Oggi si parla di figli. Farli? Non farli? Farsi? Di cosa? Prima o dopo l’aver fatto figli? E poi ci buttiamo dentro anche i soldi, in qualche modo.

I consigli di oggi:
Vittorio: Fattoria Clarkson
Nicola: The Fish That Ate the Whale di R. Cohen
Alain: PolyMatter

Cose nominate (forse):

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Trascrizione della puntata

By Clipto and a mutant turtle.

In sintesi

La puntata discute vari aspetti relativi ai costi e alle sfide di avere figli in Italia. Vittorio, Nicola e Alain, condividono le loro esperienze personali e le loro prospettive su temi come l’onere finanziario, i vincoli di tempo, le pressioni sociali e le implicazioni sulla carriera della genitorialità. Toccano anche i fattori culturali e normativi che influenzano questi problemi in Italia e in altri paesi.

L’onere finanziario di avere figli

  • Gli host discutono di statistiche sui costi stimati per crescere un figlio in Italia, che vanno da circa 138.000 a 175.000 euro.
  • Dibattono se il denaro sia la preoccupazione principale quando si decide di avere figli, o se altri fattori come il tempo e l’ansia giochino un ruolo più significativo.
  • La discussione evidenzia l’impatto di fattori come la posizione, lo stile di vita e il supporto familiare sui costi finanziari effettivi affrontati dai genitori.
  • Concordano che il costo dell’assistenza all’infanzia, in particolare per gli asili nido/scuole materne, sia una sfida finanziaria importante per molte famiglie.

Equilibrio tra lavoro e vita privata e implicazioni sulla carriera

  • Gli host condividono le loro esperienze con i compromessi tra carriera e responsabilità familiari, in particolare l’impatto sul tempo e sulla flessibilità.
  • Notano che le aspettative sociali e lavorative possono essere più impegnative per le donne, che potrebbero affrontare contraccolpi nella loro carriera quando formano una famiglia.
  • La discussione tocca le differenze culturali e normative tra l’Italia e altri paesi, come la Svizzera, in termini di supporto per i genitori che lavorano.

Pressioni sociali e cambiamento delle norme

  • Gli host discutono delle pressioni e delle aspettative sociali intorno all’avere figli, inclusa la percezione di essere “egoisti” per non averli o per averli più tardi nella vita.
  • Riconoscono l’evoluzione delle norme culturali e l’impatto di fattori come il cambiamento climatico e l’incertezza geopolitica sulla decisione di avere figli.
  • Gli host toccano anche considerazioni emotive e psicologiche, come preoccupazioni sul trasmettere storie familiari difficili o sull’incapacità di fornire l’ambiente “ideale” per un figlio.

Posta del cuore

  • La discussione tocca i pro e i contro dell’utilizzo di azioni frazionate o CFD (Contratti per Differenza) per investire piccoli importi, come attraverso piattaforme come Trade Republic.
  • Gli host consigliano all’ascoltatore di considerare opzioni di investimento più tradizionali, come gli acquisti regolari di ETF, per evitare i rischi e i limiti potenziali associati alle azioni frazionate.

PT.56 PROVA FIGLI.mp3

Vittorio 

[ 00:00:45]  Voi li vedevate i Simpson no? Allora nella sigla dei Simpson c’era questa cosa molto caruccetta che, praticamente, quando passavano Maggie, cioè la neonata di famiglia, nella cassa del supermercato appariva sul display una cifra. Ora, Questa cifra non era esattamente un numero a caso, ma era il costo medio o mezzo del mantenimento di un pargolo.E, diciamo, la battuta era fondamentalmente che i bambini costano.

Nicola

Eh, se penso ai soldi spesi in pannolini.

Alain 

[ 00:01:18] Noi abbiamo provato ad ovviare il problema con i pannolini lavabili, col risultato di buttare 300 euro di quei maledetti affari ed una fodera del divano. Indovinate perché? 

Nicola 

[ 00:01:31]  Vabbè, io non nominerei nemmeno quel youtuber che è saltato fuori, che per dimostrare che si può vivere con poco, anche avendo dei figli usava tipo un pannolino al giorno.

Alain 

[ 00:01:42]  Prima la metà giornata da un lato, l’altra metà giornata dall’altro.

Vittorio 

[ 00:01:45]  Io, da bravo e infame, vi ho lanciato questo tema qualche giorno fa in chat, perché ho trovato un paio di statistiche su quanto costa avere un figlio in Italia. Vado? Vai, vai, vai. Allora, la pagina Economia e Finanza su X ha raccolto tre statistiche diverse per capire quanto costa crescere un figlio dalla nascita fino ai 18 anni, diciamo. Cosa anche abbastanza ridicola, perché sappiamo benissimo che noi italiani rimaniamo a casa fino ai 32 anni, quindi doveva essere un po’ più grossa la cifra.

Alain 

[ 00:02:11] Partiamo male.

Vittorio 

[ 00:02:12]  Allora, per Istat questo costo è pari a 138.240 euro. Mentre per il centro studi Money Farm è di 139.500 euro quindi forse Istat non sbagliava mentre per l’osservatorio Feder Consumatori è di 175.642 euro e sarei molto curioso di sapere dove vengono quei due euro insomma però sono sordi.

Alain 

[ 00:02:35]  E comunque quando l’ha postato Vittorio in chat siamo un pochettino scattati perché ovviamente essendo genitori ci vengono un po’ di considerazioni.

Vittorio 

[ 00:02:44] Sì, sì. E cioè poi non è che io sono un comunista, mangia bambini, cioè cosa che mi sarebbe piaciuto essere, però a me non sono capitati per il momento. Quindi io direi, in questa puntata ho chiaramente lanciato il sasso e mi nascondo in un angolo ad ascoltarvi. Quindi vi faccio la prima domanda: i soldi sono davvero il primo problema quando uno ha un figlio?

Nicola 

[ 00:03:01] Hai veramente lanciato il sasso. Io posso solo dire che sicuramente sono nella top 3 perché poi ce l’ho ragionato secondo me la top 3 è un mix di soldi, tempo e ansie. Comunque per introdurre secondo me il tema proprio dei soldi e perché è divisivo e secondo me è perché è una cazzata tirar fuori questi numeri qua che lasciano un po’ il tempo che trovano, io vi faccio un paragone tra me e mio fratello. 

