Oggi a Too Big To Fail parliamo di incentivi monetari e non monetari. E l’anima di un burocrate dell’antica Bisanzio Costantinopoli s’impossessa di Vittorio.
I consigli di oggi:
Nicola: Minecraft (libro) di Daniel Goldberg
Vittorio: Holiday Crush
Alain: La società opulenta
LA PROMO
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Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure incentiviamo la finanza a venire a cercarti.
TL;DR
Il podcast si addentra nelle sfumature degli incentivi, esplorando come possano guidare o ostacolare i risultati desiderati. La discussione copre:
- Il potere e i limiti degli incentivi monetari: Mentre il denaro è un potente motivatore, i relatori evidenziano come possa anche portare a conseguenze indesiderate, come le persone che ottimizzano per la ricompensa piuttosto che per il risultato previsto.
- Motivazione intrinseca vs. estrinseca: I relatori discutono dell’importanza di allineare sia gli incentivi intrinseci (interesse personale) che estrinseci (ricompense esterne) per ottenere i migliori risultati.
- Incentivi sociali ed esternalità: La conversazione esplora come gli incentivi sociali e l’impatto delle azioni individuali sugli altri (esternalità) possano complicare la progettazione di sistemi di incentivazione efficaci.
- Le sfide dell’incentivazione della futura forza lavoro: Con l’aumento dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, i relatori si interrogano su come strutturare gli incentivi in un mondo in cui l’occupazione tradizionale potrebbe diventare scarsa.
Citazioni e esempi notevoli
- “Mostrami gli incentivi, e ti rivelerò il risultato che ottieni.” – Charlie Munger
- L’esempio della scuola che ha imposto una multa per il ritiro in ritardo, per scoprire che i genitori erano disposti a pagare la multa piuttosto che cambiare il loro comportamento.
- Il caso di studio dello scandalo di Wells Fargo, dove i dipendenti erano incentivati ad aprire conti fraudolenti, evidenziando il potenziale di incentivi perversi.
Prospettive e tendenze uniche
- I relatori discutono delle strutture di incentivazione “bizantine” utilizzate dagli imperi storici, come l’Impero Bizantino, per mantenere il controllo e scoraggiare la dissidenza.
- Il concetto di “non trasformare il tuo hobby in una professione” viene esplorato, suggerendo che trasformare una passione in un lavoro può a volte diminuire la motivazione intrinseca.
- I relatori accennano al potenziale ruolo del Reddito di Base Universale (RBU) o di un sistema simile nell’affrontare le sfide poste dall’automazione e dal cambiamento della natura del lavoro.
TRASCRIZIONE
00:00:04 [Vittorio]
Vabbè dai, lo sapete, Too Big to Fail è un podcast che parla di soldi. Poi diciamo un po’ di cazzate, ci divertiamo e andiamo al dunque, eh?
00:00:14 [Alain]
Ragazzi, stavo pensando, come possiamo convincere i Too Biggies a farci pubblicità?
00:00:20 [Vittorio]
Bisogna trovare l’incentivo giusto. Ovviamente la… Foresta! Certo, un po’ di tracking che fa bene, sì.
00:00:27 [Nicola]
No, no, volevo dire la finestra! La luce del sole, ovvio!
00:00:31 [Alain]
Per la vitamina D, no?
00:00:32 [Nicola]
Ma che state dicendo? L’incentivo più vecchio del mondo, la… Fisarmonica! Filastrocca? Fiorentina! Sì, esatto. Proprio la Fiorentina. Ma poi se sono vegani?
00:00:45 [Vittorio]
Verso i 18 anni, cioè in realtà lo fanno anche ora che hanno quasi 40 anni, due miei amici giocano ad un gioco un po’ del cazzo. Allora, il primo sostanzialmente faceva una proposta assurda all’altro. Una cosa di quelle veramente orribili, e il secondo doveva dire se l’accettava o meno, cioè una roba tipo baceresti con la lingua per mezz’ora con la suora con i baffi di 95 anni, e se lo fai in cambio ti prendi 500. 000 euro ora. Il mio amico diceva cose che vorrei dimenticare, ma l’altro aveva il problema è che l’accettava sempre. È un uomo di bassissima moralità. Il punto è i soldi sono davvero l’unico incentivo per convincerti a fare qualcosa.
00:01:17 [Nicola]
Oh aspetta, aspetta, perché qua mi hai fatto venire in mente un personaggio del Twitter calcio, tale Bellino Craxi, che comunque ad un certo punto ha iniziato ha iniziato a inventarsi queste robe stupide, questi tweet stupidi in cui diceva, tipo, ‘ma ti do un milione di euro, ma devi mangiare sette banane al giorno per tutta la vita’ e a me la roba che faceva più ridere era che comunque, cioè, lui. Ovviamente il gioco era trovare queste robe assurde, però la scommessa era sempre su un milione di euro, che effettivamente non è che, cioè, non lo so, personalmente non penso che uno ti sistema la vita, no? Nel senso, cioè, secondo me non è proprio così banale il fatto di dover mangiarti sette banane al giorno.
00:02:07 [Alain]
Vabbè, prendi quelle piccole, li fotti, quelli bananitos.
00:02:13 [Vittorio]
Racconto subito questa cazza bubola, c’era il padre di un mio amico, anzi nonno di un mio amico, che era stato un soldato durante la seconda guerra mondiale e pilota di aerei. Durante una missione, praticamente l’aereo gli si ruppe e finì dentro un’isola abbandonata e non so in che cazzo di arcipelago dove c’erano solo banane. Pensavano che fosse morto e quindi lo recuperarono dopo un anno. Lui si cibò sostanzialmente del poco pesce che riuscì a cacciare di banane. Questo mio amico non so aveva 7-8 anni, era gallese, e quindi un giorno, innocente, gli andò a chiedere nonno.
00:02:47 [Vittorio]
Ma nonno praticamente gli tirò tutto il camino addosso perché non ne poteva più. Pensa una vita. Era la bestia.
00:02:58 [Alain]
Beh comunque, la cosa della la gente fa cose imprevedibili per due spicci. L’avevo vista anche da un canale YouTube che proponeva veramente tipo 500 dollari per leccare il proprio vomito, robe disgustose, disumane, ma disgustose disumane eppure la gente accettava. È incredibile.
00:03:17 [Vittorio]
Vabbè, il punto è che un po’ questi aneddoti raccontano più o meno la stessa cosa. No? Se alle persone dai un po’ Di cash tecnicamente sono disposti a tutto, però poi all’atto pratico è davvero così, cioè Charlie Munger ad esempio era solito sempre dire: ‘Mostrami gli incentivi, e ti rivelerò il risultato che ottieni’.
00:03:34 [Nicola]
Secondo me, il punto è che gli incentivi monetari sono quelli più comuni. Primo che ti viene in mente, cioè non esattamente il primo che ti viene in mente, perché la prima cosa che ti viene in mente è sempre il carro di buoi. Anzi, quella che viene prima del carro di buoi in seconda posizione è il carro, ma al terzo posto ci sono i soldi.
00:03:51 [Vittorio]
E posto che gli incentivi sono la cosa che diciamo fa muovere il mondo, e su questi dovremmo essere più o meno d’accordo con il buon Charlie. Quali sono i possibili incentivi e qual è il sistema di incentivi migliore, diciamo per far andare il mondo nel modo giusto, oppure per darti lo stimolo giusto per andare avanti. Domanda banale, alla quale risponderemo con un frutto.
