Oggi parliamo di Dividendi e Buyback e dividendi e poi di nuovo buyback. Sembrano la stessa cosa ma non lo sono. O forse si?

I consigli di oggi:
Nicola: infinite Loops con Cliff Asness
Vittorio: Il lato oscuro della tv
Alain: Primate economics

🎺 LA PROMO

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Grazie per la sigla: Bounce.

Dividendi VS Buyback – La sintesi della puntata

  • L’evoluzione storica (1982): Prima del 1982, il dividendo era il re (con rendimenti del 4-5%) e comprare azioni era costoso e complesso. Con l’introduzione della Rule 10b-18 della SEC, il buyback (riacquisto di azioni proprie) è diventato un “porto sicuro” legale, portando a un crollo dei rendimenti da dividendo e un’impennata dei riacquisti.
  • Asimmetria Informativa: Secondo Miller e Rock (1985), il dividendo è un segnale costoso che il management manda al mercato per indicare salute finanziaria. Tagliarlo è interpretato come un disastro e fa crollare il titolo.
  • Teoria dell’Irrilevanza (Modigliani-Miller): In un mercato perfetto, dividendi e buyback sono identici per la ricchezza dell’azionista (il prezzo dell’azione scende dell’importo del dividendo pagato). La ricchezza totale non cambia.
  • Vantaggi Pratici del Buyback: Nella realtà (mercato non perfetto), il buyback vince per efficienza fiscale (niente tassazione immediata al 26% come sui dividendi in Italia) e flessibilità manageriale (non c’è l’obbligo morale di ripeterlo ogni anno).
  • La Metafora Relazionale: Il dividendo è come un matrimonio (impegno a lungo termine, difficile da rompere senza drammi); il buyback è come un appuntamento (flessibile, l’azienda può smettere quando vuole senza scandali).
  • Manipolazione dell’EPS: I buyback riducono il numero di azioni in circolazione, aumentando artificialmente l’utile per azione (EPS). Questo può essere usato dai CEO per raggiungere bonus legati all’EPS senza migliorare realmente il business (es. IBM vs Apple).
  • Miti da sfatare: Un buyback non significa automaticamente che l’azione è sottovalutata. Spesso, dopo l’annuncio di un buyback, gli insider vendono le proprie quote approfittando della liquidità.

Lezioni Principali da trarne

  1. Non valutare mai un’azienda solo dal “Yield”: Dividendi, buyback o EPS, presi singolarmente, sono “scorciatoie” pericolose. Un alto dividend yield o un massiccio programma di buyback non garantiscono che l’azienda sia sana o che il titolo sia un buon affare.
  2. Il dividendo è spesso inefficiente: Per l’investitore privato, il dividendo interrompe l’interesse composto a causa della tassazione immediata. È spesso una scelta psicologica (“effetto clientela”) più che razionale.
  3. Contestualizzare l’uso della cassa: Se un’azienda matura (come la IBM del decennio scorso) usa il debito per fare buyback mentre i ricavi scendono, sta probabilmente distruggendo valore. Se lo fa un’azienda con flussi di cassa enormi e poche opportunità di reinvestimento interno (come Apple), è un’allocazione efficiente del capitale.
  4. Cercare i Buyback “Netti”: Molte aziende annunciano buyback ma contemporaneamente emettono nuove azioni come bonus per i dipendenti (Stock Based Compensation). Bisogna guardare se il numero totale di azioni scende davvero (buyback netto).
  5. Lezione di vita (dagli host): Per evitare rimpianti futuri, bisogna individuare i propri “angoli ciechi” (magari usando la tecnica stoica del premeditatio malorum), non aderire ciecamente alle ideologie e buttarsi di più nelle esperienze evitando la comfort zone.

Trascrizione

00:00:03,000 [Vittorio]

In questa puntata di Too Big to Fail, parliamo di dividendi, spieghiamo per bene i buyback, ci fingiamo filosofi esistenzialisti e poi spingiamo forte sull’acceleratore dei rant.

00:00:13,340 [Alain]

 Siamo sicuri che una o due chicche della puntata vi rimarranno impresse. Usatele per impressionare i colleghi. Arrivate alla macchinetta del caffè e snocciolate la differenza.

00:00:36,250 [Alain]

 Grazie per la vostra voce.

00:00:39,800 [Vittorio]

 C’era una volta un mondo finanziario bucolico pieno di coniglietti, marmotte e soprattutto alberi da frutto. In questo tempo, il rapporto tra un’azienda e il suo azionista è stato di una semplicità quasi commovente. Tu compravi un pezzetto di società e lei, in cambio, ti staccava regolarmente un assegno. Le azioni erano gli alberi da frutto. Se l’azienda faceva approfitti, aveva due opzioni. O le reinvestiva per costruire nuove fabbriche, fare ricerca e sviluppo o assumere personale, o le restituiva all’azionista sotto forma di dividendi. In questo scenario il rendimento da dividendi dello Standard & Poor’s 500 gravitava tra il 4 e il 5%, rendendo le azioni un pilastro per chi cercava una rendita nel tempo.

00:01:19,730 [Alain]

 Questo 4-5% è il dividend yield, ossia quanto una società paga in dividendi ogni anno rispetto al prezzo delle sue azioni. Rappresenta il ritorno sull’investimento basato esclusivamente sui dividendi distribuiti. Altro che a caccia di dividendi, ai tempi erano buoni tutti e non dovevi nemmeno tenere la merda in portafoglio. Comunque. Per l’investitore tipo, l’obiettivo non era vendere il titolo ad un prezzo più alto, ma accumulare quote di società solide per godersi il flusso di cassa. Meno bisogno di laurea in matematica finanziaria per capire se un investimento stava andando bene, bastava guardare se la cedola arrivava puntuale. Il successo aziendale si misurava nella capacità di generare ricchezza e distribuirla.

00:02:04,580 [Nicola]

 Ok, ok, qu’importe, bisogna contestualizzare un po’ però questa cosa, soprattutto per quelli più giovani. Stiamo parlando di anni in cui, per comprare o vendere un’azione, dovevi andare fisicamente in banca e, per ogni transazione, c’erano da pagare costi molto alti. Ad esempio, negli anni 80, una singola operazione poteva costare l’equivalente odierno di 50 o 100 euro, tra commissioni bancarie e spread. Comparatelo ai 5 euro di un noto broker italiano che non ha ancora scoperto questo bellissimo podcast. Capirete perché vendere piccole frazioni di azioni per crearsi un dividendo fatto in casa era economicamente insensato. Eppure, una rottura di coglioni, visto che la gita in banca era necessaria, e poi non si trovava mai posteggio. Ma almeno si poteva fumare mentre si aspettava, mica come sei imbruttito.

00:02:53,880 [Vittorio]

 Un bel whisky alle 10, che non te lo fai.

00:02:56,950 [Nicola]

 Poi morivi prima, e quindi non avevi neanche bisogno del problema del fire.

00:03:02,990 [Nicola]

 E quindi le frizioni nel sistema rendevano il pagamento. Il dividendo, una feature molto buona per gli investitori retail, soprattutto per le vedove. Oh, la storia finanziaria le chiama così, eh. Facevi lo sbattimento una volta sola e poi incassavi, magari per decenni. Inoltre, era abbastanza complesso ottenere informazioni finanziarie, specialmente su un singolo titolo. Non è che potrei andare su Reddit e guardare quello che ti dicevano su TikTok, quindi il dividendo era un segnale di salute di una società ed era molto importante per via di questa simmetria informativa.