Allora i nostri genitori sono nati e molto probabilmente cresciuti e molto probabilmente moriranno a Gallarate. I nostri nonni, tutti e quattro, sono nati, cresciuti e morti a Gallarate. Lui sta con una ragazza di Gallarate, che ha tutta la famiglia che vive a Gallarate. Quando gli è nata la figlia e lui doveva vedere gli amici, i parenti e tutto, semplicemente ha messo il seggiolino nella macchina. Questo è stato il cambiamento nella sua vita da quando ha avuto la figlia, per quanto riguarda i viaggi, è solo per quell’aspetto lì. Io ho vissuto in 500 posti diversi, ho amici sparsi per il mondo, ma mia moglie ha 5 tra fratelli e sorelle. Due adesso abitano nello stesso posto in Svizzera, nello stesso paese in Svizzera. Gli altri sono distribuiti su tre continenti. In 6 hanno sei passaporti diversi quindi per noi quando c’è da andare a vedere le persone vuol dire prendere l’aereo. Però un conto è quando l’aereo lo prendevi in due e soprattutto con due stipendi, ad un certo punto noi siamo passati a prendere l’aereo quattro biglietti con uno stipendio. E quindi è questo secondo me un esempio che ti fa capire come è difficile tirare fuori queste cifre, perché alla fine ognuno poi ha la vita che ha e poi c’è sempre il discorso che magari qualcuno dice ‘vabbè’, però te la sei cercata quella vita lì hai scelto tu, come direbbero i miei genitori. Chi te l’ha fatto di andare a vivere lontano? E niente quindi secondo me cioè quello che a me è cambiato tanto nella vita, a parte il discorso del viaggio è comunque il discorso della casa. Comunque a noi piace vivere in una zona centrale, che ha anche dei vantaggi, no? Perché non dobbiamo usare la macchina, quando appunto gli amici o i parenti ci vengono a trovare è molto più semplice per loro, però ovviamente non abbiamo, cioè gli spazi sono quelli che sono. E poi vabbè, l’elefante nella stanza, anzi l’elefante nell’asilo è il costo dell’asilo, che è una roba fuori di testa. Però invece tu Alain avevi un’idea diversa.

Alain 

[ 00:05:52] Per noi la questione dei soldi è stato un problema importante, ma non direi in cima alla lista. Forse nella top 3 ci sta però, ci troviamo d’accordo, terzo posto per noi più o meno. Per me e per mia moglie, anche penso di parlare anche a nome suo, il problema numero uno è stato la mancanza di tempo e libertà dopo l’avere figli. Tante cose che amavamo fare non riusciamo più a farle quanto e come vorremmo, no? Viaggiare in primis, quando viaggi con i bambini è un altro lavoro, non è che stai più a bere l’aperitivo in piazza godendoti la vista alle 10 di sera e l’aria fresca, ma è un bordello tutto è un bordello che ha il suo fascino, ma è chiaro, è completamente diverso. Siccome comunque eravamo consapevoli di questo sacrificio tra virgolette abbiamo posticipato molto. Siamo arrivati a 34 anni per fare figli con tanti dubbi ed è probabilmente il motivo per cui mia figlia resterà anche figlia unica o Durex si beccerà una denuncia, delle due, una sola. Comunque, niente, è innegabile che sia per i soldi, sia per lo sbattimento insomma, si decide di fare figli più tardi.

Nicola 

[ 00:07:00] E questo anche per ringraziarci il grande pubblico femminile, che abbiamo secondo me ci sono delle dinamiche molto importanti. È noto infatti che comunque è un impegno economico non indifferente, quindi cosa succede per le donne che ad un certo punto se vogliono fare carriera devono aspettare ad avere i figli perché è molto più facile se hai già una carriera avviata, magari prenderti una pausa e poi vuol dire anche che stai guadagnando di più e quindi hai un vantaggio da quello. Però il che vuol dire che si fanno i figli sempre più tardi anche perché in Italia comunque, ora che fai carriera, sei diventato vecchio come tua nonna. 

Una roba che a me ha fatto ridere, che in Inghilterra se una persona resta incinta dopo i 34 anni loro la considerano una geriatric pregnancy mentre appunto in Italia se hai 35 anni il tuo capo ti considera ancora un giovane e quindi si capisce che le due robe non vanno proprio d’accordo. Poi è ovvio che se tu parli con alcune persone queste ti dicono che ormai la nostra generazione, la mia generazione e quella dopo, che siamo tutti viziati, che non accettiamo più di rimanere incinta a caso come succedeva ai loro tempi.

Alain 

[ 00:08:27] Da notare che le stesse persone se rimani incinta a caso ti dicono ‘Ah, sei un coglione! Bastardi!

Nicola 

[ 00:08:32] No è che secondo me ci sono anche degli aspetti culturali che sono un po’ fantasiosi no perché tu pensi al discorso che da un certo punto di vista la contraccezione viene comunque vista come il demonio, appunto da certa gente. Dall’altro lato, comunque, la medicina ha fatto dei grandi progressi sul discorso dell’aiutare le persone che vogliono avere dei bambini, magari fanno fatica ad averli o che comunque hanno deciso tardi per situazioni contingenti. perché ad un certo punto uno agisce responsabilmente dice ‘Voglio essere in una situazione anche finanziariamente stabile per poter tirare su un figlio o più figli’ e invece poi non puoi accedere a queste soluzioni mediche. La politica ti mette i bastoni fra le ruote. E poi comunque sono costosissime, cioè hanno anche dei costi che sono fuori di testa. 

Ma in Svizzera non va un po’ meglio? (fecondazione in vitro)

Beh, in Svizzera il discorso che è l’IVF, che non so nemmeno come si chiama in italiano, ha un costo più o meno uguale dovunque vai, no? Cioè è come l’iPhone, no?E quindi avendo degli stipendi più alti è un attimino più semplice. Però ad esempio in Svizzera c’è proprio questa roba culturale, per cui la donna non lavora e, per farvi capire questa roba, qui uno è il fatto che la tassazione, ancora se sei sposato, sommano i salari, per cui immaginatevi se da single guadagnate 30.000 euro ciascuno e in Italia siete nel secondo bracket mi sa nel momento in cui vi sposate pagate le tasse come se guadagnaste 60.000 euro e quindi Pam! Uno dei due scatta nel bracket sopra. Perché questo? Perché l’ultimo cantone in Svizzera dove hanno dato il diritto di voto alle donne è stato dopo che Schillaci ha segnato i gol a Italia ’90. Vittorio tu che non hai ancora parlato.

Vittorio 

[ 00:11:05] No io che devo parlare in realtà la mia storia posso dire un’altra cosa oltre a questi che avete detto, che sono comunque delle paure, dei dubbi, insomma dei problemi veri, insomma nella scelta di fare figli. Secondo me ce ne stanno tanti altri che possono essere anche quelli, diciamo dove sta andando la nostra società, ad esempio uno dei fenomeni recenti che va e dice ok, il cambiamento climatico, che mondo avranno o in cui vivranno i nostri figli. Ci sono questi scenari geopolitici che insomma non sono assolutamente rassicuranti. C’è non so l’evoluzione della AI che fanno sembrare attualmente Matrix, la puntata natalizia di Friends e poi… Ad esempio io ho scoperto anche questa cosa che ho amici che ad esempio hanno blocchi emotivi, nel senso hanno avuto magari delle storie familiari complicate e quindi dicono se io ho preso una parte di quella eredità magari cresco un figlio di merda e quindi forse è meglio se muore così il mio cognome, diciamo. 