00:04:13 [Nicola]
Secondo me, il discorso è che gli incentivi monetari sono la cosa che funziona per tutti, o perlomeno la scelta migliore è xante, quando non sai che persona ti trovi davanti. Però effettivamente se uno ci pensa, non sono la soluzione per tutto, anzi a volte possono diventare pure controproducenti.
00:04:31 [Alain]
Avevo letto una volta un caso di una scuola, una materna, che aveva imposto una multa ai genitori che avessero ritirato i figli in ritardo. Mi pare fosse tipo 5 dollari, una cosa del genere. Ovviamente l’idea era di farci in modo di ridurre questi ritardi con l’incentivo monetario. Cioè ti multo e non lo fai più. Tempo due settimane. Mettava i genitori, lasciava i figli almeno mezz’ora in più. Il loro ragionamento era: ‘Dove la trovo una tata per 10 dollari l’ora?’. E poi adesso che è chiaro che basta pagare perché mi tengano il figlio, non mi sento più neanche in colpa.
00:05:04 [Vittorio]
Sembra la scenetta di Biascica in Boris, no? Quand’il produttore dice che da ora in poi, ad ogni bestemmia, bisogna mettere 50 euro in un barattolo, e l’elettricista appunto Biascica prendegli da 200 euro e gli dice, ‘questo è per quelle future’.
00:05:21 [Alain]
Tutto questo ci fa un po’ capire che la teoria dell’uomo jukebox, ossia la teoria secondo cui inserisci la moneta e l’uomo fa qualcosa, è in realtà ben più complessa di quanto appare. Cioè l’incentivo monetario c’è, ma si mischia poi a motivazioni intrinseche e ad altre motivazioni estrinseche che, insomma, la valutazione di convenienza di un’azione sia molto complessa.
00:05:44 [Nicola]
Ok, allora aspetta, diamo qualche definizione. Quindi gli intrinsic incentives, cioè… fai una roba che ti piace, che ti interessa, quindi la faresti comunque, rispetto agli extrinsic incentive, ovvero ti pagano. o ottieni degli altri benefici materiali o sociali o morali per fare questa cosa. Quindi se vuoi che qualcuno faccia qualcosa, l’ideale è offrirgli entrambi i tipi di incentivi, trovare qualcosa che questa persona farebbe comunque e pagarla, idealmente per farla bene o meglio. Secondo me la via di mezzo più efficace è provare a pagare una persona abbastanza ad attrarla a fare una cosa, ma non talmente tanto ad attrarre persone a cui non frega un cavolo di fare quella cosa, ma che vogliono solo i soldi.
00:06:30 [Alain]
Questo invia prettamente ideale, nel senso, assumiamo che queste persone che gradiscono fare i dentisti, anche senza essere pagati, esistano. Cioè, lo sappiamo tutti, dai, che i dentisti lo fanno per potersi permettere l’ultima bici del Tour de France. E poi, comunque… Non è neanche detto che serva avere una buona motivazione intrinseca. La butto lì. Uno dei millantati benefici del capitalismo è la sua capacità di allocare efficientemente le risorse scarse, no? E mi aspetto che in certi lavori ci sia una certa… una netta. Correlation fra l’essere motivati dai soldi e del performare bene, cioè fare bene quel lavoro. Ne spara un altro: l’agente immobiliario, ma perché ha uno scopo nella società, l’agente immobiliario appunto.
00:07:15 [Vittorio]
Solo per soldi, finisci bene.
00:07:20 [Vittorio]
Fare programmi su Discovery Channel, ecco.
00:07:22 [Alain]
Beh, creare delle community. Ah, è vero.
00:07:27 [Alain]
C’è un ultimo nodo che voglio portare al pettine. L’incentivo monetario può influenzare anche l’incentivo intrinseco. Cioè, magari io mi demoralizzo e perdo interesse per qualcosa quando mi pagano poco. Oppure, viceversa, se mi pagano tanto, magari… Incomincio a nutrire l’interesse per quell’attività, cioè ricordiamoci poi alla fine che nasciamo come scimmiette programmate per trovare le more, per cui i nostri cicli ormonali, serotonina e dopamina, cioè non è che sono cambiati molto, non sono così raffinati.
00:07:55 [Nicola]
Se le more sono i soldi, certo sì; no è proprio quello il punto che poi c’è alla fine o parti già demoralizzati, perché pensi che non ti paghino abbastanza, o comunque dopo un po’. Senti che lo stipendio che ti danno è una cosa di dovuto e quindi ti demoralizza da quel punto di vista. Tuttavia, il fatto è che l’incentivo monetario è sempre al centro delle analisi e delle discussioni.
00:08:19 [Vittorio]
Tuttavia, secondo me, è pure perché in realtà è una di quelle classiche cose che sono facilmente quantificabili: quanto guadagni fare una cosa, quanto non guadagni non fare una cosa. Ad esempio, un caso che a me è abbastanza familiare è quello di smettere di fumare. Io sono ormai due anni e qualche settimana che ho smesso di fumare. Grazie, grazie, una delle classiche motivazioni, ma di cui anche io diciamo ne sono stato vittima, è quello che ti dicono: ‘Ah, vabbè, pensa quanto risparmi’. In realtà, questa è una cosa che non funziona mai. Perché effettivamente, se tu fai un calcolo, una persona gli dici, guarda, consumi un pacchetto al giorno, 5 per 30 giorni, per 6 mesi o 10 anni, cioè compravi una casa sostanzialmente, però poi a un fumatore non gli hai fatto un cazzo di quella roba. Ad esempio, un tipo di incentivo che in realtà potrebbe funzionare meglio, o come paragone, potrebbe essere quello del risparmio di tempo, dello stare più tempo, che ne so, con i propri familiari, di non ammalarsi a un tumore polmonare. Cioè un fumatore ha 21 volte più possibilità di essere… Di avere un tumore ai polmoni, cioè che è una cosa mostruosa, però come fai a quantificare questa cosa, cioè alla fine tu magari puoi smettere di fumare e sostanzialmente il giorno dopo ti cade un vaso e alla fine rimani inculato in tutte e due le modalità.
00:09:29 [Vittorio]
E poi c’è sempre la classica battuta di Woody Allen che diceva: ‘Ho smesso di fumare, ho guadagnato sette giorni di vita e in quei sette giorni è più bello’. Alla fine effettivamente è così. Cioè, alla fine quella monetaria è molto facile da quantificare, però non è detto che sia l’incentivo migliore o quella cosa che effettivamente ti stimoli a smettere o a prendere un atteggiamento migliore.
00:09:46 [Nicola]
Sì, che poi se vuoi questo è anche il caso più semplice, perché non c’è alcuna esternalità. Cioè, sei tu che hai fatto l’azione e tu che ne trai il beneficio. Il problema degli incentivi… Cresce esponenzialmente quando guardi alla società, no? Quando la nostra azione o non azione ha effetto su molte persone, direttamente o indirettamente.
00:10:07 [Alain]
Ricordiamolo cos’è un’esternalità. Sono gli effetti collaterali economici che ricadono su chi non c’entra con la transazione. Cioè tu vendi pollo, io compro pollo, ma poi c’è il pollo che soffre, il terreno inquinato dal pollaio gigante, la puzza vicino al macello, il danno psicologico di chi sbudella tutto il giorno, lo smantilmento delle faltaglie. A casinazzo.
