Oggi a Too Big To Fail salutiamo tutti gli abitanti di Casalpusterlengo e ringraziamo il sindaco per non averci denunciato. Con noi il giocatore di basket (e nazionale italiano) Paul Biligha! Parliamo di soldi, sport, costanza e un po’ di culo.
I consigli di oggi:
Nicola: The Bear (Disney Plus)
Vittorio: Calabresi e Nicholas Cage
Alain: Bestie da Vittoria
LA PROMO
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Cose nominate (forse):
- Chi è Paul Biligha
- Recap Cazzabubbole
- Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman
- Beau Miles
- Quanto guadagnano i cestisti
- Un bel tweet di Luca Dellanna
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Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure mandiamo un sicario anche a te.
Riepilogo
Temi chiave e approfondimenti
- I sacrifici di inseguire una carriera di passione: La discussione esplora le sfide affrontate da atleti e altri professionisti guidati dalla passione, inclusi i rigidi regimi di allenamento, l’incertezza finanziaria e la necessità di bilanciare lavoro e vita personale. Paul Biligha condivide le sue esperienze di crescita in Camerun, la pressione di eccellere a scuola e le difficoltà della transizione da promettente giocatore giovanile a professionista.
- Navigare la transizione dalla carriera atletica alla vita dopo: Il podcast si addentra nelle sfide uniche affrontate dagli atleti professionisti mentre si avvicinano alla fine della loro carriera agonistica. Vittorio e Nicola evidenziano il forte contrasto tra gli anni di alta visibilità e ben retribuiti di una carriera sportiva e le potenziali difficoltà finanziarie e di identità che possono sorgere quando quel capitolo giunge al termine.
- Sviluppare una mentalità e competenze diversificate: Gli ospiti discutono dell’importanza di mantenere un approccio equilibrato, non concentrandosi solo sulle proprie aspirazioni atletiche o professionali, e del valore di sviluppare un insieme diversificato di abilità e interessi per prepararsi alla vita dopo la “professione di passione”.
Citazioni e esempi notevoli
- “Diventare famoso è incredibile, essere famoso è abbastanza cool, perdere la fama è miserabile.” – Will Smith, come riferito dai relatori
- L’esperienza di Paul Biligha con le severe richieste accademiche di sua madre, anche mentre inseguiva i suoi sogni di basket, illustra la tensione tra passione e aspettative genitoriali.
- La discussione sulla strategia di investimento di Paul e le sfide di gestire le finanze personali come atleta professionista offre una prospettiva unica sulle realtà finanziarie affrontate da individui con alti guadagni ma con poco tempo a disposizione.
Prospettive uniche e tendenze
- Il podcast tocca il concetto di “microavventure” come modo per gli individui, anche in aree più isolate o rurali, di trovare soddisfazione e creare esperienze memorabili senza la necessità di estesi viaggi o risorse.
- I relatori evidenziano la natura evolutiva dei percorsi di carriera, allontanandosi dalla progressione lineare tradizionale, e l’importanza di abbracciare la necessità di “reinventarsi” durante il proprio viaggio professionale.
Trascrizione
Made by Clipto tutto solo, oramai è un bimbo grande.
00:00:39 [Vittorio]
oggi abbiamo come ospite una di quelle persone che le guardi e dici ‘hai ragione te’. Un atleta, uno sportivo che ha rappresentato la nazionale italiana, un cestista che gioca nella Serie A di basket italiano, uno che ha vinto due Coppa Italia, tre Scudetti e un FIBA Europe Cup. Insomma, uno alto due metri. Con noi Paul Biligha.
00:00:55 [Paul Biligha]
ciao, ciao a tutti. È un piacere di essere con voi. Sono un assiduo ascoltatore. Anche in particolare metto tra virgolette visto che mi era piaciuta tantissima la puntata dove avete parlato dei bias, no? Mi sono posto la cosa di non ascoltare le ultime che avete fatto prima di andare in vacanza, capendo dell’appuntamento, vengo più parato che non sono un bias sul film.
00:01:18 [Vittorio]
vabbè, allora chiaramente hai capito perché ti abbiamo insomma chiesto di essere un ospite della puntata, perché insomma a noi ci piace un po’ fare queste interviste miste. Non ci interessa solo il tema dei soldi in generale, ma come delle storie, insomma, di come anche il sacrificio, la possibilità di raggiungere i propri obiettivi di vita personale, anche le difficoltà che si incontra, perché insomma tu cresci in determinati ruoli, più hai aspettative, pressione dall’esterno, anche personali, e anche il ruolo della sportiva, insomma, è abbastanza difficile.
00:01:48 [Nicola]
allora io, di solito, queste interviste normalmente iniziano con la storia di come paul, poi è diventato un giocatore di basket. È una domanda complicata questa, perché un altro friend of the podcast, ovvero Luca Dell’Anna, ha pubblicato un tweet dove diceva che sostanzialmente in tutti questi passion job, anche se sei nel top 1%, praticamente la tua aspettativa di guadagno è zero. Perché devi essere. .. Basta che tu sei al top 1%, devi essere al top del top del top. Però ovviamente questo un ragazzino non lo sa, no? Cioè tu ti piaci giocare a basket e ovviamente quello che vuoi fare è il giocatore di basket. Però magari ti sei trovato nella tua crescita, il percorso non è mai una linea dritta, no? Magari hai trovato dei momenti in cui. .. Magari hai realizzato, sto facendo troppa fatica, potrei fare qualcos’altro. Se sono riuscito a spiegarmi, spero che la inquadrassi un po’
00:02:53 [Nicola]
in questo senso, la tua storia degli inizi.
00:02:56 [Paul Biligha]
sì, sicuramente se partiamo più da un aspetto dove, se capisco bene, poni il fatto che a un certo punto magari ti sei anche reso conto che arrivi a un determinato livello.
00:03:11 [Paul Biligha]
il famoso passion job, da rendere poi il tuo lavoro, che ti permette di sostenerti, di crescere, di avere una famiglia, di poter pagare i tuoi piccoli bisognini, non è sempre facile. Sicuramente già il fatto che comunque riesci magari solo a pagarti i studi grazie a quello, parlando di borse di studio, sei già nell’1%. Se da lì riesci ad averci anche uno stipendio, entri nell’1% famoso del mondo.
00:03:41 [Paul Biligha]
momenti del genere ci sono stati soprattutto quando ancora ero un po’ nella scuola di formazione, nelle giovanili, dove magari ti alleni, dai tanto, però non vedi subito i frutti, no? E sicuramente queste frasi ti vengono in mente. Però la cosa buona che c’era, non so ancora se è così adesso, c’erano così tanti allenamenti, così tante partite, che pensare era anche. .. La mattina a scuola. .. Mangiavi qualcosa, alle 2′ c’avevi l’allenamento con i giovani, alle 6′ c’avevi l’allenamento con la squadra senior a cui apparteni, e dopo la sera avevi l’allenamento con la serie C2 o serie D con cui giochi il sabato. Quindi c’erano poche opportunità per. .. pensare a altre cose, altri scenari, dove sei semplicemente trasportato da un allenamento in lato. Direi che quello mi ha salvato.
00:04:35 [Vittorio]
come dice sempre alain, per guarire dall’overthinking basta che ti riempi la vita e non c’hai problemi, non c’hai tempo per fare altro.
00:04:44 [Nicola]
però questo secondo me è un aspetto importante è un sacrificio assurdo quello di pensare praticamente per un buon arco della tua vita e soprattutto un buon arco della tua vita dove magari i tuoi amici si stanno divertendo tu praticamente studi e ti alleni e se sei già abbastanza maturo capisci che comunque lo studiare è comunque importante perché appunto sei arrivato in quella via di mezzo in cui dici sì sono ad un certo livello ma non hai ancora comunque la sicurezza che riuscirai veramente a farlo diventare sì, credo è sempre più difficile.
00:05:26 [Paul Biligha]
guarda, nel mio caso è stato proprio legato al fatto che, non so, magari anche qua in italia c’è un po’ questa mentalità. Io sono del Cameroon, sono africano adottivo dall’Italia perché sono nato qua, però mia mamma mi ha fatto sempre sapere che se vuoi fare qualcosa devi andare a fare la scuola. Prima la scuola e poi, non so, il regalino, no? Il voto buono e allora andiamo al cinema.
