Oggi, sullo strascico dei mondiali e degli urlatori radio-televisivi, parliamo di arbitraggi. Ma intendiamo quelli finanziari, ed in particolare gli index fund arbitrage. Perché c’è gente che ci fa bei soldini e magari t’ingolosisci.
I consigli di oggi:
Nicola: Intervista di Bill Simmons a Taylor Sheridan
Vittorio: Canale YouTube di Niccolò Califano
Alain: Deceptive Design
🎺 LA PROMO
Ti scade la RCAuto? Valuta di passare a Prima Assicurazioni: affidabile, conveniente e moderna. Due autori del podcast su tre la usano, fai tu!
Cose nominate (forse):
- Bloomberg, Two Millennium Trading Pods Made About $3.7 Billion Last Month
- CNBC, Jensen Huang, Nvidia CEO, calls Marvell “next trillion-dollar company”
- Bloomberg, Marvell Needs Lots of Growth to Achieve Huang’s $1 Trillion Call
- CNBC, Marvell Technology, Flex to join S&P 500
- CNBC, Tesla’s stock will be added to the S&P 500 in a single step
- Taylor & Francis / Financial Analysts Journal, Earning Alpha by Avoiding the Index Rebalancing Crowd
- Resonanz Capital, An Overcrowded Russell Rebalance
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Li blog di Nicola, Vittorio ed Alain
Grazie per la sigla: Bounce
TL;DR
- L’Index Rebalancing Arbitrage: La puntata si concentra su come i grandi team di trader (come quelli dell’hedge fund Millennium) riescano a guadagnare miliardi di dollari sfruttando i ribilanciamenti periodici degli indici azionari (come S&P 500, Nasdaq-100 o Russell).
- Il meccanismo degli ETF: I fondi passivi sono obbligati a replicare fedelmente un indice. Quando un titolo viene aggiunto (come nei casi di Tesla o Marvell), gli ETF devono acquistarlo in date e orari prestabiliti, a prescindere dal suo prezzo o dal suo reale valore, generando l’“Index effect”. Questo vale sia per gli ETF a replica fisica, sia per quelli campionati o sintetici.
- Il ruolo di “Cuscinetto” dei trader: Gli arbitraggisti agiscono come fornitore di liquidità (liquidity provider). Accumulando il titolo nelle settimane precedenti e vendendolo nel momento in cui l’ETF è obbligato a comprare, evitano che l’ordine gigante dell’ETF trovi il vuoto sul mercato, cosa che farebbe schizzare i prezzi in modo irragionevole.
- Il rischio di “Crowding” (Affollamento): Sebbene le regole degli indici siano pubbliche e matematiche, la strategia può fallire clamorosamente. Se troppi trader accumulano lo stesso titolo aspettandosi lo stesso compratore, si crea un eccesso di offerta. Quando le azioni da vendere sono più di quelle che l’ETF deve comprare, i trader sono costretti a svendere sul mercato, causando enormi perdite.
- Le perdite storiche: L’imprevedibilità del mercato o l’affollamento hanno causato ingenti perdite a fondi giganti come nel caso del Covid a marzo 2020, o durante il crollo dei titoli energetici nel ribilanciamento del Russell nel giugno 2022, o ancora a febbraio 2025 per lo stesso fondo Millennium.
- Posta del Cuore (NTSG e Market Timing): Rispondendo alla lettera di un ascoltatore, si discute dell’efficacia degli ETF multi-asset (come NTSG) se i tassi di interesse dovessero tornare a zero. Si evidenzia come cercare di prevedere i tassi per fare market timing sia un’operazione estremamente complessa e quasi impossibile da ottimizzare con continuità.
- Cazzabubbole: La puntata si chiude con consigli leggeri: la comica storia dello spoiler NBA subito dal podcaster Bill Simmons sotto anestesia, il canale YouTube dello chef e intrattenitore Niccolò Califano, e il sito deceptive.design, un archivio dei “dark pattern” usati dalle aziende online.
Lezioni principali da trarne:
- L’investimento passivo non è neutrale: L’idea che gli investitori passivi si limitino a “seguire il mercato” senza influenzarlo è falsa. I flussi meccanici e garantiti in una data fissa rappresentano una forza mastodontica in grado di spostare prepotentemente i prezzi delle azioni, come dimostrano le enormi performance di titoli come Tesla prima del loro effettivo ingresso negli indici.
- L’arbitraggio non è un gioco per retail: Non si può replicare l’operato degli hedge fund dal divano di casa. Per avere successo servono una massiccia leva finanziaria, esecuzione degli ordini in millisecondi per battere gli algoritmi avversari e costi di transazione quasi inesistenti. Per un investitore privato, il piccolo vantaggio statistico verrebbe polverizzato dalle commissioni e dalla lentezza della connessione.
- Conoscere le regole non basta, conta l’esecuzione: Le regole per l’inclusione in un indice sono note e pubbliche, ma l’informazione da sola non crea profitto. Il margine di guadagno si gioca tutto sul saper dosare le posizioni rispetto a quanta altra gente proverà a fare la stessa mossa. La liquidità è come una porta stretta: se scoppia il panico e tutti vogliono uscire contemporaneamente, ci si fa male.
- Comprare i titoli che entrano nell’indice è statisticamente perdente: Una delle false credenze più comuni è che convenga tenere in portafoglio le nuove aziende appena incluse nell’indice. In realtà, nell’anno successivo al ribilanciamento, i titoli espulsi battono in media le nuove inclusioni di oltre il 22%. Chi fa l’arbitraggio sa che il segreto è uscire prima che finisca la salita pre-inclusione, non tenere il titolo a lungo termine.
- Il Market Timing sui tassi è quasi impossibile: Fare speculazioni su dove andranno a finire i tassi di interesse per alterare la duration del proprio portafoglio è molto complicato. Il mercato obbligazionario può essere profittevole anche con tassi apparentemente bassi, ed è difficile stabilire con certezza una “soglia” limite, dimostrando ancora una volta che i prodotti aggregati preconfezionati funzionano meglio se lasciati in pace.
Transcript
00:00:02,953 [Vittorio]
In questa puntata di Too Big to Fail parliamo di trader che guadagnano miliardi di dollari sugli arbitraggi degli indici degli ETF. Rispondiamo all’ennesima paura su NFTSG e Nicola Annuncia sul nuovo podcast sul basket.
00:00:16,803 [Alain]
Fai anche tu un arbitraggio da paura. Prendi Tubik to Fail dai podcast che conosci solo tu e suggeriscilo alle cerchie dove non lo conoscono per farci un figurone. Questo podcast corre grazie alla vostra voce.
00:00:29,403 [Vittorio]
Poco tempo fa è successo che dei team di traders hanno fatto più soldi di quanto ne fa un piccolo stato in tasse. 3,7 miliardi di dollari. In un mese? Ci potrebbero quasi fare un bel bonus lavantini o non far pagare i sacchetti per la frutta, eh?
00:00:43,053 [Alain]
Guarda che metà del bilancio del comune di Roma, eh? Potreste togliere i bus Flambé. Magari fare due fermate della metro, no? entro il 2050
00:00:51,443 [Vittorio]
Allora, allora, allora, allora. Chiaramente, noi ne parliamo in ritardo quando tutti gli altri ne avranno già parlato male, d’altronde questo è il nostro destino quando vogliamo fare argomenti un po’ clickbait.
