Oggi a Too Big To Fail parliamo con un altro amico di Taleb: Marco Liera. Non lo conosci? Guarda che vengo a prenderti a casa! Tacci!
I consigli di oggi:
Nicola: Andor
Vittorio: King of Comedy
Alain: We Become What We Behold by Nicky Case
LA PROMO
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Cose nominate (forse):
- Twitter di Marco Liera
- Il sito di Marco Liera e il suo substack Il Capitale
- Vino per conquistare Taleb
- Kiyosaki ottimo scrittore
- Nassim Taleb
- Padre ricco Padre povero di Robert Kiyosaki
- Robert Frey (ex managing director di Renaissance Technologies)
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Se non ti basta ascoltarci, leggici: The Italian Leather Sofa, Salto Mentale e Finanza Cafona.
Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure erodiamo il tuo primo pilastro.
Sintesi
- La percezione di sicurezza degli investimenti immobiliari: Liera sostiene che gli investimenti immobiliari, soprattutto quelli diversi dalla prima casa, sono spesso percepiti come più sicuri di altri strumenti finanziari, nonostante i rischi intrinseci. Questa percezione deriva dalla mancanza di informazioni sui prezzi trasparenti rispetto ad azioni o obbligazioni.
- Rischi degli investimenti immobiliari: Liera sottolinea che gli investimenti immobiliari, pur comunemente visti come un “porto sicuro”, comportano rischi significativi, come l’esposizione a disastri naturali, i costi di manutenzione e le potenziali fluttuazioni di valore. Suggerisce che questi rischi sono spesso sottovalutati dagli investitori.
- L’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria: Liera discute le sfide di migliorare l’alfabetizzazione finanziaria del pubblico in generale, notando che mentre l’educazione finanziaria è importante, è spesso difficile raggiungere e coinvolgere un vasto pubblico. Suggerisce che l’apprendimento attraverso l’esperienza personale e il “trial and error” possa essere più efficace dei programmi di educazione formale.
- Redistribuzione della ricchezza e mobilità intergenerazionale: Liera sostiene politiche e meccanismi che promuovano una maggiore redistribuzione della ricchezza e mobilità sociale, sostenendo che l’attuale sistema favorisce spesso la conservazione della ricchezza all’interno delle famiglie piuttosto che i benefici per la società nel suo complesso.
- Incertezza e il ruolo del caso: Liera sottolinea il lavoro di Nassim Taleb e l’importanza di riconoscere il ruolo significativo dell’incertezza e del caso nei mercati finanziari e nel successo personale, in contrasto con la mentalità deterministica prevalente.
Citazioni e esempi notevoli
- “Il mattone che non tradisce” – Una comune percezione italiana degli investimenti immobiliari come investimento sicuro.
- “Occhio non vede, cuore non duole” – La spiegazione di Liera per la percezione di sicurezza degli investimenti immobiliari dovuta alla mancanza di informazioni sui prezzi trasparenti.
- L’approccio di investimento personale di Liera, che include una strategia “bilanciere” di attività a basso rischio (ad es. Bund tedeschi) e investimenti ad alto rischio e alto potenziale (ad es. opzioni, startup).
- L’esperienza di Liera di aver frequentato il corso “Real World Risk Management” di Nassim Taleb, dove ha anche incontrato altre figure di spicco come Robert Frey, ex amministratore delegato di Renaissance Technologies.
Prospettive e tendenze uniche
- La visione critica di Liera sul sistema capitalistico italiano e sulla sua storia relativamente breve rispetto ad altri paesi, che secondo lui contribuisce a una mancanza di fiducia nei mercati finanziari.
- L’enfasi di Liera sull’importanza della redistribuzione della ricchezza e della mobilità sociale, piuttosto che sulla conservazione della ricchezza all’interno delle famiglie.
- La discussione degli host del podcast sulla credibilità percepita di alcune personalità finanziarie, come Robert Kiyosaki, e la loro tendenza a utilizzare un approccio di “indice inverso” per identificare potenziali fonti dubbie.
Trascrizione
00:00:04 [Vittorio]
Vabbè dai, lo sapete, too big to fail è un podcast che parla di soldi, poi diciamo un po’ di cazzate, ci divertiamo e andiamo al dunque. Oggi eh, vabbè, ormai hai capito l’andazzo del podcast, no? Un altro ospite scelto da Nicola, ehi, poi vabbè, che sarà oggi? Un altro conduttore di un podcast?
00:00:23 [Nicola]
leonardo piaceva anche a voi, allora un altro giocatore di basket?
00:00:26 [Alain]
Paul è stato carinissimo, Oppure un attore di qualche serie tv di quelle che vede quando dovrebbe scrivere le introduzioni di questo podcast?
00:00:34 [Vittorio]
oppure un analista sconosciuto di cui noi capiamo sì e no a tre verbi? Fermi Relatore, docente universitario, investitore, giornalista del Sole24ore dal 1992 al 2010, dove ha creato e poi diretto per 8 anni il settimanale Plus24. Amico di Taleb. Penna divina e ironica, nonché uno dei pochi profili Twitter di cui non mi perdo mai neanche un commento, Marco Liera.
00:00:56 [Marco Liera]
ciao a tutti, buonasera.
00:00:58 [Vittorio]
per farti capire la stima che trovo per te, quando abbiamo anche solo ipotizzato di invitarti, io ho scritto nella nostra chat, e veramente lo dico testualmente, per me magari su tutto, pure sul fan di calcio.
00:01:08 [Alain]
è vero, è vero.
00:01:10 [Nicola]
partiamo con un tuo cavallo di battaglia, no? Che mi pare che sia quello dell’immobiliare che non tradisce. Perché vabbè, sappiamo che l’italiano medio è. .. abbastanza legato all’investimento immobiliare, però mi sembra di capire che tu ci tenga parecchio a sottolineare come un mercato normale, quindi con i suoi estremi, ad esempio, anche le esperienze che può avere un investitore a Milano, difficilmente rappresentano poi quello che è la media dell’investitore, che magari invece viveva in provincia, o che magari aveva ereditato dai nonni questa villa enorme che adesso è costretta a vendere a un euro.
00:01:53 [Marco Liera]
ma certo, sottolineiamo che innanzitutto la differenza tra la prima casa e tutti gli altri immobili. Quindi, lasciamo perdere la prima casa, che ha altri tipi di motivazioni. Gli investimenti in immobili diversi dalla prima casa naturalmente presentano dei rischi. La mia preoccupazione, ma più che la mia, dovrebbe essere quella di chi possiede. Questi immobili è quella di forse una sottovalutazione sistematica dei rischi, perché questi immobili diversi dalla prima casa si presentano come una scorciatoia abbastanza facile, o almeno percepita come facile, per soddisfare esigenze ludiche, quindi la seconda casa dove andare al mare montagna.