00:03:37,820 [Vittorio]

 Allora approfondiamo un attimo questa cosa della simmetria informativa, perché un paper di Merton Miller e Kevin Rock, che non è quello che faceva wrestling, del 1985 spiega perché Merck reagisce violentamente ai cambi di politica dei dividendi. Secondo Miller e Rock, il management ha informazioni sulla redditività futura che gli azionisti non hanno. In questo scenario le parole del manager tipo sono L

00:04:00,230 [Nicola]

‘azienda va bene. Siamo solidi. Mi lavo i denti tutti i giorni. Lei?

00:04:06,320 [Nicola]

 Certo che è mia moglie. Le pare che vado ad un concetto di Coldplay con un’altra.

00:04:12,160 [Vittorio]

 Le parole dei manager non hanno valore perché sono gratuite. Sono cheap talk. Il dividendo invece è un segliane costoso. Se un’azienda aumenta il dividendo si impegna a versare parte della sua c***a. Per farlo in modo sostenibile deve essere certa di generare dei flussi di cassa futuri sufficienti per dare il dividendo. Se un manager mentisse e pagasse un dividendo troppo alto, senza avere i profitti, cosa mai successa? Ovviamente, chi l’ha mai sentito neanche l’azienda dovrebbe andare sul mercato e chiedere ad esempio dei prestiti e mettere nuove azioni che sono operazioni costose punitive per il prezzo del titolo. Se te scoprono chiaramente ed anche pubbliche, per cui, diciamo, sono facilissime da nascondere. Il modello che usano The Rock e Miller è questo.

00:04:54,780 [Alain]

 Flusso di cassa più nuova emissione di titoli uguale investimenti più dividendi. A sinistra abbiamo le entrate, quindi le emissioni di azioni e i profitti. A destra le uscite come investimenti e dividendi. Mi sembra un’equazione robusta sotto il profilo contabile, che ne dite? Manca il nero. Lo schema Ponzi? Vabbè facciamo finta di niente. È una semplificazione. Erano americani, cosa ne sanno loro? Beh, insomma, gli investitori possono osservare solo i dividendi e l’emissione di nuovi titoli, poiché gli investimenti sono solitamente considerati fissi nel breve periodo, a meno che non siate nella corsa alle intelligenze artificiali. Il dividendo diventa il proxy migliore per il flusso di cassa. Quindi, se il dividendo sale, il mercato deduce che il flusso di cassa è aumentato in modo sostenibile.

00:05:43,500 [Nicola]

 Nel ROC, tagliare il dividendo è il segnale peggiore possibile. Indica che l’assimetria informativa si è risolta negativamente. I manager sanno che non c’è più cassa. Storicamente un taglio del dividendo provocava molto spesso un crollo immediato del prezzo dell’azione. Mi chiedo perché Mario Rossi non abbia mai scritto un paper. Invece un paper l’hanno scritto tali Ili e Palepu nel 1988.

00:06:10,490 [Nicola]

 E hanno analizzato le aziende che hanno cancellato il proprio dividendo, scoprendo che i prezzi delle azioni calano in media del 9,5% nei due giorni successivi. Quindi, il mercato non la prende bene. Nello stesso studio, gli autori concludono che gli investitori interpretano gli annunci di inizio e cancellazione dei dividendi come previsione dei manager sui futuri candidati. Cambiamenti degli utili. Micheli, Thaler e Wormack nel 1995 hanno confermato che le razioni del mercato alle cancellazioni dei dividendi sono drastiche e portano a una sottoperformance del titolo che continua parecchio. Addirittura fino a un anno dopo, suggerendo che il mercato inizialmente sottostima la gravità del problema. Io qua ci aggiungo che magari, visto che era 1995, non avevano ancora scoperto il momento.

00:06:59,550 [Alain]

 Come al solito, gli investitori regiscono con più intensità quando le notizie sono brutte. Ti tolgo il dividendo. Rispetto a quando sono buone. Ti do un dividendo. Collegato a questo esiste il fenomeno dello smoothing dei dividendi, di Lindtner. Altro Mario Rossi. Le aziende tendono a non alzare i dividendi subito dopo un buon anno, ma aspettano di essere sicure che la crescita sia strutturale, proprio per evitare di doverli tagliare in futuro e inviare un segnale disastroso. Ora sappiamo cosa state pensando, tutti studi vecchi, siete dei boomer. E allora tiriamolo fuori. Tiriamo fuori l’analisi di S &P Global, che conferma che durante la crisi di Covid del 2020, vabbè un secolo fa questa cosa pure comunque, andiamo troppo veloci in effetti, 5 anni fa, 6 anni fa, Mamma mia.

00:07:47,720 [Nicola]

 Era un periodo in cui il bitcoin aveva ancora un valore.

00:07:52,970 [Alain]

 potrebbe in effetti vediamo come invecchia da qua che la pubblichiamo grande Michael tieni duro Michael grazie Ai tempi le aziende che hanno sospeso i dividendi hanno subito cali di prezzo significativamente superiori rispetto ai loro competitor di settore che li hanno mantenuti. parità di fondamentali. Ora, la funzione informativa del dividendo, identificata da Miller e Derrock, rimane forte nonostante i dividendi siano diventati minuscoli. ormai come il pistolino di quel tipo che guida il mega pick up a Milano dai che lo conoscete dai parcheggia sempre in mezzo al cazzo lo conoscete c

00:08:31,080 [Vittorio]

‘è un piccolo problema in tutto questo sistema vero che la simmetria informativa giustificava il dividendo ma il modello di miller rock evidenzia anche un altro tipo di problema cioè per inviare il segnale del dividendo l’azienda potrebbe essere costretta a tagliare investimenti produttivi e indebitarsi inutilmente. Quindi il dividendo riduce l’incertezza per l’azionista ma può avere un costo opportunità per la crescita. Dell’azienda ou addirittura spingere il management a fare scelte del cazzo pur di mantenerlo il punto è questa storia non doveva parlare dei buybacks sono due ore che stiamo a parlare dei dividendi gente che forse sta qua pure barzotta sulle sette di mattina in macchina là in mezzo al traffico qua ragazzi è un attimo che si prende dell’emmental e la si sbatte contro i vicini Ogni riferimento.

00:09:17,950 [Nicola]

 E invece adesso spezziamo questo idillio. Adamo si è magnato la mela nel 1982, d’altronde era distratto guardando i mondiali. Popcorn finiti e poi sappiamo come finisce. Prima del 19-, l’acquisto di azioni propri da parte di un’azienda che poi è il buyback non l’abbiamo mai detto, però ok lo diciamo ora. Era un terreno scivoloso, perché era spesso visto dalle autorità come una potenziale manipolazione del mercato. Le aziende che volevano far salire il prezzo del proprio titolo, comprandolo, rischiavano di finire nel rino della legge. Poi è arrivata la Rule 10b-18 della SEC, la Security Exchange Commission, che alla fine sarebbe la nostra consop, ma sotto un androlone e anche con dei poteri veri.

00:10:05,000 [Vittorio]

 Sui poteri veri io. Aveva.

00:10:07,560 [Nicola]

 Chiediamo una parentesi. Quindi questa rule ha introdotto un porto sicuro per i riacquisti, con dei vincoli piuttosto morbidi sui tempi, i volumi, i prezzi e le modalità.

00:10:18,380 [Vittorio]

 Da quel momento i consigli di amministrazione azione hanno cominciato ad usare la liquidità aziendale per comprare direttamente le proprie azioni e stranamente da quel momento il rendimento dei dividendi è crollato drasticamente ed oggi ha un minimo dell’1% sempre per lo S&P 500. Curiosamente, sono aumentate anche le lacrime e le urla di signori anziani che dicono frasi scomposte, come quando c’era, insomma, le aziende hanno smesso di distribuire soldi ed hanno iniziato a comprare se stesse, trasformando il mercato azionario da un motore di distribuzione a un meccanismo di accumulo.