00:01:02,263 [Alain]
Però un titolo clickbait lì lo troviamo comunque, no? Quello che i maestri di Tai Chi non vogliono che tu sappia degli arbitraggi. Che vi pare?
00:01:10,003 [Vittorio]
Lo sai.
00:01:10,633 [Nicola]
Allora, allora, fate i seri due minuti. Oggi parliamo di index rebalancing arbitrage, cioè il mestiere di far soldi sul fatto che gli indici, quelli dei fondi passivi, cambiano composizione nel tempo e gli ETF sono obbligati a seguirli.
00:01:25,643 [Alain]
Il dato che abbiamo dato prima, quello di 3,7 miliardi, non è ufficiale ufficiale perché questi fondi non fanno questo tipo di reportistica. Però, visto che ne ha parlato Bloomberg e tante altre fonti autorevoli, diciamo che potete prenderlo molto più seriamente di qualsiasi notizia del TG1. Ma aspetta, non era il TG4 il punto di riferimento?
00:01:44,143 [Vittorio]
Eh no, quello ormai, quello ormai, quello ormai. Vabbè, visto che voi ascoltatori non siete mai sazi di numeri, contestualizziamo un po’. Per farvi capire la scala del guadagno, il segmento Starlink di SpaceX, che pure sta crescendo al 50% l’anno, ha fatto poco meno di tre miliardi di ricavi in tutto il primo trimestre del 2026.
00:02:02,863 [Alain]
La butto lì, si fanno più soldi a capire quando un titolo tipo Pool Corp, in questo caso, esce dalle S&P 500 che mandare satelliti per telecomunicazioni nello spazio con razzi riutilizzabili. Ricordatelo ai vostri genitori che volevano farvi studiare ingegneria. Ricordateglielo.
00:02:20,593 [Nicola]
E infatti è meno glamour di quanto sembri e anche bisogno meno di ketamina, però funziona. Chiariamoci. Questo dei fondi non è un mestiere parassitario. È un servizio. Senza questi trader il mercato funzionerebbe in maniera differente. Pensate al giorno in cui un ETF è obbligato a comprare, facciamo, cinque miliardi di un titolo e tutti all’asta di chiusura, in un solo giorno. Se dall’altra parte del book non c’è nessuno che è pronto a vendere, praticamente c’è un ordine gigante che si scontra con una liquidità che non c’è e quindi il prezzo schizzerebbe molto di più su di quanto in realtà dovrebbe.
00:03:00,963 [Nicola]
E poi la stessa cosa succede al contrario per quelli che escono dall’indice. Se non c’è nessuno che compra e l’ETF deve vendere, il prezzo affonda oltre a qualsiasi prezzo ragionevole.
00:03:13,533 [Vittorio]
Oddio, non è che gli ETF sono obbligati a comprare e vendere quei titoli in quel preciso momento. Ma se non lo fanno, gli si rovina la tracking difference. Poi chi lo sente il vostro youtuber preferito quando fa le recensioni dei nuovi prodotti che escono? È una tragedia, no?
00:03:27,763 [Alain]
In sostanza questi trader fanno un po’ da cuscinetto, quello che chiamiamo liquidity provider. Accumulano il titolo nelle settimane prima e lo rivendono proprio nel momento in cui l’ETF invece lo vuole e lo deve comprare. Senza quel cuscinetto il danno lo subirebbe proprio chi ha quell’ETF in portafoglio, cioè noi.
00:03:47,123 [Vittorio]
C’è poi la parte più complicata che non viene menzionata quasi mai, e cioè il vero rischio del mestiere. I trader sanno all’incirca quante azioni l’ETF sarà costretto a comprare, perché è scritto nel regolamento dell’indice, cioè è un dato pubblico. Quello che non sanno è quanti altri come loro si sono messi in fila a vendere nello stesso identico momento.
00:04:04,603 [Nicola]
Insomma, c’è un rischio di squilibrio tra la domanda e l’offerta. Se troppi fondi hanno accumulato lo stesso titolo aspettandosi lo stesso compratore forzato, cioè l’ETF, e quel compratore forzato non basta ad assorbire tutta l’offerta che arriva, qualcuno resta con le azioni in mano perché non ha nessun altro a cui venderle e quindi è costretto a liquidarle sotto al prezzo a cui le ha comprate. Il nome tecnico di questo fenomeno è il crowding, cioè l’affollamento del trade. Più o meno esattamente quello che è successo in un paio di episodi che vi raccontiamo tra poco.
00:04:37,173 [Alain]
Ma partiamo da Millennium. Questo è un fondo che gestisce circa 89 miliardi di dollari divisi tra circa 330 team semi autonomi. Quelli che hanno fatto il trade da 3,7 miliardi con cui abbiamo aperto la puntata sono due di questi gruppi. Il profitto lordo nell’intero mese di Millennium è stato di circa 6,6 miliardi, mentre il fondo ha reso il 4,1% solo a giugno e il 10,5% da inizio anno.
00:05:03,393 [Vittorio]
Vabbè, io faccio la domandina, quella da scemo, cioè quello che so in sostanza. Poniamo il caso che un indice tipo lo Standard & Poor’s 500 decida di aggiungere un titolo. Chi è davvero obbligato a farlo?
00:05:16,243 [Nicola]
Eh insomma, sono una marea di gestori perché in sostanza sono tutti quelli che promettono di replicare quell’indice. Un ETF sul S&P 500 non è che ha delle opinioni, ha un mandato. Deve possedere l’indice, ma non deve possedere quello che pensa sia sottovalutato. Quindi in una certa data, ad un orario preciso, che poi di solito è l’asta di chiusura di quel giorno, migliaia di miliardi di capitale, cioè dico, mille… non se ne fregano minimamente del prezzo, devono comprare o vendere gli stessi titoli nella stessa direzione e praticamente tutti simultaneamente.
00:05:53,183 [Vittorio]
Però aspetta, parliamo di ETF a replica fisica, giusto? E per quelli invece che ad esempio hanno la replica campionata o addirittura sintetica, là la storia dovrebbe cambiare un poco.
00:06:02,513 [Nicola]
Allora, quelli a replica fisica totale sono i compratori più cecchi obbedienti, chiamiamoli così, no? Se il titolo entra, loro lo devono comprare esattamente nella proporzione che c’è nell’indice. Quelli a replica campionata, che ovvero comprano solo un sottoinsieme che però resta rappresentativo di tutto l’indice e lo fanno per risparmiare sui costi, hanno un filo di flessibilità in più, però ce l’hanno sui titoli piccoli, no? Non su quelli giganti tipo Marvel o Tesla. Quelli sono costretti a comprarli, altrimenti il rendimento del del loro ETF si stacca troppo da quello dell’indice.
00:06:38,213 [Vittorio]
Sì, okay, però non hai risposto. Invece, quelle a replica sintetica, là, l’ETF non compra azioni, fa un contratto swap con una banca d’affari. Che definizione precisa, eh? Sembra quasi che non l’abbia scritto io.
00:06:48,133 [Nicola]
Sì, è vero, cioè un ETF sintetico in sé non compra le azioni nuove che entrano, ma è la banca che gli ha venduto lo swap che non è stupida. Cioè, per coprirsi dal suo rischio, perché gli deve dare quel rendimento, è la banca stessa che deve andare sul mercato e comprarle lei fisicamente quei titoli. E quindi la pressione in acquisto sul mercato si manifesta comunque, cambia solo la mano che schiaccia il bottone buy. Alla fine della fiera, quell’onda enorme di acquisti arriva comunque.
