cercano casa in affitto, e il motivo per cui i prezzi costano tanto perché di casa ce ne sono solo 800 mila in affitto. E tu vai a limitare i prezzi e le case in affitto scendono da 800. 000 a 700.000? tu vai a fare un regalo a chi la casa già ce l’ha e chi la casa non ce l’ha gli vai a tirare un calcio nei cosiddetti.
00:24:01,860 [Luca Dellanna]
cosa è successo poi? alcuni proprietari hanno addirittura fatto il contratto in cui hanno scritto Io adesso te la metto in affitto ai prezzi che decide il governo, ma se un giorno cambia la legge, Tu mi dovrai pagare tutti gli arretrati. cioè gli arretrati sulla differenza su quelli che aveva affittato cosa è successo? passa un anno, un anno e mezzo, non mi ricordo quello che è, il governo si accorge di aver fatto una cavolata perché capisce quello che dicevo io all’inizio del libro, i prezzi contano solo fin tanto che c’è disponibilità. Se il problema è che i prezzi sono alti perché non c’è disponibilità, quello è il problema della disponibilità. Loro hanno peggiorato la situazione e quindi hanno detto ‘ok’, abbiamo fatto una cazzata, dobbiamo cambiare la legge, hanno cambiato la legge, sono partiti i contratti retroattivi e quindi alla fine se la sono presi nel sedere quelli che la legge doveva aiutare e questo succede tutto il tempo quando tu decidi che che metti il salario minimo, di nuovo, magari aiuti un pochino, un pelino chi il lavoro già ce l’ha, sicuramente non aiuti chi il lavoro non ce l’ha.
00:25:08,080 [Luca Dellanna]
L’hanno fatto in America, mi sembra in California, nei fast food, qualcosa del genere, in alcune categorie dove hanno messo i salari minimi. Cosa è successo? Tante catene hanno chiuso. O hanno ridotto i posti. Ma è naturale. È naturale. Quindi secondo me, tutte queste cose sono cose che tu le puoi fare solamente a livello proprio molto temporaneo quando c’è una causa temporale. Che ne so, la pandemia, che sai che dura che dura un tot di mesi, più di tanto non durerà allora lì ci sta. Che metti delle cose a protezione. Ma se tu cerchi di mettere una tappa sul problema strutturale, il problema strutturale non lo risolvi e continua a crearsi problemi e addirittura cresce.
00:25:50,930 [Vittorio]
Ma invece di tutto il discorso dell’intelligenza artificiale? possa aiutare in questo discorso o pensi che renda le persone ancora più testarde? Io già sento Emma l
00:26:00,500 [Luca Dellanna]
‘ha detto la I Se sia un netto positivo o un netto negativo. Non lo so. E ce lo diranno i posteri. Quello che io so è che a livello di posti di lavoro, cioè a livello della domanda ma l’intelligenza artificiale ruberà i posti di lavoro, invece su quello ho una risposta su cui mi sento molto più fiducioso di sapere la risposta giusta. E secondo me la risposta giusta è Verranno! Ridotti più posti di lavoro. perché l’azienda chiuderà perché l’azienda è diventata meno competitiva rispetto ad aziende che hanno imparato ad usare l’AI. o perché il paese è diventato meno competitivo rispetto ad altri paesi che hanno usato l’AI e quindi le aziende domestiche ridurranno il personale secondo me non ci sarà tanta gente che perderà il posto di lavoro perché gliel’ha rubato l’AI ma perché gliel’ha rubato un collega in un’altra azienda in un altro paese che sa usare l’intelligenza artificiale meglio di lui.