00:10:50,220 [Alain]

 Una precisa azione da fare a questo punto è una di quelle cose della finanza che all’inizio sembra controintuitiva, ma che una volta compresa cambia il modo di guardare un portafoglio. Parliamo del teorema di irrilevanza dei dividendi o teorema di Modigliani e Miller, M & M. Finalmente, dopo 80 anni di puntate, abbiamo gli M & M. Sono emozionato. Io speravo in quegli altri, gli M &M. Poi spiastico, mentre parlo, non me li date. Secondo il modello M &M, in un mercato perfetto, il valore di un’azienda dipende esclusivamente dalla sua capacità di generare profitti dai propri asset, quindi la politica di investimento, e non dal modo in cui decide di distribuire tali profitti. In conclusione, la politica dei dividendi. Quando un’azienda paga un euro di dividendo, il prezzo dell’azione scende esattamente di un euro nel giorno dello Stato. L’investitore ha un euro in contanti e un’azione che vale un euro in meno. La ricchezza totale è invariata. Nel riacquisto di azioni proprie, cioè il buyback, l’azienda usa la cassa per ridurre il numero di azioni in circolazione.

00:11:54,520 [Alain]

 Questo aumenta la percentuale di possesso dei soci rimanenti e quindi il valore per azione. Ma la cassa esce comunque dall’azienda, quindi anche qui. La ricchezza netta dell’investitore rimane la stessa.

00:12:06,780 [Vittorio]

 Se un’azienda fa un buyback, il valore della tua azione sale. Se hai bisogno di quel dividendo in contanti, ti basta vendere una piccola frazione delle tue azioni e comprarti quello che ti serviva. Il risultato finale denaro in tasca più valore rimanente dell’investimento, che sarà matematicamente identico a quello che avresti ottenuto ricevendo dividendo classico. Se nella teoria queste cose poi sono uguali, nella pratica ci sono un po’ di frizioni. Ad esempio c’è l’inefficienza fiscale. In Italia, ma non siamo l’unico paese, il viene tassato immediatamente al 26 per cento, anche perché non esistono degli strumenti finanziari come ad esempio alcuni americani che non tassano i dividendi. Quindi, se l’azienda non distribuisce il dividendo e il prezzo dell’azione salisse, l’investitore pagherà le tasse solo al momento della vendita futura, cioè quando gli servirà effettivamente. Il dividendo in realtà distrugge parte dell’interesse composto perché sottrae capitale costantemente, che invece potrebbe rimanere investito. Esiste anche l’effetto clientela, cioè certi investitori hanno bisogno di flussi costanti e preferiscono aziende che pagano dividendi a prescindere dal rilevanza teorica.

00:13:07,420 [Vittorio]

 Peraltro, questa cosa ci ha fatto un paper Vanguard e dice che di tutti gli investitori che dicono che gli piace una strategia ai dividendi, in realtà solo tipo il 20% o forse il 30% effettivamente ha bisogno di quei soldi. Ma è più una cosa psicologica, del ricevere i dividendi e dire ‘ammazza quanto sono bravo che mi arrivano dei soldi in cassa in maniera ricorrente, ma poi non li usa. Quindi è una scelta proprio sciocca, ma dai c’è bisogno di Vanguard. Beh, è la classica cosa che per riconoscere una cazzata bastano 5 minuti per dimostrare che è una cazzata, ci puoi mettere mesi, no? oh my god c’è poi anche l’idea che se l’azienda crolla almeno nel frattempo ho ricevuto dei dividendi ma quest

00:13:43,560 [Nicola]

‘ultimo è una roba che definirei più psichiatrica e qui io posso inserire un mio rant perché io alla fine i dividendi e i buyback li organizzo pure e quindi vi posso raccontare un po’ di retroscena Quest’anno sono più di 4 miliardi che paghiamo del dividendo, non è che sono doccioline. Ed è una gran rottura di coglioni. Perché devi tirare in ballo il legale, l’accounting? Il pagamento del dividendo è la classica cosa che quando va bene Nessuno se ne accorge. Però quando va male, tiri su un merdone che arriva fino a CEO della società e quindi la gente si accorge solo che tu esisti. Solo quando le cose vanno male, il problema del dividendo è che, appunto, quando paghi certe cifre, che poi ti distrugge tutta la gestione della liquidità della società. Non perché, cioè, tu hai un giorno fisso dell’anno in cui devi accumulare tutti questi soldi, la barcata dei soldi, e poi lo paghi. Quindi non riesci nemmeno essere flessibile.

00:14:46,230 [Nicola]

 Non puoi gestire la tua liquidità. Ma la cosa peggiore è l’anchoring, che crea il il dividendo, che è quello che un po’ abbiamo già detto. In teoria, anche noi, ma come tutte le altre società del mondo, dicevo io pago una percentuale degli utili. Come dividendo, ma le persone è troppo complessa. Se io ti dico che pago il 75% degli utili, poi tu devi andare a vedere innanzitutto devi capire è il 75% di una cosa, e poi devi andare a vedere quanto uno ha fatto di utili quell’anno. Mentre se tu dici l’anno scorso mi hai pagato 20 franchi, quest’anno mi aspetto almeno 20 franchi. Aggiornare l’inflazione, non essere taccaio, e quindi questo crea a volte quel meccanismo perverso che diceva Vittorio. Perché poi il management è costretto, cioè tu sei praticamente ostacolo di quel numero lì. Che poi è un numero tra l’altro, per noi che non ha assolutamente senso, perché facciamo i profitti in dollari, ma dobbiamo pagare in franchi svizzeri.

00:15:54,070 [Nicola]

 E la gente è comunque legata. A quel numéro, lì per cui immaginate dove è andato il dollaro, dove è andato il franco svizzero, si è ancora più legato. Mentre il buyback, il buyback è il sogno, non fai niente, chiami una banca e gli dici: ‘guarda questo è l’ammontare, questo è quello che devi fare’ e loro ogni giorno comprano un pochino. Tu ricevi una mail, loro ti dicono: ‘questo è quello che ho comprato a questo prezzo, ed è finita lì’. Il lavoro è certo, è zero.

00:16:24,660 [Alain]

 Quindi, se volete fare un torto a Nicola, continuate a investire a caccia di dividenze.

00:16:29,500 [Nicola]

 Forse avete capito perché ci ho su col certagene.

00:16:35,320 [Alain]

 Per dimostrare che il dividendo è irrilevante. M &M partent da alcune assunzioni teoriche, idealizzate. La prima è l’assenza di tasse, come ha detto Vittorio. Per loro non c’è la differenza tra capital gain e rendita da dividendo, poi c’è l’assenza di costi di transazione. Questo l’ha accennato bene Nicola all’inizio, cioè un tempo i costi per transare un’azione erano molto più alti che adesso. Oggi invece sono molto più bassi, quindi anche quello crea una simmetria. La simmetria informativa. M &M assumono che tutti sappiano tutto. Questo in realtà l’hanno approfondito, Miller si corregge, non corregge il tiro nel 1985.

00:17:13,130 [Alain]

 E poi la politica di investimento fissa, cioè l’azienda ha già deciso quanto deve investire. Per la sua crescita o per il suo sviluppo. Sono assunzioni forti, che cambiano di molto il comportamento finale delle aziende e degli investitori. Come abbiamo visto, la fiscalità, i costi di transazione e le reazioni degli investitori alle variazioni dei dividendi hanno spostato la bilancia verso un uso molto più ampio del buyback a partire dagli anni 90.

