Se Dio in persona onnipotente gestisse un fondo d’investimento con assoluta preveggenza, riuscirebbe a mantenere il posto fisso? Questo è quello che si chiedono tutti i saggi fin dagli albori dell’umanità. E la risposta è 42.

I consigli di oggi:
Nicola: Task – Serie TV
Vittorio: The WhaleFilm
Alain: Crucial conversations di Kerry Patterson– Libro

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Grazie per la sigla:Bounce.

TL;DR

  • Il Portafoglio di Dio: Il podcast si basa sul paper “Even God Would Get Fired as an Active Investor” di Wes Gray, che teorizza un portafoglio con “preveggenza perfetta”. Immaginando di poter comprare ogni quinquennio solo le aziende destinate ad ottenere i rendimenti migliori, tra il 1927 e il 2016 si sarebbe generato un rendimento annuo (CAGR) del 29,4%, stracciando il 9,9% del mercato generale (S&P 500).
  • Drawdown devastanti e volatilità: Nonostante l’incredibile rendimento a lungo termine e la preveggenza infallibile, questo portafoglio perfetto ha un indice di volatilità molto alto e subisce crolli enormi, tra cui un drawdown massimo del 75,9% e più di 10 anni con perdite singole superiori al 20%.
  • Il “licenziamento” del gestore perfetto: Nel mondo reale, l’industria finanziaria valuta i gestori nel breve termine (trimestralmente o annualmente) e in relazione a un benchmark. Il portafoglio perfetto incappa in periodi in cui sottoperforma l’indice anche di 50 punti percentuali. Di fronte a questo dolore a breve termine, clienti e comitati istituzionali ritirerebbero i fondi e licenzierebbero il gestore prima che egli possa dimostrare di avere ragione.
  • La natura dei premi al rischio (Fattori): Strategie note come il fattore “Value” continuano a funzionare non perché siano segrete, ma perché comportano anni o decenni di sottoperformance. Gli investitori sono esseri umani con le stesse vulnerabilità psicologiche di un secolo fa: il dolore intermedio è la barriera che impedisce alla massa di sfruttare questi fattori.
  • Attenzione ai backtest: I test sui rendimenti passati, specie quelli usati per vendere prodotti finanziari, soffrono di manipolazioni e vari tipi di bias (sopravvivenza, look-ahead, overfitting). L’unico backtest credibile è quello che “mostra il dolore”, ovvero che dichiara apertamente in modo onesto i periodi di forte sottoperformance che avrebbero portato i clienti a odiare la strategia.
  • Il “Behavioral Gap”: L’investitore retail medio ottiene sistematicamente rendimenti inferiori rispetto agli strumenti che acquista (anche un semplice ETF S&P 500) a causa della propria emotività: entra a mercato spinto dall’euforia quando i prezzi sono alti e vende in preda al panico e al dolore durante i minimi.

Lezioni principali da trarne:

  • Il dolore è una tassa ineliminabile: Il mercato richiede una prova di “resistenza emotiva” prima di concedere rendimenti importanti; i collassi e il panico colpiscono alla cieca nel breve termine, colpendo persino le aziende più solide e promettenti.
  • Il vero problema è la psicologia, non la strategia: La domanda cruciale che un investitore deve farsi non è se una strategia funzioni, ma se si è emotivamente e strutturalmente pronti a mantenerla nei momenti (inevitabili) in cui sembrerà non funzionare affatto.
  • Serve una profonda consapevolezza: Capire a fondo perché un portafoglio funziona e avere un orizzonte d’investimento realmente decennale sono i filtri essenziali per evitare di farsi prendere dal panico e cristallizzare le perdite liquidando i propri asset nel momento sbagliato.
  • Usare l’impossibile come ancora emotiva: Sapere che persino il portafoglio ideale gestito con assoluta preveggenza è sprofondato del 76% (per poi recuperare), funge da utile mappa mentale. Aiuta a inquadrare un “normale” drawdown temporaneo del 20% o 30% del proprio portafoglio con la giusta prospettiva, impedendoci di fare cazzate.

Trascrizione

00:00:02,919 [Vittorio]

In questa puntata di Too Big to Fail parliamo del portafoglio perfetto, quello di Dio. Diamo risposte raffazzonate a domande confuse e diventiamo sentimentali con le cazzatugole.

00:00:13,419 [Nicola]

Siamo sicuri che una o due chicche della puntata vi rimarranno impresse. Usatele per impressionare i colleghi o ditelo ai vostri partner a tavola. Questo podcast corre grazie alla vostra voce.

00:00:25,719 [Vittorio]

Risultati di Dio Creazione dell’universo dal nulla, separazione delle acque del Mar Rosso, trasformare l’acqua in sangue e le altre piaghe d’Egitto.

00:00:35,899 [Vittorio]

Resurrezione di Gesù. A proposito, parlando di Gesù anche moltiplicazione dei pani e dei pesci, camminare sulle acque, resurrezione di Lazzaro, resurrezione del figlio della vedova di Nain, resurrezione della figlia di Glay, resurrezione della figlia di Giairo. O Gesù spingeva sul forte sulla resurrezione e poi…

00:00:55,319 [Nicola]

E basta.

00:00:56,439 [Alain]

Me lo fermi l’unica volta che ha ragione.

00:00:59,089 [Vittorio]

Ma infatti, qua parliamo di Dio, di Dio è stato bravissimo in tante cose, ma anche lui sarebbe un pessimo investitore attivo. E non lo stiamo dicendo noi, o in particolare io, ma un paper uscito nel 2016 scritto da Wes Gray di Alpha Architect. Even God Would Get Fired as an Active Investor. Anche Dio verrebbe licenziato come investitore attivo. Sta cosa ci è venuta in mente perché siamo pigri e anche perché Wes è stato ospite di un podcast con Ritoz.

00:01:26,389 [Alain]

Prima di entrare nel merito, magari diciamo due parole su chi è Gray, perché ha una storia che merita. È ex capitano dei Marines e già Tom Fawcett Gray. Veterano in Iraq, poi PhD a Chicago sotto il famoso Eugenie Fama, cioè Nobel del 2013, padre del modello Fama-French, no? Ve lo ricordate? Amicone di Schiller hanno preso il Nobel insieme e poi andavano in palestra, comunque. Poi è stato professore alla Drexel, che sta a Filadelfia, l’ho cercato anch’io. E infine fonda Alpha Architect, dove gestisce principalmente ETF quantitativi.

00:02:05,539 [Alain]

È uno dei pochi nell’industria che parla in modo diretto, no? Senza troppi filtri di marketing. E poi lo vedremo dopo.