00:07:18,313 [Alain]
Ma lo sapevate che questa malanga di ordini di acquisto che arriva a prescindere ha un nome accademico? Si chiama index effect ed è studiato da decenni ormai.
00:07:27,343 [Nicola]
la disoccupazione ti ha dato un bel mestiere Ah no, scusa.
00:07:33,513 [Alain]
Comunque, il caso da manuale è appunto Tesla. Annuncio dell’ingresso nell’S&P 500 il 16 novembre 2020, ingresso effettivo il 21 dicembre. In mezzo, il titolo fa più o meno il 70% di di guadagno. Cioè, 28 volte quello che ha fatto il mercato nello stesso periodo, almeno quello che ha riportato la Morningstar.
00:07:53,853 [Nicola]
Howard Silverblatt, che è uno storico analista dei S&P Jones, la società che produce l’indice S&P 500. Lui tiene la contabilità dell’S&P 500 da prima che esistessero gli ETF. E quindi ha tutto un archivio su questi flussi di acquisti forzati. E lui ha stimato 72,7 miliardi di dollari di acquisti, che noi chiamiamo obbligati, e poi li ha rivisitati a 85. E alla fine, per fare cifre tonda, ha detto che i fondi passivi avevano comprato 90 miliardi di Tesla durante il giorno dell’ingresso nell’indice. 90 miliardi di acquisti che non centrano niente con quanto vale Tesla.
00:08:33,373 [Nicola]
entrano solo col fatto che Tesla è entrata nella lista.
00:08:37,053 [Vittorio]
Tenete in mente questa storia della lista. Un indice a capitalizzazione aggiunge i titoli dopo che sono già saliti tanto e li toglie dopo che sono già scesi tanto. Insomma, è la strategia di scimmia in borsa istituzionalizzata con un bel timbro con l’inchiostro rosso. Ma mi raccomando, non confondetela col fattore momentum. Il punto è che è una strategia prevedibile e in finanza tutto ciò che è grosso, obbligato e prevedibile è cliente perfetto.
00:09:01,563 [Alain]
Non lo so ragazzi, sarà la terza o quarta volta che ho sulla punta della lingua una battuta volgare e mi devo muovere. No, no, no. Sto maturando, sto maturando, mi trattengo. Parlando invece di compra alto e vendi basso
00:09:14,553 [Vittorio]
Ah, mio Dio, ho temuto illassi di altro a questo punto.
00:09:17,603 [Alain]
Research Affiliates, il gruppo di Rob Arnott, hanno studiato le modifiche dello S&P 500 fino al 2021, con enfasi sul periodo dopo il 1989, cioè da quando i cambiamenti vengono annunciati in anticipo. Nell’anno successivo al cambio, i titoli buttati fuori dall’S&P 500 battono, nel senso che hanno performato meglio di quelli inclusi nell’indice, e li battono di oltre il 22% in media. Fatene quello che volete di questo dato, tanto non batterete comunque l’indice.
00:09:46,453 [Nicola]
Questo giugno è stato, diciamo, il mese perfetto, no? Secondo Bloomberg si sono allineati cinque eventi: la ribalance trimestrale dello S&P 500, quella del Nasdaq 100, la ricostituzione annuale dell’indice Russell, i ribilanciamenti delle strategie multi-asset di fine trimestre, cioè quelli che fanno, che so, 60/40, e il quinto, che è stato poi più succoso di tutta questa storia: l’ingresso di SpaceX nel Nasdaq 100 dopo l’IPO, che è stata la più grande della storia. Insomma, cinque giostrae aperte nello stesso mese per chi campa di flussi forzati.
00:10:23,723 [Alain]
l’allineamento dei pianeti di Mortal Kombat, ecco. Arriviamo alla parte in cui mettiamo almeno una faccia su tutta questa storia perché finora abbiamo parlato di vilipendiosi sofismi. È il 2 giugno 2026. Una calda giornata a Taipei. Jensen Huang, il CEO di Nvidia, per chi non lo conosceva, che ha ereditato tra l’altro la giacca da Jeff Bezos quando era in crisi di mezza età, oppure era da Neo di Matrix, uno dei due, no? Lui sale sul palco con l’amministratore delegato di Marvel, Matt Murphy, e dice: Ecco la prossima azienda da mille miliardi di dollari, signore e signori.
00:10:58,263 [Alain]
E la lira si impenna.
00:10:59,783 [Vittorio]
Grazie Riccardo, scusate, non ero per continuare.
00:11:01,873 [Alain]
Il titolo salta del 32-33% in una singola seduta. La performance giornaliera più grande nella storia della società. Il giorno dopo tocca un massimo storico. La capitalizzazione arriva a circa 277 miliardi di dollari secondo Bloomberg.
00:11:16,413 [Nicola]
Stiamo parlando di un’altra Marvel, eh, non quella dei fumetti. Questi qua pare facciano chip.
00:11:22,033 [Vittorio]
Immagino che Wang, uno che ha studiato dai salesiani, non stesse facendo il tifo disinteressato, no?
00:11:28,033 [Nicola]
E no, perché Nvidia aveva già messo due miliardi di dollari in Marvel a marzo di quest’anno, perché avevano stipulato una partnership. E poi, già che c’era, Wong ci ha messo pure dei soldi suoi.
00:11:40,953 [Alain]
Parentesi noiosa. Per entrare nell’S&P 500 oggi servono almeno 22,7 miliardi di dollari di capitalizzazione. Ci serve anche avere della liquidità adeguata e la maggioranza delle azioni deve essere disponibile al pubblico, con inoltre l’ultimo trimestre inutile più il bilancio degli ultimi quattro positivi. Marvel era già tra i candidati principali per entrare nell’indice nelle rebalance trimestrali precedenti almeno. Ma i risultati altalenanti avevano l’avevano tenuta fuori. Il quadro utili si è chiarito proprio in quel periodo.
00:12:12,963 [Nicola]
Quindi il commento di Wang non arriva su un titolo qualunque. È arrivato su un’azienda che era diventata illeggibile quasi nello stesso momento.
00:12:21,753 [Vittorio]
Ed è questo il punto in cui la nostra timeline diventa una cronaca da radiogiornale dell’Istituto Luce. Due giorni ogni commento di Wang.
00:12:30,353 [Alain]
fatto bene
00:12:31,153 [Vittorio]
Cinque giugno
00:12:32,823 [Vittorio]
Questo è difficilissimo, eh. Standard & Poor’s, Dow Jones Indices, cazzo di dovre, non c’è così le cose in inglese, mo’. Annuncia ufficialmente che Marvel Flex entra non lei nell’indice al posto di Pull Corp e di Campbell’s. Cambiamento effettivo prima dell’apertura del 22 giugno.
00:12:48,943 [Alain]
C’è quindi han tirato fuori Fagioli
00:12:51,603 [Nicola]
Oh
00:12:52,823 [Alain]
Porca miseria
00:12:54,083 [Alain]
Vabbè, quella tra il 2 giugno e il 22 giugno era esattamente il tipo di finestra in cui i team di rebalancing operano. Abbiamo quindi un titolo che sale per momentum genuino e un endorsement da una persona famosa, sommato a un secondo flusso, quello completamente meccanico che è praticamente già garantito e già calendarizzato, quello degli acquisti forzati degli ETF.