Quindi ci sono un sacco di fattori, ad esempio nella mia storia personale, quello che posso dire è che ad esempio io ho sempre desiderato avere dei figli, non è capitato, ho avuto sempre storie lunghe, lunghissime, quindi la mia intenzione era cioè quello di costruire una famiglia, eccetera. Però poi capitano delle cose che paradossalmente sono dovute anche all’età, cioè nel senso la nostra società pensa che comunque a 30 anni sei molto giovane. Però come diceva Nicola: dopo i 34 anni una donna, ma anche un uomo, in realtà hanno proprio scientificamente provato che puoi avere sempre più malattie o puoi dare sempre più malattie al tuo figlio. E ad esempio nel mio caso semplicemente la mia ex fidanzata si ammalò di cancro a 30 anni e là tu praticamente hai una scelta di vita dopo che è guarita, nel senso tu hai 5 anni in cui non puoi rimanere incinta. Primo perché hai delle sostanze tossiche che potrebbero dare problemi al feto…eccetera, bla bla bla, ma poi semplicemente se si ripresenta, cosa fai? Quindi sembrano cose molto lontane, però in realtà esistono e sono veritiere. Oltre a tutto il fatto del problema economico, che sicuramente è grandissimo. Secondo me, la cosa quasi paradossale di questa questione è che il problema economico è importante, però è come se tu fossi arrivato già a risolvere tutti quelli prima e ti mancano solo i soldi.

Nicola 

[ 00:13:18] Che è un sintomo della della nostra società, cioè ad esempio quello che dicevi tu prima del cambiamento climatico del mondo, avevo visto questa survey che avevano fatto nei paesi nordici dove appunto hai paternity leave lunghissima, comunque un sistema sociale che ti aiuta la prima preoccupazione loro era appunto quella di dire ‘sì’, ma se io metto al mondo un figlio in che mondo vivrà?’ ed era proprio al primo posto per loro.

Alain 

[ 00:13:53] Comunque, hai ragione su quella faccenda: i soldi sono l’ultimo vincolo e sono un vincolo importante, ma sono effettivamente l’ultimo perché prima di trovarti un partner adeguato devi avere la salute, devi avere la mentalità giusta, di sentirtela. Insomma, ce n’è per arrivarci.

Nicola 

[ 00:14:12] Però quello è veramente un sintomo in generale della società che pensa che poi uno debba avere un percorso standard e poi ti colpevolizza se non ce l’hai. Ma come è che non hai trovato la persona oppure se hai qualche dubbio “però adesso è tempo, è ora”, ti spinge a fare delle scelte che non sono razionali in una maniera che è poco comprensibile, onestamente.

Alain 

[ 00:14:42] Magari è un gene che ha il suo senso nella razza umana perché se non ti inculano facendoti fare qualcosa di irrazionale, magari nessuno fa più figli perché alla fine se uno ci pensa bene bene bene dice ‘eh, ma mi conviene non mi conviene’.

Vittorio 

[ 00:15:01] Ma poi questo in realtà è dimostrato un po’ da tutte le società che sono più benestanti e più ricche, fanno meno figli, cioè indipendentemente dai bonus statali, dagli incentivi, dalla possibilità di accedere non so a 3.000 agevolazioni, la realtà è che sostanzialmente i paesi del terzo mondo hanno 3-4 figli di media, i paesi benestanti e ricchi forse ne hanno uno a persona.Uno dei motivi è semplicemente stiamo più bene quando avendo più soldi, avendo più tempo, avendo più possibilità.Uno si gode la vita in maniera differente, perché uno dei fattori forse che viene visto anche un peso è comunque i figli. Da una parte nel senso dicendolo brutalmente, che cambia la tua vita poi dipende che tipo di vita volevi fare. Certo se volevi vivere andando in discoteca fino ai 60 anni, oltre a essere che hai un problema mentale, sinceramente, però è chiaro che Cambia, insomma, le tue modalità di vita.

Alain 

[ 00:15:52] Io ti aggiungo una cosa su questa linea, nel senso che è cambiato moltissimo il contesto in cui fai figli e cresci figli. Se tu guardi quella che era la famiglia di anche solo 70 anni fa, e il contesto in cui crescevano i bambini 70 anni fa era molto diverso. Cioè oggi tuo figlio, se non lo guardi a vista fino ai 12 anni, è reato di abbandono di minore. Ma quando mai? Cioè nel senso, 70 anni fa i bambini a tre anni erano in giro a raccogliere lamponi, no? È cambiato moltissimo.I bambini andavano a tre anni a raccogliere lamponi perché non c’erano le macchine per strada, ad esempio. Quindi non c’era pericolo di incidenti stradali, non c’era il TG che ti rompeva i coglioni sui casi di pedofili degli Stati Uniti e quindi tu sei qua a preoccuparti di qualcosa che statisticamente non ha un impatto. Siamo iperprotettivi. La società è iperprotettiva.

Nicola 

[ 00:16:43] Lo sai, che hai descritto la Svizzera? Perché qua cioè a sei anni vanno a scuola da soli, cioè mia figlia ha le sue perché poi appunto dovendo andare a scuola da soli tutti i bambini che vanno in quella scuola vivono tutti vicini e quindi tutti i tuoi compagni di scuola vivono vicino a te e quindi ci sono dei compagni di scuola di mia figlia che a volte cioè passano di qua adesso poi d’estate che c’hai magari sul balcone a giocare vengono su e lei va a giocare da loro vengono a giocare qua ma senza che i genitori sappiano poi dove sono questi bambini. 

Alain

È bellissimo no? Cioè, non so come ti trovi tu da italiano in un ambiente del genere.

Nicola

Sì effettivamente capisci che ci sono un sacco di costruzioni mentali, però è anche l’ambiente che c’è nel senso le persone che vanno in giro in macchina lo sanno, è proprio una roba e se succede qualcosa, sparisci qua ti buttano dentro, buttano via la chiave e ciao. Fai molta di più tra virgolette, la vita da quartiere, per cui anche le altre persone, cioè, quello che ha il negozio, quello che alla fin fine interagiscono con questi bambini, perché li vedi per strada tutte le volte e quindi hai veramente un senso di quartiere.