00:02:13,319 [Nicola]

Abbiamo tirato fuori questo paper dagli archivi polverosi di internet perché si basa su un’intuizione semplice e quindi geniale. Anche un gestore con preveggenza assoluta, quindi che sa già quali saranno i migliori titoli del prossimo quinquennio, verrà licenziato dai suoi clienti prima di poter realizzare i migliori rendimenti possibili.

00:02:36,779 [Vittorio]

Alla fine di questa puntata vi renderete conto di come le implicazioni di questa conclusione cambiano completamente il modo in cui si dovrebbe pensare agli investimenti attivi, ai back test e al proprio comportamento durante i drawdown.

00:02:48,489 [Nicola]

Partiamo dalle basi. Cosa significa alpha nel contesto degli ETF? L’alpha puro è molto difficile da raggiungere. Insomma intendiamo una performance positiva e costante tipo quella del fondo Medallion di Jim Simons, RenTech.

00:03:04,359 [Nicola]

sessantadue percento di rendimento annuo netto per trent’anni.

00:03:13,079 [Nicola]

Però le commissioni erano il 5% di management fee e 44% di performance.

00:03:20,999 [Vittorio]

se prende addosso

00:03:22,809 [Nicola]

altro che il doppio della

00:03:26,299 [Nicola]

TwinTwins. E infatti il fondo ad un certo punto ha smesso di accettare capitali esterni, perché i soci fondatori hanno tenuto tutto per per loro.

00:03:34,389 [Vittorio]

L’Alpha, insomma, è il benchmark assoluto. Se esiste qualcosa di simile a quei numeri sul mercato, non viene offerta al pubblico. Cioè, se lo tengono per sé. Se, insomma, sei una strategia perfetta, perché la devi vendere? Ci fai i soldi da solo e quello che vendi sul mercato è una cosa diversa.

00:03:48,799 [Nicola]

E West lo dice esplicitamente in inglese: You are never gonna be offered this ever in your life period because if you could do that, I would just manage my own money and become a billionaire. È un’osservazione empirica ma anche un filtro pratico. Se qualcuno ti propone rendimenti nell’ordine di medaglione, o non capisce cosa ha in mano o sta mentendo.

00:04:10,839 [Vittorio]

Mi farebbe molto ridere che hai specificato in inglese perché pensavo che fosse in armeno e avresti tirato fuori una pronuncia incredibile in armeno.

00:04:21,579 [Vittorio]

Vabbè, ma quindi l’alfa reale cos’è? Qual è, diciamo, l’alfa accessibile a un investitore retail o un buon investitore?

00:04:30,439 [Alain]

Gray lo chiama il poor man’s alpha, cioè l’alpha per l’uomo della strada. Non è tendenzialmente battere il mercato in modo sistematico o di gran lunga. È piuttosto costruire esposizioni a premio al rischio che siano documentati, per esempio i fattori noti come value, momentum, quality, in modo che sia anche magari fiscalmente efficiente, no, che non ti mangi tutto lo stato. ETF che fanno qualcosa di strutturalmente diverso rispetto al comprare un fondo passivo in stile Vanguard con un’ottima efficienza nei costi. Questo alpha, siccome sistemico, è fondamentalmente un’esposizione fattoriale.

00:05:10,129 [Alain]

Nelle parole di sempre del nostro amico Grey, “If it hasn’t been factor exposure yet, it will be, ‘cause people just need to invent a factor that then explains that aspect of your performance.” Magari la traduco, perché sennò ci si incazza, no? Tra l’altro la faccio tradurre a Gemini, proprio così.

00:05:29,479 [Vittorio]

Heh heh. Live

00:05:32,439 [Alain]

Ho messo il modello Pro per cui è più lento, abbiate pazienza. Se non si tratta ancora di esposizione ai fattori, lo diventerà. Perché basterà semplicemente inventare il fattore in grado di spiegare quell’aspetto della tua performance. Ed effettivamente ha super senso, l’alfa non esiste, esistono solo fattori. Magari che non abbiamo ancora definito come tali.

00:05:53,609 [Nicola]

sì, nel campo sistematico, eh, perché ovviamente se uno è capace di di fare trading discrezionale, diciamo, allora non non è un fattore, però qua stiamo parlando solo di roba sistematica. E quindi questo ci porta alla domanda più importante: se questi fattori sono noti e accessibili, perché non sono soggetti ad arbitraggio e quindi mangiati dal mercato? E la risposta arriva con l’esperimento mentale del paper.

00:06:18,239 [Vittorio]

Allora, diciamo che il paper di West è molto preciso, quindi vale la pena dedicargli qualche secondo. Sostanzialmente lui ha preso le 500 maggiori aziende nei vari mercati americani per ogni momento storico dal 1927 in poi, calcolando il rendimento totale quinquennale di ciascuna azienda, dividendi inclusi. Le ha ordinate in decili. Il primo decile contiene le 50 aziende che avranno il rendimento più alto nei successivi cinque anni. Quindi basta la costruzione di un portafoglio in cui compra solo quel decile. Ed ogni azione è inserita secondo il suo market cap nel mese precedente. Ogni cinque anni rifà l’esercizio. Il punto chiave è che c’è sempre una previsione perfetta. Questo è il Gott’s Portfolio.

00:06:57,249 [Alain]

Il portafoglio de Teo. È importante sottolineare quello che Gray scrive nel paper stesso. Questi rendimenti sono esplicitamente impossibili da raggiungere. Non sono difficili, sono impossibili per definizione. L’esercizio non è come si potrebbe approssimare questo portafoglio. No. È usare l’impossibile come un benchmark teorico per capire cosa succede anche nelle condizioni più favorevoli immaginabili. Cioè il limite delle superiori, no? Vi ricordate X che tende all’infinito? Visto che vi sono tornati utili.

00:07:29,659 [Nicola]

Va bene, quindi io vi spoilero subito il risultato. Dal 1927 al 2016, il gross portfolio genera un CAGR del 29,4% annuo. Lo S&P 500 nello stesso periodo fa il 9,9%. Quasi venti punti percentuali di differenza all’anno. Per quasi un secolo con preveggenza assoluta. Ora i punti meno intuitivi, ma che sono importanti. Il portafoglio di Dio ha una volatilità più alta di Spy, il 22,5% contro il 19%. E se ci pensate, questo è normale. La volatilità misura gli strappi, sia quelli negativi che quelli positivi.

00:08:08,419 [Nicola]

un portafoglio che cresce del 29% all’anno ha sicuramente una volatilità alta. E lo Sharpe ratio del portafoglio di Dio è solo 1.12. Questa cosa è un po’ più sottile e molto nerd. Ma parte del motivo è che lo Sharpe ratio non distingue tra volatilità positiva e negativa. Questo non lo dice nel paper, ma possiamo pensare che il portafoglio di Dio abbia parecchia volatilità positiva, che quindi deprime lo Sharpe. L’altro aspetto è che l’aumentare dei rendimenti assoluti diventa più difficile tenere uno Sharpe alto. Adesso io avevo fatto un test un po’ di tempo fa, mi è venuto in mente leggendo sto paper, no?