00:02:33 [Marco Liera]
riserva, investimento, tutto quel genere. Allora, mentre sulla prima non c’è nulla da dire, nel senso che se uno si voleva vedere i suoi soldi comprando seconda, terza, quarta casa al mare e montagna era benissimo, a fatto che naturalmente questo sia compatibile con le sue possibilità, che non si ritrovi in quel caso con un patrimonio troppo concentrato in immobili. Ecco, quello che invece mi preme evidenziare è come spesso si esalti la presunta sicurezza, da qui l’hashtag. Il mattone che non tradisce, che ogni tanto ripeto, c’è questa percezione diffusa che il mattone sia sicuro a differenza di altri investimenti che tanto sicuri non sono. Questa percezione di maggiore sicurezza da che cosa deriva? Dal fatto che i prezzi degli immobili nessuno li segue veramente, soprattutto non c’è nessuno che li comunica in tempo reale, così come accade con investimenti finanziari, come investimenti in fondi comuni, in azioni, in titoli di Stato, eccetera. Quindi c’è questo vantaggio paradossale della minore trasparenza degli immobili.
00:03:35 [Marco Liera]
che non avendo un prezzo pubblicato tutti i giorni sui giornali, rilanciato da itg, pubblicato su inter, eccetera, eccetera, vengono percepiti come maggiormente sicuri. Occhio non vede, cuore non duole, in estrema sintesi. Però il problema resta, nel senso che i beni sottostanti hanno delle oscillazioni di valore, probabilmente molte proprietà non si accorgono e poi comunque si tratta di beni fisici. I beni fisici sono esposti a vari eventi e sono anche soggetti a manutenzione, bisogna sostenere le spese perché, per mantenerli più o meno immutati nel tempo come valore e utilizzabilità, naturalmente richiedono le spese. Sul piano dei rischi dei beni fisici uno dovrebbe imputare naturalmente il costo dell’assicurazione, questo per quanto riguarda gli immobili, cosa che invece non accade per titoli di Stato, azioni, obbligazioni, fondi. comuni, nel senso che uno quando ha il dossier titoli non è che deve fare l’assicurazione sulla distruzione del dossier titoli, no? Invece quando hai un immobile, devono essere assicurati rispetto in particolare agli eventi estremi a grande impatto, catastrofi, alluvioni, eccetera, eccetera.
00:04:41 [Marco Liera]
ecco, questi sono aspetti che tendenzialmente vengono un po’ sottovalutati.
00:04:44 [Vittorio]
ma pensi che questa sia anche una risposta, diciamo, a un altro dei tuoi macro trend, che è quello della critica, diciamo, al capitalismo molto italiano e quindi alla sfiducia, soprattutto del mercato azionario, di come si è sviluppato? in Italia con aziende i cui valori generalmente fluttuavano verso il basso o cose del genere oppure cioè io diciamo una certa generazione la capisco perché si è trovata di fronte a certe cose quella un po’ più giovane un po’ meno però posso comprendere che ci sia quella grande sfiducia generazionale.
00:05:14 [Marco Liera]
sì, è una questione di tempo e di storia. Noi come storia capitalistica d’economia, di Italia, per capirci, pensi che tantissimi pregi, naturalmente, però non è che puoi. .. essere primo, secondo, terzo in tutti i campionati. Ci sono dei campionati in cui sarà un po’ in fondo alla classifica. E uno di questi campionati è appunto quello del funzionamento, del capitalismo, del mercato. Ma perché questo? Perché secondo me c’è una storia ancora abbastanza breve, soprattutto relativamente ad altri paesi, del capitalismo italiano. A parte che questo paese è una storia. .. più breve rispetto alla tua. Voi pensate, non so, la Svizzera ha otto secoli di storia, l’Inghilterra ne ha più di dieci, cioè gli Stati Uniti l’anno prossimo sono 250 anni. Al di là del periodo in cui sono esistiti questi stati, ci sono stati dei meccanismi, dei processi che sono andati avanti da molto più tempo. Adesso gli Stati Uniti non hanno una storia lunghissima, ma probabilmente fin dal day one, fin dal giorno uno, avevano una borsa che più o meno funzionava.
00:06:16 [Marco Liera]
quindi sono abituati a. .. Ave questo mercato finanziario che probabilmente ha limiti, anche da quelle parti, comunque probabilmente si è conquistato una fiducia che qua ancora non si è conquistato, dei limiti strutturali, ma ripeto, questo dipende dalla nostra storia breve. Non so se questi limiti verranno superati, non so se verranno superati in quanto tempo. Certamente l’immobile è una scorciatoia, come dicevo prima, anche per aggirare questa questa problematica degli strumenti finanziari che sono condizionati da questa breve e da questa, diciamo, immaturità.
00:06:50 [Alain]
restando sul sistema italia, mi piacerebbe moltissimo sentire la tua opinione sul sistema pensionistico. Lo vedi sostenibile? Vedi delle soluzioni se non lo è? Quali prospettive vedi, insomma?
00:07:02 [Marco Liera]
molto complicato, perché da noi la popolazione sta invecchiando più rapidamente che altrove, le prestazioni comunque non dico in valore assoluto, perché poi dopo, rendiamoci conto, ci sono. .. pensioni medie da 1000 euro, 1200 euro, naturalmente non possiamo dire che sono pensioni alte, però dobbiamo metterle in relazione ai contributi versati. Se noi mettiamo in relazione i contributi versati, c’è stato un meccanismo generoso, naturalmente, per quelli che sono andati in pensione in passato, soprattutto perché poi sono stati introdotti dei meccanismi di aggiustamento, come sistema contributivo e così via. Quindi io credo che anche in futuro saranno necessari degli ulteriori aggiustamenti, certamente. C’è da far fronte perché ancora davanti a 20, 30, 40 anni di lavoro e di accumulazione c’è da pensare a fare un’accumulazione personale. Chiamate la fondipensione, chiamatela personale, non mi interessa. I fondi di pensione naturalmente sono uno strumento che ha dei vantaggi fiscali, ma se uno vuole fare un’accumulazione per i fatti suoi, può farla benissimo senza ricorrere al fondo di pensione, l’importante è che pensi alla pensione, cioè alla fine del lavoro, come quel momento in cui non è che deve
00:08:10 [Marco Liera]
contare soltanto sull’inps o sulle casse del primo pilato, ma naturalmente deve avere una accumulazione propria e capacità di affrontare un benessere inferiore o la capacità di spesa inferiore.
00:08:26 [Marco Liera]
le economie, le persone debbano sempre crescere in termini di benessere. Noi abbiamo un po’ il mito della crescita nei paesi occidentali e questo va benissimo, per carità. Tutti vogliono la crescita, i politici quando si presentano all’elezione avete mai visto uno che ha detto bisogna prepararsi a un minore benessere? No, tutti dicono che bisogna puntare a un maggiore benessere, ma nella realtà questo è molto complesso, è molto difficile, cioè ci sono delle fasi di espulsione del benessere e ci sono delle fasi di contrazione del benessere. Quindi essere pronti in una fase di età avanzata in cui non si lavora più anche a tagliare, cioè a stringere un po’ sui. .. Privilegiando naturalmente i consumi necessari e indispensabili, che sono quelli della salute, che soprattutto in età avanzata naturalmente si fanno sentire.