Vittorio 

[ 00:18:13] Se posso dire due cose, c’è una format tantissimo giapponese che è venuta da tipo 30 anni che si chiama su Netflix, sta una giornata da grande, cioè, è talmente lungo, che praticamente quelli che sono diventati padri avevano fatto il programma quando erano bambini. Una troupe segue questo bambino che ha un’età dai 3 fino ai 5-6 anni massimo, in cui praticamente i genitori gli danno il primo impegno da fare da solo quindi deve uscire di casa, tipo andare dai nonni e portare che ne so dei dolcetti oppure andare al supermercato e fare la spesa oppure andare alle poste. In realtà c’è tutta una troupe che gira in questa città o questo quartiere dove va il bambino quindi viene seguito e tutta la cosa è vedere come si comporta per la prima volta da solo quindi c’hanno le crisi a parte che alcune puntate sono divertentissime perché ci sono dei bambini incredibili, ma dimostra un po’ come un ambiente che comunque riesce a fare da genitore in senso grande, nel senso che il bambino non è un peso, che è una cosa che io sinceramente noto molto spesso, perlomeno a Roma o in città più grande il bambino è diventato una rottura di coglioni, cioè sembra che il nostro mondo deve essere vissuto dai vecchi e invece il mondo è dei bambini e i vecchi devono stare zitti; i vecchi intendo anche 35 anni. Cioè io ho un mio amico a cui quella del piano sotto di casa ha denunciato il figlio di due anni.

Alain 

[ 00:19:28] Guarda che siamo ai ferri corti anche noi con quelli sotto.

Nicola 

[ 00:19:31] Però, anche lì, stai descrivendo la Svizzera; ci sono interi immobili dove tu non puoi andare a vivere perché hai un bambino.

Vittorio 

[ 00:19:42] Io parlo del tutto al massimo da zio molto affettuoso. Io posso dire che il problema del bambino che fa casino o bordello è perché ha dei genitori che sono delle teste di cazzo e non è che è nato così.

Alain 

[ 00:19:53] No, Vittorio è perché non hai figli. Ogni bambino ha il suo momento; il fatto è, anch’io pensavo così in realtà mi sono fatto un nuovo modello. E tutti abbiamo pensato così, ma mi sono fatto un nuovo modello. Il modello è questo: ci sono bambini – Cioè, tutti i bambini hanno i loro momenti, i loro momenti di difficoltà perché magari sono stanchi o è la giornata sorda e sta il cazzo. Però, hanno dei loro momenti in cui sono veramente dei rompicoglioni; tutti, anche il più bravo. E il genitore in quel momento dà il peggio di sé perché giustamente c’è il bambino che rompe i coglioni in quel momento, tu sei stanco, quindi rinforzi quel circolo brutto e quindi la parvenza che ti dà di fuori è: un bambino problematico e un genitore problematico. In realtà se li conosci a lungo capisci che tutti abbiamo i nostri momenti, buoni e cattivi, tutti i genitori e tutti i bambini, purtroppo. O per fortuna, vuol dire che non ci sono questi casi umani enormi, no? Non ci credi, vero? E arriverà il tuo momento, tranquillo.

Vittorio 

[ 00:20:53] No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, non oserei mai. Stavo dicendo appunto, hai visto quante cose si impara con questo podcast.

Nicola 

[ 00:21:01] Vabbè, allora io vi riporto sulla traccia però. Beh, perché non abbiamo parlato di soldi qua. Allora, io un po’ di tempo fa ho letto però un post sul minimalismo, no? Il minimalismo e la libertà finanziaria. Ovviamente tutto il post era perché una volta che tu impari che non hai hai bisogno delle cose, che la tua vita è molto più importante, no? Devi cercare il senso della vita in altre cose, vabbè, la conosciamo, no? Ed è vero, no?Cioè, anche senza andare, o quello che dice Ramit Sethi, spendi in quello che ti fa piacere e non spendere nel resto, no? Il problema è che, vabbè, il primo punto di vista è che devi, cioè, eliminare quel primo strato di superfluo è abbastanza semplice, non è che devi totalmente cambiare la tua vita però il problema è quando poi queste decisioni le devi prendere per altre persone non solamente per te quindi se voi ricordate non so se l’avevo detto all’inizio del podcast però io vedo questo podcast come una roba di terapia cioè non vado in terapia per venire a parlare qui con voi ed effettivamente cioè io mi sento molto condizionato dal resto. 

Quando parli con gli altri genitori per un periodo mia figlia si era tra virgolette fidanzata con questo bambino di Boston, i genitori erano di Boston loro erano qua a vivere, quindi loro avevano due gemelli per cui per tutti e due facevano le stesse robe però era veramente ogni pomeriggio c’era una roba dal tennis allo skateboard, dal calcio a questo, alle lezioni di tedesco e ovviamente ti mette addosso qualcosa, perché dici “no, però devo farle fare anch’io qualcosa” e il problema è che da lì le possibilità sono infinite e di converso anche le possibilità di spesa sono infinite.

Alain 

[ 00:22:59] Io provo a calarmi nei panni, cioè per fortuna qua in provincia è un pochettino meno calcata la cosa. Però di bambini che già a tre anni magari fanno musica, fanno rugby, fanno che cazzo impari a fare musica e rugby a tre anni? Cioè mia figlia fa musica e rugby contro il muro lancia qualsiasi cosa, fa le percussioni e fa anche il rugby. Però niente comunque lo capisco, quello che dice Nicola. Questa questa pressione che senti è il fatto che devi fare sempre il massimo, no perché altrimenti non dimostri di volergli bene. Però c’è anche un’altra scala di lettura, cioè il fatto che comunque le tue risorse sono limitate, il tuo tempo, i tuoi soldi, le tue energie sono limitate. Quindi se gli fai fare magari dieci corsi, magari non te lo godi più, non riesci più a essergli vicino come vorresti, vuoi per il tempo, vuoi per i soldi. Devi a un certo punto scegliere anche secondo il tuo stile di vita, secondo i tuoi principi. Non puoi fare tutto, cazzo. Soprattutto non puoi farlo perché te lo fanno pesare gli altri.

Nicola 

[ 00:24:02] Eh, ma il fatto che gli altri ti fanno pesare è il fatto che non fai tutto. Cioè, eh.

Alain 

[ 00:24:06] Eh, lo so, lo so, lo so. Però a un certo punto gli devi dire anche un vaffanculo. Cioè, che devi fare?

Nicola 

[ 00:24:14] No, o meglio, non è che te lo fanno pesare, cioè.Però hai l’impressione. Perché magari ti capita.

Non lo so, eh. Cioè, a volte, e anche quello secondo me è un modo.per me è per riflettere perché poi ti accorgi che magari l’ho fatto anch’io con altre persone no? Perché non è che te lo dico apposta per fartelo pesare, però poi magari questo qua dice: ‘Ah, vabbè, hai speso 4.000 euro per andare a Euro Disney e che ne so, magari lo vorrei fare anch’io, ma non posso. Tu stai raccontando una cosa che a te ha fatto piacere e magari dall’altro lato la persona ti dice… sta male tra virgolette.

