Oggi a Too Big To Fail parliamo di programmi fedeltà con il prof Sandro Castaldo. Ascoltatela se volete risparmiare, ma anche se dovete recuperare il rapporto col vostro partner.
I consigli di oggi:
Nicola: Steve Ballmer ad Acquired Podcast
Vittorio: Nicolò Balini in Eritrea
Alain: VanPur Malt Drink
LA PROMO
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Cose nominate (forse):
- La fedeltà del cliente di S. Castaldo
- I prezzi di 6 supermercati a confronto
- Tutti i bonus delle carte fedeltà in un unico file: Taccagno Express
- Un bel po’ di supermercati che potete googlare
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Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure ti escludiamo dal programma fedeltà.
Sintesi della puntata
La discussione ha toccato:
- Comprendere la fedeltà del cliente: Sandro Castaldo spiega che la vera fedeltà del cliente si dimostra attraverso il comportamento di riacquisto ripetuto e la fiducia in un particolare rivenditore. I programmi di fedeltà sono progettati per premiare e incentivare questo comportamento fedele.
- Vantaggi per i rivenditori: I programmi di fedeltà forniscono ai rivenditori preziosi dati sui clienti, permettendo loro di comprendere meglio le abitudini di acquisto e personalizzare le loro offerte. Questi dati possono essere utilizzati per aumentare il coinvolgimento e il valore del cliente nel lungo termine.
- Strutture dei programmi di fedeltà: I rivenditori utilizzano varie strutture di ricompensa, come punti, sconti e servizi esclusivi, per incentivare la fedeltà del cliente. L’obiettivo è creare una relazione mutuamente vantaggiosa in cui il cliente riceve valore in cambio della sua fedeltà.
- Personalizzazione e segmentazione: I programmi di fedeltà avanzati possono sfruttare i dati dei clienti per personalizzare le offerte e le comunicazioni, adattandole alle preferenze e ai comportamenti individuali. Questo aiuta a rafforzare la relazione tra cliente e rivenditore.
- Considerazioni etiche: Mentre i programmi di fedeltà possono essere vantaggiosi, ci sono preoccupazioni sulla privacy dei dati e sulla possibilità di pratiche manipolatorie. Gli esperti sottolineano l’importanza della trasparenza e dell’assicurarsi che i programmi servano davvero gli interessi del cliente.
- Tendenze in evoluzione: Le tendenze emergenti nei programmi di fedeltà includono l’utilizzo di piattaforme digitali, l’integrazione con i metodi di pagamento e l’incorporazione di iniziative di responsabilità ambientale e sociale per attirare i consumatori consapevoli.
Citazioni ed esempi notevoli
- “Il punto di vista di un’azienda è quello di stabilizzare la sua base di clienti. Un’azienda di successo è quella che ha clienti che si fidano del marchio, del negozio e tornano sistematicamente nel tempo.”
- Il programma “Mother and Baby Club” di Tesco, che forniva servizi e benefici personalizzati per i nuovi genitori, è stato citato come un esempio innovativo di programma fedeltà.
- La discussione ha evidenziato come alcuni rivenditori, come Migros in Svizzera, siano riusciti a costruire una forte fedeltà dei clienti concentrandosi sui propri prodotti a marchio privato e offrendo un’esperienza di acquisto personalizzata.
Prospettive uniche e tendenze
- Il podcast ha toccato il concetto di “dynamic pricing” nei negozi fisici, dove i prezzi possono fluttuare in base a fattori come l’orario del giorno o la freschezza del prodotto.
- Hanno discusso del potenziale dei programmi di fedeltà per incentivare comportamenti di consumo più sostenibili, come premiare l’utilizzo di imballaggi riutilizzabili o l’acquisto di prodotti eco-compatibili.
Trascrizione della puntata
Made by Clipto tutto solo, oramai è un bimbo grande.
00:00:48 [Vittorio]
Le tessere fedeltà sono ovunque, non solo supermercati, ma anche grandi catene, negozi di farmaceutica, elettronica, cosmetici, qualsiasi cosa insomma. Ognuno ha il suo concorso e i suoi premi. La formula sostanzialmente è semplice, più o meno la conoscete tutti. Uno spende nel negozio e accumula punti da usare poi per uno sconto sulla spesa o per acquistare alcuni prodotti del catalogo premi. Ma alla fine della fiera, per il consumatore conviene davvero? Per spiegarcelo abbiamo ospite, Un esperto di questo settore, ovvero Sandro Castaldo, professore di marketing alla Bocconi ed un esperto della grande distribuzione che ha scritto peraltro il libro La Fideltà del Cliente pubblicato da IGEA. Ciao Sandro.
00:01:30 [Nicola]
Ciao. Senti Sandro. Cominciamo proprio dalle basi, no? Se ci puoi parlare appunto del concetto di fedeltà nell’ambito commerciale.
00:01:39 [Sandro Castaldo]
Un cliente è effettivamente fedele nel momento in cui riacquista presso uno specifico punto di vendita, quindi presso un supermercato o presso una farmacia, sempre la stessa naturalmente, perché è molto soddisfatto e perché si fida di quel punto di vendita. Ecco, le due componenti fondamentali che noi possiamo studiare mettiamo in evidenza è che il cliente veramente fedele è colui che riacquista quindi ha un comportamento di riacquisto sistematico nel tempo presso un certo punto di vendita e c’è anche la componente cognitiva che è fondamentale è il motivo per cui va in quel punto di vendita ovvero è molto soddisfatto e si fida di quel punto di vendita invece con carta fedeltà e diciamo questi concorsi a premi in particolare esiste un termine tecnico oppure è una cosa molto vaga in realtà no no no esiste proprio un termine un termine tecnico che si chiama rewards programs o loyalty programs, Programmi di fedeltà o programmi di reward. Il concetto è quello che tu anticipavi, se io come cliente sono particolarmente fedele perché mi fido di un punto di vendita e ritorno continuamente in quel punto di vendita, in qualche modo quel punto di vendita mi dà in cambio un premio per la mia fedeltà. Quindi, se io sono un cliente molto fedele che frequenta molto quel punto di vendita avrò un premio maggiore rispetto a un cliente meno fedele che, eventualmente, è meno presente presso quel punto di vendita e avrà premi inferiori o non avrà proprio la carta fedeltà.
00:03:12 [Nicola]
Quando un’azienda offre una carta fedeltà, quali sono i vantaggi che percepisce l’azienda?
00:03:19 [Sandro Castaldo]
L’azienda ha vari vantaggi. Allora, il primo vantaggio fondamentale è quello di avere i dati, un po’ come capita quando facciamo la spesa online. Online chi gestisce il sito ha tutti i dati relativamente agli acquisti di quel determinato cliente. Ecco, con la carta fedeltà io conosco esattamente i comportamenti d’acquisto del mio cliente e questo è un vantaggio notevole per l’impresa. Perché? Perché, per esempio, cerca di comprendere se quel cliente va spesso presso il punto di vendita o ci va raramente e questo è già un’informazione importante perché potrebbe fare delle promozioni per incentivare lui ad andare più frequentemente oppure se, per esempio, compra solo certi prodotti e non altri, compra solo certe categorie e non altre, quindi può dare poi degli incentivi per aumentare il suo paniere di spesa. Ecco, diciamo che l’input più importante per un’impresa di distribuzione sono i dati.