00:17:37,510 [Vittorio]

 Detto ciò, come avviene tecnicamente questo autoerotismo, cioè autoacquisto? L’approccio più amato si chiama open market, cioè dove la società si comporta come se fosse un investitore qualsiasi e compra le azioni sul mercato, spesso tramite broker. tender offer è un’offerta pubblica dove la società propone di ricomprare un blocco di azioni a un prezzo leggermente superiore a quello di mercato per convincere i soci a vendere. Questo dovrebbe essere tipo un’opa, praticamente, una mini-opa, diciamo. Una volta riacquistate, queste azioni possono essere cancellate oppure conservate come treasury shares, cioè azioni in portafoglio. Proprio in portafoglio. L’effetto immediato è una riduzione delle azioni in circolazione, cioè immaginate una pizza tagliata in 10 fette contro una tagliata in 8 fette. Una fetta della seconda è più grande della prima ma sostanzialmente la pizza è sempre la stessa. Grazie. Bravo. Questo processo riduce il patrimonio netto della società e la sua riserva di cash, ma incrementa istantaneamente il valore per ogni singola azione rimasta sul mercato, perché da quel momento in poi gli utili societari vengono divisi tra meno soci.

00:18:41,950 [Nicola]

 Aspetta mi è venuta in mente un’altra roba, perché lavorando per una società che è stata fondata nel 1800 e rotti, noi abbiamo ancora degli azionisti che hanno le azioni, quelle di carta, ovviamente questa è gente morta, sono state perse, però noi, per legge, dobbiamo mettere via ogni anno il dividendo che loro si aspettano, lo devi mettere via in un posto dove ti dice l’autorità e tenerlo lì, perché magari, che lo sai, questi qua saltano fuori. Dei parenti. Quindi c’è pure sta rottura dei balli. Vabbè, scusa.

00:19:21,460 [Vittorio]

 Ma ce ne sono tanti di questi qua adesso.

00:19:24,040 [Nicola]

 Il valore non me lo ricordo più, però sono svariate di centinaia di migliaia di franchi, bruscolini, pensate a scordarsi. Più che altro è il rischio che hai, perché se non lo fai ti becchi una multa assurda per niente, poi perché c’è veramente gente morta, ma poi ve ne riprendete quindi dopo un po

00:19:49,000 [Alain]

‘.

00:19:49,190 [Nicola]

 E sì, penso che dopo un po’ Alla fine te li lascio per fortuna.

00:19:53,880 [Vittorio]

 Vedi, questa è un’altra grande lezione, quello ha messo da parte i soldi per la sua pensione, per i suoi figli, non aveva i figli, e praticamente i dividendi stanno là. Invece, se vendevi l’azione, ti godevi quei soldi e non ruppevi i coglioni neanche all’azienda in cui avevi investito.

00:20:07,770 [Alain]

 Posso fare il Marzullo della situazione? Mi faccio una domanda del cazzo e mi do una risposta da solo. E se l’azienda riacquistasse il 100% di se stessa? Beh, tramite il mercato non ci arriva, dovrebbe andare a beccare tutte le azioni in circolazione e per comprarle deve esserci qualcuno che le vuole vendere, non è esattamente agevole, anche perché alcuni di questi che devono venderle sono morti, come ha detto Nicola. Quindi per arrivare al 100%, l’azienda deve lanciare un’OPA totalitaria, cioè una offerta pubblica di acquisto, finalizzata al delisting. In questo scenario l’azienda offre di comprare tutte le azioni rimanenti a un prezzo prefissato, solitamente con un premio rispetto al valore di mercato. Dove casca l’asino è la questione della proprietà. Una società deve avere udite udite dei soci pazzesco, lo so l’ho scoperto adesso anch’io. Quindi una società non può possedere il 100% di se stessa, per legge proprio. Generalmente, una società non può nemmeno acquistare azioni proprie oltre il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili.

00:21:07,170 [Nicola]

 Però c’è anche da dire che il mondo cripto questa cosa l’ha risolta. Purtroppo, però, questo problema l’ha anche risolto. Adesso vediamo di affrontare alcuni dei punti più controversi sul buyback, ovvero io e Helen, che litighiamo. Quindi, diamo via al momento zanzara della puntata. Allora, uno degli argomenti da chiarire è che il mercato adora il buyback per il loro impatto sull’EPS, ovvero learning per share.

00:21:37,190 [Nicola]

 È una metrica calcolata dividendo l’utile netto di una società per il numero di azioni ordinarie in circolazione. È considerato un indicatore della redditività aziendale. Chiamatela anche utile per azione, se andate a scrivere sul Foll. La matematica è semplice. Se l’utile netto dell’azienda resta identico, ma il numero di azioni diminuisce, l’utile per ogni singola azione aumenta.

00:22:01,210 [Nicola]

 L’azienda non ha venduto un solo prodotto in più, non ha scoperto una nuova tecnologia. Eppure algoritmi e gestori di fondi, quelli pigri, potrebbero guardare molto all’IPS e decidere se un titolo è buono e quindi il management furbo farebbe free riding con i buyback. In realtà, c’è anche da dire che la società, dopo il buyback, è diventata più efficiente, perché il buyback riduce il patrimonio netto della società. La società produce sì gli stessi utili di prima, ma ora lo fa impiegando meno capitale. Tuttavia, il rischio è la distorsione degli incentivi. Immaginate il: Il board deve decidere come dare un bonus al CEO per incentivarlo a lavorare bene. Allora cosa fanno? Ma l’IPS ci sembra una metrica molto semplice da traccare, per cui diciamo che se cresce l’IPS ti diamo il bonus.

00:22:56,190 [Nicola]

 Il CEO può anche dire, capendo il gioco, dice ‘ok’ anziché investire in una nuova fabbrica, comunque ha dei tempi lunghi, rischi alti. Ricordiamo che il tenore di un CEO in media sono due anni e mezzo, per cui prima di fare queste cose ci pensano e quindi preferiscono fare il buyback che gli dà un risultato subito, anche se la fabbrica sarebbe stata più profitorosa nel lungo termine. E questo, secondo me, è un po’ il classico push and pull del capitalismo. Il board della società che decide di usare l’IPS come metrica per premiare CEO, perché è più semplice, non devi scrivere un contratto che sono 100 pagine di clausole. E ovviamente il CEO trova il modo più efficiente per lui per guadagnare di più. Poi dall’altro lato della bilancia ci sono gli analisti, quelli pigri, che dicono: ‘Ah, vabbè. Se io guardo solo l’IPS, posso evitare di leggermi tutto il bilancio di una società, 100 pagine di roba, e arrivare alla stessa conclusione. E quindi per tutti una questione di incentivi.

00:23:58,410 [Nicola]

 Tuttavia, il discorso, secondo me, è che tante volte viene usato questo esempio, però un esempio cattivo, no? cioè di come viene usato il buyback. Purché sia un esempio cattivo, è come dire che cioè devi bandire i coltelli perché un cretino, una volta si è tagliato l’alluce per dimostrare che era dimagrito.