00:05:50 [Paul Biligha]
ti comporti bene a scuola allora ti lascio andare agli allenamenti è sempre stato un po’ questo il gioco quindi mi ha detto quando gli ho detto guarda io voglio andare in italia insomma a iniziare a fare provini per trovare squadre lei mi ha detto tu vai l’unica cosa che io voglio vedere che mi porti che vai a scuola e porti i risultati della scuola il giorno che non ricevo questi documenti tu smetti sembra assurdo no? perché uno dice ma scusa adesso lei sarà in Camerun io so qua sono 6. 000 km quindi Puoi fare anche le copie, no? Anche se mi era più difficile. Oggi con CiaGPT sai quanto è difficile. C’è possibilità, no? E invece era una cosa, credo anche subconscia mia, diciamo, di promesse fatte che voglio mantenere. E allora io l’ho mantenuta. Anche se ti dico, a scuola sono andato abbastanza bene, però non è che forzavo, insomma. Facevo il giusto e indispensabile. per la maturità e poi anche l’università e tutto quell
00:06:47 [Nicola]
‘altro questo mi è venuta in mente la storia di siakam che anche lui è camerunese lui praticamente è andato negli stati uniti a 15 anni da solo da solo però quando raccontano questa storia secondo me a tante persone vengono in mente ok hai fatto il sacrificio ma vedi dove sei adesso però lui 15enne è andato là senza sapere che magari sarebbe non lo so, anche solo si faceva male e poi avrebbe passato tre anni lontano dalla sua famiglia per poi dover tornare a casa. Per cui nel senso non è un investimento gratis, perché non sai mai quando o se ti tornerai indietro.
00:07:29 [Paul Biligha]
su questo ti dico, sicuramente siakam è la famosa 0,010% storia buona, ci sta tutto il 99,9% che non sappiamo. perché nessuno va a raccontarle, ma di conoscenze, di prese di parola, anche nel mondo del calcio soprattutto, perché lì è una cosa un po’ Plus grande, ci sono tanti che rimangono, come dicevi tu, bloccati per un infortunio, per documenti, per tante storie, cioè è una roba assurda, però poi vedi lì che vendono cose per strada. C’avevo un parente, un giorno è andato in Turchia e aveva visto uno di quei ragazzini che escono, dall’Africa, dal Camerun, bravi nel calcio, tutte queste cose qua e poi lo vedeva che vendeva cose in giro, ma lui lì era venuto per con le squadre grosse di calcio turche, solo per varie situazioni e problemi. Non c’è riuscito. Lui è rimasto bloccato lì e comunque è andato lì con la missione di portare i soldi a casa. Quindi si è trovato a fare il venditore ambulante.
00:08:30 [Paul Biligha]
purtroppo, sono più quelle storie che quella di lui. La mia per questo mi ritengo molto fortunato, ma sicuramente quello che dici è che il quindicenne non saprà mai poi cosa gli capita. Sogna, ma la realtà poi può essere diversa da quello che è il sogno.
00:08:50 [Vittorio]
probabilmente anche la situazione della tua famiglia, cioè tua madre, comunque ti ha costruito anche il fatto che tu dovevi rispettare una promessa che ti ha chiesto una cosa a te e tu ti sei sentito in dovere di dovergli restituire qualcosa, perché anche se non cresci in un ambiente comunque in cui hai un legame familiare forte, oppure che hai anche un dovere nel dover fare le cose. Che sono sia le promesse, oppure continuare ad allenarti, anche queste cose sono importanti al netto della fortuna che ti può capitare nella vita. Di conoscere un coach brevissimo che ti riesca a far fare grandi salti di carriera professionale, oppure una gente che ti piazza in una squadra. Che ha prospettive, invece, di farti fare la panchina per tre anni, eccetera. Però forse anche quell’aspetto familiare è molto importante, perlomeno nella tua esperienza.
00:09:35 [Paul Biligha]
sì, sicuramente quello che mi ha permesso nelle giornate, diciamo, che io chiamo di vuoto, cioè quelle famose giornate dove tu ti prepari all’evento, ti stai preparando per fare un esame, no? Ci sono tutti questi giorni che sono molto di più, no? Dove tu devi, come un mantra, andare avanti, fare la cosa, allenarti, studiare, prepararti, eh? Quelle giornate, secondo me, sono anche a volte le più toste, perché sono quelle dove puoi avere cambi di motivazione, di tensione e quant’altro, e insomma ricordare che magari hai fatto una promessa ad un amico, a un parente, che vuoi portare avanti il progetto, un discorso, un pensiero, quello ti aiuta, ti dà un po’ più di motivazione. Quando è un po’
00:10:18 [Nicola]
fino a calare e tu l’hai scoperto da te questa cosa, perché la visione dall’esterno è che ci sia comunque un determinismo per me, quando ero giovane, dicevo ‘vabbè’, ma io sono nato così, non riesco a saltare tanto o qualcosa, e quindi lo accetto in quel modo lì. Ma nessuno mi è mai venuto a dire ‘no’, guarda che la gente che è lì, sì, ha un talento, ma comunque si spacca il culo. Cioè, è un senso di maturità che quando sei giovane è difficile da avere.
00:10:58 [Paul Biligha]
sì, però su quello, secondo me, dipende. Dipende un po’ come parlavo di Vittorio, dal contesto da cui esci. Se esci in un contesto dove sei poco portato a, diciamo, a girovagare con la testa, come dicevo prima, no? Se c’è l’amico che ti chiama e dice ‘dai prendiamo, usciamo, ma andiamo di lì’, no? E quindi sei giovane, ci sono quelle ragazze che hai visto nella scuola e quindi lo iscrivi e dici ma ci vediamo dopo. Quando io non sono stato in un ambiente di quel tipo lì, cioè i ragazzi con cui stavo erano tutti più o meno nello stesso. .. diciamo fabbrica di produzione ha molta possibilità di dirsi andiamo a fare questo anche perché io sono per 4-5 anni ho vissuto a casa Pustellero non so se sapete dov
00:11:44 [Vittorio]
‘è non hai tante possibilità di fare altre cose, diciamo.
00:11:48 [Paul Biligha]
ecco, la vera campagna modigiana, con tutti i rispetti, è veramente pochissimo da fare, tanta nebbia, ma tanta di quella nebbia. Poi la patente ce n’è uno su venti di voi, quindi venti non potete entrare in macchina tutti insieme per andare, non so, magari su Milano, su Lodi, che per me Lodi a quei tempi sembrava di essere New York.
00:12:14 [Paul Biligha]
adesso le vedo pure anche con i miei amici, quando ci torno dico che cosa ci avevo visto. Il contesto sicuramente aiuta anche, fa da barriera, insomma.
00:12:25 [Nicola]
e durante questo periodo hai mai avuto un piano b nella tua testa per dire ‘ok, se questa cosa non funziona?
00:12:34 [Paul Biligha]
allora, piano b di per sé no, no, perché sono sincero anche se ho studiato, anche se mi sono laureato. La mia testa era diventare la migliore versione di me stesso su un campo da basket ogni giorno. Sicuramente, poi negli anni, ho provato, quando avevo anche un po’ di tempo libero, a vedere cos’è che faccio dopo, soprattutto adesso che sono un po’ più là con l’età. E quello era soprattutto in rapporto a quello che avevo studiato, che ho fatto, mi sono lavorato in scienza agraria, quindi ero un po’ in quel campo lì. La domanda oggi, in questi ultimi anni, me la pongo molto di più, però in quei famosi, diciamo, dieci anni, passiamo dai venti ai trenta o venti e trentadue, non ti mentirò, io ero, se non al novanta, al novantanove per cento, focus a diventare il miglior giocatore possibile. Poi. .. Come diceva Ellen, ho diversificato molto anche concentrandomi sulla scuola. Per me era un divertimento per staccare e ammazzarmi di. ..
00:13:35 [Paul Biligha]
non so, l’allenatore ha detto che non so fare questa cosa, come la risolvo?