00:10:26 [Vittorio]
Poi vabbè, in realtà, su questo pure del fumo, effettivamente ce l’hai tu. Il vantaggio però non è manco vero, così perché a parte gli studi sul fumo passivo, pensa che i tuoi familiari, che siete pigliati un tumore, devono stare accanto per 10 anni oppure il costo sanitario che ha effettivamente il fumo sulla società, perché aumenta le possibilità di avere infarti e roba del genere.
00:10:47 [Nicola]
Infatti ricordiamo che la tassa sulle sigarette non ripaga dei costi della sanità. Ah ecco vedi. Ricordiamolo.
00:10:54 [Alain]
Serve a pagare la guerra in Eritrea, no? Grazie.
00:10:57 [Alain]
Troia.
00:10:59 [Alain]
Comunque, questo per dire che tutto il mondo dell’esternalità è comunque un bel puttanaio. Ed il motivo principale per cui siamo costretti a regolamentare il capitalismo facendo incazzare i non liberisti è proprio questo. Poi anche quando si cerca di sistemare la cosa, ci sono infiniti cavilli, loopholes, assholes. In moltissimi casi è praticamente impossibile misurare l’esternalità e prezzarla. Pensate anche solo al puttanaio, al bor… Che c’è dietro ai crediti della CO2, cioè incentivare solo con la pecunia è durissimo.
00:11:28 [Vittorio]
Si è poi c’è anche il fattore, un pezzetto più avanti. No, riguarda diciamo la natura dell’uomo e la percezione che poi abbiamo. Quello che fanno gli altri, l’adagio latino dice: ‘L’uomo è un lupo per l’uomo che è una base di un concetto di un grandissimo filosofo del 1600 che sostanzialmente diceva che gli uomini sono delle merde egoiste. Volterebbero qualsiasi altro essere vivente per realizzare i propri desideri. In questo senso, lo Stato non deve fare altro che governare questa violenza e incanalarla verso qualcosa che possa essere vagamente positivo per la società. Quindi, è l’utilitarismo. Tu fai una cosa al fine di un’utilità per te, ma in realtà viene incalalata questa energia da parte dello Stato e non so l’impresa è una di queste cose. È tu vuoi ottenere l’autorializzazione di te stesso, però nel farlo dai tanti posti di lavoro e in qualche modo è anche la teoria dell’uomo criminale segreto, cioè quella che pensiamo un po’. tutti la gente non fa nulla di utile se non ci fosse una carota cioè lo stipendio e il bastone cioè il rischio di andare in galera o peggio in altre nazioni o che ne so di subire un
00:12:32 [Nicola]
‘umilazione pubblica o adesso un considerato un cretino da tante altre persone io qua adesso mi faccio voler bene da mio fratello perché una volta abbiamo avuto questa conversazione lui ha sempre cioè Quasi tutta la sua vita ha fatto libero professionista, no? Per cui non aveva un capo. E ha sempre fatto quello che doveva fare, no? Perché lui era responsabile di se stesso. Poi alla fine, adesso, da qualche anno, lavora per una corporate e gestisce un team. E quindi io gli ho chiesto, beh, ma allora i tuoi ragazzi, quelli che lavorano con te, li lasci un po’ fare il cazzo che vogliono, no? Cioè, con il lavoro da casa, remote working e così, no? Perché, cioè, tu l’hai vissuto in prima persona. Di te che ha funzionato e la sua risposta è stata assolutamente no, perché se li lascia a casa poi non fanno un cazzo, e questo conferma una teoria che è molto comune, cioè che il fatto che se guardiamo a noi stessi pensiamo che noi possiamo essere guidati da questa missione superiore, un obiettivo
00:13:35 [Nicola]
nobilissimo, mentre tutti gli altri non lo saranno mai, no? Ciao, l’unico incentivo che funziona per il resto del genere umano… Quello monetario.
00:13:46 [Alain]
È inconcepibile che qualcun altro voglia fare un buon lavoro e basta.
00:13:49 [Vittorio]
Che poi è la classica cosa che succede quando qualcuno ti dà dei consigli sentimentali, no? Cioè, è quella persona che ha fatto tutto il contrario di quello che ti sta dicendo mediamente. Perché dice, vabbè, ma per me non vale questa cosa. Che poi c’è sempre il fattore di egocentrismo che tu pensi che sia un’esclusiva rispetto al resto del mondo pure.
00:14:08 [Nicola]
Che poi per me, cioè, io ho sempre lavorato in delle corporee, lo vedi, no? Ciao, l’ossessione che ha la società che ti ha assunto, che comunque tu gli debba rubare i soldi, cioè tipo vai in trasferta, devi fare queste note spese al centesimo. Netflix aveva provato una strategia diversa. Capo dell’HR di Netflix era saltato fuori dicendo: ‘Vabbè, se tu assumi degli adulti, cioè se tu pensi che la persona ti ha assunto un adulto, poi la tratti da adulto, no? Cioè, gli lasci fare quello che deve fare, no? Come lo vuole fare.
00:14:44 [Alain]
Per inciso, funziona così anche in famiglia. Non chiedetmi come l’ho scoperto.
00:14:49 [Nicola]
Ok. Mia figlia oggi, a sei anni, ha ricevuto il suo coltello.
00:14:55 [Alain]
In che senso? La tasca.
00:14:56 [Nicola]
Per cui…
00:14:57 [Alain]
Che può tagliare la bistecca da sola o…
00:15:00 [Vittorio]
No, no proprio il coltello, quello il coltellino svizzero, guardalo dalla scuola lì lo stato svizzero a sei anni ti dà il coltellino e a dodici devi intagliare l’orologio, cucù o bucare l’emmental. Che in realtà viene senza buchi, viene fatto dai bambini all’asilo, ma questa ossessione per il controllo dei dipendenti c’è anche all’estero.
00:15:25 [Alain]
Nicola, tu che ci sei stato di più?
00:15:28 [Nicola]
Sì, le persone non si fidano, cioè il discorso è quello, e in generale, secondo me, è proprio difficile pensare a un sistema di incentivi coerente. Anche perché la stessa Netflix ad un certo punto aveva adottato questa policy per cui diceva voi non avete i giorni di vacanza, potete prendere tutti i giorni di vacanza che volete e comunque si è rigirata contro di loro perché alla fine nessuno prendeva più le vacanze perché pensavano che se fossero stati in vacanza poi gli altri pensavano che loro non lavoravano e quindi… che adesso sarebbero stati licenziati.
00:16:08 [Alain]
Pazzesco come l’incentivo sociale in questo caso ha prevalso sull’incentivo monetario o comunque materiale. Tra l’altro è molto difficile anche non solo pensare a questo sistema per gli altri, ma è difficile anche pensarlo per te stesso, avere gli incentivi giusti. Sapete che lavoro in proprio, i miei ritmi ovviamente da remoto, ma quello che magari non sapete è che è sempre stato difficile per me bilanciare le attività in un modo salutare e ottimizzato. Ed è diventato via via più difficile anche restare costante sul lavoro man mano che la pressione monetaria diminuiva. Quindi oggi spessissimo mi chiedo perché dovrei farlo. Cioè, me lo chiedo dieci volte prima di fare qualcosa ed il più delle volte non la faccio. Cioè, se non mi piace non la faccio.