00:27:01,140 [Luca Dellanna]
per rendersi più produttivo e quindi secondo me una cosa che andrebbe fatta è bombardare cioè se io fossi il presidente del consiglio una delle mie tre priorità sarebbe assicurarci che bombardiamo col messaggio di dobbiamo tutti Nel paese, dallo studente che deve imparare ad usare l’intelligenza artificiale per studiare meglio, al segretario che deve imparare per fare meglio il lavoro, al dottore, al cameriere addirittura. Perché se tu sei un cameriere e ti dici, ma cosa mi serve l’intelligenza artificiale? Giuro che se tu prendi un’intelligenza artificiale buona, sto parlando degli ultimi modelli di Cloud, di Chargpt, eccetera, non modelli più, diciamo, banali.
00:27:44,830 [Vittorio]
Quella di Facebook, diciamolo.
00:27:47,940 [Luca Dellanna]
Non faccio nomi, non posso fare nomi. E gli chiedi, io sono un cameriere. Come posso diventare migliore al mio lavoro senza necessariamente lavorare più duro? Sono convinto che ti dà 5 suggerimenti, due saranno sbagliati, due saranno sì e no, e uno sarà davvero utile.
00:28:07,670 [Nicola]
E però aspetta, perché adesso c’è Pisa Cremonese, poi magari quando finisce la partita.
00:28:13,330 [Alain]
Nicola, io invece stavo per dire che siamo pronti, ormai abbiamo avviato la digitalizzazione due giorni fa. L’Italia digitale c’è quasi, figurati siamo quasi pronti all’AI.
00:28:23,700 [Luca Dellanna]
Noi in Italia abbiamo questo grosso problema che le persone che sono in carica di certi progetti sono dei ciarlatani che parlano, parlano, parlano e non si fa nulla.
00:28:34,190 [Alain]
Eh sì, è vero, è vero. Guarda, mentre leggevo il tuo libro c’è stato sempre un fantasma dietro che mi rattristava ed era il concetto della tragedy of the commons cioè il fatto che alcuni beni comuni no i beni comuni in generale purtroppo per effetti logici della game theory della teoria dei giochi vengono bistrattati ed esauriti per tutti no E in questi ci vedo un sacco di cose che stanno succedendo, il cambiamento climatico, la corsa all’intelligenza artificiale, alla fine in qualche modo è un commons, armamenti atomici che vabbè sono fuori moda. però insomma sono sempre lì pronti a detonarci sotto il sedere quando ci pensi va bene l’ottimismo va bene tutto ma ce l’hai un piano B cioè se non va bene ce l
00:29:18,180 [Luca Dellanna]
‘hai un bunker contro gli zombie o insomma Questa è una domanda molto brutta.
00:29:29,150 [Luca Dellanna]
Prima ti rispondo sul tema dei commons, che mi sta molto a cuore, perché tu hai parlato dei commons sociali, ambientali. Mi vengono in mente oltre a quelli importantissimi anche commons a livello proprio di comportamento civico. Leggevo l’altro giorno un rapporto della Corte dei Conti in cui diceva che gli evasori italiani per cui nel 2024 sono state emesse delle comunicazioni di che devono pagare diciamo per 48 miliardi, ne sono state pagate solo il 3 .1%. La Corte dei Conti dice, cito, adesso cito dall’inglese perché io adesso sto riprendendo il pezzo dove l’ho scritto in inglese, quindi probabilmente non sono le parole esatte, perché c’è la doppia traduzione italiana-inglese italiana. La Corte dei Conti nota che questo fenomeno è probabilmente il risultato delle aspettative di futuri condoni o delle aspettative che le ingiunzioni delle forze dell’ordine possono essere evitate.