00:13:40 [Vittorio]
ma parlando delle cose più becere del denaro. .. Alain si è tirato giù qualche statistichina.
00:13:46 [Paul Biligha]
sentiamo se ci sono anche io con i numeri.
00:13:49 [Alain]
ok, ok. Allora, la statistica che ho trovato, i fuoriclasse, diciamo lo 0,001% arrivano anche oltre il milione di euro a stagione.
00:13:57 [Nicola]
in italia, in italia.
00:13:58 [Alain]
sì, no, chiaro, chiaro. Il top, cioè 0,1% circa, siamo su 200-700k, quella fascia qua. La media 80-150k. La serie A2, 20-50k. La serie A1 femminile, 10-30k in media, le star sui 100k. Questi sono i numeri che avevo trovato.
00:14:20 [Paul Biligha]
dai, più o meno ci siamo.
00:14:23 [Vittorio]
ma questo include solo lo stipendio oppure, non so, ad esempio i premi se hai vinto un. ..
00:14:28 [Paul Biligha]
allora, i dati che ha tirato alan, secondo me, è stipendio e direi anche netto. I premi. .. Quelli cambiano in base alla squadra, le squadre hanno la mano molto più profonda nelle tasche quando ti vogliono premiarti perché giochi bene, ci sono quelli che. .. Invece ho contato ogni euro che esce dalla tasca quando ti vogliono prendere, ma parlando di questa cosa, dei benefici.
00:14:53 [Vittorio]
se tu frequenti i forum e i gruppi di finanza personale, sai che c’è una sorta di parafilie in queste cose, i bonus, i ticket, la possibilità di mettere fondo pensione, le cifre, cioè veramente ci stanno una quantità di discussioni infinite, ma per uno sportivo, quali sono i benefici extra?
00:15:11 [Paul Biligha]
sai che è per colpa vostra che, adesso che ho queste idee, e avrei voluto prima sentirvi, che sono andato veramente a interessarmi ai benefici. In confronto ai benefici di chi fa un lavoro, diciamo, tra virgolette normale, no? Cioè i nostri benefici chiari, a quelli proprio chiari chiari, la maggior parte del tempo la casa non la paghi. In seconda opzione puoi avere il vitto, cioè la squadra decide, no, tu non vuoi, non sai cucinare, allora. .. vai in questo posto qua ti danno anche qualche sconticino in qualche bottega però questo si fa Molto meno adesso. Prima era una cosa, un’usanza più grande perché la squadra prima era anche una sorta di estensione della famiglia del proprietario. Adesso molto meno. Il terzo è la macchina. Soprattutto nelle squadre, diciamo, top, la macchina è a disposizione anche per chi non sono, anche per non giocatori, tipo allenatori o preparatori. Questi sono quelli chiari che noi vediamo. Poi, ascoltandovi, ho capito che ci sono anche altri benefici.
00:16:13 [Vittorio]
ah, ecco.
00:16:14 [Paul Biligha]
tipo? Tipo? Su di noi. .. Ho guardato la nostra cassa, la cassa degli atleti. Noi abbiamo un’associazione di giocatori, che è la GIVA, che si occupa praticamente di recuperare il famoso TFR nel mondo nostro normale. Noi abbiamo un altro nome, però è sempre TFR. Lo recupera dalle squadre e poi lo mette in fondo loro e lo conserva. Tu quando finisci di giocare in Serie A, hai tempo, se non sbaglio, 5 anni. Per segnalarti e per andare a ritirare questi soldi qua.
00:16:47 [Paul Biligha]
percentuale, stavo calcolando, dipende un po’ dal tuo contratto, però potrebbe essere tra l’1 e il 2% del contratto. Adesso, forse sto dicendo una cavolata, però dipende molto dal contratto che si accumulano negli anni.
00:17:00 [Vittorio]
probabilmente avrai pure un’assicurazione sanitaria particolare, direi.
00:17:03 [Paul Biligha]
allora, noi abbiamo, sì, abbiamo un’assicurazione. Però questa è stipulata direttamente dalla Lega, la stipula direttamente e ce l’hanno tutti i giocatori di serie A professionisti. Poi individualmente farti qualcosa, un’assicurazione tua, io l’ho avuto per un po’ di anni, che va diciamo ad alzare un po’ di più quello che andresti a prendere per un infortunio, tipo un ginocchio che salta, una schiera, un bombello definitivo, su quello che è successo, sull’accaduto insomma. Diciamo che è una sorta di andiamo a prenderci un premio in più.
00:17:34 [Vittorio]
facciamo un piano b nel caso le cose non funzionino come devono.
00:17:38 [Paul Biligha]
sì, soprattutto adesso, molto di meno, però prima poteva capitare che tante società ti fai male, ti fanno ciao ciao, ti dicono ‘sì, sì’ ti cureremo, fanno ciao ciao, rompono i contratti e poi diciamo. ..
00:17:51 [Vittorio]
aspetta, spiega in questo caso, nel basket invece, possono praticamente terminare il contratto, oppure ci sono dei contratti molto brevi?
00:18:00 [Paul Biligha]
non allora stiamo parlando di cose che non si dovrebbero fare, insomma, di legge in teoria la squadra deve coprire totalmente l’infortunio del giocatore fino al recupero, e poi in quel caso separarsi. Sto dicendo che magari Poteva succedere che qualche squadra, che non è molto più leggerina rispetto alle regole, pur di prendersi un giocatore per salvare la situazione della squadra, che sia buona o cattiva, dice quei soldi li prendo e mi vado a prendere qualcuno, che ti spendi per curare uno che poi l’anno prossimo non è più in squadra. Questi ragionamenti ad oggi tendono a diminuire. Però in passato ho visto situazioni. ..
00:18:44 [Vittorio]
ma perché erano squadre meno solide economicamente, oppure perché c’è stata una regolamentazione?
00:18:49 [Paul Biligha]
perché c’era una gestione in passato un po’ ballerina delle società.
00:18:54 [Vittorio]
ok, ok.
00:18:54 [Paul Biligha]
credo che era un po’ tutto il mondo dello sport italiano che era un po’ gestito così. Ma adesso è molto diverso. Adesso è quasi tutto in regola, quasi tutto seguito.
00:19:08 [Paul Biligha]
a norma di legge, prima un po’ era ognuno aveva un po’ sceglieva un po’.
00:19:12 [Vittorio]
ognuno di vivere senti a me è una cosa che mi fa sempre pensare di uno sportivo che nessuno mai mette in conto, fondamentalmente, se tu riesci e questo è già a diventare un professionista e avere un buon stipendio che, come abbiamo visto, è già un se gigantesco. Tu accumuli una buona ricchezza, però in un’età molto precisa, cioè tra i 18 e 35, 40 anni. Se sei uno sportivo comunque capace, oppure hai la capacità, cioè non hai infortuni gravi dopo quest’età, tu praticamente cambia totalmente la tua vita. Perché tu passi da 5, 6, 0 a guadagnare a praticamente niente, perché il tuo lavoro è finito. Non sei più uno sportivo, magari puoi diventare un preparatore, puoi diventare un manager, puoi diventare un coach, eccetera, eccetera. Cambiano i rapporti, no? Devi praticamente ritirare completamente la tua vita. Quindi è un po’ il discorso che diceva Nicola. Alla fine è un guadagno a somma zero, perché tu guadagni per quei 20 anni, ma se non hai messo da parte tutti gli altri 50-60 che vivi, come fai a sopravvivere in sostanza?
00:20:12 [Paul Biligha]
è una bella domanda. Soprattutto che tu, se faccio bene il calcolo, stai dicendo che. .. Possiamo vivere fino a 95.
00:20:19 [Vittorio]
in italia viviamo bene, viviamo bene, viviamo bene.
00:20:23 [Paul Biligha]
sarebbe super per tutti noi. Sicuramente tu stai parlando che ci stanno questi 40-60 anni che stanno arrivando e tu dici, vabbè, come facciamo?
00:20:34 [Paul Biligha]
non lo so, perché sono arrivato anche in questa fase qua, quindi se ci ritorniamo tra tre anni ti dirò un po’ come sono messo.