00:24:17,980 [Alain]

 Eh sì, è vero. Però è vero anche che controlliamo che la gente non si porti in macete in giro, no? cioè perché magari è un cretino. Magari non lo è. Ma certe volte è meglio non rischiare, no? Da questo punto di vista, uno studio della Harvard Business Review intitolato The Error at the Heart of Corporate Leadership conferma che il focus sull’EPS, quindi sul valore del breve termine per gli azionisti, ha portato a un declino degli investimenti in ricerca e sviluppo, quindi probabilmente sul valore a lungo termine. Un altro punto da chiarire è lo scandalo che certe aziende arrivino a indebitarsi per finanziari buyback, aumentando il rischio finanziario pur di pompare le PS e soddisfare le aspettative di breve termine. Oppure, in contesti di interessi molto bassi, come ad esempio il periodo dal 2008 al 2021, molte società hanno emesso obbligazioni non per finanziare investimenti, produttivi, ma per riacquistare azioni proprie, price earnings della società. Le aziende come Apple, Oracle, Microsoft hanno fatto ampio ricorso a questa pratica, ma anche con successo.

00:25:20,740 [Alain]

 Il rischio aumenta quando i flussi di cassa sono meno stabili e le società sono molto meno di successo, molto meno profittevoli. Questo meccanismo tra l’altro può mascherare una stagnazione cronica dietro la facciata della crescita per azione, creando una pericolosa divergenza fra la salute reale del business e quella che è la sua rappresentazione borsistica. Un esempio di questo è IBM. Almeno nel decennio scorso. Praticamente l’EPS è rimasto spesso sostenuto nonostante i ricavi fossero in contrazione per 22 trimestri consecutivi, cioè dal 2012 al 2016.

00:25:54,889 [Alain]

 Secondo i dati di YCharts, cioè Yahoo Finance, praticamente, e i rapporti annuali di IBM, tra il 2000 e il 2020, la società ha speso oltre 200 miliardi di dollari in buyback. Nel solo 2014, mentre i ricavi calavano, IBM spese circa 13,7 miliardi di dollari per riequistare azioni. Nel periodo 2012-2014, mentre i ricavi totali scendevano del 10% circa, l’EPS operativo riuscì a salire del 15%.

00:26:23,430 [Vittorio]

 In realtà, qua non bisogna neanche solo guardare. Grazie a tutti.

00:26:35,790 [Vittorio]

 IBM erano in netto calo, ma per altri può essere anche una mossa finanziaria azzeccata, cioè ad esempio, se mi debito all’1% per comprare un’attività che per caso sono sempre io che rende, ad esempio, l’oro sto creando un profitto addizionale in maniera molto efficiente, è quello che ad esempio ha fatto Apple con il suo CFO, che peraltro era pure italiano nei periodi del Covid, ha emesso obbligazioni che praticamente erano a meno di zero, ha ricominciato a fare buyback su una società che andava benissimo. Come in qualsiasi altro impiego, la leva finanziaria non è buona o cattiva di se per sé. Il suo valore dipende un po’ dall’uso che se ne fa. Se sei IBM, stai buttando soldi nel camino, però magari speravano di crescere. Non hanno avuto quei ricavi brutti, ci hanno messo solo 22 trimestri. Quello che ci sono, di un po’ come dite, è decoccio la speranza. L’ultima è l’ultima, invece. Se sei Apple, chiaramente hai fatto i tuoi azionisti molto contenti, però comunque lo so che la puntata è su buyback.

00:27:27,640 [Nicola]

 Io, invece, dove ne sparo un’altra su quelli che amano i dividendi. Perché di solito dico, questa è una roba che mi fa girare la testa, perché uno dei ragionamenti che fanno è il management di una società fa bene a pagare il dividendo perché hanno un’opportunità interna e che offrano rendimenti adeguati. Però poi loro stessi usano il dividendo per ricomprarsi le azioni della società che l’ha pagato. Non solo stanno facendo un buyback loro in maniera che fa solo contenta il fisco. Hai pagato quel 26% di tasse già adesso.

00:28:05,550 [Nicola]

 Ma praticamente stanno pure dando dei coglioni al management della società. Perché li stanno rinvestendo, no? Cioè, ma come? Quelli lì ti hanno detto che era meglio per te prendere i soldi e andare altrove e tu li ributti dentro lì. E ovviamente, qua forse Zio Warren ci viene in aiuto, perché alla fine Warren Buffett, lui il dividendo non l’ha mai pagato, perché lui diceva, guarda, i soldi lasciali a me che li so investire meglio di te, che forse c’aveva pure ragione, no? Quindi lui diceva o io l’investo nel business o faccio un buyback quando il mio titolo è sottovalutato e facendo così faccio anche risposta.

00:28:43,240 [Vittorio]

 I miei tassi a tutti che poi se non sbaglio abbastanza recente è il fatto che lui abbia frazionato le azioni perché all’inizio una quota di un’azione di Berkshire valeva tipo 200 mila dollari, è una cifra mostruosa, ma ancora adesso?

00:28:56,560 [Nicola]

 Sì, ha due classi di azioni. Quella lì, quella originale, c’è ancora. Vale tipo 600 mila, 600 mila dollari ad azione. Che chadda ragazzi, che chadda Grazie.

00:29:09,020 [Alain]

 Non ci venire qua pezzente, però. Lui vedi è una società di investimento, quindi c’è molto senso. Sì, certo, è proprio la dimostrazione.

00:29:17,020 [Nicola]

 Se non ne trova lui l’opportunità, eh, sì, è vero, è vero, è vero. Comunque, anche la lint, la lint qua vicino a me, hanno l’azione che che costa tipo 10. 000 Franchi una roba così adesso non mi ricordo più più di mille sicuramente perché anche loro non hanno mai che poi loro danno pure i dividendi fisici, cioè ti mandano tipo le scatole di cioccolatini ogni anno.

00:29:38,699 [Vittorio]

 Se però sei cittadino svizzero, la Swatch invece ti dà un orologio all’angolo, ma quello di plastica brutto? Non lo so. Questo Nicola compralo e facci sapere se l’azione è bassa di Swatch, come abbiamo detto.

00:29:53,670 [Alain]

 Se una società ha eccesso di cassa e non ha opportunità di investimento che superino il costo del capitale, restituire i soldi agli azionisti tramite riacquisto o dividendo. La scelta corretta, la scelta sacrosanta. Le due scelte tra l’altro sono sostanzialmente uguali in assenza di frizioni. La pericolosità emerge quando il buyback avviene a prezzi di borsa eccessivamente elevati, distruggendo valore quindi, o a scapito dell’assolvibilità aziendale oppure degli investimenti di lungo termine che sarebbero necessari e anche promettenti.

00:30:22,120 [Nicola]

 E poi c’è un altro aspetto, secondo me importante, da dire sui buyback, perché tutto quello che abbiamo detto finora funziona per quelli che sono i buyback netti nel senso se una società ricompra più azioni di quelle che hai messo nello stesso arco di tempo, ma non è affatto detto che sia così la maggior parte delle società del mondo oggi offre le azioni come bonus ai suoi dirigenti. Quindi, le azioni che vengono conferite possono essere di due tipi: azioni nuove, che diluiscono gli azionisti esistenti, emettono delle nuove azioni, quello che fanno le start-up, le società a volte cresci. E anche il discorso per cui, anche se tu hai investito in Bending Spoon all’anno 1, poi magari non ti becchi tutta la crescita perché tu avevi investito. avevi lo 0, e poi attraverso tutti gli aumenti di capitale che hanno fatto, adesso hai lo 00000.

00:31:21,370 [Nicola]

 Quindi anche quella è un po’ una cosa, eh? Chiellini da tenere in testa, che non lo dice alle persone.