00:09:11 [Nicola]
però io mi vorrei ricollegare a questo, perché oggi è il 9 settembre e a quanto pare lo spread dei titoli francesi ha raggiunto il top in europa. Come la vedi questa situazione?
00:09:26 [Nicola]
sono sempre, tendo a lasciar passare il fenomeno da twitter, zero edge, il mondo esploderà, l’europa esploderà, però mi sembra una cosa a questo punto abbastanza seria, perché comunque hanno cacciato tre primi ministri nell’arco di due anni, cioè la dimensione della francia non è quella della grecia.
00:09:51 [Marco Liera]
no, certamente la francia è un fattore di rischio, io credo che. .. Noi dobbiamo guardare alla nostra realtà anziché fare dei confronti con altri paesi. La nostra realtà è quella di un paese che ha sicuramente delle risorse, per esempio la famosa ricchezza privata di cui spesso si parla. Questa ricchezza è distribuita ovviamente in modo molto asimmetrico, come dappertutto, cioè la ricchezza privata è distribuita in modo molto asimmetrico. Allora io mi preoccuperei piuttosto di come introdurre non tanto dei meccanismi di riequilibrio calati dall’altro, ma magari in modo anche un po’ forzato, ma dei meccanismi che accelerino la mobilità sociale. La mobilità sociale spesso si dimentica che non è soltanto il meno ricco che diventa più ricco, ma spesso è anche il più ricco che diventa meno ricco. Spesso si dimentica che l’ascensore sociale deve andare da tutte e due le parti. Se noi blocchiamo questo movimento, non soltanto dal basso verso l’alto, ma anche dall’alto verso il basso, il meccanismo chiaramente fa fatica a funzionare, non c’è mobilità sociale.
00:10:56 [Marco Liera]
a cosa mi riferisco? Al fatto che in Italia c’è dei vincoli alla ridistribuzione, io insisto molto sul tema della ridistribuzione. Sul fatto che i ricchi devono essere molto liberi di buttare i loro soldi. E buttando via i loro soldi anche sperperandoli nelle generazioni successive, naturalmente si introducono degli inutili meccanismi di redistribuzione. La legittima nell’eredità è un meccanismo che blocca la redistribuzione, perché vincola le persone con patrimoni a destinarne una quota ai propri figli, anche se i rapporti con i propri figli sono pessimi. Questo è un vincolo molto forte che non è che esista proprio in tutti i paesi. Ci sono paesi in cui la legittima non esiste, e quindi questo è un vincolo che può, se rimosso, aiutare la redistribuzione. Per quanto riguarda le pensioni, fino ad oggi noi abbiamo assistito a una redistribuzione negativa, abbiamo assistito a una redistribuzione da persone che lavorano a persone che non lavorano più e che tendenzialmente sono più ricche. Cioè bisogna smetterla con questa storia.
00:11:57 [Marco Liera]
io quest’anno ho compiuto 60 anni e adesso ho scoperto che ho anche degli sconti. Ma io sono molto più ricco di tanti che sono più giovani di me e che avrebbero. .. Le droit molto più di me a questi sconti, cioè non si capisce perché c’è questa visione del pensionato povero e disperato che ha bisogno di sconti, cioè questi meccanismi antiredistributivi vanno eliminati. So benissimo che gli over 60 sono una forza elettorale notevole, i famosi boomers, però sono anche un blocco che chiaramente deve essere anche nell’interesse dei loro figli, perché chiaramente i boomers hanno dei figli, hanno dei nipoti, quindi guardiamo anche alle generazioni, quindi guardiamo anche ai figli dei boomers che non hanno a disposizione magari i patrimoni genitori perché hanno dei genitori, che non è che tutti i boomers sono ricchi, ci sono boomers che non hanno grandi ricchezze, allora i figli cosa fanno? Si devono suicidare perché non hanno l’eredità, quindi bisogna introdurre dei meccanismi redistributivi, contando sul fatto che non può restare la ricchezza all’interno solo delle singole famiglie.
00:13:02 [Marco Liera]
bisogna accelerare i meccanismi redistributivi che vanno fuori dalle famiglie, anche con la beneficenza, penso per esempio in italia la beneficenza non si parla. Dovrebbe essere più incentivata, dovrebbe essere una cosa naturale nella pianificazione successoria. Dovrebbe entrare delle famiglie ricche, poi di nuovo il fatto che i ricchi io vedo con favore. Il fatto che i ricchi non investano tutto il patrimonio in Bund tedeschi, perché questo sarebbe una tragedia se investissero il patrimonio in Bund tedeschi. Non ci sarebbe distribuzione. Io dico per cultura, quando vedo dei ricchi che comprano ristoranti, stabilimenti balneari, che finanziano startup fallimentari, io sono contento, perché naturalmente questo è chiaramente un grande effetto, dà un grande effetto redistributivo, molto più di tante manovre finanziarie.
00:13:49 [Nicola]
non lo so, in generale, non so se è una fine della storia tra unicredit, mediobanca, generali, che avevano queste partecipazioni una nell’altra, che alla fine, insomma, doveva finire in un modo, magari non è finito in un modo più glorioso, però la domanda che mi facevo io anch’io in testa era che comunque questa spinta è arrivata in un momento in cui. .. Cavaliere Leonardo del Vecchio est mort, non lo sa. Mi sto facendo un po’ di domande, mi piacerebbe capire qual è l’idea che hai di tutta questa vicenda.
00:14:25 [Marco Liera]
mi pare che al di là dei membri della famiglia, la successione aziendale di luxottica, e in particolare essilor luxottica, non sia stata una successione, dovrei dire, insoddisfacente, anzi potrebbe. .. definirsi una successione da manuale con questo manager Milleri al quale sono state affidate le deleghe gestionali che è il risultato di un percorso di accompagnamento del grande fondatore, quindi, se vogliamo, questa è una successione aziendale da manuale al di là dei conflitti che possono esistere tra gli eredi. Per quanto riguarda il rischio bancario, le operazioni bancarie, ma lì allora la. .. preda l’oggetto del contendere è sempre stata questa quota di controllo di Generali nelle mani di Mediobanca. Chi ha gestito Mediobanca in questi anni aveva la possibilità ed erano anche usciti degli articoli riguardo a possibili trattative in corso, aveva la possibilità di risolvere questo problema distribuendo, riaffidando questa quota di controllo di Generali in mani amiche.