00:20:41 [Vittorio]
però è un pensiero che hai fatto, immagino, no?
00:20:44 [Paul Biligha]
assolutamente, poi ho visto anche chi, prima di me, ha smesso, che ha dovuto, io chiamo ridimensionarsi, anche se non mi piace troppo la parola, però la realtà dei fatti è quella, non ti puoi più permettere un ritmo di vita di un certo tipo, e parlando di ritmo di vita non dico spendere sodio a destra e a sinistra, fare tante cose, perché alla fine i soldi ti danno l’opportunità di fare tante cose. Me ne rendo conto anch’io adesso, cioè uscire, andare a mangiare, prendere, andare magari un attimo a Lugano, visto che qua è vicino, tornando indietro, l’altro giorno vai a Lecco in montagna, comunque queste sono spese, non è che stai facendo la vita di lusso che vai a sciavolare, però penso che sia. .. Per un sportivo sicuramente il lato economico non è facile, se non hai un buon rapporto. Non vorrei dire con i soldi, però con i concetti di economia. Fai molta fatica. Io vedo tanti campioni del calcio che, quando parlano di loro oggi, senti che fanno una fatica tremenda a capire perché adesso. ..
00:21:53 [Paul Biligha]
hanno questo ritmo di vita qua, cioè loro non avrebbero mai pensato di trovarsi in quella situazione.
00:21:57 [Vittorio]
tipo la cosa strana, forse è che, da quello che è da esterno, è che forse è come se dici il meglio di quello che mi poteva capitare nella vita, l’ho passato, però in realtà sei giovane, cioè 35-40 anni, non sei decrepito, cioè comunque hai ancora una buona forma fisica, cioè sei giovane fondamentalmente, però effettivamente tutto quello, diciamo sportivamente, come atleta che potevi dare, è passato, no?
00:22:21 [Paul Biligha]
lì prendo con i vostri famosi bias, no? Cioè, a che punto parto? Io parto dal punto che vedo i giovani che giocano. Quando io vedo i giovani che giocano, io mi dico, ma il bello per me è il passato, no? Ma il tuo, il punto di partenza tuo, è diverso. Tu arrivi da una carriera di studio, di lavoro, di percorso, no? Intensi, posizioni junior, adesso senior, dici, faccio un esempio, arrivi a 36 anni e inizi a avere dei ruoli manageriali di un certo tipo, no? Tu begins ad avere un determinato tipo di carriera, dove io ho raggiunto il picco massimo in confronto al mio punto di riferimento. Quindi diciamo che sono due spazi temporali, diciamo così, molto diversi.
00:23:05 [Nicola]
sì, però è anche una questione di, diciamo, se la vediamo in maniera ottimistica, no? Hai una seconda opportunità e puoi anche costruirti sull’esperienza che hai avuto nella, tra virgolette, nella tua prima vita. Qualcosa per la seconda, però ovviamente capiscono, mi ero segnato quello che dice Will Smith, che dice: ‘Becoming famous is amazing, being famous is kind of cool, losing fame is miserable. ‘ In un certo senso è umano, cioè tu stai salendo e vivi quella situazione lì, e poi il fatto di ritornare anche magari in una situazione che comunque è meglio del. ..
00:23:48 [Paul Biligha]
sicuramente della media, delle persone anche della tua età, però la vivi in maniera diversa, anche se quello di will smith, secondo me, è molto, anche sul profilo psicologia personale, quello che tu hai vissuto in confronto alla tua società, hai vissuto quel rush dove tutti iniziano a parlare di te, poi sei diventato quello di cui tutti parlano, e poi piano piano iniziano a dimenticarti.
00:24:17 [Paul Biligha]
tutti gli atleti vivranno, anche io vivrò, solo che io ho fatto più una fetta diversa, tipo i social, li utilizzo pochissimo, e già lì mi sono tolto una bella fetta di centro dell’attenzione. Io evito di farmi coinvolgere in tante cose, ma più di cose, diciamo, sai, c’è quella cosa lì, cena, vai, quelle cose lì, se non è per forza, non mi faccio coinvolgere.
00:24:44 [Paul Biligha]
su quella frase proprio di willie smith, non credo che mi farà tanto, però capisco le persone famose, gli atleti famosi che vivono e soffrono con la condizione lì, sicuramente non è facile.
00:24:58 [Alain]
hai adottato l’approccio stoico. Dicono che se accetti la parte positiva del pendolo, ti becchi anche la parte negativa del pendolo. Avendo rifiutato parte di quella positiva, sei molto più immune, più robusto.
00:25:11 [Paul Biligha]
stoicismo è interessante.
00:25:13 [Vittorio]
c’è tutta la fase, chiaramente, diciamo delle giovanili, no? E poi a un certo punto sostanzialmente firmi un contratto professionista. E la cosa però. .. Un po’ strana di quando firmi un contratto che comunque, per quanto questo può essere, cioè se arrivi in una scuola di serie A, comunque guadagni obiettivamente bene, anche se magari non sono cifre mostruose. 18 anni, sei considerato come una persona abbastanza benestante, no?
00:25:35 [Paul Biligha]
ecco, sì, no, ti volevo dire un numero: partiamo da un stipendio. Eh, vai. Il primo avvedimento è stato tra i 30 e i 35 mila euro.
00:25:43 [Vittorio]
ah, ok, quindi un discretissimo stipendio per una persona di 18 anni. Però la cosa strana, no, è che è come se tu. .. vincessi la lotteria o qualcosa, però lo sanno tutti, perché quello stipendio chiaramente sta su tutti i giornali. Ad esempio uno che ti dici guarda io sono un giocatore professionista di basket, è una serie A e fa ah vabbè allora sei ricco e la classica cosa è che un po’ ti rompono le scatole, non so come dire. Ti è successo questo?
00:26:09 [Paul Biligha]
sì, è successo soprattutto quando iniziavo.
00:26:13 [Paul Biligha]
adesso no, però prima sì. E prima. .. mi rompeva di più perché non guadagnavo quanto l’altro che era forte, no? E quindi mi dicevo, ma io, no, quello è ricco, io, no, non sono ricco. Però invece mi sto rendendo conto che sì, ero ricco in confronto a quella persona che me lo diceva lì al supermercato, che lavorava lì al supermercato, perché 35, insomma, al supermercato non ti pagano 30-35 all’anno. Netto. Questo no.
00:26:43 [Nicola]
rispetto a questo, anche il rapporto con la famiglia nel senso ovviamente uno dice non lo so. Magari i tuoi genitori hanno fatto dei sacrifici, e quindi, ci sono altre situazioni in cui, magari, insomma, dammi una mano. Magari ti senti anche in dovere tu, nel senso di dire: ‘Sono stato fortunato’ uno dei grandi pregiudizi che ho letto, soprattutto per sul discorso degli atleti americani, che magari vengono fuori dal ghetto, che la notizia di quando vanno in bancarotta sembra hai buttato i soldi. Macchine, così però, in realtà è perché si portano dietro comunque tutta una rete sociale che devono tentare anche in maniera giusta, perché loro si sentono guarda. Ho avuto fortuna, le vuoi aiutare queste persone, però a volte ti tira giù questa cosa è difficile trovare un bilanciamento, più che bilanciamento.
00:27:41 [Paul Biligha]
sai quello che ho vissuto io, perché io ho anche una piccolissima associazione in camerun per sport e tante altre cose, e quello che ho capito è che per quanto tu vuoi aiutare qualcuno di sicuro, non è dandogli direttamente dei soldi o regalandogli qualcosa in mano che la può aiutare nel miglior modo possibile. E questa è una cosa che mi sono sbattuto la testa e ancora oggi ci sbatto la testa, perché è semplicemente la realtà. Voler aiutare qualcuno, farsi del male a livello di pensieri, perché hai l’opportunità di poter aiutare qualcuno e quindi dici ‘devo fare’, è la cosa brutta che rischi di avere dei risultati che non ti danno mai soddisfazione. E quindi inizia a essere un ciclo abbastanza pesante. Su questo con il tempo ho imparato a misurare anche come, quando e dove aiutare una persona se la devo aiutare. Però questa è semplicemente l’esperienza di vita e il tempo che ti dà un po’
00:28:46 [Paul Biligha]
di dritto su questo.
