Oggi a Too Big To Fail parliamo di quando software, siti web e prodotti digitali partono bene e poi diventano… uno schifo!
I consigli di oggi:
Nicola: My Boring-Ass Life by Kevin Smith
Vittorio: Padre Kayn
Alain: Minimalismo digitale di Cal Newport
LA PROMO
Il tool che usiamo per le piccole automatizzazioni non s’è ancora enshittificato: make.com è potente, ha un bel piano FREE e non richiede competenze particolari!
Cose nominate (forse):
- Enshittification – Cory Doctorow
- Substack
- EP.57 con Matteo Lenardon
- EP Madre Teresa NAQP
- Funari maestro Zen
- Gestire gli abbonamenti da pro
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Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure enshittifichiamo il podcast.
TL;DR
Il podcast esplora il processo in tre fasi dell’enshiftification, in cui le piattaforme digitali inizialmente forniscono una grande esperienza utente per attirare una vasta base di utenti, poi spostano l’attenzione sulla monetizzazione della piattaforma per i clienti aziendali a scapito dell’esperienza utente e infine degradano l’esperienza sia per gli utenti che per i clienti aziendali, ottimizzando i profitti.
I relatori discutono di come questo processo porti a un effetto di “lock-in”, in cui gli utenti e le aziende diventano dipendenti dalla piattaforma e trovano difficile passare ad alternative a causa dello sforzo richiesto per ricostruire la loro presenza altrove. Evidenziano esempi come Facebook, Twitter e le compagnie aeree low-cost come casi di enshiftification.
Il podcast approfondisce anche il ruolo degli algoritmi e della trasparenza, notando come piattaforme come Google siano evolute da motori di ricerca che fornivano i migliori risultati a prioritizzare i contenuti sponsorizzati e le proprie funzionalità alimentate dall’intelligenza artificiale, con un impatto negativo sui creatori di contenuti organici.
Citazioni e esempi notevoli
- “L’enshiftification è un processo attraverso il quale le piattaforme digitali degradano gradualmente la qualità dei loro servizi.” – Cory Doctorow, il coniatore del termine.
- “Facebook era fantastico quando potevi creare la tua rete, entrare in contatto con le persone ed era interessante. Ora hai un feed pieno di pubblicità e cavolate.” – Nicola
- “Google è passato dall’essere un motore di ricerca che voleva fornire i migliori risultati a diventare un servizio più incentrato sulla spinta di annunci pubblicitari e sulle sue stesse funzionalità di intelligenza artificiale.” – Vittorio
Prospettive uniche e tendenze
Il podcast evidenzia la tensione tra il modello di startup, che dà priorità alla rapida crescita degli utenti e alla monetizzazione rispetto alla sostenibilità a lungo termine, e il modello “bootstrap”, che si concentra sulla creazione di valore per gli utenti e sulla redditività fin dall’inizio.
Discute anche del ruolo della regolamentazione e dell’interoperabilità nell’affrontare l’effetto di lock-in, traendo paralleli con le normative sulla banca aperta che hanno permesso agli utenti di passare più facilmente tra i fornitori di servizi finanziari.
Trascrizione
Made by Clipto tutto solo, oramai è un bimbo grande.
00:00:03 [Vittorio]
In questa puntata di too big to fail, parliamo di quando i servizi digitali sfruttano la propria posizione dominante e diventano una merda. Nel frattempo, conosciamo nuovi termini e ci chiediamo se paghi di più essere buoni o cattivi.
00:00:17 [Vittorio]
oggi parliamo di questa cosa che si chiama. .. Salute Vittorio! Non stavo stando. .. Secondo me lo fate apposta a scegliermi questi titoli di merda, con parole in inglese evidentemente incomprensibili, no? Come si dice immerdamento nella lingua della Sassonia? Incitification. Ottimo, ora lo campiono e tutte le volte che devo utilizzare questo termine utilizzo il tuo modo di dirlo. Comunque oggi parliamo di una cosa un po’ diversa, forse un po’ laterale al concetto di finanza, però in realtà l’abbiamo già fatto con la parte fisica, quindi ora stiamo andando su quella virtuale. Cioè, quel fenomeno secondo cui la qualità dei prodotti, soprattutto appunto quelli digitali, degradano progressivamente di qualità con il tempo.
00:00:58 [Alain]
in questa puntata parliamo però nello specifico di enshiftification. Mamma mia. Che è un concetto coniato dal critico tecnologico Cory Doctorow. Che cazzo che nome. Sembra un nome tinto. Ragazzi.
00:01:11 [Nicola]
è un cattivo di spagna.
00:01:12 [Alain]
ma veramente, veramente. Questo l’ha fatto nel 2022 per descrivere il processo attraverso cui le piattaforme digitali degradano progressivamente la qualità dei loro servizi. Tra l’altro è stata parola dell’anno 2023. Prendi questo, Accademia della Crusca! Allora, tipicamente il processo segue tre fasi. Nella prima la piattaforma è molto buona per gli utenti che cominciano a usarla a frotte e vi investono tempo e risorse. Ora pensate ai tempi buoni di Facebook quando vi facevate il vostro network, entravate in contatto con la gente ed era interessante, ci spendevate tempo e risorse. Organizzate la cena delle medie. Bravo, esatto, quello che hanno fatto tutti, no?
00:01:49 [Vittorio]
i gruppi, i sedi, questo quartiere se. ..
00:01:51 [Alain]
esatto, esatto, vendita di usato, rapimento di. .. Scusate. No, quelle sono cose personali. Nella seconda fase, una volta che la base utenti è consolidata, la piattaforma diventa buona verso i clienti business, quindi a costo di peggiorare l’esperienza per gli utenti iniziali. Quindi vi ritrovate ad esempio il feed pieno di pubblicità, merda varia, mentre gli inserzionisti possono accedere alla vostra attenzione con facilità e da prezzi ridotti. Nell’ultima fase, l’esperienza peggiora sia per gli utenti che per i clienti business, mentre si ottimizzano i profitti della piattaforma. Ora, nel caso sempre di Facebook, avrete una gran quantità di merda che non vorreste vedere, ma che vi tiene incollati. Mentre i clienti business avranno margini ridotti. Purtroppo entrambi siete ormai bloccati sulla piattaforma, ed il caro Zuc può ciucciarsi tutti i margini per fare la cosa che ama di più al mondo.
00:02:42 [Nicola]
comunque poi dicono che ci sono altri esempi, come tiktok, che però non uso ma mi fido, mentre purtroppo so di due esempi che uso spesso. Uno è Twitter, che nella sua versione merda è X, e poi i voli low cost in Europa. Però appunto questo può essere anche un fenomeno locale, perché alla fine lo stesso servizio può essere in diversi punti del ciclo che ha spiegato Alain, in diversi posti del mondo. E a volte questo è proprio perché certe dinamiche sono diverse, perché ci sono degli stati che hanno delle regolamentazioni diverse.
00:03:20 [Vittorio]
io posso andare in difesa dei voli low cost ora, o lo faccio dopo. Dopo domani, vado a Catania, quindi prendo un aereo, e vado e ritorno sabato e domenica. L’ho pagato 52 euro, che non è esattamente una cifra enorme, con una low cost, ma che cazzo vuoi fare a Catania? No, due giorni c’è la mia fidanzata che sta lavorando, eccetera. Poi ho detto ‘Vabbè’, però distrugge l’ambiente. Esattamente, però dall’aeroporto alla città, come ci arrivo, devi prendere un taxi, e incredibilmente, c’è anche l’Uber. quindi faccio dei preventivi. Il taxi costa 80 euro. La navetta privata costa 70, l’Uber costa tipo 50. A parità di prezzo, mi sembra un pizzico più difficile gestire delle tratte aeroportuali, guidare un aereo o una roba del genere, quindi. .. pure se fa molto cagare, secondo io, io lo giustifico questa cosa, non lo so, non lo so non lo so neanch’io. È vero che il metro di paragone è il tassista, quindi mi rendo un po’. Conto che in effetti, ma non cancello tutto questa cosa.
