Oggi parliamo dei costi dei prodotti finanziari. Quando sono alti o bassi e quando sono giustificati o una fregatura.

I consigli di oggi:

Nicola: Joy in the Trenches di Trevor Noah

Vittorio: Matt Spears 

Alain: NightShift

🎺 LA PROMO

Il nostro sponsor della puntata di oggi è Invesco. → https://bit.ly/4vV2ZfD  

Con l’occasione ti ricordiamo che le informazioni di questo podcast hanno esclusivamente finalità informative e didattiche e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, raccomandazioni di investimento, né un’offerta o sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.

Ogni decisione di investimento deve essere presa in piena autonomia e consapevolezza, valutando attentamente il proprio profilo di rischio e, se necessario, avvalendosi del supporto di un consulente finanziario abilitato. 

I rendimenti passati non sono indicativi né garanzia di risultati futuri. Gli investimenti finanziari comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. 

Rischi d’investimento

Il tuo capitale è a rischio. L’Invesco FTSE All-World UCITS ETF è esposto a rischi, inclusi quelli relativi ai mercati emergenti, rischio di default, rischio operativo e rischio di liquidità. Ulteriori informazioni sono disponibili nei documenti legali.

Informazioni importanti

Questo è materiale di marketing e non costituisce consulenza finanziaria. Per informazioni complete, inclusi obiettivi e politica di investimento, consulta i Documenti contenenti le Informazioni Chiave per gli Investitori (KIID/KID) e il Prospetto, disponibili su www.invesco.eu. La pubblicazione del supplemento al prospetto in Italia non sottintende un giudizio da parte della CONSOB sull’opportunità di investire in un prodotto. L’elenco dei prodotti quotati in Italia, i documenti dell’offerta e il supplemento di ciascun prodotto sono disponibili sui seguenti siti: (i) etf.invesco.com (dove sono inoltre disponibili la relazione annuale di bilancio certificata e i rendiconti semestrali non certificati); e (ii) sul sito Web della borsa valori italiana borsaitaliana.it. Emesso da Invesco Investment Management Limited.

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TL;DR

Riassunto dei punti fondamentali

  • Il potere predittivo delle commissioni: Basandosi su uno studio di Morningstar del 2016, i podcaster spiegano che la commissione annuale di un fondo (il TER – Total Expense Ratio) è il predittore più affidabile dei rendimenti futuri: all’aumentare dei costi peggiorano i risultati complessivi.
  • Le “cattive” commissioni: Sono stati elencati diversi costi tossici e spesso ingiustificati imposti dall’industria finanziaria. Tra questi ci sono i fondi passivi camuffati (“closet index funds”, che applicano costi dell’1-2% pur limitandosi a copiare un indice), le polizze assicurative unit-linked (con una struttura di costi a matrioska) e le commissioni “a sandwich” dei consulenti bancari, che sommano le fee di consulenza a quelle del fondo stesso.
  • Trucchi sulle performance: Le commissioni di performance sono pensate per premiare i gestori, ma non penalizzano le perdite. Inoltre, il meccanismo a tutela dell’investitore (l’high-water mark) viene spesso aggirato dai gestori, che chiudono i fondi in perdita per riaprirne di nuovi “vergini” in modo da azzerare lo storico negativo e tornare a incassare i bonus.
  • Quando i costi alti sono giustificati: Un TER molto superiore alla media ha senso solo se il prodotto offre benefici in termini di “beta” (rendimenti puramente scorrelati dal mercato azionario, utili alla diversificazione) o di “alpha” (rendimenti extra derivanti da vantaggi informativi e competenze altamente specifiche in un settore di nicchia).
  • Mercati alternativi: Prodotti complessi come litigation finance, bond sulle catastrofi naturali (cat bonds), royalties, life settlements, o mercati inefficienti come debito distressed e azioni di frontiera richiedono capitali immensi, team di esperti legali e un grande sforzo di negoziazione, frizioni che giustificano tariffe elevate.
  • Il problema dei “Pod-shops”: I mega hedge fund multi-strategia (come Citadel o Millennium) offrono grandissimi capitali ai gestori più talentuosi, assorbendo di fatto le migliori opportunità di “alpha” presenti sul mercato e rendendole non più accessibili ai normali investitori retail.
  • Posta del cuore (Ribilanciamento e FIRE): È stato discusso come il ribilanciamento del portafoglio possa prevedere il pagamento di tasse sulle plusvalenze, ma rimanga essenziale. Si è anche accennato a come poter contestualizzare il movimento FIRE (Financial Independence, Retire Early) in Italia tenendo conto della pensione e degli ammortizzatori sociali nazionali.

