Dalle lavatrici agli smartphone: sicuri sia questione di qualità?
Oggi a Too Big To Fail parliamo della durata delle cose. È vero che durano meno? E ce ne frega davvero qualcosa?
I consigli di oggi:
Nicola: gli europei U20 di basket 2025
Vittorio: Money Road
Alain: Tieran Freedman
LA PROMO
Alain è talmente pigro che sta automatizzando tutto. Lo fa con make.com che è una bomba e manco serve saper programmare. Manco quello fa più.
Per altre promo clicca accà!
Cose nominate (forse):
- Oggetti utili
- Calcolare i consumi energetici
- Pc Framework
- Newsletter Banker on Wheels
- MailBrew
- LA stampante
- Fast Fashion
TooBiggie, abbiamo bisogno di te:
Condividici coi tuoi amici, seguici su Spotify e Twitter. Mettici una recensione. Scrivi il nostro nome in cielo con un deltaplano.
Entra nella nostra posta del cuore via mail, commentando su Spotify o postando sul nostro SubReddit.
Sostienici con una donazione o compra le nostre cazzate: Vittorio vuole fondare una nuova caffettiera con schermo LCD.
Se non ti basta ascoltarci, leggici: The Italian Leather Sofa, Salto Mentale e Finanza Cafona.
Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure ti invitiamo a cena da Ozzy Osbourne. E sai che si magna.
TL;DR
La puntata esplora la percezione comune che i prodotti di consumo non durino quanto un tempo e indaga se questo sia effettivamente il caso o solo un bias di memoria selettiva. Alcuni temi e approfondimenti chiave includono:
- Durabilità degli elettrodomestici: I dati mostrano che la durata media degli elettrodomestici principali non è diminuita drasticamente, con la maggior parte che dura ancora in media 9-16 anni. La percezione di una minore durabilità potrebbe essere distorta.
- Abbigliamento e fast fashion: L’ascesa del fast fashion ha probabilmente contribuito a un reale calo della qualità e della durabilità dell’abbigliamento, con un maggiore utilizzo di materiali sintetici.
- Cambiamento delle priorità e delle abitudini di consumo: Poiché la società è diventata più ricca, le priorità e le abitudini di consumo dei consumatori si sono spostate. C’è ora più enfasi sull’estetica, lo status e la sostituzione frequente rispetto alla durabilità a lungo termine.
- Riparabilità e fattori di costo: È diventato relativamente più costoso riparare i prodotti rispetto a sostituirli, a causa dell'”effetto Baumol” in cui i guadagni di produttività nel settore manifatturiero superano quelli nel settore dei servizi.
- Regolamentazione e compromessi di progettazione: Normative più severe sull’efficienza energetica potrebbero aver portato all’uso di materiali più fragili in alcuni prodotti, dando priorità al risparmio energetico rispetto alla durabilità.
- Nostalgia e memoria selettiva: Le percezioni delle persone sono spesso influenzate dalla nostalgia e da una memoria selettiva che enfatizza la qualità del passato rispetto al presente.
Citazioni e esempi notevoli
- “Una volta che si rompe il muro, il resto segue.” – Discutendo di come la resistenza delle persone alla spesa per i lussi si eroda nel tempo.
- “Compri uno schermo per PC, ti costa 200-300-400 euro, più la manodopera, quindi finisci per spendere 500-600 euro su un PC che vale 800-900 euro. A quel punto, è molto più conveniente comprare un nuovo PC.” – Illustrando l’economia della riparazione rispetto alla sostituzione dei prodotti.
- “Quando compravi una lavatrice negli anni ’60 o ’70, era un oggetto estremamente prezioso, come una TV a colori o una radio. Quindi ci facevi molta più attenzione perché avevi investito un capitale significativo.” – Evidenziando come il valore percepito dei prodotti sia cambiato.
Prospettive e tendenze uniche
- Il podcast accenna alla crescita di prodotti modulari e riparabili, come il laptop Framework, come possibile soluzione per migliorare la longevità dei prodotti.
- Discute anche della crescente popolarità di beni vintage e di seconda mano, poiché i consumatori cercano opzioni più durevoli e sostenibili.
Trascrizione
Made by Clipto tutto solo, oramai è un bimbo grande.
00:00:40 [Vittorio]
Vi assicuriamo che questa maglietta che stava indossando Alain non fa parte del nostro merchandising, che da poche settimane è online. Ed è un vero peccato, ed è un vero peccato. Sì, ed è un vero peccato. Potrebbe essere aggiunta un giorno. E il punto, diciamo, di questa puntata è valutare un po’ se effettivamente gli oggetti durano meno, o più, se è diminuita la qualità. Perché una delle cose che si sente quando si chiacchiera con le persone è una volta le cose si facevano meglio. Ora, non è che è il vostro nonno che, diciamo, critica i mobili di Ikea, ma anche di persone in realtà anche abbastanza giovani che parlano di automobili, ad esempio dicono, ah, vabbè, ma una auto di 30 anni fa non si rompeva mai, queste esplodono. Oppure per gli elettrodomestici, ma vale anche per le nuove costruzioni, no? Quelli che dicono, ah, prima si usava tonnellate di cemento, ora tutte queste cose di plastica, eccetera, eccetera. Allora, il problema è che la gente si lamenta un po’ di tutto, però questa sensazione comune che le cose durino di meno, effettivamente è una cosa curiosa che vorremmo un po’ indagare, no?
00:01:39 [Nicola]
Sì, che è il classico della lavatrice mytag, che io non l’avevo mai sentita, quindi secondo me non durava così tanto. È una cosa americana. Secondo me è la Candy, la Candy, te la ricordi? O la Indesit.
00:01:52 [Vittorio]
Tutte aziende fallite, chiaramente. Marchi ci sono ancora però in giro. La TV della Mivar, ragazzi.
00:01:58 [Nicola]
Quella che non ce l’ha avuto ha avuto un’infanzia difficile insomma comunque questo marchio che boh dice che durava 50 anni mentre adesso non durano così tanto quindi cos’è una distorsione selettiva della memoria magari vi facciamo subito lo spoiler pensiamo che non sia decadenza morale dei produttori di beni ma che ci sia stato un cambiamento delle priorità con cui si produce.
00:02:19 [Vittorio]
E anche un’incapacità di analizzare la realtà del presente, ma questa è una cosa che magari la mettiamo così come sottotesto.
00:02:25 [Alain]
Tra l’altro, tra il popolo che hai citato all’inizio, quelli che dicevano che una volta le cose si facevano meglio, ci sono anche gli ammiratori dei pipistrelli, eh. Non so se avete colto, non so se avete colto.
00:02:36 [Vittorio]
Sì, sì, sì, molto bella, devo dire, molto bella. Vabbè, andiamo a snocciolare un po’ questa cosa, no? Abbiamo diviso questa puntata in varie parti. Il primo punto è: È davvero calata la durata dei prodotti a largo consumo?
00:02:49 [Nicola]
Allora abbiamo trovato dei dati sugli elettrodomestici e lì effettivamente non c’è stato proprio un crollo. Quindi questi dati sono stati messi insieme dall’Association of Home Appliance Manufacturers e dice che nel 2010 la maggior parte degli elettrodomestici durava dagli 11 ai 16 anni. E questo dato è sceso a 9,14 nel 2019, quindi non c’è stato un grandissimo cambiamento.