00:04:20 [Alain]
se vuoi, puoi andare più sotto del tassista? No, non è possibile.
00:04:23 [Nicola]
è ovvio che se lo confronti col tassista, anche facebook esce bene.
00:04:31 [Vittorio]
allora, vabbè, parliamo di questa fase in cui uno è bloccato, no? Che si chiama lock-in. In-sheetification. Cioè, che piattaforme online rendono difficile andarsene, sia per gli utenti, sia per chi vende, perché tu in qualche maniera sei diventato dipendente. Ad esempio, su Facebook, tu hai creato una pagina che ha milioni di utenti, oppure sono anni che hai fondato il tuo business su quella cosa là. E poi che fai? Ricostruisci tutto da zero? Ricostruisci il tuo sito internet? Ricostruisci una policy? Sono processi che comunque richiedono un cambiamento importante alla fine. Un po’ la stessa cosa che succede quando stai in una casa, no? Cioè, tu hai affittato questa casa, ti si rompe qualcosa e generalmente, perlomeno quello che succede in Italia, il proprietario di casa si disappaizza a quel punto. Quindi, o prendi e te ne vai, ma al netto che poi poi succede, la stessa cosa, oppure. .. metti i tuoi soldi a cercar sistemarla e comunque sei bloccato là, però sì che poi di questa roba ne avevamo parlato un po
00:05:21 [Nicola]
‘. Brevemente nella puntata con Matteo Leonardone, cioè le piattaforme ti attraggono con la promessa di offrirti un modo semplice per costruire il tuo business, o magari appunto, essendo una piattaforma, hai la clientela lì, però allo stesso tempo l’imprenditore si autoincula, perché diventa poi schiavo di quella piattaforma. È cioè ritornando all’esempio migliore che sono le piattaforme di Zuckerberg. Pensate a quanto sia semplice impersonare qualcun altro, quanto invece sia difficile riottenere il vostro profilo se ve lo rubano, se ve lo disattivano o se succede qualcosa. E dall’altro lato, come è completamente difficile o vedere i contenuti che uno vuole vedere, o se appunto tu hai creato un business, magari i tuoi contenuti vengono downgradati perché quel giorno lì. La piattaforma ha deciso che hai scritto di quel paese in Medio Oriente con tutte le lettere, anziché usare i numeri e basta.
00:06:21 [Vittorio]
secondo me, la cosa interessante che aveva detto leonardoni in quella puntata è che il meccanismo è magari che io ti faccio sentire solo 10 minuti di puntata in modo tale da darti lo stesso identico prodotto, ma a pagamento. Quella cosa è in realtà quello che è successo, ad esempio, su vari sistemi, cioè Facebook, ad esempio non è che ha downgradato, però ha diminuito la reach, esatto. Tu avevi, ti scrivevi una pagina un tempo, tutte le persone che erano iscritte vedevano quello che postavi. Più tardi, è diventato il 50%, poi il 20%, poi il 10%, poi il 5%, poi il 2%. Stranamente, è quando loro hanno inserito la pubblicità.
00:06:54 [Alain]
non lo so, non lo so se è un caso, però ci viene in aiuto il nostro amico doctorow.
00:07:01 [Alain]
mamma mia, quanto mi emoziona al pronunciare doctorow. Mi sento uno dei fantastici quattro. Ma se non era polacco o gallese? Non lo so, potrebbe essere anche Doctorow. Doctor Who, meglio ancora, Doctor Who sembra sembrare tipo il cattivo di Sherlock Holmes adesso. Comunque, lui propone due elementi per uscire da questo modello, diciamo, problematico. Il primo è il rispetto del principio end-to-end, cioè le piattaforme dovrebbero trasmettere i dati in risposta alle richieste degli utenti, non secondo decisioni algoritmiche opache, e quindi mostrare agli utenti esattamente ciò che hanno chiesto. Il secondo principio sarebbe quello di garantire il diritto di uscita, ovvero la possibilità di lasciare una piattaforma senza perdere i propri dati e richiedendo interoperabilità per contrastare gli effetti di rete che bloccano gli utenti e impediscono la concorrenza di mercato. Sostanzialmente, Facebook dovrebbe rendere disponibile il network dei tuoi amici, i tuoi post, tutto quello che è stato il tuo contributo al social, anche per altre piattaforme che volessero utilizzarlo, cosa che attualmente ovviamente non è così.
00:08:06 [Vittorio]
questo è ad esempio anche la liberalizzazione, però sui dati bancari di qualche anno fa, che adesso tu puoi sfruttarli ad esempio per cedere alle app. Questo è un settore che è stato dato da una regolamentazione e quindi prima erano praticamente di proprietà tua, ma solo la banca con cui stavi li poteva tenere. E ora tu li puoi cedere appunto dando un’autorizzazione all’app o al servizio che hai scelto tu.
00:08:29 [Alain]
esatto, avresti tutte le domiciliazioni di là, avresti tutti i tuoi conti di là, tutto tranquillamente con un paio di clic dal nuovo fornitore. Ecco, quello dovrebbe essere. .. Ha un bel potenziale per, insomma, interrompere questo lock-in che si crea sugli utenti.
00:08:45 [Nicola]
no, e tra l’altro il secondo punto che dicevi, alain, si era pensato un tempo di risolvere nel mondo delle crypto, perché volevano fare questi, sostanzialmente, dei social network in cui però tu avevi la proprietà, sostanzialmente, del tuo network, delle cose che. .. Che contribuvi e poi c’è stato un shitification anche nel mondo delle cripto, perché ormai vuota comunque tutto solo intorno agli scam e ai token di merda, tipo il Tramcoin.
00:09:18 [Vittorio]
no, perché così? Non lo so. Mi sembrava un ottimo investimento.
00:09:21 [Nicola]
comunque, ci sono un po’ di cose importanti da ricordare. La prima è che l’inscientification è un processo intenzionale. Non accidentale, guidato da scelte strategiche delle aziende tecnologiche per massimizzare i profitti degli azionisti. Come diceva Len, gli effetti di rete creano un lock-in che intrappola gli utenti, ma raggiunto un punto critico, questi stessi effetti funzionano al contrario, perché poi accelerano l’abbandono della piattaforma. Infatti, mio padre penso sia l’unico che ancora dentro quei gruppi di Facebook sei nato.
00:09:56 [Vittorio]
penso sia una generazione, in realtà, in realtà è boomer, e poi si invia di sviluppo ormai facebook.
00:10:03 [Nicola]
lui e i cingalesi.
00:10:07 [Nicola]
quindi il fenomeno non si limita alle piattaforme digitali, ma si sta spendendo anche al mondo analogico, creando quello che doctor who chiama. .. È in scittocene, è in scittocene mi piace, è ancora più difficile che pronunciarlo in inglese.
00:10:27 [Vittorio]
questa casetta.
00:10:28 [Nicola]
quindi la soluzione richiede sia cambiamenti normativi, come abbiamo detto, che promuovano l’interoperabilità e la concorrenza, sia la consapevolezza degli utenti per creare una pressione dal basso. Il termine rappresenta una critica al corso attuale delle big tech e della gig economy, dominata da pochi monopolisti con poteri superiori a molti stati. E la trasparenza algoritmica è cruciale. Gli utenti dovrebbero vedere tutti i contenuti degli account seguiti. I motori di ricerca dovrebbero mostrare corrispondenze esatte prima dei risultati sponsorizzati.