00:28:49 [Vittorio]
ma con la tua associazione, cosa fai?
00:28:51 [Paul Biligha]
praticamente. ..
00:28:53 [Paul Biligha]
riassume tutta la storia di nicola, io l’ho fatto semplicemente per aiutare altri ragazzi a iniziare a giocare a basket in camerun in un contesto un po’ più vogliamo dire sano, pulito, esempio, un campo un po’ più presentabile. Allora metto un po’ di soldi, rifaccio il campo e quantità altre cose. Più o meno è questo. Poi ci sono tante altre varianti di piccole cose che facciamo comunque sempre nello sport. Per dare un esempio di quello che diceva Nicola dell’aiuto, io sono andato in una scuola, c’era un campo da basket che non era messo bene. Do un po’ di soldi, rifacciamo il campo, no? E io ho detto, invece di dare le nostre mani, io ho fatto il campo, quindi. ..
00:29:32 [Vittorio]
gli ha dato una possibilità.
00:29:33 [Paul Biligha]
sei mesi fa mi chiama il dirigente scolastico e mi dice, guarda che sul tuo campo. .. è lì che si riuniscono tutti i bambini e i ragazzi per fare casino tra chi si droga, chi fa risse, chi fa botte e quindi io sono rimasto così scioccato ma io ho fatto il campo e alla fine diventa il luogo di rissa e mi vengono ad accusare che il mio campo che ha dato l’opportunità a loro di avere un posto dove trovarsi ovviamente ci sono i bambini che usano il campo per giocare però la maggior parte delle azioni che vengono ritenute dalla scuola con un impatto sulla scuola sono da quegli episodi che succedono quindi quello che ti ritorna è questo e quindi tu rimani nella testa e dici questo è semplicemente un esempio per dire che sì,
00:30:19 [Nicola]
avere i mezzi è bello però bisogna anche sapere come usarli sennò rischi di fare cose controproducenti e non è semplice sono tutte cose che magari poi impari cammini facendo mentre stai facendo altre cose ma io mi chiedo infatti come fanno i fondi pubblici a funzionare perché più o meno è quello che diciamo moltiplicato per gli altri fondi e l
00:30:51 [Paul Biligha]
‘impatto poi che quello che loro fanno le opere pubbliche avranno sulle persone i studi io non so come fanno è da rompersi la testa tra l
00:31:01 [Alain]
‘altro la fama è uno di quegli aspetti che mi incuriosisce un sacco ora che dai no?
00:31:08 [Alain]
per te dal punto di vista monetario, proprio esclusivamente monetario, secondo te è un pro o è un contro? Cioè nel senso è un pro perché magari ti porta a sponsorizzazioni, opportunità, chi lo sa, però mi sembra che ci sia anche una forte pressione sociale quando hai fama proprio perché magari ci si aspetta che tu ti presenti in un certo modo, non puoi essere la tua persona ma devi avere quella maschera.
00:31:31 [Paul Biligha]
quel tipo di personaggio, magari, devi girare con la macchina di un certo tipo, quasi quasi mi viene da dire che uno oggi fa meglio essere se stesso per guadagnare ancora più di visibilità nel senso che rischi di cadere nel gruppone di tutti che fanno la stessa cosa e non ti vedono, invece, magari essendo te stesso, riesci magari a catturare una parte di pubblico che si interessa proprio a quel modo tuo di fare e già quello ti permette di avere una tua indipendenza a livello di persona, quindi su quello c’è stata, secondo me, un’evoluzione nel come vedere la fama e come vivere la sua fama, soprattutto perché è super famosa come ti vedi nel futuro, cioè nella tua seconda fase?
00:32:22 [Vittorio]
a parte prima di tutto, c’è ancora qualche anno di carriera, cosa vorresti fare in questi ultimi anni? C’hai degli obiettivi?
00:32:30 [Paul Biligha]
in questi ultimi anni, sicuramente, vincere qualcosa qua a tortona, una squadra sicuramente un capitale, un campionato qualsiasi cosa possibile vincere, perché vincere piace sempre, non è vero che quando hai vinto tanto smetti di avere voglia, hai sempre più voglia, invece, quella è una roba penso che sia una malattia, dopo un po’. Quand’è che vinci, vuoi solo vincere, è possibile e dopo, magari, mi piacerebbe allenare un po’ i ragazzi, se sia possibile, e iniziare a trovare anche un percorso al di fuori del basket che è più simile anche a quello che mi piace. Poi, è difficile, però, vedrò insomma, non mi faccio troppi pensieri su questo. Invece, il lato finanziario, come ti stai muovendo? Ah, ecco, questo ho dimenticato.
00:33:23 [Paul Biligha]
allora, io fin nel 2014-15 ho ignorato totalmente tutto quello che può essere investimenti e altro. Però mi è andato bene, perché io ho iniziato a giocare professionista nel 2012 e nel 2015 ho iniziato, quindi sono tre anni, l’ho buttato via, però qualcosa bisognava. .. Ho avuto la fortuna che un mio ex compagno di. .. Che ha avuto un grave infortunio al ginocchio e ha iniziato a fare consulente finanziario presso la Montepaschi di Siena, se non mi sbaglio. Mi sono fidato di lui, lui mi ha detto: ‘Guarda, facciamo questo progetto qua e creiamoci un portafoglio sugli anni’. Abbiamo iniziato con i fondi. Che poi ho capito, era 2015-2016, scusatemi, ma io sul fondo non sapevo che costavano così cari. E per il resto c’è questo portafoglio dinamico che era, come dicevo prima, molto fondopensione e bond governativi e adesso è molto più girato su ETF.
00:34:26 [Paul Biligha]
molti più etf, qualche banco nativo, ancora c’è, e pochissimi fondi, è normale nel tuo ambiente fare ragionamenti che stai facendo tu o sei un po’
00:34:37 [Vittorio]
uno particolare attento.
00:34:40 [Paul Biligha]
diciamo non è un discorso facile, perché per chi fa sport, non è un discorso facile. I tempi sicuramente sono cambiati e quindi tanti iniziano un po’ più a fidarsi di figure, oppure a informarsi sui robot e advisor, e tante altre cose, perché adesso veramente c’è una miriade di possibilità. Quello mi spaventa parecchio, perché senza nemmeno tante verifiche puoi buttare tutti i tuoi soldi su uno strumento e poi chissà come vada a finire. Se non hai fatto un po’ economia a scuola e anche se non ti interessi al tema inizi a avere mal di testa c’era una puntata dove Nicola l’altra volta spiegava che a Zurigo penso sul suo spostamento tra Inglitella e Zurigo e stavi spiegando un po’
00:35:27 [Nicola]
cosa conveniva o non conveniva cioè io a un certo punto ho iniziato a avere mal di testa guarda ti assicuro che vale lo stesso per noi ma secondo te è più complicato capire il mifid o è stato marcare jokic?
00:35:44 [Paul Biligha]
jokic. Il Mifid con due mesi di intensivo qualcosa arrivo a capire. Lui posso passare anche tutta la vita, ma non c’è modo, non c’è soluzione.
00:35:58 [Nicola]
un mal di testa, grazie mille, bene paul, per me è stato veramente un’emozione.
00:36:04 [Paul Biligha]
per cui posso solo dirti grazie, grazie di aver partecipato, grazie a voi è stato un piacere di parlare di sport, ma anche di tante altre cose, e spero che adesso, che riprenderò le vostre puntate da quando è stato dai bias, e poi questa sarà carina, secondo me. La mia compagna mi aveva comprato il libro di Daniel Kahneman, di Amos Tversky, una settimana prima di sentire la vostra puntata. E io l’ho preso, gli ho dato un calcio, l’ho buttato. Ma poi me l’aveva comprato perché avevamo litigato. Quindi io, sai, quelle cose che tu dici, non la voglio nemmeno. Poi avete iniziato a parlare di questi bias, soprattutto anche in sistema. Ho detto, non è che è qualcosa che mi può interessare anche a livello di mie scelte personali, di come vedo le cose. E poi mi sono intrippato aprendo il libro e adesso è diventato un’ossessione. Cioè, ogni cosa prova a togliere il bias di ogni cosa che vedo.