00:16:51 [Alain]
Non so se l’avete mai sentita quella regola di Derek Seavers, ‘Hell yeah or otherwise no’. Diavolo, sì oppure no. E quindi sto più o meno vivendo in quella fase. Non è facilissimo.
00:17:03 [Vittorio]
Vabbè, quella è sempre la teoria che tu puoi navigare l’oceano e poi stai su una barchetta, no?
00:17:08 [Vittorio]
Eh.
00:17:10 [Alain]
Potenzialmente puoi fare quello che cazzo ti pare, ma fai con la barchetta a largo esatto. Farò in dell’idea, comunque.
00:17:18 [Nicola]
Adesso parleremo di quando fondamentalmente questi incentivi monetari non funzionano. Il miglior modo, secondo me, per lanciarlo è il detto che dice: ‘Don’t make your hobby a profession’. Il vero perché nel momento in cui diventa un lavoro, comunque, anche senza il lato monetario, però, c’è una pressione. Devi bilanciare interessi diversi. Magari non sei più da solo, ci sono le altre persone che non vuoi dare retta, ma devi dare retta. Ci sono le deadline, e poi alla fine vabbè arriva anche la componente finanziaria. Non è che aggiungendo la passione al denaro, per forza, ottieni il migliore dei mondi possibili, anzi, a volte rovini tutte e due le cose.
00:18:01 [Alain]
Eh sì, come hai ben detto, tante volte aggiungi delle componenti che non ti piacciono. Anche se io ho una teoria alternativa. L’avete mai sentita quella teoria bislacca, forse dell’Ottocento, che diceva, stimava la vita di un animale a seconda del numero di battiti del suo cuore, no? Quindi il topolino gli batteva a una frequenza molto più elevata e viveva di meno, l’elefante batteva a una frequenza più lenta e viveva di più. Avevano notato questa correlazione tirata fuori dal cilindro del mago.
00:18:28 [Vittorio]
Anche quella di Kenshiro mi sembra che gli batteva il cuore sei volte all’anno e quindi campava di più, no? Una cosa del genere.
00:18:34 [Alain]
Potrebbe essere venuta da lì questa cosa. Comunque una cosa del genere, secondo me, si applica agli hobby. Cioè, dopo un tot di ore di pratica e ogni hobby ha la sua data di scadenza, che non è lo stesso numero per tutti gli hobby, però… Se faccio tanta pratica di un hobby, dopo un po’ mi rompo i coglioni e quindi rimangono gradevoli soltanto entro un totto. Se lo faccio come lavoro, ovviamente addensato la frequenza con cui lo faccio e il rischio è che dopo un paio d’anni mi si rotino le balle.
00:19:03 [Vittorio]
Qui però, secondo me, c’è anche un discorso di predisposizione caratteriale propria, no? Ad esempio, nell’esempio prima, la società ti permetteva di fare una cosa, però la pressione della società che tu avevi, cioè della società, del gruppo di lavoro, ti faceva sentire a disagio nel farlo, no? E là bisogna avere pure un po’ di coraggio, nel senso, sì, vabbè, la società me lo permette, gli altri non lo vogliono fare, sono dei coglioni. O come all’esempio Du fond pensione, quantes societá ti permettono di avere un bonus per il fondo pensione, ma tanti non lo fanno pur avendo un vantaggio economico, perché sono pigri per informarsi o perché vabbè, ma quello non lo fa. Quindi ci sarà un motivo per non farlo? Non vogliono offendere il capo esatto, oppure vabbè, ma già peso abbastanza, cioè quei sensi di responsabilità di colpa un po’ strani che secondo me sono più dipendenze del carattere e come un po’ sempre nella vita bisogna un po’. Conoscersi ad esempio nel mio caso, io ho la tendenza all’ossessione in alcune cose, ad esempio quello che dice Nicola, che non devi rendere il tuo hobby un tuo lavoro per me finanziare a caffone è sempre stato un hobby, ad esempio, ma in alcuni punti io volevo raggiungere certi risultati e mi rendevo
00:20:07 [Vittorio]
conto che stavo rendendo la cosa un incubo. In realtà, cioè, scrivere tre articoli a settimana, come facevo tre anni fa, è una cosa che non è gestibile da solo. Se fai altre attività, è una vita fondamentalmente perché è una cosa obiettivamente molto impegnativa. Comunque, quello è un percorso che va avanti anche su una propria autoconsapevolezza. Quali sono i limiti e cercare di ragionare di capire se stessi, insomma.
00:20:29 [Nicola]
Ma a te era andata già bene, perché avevi partito già con qualità molto basse. Comunque, non avevi quella pressione. Io ero partito underdog e sono Rimasto là, no guarda sta roba mi ha fatto vedere in mente sta quando facevo l’università ad un certo un esame c’era questo professore illuminato che dice: ‘Non ha fatto tutto il corso in inglese, ma ha invitato a un tizio, forse era svedese. Non mi ricordo più bene che ci aveva fatto una parte del corso, e quindi una volta ci racconta questo, lui dice: ‘La mazzuscida’ o ‘mazzuscida’ non so nemmeno come si pronuncia. Erano i periodi dopo gli anni 80 quando l’industria giapponese era la più forte del mondo, e quindi questi qua aprono due fabbriche, una in Irlanda e una a Napoli, e dice che però la tradizione giapponese vuole che tutti gli Operai della fabbrica il mattino si ritrovano nel posteggio nel piazzale della fabbrica e tutti insieme insieme recitano i dieci principi del fondatore.
00:21:31 [Vittorio]
Ma quanto cazzo vorrei un video di questa cosa!
00:21:34 [Nicola]
Allora, i Giapponesi qua ad un certo punto si ritrovano e dicono: ‘Ma com’è che sta roba la facciamo in Irlanda? La gente veramente la devi trascinare fuori per le orecchie, a un momento la devi menare perché lo facciano, mentre a Napoli tutti lo fanno, tutti lo fanno col sorriso.’ Quindi ad un certo punto vanno da un dipendente della fabbrica di Napoli e gli dicono: ‘Ma come mai lo fai così? Mezz’ora di lavoro pagato.’ Pratiquement, se loro mi pagano per non lavorare per stare qua fuori, lo faccio.
00:22:14 [Vittorio]
Che popolo meraviglioso, ragazzi!
00:22:15 [Nicola]
È un caso, è un caso. Questo era svedese, ha preso questi due casi. Non so se poi c’erano degli altri fini sotto, però vabbè la riporto come me l’aveva raccontata. Invece, una cosa che è successa molto più recentemente è stato lo scandalo che è successo con la Wells Fargo, che è una barca americana. Ad un certo punto la dirigenza inizia come fanno le barche italiane, a rompere i coglioni ai dipendenti, a dire dovete ammettere i target, ogni mese dovete aprire tot conti correnti, tot carte di credito. E quindi cosa succede? Che alcuni dipendenti… Magari erano anche bravi, no? Capiscono che è comunque un’idiozia sta roba qua, perché stai vendendo un servizio, se la gente non serve non gli serve, non è che puoi forzare. E quindi questi se ne vanno. Altri lo fanno di malavoglia, però in tanti, quelli che erano più attaccati al denaro, cosa fanno?