00:11:01 [Vittorio]
con questa cosa dei motori di ricerca, hai sollevato il problema che è di google, no? Google è partito come un motore di ricerca che voleva dare il migliore risultato, ha sviluppato una massa critica. Raggiungendo praticamente lo stato di monopolio dei motori di ricerca, ce ne sono altri. Ormai è diventato un termine che dice ‘motore di ricerca quale Google. Poi hanno cominciato a mettere degli annunci pubblicitari e a cambiare gli algoritmi perché c’erano dei problemi e perché comunque la massa di contenuti era effettivamente enorme. Ma anche per favorire quegli annunci pubblicitari che erano appunto fatti su delle parole chiave. E poi sostanzialmente ha cominciato a diventare un servizio sempre più pessimo, perché serviva, diciamo, a spingere o a finanziare le altre attività di Google. Ad esempio, nel presente è l’intelligenza artificiale, no? Cioè, ad esempio, in questi mesi, in tutto l’ambiente si parla che loro stanno distruggendo un intera settore del marketing online che si chiama la SEO. Sostanzialmente queste sono una serie di strategie che servono a migliorare la visibilità, il posizionamento del sito web su un motore di ricerca, attraverso dei risultati organici, cioè fondamentalmente senza pagare la pubblicità.
00:12:04 [Vittorio]
questa cosa praticamente è morta per il semplice fatto che nel corso del tempo google ha continuamente cambiato questo algoritmo. Cioè, il punto era inutile che tu spendi 700 milioni di dollari per arrivare primo, se io con 350 mila ti ci faccio apparire e basta che paghi, no? Quindi complicando la cosa, magari non era solo quello, no perché giustamente c’erano ci saranno stati mille motivi, anche però certo gli scammer, certo queste cose qua, che chiaramente i primi risultati di Google sono assolutamente i migliori in termini di razionalità, di completezza dei contenuti, di fonti utilizzate, come anche il fatto quotidiano nel punto in cui stiamo ora è il fatto che Google non gli basta più di vendere la pubblicità, ma sta sfruttando tutti i contenuti che sono posizionati sul web per alimentare la sua intelligenza artificiale, ok? Quindi, se voi ci fate caso, ora cercate su Google e la prima cosa che vi appare è la Gemini che vi dice la sintesi di cosa state cercando. Quindi voi non dovete più uscire da Google, rimanete là dentro e tutti i siti che hanno scritto i contenuti che alimentano l’intelligenza artificiale hanno visto calato il loro view di 50, 60, 70%.
00:13:16 [Vittorio]
questo vuol dire che tanti business sono morti. E che tutto quel settore della SEO è praticamente inutile, perché chi pagherà una cosa che comunque non può garantirti il primo risultato, perché chi ti dà il servizio piazza comunque la sua intelligenza artificiale prima o comunque le sue pubblicità, tra l’altro fai anche un grosso danno sociale, perché tutta quella conoscenza che. ..
00:13:37 [Alain]
veniva creata dagli umani su internet e oggi viene elaborata, cioè quella conoscenza grazie a cui abbiamo questi modelli di intelligenza artificiale che ti rispondono, non verrà più alimentata, perché non c’è più l’incentivo economico esatto.
00:13:50 [Vittorio]
sì, ed è ad esempio il motivo per cui sono passato io da due articoli a settimana a uno, perché dice: ma chi me lo fa fare? Cioè per carità ci sono tanti lettori che mi ascoltano, eccetera, però gli garantisco magari altri contenuti, che ne so, una newsletter. Quella in qualche modo la posso gestire io, perché al netto del programma dell’invio, i contatti fondamentalemente li ho in mano, diciamo io, sempre a rispetto della normativa e cose del genere. Però recentemente hanno fatto un’ulteriore modifica. In passato, tu, sulla pagina di Google, potevi scegliere di avere un tot numero di risultati, cioè da 10 fino a 100 per pagina. Questa cosa non è più possibile. Tu ora al massimo puoi avere 10 risultati. Tu dici, che cazzo me ne frega? Cioè, metto pagina 2, 3, 4, è un po’ noioso, però, vabbè. Invece questo importa a due tipi di business. Il primo tipo di business è i software che ti danno le analisi della SEO, cioè ti dicono quando questa parola chiave ha una certa portata, ha una certa concorrenza, puoi utilizzare questa eccetera eccetera, che sono programmi che costano. Sam Rush costa 200 euro al mese, sono business da milioni di dollari.
00:14:50 [Vittorio]
il problema è che i loro sistemi non gli permettono di svoltare pagine, a pagina 2, 3, 4, quindi ora sono alimentati solo con le parole chiave delle prime 10 pagine. le soluzioni sono due o loro creano un sistema per scandagliare il web da soli che gli costerebbe centinaia di milioni di dollari oppure pagano google per dire senti dammi le 100 pagine che erano prima e il secondo competitor che come dire ha un problemino sono le altre intelligenze artificiali Perché loro scandagliavano il web attraverso Google ricevendo quelle 100 pagine e facevano un’analisi. Quindi se in questo periodo le intelligenze artificiali vi sembrano un po’ rincoglionite è perché hanno, diciamo come database, un numero minore di informazioni. Chiaramente ce n’è solo una che è esente da questo problema che si chiama Gemini, ovvero quella di Google.
00:15:37 [Nicola]
che bello il mondo ho trovato un nuovo modo per chiamarlo per te vittorio lo possiamo chiamare capezzonification per gli italiani ecco denuncio comunque io ho un po’ di esempi sulle mie esperienze con questa cosa la prima cosa sicuramente è twitter perché twitter all’inizio era era veramente un ottimo prodotto e di fatti, essendo un ottimo prodotto per chi lo usava, il titolo azionario di twitter non è mai andato da nessuna parte.
00:16:14 [Nicola]
anche per quello che poi musk è riuscito a comprarselo, perché valeva veramente poco. E nel momento in cui lui se l’è comprato, poi è diventato la supermerda che è adesso. Tuttavia, a onor del vero, almeno su Twitter, potete scegliere tranquillamente se volete vedere la supermerda o le persone che seguite, in ordine cronologico, e se non altro, quello è lì, perché invece l’esperienza ancora più di merda secondo me è quella di Instagram, dove io ogni volta che entro, gli devo dire ‘no’, guarda, non mi interessano questi post, al punto che io Instagram lo usavo solo per fare promozione. Seguo tre persone, di cui una è mia moglie, e non ho mai visto i post di mia moglie. Cioè, tu immaginai un servizio così, dove tu segui tre persone e non vedi i post di quelle tre persone.
00:17:12 [Alain]
io avevo segnato dalle mie note che non sono un grande utilizzatore di questi prodotti digitali, però effettivamente. ..
00:17:19 [Vittorio]
ma neanche un software c’hai?
00:17:20 [Alain]
no, no, ho parecchi software, però. .. Ciao, ho visto peggiorare il rapporto qualità-prezzo, perché tanti software sono diventati più costosi. Però questo un po’ lo capisco, essendo un pochettino dentro il settore, no? Perché sono passati tanti a un modello d’abbonamento. Che è vero, sì, costa di più, però è più allineato anche agli interessi dell’utente. Tu mi usi, io mantengo un prodotto veramente buono e finché vale la pena usarmi, mi paghi. È un modello che comunque funziona, è più sostenibile per l’azienda che produce software. Tuttavia, devo dire che un enorme caso di ancientification mi viene in mente. Il fatto che io faccia app di mestiere e l’app store è diventato sempre peggio rispetto alle origini. L’origine era. ..