00:04:11 [Vittorio]
Avevo letto in una tua intervista che sostanzialmente è capace anche di riconoscere le abitudini alimentari di una persona, ad esempio se uno è vegetariano, vegano, carnivoro e cerca di evitare magari di consigliare quei prodotti in offerta spiacevoli. Sì, sì.
00:04:25 [Sandro Castaldo]
Questo è una cosa che già tempo fa faceva tesco. Tesco è uno dei più grandi distributori, una delle più grandi catene europee presente in particolare in Inghilterra ma anche in altri paesi. Tesco è sicuramente il benchmark dei reward points e dei programmi fedeltà a livello internazionale e loro hanno lanciato questa carta fedeltà già nel 1995, quindi parliamo di 30 anni fa, e hanno sviluppato proprio una capacità, un’esperienza. Molto significativa nell’elaborare i dati, quindi è una delle aziende più avanti su questo fronte, pensate che solo nella parte di cura del cliente di CRM hanno 400 addetti che analizzano dati e gestiscono questi programmi fedeltà e loro già tempo fa mi raccontavano che appunto erano in grado di capire quali erano le abitudini alimentari di un loro cliente. Faccio un esempio, ed era il motivo per cui loro segnalavano l’efficacia del loro approccio rispetto a quello dei concorrenti. Tipicamente se io vado in un punto di vendita e non compro la carne, per esempio, allora la catena di supermercati analizza i dati, scopre che non compro la carne e cosa fa? Mi manda un buono sconto. Per incentivarmi a comprare la carne. Ecco loro dicevano: noi siamo oltre questo punto perché? perché noi grazie ai nostri database grazie anche ad algoritmi oggi la chiameremo intelligenza artificiale all’epoca erano algoritmi semplicemente analizziamo cosa è nel scontrino di quel cliente quindi cosa c’è dentro il basket di spesa di quel cliente allora se vediamo che ci sono dei prodotti che hanno come ingredient la carne quindi i tortellini con dentro la carne piuttosto che il prosciutto, allora quel cliente riceverà il buono sconto e sarà incentivato a comprare carni. Però se io scopro dal basket di spesa che quel cliente non compra nulla con ingredient la carne, perché loro hanno un database con tutti gli ingredienti dei prodotti, allora quel cliente deduco che sia un vegetariano. Allora mandargli un buono sconto sulla carne sarebbe quasi offenderlo, quindi sarebbe proprio disallineato rispetto alle preferenze di quel cliente. Il cliente dovrà mandargli chiaramente degli incentivi a comprare prodotti di tipo vegetariano.
00:06:48 [Nicola]
Ecco, visto che hai nominato questa cosa dello sconto, però quali sono gli altri vantaggi che tipicamente vengono offerti ai clienti?
00:06:56 [Sandro Castaldo]
Ci sono vari vantaggi collegati alla carta fedeltà, per fare l’esempio di tesco. Tesco addirittura ha lanciato, pensate, una carta a un certo punto che ha intitolato Mother and Baby Club. È riuscita ad individuare le famiglie che, ad un certo punto, cosa succede ad una famiglia inglese, ma non solo inglese, che, ad un certo punto, ha un nuovo nato, una nuova nata in casa. Prima di tutto aumenta la spesa, perché chiaramente il nuovo nato portano come ben sapete spese addizionali, va su prodotti premium soprattutto per i primi figli si compra molto premium quindi prodotti di marca e soprattutto tutto quello che era consumo fuori casa in particolare gli inglesi vanno al pub diventano consumo in casa quindi la birra la compra al supermercato non più al pub quindi cosa succedeva a questi clienti che, da un giorno all’altro, Con il nuovo nato e la nuova nata, aumentava in un modo incredibile lo scontrino medio e aumentava la redditività di questi clienti. E si rendevano conto che questi clienti erano clienti molto, molto redditizi, da tenere sotto controllo e da gestire con tanta attenzione. E lanciarono una carta, era un club proprio del Mother and Baby, dove chiaramente davano addirittura un newsletter settimanale. Pensate che questa newsletter è stata talmente apprezzata dagli inglesi che poi anche i non clienti di Tesco la volevano. Quindi veniva venduta in edicola. Ciò era un giornale venduto in edicola e, siccome in Inghilterra non c’è il sistema sanitario come quello italiano, quindi certe prestazioni non venivano riconosciute. Addirittura, davano con la raccolta punti la possibilità di fare l’e. cografia, la possibilità di avere servizi collegati alla ginecologia e via dicendo, che sono tipici servizi sanitari che servono in un periodo particolare, prima della nascita o subito dopo la nascita. E che il sistema sanitario inglese non riconosceva, quindi si arriva addirittura non solo a sconti a dare servizi di questo tipo. Pensate che per entrare in questo club Tesco riconosceva i suoi clienti all’inizio a 70 pound gratis. Ciò è loro potevano prendere solo il fatto di dare i nominativi proprio perché sono clienti, si sapevano di grande valore. Il cliente poteva avere 70 pound di buoni da utilizzare presso i punti di media Tesco.
00:09:10 [Vittorio]
Mi fa molto ridere l’immagine tipo del carrello. ..
00:09:13 [Sandro Castaldo]
Prodotti consigliati, tipo carrello amazon e ci sono birre e pannolini, ma sono stati i primi quelli di tesco a scoprirlo e a metterlo insieme, perché quello che succedeva tipicamente che il marito ritornava a casa con le birre che aveva i pannolini. Quindi l’hanno fatto vicino alle dire hanno messo i pannolini per evitare il dito in casa, certo senti ma chiaramente hai fatto l’esempio.
00:09:33 [Vittorio]
Di tesco che è stato uno dei primi, forse quelli che ha sfruttato al meglio questa situazione. Ma in Italia, quali sono i casi tipo migliori e se vuoi dirci anche senza dire i nomi, quelli peggiori in realtà ci incuriosisci molto.
00:09:49 [Sandro Castaldo]
In italia devo dire che si sta lavorando, si sta lavorando molto perché tutte le aziende hanno capito che sono sedute su una base dati enorme ed è veramente l’oro dei tempi odierni, appunto il dato. Poi bisogna farlo lavorare, quindi quasi tutti hanno compreso che è importantissimo gestire questo dato. Poi è difficile perché tipicamente la grande distribuzione italiana è molto orientata a vendere prodotti, a gestire punti di vendita. Tu per gestire questi dati come vi dicevo prima, 400 analyst, computer scientist, non è una cosa così facile da trovare in un’azienda della grande istituzione italiana. Devi andare proprio su profili di competenze diversi e quindi non tutti hanno fatto, anzi sono in pochissimi. Oserei dire sono veramente rarissimi i casi che oggi analizzano questi dati in modo così sofisticato, però ce ne sono alcuni. Vi faccio un nome per tutti nel mondo della grande distribuzione. Si sa che uno dei sistemi loyalty che è più riconosciuto e che è più apprezzato dai clienti, e anche la maggiore penetrazione, che è altissima, è quella di S. Lunga. Chiaramente la fida di Car di S. Lunga non a caso poi S. Lunga è stata una delle prime ad operare in questa direzione. E qui stiamo parlando di un’azienda che ha fatto la sua esperienza e sta portando avanti le sue attività nel modo in cui Tesco ha fatto in Inghilterra. Chiaramente non siamo così avanti proprio perché il sistema non è così avanzato come quello inglese.