00:03:17 [Vittorio]
Sì, poi in realtà se parliamo di elettrodomestici in generale, tipo che ne so, asciugatrici, fornelli, lavatrici o cose del genere, in realtà molto probabilmente sono prodotti che durano di più. A questo punto non viene messo mai in conto che la tecnologia di attuale è decisamente superiore, secondo me. Se devo essere sincero, ha soprattutto migliorato la qualità dei prodotti di bassa fascia, cioè ad esempio uno smartphone di 150 euro o un microonde di oggi di 50 euro è fondamentalmente uno strumento estremamente efficiente. Cioè in passato un telefono di 150 euro era veramente una monnezza elementare. La cosa che forse hanno ragione è sull’abbigliamento, secondo me. Perché il fast fashion ha veramente abbassato la qualità e soprattutto l’abuso di prodotti sintetici ha creato dei meccanismi un po’ Delleteri in questo senso però è anche vero che questa roba comunque costava tantissimo negli anni 80, negli anni 70, negli anni 60 come costa adesso.
00:04:14 [Alain]
Eh sì, effettivamente forse il fatto è che noi ragioniamo spesso in termini di moneta nominale invece di moneta reale, quindi non vediamo l’effetto subito dell’inflazione e questo è uno dei grossi bias che secondo me ci sono in quest’area. Poi ne aggiungerei anche qualcun altro, un altro è l’impressione, cioè io personalmente ho l’impressione che sto sempre a comprare roba. Non so se a voi capita, però mi sembra, siccome trovo sgradevole il fatto di acquistare, mi sembra sempre che sto comprando roba nuova o che sto sostituendo roba che si è rotta o che non va più bene. In realtà è così, cioè, sono pieno di monnezza nonostante ci stia un pochettino attento. E se guardo all’armadio in cui mia figlia tiene i giochi? Cazzo, ho detto che mia figlia ha dei giochi in un armadio intero. Porca miseria, io avevo un bidoncino con quattro soldatini di merda che erano tutti uguali, rigidi, non si muovevano neanche, quattro macchinine che insieme mettevano insieme dieci ruote. Cioè, è cambiato effettivamente, c’è una marea di roba in più nel giro di trent’anni. E poi c’è il fatto che l’utilizzo che fai delle cose, secondo me, almeno in certi ambienti, è molto più intenso. Hai citato prima il cellulare. Nokia, il famoso 3310 che ti durava la vita intera. Grazie, quanto lo usavi però quel Nokia 3310? Chiamavi due volte gli amici, 4 SMS del cazzo, giocavi a Snake e sembravi un tossico. Oggi il cellulare lo tiri su 300 volte al giorno in media una persona, quindi tutt’altro tipo di utilizzo.
00:05:45 [Nicola]
Io mi sono accorto che facendo un sacco di traslochi, ma soprattutto avendo cambiato diversi paesi, col culo che ho sempre finito per andare in paesi dove le prese sono diverse e quindi e quindi mi accorgo di quanto tempo ho tenuto gli elettrodomestici posso farti una domanda ma tu dietro gli elettrodomestici quindi hai gli adattatori quelli del media world con le prese diverse la realtà è che un’amica di mia moglie lavorava per una scuola svizzera che aveva questi contratti con gli arabi non lo so cioè andava spesso a fare queste insomma le scuole svizzere hanno questo brand molto forte no? e quindi si sono inventati sta roba di esportare l’educazione in ad esempio in Emirati Arabi tu dici ho la scuola svizzera però negli Emirati Arabi e quindi ti do una sorta di qualità di istruzione migliore e insomma lei viaggiava tanto e le davano come gadget tutti questi gli adattatori e ce ne ha portati tipo 300.
00:06:55 [Alain]
000 e quindi adesso hai un capitale immobilizzato lì nicola che ha tolto 25 euro.
00:07:02 [Vittorio]
Adattatore non essendoci amazon in svizzera, potresti fare un business interessante.
00:07:08 [Nicola]
Comunque, sì, nel senso tipo il tostapane, il microonde si sono fatti. In Svizzera e UK, Svizzera cioè sono tornati ad avere la presa giusta. L’air fryer però non so come l’abbiamo comprato quando eravamo qua in Svizzera probabilmente perché l’avevamo trovato su Amazon e poi mia moglie non si è accolta che aveva ancora l’Amazon inglese e quindi ci hanno spedito con la presa inglese già quando vivevamo qua. Ma la roba assurda è il televisore, perché io il televisore l’avevo comprato quando avevo comprato la prima casa in Lussemburgo. Quindi sto televisore qua si è fatto almeno 20 traslochi e comunque funziona funziona bene. Cioè, se hai fatto quattro paesi almeno più, non lo so, tipo almeno dodici appartamenti.
00:07:58 [Alain]
E invece le cose che ti sono durate meno si sono spaccate?
00:08:00 [Nicola]
Ah, il ferro da stiro. Penso per il calcare. Sì, sì, il calcare.
00:08:05 [Alain]
Devi usare l’acqua demineralizzata. Sì, vabbè, sbattimento. Che sono 700 euro in Svizzera.
00:08:11 [Nicola]
E poi quella merda di aspirapolvere della dyson. No! Perché quando eravamo in Inghilterra l’abbiamo comprata.
00:08:20 [Alain]
Ed è una merda totale, è tutta plastica; è vero anche io sono rimasto deluso. L’unica cosa bella dell’aspirapolvere della Dyson è che ha i colori di finanza cafona.
00:08:30 [Vittorio]
Peraltro non so, ma qualche anno fa succedeva che tu ti potevi ricostruire un aspiratore della dyson comprando pezzi singoli sullo store della dyson, perché se tu hai un pezzo rotto c’è un mercante che puoi prendere il singolo pezzo da riparare, perlomeno 3-4 anni fa e c’era questo tizio che conoscevo che si stava comprando piano piano tutti i pezzi davanti vari conti, perché se non lo capiva dyson, e se l’ha rimontato. Ha speso 700 milioni di euro, perché? No, ha speso tipo il 40% in meno. Ma va!
00:08:57 [Nicola]
Ma di solito i ricambi costano molto di più.
00:09:01 [Vittorio]
Eh, che ti devo dire? Ma ti parlo di anni fa, quindi può essere anche una cazzata, perché non è che è indagato di più. Però questo discorso in generale, secondo me, è molto interessante per arrivare al secondo punto. Cioè, se le cose forse non durano di meno, di chi è la colpa? Perché durano di meno?
00:09:16 [Nicola]
Da un lato, ovviamente, costruire le cose è diventato più economico, mentre ripararle è ‘tra virgolette’ più caro, diciamo più perché appunto guardando alle robe in termini nominali e non reali sempre quella ricerca sul costo degli elettrodomestici dice che un set lavatrice e asciugatrice nel 1972 costava $2400, prezzo adeguato all’inflazione di oggi, mentre oggi ve lo comprate con 1200 e quindi quindi praticamente la metà.
00:09:49 [Vittorio]
Qualche settimana fa credo avevo ripostato su twitter questo video di un vecchio frigo degli anni 50, effettivamente bellissimo, quei sportelli che si muovevano, cioè fatto ad opera d’arte, obiettivamente e chiaramente la lista dei commenti erano tutti ‘ah’, non si fanno più le cose come una volta. Guarda che spettacolo eccetera eccetera, perché alla fine non è che siamo noi italiani che caghiamo il cazzo su sta roba, ma è sopra a tutti i paesi del mondo no? E il problema è che l’ultima foto era c’erera addirittura l’étichetta del costo di vendita ed era una cosa tipo 500 dollari, una roba del genere negli anni ’56. Una cosa così, chiaramente il classico tizio è andato ad attualizzare questo prezzo all’inflazione attuale e sarebbe 55. 000 euro ora. Con tutto, io credo che anche oggi con 55. 000 euro ci compravi un frigo della Madonna che probabilmente ti cucina anche dentro, se non ti compri quelli che vanno nelle cucine professionali. Quindi, come dire, io utilizzo l’acronimo GAC in queste situazioni, che sta per ‘Grazie al cazzo’. Era fascia altissima, fra un po’ ci compravi una casa o quasi una macchina con quei soldi e dici, ‘ok’, sì, che era qualitativamente alto, ma era il massimo della tecnologia dell’epoca.