00:08:47,359 [Nicola]

Prendete lo Zio Warren, ad esempio. Lui ha avuto uno Sharpe ratio tra lo 0,7 e lo 0,8. Se guardate solo lo Sharpe ratio, è una cosa che si può realizzare con un buon portafoglio diversificato. Non è così difficile. Il fatto è che Warren ha avuto pure un CAGR del 19%. È la combinazione di queste due cose che è molto molto più complicata da avere. Pur se usate la leva e pur se vi indebitate a un costo prossimo a quello del tasso ISPRY. E qui, fine del momento nerd.

00:09:17,859 [Vittorio]

Ecco, ecco. Allora, tornando al portafoglio di Dio, non quello di Napoli, cioè Madonna, quello della Bibbia. E il drawdown massimo del portafoglio è del 75,9% tra il 1929 e il 1932. E in più di dieci occasioni perde oltre il 20% in un singolo anno. Il 76% di drawdown con la che esiste di di avere la previdenza assoluta è il numero che cambia un pizzico la prospettiva di tutta la faccenda. In soldoni significa che se invece hai investito 100, ora ne valgono 24. E parliamo delle aziende che già sai essere i migliori titoli del prossimo quinquennio. Durante un collasso sistemico, il panico prezza tutto come potenzialmente terminale.

00:09:57,399 [Vittorio]

La realtà quindi è che il mercato non distingue tra un’azienda che sarà grande fra cinque anni e un’azienda che potrebbe fallire domani.

00:10:03,869 [Alain]

Questo portfolio è spesso concentrato anche su titoli e settori fuori moda, tipo lo small cap e il value. E la sovraperformance, d’altronde deve arrivare da qualche parte. Non sono vendute perché siano azioni negative, ma perché in un mercato in panico, prima si vende e poi si fanno le domande, come si dice.

00:10:21,819 [Nicola]

Questo perché i mercati sono volatili e di solito vanno a trovare il punto di maggior dolore per i partecipanti. Il modo per provocare la perdita più grande prima di far vedere i guadagni. È quasi come se il mercato pretendesse una prova di resistenza prima di concedervi il premio. E quella prova elimina quasi tutti prima che il premio arrivi. Ora, se guardiamo ad un esempio più attuale, guardate quello che ha fatto l’oro recentemente. È salito tanto ed è salito mentre le azioni andavano tutto sommato bene. Quindi se guardate in giro, è molto più facile trovare qualcuno che ha l’oro in portafoglio che viceversa.

00:11:01,289 [Nicola]

e se vi ricordate un po’ di tempo fa, non era esattamente così la situazione. Quindi molto probabilmente nella prossima crisi, qua ce la giochiamo alla Casario sta televisione, ore azioni andranno nella stessa direzione. Perché? Perché più diventa semplice avere un asset in portafoglio, più è ragionevole aspettarsi che il mercato ti farà pagare quella semplicità in futuro.

00:11:26,779 [Vittorio]

Però, insomma, se questo è il portafoglio perfetto e genera un bel 29,4% annuo su quasi un secolo, perché un gestore verrebbe licenziato?

00:11:36,619 [Nicola]

Eh, perché nel mondo reale i gestori vengono valutati trimestralmente e annualmente, sempre in relazione ad un benchmark che tipicamente, questo è un paper americano, è l’S&P 500. Poi anche quello che fate voi che ci ascoltate con i vostri investimenti, magari complice il mago Arancione di questi giorni, oggi il benchmark che vedete è VWC, però comunque questa tendenza l’avete. Ed è il tracking error rispetto al portafoglio che è il vostro vicino di casa, no, quello con cui parlate a una festa o del tizio che parla in borsa in televisione. E questo il vostro benchmark, no?

00:12:15,859 [Nicola]

lo fate anche se non vi accorgete. Quindi il Gozz portfolio durante certi periodi ha sotto-performato l’S&P 500 di 50 punti percentuali o più in un singolo anno. Non 50 punti base. 50 punti percentuali. Cioè, l’S&P fa più 30 e Dio fa meno 20. E lì altro che Dio, secondo me tirate giù proprio tutto il calendario.

00:12:41,699 [Alain]

Il paper mostra tra l’altro come questa sia la regola e non l’eccezione. Il goals portfolio, il portafoglio di Dio suona meglio, diciamo, da ora in poi il portafoglio di Dio tende a essere concentrato su value e small cap, almeno storicamente. E sono d’altronde aree che rimangono indietro durante i bull market che vengono guidati di solito dalla growth, da tech ultimamente. Tra l’altro forse è utile ripetere, no? Stiamo parlando di portafogli che sappiamo avranno una sola performance rispetto all’indice. Cioè non sono supposizioni teoriche sui fattori.

00:13:15,349 [Alain]

sono portafogli che hanno fatto più 20% nell’arco di 5 anni, ma che durante il percorso si sono trovati indietro e anche di parecchio rispetto al benchmark più noto.

00:13:25,779 [Vittorio]

Quindi, che succede se vai male? Clienti e istituzionali ti controllano. I primi monitorano ogni trimestre, anche al giorno se sono affetti da vari tipi di psicosi, mentre un comitato di investimento valuta ogni anno. E poi c’è la stampa finanziaria che chiaramente pubblica le classifiche. Dopo tre anni di sotto-performance del 20 o 30%, nessun gestore può dire: “Aspettate altri sette anni e avrò ragione”. Il cliente fondamentalmente vuole proteggere i propri soldi, il comitato vuole rendicontare i propri superiori, la stampa documenta semplicemente quello che vede. In genere, eh. Poi vabbè. E se succede troppo a lungo che le cose vanno male, ti mandano tutti a fanculo. E alla fine sti cazzi se il tuo ordinamento è della madonna in cent’anni.

00:14:03,979 [Alain]

Certo in questo caso della Madonna ci sta, vedi.

00:14:06,309 [Vittorio]

Hai visto? L’ho fatto apposta, dev’essere sincero.

00:14:08,529 [Alain]

Bravo, bravo, sei stato attento.

00:14:10,769 [Vittorio]

Eh, ma son mezzo toscano sta cosa, cioè di tradizione.

00:14:14,489 [Nicola]

E questo secondo me è il punto per cui secondo me era interessante parlare di questo paper in una in una puntata. Proprio perché spiega molto bene il motivo per cui i fattori non vengono arbitrati dal mercato e cioè questo non succede perché nessuno li conosce. Ormai li conoscono quasi tutti. Il Value Fact, no? Comprare asset economici rispetto ai fondamentali, lo dobbiamo ancora dire, no? Che cos’è?