00:31:28,270 [Nicola]

 Oppure possono usare delle azioni comprate sul mercato, se una società compra le azioni e poi le dà al suo CEO, non sta facendo un buyback perché quelle azioni non vengono distrutte, restano sempre in circolazione. Il problema nasce quando queste società dicono al mercato che stanno facendo un buyback ed invece stanno semplicemente pagando lo stipendio ai propri manager. Anche in questo caso il trucchetto ha funzionato finché non ha funzionato più. Fino a qualche anno fa era famoso il caso di Snapchat che andava in giro dicendo che faceva dei buyback e in realtà erano il contrario, loro continuavano a emettere sempre più azioni. Mentre oggi finalmente il mercato si è svegliato e dice ‘ok, dichiaratemi i backnetti’ che poi vabbè è lo stesso problema di quelli che leggono i titoli delle notizie invece di tutto l’articolo no? La società erano furbe, sfruttavano la disattenzione delle persone, anche se le informazioni, poi, alla fine erano sempre state lì.

00:32:24,460 [Vittorio]

 C’è poi un altro mito che i payback sono la prova che le azioni sono sottovalutate. Secondo un’analisi condotta da Robert Jackson, un ex commissario della SEC, su 385 riacquisti di azioni è risultato che, nei dieci giorni successivi all’annuncio del buyback, la percentuale di insider, soprattutto CEO e dirigenti, che vendono le proprie azioni raddoppia rispetto ai giorni normali. Questo potrebbe suggerire che il buyback venga usato per creare una domanda artificiale, ma pensa te, che sostiene il prezzo, permettendo ai dirigenti di vendere le proprie azioni a prezzi gonfiati dall’annuncio stesso. Ovviamente non è sempre così, ma non si può dire che un buyback sia un segnale affidabile del fatto che le azioni siano sottovalutate.

00:33:02,690 [Alain]

 C’è infine una discussione sul fatto che i buyback abbiano gonfiato il valore dell’indice SP500 in modo insostenibile. L’ex segretario del lavoro degli Stati Uniti, Robert Reich, se la prende con i buyback perché sottraggono risorse agli investimenti. Durante l’amministrazione Biden c’era stata una campagna per regolamentarli. William Laxony, che della Harvard Business Review documenta come, tra il 2003 e il 2012, le società dell’SP500 abbiano utilizzato il 54% dei loro utili per il riacquisto di azioni. Teoricamente svuotando le aziende americane dalla loro capacità produttiva e gonfiando i prezzi azionari nel breve termine, a scapito della stabilità economica sul lungo.

00:33:42,230 [Nicola]

 Però qua appunto ritorna il punto che dicevo io prima. Cioè, noi paghiamo come dividendo il 75% dell’utile e nessuno dice niente. Tu usi il 54% degli utili per fare il buyback, che è la stessa cosa, la stessa cosa, e apriti cielo. Elizabeth Warren che si dà fuoco davanti alla Casa Bianca perché non è possibile. Grazie. Grazie. Questa è l’intelligenza.

00:34:10,320 [Alain]

 Mmm! Comunque altri come Damodaran, che non so mai dove cacchio si mette l’accento, vabbè. Però non è pronunciato bene, attenzione.

00:34:20,439 [Alain]

 Asvat un po’ Tedesco potrebbe essere il figlio di Dark Feather Aswath Damodaran.

00:34:29,350 [Nicola]

 Dovevamo chiederlo a Michelangelo, lui stravede.

00:34:33,210 [SPEAKER_4]

 Fa le analisi come si chiamano le analisi fondamentali? Fondamentali? Comunque, professore del cazzo del cazzo.

00:34:43,480 [Alain]

 Comunque, sto da madotare la donna. È professore alla New York University e sottolinea quello che diceva. Invece, Miller che la politica di distribuzione, buyback o dividendi, non fa nessuna differenza e non dovete romperci i coglioni. Se non ci sono modi di usare il capitale in modo efficiente, bisogna distribuirlo. Ora, se vogliamo, il problema sta nel tipo di segnale che si dà agli investitori. Materialmente e razionalmente, il buyback e il dividendo sono la stessa cosa, ma il segnale che trasmettono è diverso, viene interpretato in modo diverso e porta a comportamenti diversi da parte degli investitori. Il dividendo è come un matrimonio, segna la stabilità e impegno a lungo termine. Una azienda che paga un dividendo promette implicitamente di continuare a farlo. Tagliarlo è visto come un segnale di crisi imminente. Mi stai tradendo. Il buyback, invece, è più come un appuntamento. Segnala che il management ritiene il titolo sottovalutato in quel momento specifico. È uno strumento flessibile, l’azienda può smettere di ricomprare azioni domani senza che il mercato gridi allo scandalo.

00:35:40,990 [Nicola]

 Però vediamo, a me fanno un po’ ridere lo studio, no? Quello che dicevi. Parlavano di svuotare le aziende americane della loro capacità produttiva e gonfiare i prezzi azionari nel breve termine, c’è una roba che uno dice: ‘sarà distrutta no?’ Stati Uniti et invece, poi vai a guardare cosa è successo agli utili azionali nei 13 anni dopo quello studio e sono saliti, sono saliti pure parecchio. Quindi, tutto questo svuotamento, forse, è stato uno sbordamento di altre cose.

00:36:14,520 [Vittorio]

 Se vogliamo trarre, diciamo, una morale da questa puntata, è questa: payback, come dal nei dividendi, come gli eps, come il pie non andrebbero usati come scorciatoio per farsi un’idea del valore di un’azione quando presi da soli e con superficialità. Per scegliere un titolo su cui investire, ci stiamo calando le brache, depilando, ed invasellando. Non è detta che succedano cose brutte, però insomma, non è che stiamo facendo un buon lavoro per non farci fregare.

00:36:44,480 [Alain]

 Abbiamo citato un po’ di cose in questa puntata. Se le volete ricevere comodamente, iscrivetevi alla nostra newsletter. Tra l’altro, rispondendo, potete entrare direttamente nella nostra posta del cuore ed essere letti in questi momenti speciali. Se invece non vi volete iscrivere, potete sempre contattarci dal forum sul nostro sito oppure potete scrivere nella nostra community Reddit che è sempre molto attiva. Questa lettera ci arriva da Nicole Buffett. Ovviamente, Warren Buffett è suo zio. Siete ingiocabili ragazzi, c’è poco da fare. Ci ho creduto che ci fossero Easter eggs per tutte le 75 precedenti. E ho paura di vedere cosa potrei ricevere con una mail con questo oggetto. Non volevo. Non lasciarvi però alcuna domanda. Quindi eccone una. Per andare contro il survivorship bias, è il nostro solito trend, i 5 migliori consigli, pipponi, modi per farcela. E invece parlando di fallimenti, appunto, avrete tutti e tre dei rimpianti. In genere difficilmente si scordano perché talienti e fastidiosi. Cosa consiglieresti al vostro del passato per non averli?

00:37:45,080 [Alain]

 La domanda di riflesso è, cosa ci consigliate per non farci finire ad avere un rimpianto simile? Per chi una situazione simile alla vostra potrebbe non aver ancora vissuta. Grazie boys, continuate così, spaccano queste puntate per contenuto e per come lo trattate.

00:37:58,830 [Nicola]

 Che bello che adesso a Len le mail se le automanda.

00:38:03,150 [Vittorio]

 Come all’inizio peraltro.