Vittorio 

[ 00:24:55] Allora, a me la cosa del minimalismo è una cosa che ad esempio è una di quelle che mi inquieta perché effettivamente cambia un po’ il setting che tu avevi dato alla tua vita, che questo è naturale, cioè avrai meno tempo per te, avrai meno tempo per i tuoi spazi, eccetera, è andato di fatto. Questa effettivamente è una cosa che mi spaventa, cioè mi spaventa relativamente, nel senso perché sono un maniaco ossessivo e quindi tutto quell’ordine che mi ero creato, chiaro, cambia perché non sei più tu al centro della tua vita, diciamo, è un altro essere, insomma, e questo però, vabbè, è anche un grande segno di maturità, insomma, capirlo, ecco. Non è detto che tanti genitori lo capiscano, nonostante hanno i figli, mi sembra, ma nel vostro caso, ad esempio, quali sono stati i gli impegni più gravosi che sono anche diciamo legati al denaro cioè ad esempio io vedo dai miei amici a parte che ne so l’asilo però possono essere ad esempio fare specifici corsi che magari sono importanti oppure che ne so il babysitter cioè io veramente soprattutto dal periodo post-covid ho visto che veramente conviene fare babysitter che alcuni lavori. Apri un nido, apri un punto giochi e hai fatto tombola.

Nicola 

[ 00:26:00] Ma no, il problema è che il nido non funziona, cioè è economicamente un business che non funziona per nessuna delle parti coinvolte.

Alain 

[ 00:26:09] Non scala, infatti, è quello è il problema.

Nicola 

[ 00:26:11] Perché il proprietario non ci guadagna, chi ci lavora dentro? Forse ci sono quelle persone che proprio sono votate al discorso di stare con i bambini ma non ci sono lì al 100% secondo me di testa perché puoi essere la persona più buona del mondo ma dopo 9 ore al giorno con i bambini per 5 giorni alla settimana finisci su SkyTG24. 

Alain 

[ 00:26:57] Se ci pensi è inevitabile perché alla fine i bimbi piccoli non è che una persona ne può tenere 12 non ci sono cazzi, una persona può tenere quattro e facendo i salti mortali perché se due piangono allo stesso tempo è un bordello. Quindi non scala proprio come business.

Tornando alle spese che dicevi, per noi senza ombra di dubbio è stato il costo opportunità quello che è veramente stato catastrofico. Noi siamo indipendenti col lavoro, però ovviamente se otto ore della tua giornata se ne vanno in bambina e le altre otto di sonno non le fai mica tanto bene, capisci che va…

Vittorio 

[ 00:27:20] Sì, è tutto complicato.

Alain 

[ 00:27:22] È tutto molto più complicato, sì. Quindi per noi è stato senza ombra di dubbio quello. E penso che sia così anche per chi è dipendente, perché comunque ti fai un anno di bimbo che si sveglia alle due di notte, non è che sei tanto brillante poi, no? Ti giochi un attimo peggio la carriera, probabilmente, immagino.

Vittorio 

[ 00:27:41] Se la vuoi fare però la carriera, se no altrimenti il 27 del mese il bonifico arriva.

Nicola 

[ 00:27:45] Sì, però c’è calato in In un discorso a bassa produttività, perché altrimenti in altre situazioni comunque devi spingere e non puoi spingere perché all’inizio non dormi. Poi non è che puoi stare in ufficio fino a tardi, poi ci sono tutti… si ammalano e quindi devi avere tutta quella flessibilità da quel punto di vista lì e quindi devi essere anche in un contesto che capisce queste cose. Cioè non è che se un giorno c’hai un meeting e c’è il bambino che si è ammalato… al meeting non ci vai; non c’è un altro però ovviamente ci sono situazioni dove questa cosa non viene compresa e quindi è proprio lì il discorso della carriera che poi appunto per le donne che ti chiedono: ‘Ah, ma sei incinta? Non sei incinta! Pensi di rimanerci come se appunto fosse una roba… un handicap ecco.

Vittorio 

[ 00:28:47] No, ma infatti comunque qui stiamo ragionando tra i uomini in cui paradossalmente la situazione è un po’ più fortunata nel senso di come viene vista socialmente, mentre per la donna in alcuni casi può essere veramente la fine di una carriera o comunque di qualsiasi ambizione personale.

Alain 

[ 00:29:02] Non è un caso che tra i miei amici, chi hanno avuto figli e soprattutto statali, infermieri, l’uomo lavorava in corporation o quel tipo di lavoro, però la donna sempre con un posto fisso in cui gli scatti erano di anzianità e non necessariamente di carriera. Quindi avere una stabilità lavorativa diversa e quindi la possibilità anche di astenersi dal lavoro per magari un anno o quel tanto che gli serve per curare i figli.

Vittorio 

[ 00:29:27] Da quello che ho visto è anche più tutela, non so come dire. Cioè, in realtà tecnicamente la legge è sul lavoro uguale, però è un conto se tu ti prendi il permesso per andare a prendere i figli a scuola in pubblica amministrazione e se te lo prendi in una corporate. Viene visto in una maniera differente da quello che ho notato insomma. Questo vale sia per uomini che per donne.

Nicola 

[ 00:29:46] Secondo me torniamo anche al discorso proprio sociale in Italia, perché ovviamente se poi tu devi stare aggrappato a quel posto lì che ti sei trovato, se non vedi il lavoro come il lavoro da statale. Però poi sei legato a quella situazione lì e quindi devi fare praticamente una scelta, ed è brutto per tutti, perché non ha senso che tu debba penalizzare qualcuno o mettergli davanti alla situazione del tipo ‘o fai figli o fai carriera’, quindi avrai sempre comunque una persona che è triste. Non serve a nessuno stare roba qua.

Alain 

[ 00:30:22] Da un punto di vista evoluzionistico, tra l’altro dovresti favorire chi è in grado di fare una bella carriera portare tanto valore, e favorire che distribuisca i suoi geni, no?

Vittorio 

[ 00:30:34] Anche perché pagherà le pensioni, le altre cose.

Alain 

[ 00:30:37] Quel ragazzino c’è il potenziale, perché paghino tutti tutte le belle pensioni, no? Altrimenti diciamo solo che Elon Musk diffonda il suo…

Vittorio

[ 00:30:42] questo è Idiocracy però!

Nicola 

[ 00:30:54] Io vi voglio lanciare un argomento da scornarci, ovvero i bonus per l’asilo come dovrebbe essere fatto il bonus per l’asilo. Secondo me, sta roba qua di fissare una una soglia in base al salario e non in base alla realtà delle persone dove vivono è una roba che non ha senso. Poi io capisco che in Italia c’è stato sempre quel dibattito del fatto “ah l’insegnante di Milano dovrebbe guadagnare più dell’insegnante di prendete voi la zona più sfigata dell’Italia?” Che secondo me ha un senso, però c’è tanta gente che non la vede così. Il discorso secondo me lo vedevo io a a Londra rispetto a quello che è la realtà di tutta l’Inghilterra fuori da Londra, ma che secondo me vale benissimo tra Milano e praticamente il 90% dell’Italia, che è ovvio che uno che vive a Milano guadagna di più, ma parte di quel guadagno di più è legato al fatto che vivi in una situazione dove si spende di più. E poi ad un certo punto c’è anche un fatto di voler penalizzare qualcuno perché ha voluto fare carriera. Cioè il discorso della progressività delle tasse ha senso, però i bonus sono diventati praticamente ridicoli. C’è gente che lavora nelle grandi città e viene considerata dallo Stato o anche da Italia Personal Finance come essere ricco… sei ricco e in realtà non sei ricco. Questo dove diventa veramente poi controproducente, sta roba qua.