00:14:43,889 [Nicola]

è documentato accademicamente dagli anni trenta. Il problema tra virgolette dei fattori è che possono sotto performare per decenni. Guardate cosa ha fatto Value Factor, no? Forse negli Stati Uniti non si è ancora ripreso, no? In Europa più o meno. Nei mercati fuori dagli Stati Uniti sì. Però sono quasi vent’anni, no, che è rimasto indietro rispetto al benchmark che dicevamo prima. Per cui se tu ce l’hai, fai solo la figura dell’idiotano, no? Che se vai in giro a dire che quel fattore ti farà sovraperformare. E questo lo avevamo anche spiegato durante la puntata di di Meb Faber, no?

00:15:22,389 [Nicola]

e ad esempio in quel caso nel portafoglio con 60 azioni e 40% oro. Immaginate quanti ve l’hanno menata questa storia che l’oro è rimasto in draw down per 30 anni di fila. È proprio per quello che poi il portafoglio ha funzionato.

00:15:37,319 [Alain]

Quindi il value factor non persiste perché è segreto. Persiste perché è strutturalmente molto difficile da mantenere per la maggior parte degli investitori, sia istituzionali che retail. Soprattutto durante periodi così prolungati di sottoperformance. Eh, l’effetto giramento di coglioni che avvertiva mio nonno quando sentiva suonare Jovinex. È lo stesso.

00:15:59,659 [Nicola]

Vabbè, qua scusate ma io devo tornare all’inglese perché secondo me Gray West lo sintetizza molto bene, no? Cosa lui dice? Humans are gonna human, no? Nel passato, nel presente e nel futuro. La psicologia evolutiva non è cambiata da quando esiste il mercato azionario moderno. Le emozioni che portano a vendere in pieno panico nel 1929 sono identiche a quelle che ci portano a vendere in panico oggi. Anche in questi giorni, il mercato è cosa? Forse 10% dai massimi e si leggono quei post: “Ah, ho visto per la prima volta il mio portafoglio rosso”. Non so cosa fa…

00:16:39,049 [Alain]

Siamo sotto del 10%, ma ogni volta uguale scoppia.

00:16:42,859 [Nicola]

No, non lo so, è una patatina da fuori a casa. E quindi è per questo che i premi fattoriali esisteranno, perché il dolore intermedio è la barriera che li mantiene vivi. E forse appunto oggi con i social pure peggio.

00:16:58,369 [Vittorio]

Comunque nel Paper Gain costruisce anche la versione con la versione short, cioè compri il decile con i migliori rendimenti futuri, vai short sul decile con i peggiori. Il CAGR in questo caso è del 46% annuo. E per farvi eccitare un pochino di più, vi dico che ad esempio partendo con un investimento di 1000 euro per 20 anni al 46% di CAGR, arrivate alla fine con 2 milioni di euro.

00:17:19,899 [Alain]

Solo per chiarire, sono mille euro e basta, non mille euro di pasta. Mille euro e basta, capito? Quello che risparmiare non giocando ai gratta e vinci.

00:17:28,789 [Nicola]

E quindi pensate, in questa situazione da proprio da da Fu Faguro di Dubai all’ennesima potenza, comunque il drawdown di quel portafoglio lì è stato del 47%. Immaginate le bestemmie che tirate al Fu Faguro quando vi trovate col portafoglio sotto di metà, tagliato a metà. E questo nonostante la preveggenza assoluta. In questo caso c’è, c’è dell’alfa vero, no? E c’è in entrambe le direzioni, sia sulla parte long che nella parte short.

00:18:00,579 [Alain]

Tra l’altro il lato short crea rischi specifici che il lato long non avrebbe da solo, no? Quando sei short su un titolo, la perdita massima teorica è illimitata. Se shortate a 10 e va a 200, la vostra perdita è 190 per azione. E durante certi rally, eh che non sono quelli di Colin McRee, pensa, ad esempio, al 2020, 2021, i titoli che dovevano andare male, eh invece continuano a salire per mesi. Vedi Zoom, forzando chi è short a liquidare in perdita molto prima che la tesi si dimostri corretta, no?

00:18:35,489 [Alain]

e quello che Keynes intendeva, i mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto tu possa rimanere solvibile. Com’era elegante Keynes.

00:18:45,269 [Vittorio]

Bellissimo, bellissimo, grande uomo. Insomma, anche il fondo perfetto gestito da Dio verrebbe licenziato durante questi periodi. La struttura del problema è identica: un rendimento eccezionale nel lungo periodo, dolore insopportabile nel breve e il meccanismo istituzionale che forza la liquidazione è esattamente nel momento sbagliato.

00:19:03,599 [Nicola]

Però, siccome siamo un podcast che non vi dà risposte, ma solo altre domande, e poi risponde alle vostre domande durante la post-produzione.

00:19:12,249 [Vittorio]

in maniera sbagliata comunque, vorrei precisare.

00:19:14,989 [Nicola]

Affrontiamo ora due temi spinosi, così mettiamo ancora più confusione in testa. I back test e la ricerca accademica. Westgray sulla questione dei back test è categorico. The best rule is just never trust any past performance, especially hypothetical, but even live past performance. E aggiunge che i back test prodotti da chi vende il prodotto vanno scontati del 99%.

00:19:41,599 [Vittorio]

a me a me sta percentuale fa molto ridere perché mio papà mi dava sta lezione da venditore di Patagon Shop sette anni. E sostanzialmente diceva, lui lo faceva, lo diceva sempre in particolare con i romani, ma diceva se ti dicono che è cento, molto probabilmente al massimo sarà cinquanta, forse sessanta. Se uno ti dice che hai scontato il novantanove per cento, cioè vuol dire che è il più grande cazzaro della storia.

00:20:02,359 [Vittorio]

Incredibile

00:20:04,039 [Nicola]

il fatto è che è una cosa strutturale, non una questione di disonestà. Backtest soffrono strutturalmente di survivorship bias. Si testa sui dati storici che includono solo le aziende sopravvissute, ad esempio, non quelle fallite durante la strada. Di Luca head bias, ovvero si usa informazioni che in quel momento storico non erano disponibili. I bilanci arrivano in ritardo, i dati vengono rivisti, le classificazioni cambiano. E pure di overfitting. Con abbastanza parametri puoi sempre trovare qualcosa che ha funzionato nel passato. Non perché la logica sia solida, ma perché ha ottimizzato il modello sui dati storici fino a quando non ti dava il risultato che cercavi.

00:20:44,579 [Nicola]

Insomma oggi backtest parte da certe assunzioni, che siano esplicite o implicite. E sta a voi capire quali sono, quali hanno senso e quali no.