00:11:02 [Alain]
Però avete citato anche la questione del costo di riparazione e quello, cioè non so se avete avuto esperienze recenti, ma diventa ogni tanto complicato farselo riparare. E abbiamo trovato questo famoso, famoso io non lo conoscevo, però è interessante scoprire le cose, effetto Baumol, che spero di aver letto giusto, noto anche come la malattia dei costi. Ora, diciamo, come d’altronde è stato nell’ultimo secolo, che la produttività nel settore manifatturiero, cioè quello che produce le cose, si alza. Mentre quella del settore dei servizi, che ripara le cose, rimane stagnante. I salari dei due settori però tenderanno a livellarsi, quindi all’aumentare di quelli del manifatturiero, saliranno anche quelli dei servizi. Perché? Perché banalmente, altrimenti tutta la manodopera tenderebbe ad andare sul settore più ricco, quindi il settore un po’ meno ricco comunque si deve adattare almeno in parte. Quindi la manodopera costa grossomodo uguale nei due settori, ma siccome il settore dei servizi non ha aumentato la propria produttività, vedrà costi totali più alti, al contrario di quelli della manifattura. Ecco perché nel tempo riparare qualcosa è diventato relativamente più costoso rispetto all’acquistarla nuova.
00:12:13 [Vittorio]
Bello, questo passaggio che aggiungi cultura a questo podcast mentre io lo faccio ritornare proprio alla banalità, proprio al populismo becero. Secondo me, c’è pure il fatto che diciamo: quando tu ti compravi una lavatrice negli anni 60 o 70, quello era un oggetto estremamente prezioso, come poteva essere la televisione a colori o la televisione o la radio eccetera. Quindi prima di tutto ci facevi molta più attenzione perché ci avevi investito un capitale e secondo effettivamente il meccanismo forse economico era un po’. Diverse nel senso vale soprattutto per le banche, cioè vedi il problema e cambia il pezzo anche direttamente. Il motore spesso i meccanici se hai un problema motore ti cambiano direttamente il motore, perché effettivamente è nel processo di diciamo di produzione che è diventato fondamentalmente più economico per l’economia di scala per i minimi aumenti produttivi eccetera. Il tempo speso nel cercare di capire qual è esattamente il problema diventa più dispendioso rispetto a andare a cambiare totalmente il pezzo. Ad esempio, quante volte vi si è rotto lo schermo del PC no? Ciòè tecnicamente quello è un tipo di riparazione che costa intorno al pezzo 200, 300, 400 euro e poi c’è la mano d’opera, quindi ti costa non so 100, 150 eccetera eccetera a seconda del modello. Alla fine tu andresti a spendere tra i 5 e i 600 euro per cambiare lo schermo su un pc che magari vale 800, 900 euro. A quel punto probabilmente è molto più conveniente andare a comprare un pc nuovo, perché prima di tutto ci metti meno tempo e secondo, tutto anche se tu hai riparato lo schermo non è detto che a un certo punto si rompa qualcos’altro, tipo che ne so le casse e fa tutto solo con Bluetooth.
00:13:40 [Nicola]
E non è una storia che mi è capitata e soprattutto non mi è capitata mentre stavo al lavoro fuori a napoli, totalmente fiction questo ma sì, secondo me è anche il fatto che comunque il sistema in cui viviamo adesso si è super ottimizzato per queste robe qua. E quindi da un lato ma anche la filiera no? Cioè, probabilmente è più facile che ti arrivi il tuo prodotto intero che lo fanno in Cina, mezzo assemblato là, mezzo in India, mezzo in Bangladesh e poi ti arriva qua, piuttosto che avere il singolo componente che lo devono spedire apposta, e poi qualcuno se lo deve tenere in magazzino. E dall’altro poi, comunque, il fatto che l’essere umano non è che può andare al doppio della velocità nel senso, puoi ottimizzare certi processi, ma fino a un certo punto, e poi uno ha dei costi fissi. Se tu vuoi fare quello che ripara le lavatrici, comunque, non è che puoi chiedere 2 euro a riparazione, perché poi non mangi, cioè vai a fare un altro lavoro. Però un altro aspetto fondamentale secondo Mi del fatto che abbiamo letto per cui le cose durano meno. Sono anche i regolamenti sull’efficienza energetica che rendono alla fine gli elettrodomestici più fragili. Ora non è una teoria del complotto, questa è bello! Che dobbiamo specificarlo eh? Sì, è abbastanza semplice da capire: cioè se prima avevi diciamo tutta la tavola degli elementi che potevi usare per costruire un forno, se adesso uno ti dice ‘guarda, siccome deve essere più efficiente e quindi puoi usare solo una parte ristretta dei materiali che hai, probabilmente finisce che usi dei materiali che performano meglio dal punto di vista dell’efficienza energetica. Ma, ché magari non sono così duraturi come il forno di ghisa che ti costruivano dentro al muro e quindi è per quello che l’elettrodomestico dura meno. Poi magari tengono anche conto di tutto il ciclo di vita del prodotto e quindi lo progettano già con dei materiali sanno che possono essere riciclati più facilmente.
00:15:55 [Vittorio]
Sono d’accordo sul fatto che sicuramente è migliorato, cioè è cambiata la tecnologia, è diventata molto più complicata perché chiaramente l’elettronica, l’informatica ha fatto passi da gigante e chiaramente più complicate le cose più ci sono pezzi che si possono rompere. Anche se chiunque abbia avuto un Alfa Romeo negli anni 80 sa benissimo che anche se una cosa funziona con tre cavi si può spaccare tutto e non funzionare niente.
00:16:16 [Nicola]
Aspetta, ma spiegamela bene questa roba perché non lo capisco.
00:16:19 [Vittorio]
Perché l’alfa romeo in generale, le auto italiane erano famose per essere molto belle ma avere un’elettronica terribile e quindi ciò prende si rompeva tutto. I finestrini elettrici non funzionavano mai, il condizionatore non funzionava mai, le spie si non funzionava niente, niente, ma roba che tu uscivi con la macchina concedendo che cominciava a impazzire tutto. Infatti, tipo Fiat si chiama l’acronimo in inglese è ‘Fix It Again’.
00:16:46 [Alain]
Io conoscevo for incredible autos tomorrow.
00:16:53 [Vittorio]
Secondo me, invece la cosa delle normative è un po’ un mito, nel senso che, soprattutto quella dell’unione europea, poi non so quante altre ne esistono, si aggiorna ogni otto anni, che è quella praticamente del rating, diciamo, dell’isparmio energetico, sì. Quindi c’è A, B, C, D, E. Ad esempio è una cosa che nessuno sa, che se voi avete un’etichetta con scritto classe B, ma quella lavatrice magari di vent’anni fa, vuol dire che attualmente la classe di quella lavatrice è tipo Z-X-X. Quindi l’attuale A consuma ed è più sostenibile 100 volte più di quella di anche solo 15 anni fa. E questa cosa, secondo me, deve essere tenuta in conto perché magari voi avete speso una barca di soldi per comprare il vostro fornello, cioè l’ha spesa vostra nonna, è durato 50 anni. Però in quei 50 anni a un certo punto ha cominciato a consumare talmente tanta energia che probabilmente ci mandavi avanti delle petroliere. L’attuale frigorifero, prima di tutto, a parte i rumori, inquinamenti acusi, tutte queste cose, chiaramente, in questi algoritmi non vengono mai considerati. Succhiano una quantità di energia che è pari a una lampadina. Sostanzialmente, e alla fine, se vai a vedere il risparmio che hai energetico. Probabilmente pareggia il fatto di ricambiare continuamente un certo tipo di elettrodomestico, però adesso smontiamo la seconda teoria del complotto di quello che dice.