00:13:15,643 [Vittorio]
Il risultato eccezionale del team di Millennium potrebbe essere collegato al fatto che avevano comprato Marvel perché ipotizzavano un ingresso nell’indice e si sono trovati Tude Mun grazie appunto a Wang.
00:13:26,183 [Alain]
A questo punto credo sia doveroso fare un passo indietro per i non addetti ai lavori. Stiamo usando la parola arbitraggio e quest’anno ci sono stati mondiali per cui, insomma, certo. Possiamo un attimo confondere la gente.
00:13:37,573 [Vittorio]
È un altro sport, è un altro sport.
00:13:39,403 [Alain]
Da manuale, l’arbitraggio è l’acquisto di un bene su un mercato e la sua vendita simultanea su un altro mercato a un prezzo superiore, mettendosi in tasca quindi un profitto che teoricamente è privo di rischio.
00:13:51,203 [Nicola]
Allora, l’esempio più antico del mondo è l’arbitraggio spaziale. No, no, non quello che pensate voi. C’è
00:13:58,103 [Nicola]
Io vedo un bene che scambia a 100 a Londra e 101 a New York su due borse diverse. E quindi compro a Londra e vendo a New York nello stesso istante, cerco di farlo nello stesso istante e incasso la differenza. Un altro grande classico è il merger arbitrage, quello sulle fusioni. L’azienda A annuncia che comprerà l’azienda B a 50 dollari per azione. Il mercato continua però a scambiare le azioni di B a diciamo 48, perché deve scontare un rischio che non lo so, tipo l’antitrust o qualche intoppo, blocchi l’accordo.
00:14:32,053 [Nicola]
Quindi tu compri a 48, incroci le dita e aspetti che l’accordo venga ufficializzato e poi incassi 50. Quindi non è un vero e proprio arbitraggio e manco io sono un vero e proprio podcaster. Quindi mettiamo pari e pari.
00:14:49,003 [Vittorio]
Vabbè, però sembra bellissimo. È come avere una carta di credito con il credito infinito. Ma quindi perché noi non stiamo tutto il giorno, tutti i giorni a comprare e vendere in pigiama dal divano di casa?
00:15:00,943 [Nicola]
perché per raccogliere quelle monetine devi essere il più veloce della stanza, devi usare un sacco di leva e devi anche limitare al minimo i costi di transazione. Un retail paga le commissioni al broker e ha delle connessioni internet no, nemmeno normali, perché fanno tutte cagare. Qualsiasi piccola anomalia di prezzo viene polverizzata dalle fiere di transazione, oppure un algoritmo di un fondo di Chicago l’ha già vista e chiusa in termini di millisecondi, comunque prima che tu riuscissi a caricare solo la pagina per vederla. Ecco perché questi giochi sono per le macchine o per i fondi enormi.
00:15:39,713 [Nicola]
E poi c’è la questione del rischio che approfondiremo più avanti, ma vi basti sapere che nel settore si dice che l’arbitraggio è spesso come raccogliere monetine davanti a uno schiacciasassi.
00:15:50,203 [Alain]
Ma finalmente, dopo tanto ottimismo, veniamo ai problemi. Perché la stessa prevedibilità che sembra rendere proficue questa strategia è anche quella che la fa saltare.
00:15:59,723 [Nicola]
caso da manuale successo nel marzo 2020, ve lo ricordate, eh? Probabilmente è successo qualcosa in quel periodo. Per anni, un piccolo ecosistema di fondi quant, tra cui la stessa Millennium, aveva costruito operazioni sistematiche sul fatto che il calendario delle rebalance non veniva mai cambiato. Poi è arrivato il Covid, la volatilità è esplosa e gli index provider hanno fatto una roba che sembrava impensabile. Insomma, rimandano o cancellano del tutto le rebalance programmate. E quindi chi aveva accumulato posizioni in anticipo si ritrova con le azioni in pancia, ma senza il compratore forzato dall’altra parte.
00:16:38,483 [Vittorio]
Ok, vabbè, ma diciamo che quello è stato un cigno nero. C’è un caso in cui la strategia è saltata per colpa sua, proprio perché magari proprio per troppo successo?
00:16:46,713 [Nicola]
E sì, nel giugno del 2022, quando c’era in ballo il ribilanciamento dell’indice Russell. Quell’anno la lista delle aggiunte al Russell 2000 era piena di titoli energetici, perché era un settore che era salito di circa il 30% dall’inizio dell’anno. Quindi gli arbitraggi sti si sono posizionati long su tutte quelle aggiunte, come facevano di solito. Però, cosa succede? Che il mercato crolla di oltre il 20% dai massimi dall’inizio del mese e i titoli energetici crollano ancora più violentemente.
00:17:19,063 [Nicola]
I titoli che ci si aspettava sarebbero entrati nell’indice scendono dell’undici virgola uno per cento rispetto al momento dell’annuncio preliminare, mentre le esclusioni fanno l’opposto di quello che avrebbero dovuto fare.
00:17:31,163 [Alain]
E chi ci ha rimesso?
00:17:32,283 [Nicola]
e tutti questi qua, Millennium, Citadel, Exodus Point, Bali Asni, Schoenfeld, Point Seventy Two. Ma anche molti più piccoli, visto che si era passati da una dozzina di società che implementavano questa strategia nel 1998 a almeno una cinquantina negli ultimi anni.
00:17:50,993 [Vittorio]
La storia più personale è quella che chiude un po’ il cerchio. Nel febbraio 2025, Millennium segna una perdita mensile dell’1,3%. Il mese peggiore in oltre sei anni. Circa 900 milioni di dollari di quella perdita vengono proprio dagli stessi due team, Shenberk e Matvani. O proprio a me me li dovevate pronunciare, vabbè. Le loro scommesse su cosa sarebbe entrato o uscito dagli indici sono andate storte mentre i mercati erano agitati dall’incertezza sui dazi. In sostanza, la stessa strategia, gli stessi due team hanno fatto perdere quasi un miliardo prima di farne guadagnare quasi quattro volte tanto in un mese dell’anno dopo.
00:18:24,383 [Alain]
Giuseppe Gappi, paleologo, che è stato capo del rischio proprio a Millennium prima di passare da Citadel a Hudson River Trading, e che oggi guida la ricerca quantitativa di Valli Asni, nonché uno che si è rifiutato di venire ospite qui a Trade the Faith. Quindi è uno che la salvinga, questo volevo dire. Aveva riassunto bene questa strategia già nel marzo 2025. Cito: “Ci sono così tante cose che possono andare storte. Serve così tanta tolleranza al rischio, tanto mestiere, in un trade concettualmente semplice, che pochissimi team riescono a farlo bene.”
00:18:58,453 [Nicola]
Ora spieghiamo perché questa cosa non ve la fate in casa col conto TD Direct Club, piuttosto su un’altra scheda. Ma no! Il primo ingrediente è la leva. Insomma, legge di questi POD non è enorme.
00:19:10,443 [Alain]
Aspettate. Un pod è un team indipendente di trader o gestori di portafoglio che opera all’interno di un grande hedge fund multimanager. Legge, invece, è un vantaggio competitivo. Ormai il mio ruolo qua è tradurre Nicolò.