00:20:56,729 [Alain]

Altro Greif ha un’analoga farmaceutica nel trascritto. È un po’ come per un farmaco, me lo immagino così con questa voce, no? È un po’ come per un farmaco sponsorizzato dalla ricerca Pfizer. Semplicemente non ci credo in partenza. Però bisogna dire che questo è un po’ figurone, sai, questo Greif. Rischi di passare per un simpaticissante no-vax col cappellino rosso nel comodino, sai, con su scritto Maga. Però quello che voleva dire invece è sensato, no? È che lo studio può essere tecnicamente anche corretto, ma gli incentivi sono strutturalmente distorti verso il falso positivo.

00:21:35,539 [Alain]

gestore che costruisce un nuovo prodotto ha tutto l’interesse a trovare quel back test che funziona.

00:21:41,609 [Nicola]

Diciamo che qua secondo me va un po’ contestualizzata, nel senso che Wes ha fatto tutte e due le parti, no? Perché ha avuto un passato accademico, ma adesso sta facendo il creatore di fondi, no? E secondo lui il problema principale è appunto quando chi crea il prodotto poi ha solo intenzione, il suo obiettivo è solo quello di venderlo, non tanto di fare una cosa che abbia senso. Per questo lui ritiene che gli accademici siano meno corrotti.

00:22:15,389 [Nicola]

Non perché come persone siano migliori, che perché ce ne sono tanti di accademici che han truccato le robe. Però, nel senso loro cercano di più prestigio accademico. Poi tra l’altro i papers sono peer reviewed, vogliono ottenere citazioni più che soldi direttamente. E di certo non guadagnano delle commissioni, no, dal dal dal dai prodotti che che sponsorizzano. Il peer review è un filtro molto forte perché fondamentalmente almeno altre persone riguardano quello che che hai scritto, quello che hai provato a fare e lo ritestano.

00:22:51,839 [Vittorio]

Però anche qua c’è da dire che pure l’accademia soffre di un bias che non conoscevo, è mio nuovo, che è publication bias. Cioè i risultati positivi vengono pubblicati mentre quelli negativi restano nel cassetto. E poi spesso vengono anche pubblicati… viene pubblicata tanta merda. Penso agli articoli, quelli che escono su Focus ogni tanto, tipo…

00:23:10,779 [Alain]

Nota rivista scientifica

00:23:13,269 [Vittorio]

notizia, però ogni tanto non li pubblicano queste cose così tipo, quanto si sentono pelossetti gli animali pelossetti? Test su quattro criceti.

00:23:21,229 [Vittorio]

Quindi, insomma, anche la letteratura accademica è un pizzico distorta, ma in modo diverso rispetto ai back test commerciali, no, che sono legati molto al marketing e a una narrazione. In questo senso, alla fine Gray dice che sono migliori, ma anche intendendone nel senso che sono un po’ meno peggio della media, ecco.

00:23:39,229 [Alain]

Ma sai che quell’articololetto sui criceti l’avevo letto su Just for Men? Incredibile, incredibile, incredibile. Hanno riutilizzato.

00:23:48,859 [Vittorio]

Allora, mi inquieta terribilmente che la rivista con una cosa a pillosetta sia Just for Men.

00:23:54,559 [Alain]

Bueno, eso no.

00:23:55,939 [Nicola]

E dove l’hai letto?

00:23:56,709 [Vittorio]

E dove l’hai letta?

00:23:57,659 [Alain]

l’ho detto già prima. Volevo volevo citarne una, non conosco una rivista per uomini. Scusate. No, no, esatto, fa molto ridere.

00:24:05,049 [Nicola]

Comunque, tutto questo, secondo me, perché Gray trova un punto che è molto importante e che spiega molto bene perché il portafoglio di Dio funziona come strumento. Cioè un backtest per essere credibile vi deve mostrare il dolore. Mi viene in mente il meme quello di di Mel Gibson con Diabolik e…

00:24:26,749 [Vittorio]

di Gina Bisella

00:24:28,779 [Nicola]

Ride. Ma in queste, immaginatelo così, il dolore. Voi dovete vederlo quel dolore nel back test. Cioè, ti deve dire che per dieci, per vent’anni quella strategia ha sotto-performato. Deve dirti che i clienti ti avrebbero odiato. Se non ti mostra quello, non è un back test onesto. Di sicuro non è un prodotto che stanno vendendo a voi. Il portafoglio di Dio è convincente come studio, esattamente perché non nasconde quel meno 76 per cento. Quella trasparenza è la prova di autenticità del lavoro.

00:25:02,939 [Vittorio]

Chiaramente tutto quello che abbiamo detto finora descrive molto spesso i gestori istituzionali, ma diciamo come detto la stessa dinamica opera a livello individuale. E in realtà forse è ancora più pericolosa perché non hai in questo caso non hai nemmeno il contrappeso di un processo istituzionale.

00:25:18,089 [Nicola]

Ma quindi vuoi dire che il confronto con lo youtuber che ti analizza il portafoglio non conta?

00:25:22,629 [Vittorio]

Non credo, non credo.

00:25:24,079 [Alain]

Peccato, peccato.  C’è il Dalbar Institute, che tra l’altro è il nome migliore possibile per un istituto di ricerca. Dove ci troviamo? Dalbar! Dai, Paco, io giro, oggi facciamo ricerca dura.

00:25:38,249 [Alain]

Comunque, dal Bar pubblicano ogni anno uno studio, il Quantitative Analysis of Investor Behavior, che misura il rendimento effettivo dell’investitore medio americano rispetto al rendimento degli strumenti in cui investe. E il risultato è costante ormai da decenni, no? Investitore medio ottiene rendimenti parecchio inferiori rispetto al rendimento dello strumento. Dice, com’è possibile? Anche quando lo strumento è un semplice, che ne so, ETF sullo S&P 500.

00:26:08,389 [Alain]

Ed è possibile per quello che loro chiamano il behavioral gap, cioè il divario tra il rendimento teorico dello strumento e il rendimento reale dell’investitore, è dovuto al comportamento dell’investitore, al fatto che vende nei momenti peggiori e compra nei momenti peggiori.

00:26:23,999 [Nicola]

Fatti, la causa è proprio quella che ha appena detto Len, no? Cioè si entra tardi, dopo i rally, quando la storia è diventata attraente e tutti ne parlano, no, il FOMO. E poi si esce presto, durante i drawdown, quando il dolore diventa insopportabile. Quindi siamo all’opposto, no, di quello che chi era? Daniel Krawczyk che diceva a Eddie Murphy. Compra basso vende alto. Quando camminano. Qua diventa compra alto perché sembra che tutti stiano guadagnando e vendi basso perché non non ce la fai più.