00:18:12 [Nicola]
Ma se gli elettrodomestici nuovi consumano così meno, perché la mia bolletta non scende? Il motivo è perché usate molta più energia, è semplicemente quello: cioè avete 500. 000 Gadget, che dieci anni fa non avevate quindi unitariamente consumano meno ma quando ne avete 200 è là il consumo che si sale.
00:18:37 [Vittorio]
Allora visto che siamo polemici e lo siamo più di tutti vorrei spuntarne altri due, cioè ad esempio prima ho detto fast fashion e tessuti sintetici. Però Quello è un eccesso. In realtà i tessuti sintetici, come molti di noi sanno, cioè una maglietta termica di un iglù a maniche corte che pesa tipo 60 grammi tiene caldo quanto un cazzo di maglione di cashmere. Anche là ci sono estremi estremi alcune cose fanno terribilmente schifo perché sono i chain i temo. Perché è proprio la versione perfida di quel meccanismo. Altri in realtà riescono a creare dei prodotti che comunque hanno una loro efficienza e anche una loro economicità. Perché chiaramente una maglietta di cashmere è a un prezzo leggermente differente da quello che può essere una maglietta sintetica no?
00:19:23 [Nicola]
No ma aspetta perché tu sto roba di temu me l’hai attaccata eh lo so ieri o l’altro giorno stavo tornando a casa portando a casa mia figlia e ho incrociato sta tipa che stava parlando al telefono in italiano ma per caso no? E dice: ‘Ah, sì’. E poi ho comprato sta roba su Temu. Oh, e mi è partito proprio spontaneo! Un ma. .. vaffanculo! Così è così che si combatte!
00:19:51 [Vittorio]
E ad esempio, a me un’altra cosa che fa impazzire è quella delle macchine. Quelli che ti dicono: ‘Ah’, ma beh. .. le macchine degli anni 70-80, fatte di lamiera. Quelli facevano un incidente e rimanevano intonse! Quelle macchine capito al massimo due bottarelle col martello perfetto! Invece quelle di adesso, tocchi una macchina a 30 all’ora: il paraurti esplode; sembra che è distrutto. Sono fatte male, il problema è che quel paraurti che esplode prima era il tuo collo era la tua schiena perché non erano costruite per assorbire l’urto ma scaricarlo tutto su di te. Quindi quella macchina moderna sta proteggendo te. Il problema di, secondo me, tanta gente è che non capisce che tu compri un oggetto per salvare la tua persona. Quindi se la macchina si distrugge e io sto bene, io ho investito benissimo i miei soldi; non mi ne frega un cazzo che è distrutta quella macchina.
00:20:39 [Alain]
È vero, è vero. Comunque, una volta l’ho fatto un incidente con la mia prima macchina, che era una auto bianca Y10 del 1986. Di cui ho due ricordi memorabili. Il primo è che, uh, che bello, una macchina: apro la portiera, nido di vespe dentro. Chiudo la portiera scappo e scappo. Il secondo ricordo è appunto questo incidente, in cui c’entro una macchina di là, vent’anni dopo ed effettivamente quell’altra ha tutta la portiera, tutta la fiancata cartocciata no? E la mia niente neanche neanche un graffio però gli ho chiesto i danni perché si è danneggiato era già rotto il fanalino ma glieli ho chiesti lo stesso.
00:21:15 [Nicola]
Hai preso due soldi extra, secondo me sta roba del paraurti è anche il fatto che comunque le macchine adesso le vogliono fare più leggere per farle consumare meno e quindi anche per quello. Ovviamente la prima cosa è quella che dice Vittorio che effettivamente la macchina deve accartocciarsi proprio perché assorbe l’urto e quindi non accartocciarsi deve accartocciarsi nel modo giusto.
00:21:46 [Alain]
Tra l’altro lo sapete che la prima causa di morte nelle vecchissime auto in realtà non è solo che decapitazione. Bravo, era impalamento, impalamento. Perché lo sterzo è una cosa che fa. Era un palo unico ed era tutto in acciaio e ovviamente puntava allo sterno, era perfetto.
00:22:05 [Vittorio]
Però il paraurti, guarda come è nuovo, neanche la cromatura si era persa tanto era sponsorizzata da vlad. Poi c’è l’altro problema grande: Noi consumatori, cioè, ma noi siamo sicuri che vogliamo tenere un oggetto per 30 anni e quindi vogliamo che queste cose dureranno oppure preferiamo vivere in un altro mondo, diciamo?
00:22:27 [Nicola]
Sì, e la prima cosa è che c’è, che sta roba qui si vede anche in cucina, ad esempio, no? Quando magari le persone che fanno la cucina cambiano, quindi tutti gli elettrodomestici perché, boh, non stanno più bene in quella cucina e quindi è un tentennamento di Nicola. Ciò è, devo ricomprare gli elettrodomestici anche se gli elettrodomestici funzionano. A me non so perché mi è venuta in mente un’altra scena di quando vivevo a Londra, era tipo durante il Covid-19, una roba così. Questi due ragazzi americani, mi ricordo che era il Covid-19 perché avevo una felpa per GameStop. Quindi GameStop era successo durante il Covid-19, no? 2020-2021, quindi non so come loro facessero ad essere a Londra in un Airbnb. Comunque mi bussano alla porta la sera e mi dicono: ‘Senti, guarda, puoi venire un attimo perché non riusciamo a far andare i fornelli. ‘ E la loro idea era quella che accendevano i fornelli e poi, ad un certo punto, li toccavano con la mano. Pensavano di avere le piastre elettriche, toccandole dicevano: ‘Ma non scalda, non mi brucio. ‘ Forse sono quelle induzioni, boh è strano. Pensavo che fossimo più indietro rispetto a loro, ma non so dove arrivano. Però, questa roba qua del rifare la cucina comunque, fortunatamente, io me la sono sempre preservata. Mia moglie ce l’aveva quell’idea, la cucina. Il bagno, cioè, sono tutte quelle classiche robe che quando poi le cambi devi cambiare tutto.
00:24:14 [Alain]
Anche io me le sono scavallate non ho cambiato un cazzo.
00:24:18 [Vittorio]
Sì, lo sappiamo del tuo bagno che non è stato rifatto perché non ti applica una sega.
00:24:22 [Alain]
No, a parte allora, io ero contro fin da principio, però ma contro a rifare qualsiasi cosa guardasse fosse stato per me, io avrei imbiancato i muri perché vabbè c’era il salotto color bordeaux e non si poteva guardare. Forse si è un po’ troppo non si poteva guardare. Però avrei imbiancato i muri, messo un materasso per terra nella camera da letto, avrei dormito come un ventenne dopo Woodstock per 30 anni successivi. Però giustamente non vivo da solo quindi devo anche trovare un compromesso.