00:38:07,250 [Nicola]

 Siamo ritornati indietro comunque, io dirò una roba banale perché queste robe qua non so mai come rispondere. Quindi ti suggerirei perché una donna no? C’è Alan, però vabbè, buttati molto più spesso, cioè prova a fare quelle esperienze che che non vuoi fare, perché hai paura o perché magari sei in una situazione di comfort e quindi pensi: ‘vabbè, ma a me chi me lo fa fare, sto già bene così’. Perché fondamentalmente nel momento in cui realizzi che stai già bene così, allora sei nel torto, per così dire. Tieni presente che non dico vivere con quei personaggi che vengono raccontati, ma apri quella podcast. Se i vostri cinque amici più stretti, quelli che sentite più spesso, sono gli stessi del liceo, allora secondo me c’è qualcosa che non va, a meno che non stiate facendo ancora il liceo, che potrebbe essere un’altra cosa che non va.

00:39:03,930 [Vittorio]

 Dipende dalle due cose che non vanno, ti ricordo che una liceale ci ha sconfitto a un contest di influencer, quindi non fare della facile reunione.

00:39:13,360 [Nicola]

 No, no, no! Per favore, non è liceale, ma fa la ragioneria.

00:39:20,000 [Vittorio]

 Ah, vabbè, tecnico. Stiamo là al capello. Allora secondo me è una bella hai scritto veramente una bella domanda Len, e io faccio una lista. Aver perso troppo tempo in attesa o dietro scuse per non cominciare qualcosa. Avevo accettato troppe cose che oggi sarebbero definibili, diciamo, come red flags in un misto di paura per il cambiamento e in una sorta di cosa mia non voglio fare del male a nessuno che ratterà una scusa per giustificare il fatto che avevo paura di cambiare molte volte a non credere abbastanza in me stesso. Alla fine di tutto dico che va bene così. Cioè, nel senso, non diventi, puoi diventare una persona peggiore, però se vuoi diventare una persona migliore devi passare anche a attraverso una serie di sconfitte personali, anzi, sono quelle le lezioni più importanti. Il punto è comunque cercare di rimanere sempre abbastanza solidi come persona. A fare un po’ di autoanalisi e accettare le sconfitte, cioè secondo me è anche molto importante di accettare la propria fallibilità. Uno da ragazzino pensa di poter far tutto e poi piano piano la vita ti mette di fronte al fatto che molto probabilmente non è possibile.

00:40:23,890 [Vittorio]

 Non ti capitano le occasioni e non c’è nulla di male.

00:40:27,260 [Alain]

 È vero, questo è un grande consiglio. Io invece ti do un po’ di consigli del cazzo. sempre a Nicole, non a me. Grazie. Il primo, fai lo sforzo consapevole di individuare i tuoi angoli ciechi, cioè quelle cose che pensi di sapere ma che non sai o che che comunque non stai prendendo in considerazione, e poi ti finiscono nel sedere, perché d’altronde. È un esercizio utile immaginarti gli scenari peggiori, quelli in cui soffri al massimo. Gli stoici lo chiamavano il premeditatio malorum, cioè loro lo intendevano per eliminare l’effetto sorpresa e ridurre l’ansia, capendo che comunque ci sopravvivi. Io invece ci aggiungo che quando individui questo scenario brutto, puoi anche immaginarti i modi per arrivarci. Ok. Faccio un esempio pratico. Mi ritrovo solo alcolizzato, fallito economicamente e con enormi problemi di salute. Come arrivò a questo scenario? E mi immagino che uno dei modi potrebbe essere che, non so, mia figlia ha avuto un incidente grave di cui mi sento responsabile e ci sono rimasto sotto mandando tutto il resto in vacca.

00:41:30,520 [Alain]

 Cioè è la prima cosa che mi viene in mente. Giusto per stare happy. Quindi, a questo punto mi chiedo cosa posso fare oggi per rendere meno probabile la cosa? E quindi magari guardo quei comportamenti che sono a rischio e che non avevo valutato. Magari guido da stronzo e lo devo risolvere. O magari ci sono altri problemi di sicurezza che sono evidenti a chi mi guarda da fuori e io non li ho mai visti, oppure posso lavorare come diceva Vittorio sull’accettare che certe cose possono comunque andare storte anche se ce le hai messa tutte e insomma devi essere compassionevole su te stesso.

00:42:01,720 [Vittorio]

 Peraltro, questa cosa era pure una delle strategie di Charlie Munger: guardare la versione peggiore e dire come non voglio diventare così, e quindi iniziare a togliere le cose che non devi fare.

00:42:13,410 [Alain]

 È un modello mentale comune, lo chiamano inversione. Anche Sherlock Holmes ne parlava nei suoi libri. Secondo me, salute e relazioni sono due aree in cui si dà molto per scontato e tante volte, in effetti, se uno deve iniziare a guardare lì, vale la pena. Secondo consiglio, se ti sembra una cazzata, è assai probabile che sia una cazzata.

00:42:35,780 [Alain]

 Se lo devo dire, ci sarà motivo. Terzo consiglio, non aderire ad alcuna ideologia, perché hanno la brutta abitudine di infilarsi nella zona del Perineo.

00:42:48,840 [Nicola]

 Bene, siamo al momento delle cazzabubbole, visto che abbiamo citato modelli mentali, abbiamo citato anche le mentali e il Fir Rouge che lega tutte queste cose. Sono secondo me le diatribe tra J-Ax e Lenardon sul manifesting. Noi stiamo cercando di cambiare appartamento qua a Zurigo e ovviamente il fatto che gli affitti siano bloccati dimostra come la policy di tenere questa cosa vada ovviamente contro le persone che affittano, perché praticamente partecipano a delle lotterie. L’oggetto che il mercato di solito risolve adattando il prezzo qua non lo puoi fare, quindi devi partecipare a queste lotterie dove di solito non sei sbito e quindi la prendi nel culo. Tuttavia, mia moglie, mia moglie ci crede abbastanza in questa cosa del manifesting, e quindi appunto sto parlando di quella roba lì.

00:43:49,210 [Nicola]

 Lei dice: ‘No, no, devi immaginarti che Noi ci saremo lì a vivere, saremo lì a vivere.’ Ma in passato lei aveva lavorato, e sono tuttora amiche, con quella che io ho sempre chiamato la Queen of Manifesting. una persona che aveva ad esempio la cartomante ah la cartomante Jackie e lei ha preso un sacco di scelte nella sua vita in base a quello che le diceva Jackie ma anche di solito Jackie le diceva di insomma l’aiutava nei processi quando le cose non andavano bene a dire no ma guarda vedrai che in futuro probabilmente perché sapeva che se le avesse ha detto che sarebbero andate di merda e non l’avrebbe più pagata e questa persona è anche ad un certo punto lei ha deciso che era in città Ha deciso? Ha deciso che era incinta, stava male, no sto male perché sono incinta, quindi però dopo un po’ I mesi passano, vado al ginecologo e il ginecologo le dice no, non c’è niente.

00:44:56,800 [Nicola]

 Lei si incazza, si incazza col medico, fa incazzare suo marito col medico, perché non è possibile che questa cosa, però lei aveva un ruolo. Era la CEO, aveva lanciato una società, e E quindi diventava un attimo strana, come cosa, perché se tu dici a tutte le persone, immagino gli investitori, ma anche le interviste, ma anche i fornitori, Fornitori e tutto guardate sono incinta. Passano 5 mesi, e non lo sei. Ad un certo punto, però, poi lei alla fine è riuscita a rimanere incinta. Se la sono giocata, è stato un ritardo.

00:45:35,210 [Vittorio]

 Se lo dici cento volte, una c’è.

00:45:38,876 [SPEAKER_5]

 Bè, l’unico conto era il marito.

00:45:42,350 [Alain]

 In questa situazione, che sentiva la pressione.