00:11:22 [Nicola]
Ecco, ma in questo contesto, quando è che la mia relazione di fedeltà diventa una relazione tossica con il marchio perché io faccio la spesa online da tanto e quindi il supermercato dove vado mi offre la pagina dei miei prodotti e ogni tanto mi chiedono cioè alla fine se loro vedendo che io ho certi acquisti ricorrenti, che non mi fanno magari gli sconti su quelli perché magari loro pensano: ‘vabbè, tanto lui sta roba qua la compra lo stesso’. C’è una sorta di teoria, il gioco per cui dovrei randomizzare i miei acquisti per poi riuscire a invogliarli, a portarmi dentro ancora.
00:12:06 [Sandro Castaldo]
I sistemi loyalty, quelli che veramente hanno come obiettivo quello di acquisire la fiducia del cliente, dovrebbero premiare i comportamenti virtuosi per il cliente e per l’impresa evitando di premiare i comportamenti distorti. Faccio un esempio che sembra un esempio banale ma a mio avviso può essere utile per comprendere. Il problema appunto delle promozioni, è il tema delle promozioni differenziate, del volantino. Il volantino che cos’è? Il volantino è tutta una serie di prodotti scontati che sono prodotti scontati sia per i clienti fedeli sia per i clienti non fedeli, i cosiddetti cherry pickers, quelli che vanno nel punto di vendita solo per comprare il prodotto in promozione. Capita sia nell’elettronica del consumo, capita nel mondo della grande distribuzione, capita nelle drugstore, profumerie, capita dappertutto. Allora, se tu incentivizi solo ed unicamente la promozione indifferenziata, ovvero la promozione uguale per tutti, la conseguenza è che tu alla fine avrai tantissimo traffico, tantissimi clienti che verranno al tuo punto di vendita ma saranno tutti cherry pickers perché? perché questi prenditori di ciliegine verranno da te per comprare il prodotto in promozione e non compreranno altri appena il prodotto sarà messo in promozione da un altro punto di vendita si sposteranno nomadi nell’altro punto di vendita il cliente fedele che invece viene e sta lì perché è soddisfatto perché il personale è gentile perché i servizi sono efficienti eccetera semmai non sarà neanche sensibile a quelle promozioni perché entra nel punto di vendita entra nel sito per altri motivi e non per comprare il prodotto in promozione vedendo queste orde di clienti che comprano prodotti in promozione si sentirà anche un po’ discriminato negativamente dice come? io vengo nel tuo punto di vendita vengo sempre e creo valore per te e tu cosa fai? prendi questo valore e lo dai al cherry pig è un po’ Quello che capita non so, se gli operatori telefonici, le compagnie telefoniche. Se tu sei fedele e paghi un prezzo alto, poi l’ultimo entrato ha un prezzo bassissimo. Queste promozioni indifferenziate paradossalmente incentivano la sfiducia e all’infedeltà ed è il motivo per cui bisogna ben equilibrarle un po’. Di promozione differenziata ci vuole perché il retail è fatto di attrazioni, quindi ci vuole capacità di attrazione, creazione di traffico. Però poi devo avere grandi capacità con i sistemi loyalty di tenermelo quel cliente. Ed è il motivo per cui queste loyalty card sono importantissime, perché poi mi personalizzano anche l’offerta a quel punto. Io posso avere piacere che mi dice: ‘Guarda l’ultima spesa, hai preso questo, questo e questo, ricordatelo. Aspetta, può essere un reminder quando entro su certi siti vedo come un elemento di valore il fatto che ci siano i prodotti in linea con i miei gusti e cose di questo tipo. Poi è chiaro che questo deve essere bilanciato dal fatto che devo avere delle condizioni favorevoli o delle raccolte punti, perché di solito che cosa ho? Promozioni personalizzate, quindi posso scegliere su quali prodotti avere disconti, posso avere collection di breve periodo, cioè: ‘Guarda in queste dieci settimane se fai la raccolta punti prendi il prodotto in regalo e poi hai la raccolta punti più tradizionale. ‘ Che alla fine dell’anno, alla fine del biennio, puoi comprare il premio o puoi avere degli sconti dei buoni sconti e cose di questo tipo. E così ho un reward ad hoc e talvolta mi arrivano poi dei buoni sconti anche per il compleanno, perché so che acquisto il vino e quindi mi viene fatto un buono sconto ad hoc sulla categoria. Insomma ci sono buoni poi ad hoc su certe tipologie di attività specifiche. Ecco questa è una personalizzazione della relazione che evita quell’effetto di cui vi parlavo prima.
00:15:38 [Vittorio]
Ma la cosa che diciamo avevo il senso e forse mi stai confermando è che diciamo comunque anche tutti i programmi fedeltà sono un modo per differenziarsi in qualche maniera da un mercato molto competitivo, però poi ci sono le catene generalmente quelle associabili ai discount penso non so aldi, todi, spenny, lidl che hanno in realtà questo programma fedeltà cioè o non lo hanno per niente cioè ad esempio non bisogna neanche fare la tessera per ottenere lo sconto sull’etichetta tipica non so di qualsiasi altro gdo ma è molto molto semplificato. C’è un motivo? Cioè nel senso magari queste aziende puntano sulla migliore offerta e evitano di costruire un reparto marketing che immagino sia complicato da gestire? Oppure c’è una scelta strategica oppure particolare?
00:16:25 [Sandro Castaldo]
Questo è un format che si chiama tecnicamente, è un format e un posizionamento, edlp, everyday low price. Cosa vuol dire? Lo ha inventato e lo ha lanciato a livello globale Walmart che è la catena di distribuzione più grande al mondo. Walmart cosa dice? Tu vieni da me e trovi il prezzo più basso. Io ti garantisco il pricing più basso. Non ci sono promozioni, o ce ne sono pochissime, non c’è loyalty, non ci sono fronzoli. Vieni da me e trovi il prezzo più basso. Quindi il rapporto è basato su un punto chiave. È chiaro che questo possono farlo i discounter e possono farlo tutti i soggetti che puntano al prezzo. In Italia ci sono delle catene anche locali che fanno Everdello Price, in passato Unes con U2 era Everdello Price, prodotti di marca ma al prezzo più basso. Oggi abbiamo dei Everdello Price locali che stanno entrando, per esempio su Milano, Tosano che è entrato nel mercato milanese e fa Everdello Price, ti do il prezzo più basso, quindi a quel punto non promozione. Si contrappone all’every dollar price l’high low, high low vuol dire ti faccio prezzi alti durante l’anno e poi ti faccio le promozioni e non programmi fedeltà, risparmio su tutto, trovi sempre il prezzo più basso, è un patto di fiducia molto forte. Le altre aziende invece fanno attività promozionali e cercano di guadagnarsi la fiducia del cliente in un approccio personalizzato dicendo: ‘Guarda, te cliente essere fedele da me, essere fedele presso il mio punto di vendita, ti dà dei vantaggi addirittura superiori, perché hai il buono sconto, hai un servizio, hai una cosa personalizzata, quindi hai tutta una serie di servizi ad hoc e anche una convenienza ma è solo per te, solo per te, che crei valore per la mia impresa. Sono due approcci, due filosofie abbastanza diverse da un punto di vista diciamo di posizionamento e anche di formato; solo i format che puntano sul prezzo fanno l’every day. low price tagliando tutti i fronzoli, quindi la cosiddetta offerta no-frills, mentre tutto il mondo più premium, più di marca, va verso un concetto di personalizzazione, di loyalty.