Lezioni principali da trarre

  • Costi certi, rendimenti incerti: Per gli investimenti su strumenti “semplici”, come ETF globali legati a grandi indici di mercato, pagare commissioni al di sopra della media è totalmente controproducente e distrugge il valore del patrimonio nel tempo a causa dell’interesse composto. In questo caso occorre sempre cercare la soluzione a basso costo.
  • Non paragonare le pere con le mele: È sbagliato confrontare le minuscole commissioni di un ETF passivo (es. lo 0,22% di VWCE) con i costi applicati ai prodotti alternativi complessi (es. litigation finance). Le commissioni alte in quest’ultimo caso rappresentano il costo di accesso a mercati illiquidi, diversificati e impossibili da replicare con pochi click.
  • I documenti informativi sono i vostri migliori amici: I veri costi dei prodotti finanziari, come ad esempio i fondi proposti dalle banche, sono spesso nascosti dietro voci frammentate. Leggere sempre i prospetti obbligatori (KID/KIID) è l’unica difesa per capire quanto state pagando realmente in costi d’ingresso, gestione, transazione e uscita.
  • Le tasse sul ribilanciamento sono il prezzo della sicurezza: Non bisogna esitare a ribilanciare un portafoglio per paura di dover pagare la tassa sulla plusvalenza del ricavato. Il ribilanciamento è uno strumento di “risk management” (gestione del rischio); l’alternativa è restare sovraesposti e prendere vere e proprie bastonate in caso di forti flessioni del mercato.

Trascrizione

00:00:02,902 [Vittorio]

In questa puntata di Too Big to Fail parliamo delle commissioni di gestione sugli investimenti e ci chiediamo quando un TER alto è giustificato e quando non lo è. Poi risolviamo i dubbi sul ribilanciamento di Michele e Nicola ci parla del suo mal di schiena.

00:00:17,292 [Nicola]

Quello che funziona proprio sempre è parlare di too big to fail. Si ottengono promozioni, flirt, sconti sul prezzo della benzina e favori politici. Quindi parlate di too big to fail in giro, che fa bene a voi e fa bene al podcast.

00:00:33,382 [Vittorio]

Nel 2016 Russell Kinnell ha pubblicato su Morningstar, una delle principali società indipendenti di analisi di fondi d’investimento, uno studio intitolato The Predictive Power of Fees, il potere predittivo delle commissioni. Testò ai costi totali dei fondi d’investimento rispetto a diverse misure: rendimento totale, rendimenti al netto dei costi di ingresso, deviazione standard, rendimenti finali per gli investitori e il Morningstar Star Rating associato al fondo, e scoprì un paio di cose interessanti.

00:01:01,562 [Nicola]

La scoperta centrale riguardava le commissioni come predittori delle performance future. Le firme hanno mostrato in maniera consistente un potere predittivo di ogni asset class e in ogni periodo di tempo testato. C’è da sottolineare una nota metodologica importante. Lo studio includeva anche i fondi che non esistono più, perché i fondi più costosi hanno molte più probabilità di fallire e venire incorporati in altri. Ignorarli avrebbe artificialmente abbellito i risultati per i fondi più cari.

00:01:30,622 [Alain]

La conclusione fu piuttosto netta. La commissione annuale di un fondo si è rivelata il predittore più affidabile dei rendimenti futuri. Se intendete nel male, eh, cioè più sono alti i costi e peggiori sono i risultati complessivi.

00:01:44,842 [Alain]

Vedi un po’

00:01:46,452 [Alain]

Questa scoperta ha resistito nel tempo. Un’analisi successiva con i dati fino all’inizio del 2025 ha rilevato che i fondi più economici hanno sovraperformato quelli più costosi, in media, in ogni singolo anno nell’arco di un periodo di 20 anni.

00:02:03,162 [Vittorio]

Cos’è questo suono di fondo?