00:15:30 [Marco Liera]
questa cosa non è stata fatta per motivi a me sconosciuti, comunque saranno stati motivi validi o meno validi. Questo chiaramente ha creato una fragilità, perché per assumere questo controllo così conteso di Generali non era necessario lanciare un’OPA sulle generali che sarebbe stato particolarmente oneroso, perché comunque Generali è un’azienda molto grande in termini di capitalizzazione, ma bastava avere il controllo di Mediobanca, come era un effetto leva. Che la cosa accadesse prima o poi, insomma, era abbastanza prevedibile in assenza di quel trasferimento del controllo della quota di Generali a cui facevo riferimento. Il fatto che sia avvenuto poi con un’accelerazione da parte del Montepaschi, con un mostro Paschi risanato grazie anche ai soldi pubblici, con il concorso di questi azionisti, Caltagirone, eredi del vecchio, eccetera, chiaramente è stato il risultato di una serie di condizioni.
00:16:31 [Marco Liera]
che ci sono create oggi e che magari un po’ di anni fa non si erano ancora create. Però credo che fosse abbastanza inevitabile che si arrivasse, o a una scissione del controllo di Generali da parte di Mediobanca, oppure alla presa del controllo di Mediobanca da parte di qualcun altro.
00:16:46 [Alain]
visto che parliamo di attualità dei mercati finanziari, c’è qualche tema che trovi particolarmente interessante attualmente o qualcosa che ti sta stupendo?
00:16:57 [Marco Liera]
se qualcosa ti stupisce ancora, visto che comunque ne hai viste tante, allora diceva einstein: non giudicate i fenomeni dalle medie, giudicateli dagli estremi. Effettivamente, la finanza e i mercati finanziari sono paradigmatici in questo, nel senso che le persone si attendono sempre dei rendimenti medi, degli andamenti medi, ma i mercati finanziari ci dovrebbero e ci abitano. E questo, per me, è anche abbastanza affascinante, questa realtà fatta di grandi estremi e di totale incertezza. È chiaro che in giro milioni di persone, decine di milioni di persone preferiscono false certezze. Avee reali incertezze, quindi per questo cercano delle scorciatoie, tipo gli immobili, a suo tempo le azioni della Banca Popolare di Vicenza che salivano sempre, tranne poi crollare all’ultimo, quindi la ricerca delle false incertezze. I mercati finanziari, secondo me, sono affascinanti proprio perché ci espongono, ci costringono a misurarci perennemente con l’incertezza, con la totale incertezza.
00:18:01 [Marco Liera]
io mi sono sempre astenuto dal fare previsioni su mercati finanziari, singoli titoli e così via. Poi, per quanto riguarda, voi mi avete prima presentato come investitore, mi fa piacere nel senso che io investo direttamente in varie categorie di strumenti finanziari. Per me è importante, perché significa avere skin in the game, come insegna il grande Nassim Taleb, quindi un coinvolgimento anche con il proprio portafoglio in quello che dico, in quello che sostengo, ma poi perché costringe a studiare un po’ anche, costringe a studiare le società, costringe a studiare i mercati, magari facendo molta attenzione al rischio. Diciamo che la gente guarda i rendimenti quando pensa a un investimento. Per prima cosa, l’investimento è una gestione di un rischio, cioè quindi la costruzione di un portafoglio che abbia un rischio adatto alle caratteristiche della persona. Essere investitori diretti è una cosa che non è molto diffusa, ma io sono una persona un po’
00:19:06 [Marco Liera]
particolare, probabilmente nel senso che, forse come voi, anche voi lo fate direttamente. Siamo persone un po’ strane, diciamolo. Tuttavia, questo è bello perché poi io non voglio. .. Non voglio che si parli di educazione finanziaria. Secondo me l’educazione finanziaria è un po’ illusoria, soprattutto quando riguarda un pubblico indistinto. Perché tu puoi parlarmi di educazione o quando. .. Le persone sono estremamente giovani, quindi nell’età scolastica, vabbè, allora lì è un po’ obbligatoria l’educazione. Se no tu non puoi parlare di educazione a milioni di persone che non hanno nessuna voglia di essere educate. Cioè, gli adulti vogliono guardare Temptation Island*, vogliono guardare Maria De Filippi*, vogliono andare allo stadio, vogliono andare a teatro, cioè non vogliono occuparsi di queste cose. Io quando ero solo 24 ore, dicevo ai miei colleghi, * guardate, state attenti perché c’è. .. * Il 95% della popolazione italiana, quando vede il colore di questa carta, scappa via, perché sono argomenti lunari per la maggior parte della gente, quindi bisogna essere un po’
00:20:13 [Marco Liera]
misurati rispetto a questa possibilità di educare, di fare l’educazione finanziaria su vasta scala. Io credo, come dicevo prima, che. .. L’educazione finanziaria, diciamo la minimizzazione degli errori nell’ambito delle scelte di finanza personale, chiamiamola così, arriva col tempo e col trial and error. Inoltre, con la storia anche a livello di sistema paese, con la storia del mercato finanziario più lunga, è meglio. È anche più consolidati sono rispettosissimi dei diritti degli altri, sono gli operatori. Meglio è, ma anche a livello individuale, con il fatto di provarci e di imparare dagli errori, naturalmente nell’attesa che gli errori poi nel tempo diminuiscono o diventino sempre meno importanti in termini di conseguenze.
00:21:03 [Nicola]
una domanda che mi ero scritto: se c’è un modo per creare una cultura sull’importanza del prendere i rischi, ci sono quasi dei disincentivi, perché se io sono un dipendente, anche se magari mi prendo un rischio nella mia carriera, molto spesso poi vince la girontocrazia, cioè devo mettermi comunque in fila. O nel discorso dell’imprenditoria, poi, saltano fuori certi concetti, tipo la tassa sugli extra profitti, come se fosse un male il fatto che ad un certo punto lasciamo stare il fatto che magari uno i profitti li fa in certe fasi di mercato e poi in altre fasi di mercato non li fa. Però il discorso proprio dell’extra profitto mi sembra un po’ una. ..
00:21:49 [Marco Liera]
controproducente, sì perché lì si fa riferimento a delle organizzazioni, forse opprimenti, forse poco concorrenziali, non lo so. Si dice che naturalmente non sono particolarmente popolari, se poi guadagnano bene, è un problema. Quindi cerchiamo di fare una ridistribuzione in questo senso. Tuttavia, bisogna anche dire che questo sistema bancario, a suo tempo, fu salvato con soldi pubblici. Lì entra in gioco il fatto che, nella gestione del rischio, spesso ci sono delle simmetrie, ci sono dei soggetti che, in passato, sono stati salvati. Parlo, per esempio, di manager bancari, grazie all’intervento pubblico, cioè grazie a noi contribuenti, salvo poi. .. non restituire un centesimo dei bonus che avevano preso. Quindi, questa è la simmetria che, forse, andrebbe più gestita, no?