00:18:34 [Nicola]
Appunto, questa convenienza è una convenienza vera che c’è tra tutte e due le parti, nel senso che magari l’azienda dice: ‘l’esempio’, facciamo un esempio, dice ok, io posso, la vedo come una campagna di marketing, quindi anziché investire pubblicità in televisione, ho questo, però ti offro lo sconto e quindi insomma tra tutte e due ci si ottiene un vantaggio. O magari invece il vantaggio per l’azienda è quello che ti spinge a comprare di più: quali sono gli effetti, diciamo come la vedi tu da esperto?
00:19:07 [Sandro Castaldo]
Il vantaggio per l’azienda è quella di stabilizzare la sua base clienti, un’azienda a valore ed è un’azienda di successo sul mercato se ha dei clienti che si fidano dell’azienda, del marchio, del punto di vendita e ritornano in modo sistematico a far la spesa in quel punto di vendita, perché questo garantisce nel lungo termine un fatturato e garantisce una marginalità. Tutti i nuovi clienti che arrivano si aggiungono ai clienti già esistenti, quindi diciamo che l’azienda ha valore se la sua base clienti è stabile e crescente nel tempo. Quando l’azienda è un’azienda di minor valore, quando i clienti sono ad altissima rotazione, entrano e poi escono subito, i famosi clienti nomadi o non fedeli. In quel caso l’azienda è costretta continuamente a fare promozioni, continuamente a fare promozioni, continuamente a fare promozioni per continuare ad attrarre nuovi clienti che sostituiscono quelli che vanno via. Ecco, questa è l’azienda che costa molto, perché il cliente nuovo per attrarlo costa di fare promozioni. L’azienda invece che ha una clientela stabile non solo ha un fatturato stabile nel tempo, addirittura in crescita, ma può anche permettersi di avere costi inferiori. L’azienda che ha clienti veramente fedeli ha anche clienti cosiddetti apostoli. Chi sono i clienti apostoli? Quelli che portano altri clienti, no? Perché se tu sei molto felice e molto soddisfatto di un’azienda, probabilmente farei passaparola positivo. E quindi sono quelle aziende che paradossalmente devono anche investire meno in advertising e in attraction. ritorno per un’azienda è questo, la possibilità di avere una stabilizzazione e una certezza dei suoi redditi futuri, perché poi un’azienda che cos’è? Se pensiamo al valore di un’azienda non è nient’altro che la capacità di questa azienda, odi questa organizzazione, di creare profitto nel tempo. E chiaramente se tu hai una clientela stabile riesci ad avere maggiore certezza e stabilità di profitto.
00:20:58 [Vittorio]
Ora io ho questa curiosità che mi sale, ma tu come fai le spese? Cioè, nel senso, hai dei negozi preferiti, ti rendi conto quando vai a comprare qualcosa, che non riesce a resistere delle red flag come studioso e invece magari hai analizzato e visto che è un modo diciamo per circuire diciamo così il consumatore, come studioso, come studioso.
00:21:21 [Sandro Castaldo]
Io sono cliente proprio medio, infatti ai miei ragazzi in università dico sempre che quando quando frequentano i miei corsi, in cui parliamo di questi argomenti, anche se non lavoreranno, semmai andranno a lavorare in finanza, andranno a lavorare in altre cose, almeno sappiamo di aver creato degli shopper, degli acquirenti più consapevoli. Almeno metteranno in pratica. Allora, io sono proprio lo shopper medio. Vi faccio un esempio. Noi abbiamo calcolato con degli esperimenti che se voi prendete il cliente alla fine della spesa e gli dite quando è la cassa, svuota il sacchetto che ha appena comprato e dimmi di questi prodotti qual è il prezzo che hai pagato. Tenete conto che il 93% dei clienti non è in grado di dare un valore che sia nel range più o meno 10% rispetto al prezzo effettivo di quel prodotto. Cioè solo il 7% riesce a rimanere nel range più o meno 10%. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che abbiamo una scarsissima memorizzazione dei prezzi. Poi tutti dicono guardiamo la convenienza ma nessuno di noi legge i cartellini o quantomeno li memorizza. E quindi io sono un cliente tipo, nel senso che neanche io guardo i cartellini, pur se penso di poi, semmai vedi il prodotto in promozione e la vedi nell’area promozione e parti dal presupposto che quello sia un prodotto conveniente. Ma in realtà, anche qui abbiamo fatto degli esperimenti: abbiamo messo lo stesso prezzo un prodotto con su scritto ‘in promozione’ e non ‘in promozione cambia del tutto il processo d’acquisto del cliente. Quindi è chiaro che noi quando siamo clienti dobbiamo mettere in atto delle routine per essere efficienti. Tenete conto che ogni cliente, ogni essere umano, prende decine di migliaia di decisioni al giorno. Cioè, noi per ogni cosa prendiamo una decisione e anche quando siamo in un punto di vendita prendiamo tante micro decisioni e queste micro decisioni devono essere veloci. E quindi sulla base di cosa le facciamo? Utilizziamo quello che noi chiamiamo ‘autopilota’. Che cos’è l’autopilota? È una specie di scorciatoia che si chiama fiducia. Quindi a quel punto, quando entriamo nel punto di vendita un po’ chiudiamo gli occhi perché diciamo che questo punto di vendita mi fido e quindi alla fine, qual è la mia macro scelta? Fidarmi di alcuni punti di vendita. Quando ho bisogno del prezzo, so che ci sono dei punti di vendita; quando ho bisogno della qualità. so che ci sono i punti di vendita quando ho bisogno del servizio di consegna immediata so che ce ne sono altri e chiudo gli occhi e mi fido utilizzo il mio autopilota mi viene in mente un
00:23:39 [Vittorio]
‘altra cosa negli ultimi anni hanno cominciato ad apparire le etichette elettroniche non nei supermercati mentre nel passato c’erano quelle diciamo cartacee oppure c
00:23:48 [Sandro Castaldo]
‘era la classico dipendente che si metteva là a rifare il rifornimento e cambiava cioè ci sono degli studi che magari dimostrano come cambia il prezzo a seconda di orari di giornate o cose del genere oppure sono speculazioni no no no assolutamente assolutamente ci sono studi che mettono in evidenza ora prendete un prodotto che è banalissimo un prodotto fresco ora prendete il pesce per dire che deve essere venduto in giornata caspita quante volte ci è capitato di andare nel banco pesce trovare il prezzo più basso la sera perché altrimenti quel prodotto deve essere buttato via oppure non ha più il livello qualitativo che aveva la mattina o il giorno prima quindi assolutamente il dynamic pricing non è solo qualcosa dell’online ma lo vediamo anche sempre di più nei punti di vendita fisici e permettetemi di dire che ci sono alcuni punti di vendita che hanno iniziato a fare il prezzo per il cliente cioè il cliente ha la sua app dice se tu sei un cliente gold guarda qua questo è il prezzo per te, perché con un qr code non solo vedi il prezzo effettivo, ma vedi il prezzo che è riservato a te, cliente gold. Quindi si può arrivare addirittura a segmentare per clienti. È un po’ più difficile quest’ultimo tema, perché chiaramente non posso far vedere i prezzi per i diversi clienti, però se ho delle app, ho dei modi di comunicazione un po’ sofisticati, posso arrivare anche a quel livello. Capita talvolta di vedere, non so, hai la carta fedeltà per te è un prezzo particolare all’estremo può essere fatta anche una cosa di quel tipo per il singolo cliente.