00:02:05,342 [Alain]

Sto girando un mappamondo lentamente, molto lentamente.

00:02:09,742 [Nicola]

Alan, stiamo registrando un podcast, non girando un documentario.

00:02:14,172 [Alain]

Lo so, ma oggi dobbiamo parlare dell’Investco Future World UCITS ETF, lo sponsor di questa puntata. E mi sembrava il modo più evocativo per introdurlo.

00:02:23,192 [Vittorio]

Ma lo sai che è un buon modo per presentare il FTSE All-World di Invesco? Un indice azionario che copre oltre 4.000 aziende da tutto il mondo, con mercati sviluppati come Stati Uniti, Europa, Giappone, Australia, ma anche mercati emergenti come India e Brasile.

00:02:37,742 [Nicola]

Praticamente un modo per studiare come funziona l’esposizione azionaria globale in un unico strumento. Invece di scegliere paese per paese, hai tutto insieme.

00:02:47,962 [Alain]

E per altro, ha un terzo più basso rispetto alla concorrenza per il FTSE World Index. Sono allo 0,15% all’anno. I costi sono importanti, eh?

00:02:57,402 [Vittorio]

Se volete approfondire, trovate il link nelle show notes. E come sempre, per investire bisogna essere consapevoli e informati, in quanto il vostro capitale è sempre a rischio. E poi, noi non siamo consulenti finanziari.

00:03:09,442 [Nicola]

Alem, adesso puoi smettere di girare il mappamondo. Tra poco, tra poco.

00:03:16,252 [Vittorio]

Ma quali sono questi costi? Allora, permettiamo che la fantasia dei gestori in merito è notevole.

00:03:22,092 [Alain]

Prima di tutto è importante ricordarvi che quasi tutti i costi sono inclusi nel TER, il Total Expense Ratio. La percentuale annua che indica tutti i costi di gestione di un fondo. Include commissioni di gestione, costi amministrativi, altri oneri. È il numero da guardare, no, per capire quanto costa davvero un fondo ogni anno. L’equivalente della lunghezza del pisello, ma per un fondo.

00:03:43,842 [Vittorio]

Beh, comunque parliamoci chiaro, i costi ci stanno sempre. È normale in qualsiasi tipo di attività. Il problema è che molti di quelli, diciamo, di strumenti finanziari sono abbastanza esagerati. Quando vedete il TER del vostro ETF, ad esempio, ci sono le spese degli audit, le commissioni della banca depositaria, i costi di licenza per replicare un indice creato da un’altra società. Ad esempio il FTSE o l’S&P 500. Anzi, l’S&P. Il problema sono gli altri costi che cominciamo piano piano a elencarvi con doviziosa e cialtronесca cura.

00:04:15,772 [Alain]

Ma sai che spero molto che da adesso in poi ogni volta che sento nominare Terra pensano al pisello. Cioè sarebbe proprio bellissimo.

00:04:24,242 [Vittorio]

Io penso sempre a un camion però perché sono idiota. Con quello con la tromba gigante.  tear Vabbè, per questo anche perché la mia pronuncia è sbagliata, quindi mi viene automatico.

00:04:37,552 [Vittorio]

Comunque, la prima cosa sono i fondi passivi camuffati, che sono chiamati anche closed index fund. Questi fondi applicano commissioni da gestione attiva, ma alla fine il gestore opera con un semplice fondo passivo, replicando di fatto l’indice di riferimento. In Europa parliamo di commissioni che si collocano frequentemente tra l’uno e il due per cento annuo, in linea con la media globale dei fondi attivi, che è circa l’uno virgola sessantaquattro per cento per alcuni studi accademici. Gli investitori potrebbero ottenere gli stessi rendimenti, se non migliori, appunto perché non ci sono questi costi con un ETF passivo, in quanto i più economici costano tra lo zero virgola zero quattro per cento e lo zero virgola venti per cento, mentre la media si aggira intorno allo zero virgola diciassette per cento.

00:05:16,262 [Alain]

Per capirci, un fondo passivo replica un indice tipo l’S&P 500, senza che il gestore faccia scelte particolari. Un fondo attivo invece promette che un gestore esperto scelga i titoli migliori e solo i titoli migliori. Un closet index fund vi fa pagare come se fosse gestito attivamente, ma in realtà sta semplicemente copiando l’indice.