00:37:06 [Paul Biligha]
benvenuto nel club. Poi a volte mi toccano la schiena e mi dicono, ma dove sei? Cioè, io sto lì pensando a. ..
00:37:14 [Paul Biligha]
aspetta, però prima che ti risponda devo. .. Qualcuno chiama questa saggezza, però io sto pensando che è rincoglionirmi.
00:37:26 [Alain]
ed eccoci di nuovo alla posta del cuore. Voi non lo sapete, ma è passato talmente tanto tempo dall’ultima volta che l’ho detto che mi sembra strano dirlo. Comunque vi ricordo. .. E ricordo anche a me stesso che potete scrivervi tramite il form sul nostro sito commentando in giro qua e là, magari potete scrivervi sul nostro subreddit.
00:37:46 [Vittorio]
posso dire una cosa che da un paio di settimane tu hai fatto questa cosa bellissima sul sito, che è il recap di tutte le cazzabubole delle puntate. C’è una pagina apposta, visto che l’avete chiesto nei commenti, il vostro desiderio è stato esaudito.
00:38:00 [Nicola]
ma aspetta, ma giustamente tu hai detto la roba del cazzabubbole durante la posta del cuore.
00:38:05 [Vittorio]
vabbè, ma questo si sa perché mi è venuto in mente ora, perché ho detto no, lo dico dopo, però se lo dico dopo me lo scordo. Quindi meglio dirlo subito piuttosto che scordarselo dopo al. Massimo, lo tagli e lo rimetti, questa peraltro è una grande lezione di vita. Se dovete fare una cosa, fatela subito, perché se la dite ‘ah’, lo faccio dopo e non ve lo segnate, non lo fate, e poi quando succede, il problema, fate ‘ah’, ma sono un coglione. Se lo fate subito, il problema niente ansia, niente stress.
00:38:30 [Alain]
beh, questo comunque è il messaggio che viene da alessio, che ha scritto direttamente al profilo instagram di finanza cafona.
00:38:37 [Vittorio]
sì, esiste, però mi fa schifo instagram, quindi non lo uso. Comunque metto l’Incarnation Note, non si sa mai. Magari poi mi vendo il profilo, ma so, qualche centinaia di euro.
00:38:47 [Alain]
buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni. Nell’ultimo periodo sto in crisi. Sono andato a vivere da solo a 19 anni, appena ho trovato lavoro in un’azienda zootecnica del Cremonese, nel settore nel quale ho sempre sognato di lavorare per passione. In azienda negli ultimi anni mi sono specializzato e ho aumentato il mio stipendio in modo ragionevole. 1900 euro netti al mese. Parlando con i miei coetanei, mi ritengo molto fortunato, prendono tutti i stipendi da fame. Fino a qui sembra tutto perfetto. Il problema è che con un lavoro full time come il mio. .. in una zona già molto isolata e depressa. Mi trovo ad avere un pessimo equilibrio fra vita sociale e lavoro. Già l’anno scorso, in questo periodo, ad agosto, ho fatto un burnout, dal quale sono riuscito ad uscire piano piano iniziando a fare sport e sfondandomi di allenamento. Però questo è solo un palliativo. Sento che sono infelice e la vita che mi sono costruito, malgrado l’indipendenza e la libertà, non mi soddisfa. Vorrei cambiare vita. Anche se ora ho ottenuto l’indipendenza finanziaria, che con il mio stile di vita minimalista e il costo della vita in zona molto basso mi permette anche di avere un elevato tasso di risparmio e di investimento, fra 500 e 700 euro al mese.
00:39:52 [Alain]
mi fa paura l’idea di mandare tutto a puttane. Cambiare lavoro, trasferirmi in un’azione nuova, rischiando di perdere la mia indipendenza e la mia sicurezza. Dovessi cambiare lavoro, penso che abbandonerei questo settore, perché dopo il burnout ho il rigetto per il lavoro e non mi dà più molta soddisfazione. Il problema è che mi sono altamente specializzato e quindi dovrei ricominciare a studiare, ma studiando smetterei di lavorare, perdendo l’indipendenza, oppure accontentarmi di un lavoro con una retribuzione sicuramente più bassa. Non so proprio che fare.
00:40:21 [Vittorio]
allora a me piace molto questa cosa che comunque ci chiedono aiuto, e penso pure che comunque ci vuole coraggio. Mostrare la parte molto più debole della propria persona, e spero che poi questa puntata con ospite Poll abbia dato degli spunti anche per ragionare in una maniera differente sul costo dei sacrifici. E al netto di questo, io ti dico il fatto che abbia avuto un burnout così giovane. Io non lo sottovaluterei, e probabilmente lo sport non basta. Forse serve l’aiuto anche di un percorso, o per capire altre cose, perché obiettivamente è un po’ strano. Detto ciò, molto probabilmente, conoscendo il meccanismo tipico italiano, la cerchio vicino, quindi i parenti, i nonni, gli amici, eccetera, gli diranno sempre privilegiato, guadagni bene, che ti frega, ti sei sistemato così presto, fra dieci anni ti compri la tua casetta, ti sposi. Io ho sbagliato molte cose nella vita e nelle scelte della mia carriera, però una cosa che sicuramente non faccio è che non mi guardo indietro dicendo, ah vabbè, potevi fare altro. Ti consiglio di cioè sei giovane, anche se sbagli per 5 anni le cose non vanno bene, almeno ci hai provato, perché andando avanti è molto peggio pensare di non averci almeno provato a fare qualcosa che poteva renderti più felice.
00:41:32 [Vittorio]
a un certo punto ci puoi diciamo rinunciare, ma non è neanche vero. Questo cioè puoi trovare comunque un equilibrio differente. Ma pensare che a 22 anni la tua vita è segnata da questa cosa, che fra due anni ti ritroverai di nuovo in burnout, che la tua vita là è triste, che non ti piace il tuo lavoro, eccetera. È cioè non è una vita giusta per fare il piccolo sogno borghese italiano del cazzo. quindi magari fai un progetto per un prossimo anno, accumula diciamo un determinata solidità economica che ti permette di resistere sei mesi, un anno, anche se non dovessi lavorare, cerca magari un percorso nuovo. Ecco, e non fai nulla di male, anche se ti criticano, manda a fanculo sta gente, detto ciò anche se il Tuo lavoro in questa azienda non ti piace. Non è detto che lo stesso lavoro che tu stai facendo ora non ti piace in un’altra azienda. Secondo me, non bisogna magari confondere il fatto che tu stai lavorando con delle teste di cazzo, ma in un’altra azienda puoi fare lo stesso lavoro con delle persone migliori. E quel lavoro può tornare a piacere.
00:42:24 [Nicola]
io non so perché scegliamo queste domande a cui non siamo in grado assolutamente di rispondere. Non siamo le persone a cui dovrebbero farlo. Noi non siamo qui per dare risposte giuste.
00:42:38 [Alain]
siamo qui per dare stimoli, dubbi, appoggio emotivo.
00:42:42 [Nicola]
ma però, siccome io sono egocentrico, rigiro. questa cosa per parlare di noi e quindi io dico sono felice che comunque sia instaurato questo rapporto di amicizia a distanza con chi ci segue perché secondo me era uno degli obiettivi per cui abbiamo strutturato il podcast in questo modo ora quindi ti darò una risposta un po’ Cazzuta nel senso che cazzona, anzi non cazzuta. Altra giornata, stavo sentendo un podcast e intervistavano questa persona che praticamente nella vita, lui fa il concorrente dei reali show negli Stati Uniti. Comunque, sono dei giochi, lui ha fatto un sacco di edizioni di Survivors che nell’edizione americana, per vincere, devi entrare nelle dinamiche del gioco nel senso che butti fuori la gente, però poi quelli che hai buttato fuori ti devono votare per vincere. E quindi lui spiegava come ci deve essere una strategia in quel gioco lì. Poi ha fatto altri reality che non so manco se ci sono mai stati in Italia.