00:25:19 [Nicola]
Quell’effetto dei prezzi, degli sconti che dicevi della pescheria qui in svizzera, cioè quando ci sono i ponti e se uno va al supermercato tipo alle 4, alle 5 di sera vanno via tutto proprio perché poi in svizzera, qua chiudono, nel senso se hai festa non c’è niente di aperto e quindi puoi anche morire di fame e quindi ci sono un sacco di sconti per quello.
00:25:43 [Sandro Castaldo]
In svizzera poi avete un caso secondo me interessantissimo, in che migros, secondo me è un caso estremamente interessante.
00:25:50 [Nicola]
Nel senso che una volta io sono entrato cercavo l’alcol e continuavo a dirmi: ‘no vabbè ma non voglio chiederglielo perché non voglio sembrare stupido. Sicuramente appena glielo chiedo mi diranno: ‘è qua’ e non l’hai visto. Sono andato avanti e indietro per tutto il supermercato per due ore e poi ho scoperto che non lo vendono esatto.
00:26:12 [Sandro Castaldo]
Sono un’azienda che è diventata talmente mito per il cliente svizzero, perché è un marchio riconosciuto come un marchio che fa gli interessi del cliente, che può permettersi di vendere il 90% dei prodotti a marca propria. Quindi vendono pochissimi prodotti di marca e utilizzano a marca propria. Poi Migros è stato bravo a fare extension, addirittura pompe di benzina, piuttosto che librerie, addirittura education, hanno aperto le scuole Migros.
00:26:41 [Nicola]
Lanciato addirittura dei corsi di formazione per aziende sotto il marchio migros, ma invece prima parlavi all’inizio della nostra chiacchierata, parlavi dei dati. C’è qualche rischio legato alla sicurezza, il fatto che noi diamo tutti questi dati a queste società o magari di avere delle comunicazioni che diventano troppo invasive, anche quelle.
00:27:02 [Sandro Castaldo]
Ma allora l’azienda che vuole creare un rapporto di fiducia sano con il proprio cliente non va oltre certi limiti; lo fa nel momento in cui vede che c’è una soddisfazione del cliente ad avere quella comunicazione personalizzata. Vi faccio un esempio, parlavo recentemente con il convegno corresponsabile della Loyal TDS Lunga e lui mi diceva che andavo sui punti di vendita e c’erano dei clienti che dicevano: ‘Ma come mai non mi è arrivato il regalo per il compleanno? Perché danno un buono sconto per il compleanno. ‘ Addirittura il cliente si rendeva conto di non aver ricevuto la comunicazione con il buono sconto e si lamentava. Se ci pensiamo è il contrario di quello che diciamo. È chiaro che se è un rapporto di fiducia forte e una relazione molto trasparente, mi aspetto che ci sia un ritorno. È chiaro che non bisogna esagerare. Ora stiamo vedendo qui in Italia, non solo in Svizzera, ma in Italia si sta per esempio sulle vendite via telefono. Si sta esagerando ogni volta che squilla un telefono, c’è qualcuno che vuole venderti qualcosa. Lì è chiaro che l’utilizzo, tant’è che è stata fatta una legge proprio per vietarlo adesso. Non devo arrivare a a certi estremi. Quindi, devo avere un utilizzo molto dosato delle comunicazioni e devo evitare quel che viene chiamato ‘privacy concern cioè la preoccupazione della privacy, che dipende appunto dal fatto che qualcuno possa rubare il dato e quindi vada conservato con molta attenzione, affinché il dato non sia veritiero. Quindi mi deve dare la possibilità di intervenire e quindi di cambiare poi quel dato e quindi c’è la disponibilità oppure che il dato venga commercializzato all’esterno su terze parti. Qui a parte se non c’è, bisognerebbe assolutamente evitare di fare cose di questo tipo. Devo dire che le aziende più serie sono molto presenti sulla gestione del ‘privacy concern’, che è l’ABC.
00:28:49 [Vittorio]
Devi partire da lì, ma invece di dare un consiglio ai nostri ascoltatori che sono vilmente tarcagni, quali sono secondo te gli atteggiamenti da avere per ottenere il massimo immaginario a livello di prezzo più che altro, cioè magari le cose a cui non cadere, o quali sono, diciamo, le modalità secondo te per cui uno può estrarre al massimo di solito questi sistemi loyalty consentono a mio avviso se uno analizza con attenzione il catalogo consente di avere una quantità significativa di vantaggi.
00:29:24 [Sandro Castaldo]
Faccio un esempio: ci sono dei sistemi loyalty che, con un numero di punti abbastanza contenuti, consentono di acquistare i biglietti o di avere gratuitamente i biglietti per i parchi di divertimento, come per esempio gardaland, che ha un valore elevato. Con pochi punti posso prendere un valore elevato e quindi se io penso di andare a Gardaland anziché pagare il biglietto spesso il biglietto di Gardaland costa soprattutto se è in alta stagione. Utilizzare i punti per comprare il biglietto per tutta la famiglia, soprattutto se ho bambini. eccetera può essere una cosa molto intelligente quindi guardare con attenzione il catalogo premi è una cosa che aiuta molto. Talvolta ci sono anche prestazioni di tipo sanitario che, di solito, sono molto costose; però grazie alle convenzioni che queste aziende riescono a fare, riescono ad essere molto molto convenienti con una quantità di punti abbastanza limitata. Talvolta si fanno anche donazioni; c’è tutto il discorso del matching. La attenzione al valore può essere un valore monetario ma può essere anche un valore simbolico: il fatto di fare una donazione alla propria scuola, una donazione alla squadra dell’oratorio Del figlio o della figlia piuttosto posto che all’associazione sportiva, dove il cliente ci mette i propri punti e semmai l’azienda fa matching funds, vuol dire portare delle risorse importanti per queste associazioni. Io invito tutti a fare un’analisi molto dettagliata di tutti i vantaggi che questi sistemi offrono, andando al di là della poi chi vuole risparmiare ha la possibilità di avere il buono sconto, quindi trasforma quei punti in un buono sconto, quindi immediatamente puoi avere uno sconto di 10 euro, di 20 euro e utilizzarlo per la sua spesa, ma spesso Il vantaggio addizionale si ha comprando questi servizi aggiuntivi, non solo prodotti, anche i prodotti sono molto convenienti di solito in questi sistemi perché chi compra, compra grandi quantità e quindi riesce a comprare a prezzi molto molto bassi e chiaramente questo crea un vantaggio per il cliente che con una quantità limitata di punti può accedere a prodotti che semmai comprati in un negozio costerebbero molto molto di più, ma anche servizi e quindi invito. Valutare con molta attenzione questi cataloghi con tutta l’offerta che questi soggetti offrono e poi attenzione avere la loyalty card. Faire sempre molta attenzione a scaricare le app, perché se si scaricano le app oggi, le aziende proprio perché vogliono portare ad utilizzare sempre di più queste app, danno dei vantaggi addizionali a tutti coloro che hanno la carta, diciamo non fisica, non solo fisica ma virtuale online. E quindi ti arriva il buono sconto con una certa frequenza, la possibilità di risparmiare spesso anche tanti euro, decine di euro su certe categorie. Questo è un’altra cosa che aiuta molto l’utilizzo della dimensione online.