00:19:24,413 [Nicola]
Sì, grazie, grazie.
00:19:26,523 [Nicola]
Dicevo che l’edge di questi team è piccolo, ma è statisticamente affidabile. E diventa un titolo di giornale, come questa volta, solo perché abbiano applicato una leva pari a parecchie volte il capitale. Però tutto questo avviene dentro un risk model del fondo che protegge tutto il fondo, no? tutto l’aggregato di tutti i pod. Ogni pod può prendere tanto rischio perché il portafoglio complessivo è coperto e diversificato da tutte le altre centinaia di pod.
00:19:55,653 [Alain]
In teoria immagino.
00:19:57,103 [Nicola]
eh sì, in teoria, perché poi quello che è successo a febbraio del 2025 dimostra che in teoria significa quasi sempre, tranne poi quando conta. Il secondo ingrediente è l’execution, cioè conoscere le regole pubbliche dell’indice ti dice cosa dovrai comprare l’ETF, ma non ti dice come costruire una posizione da qualche miliardo senza muovere il prezzo contro di te mentre la stai costruendo. Inoltre, chi fa queste strategie sistematiche non è che aggiusta la posizione ogni volta che si sposta di un centesimo dal target che hanno, no? Perché altrimenti morirebbero di costi di transazione.
00:20:34,173 [Nicola]
Diciamo che hanno una zona di tolleranza attorno a questa posizione ideale, che chiameremmo no trade region, e agiscono solo quando escono in modo significativo da questa zona. La loro bravura è quella di calibrare quindi questa ampiezza in base alla liquidità del trade, alla volatilità e ad altri parametri. Poi c’è un terzo ingrediente, il ridimensionamento rispetto al flusso atteso, ma ormai ho la gola secca.
00:21:01,353 [Vittorio]
Lo dico io, lo dico io. Faccio la versione da bar corretta Almeletti. Il terzo ingrediente è il dimensionamento. In soldoni, devi indovinare quanta parte del flusso se la mangeranno gli altri arbitraggi primiti prima di te. Se sai che il compratore comprerà 100 e voi tutti messi in fila avete accumulato in totale 150 azioni da vendere, gli ultimi 50 pezzi vi restano in mano. A quel punto siete costretti a spenderli al mercato normale, che non è obbligato a comprare niente e magari vi paga malissimo. Tutto il gioco sta qui. Prevedere l’ETF è facile perché è matematico, ma prevedere quanta gente avida come te si è messa in coda è quasi impossibile. Ed è per questo esatto motivo che il crowding distrugge la strategia.
00:21:38,753 [Alain]
Vabbè, però qui voglio fare un po’ il figo anch’io, no? Eh, cavolo.
00:21:42,633 [Alain]
Diciamo che pure le regole pubbliche non è che sono così stabili. Ad esempio, la soglia minima di capitalizzazione per la SP 500 era di 18 miliardi fino alla fine del 2024 e tra vari balzialli è arrivata a 22,7 miliardi a luglio 2025, quindi non vent’anni dopo. Il Footsie Russell da quest’anno ha cambiato anche il calendario, ad esempio. La ricostruzione da annuale è diventata semestrale, quindi a giugno e a dicembre. E quindi anche l’evento più prevedibile del calendario adesso ha un calendario nuovo.
00:22:12,943 [Nicola]
che poi, insomma, detto tra noi, questa è una mezza risposta al crowdfunding, perché se si creano più eventi, si si si diminuisce la calca, no? Ad ogni giro. Ovviamente si riduce pure la torta che è disponibile per ogni singolo evento.
00:22:28,233 [Alain]
sul crowdfunding, per spiegarlo, diciamo terra terra, faccio una metafora. Immaginatevi una stanzina in centro a Milano, dove per magia entra dell’aria pura di montagna. Se ci entri da solo è uno spettacolo, ma siccome si sparge la voce, la volta dopo con te in quella stanzina ci sono 120 persone. A quel punto a stento becchi qualche molecola dell’aria buona. Per lo più ti respiri il puzzo d’ascelle, non la
00:22:53,303 [Nicola]
come metropolitana Milano
00:22:55,003 [Alain]
Esatto. Esatto.
00:22:56,563 [Alain]
Ma il vero dramma arriva quando qualcuno nella stanza inevitabilmente scoreggia. Diventate tutti nervosi, scoppia il panico, provate a scappare verso l’uscita. A quel punto però uscire diventa un delirio, no? Non si passa. Volano gomitate sui denti se ne esce mal ridotti. Ecco. La porta d’uscita stretta è la liquidità del mercato. L’affollamento è appunto il crowding. E la scoreggia può essere qualsiasi notizia farloccia di Adam Kadmon.
00:23:24,173 [Alain]
Spero di aver reso l’idea.
00:23:26,653 [Vittorio]
Direi che è un’ottima sintesi. Comunque, in giro si sentono un sacco di storie su questo tema, non sulle scorregge di Adam. Quindi ne prendiamo due o tre. La prima è: ma questi hedge fund sanno cosa che noi non sappiamo? Praticamente il insider trading legalizzato.
00:23:41,843 [Nicola]
No, proprio il contrario, no? Ma è anche quello che rende queste storie interessanti. Cioè, S&P Dow Jones, FTSE Russell, Nasdaq pubblicano queste regole di idoneità. Chiunque abbia un terminale Bloomberg e un foglio di calcolo può in teoria indovinare quali sono i titoli che sono candidati alla prossima rebalance prima che questa venga annunciata. Insomma, non è che c’è un’informazione privata. La difficoltà sta nel pianificare ed eseguire la strategia su questa scala industriale e con tutta la leva che serve per farla contare a quel punto.
00:24:19,173 [Nicola]
Il gap quindi non è tra chi sa e chi non sa, è tra le regole solo pubbliche e quasi nessuno riesce a eseguirle bene.
00:24:26,793 [Alain]
Un po’ come la differenza tra quelli in poltrona agli ottimi mondiali e quelli che scendono in campo. Le regole del gioco le sanno tutti, eseguirle è un’altra storia, sia dal punto di vista dei giocatori che da quello degli allenatori, di solito.
00:24:39,423 [Vittorio]
Ma lo sai quella cosa che mi diverte? Che tu non avrai visto neanche mezza partita di questi mondiali e stai facendo tutte
00:24:44,773 [Alain]
Ci ho provato. Attenzione. Ci ho provato. Ho acceso Inghilterra Argentina, era il secondo tempo, appena segnato.
00:24:51,873 [Vittorio]
Hai sentito Lele Adani? Yes
00:24:53,703 [Alain]
Ti dico la verità, non l’ho sentito. Io mi sono addormentato 180 secondi dopo che è acceso.
00:24:59,273 [Vittorio]
Beh, ottimo.
00:25:00,593 [Nicola]
والله دخلت على السلاسبيتس
00:25:02,413 [Alain]
Che vuoi dire? Ah, per la parola. Però, però, dan…
00:25:06,703 [Vittorio]
Vabbè, parlando di cazzate, se funziona per gli hedge fund con la leva, funziona anche per me. Compro il titolo che sta per entrare nell’indice e lo tengo.