00:18:07 [Alain]
ingenua, no? Tu caricavi la tua app, la gente cercava e ti trovava con le parole chiave. Pian piano si sono verificati diversi fenomeni proprio tipici dell’incentivazione. Uno è lo Sherlock. Che è un termine tecnico. Lo Sherlock è praticamente quando Apple vede un’app di successo e decide di farla da sé. E quindi hai la tua app, magari da tre anni, che macina bene, funziona bene, e poi loro dicono, ah sai che c’è? La faccio io. c’è di default nel telefono e ti mostra l
00:18:39 [Vittorio]
‘audito medio è tipo amazon basic che vede i prodotti migliori e li replica mandando fuori business l
00:18:46 [Alain]
‘azienda esattamente proprio quel settore lì tu sei un contractor alla fine loro non ti devono niente e quindi si prendono il meglio. Che peraltro questo è il classico esempio di sfruttamento della posizione dominante. Sono stati anche condannati, se non mi sbaglio, sia Apple, non so se Google anche, ma per sfruttamento dell’algoritmo di posizionamento dell’App Store ammetteva sempre le app di Apple come prime.
00:19:10 [Alain]
quindi, beh, soprattutto quelle che volevano spingere, tipo apple music, eccetera.
00:19:14 [Vittorio]
ad esempio tu vuoi passare sempre attraverso la loro piattaforma per pagare?
00:19:17 [Alain]
assolutamente, si prendono un cut e è illegale per loro, cioè ti cacciano dalla piattaforma se non gli paghi l’obolo. La reach degli utenti è diventata sempre più problematica, nel senso che oggi se non paghi fai fatica a raggiungere gli utenti. Quindi anche loro sono diventati un po’ come il modello di Google, stessa roba in sostanza. Però dicevo prima, accennavo prima la sostenibilità dei software, penso che il processo di identification sia legato a doppio filo con l’avvento delle start-up, cioè proprio secondo me è pari pari e ne sia anzi una conseguenza di quel modello. Per spiegarmi meglio devo fare un attimo un passo indietro. Ci sono due modelli principali per far nascere un’azienda, almeno questo in letteratura. La start-up, cioè, ricevo soldi per lanciare la mia idea e prendere quote di mercato nel modo più veloce possibile. Poi penserò a diventare profittevole e bootstrap, cioè, non ricevo abbastanza soldi o non ne ricevo affatto e devo essere finanziariamente sostenibile fin da subito, quindi i ricavi devono mantenere attiva l’azienda.
00:20:19 [Alain]
il tipico ciclo di una startup. .. E’ quello che abbiamo visto prima. Brucio soldi per cattura di clienti, stock zero profitti, trovo dopo una strategia di monetizzazione e appena la trovo, mungo like no tomorrow baby. Cioè punto al lock-in. E poi cerco di limitare il churn degli utenti, cioè quanto se ne vanno velocemente dalla mia piattaforma. E tutto per pagare gli azionisti che mi hanno finanziato. Bootstrap non può funzionare in questo modo, cioè non ha i finanziamenti da bruciare nei primi anni. Quindi deve per forza di cose trovare una quadra sostenibile da subito, deve produrre valore per gli utenti, deve abbreviare quel ciclo e deve farsi pagare congruamente. Quindi se è un servizio che costa, deve farsi pagare. Il problema, purtroppo, è che se anche esistesse un modello sostenibile e profittevole per cui puoi fare bootstrap di un’azienda, ad esempio concorrente di Facebook, questa verrà soffocata dalla concorrenza delle startup che sono iperfinanziate.
00:21:14 [Nicola]
no, è giusto, perché a me, come esempio di bootstrap, è venuto in mente mailchimp, perché mailchimp l’hanno fatto loro. E poi è arrivata la campione della capezzonification, ovvero Intuit, e se la son comprata. E adesso. .. L’hanno reso il migliore software del mondo.
00:21:39 [Alain]
è migliorato, è migliorato, eh?
00:21:41 [Vittorio]
poi se vogliamo espandere un po’ il discorso, cioè si potrebbe fare in qualche maniera anche a, non so, ad esempio amazon, no? Prima era nato per i libri, poi è nato vendendo altro e. .. e poi è stato un po’ Corroso dal suo stesso meccanismo, cioè quello di espansione, di avere più prodotti e di diventare un’opportunità per tanti, ad esempio, di vendere merda cinese a basso costo, e là è stato riempito di bot, cioè ci sono addirittura servizi che puliscono le recensioni totali di ogni prodotto, perché ci danno tutti dei mercati incredibili.
00:22:11 [Alain]
questo vale per ogni piattaforma. Vittorio, se tu cerchi su ogni singola piattaforma, le puoi fare sull’App Store, le puoi fare su Google Play, le puoi fare su Google per business, su ogni singola piattaforma.
00:22:23 [Vittorio]
e poi questo corrode anche l’algoritmo, quando ti dice i migliori scelti, semplicemente, lui ragiona ad esempio tra migliori recensioni, maggior numero di vendite, e per quanto puoi perfezionarla, arriverà sempre qualcuno che ha trovato le scamotage servizi. Poi alcuni sono proprio nati di merda. Non so se avete mai provato Kindle Unlimited, che penso è la cosa più oscena. cioè tu paghi un abbonamento per avere i peggiori libri dell’universo, e se vedete le classifiche, sono totalmente sballate, perché là è proprio far West. Secondo me, un altro processo che stiamo vivendo è quello ad esempio dei contenuti, cioè le serie TV, cioè le serie TV stanno perdendo gran. Parte di quello che era stato il successo fino a un paio di anni fa, che sono sempre più répétitifs.
00:23:02 [Alain]
sono fatti tramite un algoritmo, anche le canzoni su spotify c’è un grosso problema: fanno white noise.
00:23:09 [Vittorio]
pure in effetti, cioè lavorandoci, so che ad esempio sul replay la tensione media di una persona è tipo 40 secondi. È una roba incredibile, è una roba incredibile. Tu stai vedendo una serie, non è che stai per ascoltare, ma aspetta 40 secondi.
00:23:25 [Alain]
rischi se la tieni, se la tieni abbastanza lungo, non è una pisciata, ragazzi. Non è una pisciata, potresti non centrare più. Sì, sì.
00:23:33 [Nicola]
eccolo, sì. Comunque posso fare un piccolo rant sul discorso. Di Ripley, io non ho mai capito, cioè perché porco Giuda non si può vedere all’estero, perché dovresti prenderti lo sponsor di questa puntata che è il Nord, no, ma cioè, ma veramente, ma chi cazzo è che non ha la Rai a casa? Cioè, se sei in Italia, la Rai te la guardi sulla televisione, no?
00:23:58 [Vittorio]
no, allora, raiplay ha dei bellissimi programmi, anche originali, che stanno solo su raiplay. Guarda, questa cosa non lo so, però sicuramente è una questione di diritti.
00:24:09 [Nicola]
étie solo per il mercato italiano e solo per la parte digitale, ma no ma i prodotti della rai non si vedono all’estero. È cioè Rocchio Schiavone, cioè no Rocchio Schiavone sta tipo su Prime una roba del genere, perché Taleb lo vede sicuramente.
00:24:22 [Vittorio]
io lo so, l’ha scritto su twitter, quindi lo deve vedere.