00:23:22 [Nicola]
Cominciano a troffare. Sinon, fanno aprire conti correnti a gente che o firmano loro stessi le carte o gli fanno firmare alla vecchietta senza diglielo poi alla fine sta roba salta fuori. Per cui la banca ovviamente non ha fatto nessun ricavo extra da tutto questo, perché il punto del vendere le cose è che le usano. Se uno non sapeva di avere una carta di credito non l’ha mai usata e quindi si è beccato una mega multa. Il CEO l’ha fatto fuori, e poi la banca si è tenuta questa parte questa anno è Ticani disgraziati dipendenti, mentre quelli buoni se ne sono andati. Per cui c’è una roba che non ha funzionato per nessuno.
00:24:01 [Alain]
Minchia meno male che i politici non sono incentivati a vincere le elezioni a tutti i costi, o è meno male che ottenere visibilità spiccia con proclami altisonanti. Non funziona altrimenti. Saremmo nella merda comunque.
00:24:14 [Nicola]
Il problema dell’incentivo monetario è quindi che attrae in prima battuta le persone che sono interessate ai soldi, e solo dopo le persone interessate a fare quello che effettivamente vuoi che facciano. Quindi la persona interessata ai soldi ottimizza il processo per fare il meno possibile per ottenere la ricompensa, il risultato passa in secondo piano. Alzando solo la ricompensa, pensi di attrarre il talento, ma invece attrai di più quello che indovini un po’ vuole la ricompensa.
00:24:43 [Alain]
Tra l’altro, la ricompensa nel breve termine, cioè anche a discapito della stabilità di lungo termine del sistema e della persona. Ma questo forse è un tema che merita una puntata sempre.
00:24:54 [Vittorio]
Metteteci un follow così saprete appena uscirà la puntata nuova. Ma andando un po’ avanti, questa cosa, abbiamo fatto un po’ una carrellata della situazione incentivi, però effettivamente oltre ai soldi ce ne sono un sacco di altri. In alcuni casi valgono per qualcuno, in altri casi valgono per altri, in alcuni casi non valgono per un cazzo, però sono divertenti da raccontare. Oltre all’incentivo più facile per tutti, soprattutto per gli uomini che abbiamo scherzosamente menzionato, ma sappiamo benissimo qual è, ce ne sono diversi altri e quindi io, da appassionato di storia, comincio io. Allora c’è il termine bizantinismo nella storia, che è un termine… termine apocrifo del 1700 di un archeologo tedesco totalmente sbagliato. Però, detto ciò, questo termine vuol dire una struttura burocratica, caotica, nel senso che è molto difficile da interpretare, è come una matassa che non riesci mai a snodare, diciamo. E il punto è che tutta questa cosa era effettivamente voluta. L’imperatore di quello che era l’impero romano d’Oriente aveva costruito una struttura che non era comprensibile per incoglionire un po’. tutti e una delle cose che faceva era capire che le persone sono vanitose e quindi gli piacciono questi titiri roboanti che poi dentro non hanno importanza.
00:26:02 [Vittorio]
E quindi si inventava… Questi titoli così molto altezzosi, con magari cerimoniali molto colorati, o il fatto che che ne so un giorno due giorni l’anno stavano accanto all’imperatore, quindi poi tutto l’anno potevano dire: ‘Ah, io sono stato accanto all’imperatore, quanto sono fico!’ E quindi alla fine, invece di dargli i soldi, gli dava sti cazzo di titoli. Questi erano contenti, non rompevano i coglioni, non facevano ribellioni. È tutto finito.
00:26:25 [Alain]
Faccio qualche esempio. Vai vai.
00:26:27 [Vittorio]
Faccio qualche esempio. Allora, il primo è Proto Sebastos, primo Augusto. Poi Proto Kinegos, capo dei cacciatori al re, per farvi capire Vestarches, cioè capo di quelli che davano i vestiti al re. Poi quando il titolo Vestarches è calato, è diventato Proto Vestarches, cioè capito. Proto funziona sempre. Non so, funziona sempre. Poi c’è Po U Tu Basileios, Oinokos, versatore divino dell’imperatore. Poi Archioinokos, capo versatore divino, perché c’è quello che versa il vino. Poi c’è il capo che gli dice: ‘Versa il vino’. Poi Kiliforos, portatore dell’Achilix, che non so cosa sia, penso sia un vestito. E poi vabbè, cavaliere del lavoro. Quella no è una cosa moderna. Scusate.
00:27:08 [Nicola]
E comunque, gli americani sta roba l’hanno interiorizzata di brutto, perché cioè se tu vai Tipo in una banca sono tutti vice presidenti, cioè il primo quello che ti apre la porta è vice presidente, da lì in su vanno, vabbè. Alain lo dici uno, tu vai, io vado.
00:27:26 [Alain]
Di approvazione sociale. Che è chiaramente un altro incentivo estrinseco.
00:27:33 [Nicola]
Eh, io nomino quello che mio fratello non capisce, cioè il tempo libero. Il fatto che se tu dai la flessibilità alle persone, poi finisce che questi… che probabilmente anche danno più attenzione a quello che fanno, al lavoro.
00:27:49 [Vittorio]
Allora, io nomino questo, anche se sinceramente mi sta sul cazzo, quello dell’onore, no? Quand’io sento questa parola, penso ai promessi sposi, agli spagnoli che si spanzavano, per Nicola la traduzione è si accoltellavano e si aprivano la pancia, in mezzo alle strade perché, secondo la loro logica… Uno dei due aveva il sangue più puro e quindi doveva passare più per le strade, e quindi, se per un millimetro o per un secondo quello non si scansava, incominciavano a fare a spadate. Io penso a questa cosa quando vedo l’onore. però effettivamente in alcuni casi ci può stare tanti. Lo dicono. Mi devi rispettare. Quanti casi ci sono in questo termine?
00:28:24 [Alain]
La risposta giusta è: ma chi cazzo sei? Chi te sei? In cula.
00:28:30 [Alain]
Vabbè. Io dico uno che mi sta molto a cuore. Fallo per lei. L’esempio di Maggie Simpson quando nella puntata Homer scopre di avere che Marge è incinta di Maggie. Deve ritornare alla centrale nucleare, abbandonando i suoi sogni. Ma lo fa per Maggie. Questo è più nobile dell’onore.
00:28:54 [Vittorio]
L’unico nobile.
00:28:56 [Nicola]
Io invece ne dico uno molto meno nobile, però che secondo me funziona per un sacco di gente, ovvero la sfida contro gli altri. Il fatto di dire: Voglio creare la macchina più veloce del mondo, voglio battere un record, voglio essere il migliore. Secondo me tante cose poi nella vita sono nate semplicemente per quello, per uno che vuole dimostrare di averla fatta meglio degli altri.
00:29:25 [Vittorio]
L’altra cosa potrebbe essere la morale, no? Cioè, nel senso uno si sente portatore di un messaggio più grande di tutti, e quindi è questa cosa che ti spinge, che è una cosa che va anche oltre religioso, tante volte, no? E generalmente ti acceca, però in alcuni casi può essere una cosa che ti porta ad avere dei risultati insperati, no? Un’energia insperata.
00:29:47 [Alain]
Io invece dico una sfida contro se stessi, invece di contro gli altri. Alla fine, quando tu, quando ti alleni, puoi decidere se vuoi vincere la maratona, però dopo i 35 incominci a capire che vincere la maratona è un pochettino fuori dalle tue possibilità e ti accontenti di migliorare il tuo tempo su Strava.