00:22:42 [Nicola]
però, cioè, correggo un errore con un altro errore, perché, cioè, là li avrei dovuti lasciare fallire, però in questo modo, cioè, creo anche un, non lo so, un precedente che è strano, perché se non. ..
00:22:56 [Marco Liera]
no, no, ma infatti, io credo che il primo errore è stato il più importante, cioè il primo errore è stato quello di. .. Gestire queste banche senza skin in the game, cioè, quindi, con dei manager che prendevano rischi, cioè facevano prendere alle loro organizzazioni dei rischi. Questi rischi sono come spesso succede: tu prendi dei rischi, a volte ti va bene, a volte ti va meno bene. Non è andata bene, ma nessuno di loro ha pagato nessuna conseguenza. Anzi, queste organizzazioni sono state salvate con soldi pubblici. Ma se voi andate a vedere in giro per il mondo, non solo in Italia, ma nessuno dei bankers che ha causato la grande crisi del 2008-2009. Lasciamo perdere la prigione. Io non sono particolarmente favorevole alla prigione nell’ambito delle patologie finanziarie. Per me ci dovrebbe essere soprattutto un risarcimento danni, certo e immediato. Bene, nessuno di questi ha risarcito nulla. È vero, è stato commesso quell’errore lì grosso, che credo che però, voglio dire, se si dovesse ripresentare una crisi come quella dell’epoca, le autorità internazionali lo farebbero di nuovo, sempre nell’ottica del vostro podcast, si chiama Too Big to Fail, sempre nello stesso discorso, non facciamo
00:24:11 [Marco Liera]
fallire queste banche perché altrimenti è un dramma. E poi noi che cosa abbiamo? Di conseguenza, abbiamo di nuovo questo processo di accumulazione di ricchezze personali da parte di chi gestisce queste banche, sperando che nel frattempo non ci siano, non facciano correre dei rischi come hanno corso a quell’epoca. Però, quello che non è cambiato è che non ci sono tuttora dei meccanismi di espiazione e che gli stati continuano a sentirsi autorizzati a essere molto ingerenti nella gestione di queste banche, per esempio anche con queste proposte bizzarre come la tassa sugli extraprofitti, perché il politico che annusa un po’ quello che vuole sentirsi dire l’elettore medio un po’ incazzato con le banche. Cos’è? Perché io ti tasso le banche se guadagnano troppo, hai danni tuoi, caro correntista, caro cliente. Ma questo accade perché nel retropensiero di questo politico, cosa c’è? Il fatto che se le banche dovessero finire in crisi sarebbero di nuovo gli stati a doverle salvare.
00:25:11 [Alain]
abbiamo toccato taleb. Com’è che si conosce Taleb? Come fai a conoscerlo? Come mai? Da dove viene?
00:25:18 [Marco Liera]
io l’ho incontrato la prima volta nel 2004 a lugano, a una conferenza. E poi da lì ci siamo sentiti, ci siamo frequentati, naturalmente ho letto i suoi libri, ho frequentato anche il suo corso a New York nel 2016, la prima edizione del Real World Risk Management. Bellissimo, non solo perché c’era lui, ma perché c’erano anche. .. Altro docenti veramente molto interessanti, c’era anche Robert Frey, che era il ex managing director di Renaissance Technologies, gestore del fondo Medallion, che è quello che dovrebbe aver reso il 35% annualizzato dal 1988 a oggi. Questi geni della fisica quantistica, che sono stati diciamo organizzati e assunti da Jim Simons, che è il fondatore di Renaissance, ecco Robert Frey era managing director e quindi è stato molto interessante sentire anche lui che portava questa esperienza incredibile nella gestione del rischio in questa
00:26:23 [Marco Liera]
società di gestione che è una delle poche delle pochissime che mi sembro di aver capito da tempi non sospetti applica chiamatela come volete intelligenti artificiali algoritmi eccetera milioni di righe di codici per sfruttare minimi disallineamenti sui mercati e continuare come una macchina a fare questi profitti. Poi c’erano anche degli studenti come me, molto molto interessanti. Da qualunque parte del mondo, anche con background professionale molto diversi, non solo della finanza, ma anche avvocati, medici e così via, e io in quell’occasione ero l’unico italiano, tra l’altro, nella prima edizione di questo corso, poi so che ce ne sono state tante altre, e naturalmente poi ogni volta che Taleb viene a Milano, ci vediamo e andiamo insieme a mangiare qualche cosa di milanese, cucina che lui apprezza molto, innaffiata sempre da amarone, perché a lui piace l’amarone, ormai da anni lui. ..
00:27:20 [Alain]
non so perché non mi sorprende questa cosa.
00:27:23 [Marco Liera]
dopo che ha scoperto la marona e basta, non ha più cambiato vino.
00:27:26 [Vittorio]
noi qualche puntata fa abbiamo intervistato luca dall’anna che è riuscito a sintetizzare il suo pensiero in una maniera molto, come dire, molto semplice in realtà, ma molto profonda. Se ci fossero delle lezioni di Taleb per l’uomo della strada, quale sarebbero secondo te quelle veramente utili? Ce ne sono tantissime, è una domanda difficilissima.
00:27:48 [Marco Liera]
beh, sicuramente ha la grande importanza del caso, ha la grande importanza dell’incertezza. Nella nostra cultura occidentale in particolare, pensiamo alle nostre scuole che abbiamo fatto, c’è molto determinismo. Tu fai certe cose e raggiungerai certi risultati, il che è vero in molti casi, ma in molti altri casi non è così. Inoltre, penso all’importanza che è stata data. Giustamente credo io sono contento quando quando le persone di valore vengono promosse hanno successo. Purtroppo pensiamo anche quante persone di valore non sono promosse e non hanno successo. Questo chiaramente dovrebbe accadere sempre di meno nella società che noi offichiamo, però purtroppo dobbiamo rassegnarci al fatto che viviamo in società che sono e che resteranno fortemente imperfette. E quindi anche certi meccanismi deterministici di causa-effetto che ci insegnano a scuola e che ci ripetono nelle aziende e così via, devono essere un po’
00:28:48 [Marco Liera]
rivisti. Un po’ arrendersi anche alla casualità, all’importanza che hanno tanti eventi non controllabili nella nostra vita e anche nella nostra salute. Per me uno dei peccati più grossi che possono fare gli uomini di scienza è essere deterministi, quindi dare un peso insufficiente al caso. Per esempio, tempo fa leggevo l’intervista a un. .. Importante scienziato che dice: ‘Io a 92 93 anni vivo benissimo, perché mangio poco, perché mi sveglio presto la mattina, vado a camminare, eccetera, eccetera. Ma pensate a tutti quelli che hanno fatto la stessa vita, che magari sono morti 10 o 20 anni fa, perché gli ha preso un coccolone per pura sfiga. No cosa dovrebbero dire? Cosa dovrebbero fare? È chiaro che noi tutti ci dobbiamo impegnare per migliorare noi le aziende in cui lavoriamo, le famiglie in cui viviamo, eccetera, eccetera. Tuttavia, C’è un limite alla nostra azione, c’è una componente che noi non controlliamo e che non controlleremo, che deve essere riproposta nella sua importanza grazie anche al grande eclittismo di Nassim Taleb, perché ricordiamo che è una persona che ha dedicato tantissimi anni a letture multidisciplinari,
00:30:06 [Marco Liera]
quindi molto ricche, cioè, una persona che ha letto libri forse quanto umberto eco, altra persona che lui ha sempre ammirato tantissimo. Chiaramente con la sicurezza, anche lì, il vantaggio di Nassim Taleb è stato quello di avere costruito e raggiunto il cosiddetto ‘fuck you money’ in un’età abbastanza giovane ancora, quindi da quel momento in poi si è potuto dedicare. a queste sue passioni, al fatto di diventare un vero erudito e quindi di mettere a disposizione anche questa sua erudizione a servizio di chi è disposto ad accettare l’importanza di questi fattori che nella civiltà occidentale spesso vengono trascurati, vengono messi in secondo piano e secondo me questo è un problema, perché poi dopo la gente si abitua a pensare che tutto debba andare in un certo modo e invece spesso non è così. Non è così, e spesso non è nemmeno colpa di qualcuno.