00:30:32,760 [Luca Dellanna]
Questo è un altro dei tanti commons, il fatto che le leggi si rispettino, che le tasse si pagino, eccetera. Ora tu mi chiedi piano B, piano B è difficile. Piano B perché è di Cioè di cosa stiamo parlando sostanzialmente? Di spostarsi in un altro paese? Il problema è che, a parte il fatto che a me piacerebbe un sacco perché qua ho famiglia, poi mi piace vivere nella città in cui sono nato e tutto il resto, ma il problema è che adesso le cose vanno bene. Spostarsi di paese è facile. Ma se le cose andranno male? Spostarsi di paese sarà molto più difficile. Cioè adesso abbiamo la fortuna, viviamo in un periodo d’oro della mobilità mondiale in cui se tu vuoi andarti a trasferire, vivere a Singapore, negli Stati Uniti eccetera, non è difficile. Devi fare un po’ di cose, un po’ Di burocrazia, devi avere una fedina penale pulita, magari devi avere un lavoro, però è facile. Perché quei paesi hanno sia la capacità a livello di budget fiscale, di infrastrutture funzionanti, eccetera, di dire ‘sì, sì venite pure, vi accogliamo’.
00:31:36,470 [Luca Dellanna]
Ma quando le cose andranno male? Non aspettiamoci che sia facile trasferirci altrove. Questa è una cosa che a me mi preoccupa. Perché io mi dico, ‘sì, ho famiglia a Singapore, ho famiglia in Francia, eccetera’. Se ci vado adesso, mi trasferisco in un batter d’occhio. Tra vent’anni, si le cose cambiano a livello demografico, secondo me, mica dice sì, sì vieni pure. Quindi, secondo me, tanti piani B che funzionano bene nel 2025 non funzioneranno bene nel 2050. Un’altra cosa, siccome stiamo parlando di questo e che adesso stiamo sottovalutando il problema demografico? Il fatto che la percentuale lavoratori pensionati andrà a calare, la stiamo sottovalutando, uno perché ci preferiamo parlare del calcio, ma due perché stiamo considerando i numeri non correlati. Nel senso stiamo considerando cosa succede se con lo stesso numero di dottori dobbiamo curare il 20% di pazienti in più perché aumenta l’età media del paese. Quello che non ci stiamo chiedendo è cosa succede se le due cose succedono in contemporanea, perché succederanno in contemporanea e tu, nello stesso momento, in cui con lo stesso numero di dottori dovrai curare più pazienti, avrai anche meno fondi, nello stesso momento in cui ti servirà di più, e questo
00:32:52,410 [Luca Dellanna]
non lo stiamo considerando.
00:32:54,100 [Alain]
Grazie. E poi ci sono tutti i cicli di retroazione positiva tra di loro: perché hai meno fondi, hai meno dottori, ci sono più pazienti curati e i dottori dicono: ‘A me chi me lo fa fare? Me ne vado da un’altra parte.’ E quindi hai anche meno dottori e meno risorse, e via dicendo, esatto.
00:33:08,760 [Luca Dellanna]
E noi non ce ne stiamo preoccupando, è vero.
00:33:11,970 [Nicola]
Ma per tornare, forse con una nota di ottimismo, perché quello che mi è venuto in mente, vedendo il tuo libro, è che anche Derek Thompson e Ezra Klein negli Stati Uniti ne hanno scritto uno che si chiama Abundance, che a me sembra un po’… diciamo a grandi linee tratta comunque la stessa idea, le stesse problematiche, per cui mi sembra che a livello globale ci siano delle persone che stanno promuovendo Stanno spingendo il discorso che dobbiamo cambiare, meglio farlo adesso che farlo tra vent’anni.
00:33:50,380 [Nicola]
Del tuo ottimismo, quindi, c’è questa spinta e riusciremo, o sono del siete, delle voci un po’ così sparse?
00:34:02,530 [Luca Dellanna]
Ma ripeto, vedo tutte le cose possibili. Vedo che ci si sveglia e si va da un lato, vedo che si rimane addormentati e si va a E si va dall’altro. Sono ottimista nel senso che abbiamo la possibilità di scelta. chiaramente, poi vedo delle cose io vivo a Torino l’altro giorno sono passato davanti alla facoltà di economia che sta Sapete dove sta la facoltà di economia a Torino, dove hanno deciso di costruirla? In Corso Unione Sovietica. Noi tre ridiamo, noi tre ridiamo ma ma gente che ride, che capisce che cosa sto alludendo non è tanta secondo me vedo ottimismo nel senso che ci si sveglierà vedo pessimismo nel fatto che quello che ci sveglierà saranno dei problemi seri. Dovremmo passare dai problemi seri per darci una svegliata, purtroppo, mi sa. Vorrei evitare.