00:43:44 [Nicola]
sostanzialmente, lui diceva che poi la sua vita era una vita tipicamente dove ogni anno, alla fine di ogni stagione, lui doveva reinventarsi. Non sapeva che cosa avrebbe fatto dall’altro lato. Lui dice ma mia moglie invece fa l’insegnante. Per lei sarebbe impossibile vivere la vita che sto vivendo io. Per cui, secondo me, questo è importante per dire che ovviamente ognuno di noi ha una certa predisposizione a vedere il proprio futuro alcuni vedono le opportunità che hanno davanti ogni volta dici figata posso fare quello che voglio o altre persone invece lo vedono veramente come guardi giù dal burrone e questa cosa ti spaventa perché non hai un percorso ti serve avere un percorso prefissato però al di là di questa indole personale che quindi abbiamo tutti secondo me è anche importante capire che è soprattutto per te che sei molto giovane e più andremo avanti più è facile che ci troveremo nella situazione in cui dobbiamo reinventarci e poi reinventarci e poi reinventarci che non quello
00:44:47 [Nicola]
che è la classica tradizione italiana in cui tu avevi il padre che faceva il medico, quindi tu farai il medico, quindi tuo figlio farà il medico, perché è così. A volte è capitato anche a me, nel senso che comunque ho dovuto cambiare un po’. È una cosa che. .. che anch’io vivo male veramente male e però mi sto insegnando a autoinsegnarmi ad accettarla un po’ questa cosa perché alla fine è un po’. così che va la vita per cui se riesci continua a pensare comunque a un’opportunità un’opportunità davanti non sarà facile perché ovviamente quelli che te la vendono come una passeggiata è una cazzata però poi alla fine bene o male vedi anche prendendo i lati positivi della cosa che comunque ci sono indubbiamente dei pro e puoi anche farli diventare abbastanza pesanti però comunque dipende molto dal tuo atteggiamento e da come le vivi queste cose io sottolineerei anche quello che ha detto Vittorio nella sua risposta il dubbio sul fatto di un burnout ai 22 anni non è da sottovalutare soprattutto
00:46:04 [Nicola]
fai le opportune verifiche, se hai un dolore alla schiena forte vai dall
00:46:08 [Alain]
‘ortopedico, vai dal neurochirurgo e fatti vedere bene perché potrebbe anche essere uno scompenso che è semplicemente fisiologico.
00:46:17 [Alain]
nel modo in cui funzioni, è che hai bisogno di un aiuto di un certo tipo. Quindi, quello, per prima cosa, elimina quell’opzione, sii sicuro che non è quello, ok? Detto ciò, puoi fare anche altre riflessioni. Io cerco di andare un pochettino in una strada diversa da quella di Vittorio e Nicola, giusto per darti un’opzione. Tra le righe del tuo messaggio ho letto una certa solitudine, cioè dici è un posto depresso, non mi sembra che. .. Cioè l’oretta tra le righe, non è esplicito. E quindi la domanda che ti farei è come va con le reti sociali? Cioè conosci gente interessante, ci passi del tempo, ti senti un po’ una parte di una comunità? Perché è qualcosa di fondamentale per l’essere umano. Se non ti senti parte di un gruppo, quella è una cosa che ti manca. Non è necessario stravolgere tutto.
00:47:03 [Alain]
impossibile che a cremona non ci siano 10 persone che sono simpatiche e interessanti tante volte uno si limita molto nel modo in cui cerca le persone non le trovo e grazie cose che frequenti la palestra e l’azienda in cui lavori. E magari non sono lì le persone interessanti, magari le trovi che fanno volontariato a 10 km di distanza, e non è tanto, no? O magari le trovi in un’associazione culturale, o le trovi in un’associazione sportiva di qualche tipo che non hai ancora bazzicato. Non è necessario per forza di cosa estravolger tutto, bazzica ambienti diversi che magari sulle reti sociali aiuta. Ci sono anche persone interessanti in provincia, lo dico per esperienza, non sono una di loro.
00:47:48 [Alain]
poi altro fattore collegato al burnout, l’equilibrio vita-lavoro ovviamente non è influenzato solo dal lavoro, ma ci sono tanti altri fattori. Il primo che mi viene in mente è come la tua commute, magari fai una commute del cazzo e togliendoti quella effettivamente la qualità della vita può migliorare. Fai orari accettabili, hai flessibilità come ti trovi con i colleghi, senti di dare un contributo importante o sei un ingranaggio, perché anche quello fa una differenza. Siccome passi almeno 40 ore a settimana lavorando, quindi se effettivamente quella parte non va bene, non ha senso aspettare troppo, ha senso muoversi e cambiare le cose. E poi, boh, non so quanto sia. .. normale a 22 anni non sentire il richiamo dell’avventura, quindi presumo che tu senta questo richiamo, che in qualche modo ti manchi qualcosa, sei nella provincia, fai il tuo lavoro, fai il tuo sport, però alla fine. .. vuoi anche un po’ Di emozioni in più, e secondo me anche nel tuo piccolo, anche stando in provincia, anche senza andare a fare chissà che, senza andare a scalare l’Everest, puoi fare un sacco di cose belle. C’è questo, l’avevo citato un bel po’.
00:48:49 [Alain]
di puntate fa bo miles, lui fa sostanzialmente l’avventuriero di professione. Lui si crea dei percorsi avventurosi e poi ci porta la gente a fare le stesse avventure, ma lui sostiene e lo vive nel suo concreto, almeno il concetto di microavventura, cioè il fatto che tu puoi vivere un’avventura molto molto significativa anche localmente, in maniera frugale, senza spendere niente, senza dover viaggiare per forza di cose in capo al mondo, ma facendo qualcosa che sia diverso avventuroso per definizione e riciclo un video che avevo citato, quello in cui lui andava al suo lavoro, che distava 100 km di autostrada a piedi, partendo solo con pantaloni e scarpe, e quella è un’avventura, cazzo è un’avventura, cazzo sì pazzesca, cioè lui ci mette due giorni, arriva puzzolente come un tapiro, buon lunedì, Jeff è giovedì, esatto, è giovedì, ovvio, ovvio. Però, cioè, è una di quelle cose che sono memorabili, no? Tu finisci un anno e dici, che cazzo ho fatto quest’anno?
00:49:51 [Alain]
e una delle cose che pensi è, porca vacca, sono andato al lavoro a piedi facendomi 100 km da andare, no? E ho dormito come un barbone. Sono cose magari anche schifose. Non hai speso un euro, ma hai vissuto una di quelle avventure che, secondo me, sono quelle che poi finisci ad avere le memorie quando sei vecchio. E la vita è quello. La vita è quello. Quando avrai 80 anni, guardi indietro e dici, ho avuto tante di queste belle memorie.
00:50:16 [Nicola]
passiamo alle cazzabubbole. Stavolta lo voglio fare al contrario, nel senso io voglio parlare dell’ultima stagione di The Bear che secondo me è bella come tutte le altre, specialmente perché loro si sono inventati, cioè inventati, fanno questi episodi che sono corti, durano mezz’ora, però sono super densi, cioè non puoi fare come quelle robe di Netflix dove ce l’hai in sottofondo, intanto guardi il telefono, devi stare lì a guardarlo. Credo si chiami bravi sceneggiatori la cosa.
00:50:46 [Alain]
cioè che è incredibile che questa cosa di netflix sia una cosa. Ormai è una feature. Pazzesco, pazzesco.
00:50:52 [Nicola]
e comunque quello che io voglio parlare in particolare del quarto episodio dell’ultima stagione, e devo fare però una premessa, no? Perché. .. Ad esempio, se voi andate in Italia al bar, chiedete un caffè, se voi nel resto del mondo andate al bar e chiedete un caffè, vi danno mezzo litro di acqua sporca. Quindi la parola è la stessa, però culturalmente l’importante è che si capisca che ha un significato diverso. Quindi se voi andate su Google Translate e scrivete braids, vi dirà una roba tipo trecce, treccine. Però. .. Il significato della parola braids, certo tipo di cultura, ha un significato molto diverso. L’episodio 4 è praticamente la storia dell’aiuto cuoco di The Bear. Parte con lei che sta guardando un film e mentre guarda il film si sta disfando le trecce. La chiama. .. L’uomo bianco, tipo che vuole aprire un altro ristorante, vuole che lei diventi la sua coproprietaria e cofondatrice. No, e allora lei dice: ‘Guarda, sono qua nel nuovo locale.