00:31:03 [Alain]
invece, tornando a skin in the game, che aggiungiamo un pizzico di vuogerismo da parte nostra, ci parleresti di come investi i tuoi soldi, se ti va di farlo.
00:31:14 [Marco Liera]
ah sì, assolutamente. Io sono favorevole, sono assolutamente favorevole al vuogerismo finanziario. Guarda, io ho più di un portafoglio personale.
00:31:28 [Marco Liera]
ho un’allocazione all’azionario, in questo momento credo sia circa il 50% del mio portafoglio. Prevalentemente seleziono singole azioni, ma anche uso ETF. Cerco di utilizzare un approccio cosiddetto a bilanciere, diciamo gestire con questi due estremi. Il cosetto bilanciere, la prima è minimo rischio assoluto, quindi bun tedeschi, non rendono niente, ma diciamo che in caso di disastro sono gli ultimi a procurare dei danni. Poi, in generale, magari degli ETF monetari a breve termine, ma solo di titoli di Stato dell’Eurozona, perché comunque trattano di. .. non correre rischio cambio su questa componente a minimo rischio. Non la chiamo sicura, notate bene, io non chiamo la componente a basso rischio componente sicura, perché la parola sicurezza non va usata, perché poi fa scattare nella testa delle persone inevitabilmente dei concetti strani e malati.
00:32:29 [Marco Liera]
poi c’è l’altra parte, all’opposto, c’è l’estremo rischioso, e l’estremo rischioso lì uno si può sbizzarrire, ecco, ho fatto anche delle cose con le opzioni, con i derivati. Insomme cose che possono naturalmente avere un extra rendimento nel tempo, non da oggi al prossimo mese, ma chiaro con un orizzonte temporale appropriato. Poi, nel tempo, cerco di adattare queste due componenti senza far previsioni. Un po’ alle mie caratteristiche personali, un po’ anche a certe valutazioni di mercato, che appunto, Magari, possono rivelarsi un po’ premature, nel senso che se voi fate vedere dei multipli di borsa a 100 persone diverse, gli stessi multipli di borsa possono dare luogo a n reazioni diverse. Solo 5-10 anni dopo potrete scoprire che qualcuno le ha interpretate meglio o peggio. Io ho la mia interpretazione.
00:33:31 [Marco Liera]
sui certi fondamentali delle aziende quotate, sui certi fondamentali di mercato. Ma non è che mi aspetto che queste mie valutazioni siano così oggettive, sono sempre mie. Mi prendo tutti i rischi del caso, quindi mi permetto anche di ridurre o di aumentare i rischi del mio portafoglio, magari anche in modo un po’ prematuro oppure anche con ritardo. Cioè ciò che conta è minimizzare nel tempo. ..
00:34:00 [Marco Liera]
sempre con il processo trial and error a cui facevo riferimento non tanto gli errori ma la portata e le conseguenze degli errori mi rendo conto che dai e dai effettivamente nel tempo grazie anche all’effetto compounding gli errori diventano sempre meno importanti nei loro effetti e poi si raggiunge appunto con l’effetto compounding il famoso aumento della ricchezza anche se facciamolo ai livelli di warren buffett assolutamente anche se ricordiamo che warren buffett se non ricordo male il 99% della sua ricchezza è enorme dopo i 60 è maturato quindi c’è una speranza per tutti bisogna porsi dei limiti ma perché anche lì? perché è una persona che ha avuto la salute non è mica scontato e l’ha avuta con la dieta che fa poi va da McDonald’s Lo intervistai molti anni fa e lui mi fece vedere con grande orgoglio la tessera fedeltà di McDonald’s.
00:35:02 [Marco Liera]
ciò nonostante questa dieta, lui ha 95 anni e ancora vive il vegeto, ma pensiamo a quanti investitori svegli ci sono stati in passato che non hanno avuto la fortuna di warren buffett di vivere fino a 95 anni. Quindi non hanno potuto accumulare queste ricchezze così considerevoli.
00:35:22 [Nicola]
il suo socio, che secondo molti era comunque forse più brillante di warren, è morto con un decimo, un centesimo di warren buffett.
00:35:38 [Marco Liera]
che comunque non fa schifo. Sì, sì, è vero. Ci si può anche accontentare.
00:35:44 [Vittorio]
non so, secondo me ti abbiamo strizzato a dovere. È stato stupendo, sinceramente, veramente grazie mille, grazie mille di cuore.
00:35:55 [Marco Liera]
grazie a voi, continuate così, mi raccomando, mi sembra un podcast molto interessante, perché diciamo che tratta la finanza nel modo in cui deve essere trattato, drammatizzandola, demitizzandola, magari anche differenziandosi rispetto a ciò che troppo spesso in giro si legge che sta un po’ di stantio.
00:36:16 [Marco Liera]
anche in finanza ti vedono troppi tromboni in giro, c’è bisogno di facce nuove.
00:36:21 [Alain]
grazie. Grazie mille. Grazie.
00:36:27 [Alain]
eccoci di nuovo alla posta del cuore. Brevemente, ve lo ricordo, potete scriverci via mail, tramite il forum sul sito, potete contattarci sui nostri social, sul nostro subreddit, commentando dovunque vi trovate, scrivendo nei cessi dell’autogrill, dovunque. Ci ha contattato Davide via mail. Ciao, to Big2Fail, spero sinceramente che le ferie siano andate bene e grazie per aver ricominciato la pubblicazione, in quanto mi aiuta ad arrivare felice al weekend. Francamente ci siete mancati anche perché qui in Svizzera le ferie non sono in agosto, ma comandate anche per noi dal calendario del kindergarten. Come sa bene Nicola, riascoltando qualche episodio sparso, ho notato una leggerissima ironia sugli scritti di Robert Kiyosaki e sul suo personaggio. Robert Kiyosaki! Dobbiamo trovare un’altra cosa tipo la puzzetta di Trump. Ah, è vero. Ora ci penso, ci penso. Fai la trombetta tipo. .. Ecco, quella mi piace. Mi autocampiono.