00:25:14,493 [Nicola]
Allora, abbiamo detto che le esclusioni battono le inclusioni di oltre il 22% nell’anno successivo al cambio. Insomma, comprare e tenere il titolo che entra nell’indice è statisticamente la parte sbagliata del trade nel lungo periodo. Il mestiere che rende ricchi questi due team non è che hanno ragione su Marvel, è sapere quando uscire dal flusso prima che finisca la salita.
00:25:39,503 [Alain]
Terza e ultima. Gli indici passivi, anzi scusate, la leggo bene. Gli indici passivi sono neutrali, non muovono i prezzi, seguono solo il mercato.
00:25:49,803 [Vittorio]
Non so se fa più ride la tua imitazione o la domanda. Però, è bello, bella imitazione, mi è piaciuta.
00:25:55,423 [Alain]
Tesla ha fatto più o meno il 70 per cento tra l’annuncio dell’inclusione nell’indice e l’ingresso vero e proprio nel 2020. Marvel ha fatto un altro 5-6 per cento solo sull’annuncio dell’ingresso, sopra il 32 per cento che aveva già fatto per il mitico Wang. I fondi passivi in teoria non hanno opinioni, ma il loro obbligo di comprare in una data fissa è di per sé una forza che può spostare i prezzi. E risposta è come?
00:26:20,983 [Nicola]
passivo descrive la strategia dell’investitore finale, non l’impatto che il suo flusso sul mercato.
00:26:27,403 [Vittorio]
Bene, io ora vi lascio con una domanda a cui, essendo infame, non darò una risposta. SpaceX ha appena fatto vedere il percorso completo, IPO record, regole di ingresso negoziate prima ancora di quotarsi, flusso passivo garantito 15 giorni dopo. Se OpenAI o Anthropic si quadrano davvero, che pensate sia già seduto oggi mentre noi registriamo a modellare quel flusso?
00:26:47,623 [Alain]
Chiunque sia, non ascolta questo podcast.
00:26:49,713 [Nicola]
Se invece lo ascolta, scriveteci sul nostro sub o mandateci una mail, anche in forma anonima, e raccontateci com’è la vita dentro un pod. O scrivete anche solo per dirci che le strategie di index rebalancing non sono davvero quanto.
00:27:05,563 [Alain]
Ormai Nicola ha detto come dovete contattarci. Negli stessi modi per contattarci, per darci queste informazioni su cose da insider, sono gli stessi per entrare nella nostra posta del cuore e fare la figura dei barboni. Quindi, scriveteci, scriveteci liberamente quello che volete. Eh, vabbè, ve le ricordo lo stesso. Scriveteci sul subreddit, scriveteci col forum sul nostro sito, oppure rispondete all’email che vi arriva ogni sabato mattina, quella della newsletter, che ha tante, tante chicche su cose. Questa lettera viene da RG Dev 92. Da Reddit l’abbiamo pescata. Il titolo è NTSG. E se i tassi vanno a zero?
00:27:45,283 [Alain]
È consigliato gestire attivamente la duration in casi particolari. Ipotesizziamo che le banche centrali portino i tassi a zero. Arriva il rischio di una recessione globale e la curva si appiattisce o inverte, portando i tassi a dieci anni a zero o addirittura in negativo. In quello scenario, ha ancora senso per un retail detenere bond a lungo termine? Non rischiamo di trovarci in una posizione di rischio asimmetrico dove detenere duration lunga è un trade con un’attesa negativa e soprattutto non fornisce quasi più protezione per chi detiene azionario, mentre il rischio di perdite in caso di rialzo dei tassi diventa enorme.
00:28:19,353 [Alain]
Non sarebbe più saggio a quel punto accettare una decorrelazione minore, coprirsi con cash, bond brevi per azzerare il rischio tasso e cercare la decorrelazione vera altrove? Se quello che ho scritto è corretto. Se tutta la mia quota azionaria fosse allocata in uno strumento come NTSY, NTSEX, per abbassare drasticamente la duration, l’unico modo sarebbe vendere pesantemente l’azionario, pagando quindi anche le tasse o accumulando minus e commissioni. Ci sono regole consolidate per ridurre la duration guardando ad esempio lo spread a 10 anni, 2 anni o l’inflazione attesa?
00:28:51,993 [Nicola]
a me questa questa lettera fa morire. La prima cosa che mi è venuta in mente è perché non faccio come quelli che si semplificano la vita e dicono che hanno creato un indice equal weight e poi non lo ribilanciano mai, o che ti dicono sì, ma prendi dividendi che tanto va bene.
00:29:11,073 [Nicola]
Perché, beh, cioè lui lo scrive, no? Lui ci dice: “No, ma se non se ho scritto qualcosa che non è corretto, ma tanto anche se te lo dico, non ci credi”. Perché tu c’hai in mente questa idea qua tua. E poi comunque lui è riuscito a mettere insieme un po’, no? Cioè, c’è la parte in cui lui dice che sì, ammetto che non si può fare market timing, però però ci sono dei momenti in cui voglio fare market timing. E poi ci ricarica sopra col col secondo super mito che è quello che se compri un ETF che ha dentro diverse asset class…
00:29:44,123 [Nicola]
e ti stai legando le mani dietro la schiena perché arriva quel momento in cui appunto magari vuoi vendere tutti i bond e vuoi comprare tutte le azioni. Ma soprattutto la chicca è che lui in questa in quella frase lì lui ci ci ci mette tutte e due le cose, no? Perché o vendi pesantemente l’azionario pagando le tasse oppure stai accumulando delle minus. Insomma, in qualsiasi situazione sei fottuto, che che quindi non non ha senso già di per sé questa roba. Vabbè, la lasciamo a voi la risposta.
00:30:17,633 [Alain]
Eh vabbè no, come diceva Nicola, se se vuoi fare market timing, sì, forse i prodotti aggregati non sono quelli più idonei. Eh questo vale per Intesa Sanpaolo, ma per Life Strategie e compagnia no. La cosa del timing coi tassi a zero è un pochettino più complessa di così, nel senso che la duration ti sposta, ti fa ballare il prodotto sia in un senso che nell’altro. Quindi se i tassi sono molto schiacciati sull’obligazione, in realtà hai anche la possibilità che skizzi in alto. Può che per ragioni macroeconomiche non sia possibile o politiche più che macroeconomiche, boh, non lo so.
00:30:53,843 [Alain]
Però, per dire i tassi a zero li abbiamo avuti anche a lungo. E onestamente è difficile dire dove sta la soglia oltre la quale scaricare i bond. Oggi siamo a tre quattro percento, no? Di di rendimento sul decennale. Bene. Quaranta anni fa eravamo al diciotto percento o quindici percento. Cioè non è che siamo ancora bassi e corriamo rischi alti oggi. Eppure in mezzo a quei quaranta anni ci sono stati momenti in cui tenere quei bond al quattro percento non è stato male. Insomma, non è non è facilissimo. Market timing, insomma, devi farlo un mestiere.
00:31:25,223 [Nicola]
Dai dai, passiamo alle cazzabubbe, che così almeno sappiamo di dire cazzabubbole. Allora, io oggi provo una nuova cosa, cioè una una roba un fil rouge che parte da una mia storia e arriva al al consiglio della settimana. E la mia storia è quella dello spoiler più brutto che ho ricevuto per una partita delle NBA.