00:24:54 [Vittorio]
Però il bagno non l’abbiamo rifatto solo per il covid, eh. Però secondo me il grande problema di questa, cioè del ruolo diverso del consumatore, è che la nostra società fondamentalmente è diventata molto più ricca. Se uno prende la piramide di Maslow, quella sostanzialmente dice che alla base ci sono i bisogni di base, che sono quelli fisiologici, cioè sostanzialmente stare al caldo, non so, mangiare, quindi dormire in un posto abbastanza confortevole, e poi c’è la sicurezza, quindi avere una casa, avere la sicurezza economica, eccetera, eccetera. La seconda parte della piramide sono i bisogni psicologici, che sono ad esempio l’appartenenza e la stima. E già qua rientra un diverso metodo di consumismo, perché ad esempio nei bisogni di base tra non avere la piastra e avere una piastra elettrica per preparare da mangiare c’è un cambiamento incredibile. Te ne frega niente se è bella brutta funziona facilmente o no, l’importante è che ce l’hai in un bisogno psicologico ad esempio di appartenenza o di stima da parte di terzi. L’avere una bella cucina è una cosa importante e poi c’è chiaramente la fase di autorealizzazione, ma quello è un bisogno esterno. Questo spiega molto di questa cosa essendo noi una società ricca fondamentalmente sono cambiati le priorità rispetto alle generazioni precedenti. Se per gli altri appunto avere una lavatrice voleva dire risparmiare tre ore di vita, perché sennò andavi a fiume e ti mettevi a lavare col sapone. Di Marsiglia, tutti i panni e ciò è un cambiamento di vita incredibile e a te se ci metteva quattro ore o ce ne metteva mezza non ti fregava niente perché quella andava da sola. Tu facevi altro, chiaramente il problema è che tutti questi bisogni psicologici Non è che si fermano, cioè tu hai fatto la cucina o hai cambiato la macchina o hai comprato una serie di vestiti una volta e quello rigira in continuazione perché cambiano le mode, cambiano le tecnologie, cambiano le cose che puoi mostrare, eccetera, eccetera. E anche per questo, ad esempio, escono prodotti in maniera più veloce. Cioè la moda, cioè dei turni, non so, di tre anni cambiano praticamente tutte le mode, tutti i tagli e cose del genere perché ti costringe in qualche maniera a stare al passo e a cambiare tutto il tuo armadio.
00:26:52 [Alain]
Il fatto che uno debba trovare la realizzazione sociale, lo status in un oggetto, questo è tutto un altro discorso.
00:27:01 [Vittorio]
Il frigorifero non vogliamo dire che siete giustificati, stiamo mettendo soltanto in chiaro i fatti, come i frigoriferi americani che ti fanno il ghiaccio in tre secondi e io non ho mai capito in tutti i film americani perché quello dovesse essere una feature.
00:27:17 [Alain]
Io ti devo dire: ce l’avevamo in venezuela, in venezuela si usavano i frigoriferi americani ed era una merda anche da bambino ricordo più le volte che mi è arrivato il ghiaccio in faccia c’è anche quelle che c’entrava il bicchiere, però vabbè.
00:27:31 [Nicola]
Oltre a questo, ognuno il suo, mia mamma l’aveva comprato un frigorifero che è tipo grande come il mio letto, penso adesso a calderate della sì della general electric e quindi aveva anche la roba del ghiaccio. Il problema di quella macchina del ghiaccio là è che si rompe subito e quindi non è che ti metti a ripararla appunto perché dici: ma che cazzo me ne frega della macchina del ghiaccio? E quindi c’è il frigo, effettivamente è. Durato tipo non lo so, 30 anni però, quella roba là, cioè è morta 20 giorni dopo l’acquisto e poi, non lo so, forse c’è anche stato un periodo in cui veniva fuori la roba puzzolente, vabbè, comunque ha funzionato bene, devo essere sincero.
00:28:16 [Vittorio]
30 anni gioiosi, non so, se avete visto gli ultimi frigoriferi, quelli smart che in realtà il pannello frontale è un tablet che tiene conto di tutti i prodotti che hai in frigo e ti avverte di cosa comprare, ma ce li ha con l’intelligenza artificiale, o sei tu che devi cliccare come quando fai il budget sull’excel? Guarda, non lo so perché l’ultima volta l’ho visto due anni e mi ha fatto così schifo che ho detto: ‘Non vedrò mai più un oggetto così stupido’. Perché poi la cosa, come te la vendono, è non devi più aprire il frigo e non consumi energia. E sì, figura, ma c’è uno schermo, cioè di 70 pollici frontale, che consumerà più quello invece. Che fa così. .. Ah, Tommy!
00:28:50 [Nicola]
Mancano le uova, le ricompro, ma io dico: comunque non tutto è perduto, ragazzi, non tutto è perduto, perché si può ancora scegliere la durata delle cose quindi un po’. Di consigli che vi daremo non scritti da me, perché io non li so soprattutto sugli elettrodomestici. Ho sempre fatto tutto a caso, quindi o scegliete dei marchi di alta gamma oppure quelli di bassa gamma, cioè proprio quelli semplici. Secondo me, la roba della semplicità funziona: dovete scegliere robe che hanno un bottone solo, cioè tipo acceso/ spento e basta. Quello di solito è quello che vi serve. E appunto legato a questo, tentate di evitare tutti i fronzoli o la complessità tecnica, no?
00:29:38 [Vittorio]
Per favorire la longevità, ad esempio io ho comprato grazie ad alberto una stampante della brother ed è una delle cose più belle del mondo perché ha ancora i pulsanti fattini fisici, quelli di plastica tipo quelli dei vecchi telecomandi. Non posso che essere d’accordo con te; è una fiction non c’ha quelle cazzo di cartucce che dentro hanno un chip che a un certo punto fanno esplodere tutta, praticamente, l’impianto elettrico di casa. Queste cose così è proprio come funzionavano le cose vent’anni fa. È un’app che, a confronto, la Directal Classic è una cosa di UX futuristica, praticamente; ma è bello così, secondo me. La difficoltà è che essendoci tanta offerta, qualcosa che va bene per te o che dura di più, eccetera, la trovi e, però, devi fare tanta ricerca. Ad esempio, io ho questo PC che si chiama della Framework, che è un ex-credo dipendente della Apple, che si era un po’. Rotto le scatole del sistema in cui le RAM erano saldate quindi praticamente tu compravi quel PC, cioè quel Mac, e rimaneva così. Fino a un certo punto lo dovevi cambiare e buttavi tutto da parte. Lui ha creato questo progetto che è un PC modulare, rispetto a tanti altri tentativi, è, diciamo, gradevole esteticamente, è leggero, eccetera, e fondamentalmente è un cioè, tu compri la scocca sapendo che potrai aggiornarla, e in più la cosa molto fitta che fanno è che se un giorno dovrò cambiare il processore, ci sono ad esempio delle scatole che ti permettono di riadattare quel be-processore che comunque funziona che ne so come una box TV oppure una mini sala arcade oppure che ne so un micro server per gestire la casa. Quindi comunque va incontro a questa cosa che magari il tuo PC è cambiato e tu gli hai dato l’hai aggiornato ma comunque è rimasto funzionare per tanti anni, ma poi parte dei pezzi se funziona gli puoi dare una nuova veste e utilizzarli per ancora più tempo. Forse questa è la fase un po’ più moderna del nel nostro tempo.
00:31:31 [Alain]
Comunque in tutto questo discorso abbiamo fatto molta generalizzazione, ovviamente per motivi di tempo e pressione pochissimo, però ha senso valutare caso per caso, oggetto per oggetto, quando vogliamo puntare sulla durata e quando invece ha senso puntare su altre caratteristiche.
00:31:48 [Nicola]
Sì, ad esempio nelle auto, nell’elettronica o negli elettrodomestici. Per alcune persone, diciamo l’innovazione ha reso la durata secondaria. Non mi trovo molto d’accordo con sta roba qua nel senso che secondo me, specialmente per gli elettrodomestici, mi trovo più con il discorso di Vittorio, cioè tentano di di venderti delle funzioni che non hai mai cercato ma che non hai neanche sbattimenti di imparare. Because alla fine io quando sono entrato qua il forno che non lo so probabilmente. Se fai una combinazione lo puoi far partire nel momento che vuoi, però devi imparare come farlo. Non c’è il wifi e non puoi cucinare. Mi interessa appunto che faccio on, off, basta magari sugli elettrodomestici.