00:30:04 [Vittorio]
Ma perché stiamo facendo tutta questa manfrina su incentivi? Cioè, dove vogliamo arrivare effettivamente?
00:30:11 [Nicola]
Eh, che secondo me, adesso pensiamo all’AI, che tra l’altro è questa puntata che vogliamo fare, non vogliamo fare, ne parleremo. Vogliamo, vogliamo. Poi l’automatizzazione, i robot. In futuro, che però fosse già adesso, alcuni lavori spariranno. Oppure serviranno molte meno persone per farli e ottenere lo stesso output?
00:30:35 [Vittorio]
Cioè alla fine stiamo facendo un po’ il gioco delle sedie, no? Cioè siamo 8 e più miliardi di persone, però le sedie sono molte meno. E quindi che si fa con quelli che restano in piedi?
00:30:44 [Alain]
Ecco, questo sì che è un grosso problema. Cioè, siamo sempre stati nella situazione in cui c’erano risorse scarse, ma serviva del lavoro per produrre queste risorse. Se fai la tua parte di lavoro, ottieni la tua parte di risorse. Giustissimo. Oggi siamo nella situazione in cui ci sono risorse scarse, ma non serve più il tuo lavoro per produrle. Comunque, presto potrebbe capitare. Quello che serve è il lavoro del capitale, dell’intelligenza artificiale, dell’automazione, degli impianti, che sono tutte incarnazioni del capitale. Il tuo lavoro, quindi, non serve. E cosa ne facciamo di te?
00:31:18 [Nicola]
E quindi la domanda che si fanno un po’ di persone è se sarebbe meglio avere il mitico Universal Basic Income o il reddito di cittadinanza declinato da noi, che quindi ti fa stare a casa, o una versione che mantiene in vita alcuni lavori per chi vuole farli, se ne trae un beneficio.
00:31:38 [SPEAKER_5]
Come diceva il maestro Miyagi di Karate Kid: Dai la cera, togli la cera. Non dimenticare il respiro, è molto importante.
00:31:45 [Nicola]
Dai, basta che non… cioè, volevamo fare una cosa seria. Insomma, cosa succede a quelle persone per cui l’incentivo della sfida professionale è zero, no? Esistono. O magari non gli sono mai state offerte delle alternative sensate. Dovremmo costruire un sistema di incentivi in cui le persone possono fare ciò che gli piace, ma questo secondo me fa necessariamente a cazzotti con il fatto che la società, quello che diceva Lenin prima del capitalismo, ha bisogno di X chitarristi e Y operai. E anche se l’EIA risolverà il problema degli operai, il mercato dei chitarristi sarà sempre sbilanciato, con un’offerta molto maggiore della domanda. Oppure, se lo vogliamo vedere in un altro modo, abbiamo tutti bisogno di medici bravi, ed il sistema sembra aver raggiunto il suo equilibrio nell’avere un percorso di studi e di lavoro massacrante a fronte di un salario generalmente alto. Ma cosa succede quando uno decide di fare il medico solo per le prospettive di guadagno?
00:32:45 [Alain]
Dove sono questi medici bravi? Uno.
00:32:48 [Alain]
E due, anche se esiste un equilibrio, non vuol dire che sia buono. Cioè, abbiamo attualmente, almeno in Italia, in Svizzera forse va meglio, ma in Italia abbiamo un equilibrio in cui si sfrutta all’inverosimile il personale sanitario. Si aspettano anni per farsi togliere una cazzo di verruca e si ingrassano i conti dello strato manageriale del sistema e dei vari stakeholder delle società coinvolte. Cioè, è un equilibrio…
00:33:11 [Nicola]
di merda che lascia scontenti tutti tranne i manager se guardo al sistema macro proprio al sistema globale siamo partiti dal molto piccolo al singolo guardiamo la società la vedo un po’ Come il discorso di quella persona che vedi sui forum che dicono che investire non è obbligatorio, però è una concezione che fondamentalmente toglie la responsabilità dal singolo individuo e lo mette sulla collettività. Se lo Stato, un ente equivalente, ti garantisce una pensione, allora probabilmente investire non è obbligatorio. Ma lo Stato dovrebbe avere quella funzione, anche se ce l’avesse. È possibile mettere in piedi un sistema di incentivi che faccia funzionare quella macchina nella maniera corretta. Il problema è anche quello quando è una scelta, quando è una necessità. Come facciamo a trovare un modo per allineare gli incentivi dei politici verso la collettività?
00:34:11 [Nicola]
Perché a quel punto abbiamo anche risolto il problema delle pensioni, no? Cioè il discorso che è una cosa molto complicata. Non lo so. L’unica possibile evoluzione della nostra società è un sistema in cui siamo tutti in competizione per sviluppare la migliore AI possibile e chi non vuole partecipare muore di fame. Oppure questa competizione, più l’universal basic income. Oppure solo il reddito di cittadinanza, perché alla fine l’AI fixa anche l’AI, e quindi…
00:34:42 [Vittorio]
E come promesso.
00:34:45 [Alain]
Oh, sapete che ormai Vittorio non legge più libri? È vero. Legge solo le vostre letterine e si annoia perché ne riceve poche. Sì. Ognuna deve rileggerla decine e decine di volte. Sì. Quindi scriveteci. Tramite il form sul sito, commentando qui, sul nostro subreddit. Ogni domanda e ogni commento è lecito.
00:35:06 [Vittorio]
Però sia dei sintetici.
00:35:07 [Alain]
Quello è apprezzato. Lettera 1 da Claudio. Claudio effettivamente ci ha scritto una lettera a fiume e abbiamo usato l’intelligenza artificiale per sintetizzarla. Ciao ragazzi, grazie per il podcast. Mi date sempre spunti e risate. Vi chiedo un parere diretto sulla mia situazione e sulla strategia di investimento che ho in mente. Breve profilo. 28 anni. L’augura magistrale in chimica con lode. A novembre inizio un lavoro a tempo indeterminato in una multinazionale, RAL 45K Auto Exendale Mensa, nel capoluogo. Trasferimento con asfitto di 500 euro al mese, ma risparmio due ore al giorno di spostamenti. Da tre anni in psicoterapia, 2000 euro l’anno, per migliorare benessere e relazioni. Situazione patrimoniale, 9000 euro su conto corrente. Broker Scalable, in cui ho 8. 000€ liquidi al 2%, 10. 000€ in bond ETF governativi europei 3-5 anni, un PIC avviato agosto 2024, anzi svolto nell’agosto 2024, di 8K Stocks 600, 8K Emerging Markets, 4 ,5K Nasdaq 100, 4 ,5K Russell 2000, e poi un pack da 600€ al mese per 16K totali su…
00:36:18 [Alain]
MSC World. Formazione finanziaria. Livello base autonomo. Video, podcast, blog. Vedevo soprattutto i video di Mr. Rip, poi sono passato al podcast The Bull e adesso, su consiglio di un’amica, è qualche mese che seguo anche voi. Credo di aver raggiunto il 20% delle competenze utili. Oltre, serve un impegno sproporzionato e rischia di complicare il portafoglio. Domanda. Ha senso continuare ad approfondire, rischiando di fare confusione, oppure puntare su una struttura semplice e stabile per 3-4 anni, per esempio un pack azionario da 700€ al mese su 3-4 ETF che ricostruiscano fedelmente un MSCI ACWI diversificato? 2. Un pick obbligazionario annuale per eventuali surplus di liquidità. Accetto consigli, pareri o anche un roast me in stile Italian Personal Finance.