00:31:47,583 [Alain]
Non è quello di
00:31:48,623 [Nicola]
No, questo è ancora peggio. E sì, si parla di qualcosa di tipo 17 anni fa. Non sono andato a ricontrollare le date, però ovviamente non mi ricordo bene le cose, per cui dirò delle probabilmente delle cose che non sono esatte. Però comunque, a quel tempo, i Boston Celtics avevano fatto tutto un periodo in cui erano andati malissimo, malissimo. E poi ad un certo punto riescono a mettere insieme una squadra seria, vincono il titolo. Vincono il titolo contro i loro acerrimi rivali, no? I Los Angeles Lakers. E due anni dopo tornano ancora in finale, sempre contro i Lakers e vanno a gara sette.
00:32:28,723 [Nicola]
è il momento prima di questa gara sette e io sono contento, no? Alla fine decido di ovviamente non guardarla in diretta durante la notte perché secondo me chi guarda le partite di notte è un malato, perché da un certo punto di vista non te le godi, no? Sei stanco, come cazzo fai? Poi ci sono 800 miliardi di interruzioni, ti viene da dormire. Cioè io una volta veramente a vent’anni avevo provato a guardare il Super Bowl, ho detto: ragazzi, siete delle persone, non siete degli esseri umani. Però ai tempi Sky si inventa questa roba bellissima, no? Perché loro rifacevano vedere la partita tipo alle nove del mattino, no?
00:33:06,403 [Nicola]
e te la facevano vedere come se se se stesse succedendo in quel momento lì, no? Perché le cronache e tutto riprendevano tutto e anzi poi tagliavano tutti i buchi di merda, perché tanto chi cazzo è che gli compra la pubblicità alle nove del mattino. E quindi era la roba perfetta. Io vivo in Lussemburgo e c’era una mia amica che viveva tipo a quattro minuti a piedi da casa mia, che si era portata Sky dall’Italia. E quindi lei mi dice: “Guarda, ti lascio le chiavi nella posta delle lettere, vieni da me, ti guardi la partita, io probabilmente mi invento una scusa al lavoro”.
00:33:39,073 [Nicola]
Ehm, e quindi quella mattina lì io esco di casa, dopo aver fatto colazione, è giugno, il tempo è bello, fa caldo e mi avvio verso casa per guardarmi la partita. Però ad un certo punto, mentre cammino, ovviamente, prendo in mano il cellulare ed era nei tempi in cui Facebook era per me una delle app migliori. In quel periodo lì, Facebook era veramente un un toccasana, mi ha mi ha svoltato la vita. E in quel periodo quando ero in Lussemburgo, io avevo avevo conosciuto questo tipo belga, che perché era il coinquilino di uno che aveva studiato con me, che era anche lui lì al Lussemburgo.
00:34:19,283 [Nicola]
Questo tipo Belbec era veramente uno scemo, cioè lui nella vita l’unica cosa che doveva fare era bere, sboccare e bere ancora. Possibilmente nella stessa serata questa. Però ad un certo punto lui insomma non ha più, non non riesce, cioè il lavoro dove stava, si accorgono che è un coglione e quindi lui va da mamma e papà e mamma e papà gli pagano un MBA negli Stati Uniti, in una tipo università tier two tier three. Però questa università capita che è a Los Angeles.
00:34:53,083 [Nicola]
E questo qua non sapeva che manco probabilmente fin quando l’ho conosciuto io di che cazzo di colore fosse una palla da basket. Però lui niente, siccome era a Los Angeles, in quel momento lì lui ha deciso che doveva scrivere su Facebook e fare i complimenti ai Lakers. Quindi io prima di arrivare a vedere la partita sapevo già che tra l’altro, cioè, io volevo che vincesse Boston, per cui, cioè, ci sono rimasto di merda. E se non mi ricordo male poi tra l’altro la partita è stata veramente una merda nel senso che Boston ha giocato ha giocato malissimo, che a quel punto lì non lo so, che cosa sarebbe stato meglio.
00:35:29,693 [Nicola]
Cioè, se fossero arrivati punto a punto sapendo già che avrebbero perso, se appunto è il disastro.
00:35:35,103 [Vittorio]
Sembra esattamente la puntata di Hey Mister Mother quando si perdono la diretta del Super Bowl e decidono di vederla il giorno dopo e tutti si inventano un modo per cercare di non capire qual è il risultato, se non che Barney si gioca i risultati dalla liberatrice e quando arrivano finalmente per vederla che tutti hanno fatto una fatica bestiale, gli svela il risultato e bestemmiano tutti. E fa è quello.
00:35:59,753 [Nicola]
Però cosa succede praticamente dopo aver perso quella finale, sostanzialmente non mi ricordo se subito dopo, qualche anno dopo, però Boston decide di di rinnovare la squadra, no? Capisce che i talenti che avevano non andavano più bene e li da li dà via tutti in cambio di delle scelte nel draft. Il primo anno draftano tale Jaylen Brown e il secondo anno Jason Tatum. Normalmente uno si aspetta che questi qua, so, ragazzini, son giovani, ci voglia del tempo, no? Perché questi qua diventino bravi.
00:36:32,683 [Nicola]
In realtà, proprio già nel primo anno da rookie di Jason Tatum, loro arrivano tipo alle finali di conference, quando poi contro LeBron James, quando era nel pieno della sua di carriera, no? E praticamente continuano per un sacco di tempo, insomma, a flirtare con questa possibilità di diventare veramente un team che può vincere. E questi due tizi qua giocano più o meno tutti e due nella stessa posizione, e quindi c’è sempre questo dubbio se vanno bene o se si sovrappongono, dobbiamo tenerli, dobbiamo cederli. Insomma, passano degli anni, non lo so, forse dieci anni, no?
00:37:11,203 [Nicola]
in cui sono sempre lì, sempre lì, sempre lì, finché poi un anno riescono a vincere, vincono il titolo. E tra l’altro, Jaylen Brown, che è considerato quello meno bravo dei due, finisce, cioè diventa l’MVP delle Finals, gioca proprio alla fine del campionato meglio, meglio di quell’altro. E finalmente tutti dicono: “Okay, è fatta. L’abbiamo trovato, abbiamo dimostrato che giocano bene insieme, è fatta.” L’anno dopo partono da favoriti, arrivano ai playoff, perdono male contro New York. E tra l’altro, Jason Tatum si si si…
00:37:48,163 [Nicola]
paccano, non lo so come dire, sì sì sì distrugge il tendine d’Achille, no? Un infortunio tremendo, non si sa, cioè è difficile recuperare e quindi dici, vabbè, l’anno prossimo sarà un anno di merda perché alla fine lui è fuori, dobbiamo aspettare chissà quanto tempo prima che rientri, mandano via un po’ di giocatori e quindi iniziano l’annata così. Deve essere un’annata interlocutoria. E invece
00:38:15,423 [Nicola]
e invece questi giovani con cui si ritrovano giocano benissimo e Jaylen Brown fa una stagione della madonna da solo, è il primo anno che è da solo. È il primo anno che è da solo e dimostra che può essere il leader della squadra. E nel frattempo, Jason Tatum fa un recupero che è assurdo. Super veloce, tant’è che dopo sei mesi si cominciava già a vederlo correre e quindi cominciano i rumors a dire cosa facciamo, no? Lo facciamo rientrare, rischiamo di che si faccia male ancora, però la squadra sta andando veramente bene. Cosa fai, butti via un anno in cui magari con loro puoi andare a vincere?