00:32:45 [Alain]
Non è la funzione quello che cerchi ma può essere il risparmio energetico.
00:32:48 [Nicola]
Se una lavatrice effettivamente ti fa spendere la metà come in svizzera la lavatrice te la compra al palazzo non puoi scegliere comunque.
00:32:59 [Alain]
Ci sono invece dei settori in cui secondo me, gran parte dell’innovazione è andata in marketing e in cose che alla fine all’utente non serve. In realtà questo è un discorso che si applica ad ogni settore in alcune nicchie. Dipende da quello che cercate voi. Ora vi faccio un esempio giusto per quello che interessa a me. Quello delle bici, quello che chiamano ATB, ossia bici tuttofare, da tutti i terreni. E l’apice di questo tipo di biciclette era negli anni 2000. Oggi a quelle biciclette che sono le stesse fondamentalmente da 25 anni minimo hanno aggiunto degli orpelli che non servono veramente all’utente. Quando trovi una bici ibrida che ha le ruote tubeless o i sistemi di frenate idraulici, hai solo aggiunto complessità. Nessuna signora quarantenne che vuole rimettersi in forma va a inchiodare con i freni idraulici, non gliene frega niente. Cioè quella è un’innovazione che va bene in alcuni settori, ma non serve alla persona comune. E quindi in questi casi, qui la scelta più ragionevole sarebbe ad esempio comprarsi una bicicletta usata degli anni
00:34:05 [Vittorio]
’90 che si trovi in buono stato e hai trovato l’auto-bici perfetta ma non rubata; beh, se riesci a capire se è rubata o no, che poi questo stranamente è un fenomeno che cioè quello che hai detto tu in realtà è qualcosa che sta succedendo un po’ nella moda più che altro nella rinascita del vintage perché la gente è scema fino a un certo punto, te ne rendi conto che ti viene venduta della roba un po’. Così e il fatto di andare che ne so ai vari mercatini e poi pure là è un altro discorso, cosa effettivamente compra la gente oppure su app tipo Vinted eccetera va a cercare quei prodotti che paradossalmente sono degli anni 90 fino agli anni 80 che magari però erano di fibre naturali in un certo senso, è un po’ Una risposta pura, questo forse l’abbigliamento è molto difficile perché c’è una componente enorme di soggettività, ok, cioè se a te non ti piace quel determinato stile, quel determinato tipo di scarpa o quel determinato tipo di cosa è inutile che io ti dico. Quello è un modello classico e tu dovresti averlo nell’armadio, cioè tu puoi pure comprarlo ma poi se non lo utilizzerai mai comunque, cioè non ha senso che te lo consigli. La bici ha un certo discorso perché fondamentalmente è una cosa che va su due ruote, ma che stai dicendo?
00:35:09 [Alain]
Guarda che il colore è fondamentale, lo dico io eh, certo!
00:35:12 [Vittorio]
Quello c’è un può usare la vernice no?
00:35:14 [Alain]
Come quelle che no, cioè sì, per carità! Se sei capace vedi vedi, si complica tutto per la nostra soggettività è tutto complicatissimo per la nostra soggettività. Devi metterla da parte se riesci ma una cosa che invece bisogna fare e capire cosa si cerca e sapere più o meno, almeno a grandi linee, dove cercarlo, no? Sembra una cosa ovvia, però cazzo è inutile che cerchi il maglione in lana vergine merino da H&M o la catena discount, qualche sia. Non bisogna essere illusi, no?
00:35:45 [Vittorio]
Sì, sì, ti può arrivare la botta di fortuna, però è talmente rara che probabilisticamente non la trovi. Un ricapito diciamo che probabilmente è molto importante capire cosa vogliamo e soprattutto cosa ci serve davvero, perché questo è uno di quei fattori che portano a fare degli acquisti un po’. Così sconsiderati, poi è molto importante fare delle ricerche e capire cosa si vuole, cosa si potrebbe comprare a seconda del proprio budget eccetera eccetera e soprattutto fare delle ricerche generiche per capire la qualità del prodotto. Cioè è inutile che uno compri Compra una cosa senza saperla analizzare, anche perché gran parte dei brand ti sfondano di informazioni che nella maggior parte dei casi sono assolutamente inutili. Poi cercarlo nei posti giusti, come abbiamo detto con il caso di H&M. E poi se ci sono dei prodotti che piacciono e che secondo la propria giudizio personale hanno un valore, bisogna anche sostenerli.
00:36:41 [Nicola]
Giusto, tipo se voi avete trovato un podcast di finanza.
00:36:45 [Alain]
Che secondo voi vale la pena, ditelo al mondo e sostenetelo sempre, t’attendo spettro virtuale che ascolta in silenzio il parlare di numeri e di sorte, ma mai rispondi. Pur ti cerco in vano su Reddit nei commenti tra spam di bot e influencer morenti. Ome il gentile, che giungi solda a chi vuol vendermi cripto e sogni infranti, perché non porta l’ascoltatore umano il suo pensiero? Perché non pigia egli quel form, sì breve, che ancora l’anima nostra desidera? Forse che tema il mutuo, o il declinante pil del cuor suo? Forse che ignora che dolce cosa è il dialogar col prossimo sui flussi di cassa ed altri mali eterni? Ma tu, oh follower che ancora taci, ricorda, non v’è spread né debito sovrano che possa separare i nostri account. Scrivici, commenta, che l’economia si salva anche con l’amor. Ci scrive DashKicks su Spotify. Potreste parlare di come vi informate e studiate argomenti di fidanza? E le risorse che usate?
00:38:11 [Nicola]
Secondo me è un po’ una domanda critica per me, nel senso che è il mio lavoro, per cui mi tengo informato per quello, non so come dire, anche perché poi sembra che non vuoi correre dietro alla notizia, però nel mio caso spesso sono costretto a correre. Correci dietro ma perché qualcuno salta in aria ogni tanto o viene urlando e quindi è per quello; negli anni cioè una volta Twitter era una risorsa molto buona, adesso un po’. Di gente se n’è andata, poi c’è una quantità di spam assurdo e un’altra risorsa sono i podcast.
00:38:58 [Vittorio]
Allora, io sinceramente preferisco dedicare il mio tempo ad altro, lo dico con grande sincerità, perché poi, cioè ce l’ho come nicola, alcuni podcast, alcuni profili twitter, anche qualcosa su instagram, devo essere sincero. Però la mia fonte di informazione preferita è generalmente la newsletter di Banker on Wheels, mi piace molto e fa una buona panoramica di quello che succede durante la settimana. Poi le giucchio le solite cose su Reddit, soprattutto per segnarmi cose da prendere in giro, ma poi un po’. Il forum di finanza online anche là sempre prende per il culo. Poi se ci sono cose veramente importanti, spesso me ne segnalano amici, alcuni lettori, eccetera. Però, se voglio approfondire un argomento, sento che mi serve. Credo che la formazione principale sempre potendone avere il tempo è ti leggi il libro più importante sull’argomento e vai là. Poi, boh, non lo so, magari è caso mio, sento che pure mi fa meglio stare sotto la pressione di certe news, e poi, boh, tante volte non le capisco, non capisco il senso di quelle cose. Mi sembra proprio uno spreco di tempo, quindi magari lo gestisco su altre cose.