00:34:52,360 [Nicola]
Di che altro, sperando che ci sia ancora il tempo nel momento in cui ci svegliamo e che ci sia il tempo per cambiare, per stanziare.
00:35:00,400 [Luca Dellanna]
Sì, lì è tutta una questione di aspettative, perché poi le aspettative sono un altro problema, nel senso che adesso abbiamo di certe aspettative. Secondo me ci ridurremo le aspettative. Cioè, così come un italiano che va all’ospedale ha delle aspettative diverse dallo svizzero che va all’ospedale a livello di attività. Di quello che considera un’attesa normale, quella è un’altra cosa. Magari tra vent’anni le cose andranno bene, nel senso che la lista d’attesa è ancora più lunga, ma a noi ci sembra che vadano bene.
00:35:25,480 [Alain]
Che tra l’altro è tutta una questione di organizzazione, alla fine qua. Non è che devono lavorare di più, faticare di più, nulla. È solo organizzare bene la questione.
00:35:34,280 [Luca Dellanna]
Ma è una questione di standard, una questione di quello che consideriamo normale. Paradossalmente, se si adottasse degli standard migliori, si lavorerebbe di meno. Questo è quello che io voglio che la gente capisse.
00:35:45,470 [Alain]
É vero, però è il paradosso. Faccio un altro esempio.
00:35:49,310 [Luca Dellanna]
Sono andato l’altro giorno ho rifatto il passaporto. Sono dovuto andare all’ufficio postale, invece di farlo in questura. Dove sono andato a depositare la richiesta, sono dovuto andarlo a fare metà all’ufficio postale e metà all’ufficio sali e tabacchi.
00:36:06,560 [Luca Dellanna]
La tabaccheria, tra l’altro, pagamento solo in contanti. Questo è un altro esempio che ti dici, ma Cioè, qua ci rendiamo conto che è più lavoro.
00:36:16,620 [Nicola]
No, no, ma noi, come podcast, abbiamo risolto quello dei passaporti perché c’è l’ufficio lì da Vittorio, Roma Nord. Montemario. 5 giorni e poi a partire e lo fanno subito per cui l
00:36:29,230 [Luca Dellanna]
‘abbiamo detto a tutti gli ascoltatori ormai li mandiamo tutti lì a Roma Nord sarà molto contento il poliziotto con la facciata criminale che mi ha servito La cosa è che questo sembra tutto normale, cioè Finché non ci togliamo questo sentimento di normalità sulla disfunzione, le cose non miglioreranno purtroppo.
00:36:48,210 [SPEAKER_5]
Mi sembra un bellissimo pensiero di chiusa, grazie mille Luca per i nostri ascoltatori.
00:36:57,940 [Vittorio]
Potete comprare l’ultimo libro di Luca, appunto ‘Poverty and Prosperity su Amazon, mettiamo chiaramente il link nei show notes. Poi, chiaramente, consigliamo di seguirlo su X (Twitter) o come cacchio hanno deciso di chiamarlo ancora, perché dice sempre cose molto interessanti di attualità, soprattutto però di quella buona, no attualità che rimane, non è la notizia del giorno.
00:37:18,700 [Luca Dellanna]
Grazie Giuco, solo una cosa: dall’ultimo podcast ho tradotto in italiano il libro di cui abbiamo parlato nell’altro podcast, che si chiama ‘Vincere al gioco della vita’. Non ho scelto io il titolo, purtroppo sapete che spesso l’autore è l’unico a cui ho scelto il titolo.
00:37:34,580 [Vittorio]
Sì, io l’ho comprato e lo consiglio molte volte su Finanzia Cafona, quindi se qualcuno mi ascolta, che mi legge anche la newsletter, probabilmente lo avrà già. Gli altri compratelo perché è veramente un ottimo libro. Grazie mille Luca.