00:32:23 [Vittorio]
Ad esempio, una cosa che ho notato, io vado spesso dal conad, loro hanno ormai questa funzione, che è conad pay, sostanzialmente collega la tua carta a loro wallet. e paghi direttamente con l’applicazione e spesso per incentivare ti danno un 5%, a volte addirittura un 10% per il primo mese o a mesi random, questa è una cosa che è curiosa; il dubbio che mi viene però è che in queste situazioni alla fine vince sempre il banco, non so come dire.
00:32:52 [Sandro Castaldo]
Sicuramente l’impresa riesce ad avere una serie di dati relativamente non solo ai nostri comportamenti di acquisto, quindi cosa compri, ma anche relativamente a tutto il discorso pagamenti. Questo è effettivamente il tema. Molte aziende non offrono solo il sistema loyalty, quindi la carta loyalty, ma la carta loyalty diventa anche mezzo di pagamento, strumento di pagamento. Quindi è chiaro che a quel punto riesco ad avere tutta una serie di informazioni relativamente ai pagamenti. Tenete conto che la gestione del denaro per un’azienda alla grande distribuzione è una cosa estremamente costosa, al di là dell’utilizzo di carte di credito che vuol dire pagare appunto dei delle commissioni, delle fee, ma proprio il fatto di gestire il denaro è una cosa rischiosa, bisogna avere poi chi lo vada a prendere, bisogna assicurarlo, bisogna portarlo in banca, quindi il fatto di portare questi sistemi online e digitali e quindi andare verso un sistema cashless fa risparmiare parecchio e quindi anche lì è un gioco win-win. Noi rischiamo meno come consumatori, le aziende hanno costi inferiori e in un certo senso c’è lo sharing di questo vantaggio. Quindi io la vedo come una cosa assolutamente positiva e ci sono molte aziende che per esempio dicono se paghi con il mio mezzo di pagamento accumuli più punti ed è un vantaggio ulteriore, perché no?
00:34:18 [Nicola]
Quando hai parlato del cash, io pensavo al ciclo, del fatto che la grande distribuzione ovviamente riceve i soldi prima di pagare i fornitori e quindi riescono a creare una leva su questo ciclo del fatto che hanno i soldi prima e pagano dopo. Mi sono ricordato che stavi riferendoti all’Italia, del fatto che la gente ancora paga con le banconote, perché è una roba che non vedo da dieci anni. Sono anche 20 che non vivono in Italia. Eh sì, infatti, infatti.
00:34:48 [Vittorio]
Tranne ai parchi giochi svizzeri, ricordiamo.
00:34:50 [Nicola]
Eh sì. Comunque, pensando al futuro, abbiamo elencato un po’ di possibili scenari futuri per i programmi fedeltà. Ad esempio, non so se te li ricordi, ma gli NFT potranno essere una cosa, cioè le carte fedeltà diventeranno qualcosa così, legata alla blockchain, o magari addirittura ci daranno dei carbon emission credits. Come lo vedi il futuro delle carte in fedeltà?
00:35:17 [Sandro Castaldo]
Ma guarda, c’è un’azienda, c’è delle aziende a livello internazionale che iniziano per esempio a premiare non solo gli acquisti ma anche i comportamenti virtuosi. Se tu porti la plastica nel punto di vendita o il vetro nel punto di vendita io ti consento di avere dei punti addizionali. Piuttosto che se utilizzi l’app e fai più di 5. 000 passi al giorno ti accredito dei punti addizionali. Se mi dimostro che vai in bicicletta e prendi la bicicletta dal fitness locale hai punti addizionali. Attenzione,chéil rewardingnon è solo il reward compra di più ma anche compra meglio, cioè cerco di educare il cliente a consumare semmai meno ma meglio. Quindi per esempio prendere packaging riciclabili piuttosto che prodotti a basso impatto da un punto di vista ambientale, chilometro zero e via dicendo. Quindi a mio avviso c’è una leva incredibile con questi loyalty programs che dovrebbero essere usati sempre di più per questa tipologia di attività, perché poi il cliente a quel punto si fida ancora di più no, perché dice ‘caspita, questa azienda mi dice di consumare di meno di consumare meglio e mi devo proprio fidare. ‘ Però sì diciamo che il digital apre nuovi scenari che avete citato all’inizio, quel libro no, che Abbiamo pubblicato perché qui abbiamo un osservatorio in bozza, in stabocchi, sui programmi fedeltà. Quest’anno stiamo studiando proprio la digitalizzazione di questi programmi fedeltà e abbiamo studiato dei casi a livello internazionale che sono veramente incredibili nel senso che arriva veramente ad aiutare il cliente veramente a migliorare il proprio benessere e il proprio stato psicologico, addirittura no. E diventa, a mio avviso, una cosa veramente molto interessante. Chiaramente non deve essere intrusiva, ma il cliente ne trae benefici sia da un punto di vista di prodotti acquistati sia per Il suo benessere sento.
00:37:17 [Nicola]
Io ho una domanda per te adesso, nel senso che si traspare tutta questa tua passione che hai verso questo mondo, ma come mai non da quello che ho capito io non hai mai fatto il passo dall’altra parte lavorando per un’azienda e occupandoti di queste cose proprio dall’interno, perché magari per come la vedo io, c’è anche la soddisfazione di costruire quindi qualcosa, tutte le conoscenze che hai.
00:37:43 [Sandro Castaldo]
Ma in realtà è stato il contrario, nel senso che i miei hanno un’azienda di famiglia che lavora proprio nel mondo della distribuzione, e quindi sono partito da lì, da piccolino, lavoravo in un’azienda, quindi poi ho fatto il salto, il salto al contrario, quindi non ho più gestito l’azienda di famiglia. Ho lavorato nel mondo della ricerca però devo dire che noi soprattutto diciamo grazie alle attività che svolgiamo da un punto di vista professionale, da Bocconi informazione, ricerca molto a contatto con le aziende e quindi aiutiamo molto le aziende a fare questi passaggi. Quindi, per esempio, il monitor l’osservatorio di cui parlavo prima vede uno steering committee composto dalle principali aziende dell’Istituzione italiana e con loro lavoriamo per fare in modo che sviluppino sempre di più la fiducia del cliente perché Poi alla fine, se aumentiamo la fiducia miglioriamo la società. Se aumentiamo la sfiducia si rischia di andare verso sempre una situazione più conflittuale e più nomade. Mentre la fiducia è qualcosa che stabilizza, fa stare meglio tutti e riduce l’incertezza, quindi è uno shortcut positivo. Se aumentiamo la fiducia, siamo meglio tutti.
00:38:51 [Nicola]
Ecco, hai un consiglio per noi, per come possiamo trasformare i nostri ascoltatori in fedeli ascoltatori?