00:24:25 [Nicola]
usa anche lui nord comunque, io vorrei dire un’altra roba riguardo al discorso delle startup. Quello della concorrenza di cui diceva Len è vero, perché SoftBank ci ha creato il suo business model. È quello, andava dalle startup e gli diceva: ‘Io ti do un sacco di soldi, e fondamentalmente ti compro’. Se le startup dicevano di no, loro gli dicevano: ‘Guarda che io vado dal tuo concorrente alla porta, accanto, gli do a lui i soldi e lui ti distrugge’. Però, secondo me, spiega bene il fatto che è un problema che non ha una soluzione semplice, perché anche in questo caso il capitalismo è quello che permette la crescita di parecchie società. Non è che tutti possono andare in bootstrap, però poi ti porta a queste strutture e trovare il giusto equilibrio è praticamente impossibile.
00:25:29 [Nicola]
secondo me, è un’altra cosa che. ..
00:25:31 [Vittorio]
non è proprio in questo pensiero, diciamo, di incapezzonamento. Come l’hai detto? Incapezzonamento? Così è pure più brutto.
00:25:40 [Vittorio]
capezzonification.
00:25:43 [Vittorio]
capizionification, secondo me, sono tutte quelle pratiche un po’ scorrette un po’ infami, cioè tipo nascondere il pulsante per chiudere l’account, ad esempio facendo dei nomi adobe fa questa bellissima pratica. Ti dice ‘approva’ per 30 giorni. I nostri software, in realtà, tu non stai iscrivendoti a una prova, come pensi tu, che tu per 30 giorni lo provi, lo disdici e stai cazzi. Tu stai prendendo un mese gratis e stai firmando per, finito quel mese, attivare l’abbonamento per 12 mesi. Infatti ti chiedono la carta. Ma se tu disdi prima di quei 30 giorni, loro ti fanno pagare tutto l’anno o un 50% dell’annualità. Ho manipolato anche me una volta, bastardi eh vedi. Peraltro, questa cosa la fa anche adesso: ti fanno l’offerta a 6,50 euro al mese, in realtà è per 6 mesi. Se disdi ti fanno ripagare tutto quello che era fuori dall’offerta. Questa invece è successa a me. Tra l’altro, mi sembra che una cosa simile la fa anche Revolut, però in Gran Bretagna. Al momento non la fa ancora in Italia.
00:26:41 [Nicola]
secondo me, questo è veramente il. .. ti dà l’idea del ruolo che ha lo Stato, che hanno le regole fondamentalmente in questa cosa. Però anche lì ritorna un po’ il trade-off tra l’avere lo Stato che lascia fare all’imprenditore e lo Stato paternalista, lo Stato che ti segue. Perché è ovvio che ci sono delle strutture che, poi, diventano alla fine ovvie, però diventano la struttura ovvia perché la società in questo caso spinge, spinge, spinge finché. .. poi qualcuno non si sveglia e dice ‘Vabbè, mo basta, no? Cioè, la sanità negli Stati Uniti fa cagare proprio perché non ci sono regole, non è che. ..
00:27:26 [Nicola]
è sempre stata così, è proprio un processo di sempre più persone che ci provano e poi ci provano ancora un po’ di più e poi un po’ di più e arrivi a quel livello lì, la tanto vituperata comunità europea, però in questo, cioè, non fa solo il discorso del tappo che deve stare attaccato alla bottiglia. No, non hanno messo un sacco di regole che sono a protezione del consumatore, diciamo. Ma nemmeno a protezione cioè regole di buon senso. Ad esempio, se tu vai in palestra e fai quel cazzo di abbonamenti in palestra che devono essere per forza di un anno. Però loro dicono, vabbè, se tu te ne vai prima della fine dell’abbonamento, amici come prima, se cambi paese, no? Amici come prima e finisce lì, no? E anche lì poi il problema è che se tu non lo sai, la palestra comunque ci prova, no? E a quel punto lì ancora dovrebbe essere lo Stato che li va a multare, perché se no, ovviamente loro dicono ‘vabbè, io ci provo tanto se mi va bene, guadagno e se mi va male, amen cioè se la persona sa che esiste questa regola, vabbè sono conciato come dovrei essere, e tra l’altro, adesso la comunità
00:28:43 [Nicola]
europea sta discutendo di queste nuove potenziali soluzioni di risparmio pensionistiche per tutta l’europa, fare tipo l’isa come ci sono in gran bretagna. E ho visto che nella prima bozza che avevano fatto le pollizie assicurative, quelle unit linked, non sono state tipo inserite come prodotti idonei, no? E quindi vi lascio immaginare chi è andato a Bruxelles con i forconi in mano per dire ‘no’, ma ragazzi. .. Insomma, questi prodotti dobbiamo ancora spingere. Non erano forconi.
00:29:17 [Alain]
erano valigie piene di soldi.
00:29:23 [Vittorio]
ma anche perché c’è il fattore che fondamentalmente, per quanto possa essere intelligente una persona singola, su tante cose obiettivamente non ha né il potere né la possibilità di essere conoscenza di tante cose. È cioè a te, come lo fai a sapere, com’è il processo non so di allevamento, come viene fatto un farmaco. Ogni persona ha le sue competenze. Quindi, chiaramente, la registrazione serve pure in questo senso. Assolutamente, il dubbio che però ogni tanto mi viene a me su queste cose non è che da una parte siamo un po’ Impigriti noi e quindi la natura dell’uomo fondamentalmente la sappiamo. Uno si abitua a una cosa e rimane là, morto, sepolto, che poi è la cosa che sfruttano per gli abbonamenti. Tu non è che ti segni a meno che non sia un pazzo manico, tipo me. Fra tre mesi scade la promo, e quindi disdicilo perché sennò lo paghi di più. Mediamente una persona si è buona e rimane là per sei generazioni, praticamente. Il dubbio che mi viene è che, al netto di questo, non è che. .. forse dopo un po’ uno si impigrisce, non ha più voglia, oppure non gli va di ricominciare da zero con un nuovo servizio, oppure anche il pensare a trovare un’alternativa mentre un servizio funziona bene è sempre una cosa che è pesante da fare, no?
00:30:28 [Alain]
beh, ma. .. In effetti finché il servizio funziona bene, qual è il problema? Usalo, sfruttalo. Il problema è quando incomincia a funzionare male, no? Io personalmente cambio spesso, cambio di continuo i servizi. Il fornitore ci ha assegnato due volte l’anno di verificare, ci ho. .. una serie di procedure che mi fanno sempre mettere in discussione quello che uso. Purtroppo il problema è che ci sono situazioni in cui proprio sei bloccato, vedi con Google, vedi con l’App Store, vedi Spotify, non c’è un’alternativa. Non c’è proprio. E poi c’è anche il problema che appena ti accorgi che sei nella parte debole, che il servizio si sta incettificando.
00:31:08 [Alain]
vedi che è difficile. Effettivamente è difficile. Potremmo farci uno scioglilingua per questa puntata.
00:31:15 [Alain]
comunque, il servizio sta andando per quella china brutta, ti accorgi che non hai controllo, non hai potere, ti demotiva la cosa, no? Potresti anche non sfruttarlo appieno o mollare il colpo, magari non. .. non ce la metti più, cerchi qualcos’altro oppure non cerchi più niente perché sai che anche il prossimo si immergerà.
00:31:35 [Vittorio]
però forse pure un processo di diversificazione in questo può funzionare, no?