00:37:05 [Vittorio]
Un abbraccio allora, secondo me la cosa più incredibile di questa mail è che il podcast gli sia stato consigliato da una donna grande. Ascoltatrici, fate intervenire scrivete anche voi, perché se no questo mondo della finanza personale italiano sembra fatto da solo salsicce. Quando a quanto pare ci sono molte donne silenti. Io del nostro amico Claudio, sinceramente, non capisco perché lui voglia un ACWI e poi vada a scomporre l’ACWI in 18 ETF, cioè comprati ACWI e basta. No? Quello è il problema della cosa, perché devi comprare 700 che è? Compra di quello, basta. Poi ci sarebbe un discorso che secondo me tu non hai scelto un portafoglio. Stai facendo un po’ così. Cioè un tipo di portafoglio a cui appoggiarti, non hai una strategia in questo tipo. E ci sarebbe un lunghissimo discorso su quello 100% azioni, ma credo ci faremo una puntata a breve.
00:37:57 [Alain]
Aggiungerei che puoi passare ad un conto corrente remunerato se vuoi. Almeno ti fai qualche punto percentuale di guadagno anche su quelli. Tanto, insomma, un’oretta lo apri, sei a posto. Ti lasciamo nelle show notes magari la nostra migliore opzione. Ci guadagni tu gli interessi e una piccola affiliazione. Amico, amico, amico.
00:38:13 [Vittorio]
Incentivi, incentivi.
00:38:15 [Alain]
Comunque, è bene che non fai commute esagerati, altrimenti raddoppia la psicoterapia. A proposito, o la facevi in macchina, e beh, cavolo, non da sottovalutare. È molto bene che stia lavorando. Comunque, sul capitale umano sul portafoglio, mi associo a Vittorio. Semplificherò, magari può esserti utile conoscere dei portafogli modello e il perché questi portafogli o modello funzionano. Magari ne scegli uno, metti tutto in automatico, e poi ti dedichi bene al capitale umano, senza altre distrazioni.
00:38:46 [Nicola]
Vabbè, io non ho niente da aggiungere. Ragazzi, ok. Passiamo le cazzabubbole. Io ho un’introduzione, sì, all’introduzione. Comunque, cominci a provare un po
00:39:03 [Vittorio]
‘.
00:39:03 [Nicola]
Di pressione alla 635esima puntata, su che cazzo raccontare in realtà, no la roba assurda è quella che saltano fuori. Così, perché ad esempio, purtroppo, noi viaggiando spesso, trasferendoci, e tutto ormai siamo alla Io e mia moglie, abbiamo attraversato tre gruppi di parenti di genitori. Prima avevamo l’asilo, la nursery di mia figlia a Londra, adesso abbiamo la scuola elementare di mia figlia e la chita, la nursery di mio figlio qua a Zurich. Ognuna ha i suoi gruppi di genitori. E ci sono delle dinamiche strane, perché effettivamente, alla fine, tra che… Non lo so quanto… Ogni genitore poi ha la sua vita, no? Non è che devi fare amicizia con i genitori degli altri.
00:40:01 [Nicola]
però poi specialmente per noi expat ci sono delle dinamiche diverse i locali magari non vogliono perché una volta una persona ci ha detto vogliamo dare priorità alle persone che vivono qua perché poi se magari fai una relazione con qualcuno ti leghi e poi questi qua se ne vanno ci resti male, Non sono abituati, per me ormai dopo 20 anni, è normale se uno mi dice ‘Vabbè, vado a vivere da un’altra parte’ e dici ‘OK’. Capitano, però, ci rimangono male ed è anche strano, perché cioè alla fine io sono abbastanza bravo, diciamolo, per non farmi tirare in mezzo. Non lo so, ma più che altro sono le altre persone che non gliene frega un cazzo di me, però invece mia moglie è molto più divisiva. Ci sono delle mamme che proprio non la vedono e delle mamme che la vedono e dicono: ‘Ah, tu adesso diventerai la mia migliore amica E quindi si attaccano proprio.
00:41:03 [Nicola]
Si attaccano insomma. Il sistema svizzero, comunque, vuole che tutti i bambini devino, finché da sei anni in poi devono andare a scuola da soli a piedi. Per cui fondamentalmente tutti viviamo nello stesso posto e quindi tutti ci si vede tutti i giorni in svariati motivi, non solo per la scuola. Quando portavo mia figlia a danza, c’era questo gruppo di mamme che erano le mamme le stesse bambine che erano a scuola con mia figlia, però loro si erano organizzate. E quindi una mamma portava quattro bambine ogni volta, mentre io andavo tutte le volte no. E quindi avevo capito questa dinamica di queste mamme. Ora il tempo è passato. Mia figlia ha iniziato a andare. A scuola di skateboard e adesso l’ha portata mia moglie, però c’è lo stesso gruppo di bambine e di mamme, quindi la prima volta che è tornata a casa mia moglie le chiedo: ok, che mamma c’era oggi? No, perché capire l’umore. E quindi lei mi dice: no, c’era la mamma di Raylin, si chiama questa bambina, e e dice che niente.
00:42:07 [Nicola]
Mentre loro lo facevano, si sono sedute insieme a chiacchierare un attimo, e niente ad un certo punto, questa qua da out of the blue. Così stanno parlando, tipo delle vacanze. Poi la guarda e le dice: did I already tell you that I’m not romantically involved anymore with Rayleigh’s father? Così no, che cazzo uno dice, ma perché? Étie che proprio passano dallo zero a questo livello di intimità, io mi immaginavo mia moglie che era lì e una le dice così, cioè che cazzo le rispondi a una così? Non so se è normale e quindi questo mi ha fatto un po’ Rimpiangere invece una coppia che aveva conosciuto a Londra, che invece lei, a un certo punto, era arrivata a raccontarci che lei e suo marito, quando mettevano la figlia a dormire, ad un certo punto ne avevano due, si mettevano lì, e non so quanto il termine ‘raglia’ sia conosciuto in tutta Italia, ma si sfondavano così.
00:43:10 [Nicola]
Io dico ‘va bene cioè ‘ok’, ti capisco. Di più di quella là che mi parla del fatto che sta divorziando, però comunque, cioè ‘boh’, magari anche tieni per te ste robe, no, non lo so.
00:43:22 [Alain]
Vabbè, comunque, questi sono i miei rapporti con gli altri genitori, le raglie, cioè il ragliare, è quello dell’atino, sì, sì, esatto.
00:43:32 [Vittorio]
Esatto, è lui, è lui Alerno.
00:43:34 [Nicola]
Comunque, io in tema di incentivi volevo consigliare un libro. Che però è impossibile da trovare, è il libro sulla storia del tipo che ha fondato Minecraft o ha creato Minecraft, però se voi andate su Amazon e mettete ‘Minecraft’, vengono fuori 800. 000 Libri non sapevo che c’era tutto. Il titolo giusto è Minecraft: The Unlikely Tale of Marcus Pearson and the Game that Changed Everything, è scritto da Daniel Goldberg Larson. Vabbè, mettiamo il link nel show notes.