00:38:58 [Sandro Castaldo]
Bisogna continuamente fare i loro interessi, guadagnarsi la fiducia vuol dire essere percepiti non opportunisti, che è paradossale, nel mondo del business uno come fa a essere un opportunista? Deve fare gli interessi del cliente prima di fare gli interessi tuoi e deve dimostrarlo chiaramente. E poi devi dimostrarti competente, cioè la competenza è fondamentale e quindi quando devi fare quel lavoro, devi essere percepito come quello che lo sa fare meglio degli altri e così il medico competente e che non è opportunista è il medico di fiducia, il negoziante competente o il pescivendolo competente che non fa l’opportunista e quindi ogni tanto dice no, questo non lo comprerò, guarda che probabilmente non è freschissimo, guadagna la fiducia e poi l’onestà e la trasparenza, ecco questo è molto apprezzato dai clienti, quindi essere onesti. Valorialmente integri e trasparenti nella comunicazione quindi se c’è qualcosa di brutto da dirti te lo dico se c’è una clausola negativa nel contratto te la metto in bold non te la metto in piccolino te la evidenzio in giallo per acquisire la fiducia io devo partire dal dirti guarda questa clausola ABCD che sono le clausole più negative per te per essere assolutamente trasparenti. Spesso i costi non te li dicono, te li mettono dentro. Ecco, paradossalmente dirti prima le cose negative è un grande atto di fiducia, presupposto fondamentale di una comunicazione trasparente e di una relazione di concoperire.
00:40:22 [Nicola]
Chissà, forse un giorno il mondo della finanza arriverà a quel punto lì, chissà. No, grazie mille Sandro, grazie per essere venuto e aver partecipato; ricordiamo ancora quindi il tuo libro sulla fedeltà del cliente molto interessante, grazie ancora per tutti gli insight che ci hai dato.
00:40:42 [Sandro Castaldo]
Grazie tantissimo a voi per l’invito e grazie a tutti i vostri ascoltatori; grazie mille
POSTA DEL CUORE
00:40:55 [Vittorio]
Nicola, ma cioè ora la posta del cuore la dobbiamo fare noi? O questo torna.
00:40:56 [Nicola]
Non lo so, io non ho preparato niente. Quanto sta in vacanza, scusa? Boh, magari.
00:41:01 [Alain]
No, no, no, fermi tutti; la faccio io.
00:41:03 [Vittorio]
Eh, certo, quando ti pare torni. Sembra una cosa che abbiamo fatto settimane dopo.
00:41:09 [Alain]
No, non lo so. Potrebbe essere che sono più abbronzato del dovuto. Ah, ok.
00:41:14 [Vittorio]
Fai quella roba che fai di solito.
00:41:16 [Alain]
Quella in cui ricordo a. .. aspetta, qual era? Quella in cui ricordo alla gente che può scriverci tramite il forum sul sito, su Reddit. Reddit che è molto bello, ve lo ricordo, è bellissimo il nostro Reddit. Ci sono tantissimi contributi intelligenti, non nostri. Poi abbiamo sicuramente i nostri social che, per ora, si riducono a Twitter e abbiamo la possibilità di rispondervi anche tramite i commenti, commenti che potete lasciare sia su YouTube che su Spotify. Cos’altro? Basta. Questa viene da Rick. Ciao, mi ha fatto molto ridere oggi quando nell’ultima puntata Nicola ha testualmente detto che non conosce nessuno che dalla Svizzera se n’è andato per il Belgio. Perché è esattamente quello che ho fatto io. Se posso condividere la mia esperienza. In Ticino la situazione non è così rosea. I stipendi sono alti ma o ti trasferisci lì con un costo della vita raddoppiato o fai il frontaliere con ore di traffico ad assorbirti ogni giorno. Smart working limitato a un giorno alla settimana. Sempre che sia possibile il motivo per cui me ne sono andato comunque è che, come dice Nicola, nessuno vuole andarsene da quell’oasi felice e quindi c’è molta staticità. È difficile cambiare le cose e di innovare perché tutti hanno paura di perdere il lavoro. Quindi, dopo un po’ di tentativi falliti, ho trovato una startup in Belgio con cui lavoro full remote e, se lo stipendio non è paragonabile a quello di Zurigo, a parità di costo della vita, dinamicità e divertimento, è un ottimo deal. Tra l’altro, con la nuova riforma dei frontalieri, i nuovi lavoratori pagheranno un sacco di tasse.
00:42:48 [Vittorio]
A me la cosa che fa un sacco ridere è che uno fa un esempio veramente pubblicamente, lo fa assurdo e poi quello che succede è che arriva esattamente quella persona che tu pensavi non esistesse, ma che poi io non ho capito se lui veramente ci è andato in belgio perché lui dice full remote, magari lavora dall’italia è un po
00:43:10 [Nicola]
‘. Diversa quella storia là perché, secondo me, a parte il fatto che io per motivi personali sono dovuto andare un sacco a Bruxelles e Bruxelles, secondo me, è una delle città più brutte del mondo, perché non capisco poi quelle statistiche europee dove dicono che il Belgio è una nazione relativamente ricca, perché Bruxelles è conciata malissimo, malissimo. Vabbè!
00:43:31 [Vittorio]
Ci stanno un sacco di sedi e poi c’è l’unione europea, ovviamente sono bellissime città gotiche medievali, a parte bruxelles che è un altro mondo.
00:43:40 [Nicola]
Ti sposti abbastanza agevolmente, ma il meteo è tosto, è veramente tosto e poi su sta roba là è vero che in ticino ti mettono davanti questo miraggio del vabbè, fai il frontaliere, guadagni molto di più vivi in italia, dove hai dei costi più bassi, però poi comunque il commute ti uccide, uccide, ti uccide. Sì, ok, devi pagare di più vivendo in Svizzera. però ci guadagni in termini di vita se ti devi fare tre ore al giorno di avanti e indietro il calcolo è presto fatto non penso che ci sia tanta gente che valuta il proprio tempo così basso per cui dice mi conviene fare la trottola avanti e indietro però questa è la mia idea non posso nemmeno fare più gli esempi di chi è andato alla Svizzera in Congo perché mia moglie viene da lì quindi l’hai trovato quindi adesso passiamo a cazzabubbole ovvero cose svizzere la rubrica preferita da Vittorio io spiego cose svizzere e Vittorio cade dalla sedia diventa nazionalista italiano cazzo sono due anni ragazzi Più di due anni che sono qua. Mamma mia. Mi sono accolto perché appunto pochi mesi dopo che mi ero trasferito qua ero dovuto andare a mia figlia doveva iniziare la scuola materna e avevano fatto un incontro a scuola. Quindi, ovviamente, sono andato io. Una roba assurda, perché comunque era fatto tutto in tedesco; io, ovviamente, non capivo un cazzo e mi sono sentito male, no, perché cioè diceva: ‘vabbè, tua magia ti, no, tua figlia deve venire qua; lei non parla la lingua, quindi ti senti proprio cioè male per lei e poi la responsabilità del fatto che appunto non avevo capito niente e che sembrava una roba parecchio importante; poi ovviamente capisci che invece è tutta una cazzata, perché comunque l’insegnante faceva apposta a parlare solo in tedesco, ma è italiana; dopo un po’ Lei praticamente ci ha svelato che non ci parlava in italiano perché lei non vuole che i genitori, in generale, le rompano i coglioni e quindi usava questa tecnica con noi e con gli altri, non so cosa per tenerli a distanza. Però poi ha capito che avevamo due neuroni per uno, io e una mia moglie, e che quindi eravamo delle