00:05:38,642 [Nicola]

qui però secondo me c’è un utile digressione da fare riguardo i fondi attivi. Se pagate una fee da fondo attivo, cioè quella 1,5%, allora è meglio che quel fondo sia veramente attivo. Lo dico perché c’è gente lì fuori che critica i fondi attivi, prendiamo ad esempio quelli azionari, perché sono molto concentrati. A volte hanno al loro interno solo 50 titoli. E questa è una critica oltremodo stupida. C’è tantissima letteratura che spiega il motivo per cui è meglio non investire in strategie attive. In primis perché è quasi impossibile capire dove finisce l’abilità del gestore e dove inizia la fortuna.

00:06:14,872 [Nicola]

ma se scegliete un fondo attivo, allora volete che il vostro manager punti tutto sulle proprie scelte. Se il fondo contiene 250 titoli, l’80% non sono lì perché lui pensa che siano ottime scelte. Sono lì per parargli il culo. Il problema dei fondi attivi è che spesso e volentieri hanno troppi titoli, non troppo pochi.

00:06:34,982 [Alain]

Altro caso di commissioni brutte, come direbbe mia figlia, no? Brutte, commissioni brutte brutte!

00:06:40,602 [Vittorio]

Brutte. Cioè, ma dice veramente commissioni o hai diciamo metaforizzato?

00:06:46,562 [Alain]

Lascio a voi intendere la cosa.

00:06:49,212 [Vittorio]

la immagino davanti a un Morning Star che fa brutte commissioni, brutte!

00:06:53,522 [Alain]

Comunque poi le prendi anche legnate, eh, quando dice brutte commissioni. Di solito c’è sempre la fase due che devo trattenervela. Queste, ad esempio, sono commissioni per prodotti assicurativi. Si tratta di quelle componenti aggiuntive, tipicamente dentro le polizze unit linked, che aumentano i costi, spesso non sono necessarie, no? Ad esempio, lo stesso prodotto è diviso in sotto prodotti e ogni scalino ha un suo costo. Possono portare le spese totali magari al tre percento annuo, rendendo praticamente impossibile guadagnare sul proprio investimento una volta che tieni conto dell’inflazione.

00:07:25,782 [Vittorio]

Le polizze unit linked sono, diciamo, dei prodotti assicurativi che investono i premi in fondi. E hanno spesso una struttura matryoshka. Infatti spesso si chiamano ramo uno, ramo due, ramo tre, no? La polizza ha i suoi costi e poi ci sono i costi del fondo sottostante e magari, perché no, anche altri costi del fondo sottostante sottostante. L’investitore medio non vede il totale finché non legge il KID, il documento, diciamo, informativo obbligatorio, però anche là spesso alcuni costi sono, diciamo, nascosti. Di solito, a quel punto, io prendo un colpo ed eredito tutto l’amante, come ci ha detto Bowman qualche puntata fa.

00:07:57,332 [Vittorio]

Peraltro, raga, guarda dei kit dei prodotti finanziari perché comunque pur essendo un documento burocratico limitato sotto alcuni aspetti, generalmente in due paginette vi dice molte cose interessanti di cosa vi prospetta quel tipo di investimento e soprattutto quanto costa veramente.

00:08:12,632 [Nicola]

Poi ci sono i costi di ingresso e di uscita dei fondi, che sono commissioni che si hanno una tantum per l’ingresso e l’uscita dal fondo. Possono arrivare a cifre grosse, fino al 4% in Italia. E con varie modalità, a volte presente solo una, a volte solo quell’altra, a volte tutte e due. E il consulente vi dice sempre che tanto non ve la fa pagare. Però, di solito quella che viene abbonata è quella d’uscita. E in alcuni casi ci sono del… questi sconti vengono applicati in maniera automatica, no? Tipo se state dentro cinque anni, potete uscire senza pagare.