00:37:29 [Alain]
sarei veramente curioso di capirne il motivo e magari ci fate una rubrica in un episodio doc. Che cosa mi dite? Vi auguro una buona giornata ovunque voi siate. Davide.
00:37:39 [Vittorio]
allora, mi sento stranamente chiamato in causa. Perché? No, no sarò delicatissimo perché vorrei evitare denunce eventuali future, soprattutto perché ho pochi soldi in generale e in genere ci tengo molto anche se sono pochi. Secondo me, è un personaggio poco credibile perché manifesta costantemente da anni la presunta fine del mondo qualsiasi asset che è fatto per post apocalisse di qualsiasi cosa, oro, cripto, è un tipo che si vanta di avere un miliardo di debiti e anche in questo dice abbastanza.
00:38:11 [Vittorio]
se si va a studiare bene la sua storia, ha fatto diverse scelte imprenditoriali, al limite se non oltre la legalità. In generale, ha una filosofia di vita in cui davvero l’unica meta è sempre e solo il denaro. Poi gli ultimi video in cui fa i corsi sono alquanto imbarazzanti, con battute sessiste, modi di approcciare ai corsisti che hanno sganciato migliaia di dollari. Persino le persone che comunque credono in lui vengono maltrattate. In generale, io ho letto solo un libro e mi è bastato. Hô scritto un articolo abbastanza lungo che magari metto in show note. Secondo me dice pochissime cose veramente interessanti e poi sono diluite in tantissime pagine. E peraltro è scritto anche molto male il libro. E il fatto che sia poi il testo sempre menzionato dai fuffacure io credo che faccia capire molto della sua filosofia. Io lo uso come un ottimo reverse index, cioè se ne parla qualcuno bene, scappo.
00:39:02 [Nicola]
però ha fatto anche delle cose buone.
00:39:04 [Alain]
ha fatto anche delle cose buone. No, aspetta, non è ancora morto, Nicola.
00:39:12 [Alain]
comunque sulla storia del reverse index sono super d’accordo, potete vederla così è un po’ come se qualcuno a 40 anni ti dice, ‘oh, ma hai mai assaggiato la coca-cola? Cazzo la fine del mondo, cazzo di gusti! ‘ Sono sulla sua opera, boh anche io ho letto un solo libro, per cui non è che posso giudicare tutto.
00:39:30 [Nicola]
guarda che poi la coca-cola veramente c’è il dissing nel dissing qua. Dai, hai capito, queste classi. Complimenti, complimenti.
00:39:43 [Alain]
comunque, niente, sulla sua opera, sui suoi meriti letterari, c’è poco da dire. Ha avuto veramente, come dice Vittorio, tre idee. Bella l’idea. Onestamente a me è piaciuta, intellettualmente, l’idea di confrontare l’insegnamento dei due padri. Peccato che dopo tipo 30 pagine sarei dimenticata nel libro, vaffanculo tutti e parto a far vedere quanto ce l’ho grossa. Esatto. Condivido la critica a un sistema scolastico che, dal punto di vista della preparazione ad alcune cose pratiche della vita, tra cui l’educazione finanziaria, non fa un ottimo lavoro, più o meno ovunque credo, ma ribadiamolo, lui non è che faccia molto di meglio. Boh, poi c’ha queste due nozioni qua davanti del cash flow, il conto economico, che però sono. ..
00:40:26 [Nicola]
insomma abbastanza grazie al cazzo direi che avete detto tutto, secondo me è assurdo che comunque il libro, quando è uscito, sia stato così lontano? Quanto tempo fa? 25 anni fa comunque è botta nel senso che uno pensa a Zanetti e ce lo rivedremo fra 20 anni capisci?
00:40:46 [Vittorio]
non c
00:40:47 [Alain]
‘è speranza speriamo di no se scrivi un libro tu l
00:40:50 [Nicola]
‘immobiliare lo compri va bene, allora questo è il momento delle cazzabubbole. Io un giorno stavo guardando il forum di finanza online e in basso a destra c’è sto riquadrino della pubblicità che sembra quando c’era il MotoGP su Italia 1, però è il contrario, cioè lì è dove c’è la merda. E c’era sto video di BNP Paribas, praticamente hanno un canale YouTube. Che penso, si chiami BNP Paribas, investiamo, investo, e però il tipo che parlava lo vedo anche se era piccolino. Ho detto ‘cazzo’, ma io questo lo conosco e sono andato a vedere tutto ed è effettivamente stato il mio primo coinquilino a Milano. Io per un periodo quando lavoravo da banca IMI, Lavoravo su questo desk che è un mix di trading e sales, ed ero andato a vivere con questi due ragazzi di Trento perché erano amici di un tipo che aveva studiato con me.
00:41:53 [Nicola]
e questo tipo qua che adesso è finito a fare il presentatore di una rubrica su bnp paribas sul trading, perché bnp paribas usa quel canale lì per spingere tutti i certificati, turbo minchia e quelle robe lì, lui ai tempi cosa faceva? Ai tempi c’era stato un tipo inglese che aveva aperto una società a Milano, praticamente per insegnare a fare trading alle persone. Praticamente il business model era che lui prendeva ste. .. persone qua dalla strada, un po’ attori di strada, gli faceva fare dei periodi di prova, tra virgolette, del paper trading, mentre gli spiegava delle robe tipo l’analisi tecnica, delle robe così. Finché poi quelli che magari dimostravano di avere qualche pseudo talento, poi gli fornivano loro del capitale. In teoria questi qua avrebbero dovuto tradare quel capitale della società, che era un protomodello dei pod shop di adesso, no?
00:43:01 [Nicola]
nel senso, con queste. .. Regole di risk management molto tight, per cui tu non potevi perdere più di un totto ogni 5 giorni, e poi avevi un limite mensile. Una volta che ti eri giocato quello, non potevi più tradeare per tutto il mese. E poi penso, dopo 3 volte, che raggiungevi il limite mensile, cioè la perdita mensile, ti cacciavano. E quindi, al di là dell’assurdità di quello, per me è stato un periodo abbastanza bello, perché, comunque, il proprietario si era portato dietro due amici da. ..