00:39:59 [Alain]
Ho anch’io in parte quel vissuto. Però, per raggiungere una roba, mi brucio una cazzapubola. Due miei brillanti ex colleghi hanno creato un tool che si chiama Mailbrew. Penso che lo abbiano venduto adesso, hanno fatto la exit milionaria, non sono sicuro. Comunque questo tool qui ti permette di mettere tutte le tue fonti di informazione in un’unica email e ti viene spedita giornalmente, settimanalmente, mensilmente, quello che preferisci tu. È come se ti arrivasse una newsletter con dentro tutti i link, eventualmente con il riassunto di sintesi di quello che ti interessa in sostanza. Io ne ho creata una che ogni settimana mi manda le novità dalle varie newsletter che seguo, articoli di blog che mi interessano, tra cui quelli di Vittorio e Nicola, qualche canale YouTube, qualcosa di Twitter. Devo ammettere che l’ho configurata anni fa e magari non funziona più il servizio, però a me arrivano le mail. Non lo so, non ho più controllato niente. E magari ci sono anche alternative valide in giro, se questo è il caso. A parte questo, di solito nelle cazzabubole o nelle puntate nominiamo delle risorse e più o meno quelle sono le nostre fonti. Suggerirei a tutti di non sovraccaricarsi comunque. Avantiscappotto ci scrive via mail. Buongiorno, too big to fare cappotto. Qualche mese fa Nicola scrisse una critica a un paper di Sederburg su un’allocazione 100% stocks permanente. Questa idea fu anche discussa su The Rational Reminder Podcast. Che ne pensate di un’allocazione ancora più ambiziosa? 100% small cap value di Avantis su un orizzonte temporale molto lungo, lo Sharpen Ratio non è tanto distante da quello delle large cap ma ha decisamente un cape molto inferiore, il che mi fa pensare a un buon potenziale dal 1 a 10. Quanto sono stupido per espormi a questi rischi assumendo che ho un capitale umano molto alto e sono pronto a fare il barbone seguendo gli ottimi consigli di finanza cafona. Distinti saluti, avanti scappotto.
00:42:04 [Nicola]
Quello che avevo scritto era un po’. più tecnico, però alla fine il mio problema con quel paper era più che altro sul modo in cui lui aveva costruito i dati e sul fatto che lui diceva che il modello funzionava sia in accumulo e che in quando sei in decumulo, in retirement, e la sua conclusione era quella di dire devi avere sempre il portafoglio 100% azioni, non devi avere le obbligazioni, non le devi avere mai, perché comunque, secondo lui, appunto, secondo questo studio, tutto sottoperformano. Quello che dice Avanti Scappotto, secondo me, alla fine, anche se cambia dalla visione, non so, market cap weighted, chiamiamola così, di Seder, ad aggiungere dei fattori fondamentalmente ti prendi un po’. Maggiore o minore lo stesso risk premium ovviamente anche là small cap value a parte il fatto che quello delle small cap non è veramente un fattore o comunque non è stata debancata come cosa, fondamentalmente ti porti a casa due. Sì, forse sei un po’ più diversificato di quello che diceva Sederburg, però non è che hai fatto sto gran cambiamento. Secondo me è meglio andare a guardare Un portafoglio che è veramente diversificato e quindi che guarda dei risk premium diversi rispetto a questa soluzione.
00:43:33 [Alain]
Stiamo parlando di magic the gathering, vero?
00:43:37 [Vittorio]
Che cos’è magic?
00:43:40 [Nicola]
Vabbè, vabbè, ti tolgo io dall’impiccio. Passiamo alle cazzabubbole in fretta. Ora, io purtroppo c’ho un problema settimana scorsa. Nel senso che adesso che noi siamo pre-estate ma l’episodio uscirà non lo so tipo nel 2026 questo però io avevo degli elementi abbastanza di attualità e quindi quando lo sentirete non sarà più attualità. Però, Ozzy Osbourne è morto tipo ieri. Alcugan oggi, oh è Mortal Kombat è un pezzo di L.
00:44:14 [Vittorio]
A.
00:44:14 [Nicola]
News come arrivano quindi è una roba molto fresca per me, non saprei per voi, però io volevo giocarmi questo aneddoto su ozzy osbourne, non veramente su di lui. Ritorniamo a quando ero a Londra a vivere durante il Covid, praticamente prima del Covid mia moglie conosce questa ragazza che viveva sullo stesso pianerottolo del nostro palazzo. Poi salta fuori il Covid quindi lockdown siamo nel proprio primo lockdown quando si facevano tutte quelle stronzate del tipo giocare giochi da tavolo con i tuoi amici ma online, quei tirati liquids game insomma lei dice vabbè dai, senti, troviamoci una volta, vengono a casa nostra, lei e il suo ragazzo, a fare un aperitivo, no? Così abbiamo un minimo di contatto sociale. E quindi arrivano, ovviamente, si parlano di quello che fai, cosa non fai, e il suo ragazzo ci dice, ma io suono in una band, no? E io pensavo, vabbè, alla fine se è a Londra c’è molta più gente che fa quello probabilmente che fa altro. Però, dopo un po’, la cosa il mistero si infittisce un po’ di più perché la tizia comincia a dirti: ‘Adesso abbiamo l’occasione di stare tanto tempo insieme, appunto perché c’è il lockdown. Because prima del lockdown, magari quando lui andava in tournée negli Stati Uniti, stava via 3-4 mesi di fila e quindi non ci vedevamo per 3-4 mesi di fila. Però io pensavo probabilmente faceva magari batterista quei ruoli lì un po’. secondari e invece salta fuori che cantava no e quindi tu dici vabbè cazzo uno che canta sta via così tanto e lui aveva la nonna o non so dei parenti italiani no e quindi ci dice il nome semplicemente per quello no e quindi vabbè la serata finisce loro se ne vanno a casa e ovviamente io e mia moglie un po’ Presi da curiosità, sapendo il suo nome, andiamo a cercare chi era ed effettivamente era uno famoso, cioè ai tempi era già famoso, ma non super famoso. Poi due o tre anni dopo sono andati anche al numero uno della charts inglese, ma la roba che mi ha fatto più ridere è che c’era un tipo che era il fidanzato della migliore amica di una mia ex, che aveva postato un loro video su Facebook pochi mesi fa, pochi mesi prima, scusa. E quindi io gli scrivo gli dico la classica roba del tipo: non crederai mai a chi è venuto a cagare a casa mia e gli dico: guarda, era il cantante di Don Brocco; lui sbrocca totalmente, cioè ha cominciato a dirmi: no, no, devi chiedergli un video, devi mandarci qualcosa. E quando mia moglie ha raccontato alla sua fidanzata questa scena qua, lei effettivamente c’ha ci ha confidato che è stato bello per loro perché il fatto che noi non sapessimo chi fosse lui hanno vissuto tra virgolette una serata normale, soprattutto una serata normale per lei, because immagino che di solito quando vanno in giro tutti rompono il cazzo a lui e lei non se la non si fila nessuno. Però, il discorso è che mentre noi facevamo questa ricerca di lui su internet, le prime immagini Che saltavano fuori erano di lui quando era fidanzato con la figlia di Ozzy Osbourne è stato fidanzato con la figlia, e io lí mi immaginavo lui che passava il Natale a Los Angeles a casa di Ozzy Osbourne. Invece, purtroppo come Come cazzabubola vera non ho niente se non un’altra roba legata al mio vivere quotidiano. Nel senso, che quest’anno per la prima volta avevano organizzato i Mondiali di basket juniors in Svizzera. a Lausanne e quindi fuori dalla stazione di Lausanne avevano messo un totem già un anno fa in cui facevano il countdown per questa roba qui no. E quindi, siccome io a Lausanne vado spesso, lo vedevo e dicevo: ‘beh, sarebbe interessante comunque andare a vedere queste robe’. Poi arriva il momento in cui parte, io vado a guardare un attimo sul sito, ovviamente sul sito ti dicono: ‘ah, nelle edizioni passate ci sono stati Uemba Niyama e altri no’. Però poi mi dico: ‘vabbè, ovvio che il nome me lo scrivi adesso, però ai tempi Wemba Yama probabilmente lo riconoscevi, però gli altri magari no’. E poi comunque mi sarei dovuto fare lo sbattimento di andare con mio figlio. Non c’erano cazzi però non lo so che cazzo decide la FIBA, che è l’organizzazione del basket mondiale. Cioè loro, nello stesso momento in cui fanno il mondiale under 19 in Svizzera, facevano anche gli europei under 20 in Grecia. Quindi al mondo Under-19 ovviamente l’Italia non era qualificata, perché se fosse stata qualificata sarei andato a vederle. Invece l’Italia era qualificata agli europei, non solo era qualificata ma alla fine li ha pure vinti e quindi lì ho detto: ‘Ma cazzo, vedi la roba! Se li avessero fatti inversamente avrei goduto, sarei potuto andare a vederlo! ‘ Cioè, o come il fatto che adesso l’Italia femminile l’hanno sempre fatta giocare a Ginevra non l’ha mai fatta giocare di qua. E comunque ovviamente non vi sto a dire di andare a vedere la finale, perché ormai sono passati due mesi. Non so che interesse avete. Però è stata una partita della Madonna, perché alla fine comunque sono dei ragazzini, non sono ancora cresciuti. Hai vent’anni, però il livello tecnico è assurdo, perché poi giocavano contro la Lituania c’era questo tipo che era veramente pro-zingis di adesso, perché alto sarà stato due metri dieci non lo so. Una roba assurda tirava da tre così bene, e nonostante quello c’è se tutti i medesimi in quella situazione magari quando avevi tu 20 anni che boh! Magari ti cagavi addosso perché dovevi andare a parlare con una ragazza, cioè. E questi qua comunque in una situazione di superpressione hanno Giocato bene quindi, beh, se volete andate a vedervelo tanto c’è c’è su YouTube gratis.