00:37:44,580 [Luca Dellanna]
Grazie Luca, grazie ancora. Grazie ragazzi.
00:37:47,020 [Alain]
Grazie davvero.
00:37:49,260 [Alain]
Siamo giunti alla posta del cuore. Potete contattarci tramite il forum sul nostro sito, sul nostro subreddit, commentando su YouTube o Spotify. Basta, che volete di più? Ci avete un sacco di opzioni. Beppe ha trovato il modo per contattarci. Ciao ragazzi, sto iniziando ad avvicinarmi al mondo della finanza personale. Grazie alla fantastica attività di divulgazione vostra. Vorrei molto avviare un percorso di investimenti, ma onestamente non so esattamente come partire. I miei dubbi sono per lo più etico-morali. Un po’ di me. Lavoro nel terzo settore a livello internazionale, un modo un po’ complesso per dire ONG. Ok, che uno investe per fare soldi o comunque aumentare il proprio reddito, il proprio capitale, chiamiamolo come ci pare, ma e qui è una questione mia personale, nessun giudizio su chi sceglie di investire in determinati settori, non posso in tutta coscienza convincermi ad investire in ETF che poi andrebbero a distribuire i miei pur modesti risparmi ad aziende che investono in armamenti, attività negative per l’ambiente, che sfruttano il lavoro minorile, tipo le miniere in Congo per i microprocessori.
00:38:50,380 [Alain]
Aiutatemi se potete. Grazie e complimenti ancora per il verbo al volgo in maniera interessante, leggera e informata.
00:38:58,300 [Vittorio]
Allora, in sostanza, credo che gli unici prodotti che vadano vagamente vicino tutti i paletti che ti sei messo sono quelli della finanza islamica, che non sono quotati in Italia, tra le altre cose. Io capisco questo discorso etico, però un po’ come diceva Leonardo in una puntata, chi fa i soldi sono gli stronzi. Quindi, ad esempio, lo diceva Nicola, mi sembra che il settore con più gain negli ultimi cent’anni è il tabacco. Ecco, comunque devi arrivare a una mediazione che non vuol dire finanziare totalmente la merda, non vuol dire fare stock picking, comunque devi fare un compromesso con quella tua voglia di ottenere dei rendimenti e questa questione morale. L’azienda perfetta non esiste jamais et soprattutto non esiste quella che in romano noi diciamo ‘non fa in picci
00:39:38,190 [Nicola]
‘. Siccome ci ho lavorato un po’ su queste cose, il mindfuck definitivo riguardo questa cosa fare è quando ti dico alcuni che in teoria dovresti comunque continuare a investire in tutte le aziende, perché se tu investi in un’azienda del tabacco, perlomeno hai la possibilità di avere la voce nel board e di dare al board delle indicazioni per fare delle cose migliori. Perché se tu smetti di investire in quelle società, poi lì sei sicuro che poi queste società lì faranno quello che vogliono. Per cui l’intero discorso Anche lì non è totalmente diretto, il discorso di Rasto, smetto di investire in Eni e quindi risolvo il problema del petrolio. Quindi è un problema molto complicato, però capisco il dilemma morale ovviamente.
00:40:32,410 [Alain]
Nominiamo un po’ i filtri ESG: sono utili secondo voi?
00:40:37,250 [Nicola]
Ma è, per questo, secondo me non proprio. Ovviamente, terzo modo per vederla sta roba qua è dire ‘ok’, allora tu comunque guadagni, però poi puoi decidere tu stesso con i guadagni che ricevi come allocarli e probabilmente quello è un modo più diretto per avere un impatto diretto su quello che vuoi fare, piuttosto che prenderla indirettamente da un altro lato.