00:31:39 [Nicola]
étie non mettere 100% su tante cose tante volte proprio non cioè sei proprio costretto come il problema è proprio quello cioè nel senso che l’atteggiamento che diceva len in inghilterra ora sei costretto ad averlo. Perché, ad esempio, se tu hai il contratto del telefono e uno dice, ‘vabbè, ma me che cazzo me ne frega di cambiare il contratto del telefono ogni anno’, cosa si sono inventati? Siccome tutti ora vogliono fare il gioco della tariffa, beh, se tu non partecipi al gioco della tariffa, la tua tariffa all’anno 2 viene aumentata del tasso di inflazione più il 4%. Cioè non è il 4% che rappresenta l’inflazione, no, è l’inflazione più il 4%. E quindi capisci che, cioè, quei costi lì. .. vanno in spirale molto in fretta e quindi sei costretto ogni anno a dire ‘ok, adesso devo cambiare il telefono, adesso devo cambiare la luce, adesso devo cambiare quest’altro’. È un processo assurdo.
00:32:41 [Nicola]
comunque, tiriamo un po’ di conclusioni, magari cerchiamo di essere un po’ positivi, no? Ovviamente la soluzione più semplice contro la incitification è la concorrenza. Tassisti ti inculano e non ci sono mai quando servono, arriva Uber. Uber aumenta i prezzi. arriva a volto di che paese stai parlando? Dei paesi normali, allora voi usate questi servizi finché restano dei servizi e questo è il modo migliore per tenere in scacco le piattaforme per essere sicuri che si comportino in maniera corretta. Purtroppo, come abbiamo visto molto spesso, questa non è possibile. Questa cosa non è possibile perché c’è la forza opposta che è comunque capitalista: cioè non ci servono 10 app store, ce ne serve uno che funzioni. Purtroppo, appena emerge il vincitore, inizia a incluare i clienti, è certo. E quindi saltare ad un servizio concorrente, poi diventa molto difficile, perché, ad esempio, nel discorso dell’App Store, hai fatto degli investimenti per capire come funziona esattamente quella piattaforma, quel codice, anche creare le app, no?
00:33:48 [Nicola]
è difficile portarti questa roba sul. ..
00:33:52 [Alain]
su un’altra piattaforma, tra l’altro, l’intero discorso si applica perfettamente. Paro paro ai monopoli e da lì l’importanza dell’antitrust e delle leggi antimonopolio e di applicarle bene.
00:34:05 [Nicola]
ovviamente non ti servono 80 autostrade, ti serve una società che gestisce le autostrade, però a quel punto lì devi trovare un punto di equilibrio per cui quella società specifica faccia dei profitti che le garantiscono di. ..
00:34:22 [Nicola]
tra virgolette di impegnarsi in quello che fa, però dall’altro devi essere anche capace di fare sostanzialmente delle gare e di permettere ad altri di partecipare a questa cosa.
00:34:33 [Vittorio]
poi c’è pure il fatto, magari di non affidarsi quasi fideisticamente a degli imprenditori che possono sembrare pronti a cambiare il mondo, perché magari stanno facendo i loro interessi e poi comunque le persone cambiano, no? Cioè vedevo le cose di Elon Musk fino a qualche anno fa, sembrava che stesse facendo Tesla per far sì che potessero crescere prati verdi ovunque, poi alla fine della fiera semplicemente si faceva i cazzi suoi, cioè vendere delle macchine elettriche e prendere dei finanziamenti nei vari stati. però là è pure perché magari gli è stata data una fiducia o perlomeno la sua narrazione è stata molto convincente però semplicemente tante di queste persone semplicemente pensano ai loro affari e da una parte anche legittimamente L
00:35:13 [Nicola]
‘esempio migliore in questo momento, e stavo ascoltando un’intervista l’altro giorno, è il substack, il creatore di substack. Perché proprio lui dice, ok, è nato come una risposta all’enscientification di tutte le altre piattaforme. perché loro ne hanno fatto un punto cruciale, quello di dire aiuto chi crea i contenuti sostanzialmente ad uscire da altre piattaforme, perché se tu sei un giornalista sei comunque legato. Eri legato all’editore del giornale, adesso puoi andare e crearti sostanzialmente il tuo giornale o comunque una piattaforma sulla quale scrivere. Substack ti mette davanti i contenuti che l’utente vuole vedere, non ti spinge la roba che vogliono che tu veda. Ma loro però ancora non hai nessuna garanzia che domani Substack diventi X, e quindi il problema è sempre questo: cioè sarebbe un capolavoro, no?
00:36:22 [Nicola]
cioè sarebbe meta in certification incredibile eh sì però cioè io la combattevo e sono diventato peggio di loro potrebbero anche essere acquisiti da qualcuno che ti è in scientifica eh sì e appunto ritorno al discorso di twitter se jack dorsey fosse rimasto lì a fumarsi i cannoni alla fine a lui di fare i soldi gliene fregava relativamente e non sarebbe non sarebbe peggiorato vabbè alla fine grazie allo maschera in abbondanza comunque magari anche un discorso che si può fare è che quello che funziona paradossalmente anche in investimenti è provare a fare un po’
00:36:58 [Vittorio]
di diversificazione soprattutto se si è come ha detto Alain, non state nella pigrizia di avere un solo fornitore, di conoscere un solo programma, solo software che gestisce tutto il vostro lavoro, ma magari imparate a usarne altri diversi, prima di tutto perché non è detto che quello che sapete usare oggi sarà utile ad esempio nel mondo del lavoro, nel vostro business, anche in futuro. Ma anche perché permetta di prepararvi a un cambiamento, oppure decidere voi volontariamente di spostare il vostro business da un’altra parte.
00:37:27 [Alain]
abbiamo citato anche bootstrap prima, e anche quello può essere una parte della soluzione. Cioè, cercare di rifiutarsi di far parte dei sistemi che sfruttano in qualche modo l’utente e chi partecipa a quei sistemi, e invece appoggiarsi ad aziende sostenibili, cioè che creano valore, è un valore chiaro, è un valore sostenibile, si fanno pagare in maniera congrua, ovviamente. Ma che hanno tutto l’interesse a lavorare bene sul lungo termine, perché non hanno alternative, non hanno i finanziamenti di chissà chi o chissà quali soldi da poter sfruttare per campare senza profitto.
00:38:02 [Nicola]
e dal lato dell’utente, probabilmente il discorso sulla ridondanza, di tenere l’occhio sulla soluzione b anche se alla fine si comporta più lavoro, però nel lungo termine paga.
00:38:21 [Alain]
a meno che non te li scetticizzano tutti e due tutti insieme contemporaneamente, ma che è?
00:38:28 [Alain]
è il momento della posta del cuore. Come sempre vi ricordo che ci potete contattare sia nei commenti dovunque ci ascoltate, sia sul nostro subreddit, sia tramite il forum che c’è sul sito. La prima lettera viene da Carlo. Ciao ragazzi, complimenti per il podcast, siete dei grandi. Farò altri tre figli apposta per chiamarli come vuoi. Oppure comprerò tre pesci rossi. Ora vedo un attimo. Lancio uno spunto di riflessione. Quanto paga essere buoni e gentili contro essere stronzi con zero scrupoli? Grazie, continuate così calmi.