00:44:12 [Nicola]
Il libro è scritto bene, nel senso che va via molto veloce, lo leggete in fretta, però secondo me c’è una grande storia dietro la storia, perché il tema principale della storia voleva essere questo: il fatto che tale Marcus Pearson voleva fare lo sviluppatore di videogiochi, ed era bravo, ed era andato a sviluppare videogiochi in società grandi, e poi però lui aveva capito che in queste società grandi lui non poteva esprimere la sua creatività. non era libero, le logiche commerciali e quindi ad un certo punto con un suo amico dice vabbè vediamo di mettere via abbastanza soldi e poi apriamo la nostra società di videogiochi e quindi lui lo fa, crea il gioco che lui voleva che è Minecraft e diventa super mega milionario e tutti sono contenti perché il gioco piace a tutti e quindi uno può dire vedi? Se vai a fare le cose che ti piacciono, poi i risultati succedono in realtà.
00:45:15 [Nicola]
Secondo me, c’è un survivorship bias della Madonna dietro a questa storia. Uno perché sto cazzo di gioco, che lui è lui, l’ha rubato a qualcun altro, cioè un altro l’aveva fatto e lui l’ha preso come era, e l’ha modificato per cui, cioè, lui si è messo a fare questa roba qua, perché in realtà voleva farne un altro, e poi quell’altro Joker voleva fare non l’ha manco fatto, cioè ha litigato con l’altro tipo, non lo so. E poi comunque, la storia finisce la storia del libro finisce quando, perché la gestazione del gioco è stata lunga. Quindi praticamente fanno questa convention a Las Vegas, dove finalmente presentano il gioco, anche se il gioco era già fuori da anni. Quindi la storia finisce lì. Ma se non ho capito male, poi questo qua ha fatto pure una brutta fine, cioè che è andato in depressione, ma non l’ha poi venduto il gioco Minecraft? Microsoft gli ha dato un bottino di soldi, purtroppo. Penso a me interessava la storia, però poi finita la storia non ho approfondito più questi cazzi dei suoi drammi esistenziali.
00:46:23 [Vittorio]
Sì, Allora, io invece, come diceva poc’anzi Alain, non leggo più libri e oltre a leggere lettere infinite, oserei dire, dei nostri ascoltatori, mi vedo programmi di dubbioso gusto. C’è questo che hanno fatto su Prime, che si chiama Holiday Crash.
00:46:37 [Vittorio]
Uh, lo mette bene!
00:46:39 [Vittorio]
No, no, è il classico serie tipo Temptation Island, però quello che tu vedi è il commento del gruppo napoletano The Jackal, quindi sono quattro persone sedute su un divano che commentano… Un programma classico di coppie di scemi che copulano sostanzialmente quello che io penso da persone che lavorano nell’ambiente è che loro abbiano tentato, cioè, la casa di produzione abbia tentato di fare un format tipo Temptation Island, ma durante la realizzazione si è resa conto che era una merda e allora si siano inventati questo game in cui in realtà il format stesso è il commento esterno e alla fine della fiera il format è carino, è divertente, loro sono davvero simpatici e poi soprattutto uno dei quattro che si chiama Fabio è tipo non so l’animale guida che ognuno di noi dovrebbe avere nell’esistenza, quindi ve lo consiglio, è molto leggero, quindi sono quelle cose che se uno pranza e ce ne non sa che cazzo guardare.
00:47:30 [Nicola]
Se lo piazza puntate da mezz’ora molto veloci simpatiche, oppure possiamo anche dire Amazon del Cazzo, perché ste serie, perché se lo fai in Italia lo puoi vedere solo in Italia, cioè sta logica di merda. Potresti risolvere il problema con lo sponsor di oggi, Madonna, era perfetta, cazzo comunque va che sta roba l’avete sentita quella roba che la lega la serie A di calcio, vedi il discorso, fa in chiaro in India, tutte le partite gratis su YouTube, solamente per il Bangladesh, senza pensare che forse esiste la VPN, ovviamente a metà della prima partita l’ho spento, tutto le capacità tecnologiche di questo paese, guarda, Però, cioè, il fatto che uno… Perché? Cioè, Amazon, la serie è tua. Cioè, che cosa gli… Che cazzo devono fare? La distribuzione sia differente. Nel senso che se lo produci solo in Italia te lo fanno pagare.
00:48:33 [Nicola]
Sì, la distribuzione dei neuroni nella testa delle persone. Quello che è differente. Vabbè, come il fatto che io ancora il film della Cortellesio posso vedere solo in francese su Netflix. Un’altra roba. Dovete morire voi, NordVPN e tutto il resto.
00:48:52 [Alain]
Tu, Alain? Io vi consiglio qualcosa nello spettro opposto a quello che vi ha consigliato Vittorio, cioè un libro che si intitola La società opulenta di Galbraith, che era un influente economista e appunto un saggio di economia. Risale al 1967 e si è presa tutto il tempo col boom post-bellico americano. L’idea centrale del libro è che il capitalismo, ha portato molta abbondanza di beni privati, quindi macchine, televisori, elettrodomestici, eccetera, a scapito però dei beni pubblici, cuore, trasporti, parchi e infrastrutture. Direi che il trend si conferma. La sua idea quindi era che si vive in una società che trabocca di consumi superflui, mentre mancano investimenti in ciò che serve davvero. E inoltre smonta anche il mito che il mercato da solo garantisca equilibrio e benessere, denunciando invece l’industria pubblicitaria come motore. Che finisce per creare desideri indotti per far girare il meccanismo. Usa un bel tono, è pungente, è diretto, è scritto bene. Lui scriveva bene, era anche sveglio.
00:49:55 [Alain]
E poi, soprattutto, mette in discussione quest’idea che più produzione equivalga automaticamente a più progresso. Secondo me, c’entra anche col tema di oggi.
00:50:04 [Nicola]
Et qui vi conseilleremo il nostro merch shop, sicuramente avete bisogno di una maglietta. Venite a comprare la maglietta da noi.
00:50:14 [Vittorio]
L’hai detto molto.
00:50:16 [Vittorio]
Posso dire tutto ciò. Siamo arrivati alla fine. Diciamo della puntata. Vi ringraziamo per averci ascoltato. Potete consigliarci agli amici, potete anche consigliare di leggere i nostri blog: Finanza Cafona dell’Italia, Letter Sofa e Salto Mentale. Nonché il nostro reddit, che è pieno di gente che sta andando verso lo psicopatico. Dico per il resto. Potete farci una donazione. Comprate il nostro merchant. C’è negli show notes un’offerta. Su penso un conto remunerato. Per il resto, ciao ciao. Tschüss.
00:50:48 [L’Assistente tbtf]
Tutti i temi trattati su Tuo Big To Fail hanno solo uno scopo informativo e non di sostituzione a una consulenza finanziaria. Gli argomenti trattati non devono intendersi come consigli finanziari che suggeriscono la vendita o l’acquisto dei prodotti finanziari menzionati. Spoiler alert! Nell’ultima puntata di Tuo Big To Fail parleremo di soldi. So che non te lo aspettavi. Abbiamo trovato opportuno prepararti fin da ora, per evitare che il tuo debole cuore possa cedere al debito. Ah, e Mufasa muore? Ted vuole sposarsi Robin e Malcolm Crowe è un fantasma.