00:41:04,190 [Alain]
Intendi col consumo invece che con l
00:41:05,910 [Nicola]
‘investimento? Sì Visto che siamo andati lunghi, io vi dico solo l’ultimo weekend di novembre, ci siamo accolti che era praticamente l’ultimo weekend che saremmo stati qua. a Zurigo era anche l’ultimo momento in cui potevo andare a comprare l’albero non avendo la macchina devo andare a piedi a prendere l’albero di solito lo compro al supermercato che c
00:41:29,450 [Alain]
‘è qua vicino aspetta aspetta di solito tu compri più alberi?
00:41:33,170 [Nicola]
no uno all
00:41:34,070 [Alain]
‘anno ah perché hai quello vero Sì, sì, è proprio un albero verde. Ah, che wow! Ma perché?
00:41:41,000 [Nicola]
Dove vivete?
00:41:42,200 [Vittorio]
Io ce l’ho sintetico, non sei ISG. Io sono ISG. No, ne ammazzi uno all’anno. Mortacci, tua, ma no.
00:41:52,210 [Nicola]
No, ma sono alberi, cioè, poi gli dirò. E comunque adesso ti dirò cosa succede, no? Perché quindi vado al supermercato. E nonostante appunto a Zurigo abbiamo iniziato con tutte le robe di Natale, tipo già da tre mesi, però arrivo al supermercato e di solito li vendono fuori, però fuori avevano solo degli alberelli molto piccoli o le ghirlande, quelle robe lì, vado alla cassa a chiedere alla tizia che ovviamente parla solo tedesco, e io non parlo tedesco, quindi cerco di farmi capire a gesti con lei, dicendole, ma dove stanno gli alberi di Natale? E lei che inizia a dirmi, no, ci stanno. Sono gli alberi di Natale, perché tecnicamente c’erano degli alberi di Natale. Addirittura, una tipa in coda si prende un po’ a cuore la situazione, quindi si interpone. Ma niente, non ho ancora capito dove cazzo erano questi alberi di Natale o quando sarebbero arrivati. Quindi torno a casa e dico dico a mia moglie: ‘Scrivi nella chat quella delle mamme della scuola e chiedi a loro dove si va a comprare l’albero di Natale’.
00:43:00,310 [Nicola]
E la risposta più svizzera di tutte è stata quella, come comprare l’albero di Natale? No, qua vai su in collina, prendi il tram, vai in collina e te lo tagli da solo. E te lo porti a casa. è così che si fa e poi ma la roba è stata che c’è tipo 4 o 5 persone hanno risposto così proprio per dire Poi per dire come fai a non saperlo? cosa fai? compri ancora gli alberi di Natale che schifo Comunque non ho molte idee su cosa consigliare, anzi ho meno idee che per fare i regali di Natale ai miei genitori. però la nostra vecchia conoscenza tale Ryan Russillo che come ho detto ha aperto un nuovo podcast di solito lui parla di sport però di solito ci butta dentro in momenti di down diciamo quando non giocano la palla canestra del football americano dei racconti dei suoi viaggi E questa volta lui è andato
00:44:04,660 [Nicola]
a Londra ma a un concerto e ha deciso di farlo comunque, di fare un racconto della storia. della sua esperienza che a me fanno sempre molto ridere perché voi immaginatevi un americano americano proprio duro e puro cinquantenne single perché poi in tutti questi viaggi non c’è mai una donna o un uomo o qualcosa o del sesso non c’è mai sesso non c’è mai un’allusione una possibile serata sono in un posto di mare e ho visto una persona che mi interessava no Ed è interessante anche per quello, secondo me. Comunque questa visione un po’ da boomer americano che viene in Europa, lui ha fatto tanti episodi, ha fatto l’Islanda, la Sud della Francia. L’Italie, la Spagna ed ha delle prospettive che mi fanno ridere su quello, ma è un po’ anche mi fa pensare. Perché io vorrei che anche questo podcast diventasse un podcast su di noi, più che sulla finanza personale. Quindi, magari una volta riusciremo a convincere Vittorio a invitarci a uno dei suoi matrimoni, e poi fare un’opportunità.