00:51:54 [Nicola]
vieni passa di qua. Te lo faccio vedere. No, e lì tu vedi che lei ha proprio questa espressione di paura. Oh cazzo, come faccio ora? Perché sa già che la persona dall’altra parte non è in grado di capire Quello che lei gli starà per dire, no? Perché lei gli dice, ‘No’? Guarda, tipo, ‘Io ho dovuto farmi i braid oggi, no? Che non lo so come si traduce in italiano. È impossibile e lui le dice: ‘E vabbè tanto sto qua un’ora. Lei gli dice: ‘No, non dura un’ora. E lui: ‘Ma cosa sarà mai? Così, cosa devi fare? I colpi di sole o una roba così? E poi l’episodio è bello perché racconta, cioè, alla fine lei, perché lei sa che ha iniziato un processo che non può interrompere a metà. Una volta che è iniziato, devi portarlo fino alla fine e. .. Ti ci vuole mezza giornata, no? Quindi lei cosa fa? Alla fine dice, ‘Vabbè, affanculo’. Si mette un cappello, va da lui, fa tutte le robe, poi va da sua cugina che è quella che deve rimettere a posto i capelli.
00:53:01 [Nicola]
e anche lì c’è questa scena in cui lei, che è seduta, parla con sua cugina del più e del meno di tutta la loro vita, no? Perché quello è un momento, dura talmente tanto, però è comunque un momento importante perché lo fai con delle persone che magari conosce, quindi sca. .. ambi queste cose, poi ovviamente l’altra persona non aveva i capelli finti quindi deve uscire a comprarli e lei instaura un rapporto con sua nipote l’episodio in sé è bellissimo perché racconta bene una scena comunque che è una scena di vita normale o comune per un certo tipo di persone ma soprattutto a me ha fatto ridere esattamente dall’inizio perché L’ho vissuta e adesso riesco a capirla meglio questa cosa, no? Perché quando io ho conosciuto mia moglie, tipo tre mesi dopo che ci siamo conosciuti, abbiamo cominciato a viaggiare. Andavamo sempre via, via, via. E ogni volta che lei doveva mandare al mare, lei mi diceva, vabbè, allora oggi pomeriggio praticamente sparisco, no?
00:54:09 [Nicola]
cioè, lei usciva di casa a mezzogiorno e tornava la sera alle sei, no? E dicevo, ma minchia, ma cioè. .. Che cazzo di sbattimento, cioè è uno sbattimento assurdo e per me, nella mia visione, uno dice ‘vai al mare il momento in cui sei più libero, no? Cioè non te ne freghi, ti sbatti il cazzo di come c’hai i capelli, perché stai andando al mare, chi se ne frega, no? Ad un certo punto lei, forse eravamo andati in Messico, al matrimonio di un mio amico, e in quell’occasione gli dice, ‘vabbè, allora no braids, vengo così, no? La prima volta che entriamo in acqua, lei. .. Esce e praticamente aveva in testa di tutto, aveva tirato su di tutto, e lì è stato veramente il momento in cui l’ho capito. Ma poi anche quest’anno, che abbiamo dovuto mandare mia figlia al mare con i miei genitori per una settimana, all’inizio quando ho detto a mia mamma, no, guarda che poi, comunque ogni sera ti devi mettere lì a spazzolare i capelli, e spazzolare vuol dire 20 minuti almeno ogni sera, no?
00:55:13 [Nicola]
e quindi poi ci siamo guardati in faccia con nostra moglie e abbiamo detto. ..
00:55:16 [Vittorio]
non succederà mai.
00:55:17 [Nicola]
e quindi, go, make the braids, altre quattro ore di mia figlia che è dovuta stare seduta ferma. Però, insomma, se non avete capito. .. Niente di quello che sto dicendo, io guardatevi quell’episodio lì.
00:55:30 [Vittorio]
io consiglio una cosa che ho buttato là, ma incredibilmente coerente con la puntata di oggi, ed è un video su youtube, cioè che è una di quelle robe che potete utilizzare se siete un po’ giù se volete staccare, se siete scoglionati, se vi volete fare una risata, ed è in particolare l’estratto di tintoria sulle imitazioni di paolo calabresi che è l’attore che ha interpretato biascica in boris e lui, per anni non ha pensato a quello lì. Ma la cosa incredibile è che lui, in realtà, ha fatto tantissimo teatro, ma con veramente grandi della storia del teatro italiano. Streller Rocconi, eccetera, cioè Streller, il teatro di Milano, è dedicato a lui. Niente, lui, a un certo punto, ha avuto una sorta di crisi mistica, diciamo così. L’unica cosa che gli dava piacere nella vita era, diciamo, per scroccare i biglietti della partita. Fingeva di essere Nicolas Cage.
00:56:21 [Vittorio]
quindi è entrato a roma-milan, ma il bello è che lui chiamava il reparto marketing e si faceva scloccare i biglietti così. Poi a un certo punto si è trovato a firmare le magliette, a entrare dentro i spogliatoi, facendo stringere la mano a Maldini o roba del genere. Poi ha fatto la stessa cosa con il Real Madrid, qualche anno dopo, per una partita della Roma, e ha avuto la tessera a vita come tifoso a vita Nicolas Cage, e aveva la tessera nel portafoglio. Poi si è finto un vescovo. Messicano per andare a un concerto di Gigi D’Alessio e diciamo varie cose: c’è questo video di 30 minuti in cui lui racconta un po’ di cose che ha fatto, ma in realtà ne ha fatte tipo 17, 18. È una cosa veramente esilarante, straconsigliato quando ci stanno quei momenti un po’. Cosi comunque la famiglia era identica, ma ci stanno le foto online.
00:57:17 [Vittorio]
il sussito del real madrid, grazie a nicolas, no, ma la cosa bella è che quando aveva buggerato, diciamo, il milan, aveva preso i biglietti qualche giorno dopo la notizia. Era tipo mezza uscita in Italia, e la Roma l’aveva invitato per complimentarsi, perché aveva inculato i milanisti. Quindi, questo l’epitope praticamente.
00:57:39 [Alain]
io consiglio un libro, bestie da vittoria, di danilo di luca, ciclista anni 90, viene radiato a vita per doping, diciamo come rivalsa, ha raccontato in questo libro denuncia tutti i retroscena del ciclismo professionistico di quegli anni, tra lotte di potere, difficoltà, allenamenti e. .. doping dilagante.
00:58:00 [Nicola]
non se l’è legata al dito.
00:58:03 [Vittorio]
spiegami il concerto di vendetta.
00:58:05 [Alain]
era noto per essere simpatico prima e è rimasto noto per essere simpatico dopo.
00:58:12 [Alain]
comunque, no, il libro è molto interessante. I ciclisti sono quelli che stanno folli, in cui veramente ti spacchi in maniera incredibile. Infatti, vabbè, lo vedi dal fisico, no? Non è stato l’unico libro, ne hanno fatti diversi altri. Altri ex ciclisti che sono stati radiati hanno seguito un po’ le orme e niente è un mondo interessante molto molto molto duro.
00:58:35 [Vittorio]
con questo ultimo consiglio siamo arrivati alla fine. Potete sempre farci una donazione, così un po’ per morale, oppure potete comprare i nostri gadget o utilizzare i nostri link affiliati che stanno sparsi un po’ ovunque, ma qua in show notes, sul sito, sul Reddit, l’importante è che ci cliccate e fate qualcosa. Per il resto, seguiamo sempre sui nostri blog, The Italia Letter Sofa, Finanza Cafona e Salto Mentale, e all’incirco una volta al mese facciamo una live su YouTube, quindi iscriviti pure là, perché siamo molto disorganizzati, quindi non sappiamo neanche bene noi dove scrivere quando facciamo le live, soprattutto perché lo decidiamo il giorno prima. Se non ve lo volete perdere, seguiteci anche su YouTube, ciao ciao.