00:26:59,619 [Vittorio]

che poi mo’ tutto sto casino alla fine era il meme di Wall Street Bets, no? Comunque

00:27:04,179 [Vittorio]

ehm, diciamo a questo punto il portafoglio di Dio diventa interessante, no? Ed è un buon riferimento mentale. Alla fine, se hai internalizzato che anche un portafoglio costruito con la preveggenza assoluta perse il 76% durante la Grande Depressione e poi comunque ha recuperato generando il 29,4% annuo di CAGR, hai, diciamo, una mappa per interpretare il tuo meno 30% senza insomma cagarti addosso e vendere tutto. Questo non ti aiuta a eliminare la paura chiaramente, ma può evitarti alcuni tipi di cazzate che sono date dalla paura momentanea.

00:27:35,499 [Nicola]

però diciamo sempre che tu abbia costruito il tuo portafoglio con criteri.

00:27:40,129 [Alain]

Grain nei suoi fondi ha scelto deliberatamente un active share altissimo. Fondi come Cuval, Ival, Cumom, Aimom, che anche questi mi sa che si trovavano nella stessa rivista, quelli di Aimom.

00:27:54,759 [Vittorio]

Comunque, sembrano dei modem a 56 kbps.

00:27:58,409 [Alain]

Ah beh, potrebbe, potrebbe.

00:28:00,109 [Alain]

gli ETF che lui gestisce e che purtroppo voi non potete comprare perché sono fatti negli USA per gli USA sono molto diversi dagli indici di riferimento. Questo significa underperformance che sarà visibile nei periodi sfavorevoli. E e questo lo dice chiaramente. Il suo approccio richiede davvero un orizzonte decennale e una profonda comprensione del processo e del perché funziona. Per questo, alla fine, lui non spinge tanto sulla distribuzione, sul marketing becero. Vuole solo investitori che capiscano che cosa stanno comprando.

00:28:34,819 [Alain]

e non perché sia altruista, ma perché un cliente che non capisce vende durante i drawdown. E quindi finisce per cristallizzare le perdite, forse la liquidazione danneggia chi resta nel fondo, chi lo gestisce e il suo track record.

00:28:50,679 [Nicola]

E questa alla fine è una forma di selezione, no? Se lui ti dà questa spiegazione densa e onesta sulle difficoltà attese, funziona da filtro, pure per lui, perché chi non ha voglia di capire non compra e chi compra è già più resistente durante i periodi difficili. No, sicuramente immune, ma comunque più resistente.

00:29:12,369 [Vittorio]

Insomma, andando alle conclusioni, il dolore medio di gestire una strategia simile pur sapendo con certezza cosa sarebbe successo è strutturalmente insopportabile per quasi tutti gli investitori che siano individuali oppure istituzionali.

00:29:27,409 [Alain]

Eh, citiamo di nuovo una forse la frase più d’impatto che ha detto Gray. Humans are gonna human. Nel passato, nel presente, nel futuro. La psicologia degli investitori non è cambiata. Le emozioni che portano a vendere durante i drawdown non scompariranno. E finché è così, il premio al rischio che queste emozioni creano probabilmente non scomparirà.

00:29:47,939 [Nicola]

E secondo me, quindi, anche data la nostra esperienza da influencers, la domanda rilevante non è questa strategia funziona, non chiedetecelo. La domanda è: sono costruito io in modo da riuscire a tenerla quando sembra che non funzioni? Se la risposta è no, il problema non è la strategia, ma siete voi.

00:30:10,959 [Alain]

Ed eccoci alla posta del cuore dove vi diamo risposte raffazzonate a domande confuse. Bella questa questa tagline. Potremmo tenerla fixed claim.

00:30:21,359 [Alain]

Potete contattarci, ma io vi dico oggi le cose in ordine sparso. Prima nel nostro subreddit, dove persone molto disponibili e molto competenti comiteranno per darvi la risposta migliore. Oppure potete contattarci col forum sul nostro sito o addirittura iscrivervi alla nostra newsletter e cliccare il tasto rispondi quando vi arriva puntuale ogni weekend l’elenco delle risorse citate nel podcast, pensiero esclusivo, a volte dei meme. Più dissing, più dissing. Ok? Quindi se volete più dissing iscrivetevi alla newsletter.

00:30:59,999 [Nicola]

E diciamo anche puntuale quando non lo programma io.

00:31:02,679 [Vittorio]

Non arriva neanche doppia quando lo programmi.

00:31:05,549 [Alain]

Non arriva neanche a tutti, quindi

00:31:07,949 [Vittorio]

Allora, se notate un errore nella newsletter è perché la sta mandando Nicola generalmente. Sappiate questo.

00:31:15,889 [Alain]

Solo alle prime cinquanta email arriverà la differenza.

00:31:21,399 [Alain]

Questa lettera arriva da Dikoergo, che io dopo tutta la puntata su Dio avevo letto Dio ergo per un bel po’.

00:31:29,259 [Alain]

Carissimi TBT F, grazie per il lavoro che fate. Mi presento. Quasi quarantenne in coppia, figlio piccolo, no debiti, no affitti, buon risparmio e soprattutto una Panda 4×4 del 1994 in asse ereditario.  Bravo, bravo, dico Gergo. Bravissimo.  Dopo anni nel privato ho fatto il salto e sono da poco entrato nella pubblica amministrazione, pur rinunciando ad un 10% del mio stipendio netto. Sarò pazzo?  La mia psiche ne ha guadagnato in termini di orari, ferie e stress. Però ora mi sento come in un Coast Fire all’italiana.

00:32:05,969 [Alain]

Ci sono le scadenze, si lavora, ma non c’è quell’ansietà di fondo tipica del privato. Nonostante quanto sopra, mi sembra di essere sul pianeta di Miller di Interstellar, con l’acqua alle ginocchia e un’ondona alta un chilometro che avanza verso di me senza che io abbia via di fuga. L’ondona che mi preoccupa è formata da un mix delle seguenti cose: tra quello demografico di questo paese, e vivendo in provincia lo si vede benissimo, con relative inciampate economiche e tsunami inflattivi, il fatto che probabilmente il mio stipendio da pubblica amministrazione sarà usato come ammortizzatore delle finanze del paese a suon di bancati e aumenti salariali.

00:32:44,359 [Alain]

si è già visto tra il 2008 e il 2015 con il blocco del rinnovo degli stipendi. L’Inps, che mi sussurra all’orecchio che dovrò lavorare fino alla morte, e la percezione sempre più nitida che gli ultimi decenni di prosperità economica occidentale si siano basati eccessivamente sulla massimizzazione del debito economico, sociale e soprattutto ambientale, e che forse ora i nodi stanno venendo al pettine. Vi trovate anche voi, come me, sul pianeta di Miller, al netto di essere un dipendente della pubblica amministrazione? Se sì, che piano avete per surfare l’ondona?