00:38:55,223 [Nicola]
Quindi lui rientra. Rientra e poi ai playoff perdono in sette gare contro i loro rivali di sempre di Filadelfia. Tra l’altro, perdono gara sette in casa in una maniera brutta. Tutti si incazzano. E in tutto questo, Bill Simmons, che è il podcaster, uno dei podcaster più famosi negli Stati Uniti, quello che ha inventato il podcasting di spot, diciamo, cioè uno che ha venduto la sua società a Netflix per 100 milioni. Lui fa questo di lavoro, no? Fa i podcast, praticamente ne fa uno al giorno. Però lui è un essere normale, no?
00:39:33,573 [Nicola]
cioè, ha 60 anni adesso, deve anche andare anche lui dal medico. E quindi ad un certo punto, come noi ometti di una certa età, ad un certo punto deve fare la colposcopia. E quindi quando prende l’appuntamento per questa colposcopia, lui dice la faccio a luglio, perché così, insomma, la stagione NBA è finita, non c’è ancora il football, e quindi sono tranquillo. Non deve succedere niente quel giorno lì. E lui è uno storico storico storico tifoso di Boston. Suo padre ha sempre avuto l’abbonamento e lui è sempre stato un tifoso anche se vive a Los Angeles da quando è diventato famoso.
00:40:11,653 [Nicola]
Quindi prenota quella sta coloscopia, quindi gli fanno la la anestesia totale, lui si addormenta e mentre gli infilano questa fibra ottica nel sedere, i Celtics decidono di scambiare Jaylen Brown e mandarlo a Filadelfia, proprio Filadelfia. E tra l’altro lo scambiano per due cicche masticate, un vecchio che non ha più le ginocchia e basta. Quindi quando Bill si risveglia dopo aver fatto la sua coloscopia, c’è lì sua moglie.
00:40:45,853 [Nicola]
E ad un certo punto sua moglie, mentre lui è ancora bello il coglionito dall’anestesia, gli dice quello che è successo. E lui non ci crede. Non ci può credere.
00:40:54,933 [Nicola]
e in un certo modo impazzisce. E quindi lui poi ha fatto una puntata del suo podcast su tutta questa vicenda. Cioè lui ha ricreato la cazzabubbla nel suo podcast.
00:41:06,473 [Vittorio]
conosco conosco
00:41:08,003 [Nicola]
domandola, il titolo se non mi ricordo male era proprio Jelen Brown Trade, the colonoscopy trade, una roba così, no? E comunque fa morire, fa morire. Quindi il mio consiglio, andate a beccare
00:41:23,373 [Vittorio]
a fare la colonscopia, magari succede qualcosa di buono.
00:41:26,853 [Alain]
Ma posso dire che dovevi fare un podcast di basket.
00:41:29,893 [Nicola]
Ma io non mi ricordo, io ti sto dicendo le cose, ma probabilmente sono andati completamente in un modo diverso.
00:41:36,173 [Alain]
Va in Venone, vai in Venone. Due podcast, Nicola.
00:41:39,813 [Nicola]
Io e Marino
00:41:43,193 [Vittorio]
Vabbè, io invece vi consiglio un youtuber che si chiama Niccolò Califano, che non canta. Lui è un ex concorrente di Masterchef, ha fatto medicina, fa Masterchef, è appassionato di cucina. Vabbè, sostanzialmente mo fa lo youtuber appunto con ricette, cose del genere, però a differenza di tutti gli altri youtuber dell’universo è originale e non gliene frega un cazzo di essere assertivo, no? Fa dei montaggi video a un’ironia assurda, un po’ pure cringe in qualche modo, però è molto molto molto molto simpatico.
00:42:15,833 [Vittorio]
ha delle rubriche veramente strambe tra cui studenti da incubo, cioè va a casa degli studenti ad assaggiare le loro ricette tra cui propone una roba tipo il panino al kiwi.
00:42:26,563 [Nicola]
Mmm, bem.
00:42:27,953 [Vittorio]
Poi però è meno peggio posso dire. E lui cerca di migliorarle e poi c’è un’altra che si chiama Abbinamenti Malati in cui chiede sempre alla sua community di dirgli quali sono le prelibatezze che che generalmente consumano dopo una serata diciamo allegra, robe tipo ragù con whisky mangiata a cucchiaiate.
00:42:51,573 [Nicola]
questa quella roba lì
00:42:53,053 [Vittorio]
con qualsiasi affettato possibile immaginabile
00:42:55,603 [Nicola]
Me l’ha rubata quella. Io ho un mio amico che lui faceva ste robe. Si mangiava i frollini, quelli con i pezzi di di zucchero sopra, faceva il panino, due frollini e una fetta di salame.
00:43:09,033 [Alain]
Ha!
00:43:10,323 [Vittorio]
Allora, questa rubrica potrebbe molto piacerti perché ci sono cose così, e solo che lui le assaggia tutte, in genere con amici. Poi c’è pure una storia bella, lui a un certo punto si è fidanzato con una ragazza iraniana e ha vissuto tutto l’ultimo anno e mezzo con lei, che praticamente in mezzo alle rivolte, black out dei telefoni, eccetera eccetera, alla fine hanno fatto praticamente il matrimonio a distanza in modo tale che lei potesse venire qua e avere una vita più felice. Per altro è fantastico perché sta ragazza, boh, in tre mesi già parla italiano ed è una cosa che le invidio moltissimo. E comunque è proprio simpatico, quindi ve lo consiglio e so quei 25 minuti che dicono: “Ah, cazzo sì”.
00:43:45,033 [Alain]
Ah, io invece vi consiglio un sito internet, si chiama deceptive.design. È un sito che raccoglie il meglio dei dark patterns con cui alcune aziende cercano di fotterci, no? Cioè tutta la hall of shame dei peggiori siti di e-commerce con tutti i loro vecchi trucchetti, molto molto molto istruttivo. Ormai sono quindici anni che fanno questo mestiere, quindi è pieno di risorse. Io ho provato anche a mandare a loro un link del nostro coffee, quindi il portale da cui raccogliamo le donazioni, però ci hanno rimbalzato e…
00:44:17,603 [Vittorio]
Ma per farti dare consigli di marketing efficaci.
00:44:20,173 [Alain]
No, più che altro perché ne avevo inseriti due o tre di Dark Pattern, però Ah, ecco. Non hanno preso. successo
00:44:26,513 [Vittorio]
Vabbè, comunque il sito è molto molto figo, devo essere sincero. E se volete scoprire i nostri dark patterns, potete farlo consigliandoci agli amici.
00:44:34,683 [Nicola]
Aspetta, posso fare un’aggiunta? Che da tanto che non lo diciamo. Però abbiamo tre blog noi. Abbiamo tre blog, ricordiamolo perché la gente se l’è dimenticata. Quindi…
00:44:44,673 [Alain]
Anch’io me ne ero dimenticato.
00:44:47,133 [Vittorio]
Te proprio da mo’ Dettagli all’Eder Sofa, Finanza Cafona e Salto Mentale che non scrive da sei mesi. Vabbè, comunque potete anche farci una donazione, comprare il merch e soprattutto cliccare nei link che sono nei show notes di puntate in cui mettiamo sempre un’offerta o un’affiliazione collegata.
00:45:03,673 [Vittorio]
Ciao ciao
00:45:04,593 [Nicola]
Tschüss