Alain 

[ 00:32:38] In linea di principio in realtà La progressività secondo me è un buon principio, vuoi che sia progressivo il sistema di tassazione e vuoi anche garantire servizi di base a chi non se li può permettere, però il vero nodo secondo me l’hai centrato bene è il fatto che vieni considerato ricco quando tu non sei per niente ricco nel contesto in cui vivi, no?Una persona che guadagna 51k di RAL paga la massima di quota IRPEF e tendenzialmente ha anche un ISEE che lo porta fuori dalla soglia, per cui ha il bonus asilo, l’assegno unico decente, eccetera, e finisce per essere effettivamente penalizzato troppo, soprattutto se poi l’asilo non te lo puoi permettere, cioè non è che sei ricco a 50k, è quello problema. Se la soglia fosse 200k, 150k, allora saremmo tutti d’accordo, non c’è nessun bisogno di ritoccarle, però la soglia è effettivamente bassa.

Nicola 

[ 00:33:41] No, ma poi non c’è progressività. Perché alla fine, in tante cose è proprio un on/off, cioè se tu sei a 51 adesso non so come sono in Italia, però c’è un limite, per cui tu dici: ‘eh, se sei sopra quel limite, ciao, prendi zero cioè non solo paghi più tasse, ma comunque prendi zero su tutte queste robe qua. 

Alain

In alcune cose sì, non tutte, ma in alcune sì.

Vittorio 

[ 00:34:04] Ma la cosa bella, comunque, della tua affermazione è che questi bonus si basano sul pagare una retta di un asilo, che però ci deve essere, e il problema in tante città è che non ci sono abbastanza asili, e cioè il PNRR erano stati finanziati un bel progetto e non si è realizzato praticamente niente. Tu c’hai un bonus, ma ci sono casi che magari veramente non riesce a mettercelo il ragazzino in un asilo decente.

Alain 

[ 00:34:29] Aggiungo al paradossale: se tu hai due stipendi in famiglia il tuo indicatore ISEE è più alto e quindi hai meno aiuti statali per l’asilo, e quindi sostanzialmente, se lavorate tutte e due non hai l’asilo; ma se uno dei due non lavora, hai anche l’asilo.

Nicola 

[ 00:34:45] No, ma è assurda sta roba qua appunto, per chi cazzo è che gli è venuto in mente? E poi non è una roba italiana, perché dovunque è così, a parte nei paesi del nord dove si sono svegliati; poi vabbè. Fortunatamente, in Svizzera non vieni ritenuto ricco, perché i ricchi sono quelli ricchi veri e quindi l’asilo costa tanto, ma fortunatamente lo puoi scaricare dalle tasse, per cui almeno quello. Però sì, è una roba che è totalmente assurda; cioè, se pensi a tutte le robe di cui parlano adesso in Italia, in teoria dovresti rivederla questa, come viene distribuita questa cosa. Anche perché non lo so quanto diavolo può pesare il discorso degli asili rispetto a quello che pagano su tutto il resto.

POSTA DEL CUORE

Alain 

[ 00:35:43] Passiamo alla posta del cuore: vi ricordo che ci potete iscrivere dal sito, sul c’è un form di contatto, inserite i vostri dati e tutto rispettando la GDPR arriva un piccione che ci porta i vostri messaggi. Cos’altro? Potete scriverci anche nei commenti, comunque, YouTube, Spotify, dovunque ci trovate, su Reddit, scriveteci. 

Ci ha scritto Lorenzo via mail.

Ciao ragazzi! Sono Lorenzo e sono atterrato sul vostro podcast da pochissimo ovviamente passando per Finanza Cafona e sto cercando di recuperare il terreno con binge listening, complimenti per l’iniziativa davvero graditissima, continuate così. 

Sto evangelizzando un giovane amico sui 30, adesso anche lui vostro seguace, che si è convinto ad iniziare ad investire e si è appena sottratto dalle mani di un fondo venditore che anziché un KIID gli ha presentato gli appunti scritti a mano su un sacchetto di carta del pane, per dirla alla RIP. Non ha grande disponibilità e puntiamo ad un PAC da 200€ al mese.Per motivi di praticità suggerirei Trade Republic, costi e sostituto di imposta in primis. Ma ecco il mio dilemma. A quanto capisco, e come dicevate in uno dei primissimi episodi, anche Trade Republic fa uso di CFD per la gestione di acquisti frazionati, con tutto quello che ne consegue. Tra cui l’idea che non si è titolare di una vera quota di ETF. Anche se parliamo di importi ridotti, abbiamo comunque un orizzonte molto lungo. Quindi mi chiedo: ha più senso aprire un conto su X e utilizzare un replay più infrequente?Oppure possiamo fidarci a Trade Republic? Sapete mica se Trade Republic converte i CFD in veri titoli in qualche modo o momento? Perdonate la domanda, ma davvero non sono riuscito a trovare una documentazione soddisfacente su questo ed orientarsi di conseguenza. Grazie mille per tutto, spero mi possiate rispondere.

Grazie mille!

Lorenzo

Vittorio 

[ 00:37:33] Allora, i CFD o azioni frazionate secondo me non sono quasi mai una buona scelta, nel senso che ti espone a due rischi, cioè del mercato, cioè del titolo in sé, e poi quello della controparte, cioè dell’azienda che va a emettere questo contratto, perché tu non possiedi l’azienda o il fondo, ma possiedi un contratto che segue l’andamento di quel titolo. Nel caso di Trade Republic, se non sbaglio, i contratti hanno come collaterale l’azione stessa, in altri broker non hanno neanche questo fattore qua e sostanzialmente sono sempre azioni frazionate. E poi il problema grosso è che nel caso tu un mese compri 0,20, poi un altro 0,20, 0,20, 0,20, quando hai raggiunto un’unità Trade Republic non converte in una quota, diciamo, chiamiamola vera, ma ti tieni tante cose frazionate e questo può essere un problema. Generalmente perché c’è un po’ più di spread nell’acquisto ma è un problema nel caso un giorno decidessi di fare diciamo uno spostamento di tutti i tuoi titoli su un altro broker, oltre al fatto che Trade Republic e i tanti altri broker si appoggiano a delle borse molto piccole che generalmente non sono proprio gestite dai broker più grossi ma il fatto è che non sono titoli che sono transati insomma quindi tu dovresti vendere tutto e ricomprare col fatto che ti farebbe perdere l’accumulazione, devi pagare le tasse così eccetera eccetera. Poi, per il resto, mettici in pochi tra i tre pubblici, non è che ha fatto questo passaggio nelle dichiarazioni fiscali in amministrazione in maniera perfetta, ci sono un po’ di problemi, Italia Personal Finance recentemente è piena di lamenti e di errori in questo senso. Secondo me la carta è ottima, l’app funziona, però secondo me al tuo amico se gli vuoi proprio dare un buon consiglio gli puoi dire anche di andare su qualche altra piattaforma più solida.