00:08:49,482 [Nicola]

Però, vabbè, è importante dire che questi costi sono discrezionali. E poi ci sono le commissioni di performance, ovvero un bonus nei confronti del gestore quando i risultati superano il benchmark del fondo. Ad esempio, il fondo deve sovraperformare un indice di mercato di riferimento, prendiamo l’Euro Stoxx 50, oppure un rendimento minimo assoluto, che di solito si chiama hard rate, e questo funziona più per i fondi quelli absolute return. Viene fissata una soglia minima di extra rendimento, diciamo il 2% l’anno, superata la quale scatta l’incentivo.

00:09:25,082 [Nicola]

È inutile dire che se i risultati del portafoglio vanno male, banca o consulente non mi restituiscono il denaro.

00:09:31,122 [Alain]

Prendo un attimo Wikipedia. L’hard rate è la soglia minima di rendimento che il fondo deve superare prima che scattino le commissioni di performance. Quindi se il fondo rende il 3% e l’hard rate è il 2%, la commissione di performance si applica solo per quell’1% in più. Invece un fondo absolute return è un fondo che punta a guadagnare sempre, indipendentemente da come va il mercato, a differenza dei fondi che si confrontano magari con un indice.

00:09:56,522 [Vittorio]

per via del fatto che i consulenti non rispondono se le cose vanno male, si divertono con questi soldi d’altronde. Si usa il cosiddetto meccanismo di high watermark. Se uno di questi fondi sotto-performa il suo benchmark nell’anno X, per ricevere il bonus nell’anno successivo il manager deve prima chiudere quel gap e poi superare la soglia minima. Se il fondo invece registra delle performance disastrose, molto spesso il gestore preferisce chiudere il fondo per poi riaprirne un altro, diciamo vergine. Questo perché sa che altrimenti sarebbe impossibile superare nuovamente l’high watermark.

00:10:24,672 [Alain]

Come avrete intuito, ma che cacchio dico, che state in macchina alle cinque del mattino, siete rincoglioniti a bestia.

00:10:30,842 [Alain]

Non avete intuito niente, comunque. Dai Watermark è come un segno sull’acqua alta, no? Da qui prende proprio il nome dai Watermark. Il gestore deve prima superare tutte le perdite e poi superare il benchmark prima di poter incassare il bonus. Chiudere e riaprire un fondo, quindi rendendolo vergine nuovo, resetta questo contatore. Ed è una pratica molto criticata, ma legale.

00:10:53,932 [Vittorio]

No, ma infatti, pensandoci, un anno fa ho aiutato un’amica a capire un po’ come aveva gestito i soldi del suo consulente bancario. Ora, chiaramente, lascia immaginare, era un disastro. A un certo punto, mi so, mi ha dato tutti i fogli con i trade che erano stati fatti e io non capivo. C’erano un botto di trade, nel senso proprio, ma robe assurde, cioè vendita ricompra, vendita ricompra e ricomprava spesso un prodotto generalmente uguale. E poi ho capito il motivo, cioè sostanzialmente appena andava sotto un fondo, lui lo vendeva. Quando andava sotto di uno, due percento, lo vendeva. Un po’, si vede perché non riusciva a rispettare questi bonus, quindi ricominciava da zero.

00:11:32,412 [Vittorio]

e un po’ pure perché secondo me c’aveva paura che sulla cliente andava a vedere, vedeva un rosso, si spaventava e gli toglieva tutto, cosa che comunque è successa, anche se dopo un paio d’anni.

00:11:42,152 [Nicola]

E ora passiamo a parlare di quelle commissioni che Boman chiamerebbe a sandwich. Si tratta di una commissione di investimento venduta a pacchetto, che aggiunge una tipica commissione di consulenza, diciamo dell’uno per cento, sopra le spese del fondo. Spesso si tratta di gestioni patrimoniali statiche, che richiedono poca energia per essere mantenute. Insomma, una specie di money farm per boomers.

00:12:05,012 [Vittorio]

Ma è una cosa simile tipo le commissioni che prendono i consulenti bancari in Italia, cioè nel senso, anche se ricorda pure un po’ quella falsa gestionalità, cioè in genere prendono degli ETF e li ripacchettano, li vendono al cliente e sopra ci caricano i costi della, non so, della banca, ci costo del consulente e altre cose di tutti i tipi, che ne so, il fax per inviare, ehm, la raccomandata per inviare… Due euro ogni… con dei costi mostruosi. E questo porta generalmente a spese magari che potevano essere in portafoglio 0,30 a 1,5. Però non so se è la stessa cosa.