00:45:16,770 [Nicola]
Grazie. Sulla nostra esperienza ai matrimoni di Roma Nord. Tra l’altro, ho scoperto anche che, adesso, come vicino di casa Salvini, oddio, sta in un altro quartiere, grazie a Dio, io invece consiglio questo libro che si chiama
00:45:33,890 [Vittorio]
‘How Not To Invest’ di Barry Rittles, cognome improbabile. È un tipo che io sinceramente non conoscevo, perché non ci sono libri tradotti se non uno molto famoso di qualche anno fa che si chiama ‘Bailout Nation’, in sostanza è uno dei più grandi giornalisti finanziari americani. Parte dall’assunto che, per tipo, 20 o 25 anni ha criticato e ridicolizzato tutti gli altri investitori o giornalisti o creatori finanziari e quindi era un po’ difficile. Fare una guida su come investire, quindi ha deciso di fare una guida su come non investire, andando a criticare tutti i meccanismi, tutte le cazzate, e andando a fare un gigantesco fact checking. Lo stile è molto simpatico, lui se la crede un pochino, però in quella maniera buona, non esagerata. Son tutti capitoli abbastanza corti, quindi si possono leggere anche diciamo tra varie pause, è un po’ come la psicologia dei soldi, diciamo come struttura, e effettivamente fa ragionare molto, perché lui sfrutta diciamo una tecnica di evitare di fare grosse cazzate nella vita, tutto a livello finanziario, e quindi è molto concreto, molto semplice.
00:46:34,830 [Vittorio]
Nonostante comunque porti una mole incredibile di dati di analisi di altri personaggi, tra cui c’è quella su Kiyosaki che è una cosa stupenda.
00:46:42,670 [SPEAKER_5]
Stavo aspettando Quanto è data la nomina di Chiosati.
00:46:48,390 [Vittorio]
Qui menziono una citazione di William Bernstein che dice la parola guru è sulla bocca di tutti perché la parola charlatano è troppo difficile da pronunciare.
00:46:57,450 [Alain]
Tu, Alain? Io vi consiglio un libro di Philip K. Dick, Le tre stigmate di Palmer and Rich.
00:47:04,910 [Alain]
Praticamente. Dick è quello che ha scritto la swastika sul sole, Blade Runner, che non si chiama Blade Runner. Bon Dick in questo caso immagina una società di stop. claustrofobica futura in cui il cambiamento climatico ha raggiunto le sue estreme conseguenze, c’è una sovrappopolazione mostruosa, un’urbanizzazione claustrofobica e gli esseri umani hanno anche colonizzato Marte. Il problema è che anche Marte fa schifo, cioè si poteva capire in partenza. Ma va! E allora la gente ne esce nel modo in cui gli esseri umani ne escono. Vi direte con la creatività? No, con le droghe.
00:47:43,700 [Alain]
Quindi è un libro sul rapporto che hanno queste persone con una società invivibile e come trovano il modo per fuggirne. Al cui interno c’è ovviamente una storia bella, distopica come si deve.
00:47:56,580 [Nicola]
Pensavo che fosse la mia storia da quando mi sono andato da Gallarà.
00:48:01,540 [Alain]
É che non lo so, dipende dipende da quanto giochi con le Barbie, con questo siamo arrivati alla fine della puntata.
00:48:07,710 [Vittorio]
Vi ringraziamo per averci ascoltato. Potete sempre comprare il nostro merchandising bellissimo. Fra poco aggiungeremo anche qualcosina, molto probabilmente altrimenti potete farci una donazione o utilizzare i nostri referral per iscrivervi a nuovi conti correnti o sfruttare nuovi servizi finanziari o altri anche non finanziari. Potete seguirci sui nostri blog, dettagli al letter sofa, finanza cafona e salto mentale.
00:48:30,430 [Nicola]
Ciao ciao!