00:33:18,609 [Alain]

compro carri, BBMF, terreni agricoli, lingotti d’oro e spero per il meglio, oppure semplicemente ringrazio per ora di non dovermi alzare alle quattro per andare a far fieno come faceva mio nonno e mi giro dall’altra parte. Approccio peraltro suggerito da molti. PS vi butto lì altre due domande al volo. Sapete se esiste una tabella di equivalenza anche parziale tra i ticker UCITS e USA? Ogni volta che vado a trafficare su test folle è sempre complicato capire quale ticker si avvicina di più all’indice o all’ETF UCITS che mi interessa. Due, potreste approfondire i terreni agricoli come asset alternativo magari dedicandoci una puntata?

00:33:58,769 [Alain]

Credo siano gli asset di cui la gente sa meno in assoluto, nonostante molte famiglie ne possiedano per motivi se non altro ereditari. Ancora grazie e a presto.

00:34:08,349 [Vittorio]

Allora, sì, forse dedicheremo una puntata a questa cosa, però prima di quei terreni agricoli che non volete che la vostra famiglia vi ha regalato, li prendiamo in gestione noi a gratis se ce lo volete cedere e poi vi diciamo se era stato un investimento giusto o sbagliato.

00:34:24,459 [Vittorio]

detto ciò

00:34:25,709 [Nicola]

sempre il mio amico che voleva fare una coltivazione di bambù ad Agropoli.

00:34:30,479 [Vittorio]

Che poi non è infestante il bambù, no, come coltivazione.

00:34:35,069 [Nicola]

Ah magari quella era l’idea. Ha. per i coglioni alla gente

00:34:39,169 [Vittorio]

Chào buổi sáng. Ottimo.

00:34:40,739 [Nicola]

me ne fregavo un cazzo del bambù, però

00:34:43,679 [Alain]

dell’altra piantina gliel’avevano bocciata

00:34:46,719 [Vittorio]

Infatti, ecco, è quello che. Allora, il quesito si basa su quattro cose su cui non hai alcun potere, e quindi non, cioè se la valuti in questo senso, non è che puoi cambiare il corso delle cose. Detto ciò

00:35:01,019 [Vittorio]

al livello economico secondo me lavorando come dipendente pubblico ti leghi un po’ a doppio filo a sostanzialmente a come andrà lo stato italiano. Quindi, il mio consiglio è: sii europeista il più possibile. Se proprio hai delle paure da prepper, sì, prepararti un po’, però forse il consiglio migliore è quello di costruirti un portafoglio molto ben diversificato e cercare di dare il tuo contributo a livello sociale perché effettivamente sono problemi talmente grossi che come a livello di individui si può fare poco, insomma.

00:35:32,099 [Alain]

Io parto dalle tabelle di equivalenza, quelle degli ETF. Quello che faccio io normalmente è prendere l’indice replicato, lo cerco su JustETF, mi prendo l’ETF che mi interessa. Poi, boh, se è un ETF di gestione attiva o l’indice è un po’ particolare, sì diventa un po’ dura trovare l’equivalente. E poi su se testfall

00:35:51,329 [Alain]

devi fare il processo inverso. Ah, ecco, una considerazione invece sul sulle tue preoccupazioni, no? Sembra quasi che che vedi questo ondona, no, e tu sei calma piatta acqua alle ginocchia e poi pram, ti parte il chilometro di onda. Però i sistemi non non funzionano in quel modo, si adattano molto prima e in maniera più graduale di quello che che sembra quando li vedi dalla distanza, no? Ti sembra questo ondona, ma magari succede come succede, che ne so, in mare aperto, no? In quelle onde grosse, la barca piccola la sollevano e la barca piccola, non dico che non si accorge di niente, però viene spostata senza grosse preoccupazioni.

00:36:27,019 [Alain]

quelle che descrivi come preoccupazioni non sono cose brusche come possono essere una guerra, una pandemia, ma sono cambiamenti che avverranno nel corso dei decenni per cui, cioè la mia speranza è che ci adatteremo. Se però sei convinto che saranno cose brutte, drammatiche, inevitabili, allora la strategia migliore è godersi il presente, no? Non rovinarlo con l’ansia per il futuro perché sono preoccupazioni come diceva Vittorio sulle quali hai scarso controllo. Se ritieni che ci sia qualcosa che puoi fare e che migliora la tua vita anche oggi, allora valuta di farlo. E che ne so, trasferirti in un paese con una curva demografica più favorevole o meno indebitato, se sono quelle le tue preoccupazioni.

00:37:06,069 [Alain]

Ma se per te non è un’opzione desiderabile per i mille motivi che ci possono essere, boh, non preoccupartene. Il solito concetto, no, quello della sfera di interesse contro la sfera di influenza. Lavora su quello che puoi e il resto a un certo punto, ecco, quello che verrà, verrà.

00:37:21,879 [Nicola]

beh, ha fatto venire in mente una cosa quello che hai detto, no? perché effettivamente quest’onda, cioè l’immagine che ha lui è di questo pericolo che tu vedi in lontananza, che poi si avvicina e poi ti colpisce tutto d’un botto. Il fatto che l’Italia è dentro a sto periodo qua già da vent’anni almeno, è quello il problema, no? Cioè che sembra che ci sia, che ci debba essere quel momento di rottura per cui qualcuno dice: “Ah ecco, vedi, questa è la dimostrazione che tutto quello che avevo detto prima era vero”. Quella dimostrazione ce l’abbiamo già adesso.

00:38:00,149 [Nicola]

non è che ti serve aspettare quell’onda lì. E la seconda cosa è che non capisco benissimo la scelta di di andare a lavorare nella pubblica amministrazione, perché se senti questo problema, di sicuro non ti aiuta quella scelta. Dico, non ti aiuta rispetto alla preoccupazione che hai tu. Perché poi giustamente uno dice, vabbè, ma io sto lì, lo stipendio lo ricevo, c’ho meno problemi, posso pensare alle mie robe mie, è una scelta giustificata e giustificabile, però poi non è che puoi vedere il lato sbagliato, l’altro lato della medaglia, no?

00:38:39,289 [Nicola]

E invece passiamo alle cazzabubbole e al momento serendipità. Non so perché, ma è venuto in mente. Io sette anni fa con mia moglie, praticamente sette anni fa, con mia moglie siamo andati in un ristorante una domenica a pranzo a conoscere una coppia che non avevamo mai visto prima.

00:38:59,859 [Vittorio]

Li avete rivisto dopo?

00:39:01,149 [Nicola]

Não sei, não sei. Não vou me meter nessa história.

00:39:03,909 [Vittorio]

Oh yeah, it’s funny as hell.