00:43:32 [Nicola]
erano dei fuori di testa, cioè il giovedì sera usciva con loro. Io sto ricordando di sulla aveva l’RS6, cioè io dietro in macchina completamente distrutto. Lui che guidava a 200 all’ora in giro a Milano, ricordi molto bucherellati, cioè delle robe così. Il suo socio, che aveva origini indiane, aveva praticamente vivere in un ex negozio, cioè lui non aveva la porta di casa, aveva proprio la Claire, la serranda classico negozio soppaccato. Lui aveva fatto la camera da letto, ma questo doveva Milano? Dietro a porta Genova, dietro porta Genova, cioè era anche una roba molto hip, però qual è la regola di tutto questo? È che fondamentalmente lui, Riccardo si chiama, Riccardo dei Signori, aveva un suo amico che già ai tempi lavorava da CNBC, no da Class, la televisione di Class Editor che poi è diventata CNBC, che era anche lui ai tempi 24enne, 25enne, no?
00:44:34 [Nicola]
che poi adesso ha fatto carriera, perché ¿eh? Se non mi sbaglio è stato il moderatore del Direct Summit, quello dove c’erano tutti gli influencer fighi a cui non ci hanno invitato, però lui non solo già andava in diretta su class, ma per di più portava come ospiti esperti di mercato il mio coinquilino e l’altra gente che faceva il finto trader con loro, perché comunque è tutto un mondo in cui queste pseudo società serie cercano visibilità e quindi pagano comprando spazi pubblicitari e la CNBC di turno, quello che è, ha bisogno di gente che gli metta il palinsesto in piedi. Però secondo me la roba assurda è che comunque la gente che non lo sa e che lo guarda da fuori pensa che uno sia veramente un esperto e che sia lì a dare dei giudizi di merito, quando in realtà. ..
00:45:36 [Nicola]
non c’è niente, no? C’è veramente poco. E niente, il fatto che sta roba comunque vada avanti, perché io, cioè, gli anni, ne ho 46, sarà stato vent’anni fa, sta roba qua, no? Ma mi ha fatto un po’ ridere, anche come l’ho trovato, perché poi sto programma di BMP, loro ancora prendono. .. Questi traderini da cameretta non lo so, cioè della gente gli fa competere tra di loro. Tipo metti il tuo trade della settimana, però ritorna il tema di Kiyosaki. Perché anche quello è una roba che non muore mai. Comunque io ho avuto dei bellissimi ricordi con lui e con i suoi compagni d’avventura. Quindi, props per me. Invece la mia cazzabubola di oggi è Andor, la serie quella di Guerre Stellari su Disney+. Non sono particolarmente un fan di tutto l’universo, delle robe che hanno fatto, però secondo me sta serie qua, uno si sono finalmente svegliati e hanno detto: ‘Beh, proviamo’, ne fanno 300.
00:46:41 [Nicola]
000. Qualcuno si è svegliato e ha detto: ‘Vabbè, facciamone una per adulti, proviamo’.
00:46:47 [Nicola]
secondo me non. ..
00:46:50 [Nicola]
cioè l’apprezzi nel tempo, perché io la prima l’avevo guardata, ma era un po’ me et second me, invece, nella seconda comunque la storia sostanzialmente della rivoluzione, e prendere lo spunto da dove saranno saltati fuori i piani della morte nera che poi sono il culmine dell’episodio 1, del primo film, come fanno a come hai scoperto che sparando un missile lì dentro fai saltare in aria tutto anche lì, dimostrano finalmente secondo me che c’è anche un sacco di spazio creativo se vogliono sfruttarlo, perché al tipo a cui è venuto in mente quello poi era stato il primo film, come si chiamava rogue one, che era stato il primo spin-off, diciamo, e questo è il prequel di quel prequel, però l’hanno fatto bene, non è un masterpiece, però alla fine secondo me ci sta.
00:47:48 [Vittorio]
ma in realtà ho sentito parlare molto meglio delle serie che degli ultimi tre episodi, perché io ormai sono rimasto ai primi tre praticamente.
00:47:55 [Nicola]
gli ultimi tre erano veramente una roba.
00:47:57 [Vittorio]
non facciamoci nemici anche i fan di star wars. Invece io consiglio un film. .. De gli anni 70-80 che si chiama King of Comedy, che è di Martin Scorsese con Robert De Niro, è praticamente quello è il film che è stato saccheggiato a piene mani per fare il primo Joker. La stessa identica cosa, però, è fatta da Scorsese e con De Niro, e non con un regista capitato là come quello di Joker. Praticamente, è questo comico che in realtà è uno stalker che decide di far parte di un programma comico e incomincia a rompere le scatole al comico che vorrebbe sostituire durante lo spettacolo. Si inventa che gli ha salvato la vita per poter avere un suo contatto. Si intruffola a casa sua dicendo che è un suo amico. Eccetera. È probabilmente la storia dell’ossessione di qualcuno che vuole arrivare a raggiungere determinati obiettivi nella vita e, alla fine, le prova proprio tutto per diventare famoso. Non ve la spoilero così tanto, però, è proprio veramente la storia dell’ossessione un po’. è molto moderna se uno pensa a cosa potrebbe fare un influencer oggi per fare la foto che magari ottiene tanti like o il video estremo che ti porta a entrare nella top 5 di YouTube Italia o YouTube America sempre gli stessi meccanismi e poi è veramente molto molto bello io sono un fan di Scorsese non l’avevo mai visto e merita tantissimo mi sembra che sia su prime però non vorrei dire una cavolata.
00:49:12 [Alain]
invece vi consiglio un gioco si chiama we become what we behold ed è stato creato da una sviluppatrice indipendente, si chiama nikki case. Dura 5 minuti, parla sostanzialmente del potere che i media hanno di influenzare le vite delle persone e di come certi incentivi di mercato, tipo il fare visualizzazioni, possa portare a dei bias nei contenuti e finire per creare una visione completamente distorta della realtà. In cui tutto si sposta in una direzione che non è necessariamente positiva. In generale, vi consiglio di curiosare un po’ il lavoro della sviluppatrice, in che case è veramente interessante. È una fusione fra arte e informatica molto particolare.
00:50:05 [Vittorio]
comunque a volte sembra che queste cose le facciamo apposta, però c’è questa unione di consigli o di idee. Vi posso assicurare che nessuno legge le cose dell’altro, generalmente. E poi si crea questo mashup in cui, non so, forse è come se abbiamo, come le donne che a un certo punto uniformano il ciclo, no? Noi l’abbiamo sulle idee e questo è a quanto inquietante in realtà, soprattutto perché ne abbiamo pochissime. Però se volete consigliarle quelle poche idee che abbiamo, fatelo con i vostri amici in qualsiasi circostanza. Se proprio avete questa idea estrema, potete farci una donazione o girarla con una delle magliette bellissime che abbiamo messo sul merch store. Niente, per il resto ci sono tutte le cose negli show notes. Cliccate sul sito, ci dovrebbe essere una bella promo sempre qua sotto. Su Finanzacafona, Salto Mentale, Detaglia Letter Sofa, su Reddit, scrivete su Spotify, fate un gesto di pace, mandare un piccione, qualsiasi cosa. Ciao ciao! Ciao! Tschüss!