persone antipatiche e alla fine parlavamo in italiano. Insomma, adesso, due anni dopo, stessa scena per l’inizio della scuola elementare e quindi ancora vado. .. a questo punto vado con lo spirito proprio. Non so se ve lo ricordate, anni fa, praticamente stranamente, i tifosi della Lazio avevano fatto una roba su Anna Frank o cosa, e quindi Lotito era dovuto andare alla sinagoga a Roma. E l’hanno beccato lui dire: ‘Vabbè, famo sta sceneggiata! ‘ E io sono andato a sto incontro a scuola esattamente con lo stesso spirito di Lotito con cui è andata la sigara a luoga, ma con meno antisemitismo. Però, però, c’è un insegnante portoghese che non c’entra niente col tedesco, però tutta sta roba in tedesco. Ma la roba che mi ha fatto morire è che comunque io, in questi due anni specialmente quest’anno, ho tentato di insegnarle non la matematica, però fare più e meno, no? Con, diciamo, fino all’altro ieri più che altro scarso successo, però mi hanno fatto vedere come, e quello l’ho capito, perché nonostante fosse in tedesco, però facevano vedere le cose, come insegnano la matematica ai bambini, e quando l’ho visto ho detto, beh! Sai che c’è? Forse avete trovato un metodo che era migliore del mio. C’è anche un motivo per cui voi insegnate a scuola e io no. Ma la roba che più ho fatto ridere è che il secondo metodo che usano per insegnare i bambini a contare sono usarli, cioè spiegargli il concetto dei soldi. E lì ho detto proprio veramente, cioè siete proprio svizzeri. La prima cosa che impari a scuola è il concetto dei soldi. Comunque, io al di là di tutta questa della gioia del spiegarvi la Svizzera e soprattutto per Vittorio, questa cosa mi è piaciuta. Vorrei consigliare un altro podcast: si chiama Aquard Podcast. Hanno fatto un’intervista a Steve Ballmer che non so se ve lo ricordate, ma quel simpatico signore rotondo che parla molto bene senza capelli; è un’intervista che è praticamente un documentario perché dura due ore. Tre ore, però, siccome Steve Ballmer è stato praticamente parte di Microsoft fin dagli inizi e si è andato non tantissimo tempo fa, ma comunque è praticamente ancora il singolo azionista più grande che ha Microsoft e quindi è rimasto legato parecchio alla società. E quindi questa intervista ripercorre tutta la storia di Microsoft, e in quello è secondo me molto interessante, anche perché ovviamente guardare le robe col senso di poi è molto semplice, però lui racconta bene la storia per come è successa in quel momento nel senso tutte le possibilità o le non possibilità che ha che avevano durante tutta la vita di Microsoft e quindi la scelta dei prodotti quelli che sono andati bene i fallimenti. E questo è molto molto bella, come intervista proprio per quello poi lui è un personaggio che comunque è appunto un personaggio, non è semplicemente un dirigente. Poi alla fine parla anche dei Clippers, perché poi lui quando si è andato ha comprato i Clippers. con la tredicesima questo immagino ai tempi gli aveva pagati un botto perché gli aveva pagati 2 billion però lui ne ha 120 per cui capisci che insomma è come quando la picibella e niente Vittorio allora io in realtà un po’
00:50:26 [Vittorio]
Nella pigrizia consiglio uno youtuber che vedo veramente da tipo 12 anni che è niccolò balini, che è praticamente lo youtuber più famoso in italia. Quindi non è che lo faccio scoprire io. Infatti consiglio una cosa molto specifica, che è il viaggio che ha fatto in Eritrea, sono tipo 3 o 4 puntate ed è un Uno di quei viaggi che io vorrei fare nella vita perché mi ha affascinato davvero tanto. Perché all’università ho dato un esame che si chiama Storia dell’Africa e il professore era nato ad Asmara. Io, vabbè, negli esami di storia sono andato sempre molto bene, quindi quello che succedeva agli esami era chiacchierare con il professore. Cioè, l’Eritrea è veramente molto affascinante perché è un’Italia in miniatura rivista negli anni 50, sostanzialmente, ed è rimasto ancora molto di questa cosa là. E la cosa che mi diverte, cioè, chissà la storia se ne rende conto chiaramente sta sparendo perché ormai è passato tanti anni. Però, chi arriva là tutt’oggi si ritrova in questa situazione in un mondo che non pensava vai in Africa e dici non sto in Italia e invece sì, stai in un paesino siciliano tra Messina e Catania. Però, sono neri e ti parlano in italiano con un accento strano e questo è molto divertente: sapere le cose e vederle e vedere anche la giovinità con cui comunque hanno accolto questo gruppo di ragazzi, eccetera eccetera. E mi fa rimpiangere questa cosa che non è un viaggio che farò dopo domani. Però, niente se vi piace guardatelo perché lui l’ha definito il più bel viaggio che ho fatto nella vita; penso sia un po’.
00:51:44 [Alain]
Rappresentativo di tutta la questione, io sono indeciso oggi su cosa consigliarvi, sono molto indeciso. Uno perché me lo sono inventato tipo tre secondi fa.
00:51:56 [Vittorio]
Ah, cioè tu sei stato in vacanza, mezza puntata e manca una cazzabubola. Spero tutti si è ascoltato la capoccia, guarda.
00:52:08 [Alain]
Dai, lo lascio scegliere a voi. Preferite quello gradevole o quello serio e interessante?
00:52:16 [Nicola]
Dai, scegliene uno che io scelgo quell’altro.
00:52:18 [Alain]
Che cosa dai tutti e due, quel gradevole allora vi consiglio facciamo una super novità in questa rubrica: vi consiglio un prodotto che è il drink al malto vampur. Lo trovate io lo trovo solo all’MD, che è un discount sperdutissimo, però non è uno spacciatore; ci sono vicino gli spacciatori. Se siete interessati potete fare un solo trip, tre trip: uno perché andiamo al supermercato, due dall’associatore e tre il trip che vi sparate dopo a casa. Però durante il trip vi consiglio tantissimo questo drink al malto, che praticamente contiene i ricordi della mia infanzia, perché in Sud America si usano questi drink al malto e in Italia non li avevamo mai trovati, cioè proprio Mai; dovevi andare proprio da quelli che importano prodotti etnici. Invece adesso stanno arrivando nella grande distribuzione. Hanno un gusto molto particolare, super dolce. Però provatelo una volta nella vita. Costa cazzo 50 centesimi una lattina all’MD e volete. Ma il drink al malto pensavo si chiamasse birra al malto. No, no, no, la birra al malto è alcolica. Il drink al malto lo bevono anche i bambini. È tipo l’ovomaltina per certi versi, molto lontanamente. Frizzante, buona, fa schiumetta. Buonissimo, buonissimo. È rinfrescante, ti ricarica di energie e tra l’altro è perfetto per il trip, vedi, dopo il trip con la bocca asciutta. Certo, ti lo fa assorbire meglio.
00:53:47 [Vittorio]
È con questo che il nostro primo sponsor è appunto vampour mountain. È vero. Li contatteremo presto. Niente, la puntata è finita! Vi ringraziamo. Potete sempre scriverci su mail, Spotify, mandarci un messaggio su Spotify tramite Reddit. Vi consigliamo i nostri di seguirci sui nostri tre blog, che non le ripeto perché tanto lo ho detto 600 milioni di volte. Basta, fate una donazione! Ci vediamo settimana prossima. Ciao, ciao, ciao!