Nicola 

[ 00:39:29] Io non capisco questa ossessione con le robe frazionate, cioè nel senso se hai 200 euro da investire puoi mettere via e investire ogni due o tre mesi, non è che casca il mondo, anziché farlo tutti i mesi. E poi giustamente, come Vittorio mi fa notare, ci sono anche degli ETF che hanno valore della singola quota che sono molto bassi.Adesso Amundi è uscito con uno che ha, no, Invesco, è uscito con un ETF che ha una quota di 6 euro praticamente, per cui riesci a a spezzarla come vuoi però cioè vederlo come un ostacolo mi sembra veramente una cosa abbastanza strana però è anche vero che appunto ci dicevano che è un servizio che va alla grande questo delle azioni frazionate non lo so come mai però.

Vittorio 

[ 00:40:43] Guarda secondo me il senso utile è che ad esempio tu ti fissi quel budget ogni mese e tu ogni mese devi far trovare quei 200 euro sul conto del broker e automaticamente investi e ti arriva tutti i tuoi 200 euro sono investiti ed è per un certo tipo di mentalità all’inizio funziona molto come concetto la realtà è che chiaramente forse fai un po’ troppi compromessi per questo discorso quindi appunto farlo ogni due mesi, tre mesi, non ti costa nulla. Cioè, magari all’inizio effettivamente ti puoi educare nel senso dell’investimento, quindi tu prendi l’abitudine di mettere sempre 200 euro, 150, quello che puoi permetterti chiaramente e ogni mese ti escono questi soldi e investi. Però già al secondo, al terzo anno, secondo me bisogna pensare in una maniera un pochino più strategica e appunto questi consigli di Nicola sono validissimi. Un ‘altra cosa è è che ti fa credere che quei 200 euro valgano di più hai 200 euro fondamentalmente che ti compri due quote di un etf selezionato mentre in un pac con le azioni frazionate tu potresti fare un portafoglio di 5 o 6 titoli e quindi ti fa sentire più figo però è una cifra talmente bassa che conviene concentrare il tuo tipo di investimento in pochissimi titoli.

Nicola 

[ 00:41:18] Io capisco il discorso di dire non voglio tenere i 200 euro sul mio conto da cui pago le spese perché poi li spendono però una volta che li hai spostati sul broker non è che poi se vedi sul conto saldo del conto 400 euro dici “oh mio dio c’è questo capitale immobilizzato che non rende che non genera reddito!” Cioè sono 400 euro alla fine l’importante è che li metti via sì quello lo capisco che se no li usi però poi una volta che sono lì pur se se non li investi e anche il discorso lì della diversificazione perché io sono veramente vecchio, abbastanza quando gli ETF erano avevano appena iniziato. Per cui è ovvio che se devi fare un portafoglio di azioni da te, perché non hai un modo per diversificare ai tempi c’erano o i fondi comuni e i fondi comuni, comunque avevi un minimo che erano almeno 1.000 euro in cui dovevi investire, poi vabbè l’ira di dio dei modi in cui dovevi mandare altro, che la PEC alla banca per dirgli: ‘Devo comprare questo fondo’. E quindi lì sì era veramente un problema. Ma adesso, si è veramente in una situazione in cui sì, cioè devi aspettare solo un mese per investire nello strumento piùDiversificato del mondo che lì andare dietro a correre perché vuoi la roba frazionata è un po’ da viziati. 

L’ha detto.

CAZZABUBBOLE

Nicola

Vabbè, quindi invece questo è il momento delle cazzabubbole. È venuto qua mio fratello a trovarmi un po’ di tempo fa.

Alain

Ma lui dove sta? A Gallarate?

Nicola

No, lui sta a Milano. Sta a Milano, sta bene perché giustamente i miei gli hanno comprato l’appartamento e quindi lui adesso si la vive bene. Senza fartela pesare. Comunque salutiamolo perché ci ascolta sempre. 

Quello che mi ha fatto ridere è che praticamente nel tragitto in tram da domenica siamo andati a un museo a vedere un museo per cui immaginati Zurich è una città piccola in tram quanto ci stai 10 minuti e riuscito a spararmi 3 luoghi comuni sugli investimenti immobiliari che adesso gli sparo in diretta 1, 2,3 soprattutto perché poi lui non ha il diritto di replica e quindi e soprattutto perché quando me li ha detti alla terza ho detto guarda non c’ho voglia di discutere meglio così oggi no proprio lasciamola così. 

E tutto era nato perché ha pensato di dire ‘vabbè’, ma magari compra a sua figlia, mia nipote ha 7 anni adesso e lui dice ‘ma magari stavo pensando di comprare un monolocale o una cosa così a Milano, perché così magari un giorno ci andrà lei’. Quindi le tre ragioni fondamentali per cui comprare un monolocale a Milano è una cazzata, pero non per mio fratello.

La prima, numero uno, che lui mi dice ‘vabbè, ma tanto la banca me lo ripaga’, che non è vero, cioè al massimo chi l’ha affitta te lo ripaga, pero ovviamente devi trovare qualcuno che l’ha affitta, cioè capisci che il fatto che questa persona ti ripaghi, cioè ti paghi di affitto molto di più di quello che tu paghi di mutuo, è perché c’è una struttura nel mercato, e tendenzialmente è proprio perché questo povero Cristo non c’aveva i genitori che gli hanno dato l’anticipo per comprarsi la casa. Però nel momento in cui questa struttura finisce, se dovesse finire, e poi te la prendi in quel posto, perché poi non c’è più la banca che te lo ripaga. 

Ah, poi il discorso, il secondo coso è, “vabbè, io compro un monolocale perché così tanto non ho il rischio di una famiglia che mi resta dentro senza pagare, no?” E che io dico, beh, ma scusa, cioè, ci sono dei professionisti. Tu pensi che queste persone non ci abbiano pensato al fatto che forse quel rischio lì è minore in quei casi lì e quindi è già espresso tutto nei prezzi? Però no, questi insight del mercato ci li hai solo tu. 

Poi la roba più bella è “ma i prezzi a Milano sono saliti di brutto” e quindi non per dire sono già in una bolla, forse magari è probabile che in futuro verranno giù o è più probabile che ci sia un ritorno alla media. Io penso che i più grandi credenti nel trend following siano gli investitori immobiliari perché loro vedono il prezzo che sale quindi dicono ‘ma continuerà, continuerà’ perché è così. Trend following. 