00:39:05,559 [Nicola]

Allora, la questa coppia, la mia moglie aveva trovato la moglie, perché in Inghilterra c’era questa, c’era forse c’è ancora questa app che mette in contatto le neo mamme. Lei era incinta quasi ormai alla fine e anche quell’altra mamma era incinta e tra l’altro lei ha partorito una bambina sette giorni prima di quando mia moglie ha partorito. E le nostre due bambine praticamente si considerano sorelle per questa roba qua. Quindi era gente che non, che abbiamo conosciuto così per caso.

00:39:42,099 [Nicola]

Nel frattempo in questi sette anni, io ho cambiato un lavoro e lui ne ha cambiati due. E sette anni dopo lui nel lavoro che sta facendo adesso, poco tempo fa entra in una riunione e trova sulla lavagna il nome del nostro podcast, scritto sulla lavagna, perché la sua società ha deciso di sponsorizzarci. E quindi qua il cerchio, non lo so, si chiude il cerchio, boh. Però, vabbè, mi faceva ridere sta roba che ho trovato per caso ed è saltata fuori per caso sta roba. Comunque, in tutto questo, non lo so, sono un momento poesia.

00:40:18,649 [Nicola]

E invece vedi

00:40:20,919 [Vittorio]

Dobbiamo uscirne, dobbiamo uscirne.

00:40:24,329 [Nicola]

Siccome stiamo ancora tentando di finire di vedere It: Chapter Two e purtroppo fanno uscire un episodio a settimana, quindi sto bonamento HBO Max non dobbiamo pagare. Ah, mi sto guardando pure le robe vecchie, no? Tante robe le avevo già viste. Vabbè, caso sta serie che si chiama Task, parte lenta. Dopo il primo episodio ero incazzato perché ho detto, vabbè, un’altra roba buttata nel cesso. E invece poi si riprende.

00:40:51,339 [Nicola]

si riprende poi ad un certo punto sembra che stia finendo e che dici ah vabbè ha deciso di fare solo cinque episodi però poi invece continua, insomma, ti continua a lanciare dei delle curveball, no? I personaggi, tu pensi che siano cattivi, poi sono buoni, c’è una giustificazione dietro quello che fanno. È fatta bene, però non sono ancora sicuro se

00:41:17,209 [Nicola]

HBO era quella che aveva prodotto The Wire e non so se loro si siano ispirati a The Wire e hanno tirato fuori una cosa che è abbastanza bella o se sono ispirati e sono poi diresti vittime di questa cosa perché hanno tentato, però vabbè, io ve la consiglio. Alla fine non non è pessima come cosa.

00:41:39,629 [Vittorio]

Io invece consiglio una cosa molto bella ma molto complicata da vedere, che è The Whale di Darren Aronofsky. È il film con cui Brendan Fraser, che era l’attore che aveva fatto La Mummia,

00:41:53,119 [Nicola]

Chissà perché se lo ricordano tutti per quello.

00:41:55,679 [Vittorio]

Eh ma perché era un figlio della Madonna e poi è scomparso a un certo punto e ci ha avuto tutta una storia molto complicata e in effetti in questo film lui si vede vede proprio che ha dato qualcosa di molto suo e nel 2022 ha preso l’Oscar, credo, come miglior attore protagonista. E in sintesi, lui interpreta un professore di letteratura che dopo la morte del proprio compagno si chiude in casa per anni e diventa obeso, cioè una balena appunto. Dopo anni di questa vita autodistruttiva, si rende conto che gli rimane poco da vivere. Fondamentalmente cerca di fare almeno una cosa giusta nella sua vita, cercando di ricucire i rapporti con le poche persone che gli sono rimaste, che sono la sorella del compagno, l’ex moglie, la figlia.

00:42:33,259 [Vittorio]

e poi un tizio che bussa alle porte evangelico che gli salva la vita in maniera improvvisa. Come film è davvero devastante ma di una di bellezza, cioè veramente incredibile. È una di quelle cose che ti danno un pugno nello stomaco fortissimo. Ehm e poi racconta, ti fa vedere come ad esempio le dipendenze, no? Non sono quelle che vediamo comunemente, che sono la droga, l’alcol, ma possono essere tante tipologie di cose. La cosa che però alla fine ti fa un po’ pensare anche, da una parte anche, non lo so, sorridere è brutto, però è un po’ così. Un po’ come succede per Breaking Bad. L’incipit di questa storia è che lui deve decidere se o tenersi i soldi che ha risparmiato per una vita o curarsi.

00:43:13,459 [Vittorio]

diciamo curarsi però è un po’ più complessa diciamo questa cosa nel rispetto a Breaking Bad. E e cioè una cosa del genere in Europa non esisterebbe una sceneggiatura di questo tipo. Cioè quindi e in effetti quello che in America diciamo è una tragedia giornaliera almeno ogni tanto ti dà la possibilità di vederti un film o una serie che sono belle però è un po’ triste anche questo da pensare come sottofondo.

00:43:38,959 [Nicola]

Per fortuna, dopo che cioè Elena aveva consigliato dei Road, ho detto, abbiamo preso proprio la piega della depressione.

00:43:47,759 [Alain]

Eh, io non vi tiro su, vi consiglio un saggio che si chiama Crucial Conversations di Kerry Patterson, Grenny, McMillan e Switzler. È un testo molto pratico su come gestire quelle discussioni in cui la posta in gioco è alta o, boh, poi dal punto di vista emotivo, poi dal punto di vista materiale, in cui magari le opinioni divergono e non è non è possibile conciliarle, no, come tu che parli con lo zio complottista. E le emozioni rischiano di prendere il sopravvento, di farvi mandare a fanculo durante il pranzo di Natale.

00:44:21,859 [Alain]

Quello che fa il libro, secondo me, è un ottimo lavoro, cioè scompone le dinamiche di queste conversazioni qua e ti permette di capire quali sono i fattori psicologici che che entrano in gioco e quali strategie puoi usare per uscire da questi fattori psicologici, per ottenere quello che effettivamente è il tuo obiettivo, no, ossia trovare un un accordo soddisfacente con con le persone con cui stai discutendo. Io lo consiglio. Peccato che non non c’è in italiano, almeno io non l’ho trovato in italiano, però si legge facile, dai.

00:44:53,009 [Vittorio]

detto ciò con questo finale in discesa, un po’ tra il triste e il romantico, vi ricordo che soprattutto se pensate che abbiamo bisogno di supporto emotivo, potete scriverci alla nostra email

00:45:04,179 [Alain]

Pensavo che ricevevi dei soldi, cazzo.

00:45:06,489 [Vittorio]

Ma ci sto arrivando, un attimo. Oppure se volete darci un supporto, come dire, più energico, potete fare una donazione, iscrivervi alla nostra newsletter o comprare i nostri gadget. Sempre cose con cui facciamo soldi. Per il resto, ciao ciao.

00:45:19,809 [Alain]

Hello

00:45:20,509 [Nicola]

Tschüss