00:39:01 [Vittorio]
allora, quando tu hai proposto di scegliere questa mail, io ti ho detto che ci pensavo da tre giorni, cioè l’ho letta e ho detto ‘ci ho pensato tre giorni a questa cosa’ e continuo a pensarci da allora, perché è una ‘tre giorni dopo’. Tre giorni dopo, sono passati ora 30 della pubblicazione. È molto tosta secondo me, cioè io vedo che sono due modelli di vita, uno che vivi la vita un pochino più positivamente, non so, io vedo tante persone che magari sono più stronze, diciamo, però le vedi che sono più corrose dentro in qualche maniera. C’è della negatività, la senti, no? Quindi in un’ottica di questo senso, se uno ci crede oppure ha questa idea, secondo me vivere in una maniera più propositiva, più disponibile, senza dover imbruttire per forza tutti quelli che ti passano davanti, lasciando passare un pedone, lasciando passare una macchina. cioè non succede niente nella vita dicendo un ciao alle persone se stai al bar, un grazie, secondo me la vita la vivi un po’. Meglio anche perché ti ritorna qualcosa in qualche maniera, oppure te la godi un pochino di più. E anche se non ti ritorna, comunque secondo me, non so, ti senti meglio, ecco.
00:40:02 [Vittorio]
c’è poi il fatto che purtroppo non vale per tutti, sto discorso, perché la realtà è che la vita è piena di stronzi, idioti, rincoglioniti, egoisti, approfittatori, complessati. Quindi il punto è sta sempre riconoscere un pochino chi hai davanti e trovare la misura giusta. Perché alcune persone, anche affetti, quando si dà troppo spesso quello che si dà, viene considerato come scontato. Per invece quelli che sono veramente testi di cazzo, secondo me vale la massima di Funari: che in un programma trivisivo disse, se uno è stronzo, non gli posso dire ‘stupido’, si crea dell’illusione, gli devi dire ‘stronzo’, ed è una grandissima verità, secondo me, alle persone che sono dei test di cazzo, glielo dovete dire che è stronzo in qualche maniera, glielo dovete fare percepire, perché se continuano ad andare avanti così, pensano che stanno nel giusto. Questa è la mia teoria, però secondo me, bisogna comunque trovare un equilibrio, e quindi non esiste sempre questo bianco o nero, buono o cattivo, giusto o sbagliato.
00:40:58 [Alain]
insomma, voi? Sì, no, sono d’accordo con te, sono d’accordo con te. Forse potremmo dire che dipende dalla moneta che consideri, no? Cioè, in termini umani, cioè se la tua moneta è voglio vivere una bella vita, voglio stare bene nel lungo termine, avere soddisfazione personale, allora secondo me paga di più essere buoni. Qualsiasi cosa tu intenda con buono, e che quello è un cavillo importante, perché effettivamente buono che cos’è? È soggettivo, no? Cioè il bene e il male sono soggettivi.
00:41:31 [Alain]
aia, adesso vediamo come ne esco.
00:41:35 [Vittorio]
beh, soggettivi non lo so, così.
00:41:37 [Alain]
beh, però c’è una soggettività. Sicuramente quello che tu consideri buono o cattivo è assolutamente soggettivo. Penso proprio che Hitler si considerasse buono. però tu ti puoi convincere che sei buono però ti puoi convincere però guarda che ci sono gli psicopatici esatto non te ne rendi conto per te è normale fare certe cose che sono assolutamente terribili però Vivi secondo la tua dubbia morale.
00:42:10 [Nicola]
non abbiamo ancora nominato italia personal finance in questa puntata. Mi sembra un momento ideale.
00:42:19 [Alain]
comunque paga a secondare la propria morale. In generale ti porta anche ad adottare comportamenti prosociali, per cui hai dei benefici, come diceva Vittorio.
00:42:29 [Alain]
se invece tu quello che vuoi ottimizzare è solo l’aspetto finanziario, io sono d’accordo con matteo lennardon, che questa puntata torna spesso, e che lui investe sugli stronzi. Secondo me, visto l’orizzonte temporale che hai in una vita, visto il fatto che puoi manipolare le persone, i mercati, giocare sporco, anche a lungo prima che ti becchino e tra l’altro anche quando ti beccano spesso non avrai neanche chissà che punizioni. Ricordiamoci il 2008.
00:42:58 [Alain]
e magari potrei riprovarci l’anno dopo, perché la gente si dimentica pure. Perché stronza due volte anche la gente normale, no? Probabilmente per fare soldi, se il tuo obiettivo è solo fare soldi, o per ottenere potere o fama, no? La Santa Trinità. L’essere delle merde ambulanti, in questo caso, secondo me, aiuta. Che non è una buona vita secondo me, però è no secondo me.
00:43:19 [Nicola]
c’è una considerazione generale del tipo, cioè una volta che fai una scelta, però devi tenere quella no perché cioè ci impieghi anni per creare una reputazione e poi cinque minuti per buttarla nel cesso. Quindi, una volta che hai scelto, vai vai dritto per quello. Però sicuramente secondo me il punto di Hélène è fondamentale. Come fai a definire cosa paga? Dipende dai tuoi valori. Magari gente che è disposta a prendere mille schiaffi, pur di non reagire, o vabbè in Italia magari ci sono delle persone a cui sta bene pagare anche per gli altri, perché comunque li fa dormire la notte, perché quello segue le regole facendo quello. Quandj pensai a questa domanda mi è venuto anche in mente il discorso di dire ‘ok’, ma perché io non vivo in Italia? Perché secondo me trovo le regole iniqui che ci sono in Italia. E quindi cosa fai? O te ne vai o decidi di non seguirle quelle regole.
00:44:21 [Nicola]
qualcuno può obiettare giustamente e dice, vabbè, le regole sono regole, no? Chi sei tu per dire che quelle regole non vanno bene? Quindi penso che esista una scelta che funziona per te, no? E non in generale questa è un po’ la soluzione che mi sono dato io.
00:44:41 [Nicola]
ok, passiamo alle cazzabubbole che forse ormai saranno una delle ultime. In che senso?
00:44:49 [L’Assistente tbtf]
hai finito le storie della tua vita?
00:44:51 [Nicola]
non, però non so se gli inglesi dicono ‘we are not famous yet, but there will be signs. ‘ Non, questo weekend sono tornato nella terra di Merdor e dovevo organizzare con mio fratello di portare mia figlia a casa sua. Mio fratello vive a Milano, noi dobbiamo rialzarci per stare con sua cugina, che hanno più o meno la stessa età. Mio fratello, tra l’altro, che è il token migliore per Polymarket, no? Perché, mio fratello, tu non saprai mai dov’è, dov’è nella vita, ma sicuramente tu sai che non sarà nel posto in cui lui ti dice dove sarà. Se lui ti dà un appuntamento, può essere a Pechino, a Londra, a New York, ma sicuramente non sarà mai nel posto in cui lui ti ha detto ‘troviamoci lì, a quell’ora lì’. Inoltre, su Polimarket, siccome le domande sono ‘sì’ o ‘no’, tu vai sempre col ‘no’ e vinci sempre.
00:45:52 [Nicola]
quindi, lui mi dice: ‘guarda, ho portato mia figlia a questa festa di compleanno. Troviamoci lì, io partivo da Gallarate, lui era già a Milano, no? È stata pure una giornata di merda. Pioveva. Ho fatto un’ora e mezza di macchina sotto la pioggia. Notoriamente a Milano, appena inizia a piovere, tutti i rincoglioniti escono. Non avevo voglia di andare lì e sapere che devi intrattenere delle relazioni sociali, perché ovviamente avrei dovuto aspettarlo e quindi avrei dovuto parlare con le persone che c’erano lì. Ovviamente, lui arriva in ritardo. Ma arriva con quest’altro tizio. Un po’ io parlo con mio fratello, faccio per andarmene finalmente, che volevo tornarmene a casa a dormire, e questo amico di mio fratello mi blocca e mi dice, ah ma tu sei quello che fa i video su YouTube?