Non si preoccupano di comprare ai massimi per loro è un vanto.

Vabbè e poi ultima cosa che invece lui me l’ha detta giusta e ce l’aveva detta anche Bowman durante l’intervista,l’unico vantaggio di comprare a Milano rispetto a Gallarate è che un balcone se lo devi rifare costa uguale, però ovviamente se a Milano pigli tre o quattro volte l’affitto che pigli a Gallarate fai molto più in fretta a ripagarti quelle spese condominali, per cui questo gli do ragione. 

Comunque io vi voglio consigliare un libro che ha un titolo strano, chiama The Fish That Ate The Whale, cioè il pesce che mangiò la balena. The Life and Times of America’s Banana King, cioè la vita del re delle banane, un libro scritto da Rich Cohen. E praticamente lui racconta una storia vera di questo Zemurray, non mi ricordo neanche più qual è il nome, che praticamente era nato a New Orleans, povero, in canna, ed è diventato il più grande industriale, diciamo, anche se non è industriale… un latifondista ecco, in America Latina, in Centro America e quello che praticamente ha scalato le coltivazioni di banane in Centro America per poi importarle negli Stati Uniti e quindi nella storia ci sono proprio queste robe che poi diventano mercenari, agenti della CIA, politici americani. Lui organizza tipo dei colpi di stato in Honduras, delle cose così o in Guatemala. Comunque, in quelle zone, lì è una storia veramente assurda che però spiega anche tante cose degli americani, se volete, o anche di quello che è successo in quei tempi in Centro America, che poi si portano dietro fino adesso, veramente consigliato.

Vittorio 

[ 00:48:40] Io invece, visto che sono terribilmente pigro nell’ultimo periodo, soprattutto non ho idee. Vi riconsiglio una cosa che avevo già consigliato in passato perché è uscita la nuova stagione quello della fattoria Clarkson, uno dei tre conduttori storici di Top Gear, che ha cominciato questo format, cioè ha deciso di diventare contadino, chiaramente facendo scelte sempre sbagliate, tipo compra trattori della Lamborghini che non funzionano come trattori di aziende storiche e più importanti di trattori, però lui vuole avere il trattore della Lamborghini e quindi dice ‘ho i soldi’, io spendo 200.000 euro per il trattore della Lamborghini. Allora lui è stato molto criticato in Inghilterra per questa scelta perché ha detto che ha fatto, diciamo, politica, sta sfruttando i coltivatori inglesi, è un personaggio particolare e si è preso molto a cuore la cosa, tant’è che ad esempio ci sono state varie manifestazioni dei contadini inglesi negli ultimi mesi per una serie di problemi legati al meteo, legati ai fondi. Dovevano essere sostituiti i fondi europei con quelli inglesi e questo non è mai successo ed essendo un tipo di economia che si regge su questo sistema di agevolazioni statali, insomma, comincia ad avere dei problemi. E lui ha partecipato, è diventato anche il portavoce, diciamo, di certe richieste. Cioè, è sempre molto divertente, molto leggera, però ti fa notare quanto sia diciamo su un limbo in cui noi possiamo mangiare o non mangiare più da un momento all’altro perché ad esempio nel 2024 c’è stato il peggiore meteo degli ultimi 150 anni in Inghilterra quindi praticamente gran parte delle coltivazioni non sono cresciute. Questo fa capire un po’ prima di tutto, che certi mestieri dovremmo rispettarli di più e anche le persone che lo fanno dovrebbero essere trattate in maniera un po’ più empatica, con meno termini dispregiativi. E secondo, che forse bisognerebbe rivedere la lista delle priorità perché forse se ci manca da mangiare è un piccolo problema.

Alain 

[ 00:50:36] Leggermente.

Nicola 

[ 00:50:37] Ti posso smontare tutta questa cosa e dirti la cruda realtà?

Vittorio 

[ 00:50:42] Vai, dimmi.

Nicola 

[ 00:50:43] Praticamente lui per fare l’agricoltore e tutto, si è comprato la fattoria e tutto, e la fattoria e tutto ha dovuto cacciarci dei bei soldi. Il discorso che ci ha dovuto cacciare dei bei soldi perché è come la licenza dei taxi in Italia. Le fattorie costano tanto perché i lord inglesi, che appunto erano fondamentalmente dei latifondisti, erano riusciti a far passare questa legge per cui non paghi l’eredità sulla fattoria o sui terreni agricoli e adesso che sono arrivati i labor hanno detto vabbè questa è una stortura mo la cambiamo e lì olè come tassisti in Italia a piangere miseria gli agricoltori in Inghilterra a piangere perché “come faccio non avrò mai soldi per pagare queste robe è un possedimento di famiglia e tutto” e lui gli è andato dietro ma lui gli è andato dietro perché si è trovato pure lì inculato che dice ci ho messo dentro i soldi e mo me li levate e quindi è abbastanza più terra terra la sua battaglia. 

Alain

Però il quadro generale sulle difficoltà degli agricoltori quello è assolutamente vero 

Vittorio

[ 00:52:03] Jeremy Clarkson c’ha i soldi, chi se ne frega se li perde.Godetevi lo show, tanto li rifà.

Alain 

[ 00:52:07] Però se invece volete fare qualcosa per gli agricoltori, acquistate direttamente dal coltivatore, quella è una cosa bella.È una cosa molto carina, i mercati agricoli li fanno dappertutto, è una bella esperienza, conoscete chi fa le vostre cose. I prezzi, tutto sommato, non è che siano così diversi da un Esselunga, onestamente.

Vittorio 

[ 00:52:26] Peraltro, hanno un sapore diverso.

Alain 

[ 00:52:29] Ma non solo le verdure. Noi abbiamo qui vicino un’azienda agricola che fa formaggi; ci costano metà di quanto costano al supermercato e sono una roba fantastica, buonissimi, cioè proprio buonissimi! Poi è una zona, la mia è una zona abbastanza nota per i formaggi, e fanno delle robe pazzesche. E tra l’altro, ogni volta il formaggio cambia leggermente, cioè non è il tipico formaggio che prendi al supermercato, che è sempre uguale, cioè ogni volta ti cambia. 

Comunque, io volevo consigliarvi un canale YouTube; ultimamente consiglio sempre canali YouTube. Dalla prossima vi consiglierò un libro, ma oggi c’è il canale YouTube e si chiama Polymatter, praticamente fa dei mini documentari in cui analizza delle questioni macroeconomiche, geopolitiche o sociali. Si è specializzato parecchio sul mondo asiatico, però ogni tanto continua a parlare del mondo occidentale. Ha dei video molto interessanti. Magari vi linkiamo uno sulla questione della natalità negli Stati Occidentali, negli Stati Uniti in particolare. Che vi fa vedere un pochettino come stanno andando gli andamenti, quali sono i problemi, come cambia da stato a stato; a me piace non so, è una di quelle cose che mi guardo volentieri.