00:45:47,040 [Nicola]

 Però non lo so, perché sai, uno può vederla come in quel modo lì, no? Cioè ci provi talmente tante volte che poi magari, però è anche vero che più sei stressato per quella roba lì e più diventa difficile. E questi ovviamente sono gli aspetti secondo me negativi di tutto questo discorso del manifesting, però dall’altro lato, questa qua è partita da zero. cioè lavorava per ASOS, una società online di abbigliamento, e alla fine ha lanciato sta startup, al primo giro ha tirato su 5 milioni di dollari, e ad un certo punto cioè mia moglie quando lei si è inventata poi tutte queste storie della gravidanza finta e tutto praticamente non lavorava più mia moglie mandava lei avanti la società erano i tempi del covid eravamo tutti e due a casa e lei una volta mi dice ma guarda io ero al telefono col capo del family office di Obama un’altra volta mi fa guarda ero al telefono con Michelle qualcosa finché 5 minuti dopo capisco che quella Michelle qualcosa che fa

00:46:49,230 [Nicola]

 l’attrice è la moglie di Dwayne Wade e quindi io le ho detto fermati un attimo in che senso tu eri al telefono con la moglie di Dwayne Wade adesso e non vi hai detto niente perché secondo me questa roba del crederci Eh? Secondo me, è l’unico modo che hai per poi arrivare all’Affare. Certi lavori. Perché se sei troppo razionale, probabilmente non ti devi un po’ autoraccontare, e poi appunto come quello che dicevi tu nei modelli mentali, cioè il manifesting viene usato anche nello sport. Alcuni dicono, beh, prima di tirare il calcio di rigore, pensa, cioè rivivi l’azione di te che lo calci e fai gol, e quindi poi tiralo veramente, no? L’altro giorno sentivo un russillo che parlava di un giocatore di basket e dice: ‘è un giocatore timido di basket’, no? Cioè comunque tu te la devi credere. devi pensare che sarà il nuovo Michael Jordan anche se è una cazzata anche se poi ti rido dietro però se non hai quella roba lì non ci arrivi secondo me quindi insomma un po’ una via di mezzo sta roba del manifesting ma io volevo parlare della cartomante jerky perché è stato il punto focale della mia

00:48:11,410 [Nicola]

 vita per parecchi anni purtroppo ed è stata solo tra l’altro la prima perché poi mia moglie ha lavorato con un sacco di altri founder e non ne abbiamo trovato uno normale E sempre manifesting.

00:48:25,960 [Vittorio]

 Si manifesta anche una patologia psichiatrica.

00:48:32,640 [Nicola]

 quindi insomma se uno fa il founder pensateci che probabilmente è un po’ Nello spettro, il mio consiglio per oggi è un altro podcast che si chiama Infinite Loops ed è fatto dal papà di quello che fa Invest Like The Best. Io non l’avevo quasi mai ascoltato, perché ascoltavo quello di suo figlio, mi sembrava già abbastanza un podcast per famiglia, insomma. Poi il figlio gli è partita la brocca, come a tutti quegli americani che ora devono lavorare un po’ con l’amministrazione, quindi devono leccare il culo. Lui invece ha fatto questa puntata con Cliff Asness, ed è una puntata molto simpatica, perché ovviamente tutti e due hanno più di 60 anni, ma hanno cominciato a lavorare tutti e due nell’asset management quando ne avevano 25, più o meno nello stesso periodo.

00:49:29,710 [Nicola]

 Si sono trovati per un’ora e mezza a parlare come veramente due anziani che però anziché giocare a briscola stanno lì a parlare di questi modelli finanziari. È molto bella per quello anche perché poi sono tutti e due abbastanza genuini. Non è che se la tirano non si prendono troppo sul serio.

00:49:48,780 [Alain]

 Tu pensa che in America le camere il culo sul business alla amministrazione qua in Italia invece dipingiamo gli angioletti nelle chiese di Roma, vabbè stiamo comunque a livello.

00:50:00,780 [Vittorio]

 Allora, parlando di cose oscure, c’è questo canale YouTube che si chiama Il Lato Oscuro della Televisione, anzi della TV. Allora, è davvero molto interessante, perché parla di alcune cose che noi abbiamo visto, come ragazzini, cioè tutti quei programmi di Italia 1, tutte delle cose che sono familiari. La cosa impressionante del fatto che ormai siamo vecchi è che ora siamo dei documentari. Ok e questo canale racconta in tutta una serie di video veramente molto ben fatti delle storie di quel periodo che riguardano il mondo della televisione, ad esempio. Non so se vi ricordate Vladimiro, era quello che faceva le pubblicità delle suonerie in onda ogni cazzo di minuto, virgola il cattino, cioè io ad esempio lo sotto con la panda, esattamente lui fu pesantemente minacciato di morte all’epoca, vedi poi. C’è una storia abbastanza particolare. Sua però c’è tutta la ricostruzione della la sua storia, ed è una cosa fighissima. Un altro documentario, veramente molto bello, è quello di Nunella Rai. Sostanzialmente, quel programma, quando è stato condotto da Ambra Giolini, che aveva 14 anni.

00:51:03,050 [Vittorio]

 Ambra Angiolini era sveglia, ma chiaramente tutto quello che diceva in realtà era una persona che gli parlava nel phonac. Si chiama e gli diceva cosa devi dire. La cosa paradossale di questa situazione è che io non sapevo che lei veniva usata anche politicamente. Ad esempio, durante una puntata, disse che, secondo il diavoletto satana Teneva per Achille Occhetto che all’epoca era rappresentante del Partito di Sinistra, non so se era ancora comunista, mentre il padre eterno era un sostenitore di Silvio Berlusconi. E questa cosa causa una discussione parlamentare. C’è una roba incredibile.

00:51:37,860 [Alain]

 Mi sembra anche giusto manipolazione di minori nella tua rete televisiva, ma tu pensi che i minori la guardavano, vabbè no?

00:51:49,250 [Vittorio]

 Ma è per Ambra Ambra che aveva 14 anni, però a me fa impressione perché io ricordo quando spingevo col mio telecomando del televisore Mivar, mi spaccavo i polpastrelli, e ora sono cose che ti racconto, una storia incredibile che non sapevo neanche io, a quanto pare.

00:52:08,570 [Alain]

 Tu e Alain invece? Io vi consiglio Primate Economics. Primate, come primato, primate, come primate, ecco. Si scrive proprio Primate Economics. Ed è un canale YouTube che spiega l’economia e la finanza alle scimmie, dalle scimmie. Cioè, lui si finge una scimmia e vi spiega i concetti finanziari come se fossero altri compagni scimmie. Ed è costretto, con questa metafora, a fare degli esempi molto chiari, semplificare i concetti proprio per renderli intuitivi, evidenti. Però così facendo ovviamente si perde tante sfaccettature, ovvio, no? Però il nocciolo rimane molto più chiaro rispetto a una spiegazione che considera tutto.

00:52:54,250 [Nicola]

 E poi fa ridere tu, alla fine sei riuscito a consigliare il canale di Coletti?

00:52:59,430 [Vittorio]

 È andata così, e niente prima che ci chiuda la puntata. La consob o qualsiasi assassino mandato dai nostri concorrenti? Vi ricordo che potete consigliarci agli amici, comprare il nostro merchant, farci una donazione per gli avvocati, oppure non lo so. Qualsiasi cosa potete se no frequentare i nostri blog: Detail, All’Ether, Sofa, Salto, Mentale, Finanza, Cafona. Soprattutto iscrivervi alla nostra newsletter, così abbiamo i vostri dati e possiamo minacciarvi. Ciao ciao ciao, tchuss.