00:46:40 [Nicola]
e la sua prima cosa è stata, no perché io l’altro giorno ho fatto un post su italia personal finance e lì nella mia testa ho detto, ecca là, adesso questo gomma mi dice che l’ho insultato e quindi mo bisogna. .. Bisogna finire a menarsi davanti ai bambini, cosa fai, guarda dov’è mia figlia, mi vede, non mi vede. Ma invece no, era perché aveva fatto un post su Bendy Spoons. Sul loro business model ed è finito a chiedermi a me, cioè, ma cosa ne pensi tu del business model e volevo dire, guarda, cioè, sono degli scammoni, sono degli scammoni, ti ruberanno dei soldi dai ciao ciao ciao vado via, però mentre tornavo a casa in macchina ascoltavo Guido Bagatta e ho scoperto che è la seconda persona in Italia dopo Vittorio che la chiama AI. Quindi c’è un’altra persona, tu e Guido Bagatta, portiamo avanti questa policy.
00:47:42 [Nicola]
comunque, il vero consiglio della settimana è un libro, l’autobiografia, ai tempi di kevin smith. Kevin Smith era EEE. tuttora ma era il regista di Clerks fondamentalmente lui aveva iniziato quel film lì l’aveva girato prendendo facendo i debiti sulle carte di credito e il film gli ha costato tipo 50 mila dollari si è venduto tutta la sua collezione di fumetti E comunque lui ha avuto un discreto successo facendo un po’ di film e ha scritto questo libro che si chiama My Boringest Life. più o meno ha avuto un periodo di pausa in cui praticamente lui era andato in fire, no? Ma era andato in fire ancora prima che quel concetto di fire esistesse. E nel libro lui parla fondamentalmente di quella che è il. .. la sua vita quotidiana in cui praticamente lui non aveva un non aveva un lavoro vero non poteva vivere dei soldi immagino che aveva fatto e qualche volta andava a fare tipo le comparsate ai comic con che hanno ancora poca roba però fondamentalmente lui non faceva un cazzo stava a casa, mangiava nel
00:48:57 [Nicola]
libro non so perché ma lui ci tiene a scrivere che quante volte si masturbava però lui si masturba solo guardando le foto di sua moglie che tra l’altro è un’attrice che ha fatto in qualcuno dei suoi film però niente io sto secondo me è anche una buona idea di come il fire o l’essere in fire ti spinge a esprimere la tua creatività anche se non sei una persona creativa ancora tornando a mio fratello mi ha fatto vedere lui dice che il fratello di un suo amico è praticamente andato a vivere in montagna ma non in montagna dove vive alain proprio in montagna da solo in un posto dove non ci puoi arrivare devi avere tipo un carro armato se no non ci arrivi lì e quindi in questa solitudine totale lui ha iniziato a fare le sculture di legno con la motosega. E ha fatto delle robe assurde, no? Cioè ad un certo punto lui mi ha fatto vedere sta foto, ha fatto un orso, ma proprio più alto di lui.
00:50:01 [Nicola]
cioè un orso a dimensione reale, no? Non lo so, se andate in fare, non scoraggiatevi perché secondo me troverete un aspetto creativo di infinite. Oh, e vedo anche che ho finalmente scoperto chi cavolo segue questo youtuber sull’account del podcast.
00:50:18 [Vittorio]
sì, ho sbagliato l’altro giorno e devo dire che però è molto divertente. Chiama Padre Cain su YouTube. Praticamente, se c’è qualcuno religioso, non penso, che ascolta questo podcast, potrebbe, diciamo, non piacerà questo consiglio. E sostanzialmente. ..
00:50:34 [Alain]
saltate al minuto 55.
00:50:37 [Vittorio]
sostanzialmente, lui ha fatto un video al giorno per ogni santo in cui quello che emerge un po’. Quello che c’è dietro le scritture, oppure diciamo la storiografia, e li analizza molto razionalmente in effetti, e ti fa rivedere. Io ho fatto le scuole cattoliche sia all’asilo elementare, che le medie, quindi. Ho una repulsione totale, però le conosco a memoria tutte queste cose. E effettivamente, per come le dice lui, che poi comunque le fa in maniera simpatica, fa un’analisi obiettiva, alla fine ti rendi conto che la maggior parte fossero semplicemente dei psicotici di varia natura. Cioè, alcuni avevano segni di schizofrenia, tipo San Francesco, cioè, raga. ..
00:51:17 [Nicola]
è uno completamente fuori di te adesso spiegatemelo spiegatemelo perché appunto 5 giorni nella terra di merdor l’unica cosa che ho capito, ma perché sono tutti fissati con san francesco? perché è esploso adesso?
00:51:30 [Vittorio]
perché ora vogliono fare la festività nazionale di san francesco ma c’è un’altra festività ecco devo stare attenti all’incentification di san francesco è un attimo no peraltro ragiona proprio di questa cosa nel video cioè spiega come in realtà la figura fosse molto differente e fosse stato usato molto a marketing la figura di san francesco poi vabbè c’è l’anoressica di dio ma che si chiama davvero così che è santa caterina che se voi seguite la sua storia c’è un video di barbero prima che si rincoglionisse che è una cosa mostruosa poi ci sta, diciamo, il modello molto strano della gestione dei soldi di madre teresa, di cui ha parlato in un podcast recentemente. Detto ciò, il canale è abbastanza curioso. Peraltro mi sembra che faccia live anche con teologi o roba del genere, quindi non so che nicchie è andata a prendere in realtà. Perché poi anche i commenti sono molto posati, è incredibile cosa è riuscito a costruire, se vi piace vedere le cose su un’angolazione diversa, secondo me è molto curioso, ma lui è un prete vero?
00:52:32 [Vittorio]
no, no, chiaramente, no. però è vestito da prete.
00:52:36 [Nicola]
eh, appunto ho visto solo la copertina, ma i teologi sono belli.
00:52:42 [Vittorio]
guarda questo. Non sono andato così a approfondire.
00:52:44 [Alain]
invece, vi consiglio un libro che ho appena finito di leggere, è di karl newport, e si chiama minimalismo digitale. Secondo me, sta molto in tema con la puntata Karl Newport. È conosciuto anche per un altro libro che è stato un best seller, si chiama Deep Work. Questo libro qua invece fa tutto il caso dell’eliminare le fonti di distrazione digitali, ma alla fine lo sappiamo tutti, no? Se vi è mai capitato di aprire l’app Screen Time sul cellulare, no? Che vi dice quante volte lo aprite. Ogni volta ti viene il magone, cazzo. Ho preso il cellulare 343 volte in una giornata. O ci sono stato tre ore. È pazzesco, no? Con tre ore del tuo tempo fai una marea di roba. E lui ti propose un méthode pour, insomma, ridurre un pochettino, faire non solo un detox, ma proprio mettere in discussion gli strumenti digitali che usi et faire un pochettino quello che faresti col minimalismo fisico in casa tua, no? Come svuoti l’armadio. Spuoti il cellulare di tutta la roba che non ti serve e metti in discussione i servizi che usi.
00:53:49 [Alain]
scegli solo quelli che veramente ti portano a un vantaggio et non quelli in cui sei tu la merce di scambio.
00:53:56 [Vittorio]
ma parlando di merci di scambio, potete acquistare le nostre maglie colorate, le nostre felpette dedicate a russia bond sul nostro merchant. Potete anche farci una donazione, altrimenti metteteci i commenti. Scrivete anche cazzate, così però tanto agli algoritmi piacciono un sacco. Queste robe sembra che abbiamo molto engagement e ci aiutate, così a crescere. Se no, condivideteci con gli amici. Per il resto, ciao ciao ciao. Arrivederci.