00:50:53 [Vittorio]
Io invece consiglio un programma tv che è uscito da poco su sky. Io in genere non riscivo quando non lavoro, a un programma TV perché non li vedo e già mi fanno Mi fa schifo il mio lavoro. Questo è un po’ rovinato. Nella serie l’avrei voluto fare. In sintesi, è un gruppo di 12 persone che viene buttato nella giungla malese e se arriva alla fine delle varie tappe si divide il monte premio comune di 300. 000 euro. C’è però un piccolo problema. C’è chi loro vengono sottoposti a delle tentazioni che possono essere, ne so, un piatto di pasta fatto da uno chef, oppure una spa, oppure dormire la notte con l’aria condizionata, avere un bagno vero e proprio, eccetera eccetera. Chiaramente queste cifre costano 100 volte la vita normale, quindi un caffè costa 250 euro. Una spa costa 5. 000 euro per dire e i prezzi aumentano per ogni puntata. Questo monte premi non viene scalato dal personale ma in quello complessivo si creano quindi diciamo una certa serie di dinamiche interessanti non come uno immagina in realtà perché si creano i gruppetti. E la cosa che si nota, ad esempio, è che quando incominci a cedere, tu non hai ceduto una volta, tu hai incominciato a cede tante volte. Questa è la prima cosa che fa. Cioè, quando hai buttato giù il muro, il resto va di conseguenza e quindi continua a spendere. C’è poi pure il fattore di gente che veramente non sa resistere a niente. Cioè tu hai cominciato il programma e dopo mezz’ora c’hai già fame ma ce lo prendiamo un caffettino è così, ma non stai scherzando. È così. Cioè tu vuoi veramente far detonare delle persone. Cioè poi il finale lasciamo perdere, che è una roba. Comunque il format è fatto molto bene, molto dritto, non è moralista e questa è la cosa anche interessante: cioè non è, il giudizio è tutto dello spettatore. È molto cinico e secondo me è uno spaccato pazzesco di come è fatta l’Italia. Cioè dopo che lo vedi tu capisci perché il nostro sistema pensionistico è così, capisci perché tante persone se ne approfittano della 104 o di tutte le leggi sociali e poi a certo punto dicono non ce n’è per nessuno. Cioè, è una grandissima spiegazione del concetto che non esiste il pasto gratis, però è ancora più cinico, perché, vabbè, vedete, è veramente veramente figo. Chiaramente, dopo l’ultima puntata, penso tirate fuori il fucile del nonno e andate alla ricerca di determinati soggetti, però quella è la vita.
00:53:22 [Nicola]
Sono veramente dei geni quelli che hanno creato un bello format, in effetti almeno descritto sembra interessante.
00:53:29 [Vittorio]
È un mix di vari formattini, però è veramente costruito bene, condotto da caressa.
00:53:35 [Alain]
Peraltro, e invece tu Alain, io ti consiglio un canale youtube di tieran friedman. Practicamente, questo è un viaggiatore che viaggia principalmente in bicicletta britannica. Quindi, praticamente negli ultimi anni, quello che ha fatto è stato andare pedalando, cioè in bicicletta, con una bicicletta da corsa, in giro per il mondo. Si è fatto dalla Norvegia all’Azerbaijan e si è fermato parecchio, soprattutto in Medio Oriente. E quel che fa lui, che penso sia giornalista di formazione, è raccontare storie locali, la cultura, il contesto storico in cui si trova una regione. La cosa bella del suo approccio, cioè è molto particolare, perché una cosa è arrivare lì protetto con la polizia, la macchinetta, il blindato, il giubbotto e vedere cosa succede in un’area. Tutt’altra, secondo me, è arrivare lì con la vulnerabilità di una bicicletta, la lentezza di una bicicletta, in un’area che comunque è problematica. Cioè abbiamo fatto dei video in Cisgiordania, nella zona del governo palestinese. Quindi andava a intervistare i coloni israeliani, poi si spostava i 20 minuti in bicicletta, andava a parlare con i palestinesi, tra di loro si menavano, lui era chiaramente britannico, di origini tra l’altro ebraiche, per cui Si mette in gioco in un modo che è molto peculiare. E poi non è il solito diario di viaggio con quelli shot super bellissimi, col drone, viste aeree, tutto bellissimo. No, è roba molto sudata, si dà molto spazio alle persone. A me è piaciuto molto, molto particolare.
00:55:14 [Vittorio]
Bello, molto interessante. Ce n’è un italiano che fa una cosa del genere, però lui fa pedalate. È arrivato fino in Africa, cioè è partito dall’Italia. È arrivato tipo in Sudafrica, ma una roba tipo due mesi. Quindi insomma cammina no nel senso, due mesi è poco se pensi quanto è grande l’Africa. Immagino anche le strade non siano il massimo, sì tra le altre cose, cioè fai veramente niente. La puntata è finita. Vi ricordiamo di consigliarci ai vostri amici ma anche ai nemici, a questo punto magari ci mettono, sì, sì, ci fanno i commenti casini, soprattutto ai nemici, magari ci apprezzano di più. Ecco! Potete farci una donazione. Abbiamo anche il nostro nuovo store con del merchandising molto bello. Poi ci sono vabbè, qualche codicino, qualche cosina, qualche, qualche sconticino. Nei show notes e per il resto potete seguirci sui soliti blog, finanza cafona, salto mentale e dettagli al leather. sofa Nicola vuol dire qualcosa?
00:56:12 [Nicola]
Su youtube ah è vero su youtube che stiamo facendo le live ma ci sono sempre anche se voi non siete in live sì basta che mettete iscriviti ciao ciao ciao