00:12:38,672 [Nicola]

No, no, la gestione patrimoniale sì, se, cioè, in quei tipi di gestione patrimoniale è proprio definita. Ah, okay. Forse addirittura anche legalmente. Ah, okay.

00:12:48,142 [Vittorio]

Comunque su sta cosa, mi è venuto un altro aneddoto visto che ste cose bancarie sono tipo le ciliegine così, anche se sto con le mance. Praticamente qualche settimana fa mio padre mi ha mandato… mi ha chiamato e mi ha detto senti c’è questa mia amica che vorrebbe investire. Chiaramente è andata in banca, gli hanno proposto questi fondi. Se te li mando, mi mi dici come ti sembrano? Quindi io sono andato a vedere questa proposta della sua banca, non dirò il nome dell’emittente perché dovrebbe vergognarsi. Comunque erano sostanzialmente dei fondi all world, cioè seguivano un Fuce all world, diciamo.

00:13:21,362 [Vittorio]

I costi erano fino al 3% di commissioni d’ingresso, fino all’1% di commissioni di uscita. 2,69% di costi di gestione annuale, 0,9% di costi di transazione. Poi, sempre secondo questo prospetto, in caso di uscita dopo un anno, il terzo sarebbe del 6,8% annuo, mentre in caso di uscita dopo 5 anni del 3,8% ogni anno. Che praticamente è il rendimento dei bond dell’Unione Europea che io ho comprato qualche mese fa.

00:13:49,482 [Vittorio]

Secondo me poi nella massima simpatia perché a sto punto se tu trovi una persona che accetta una roba del genere dici, “vabbè, fatto trenta, famo trentuno”. Ci metti il costo del canone del broker interno alla banca, ci metti qualche costo di transazione, poi un bello spreadino quando vai a compravendita del fondo, magari sono pure in dollari e quindi ti prendi pure lo spread del cambio valuta. Vabbè, io… Che ti vedevi?

00:14:15,972 [Vittorio]

Poi, un’altra cosa, secondo me, una di quelle cose tossiche, so tipo chi fa le scalette di Bond, perché dice, sulle scalette di Bond, io non non pago il TER annualmente, cosa che invece pago su un ETF governativo, che sarà poi tipo 0,10% annuo e quindi mi risparmio quella cosa. Per altro, cioè paghi le commissioni di più perché stanno su un altro mercato su tutti i broker. E poi ti perdi là quella piccola cosa che è la duration, che praticamente è uguale alla scaletta di Bond e il giorno dopo già è sballata.

00:14:45,202 [Nicola]

Vabbè, però vuoi mettere la gioia di cercarti buoni.

00:14:48,662 [Vittorio]

Eh sì, è stupendo. Poi con quei siti moderni, cioè ci stanno online per fare ricerche.

00:14:52,922 [Alain]

Stavo proprio pensando a quella cosa.

00:14:54,872 [Vittorio]

Che comunque Santo Uomo quello che l’ha inventato, però, capisci che di botto si è catapultato nel ’93.

00:15:01,032 [Alain]

Persino gli Az laterali, quelli di Google, sono… Sono di notte tre. Lo vuoi un Walkman?

00:15:08,132 [Alain]

Comunque per i nostri nuovi amici, perché sicuramente avremo dei nuovi ascoltatori, definiamo anche un po’ la scaletta di bond, anche detta bond ladder, che è una strategia in cui si comprano obbligazioni singole con scadenze diverse, ad esempio una ogni anno. Mentre la duration, che nominava Vittorio, è la sensibilità del prezzo dell’obbligazione ai tassi di interesse. Quindi più è lunga la duration, più il prezzo oscilla quando i tassi cambiano. Il punto di Vittorio è che risparmiare lo 0,1% di terzo dell’ETF, ma costruirsi manualmente la scaletta, spesso finisce a costare di più in commissioni, perché paghi la compravendita e poi ti lascia con un profilo di rischio meno controllabile.

00:15:47,912 [Alain]

Sulle obbligazioni abbiamo comunque fatto due puntatone in cui affrontiamo più o meno tutto, incluso la questione bond singoli contro scaletta, contro gli ETF obbligazionari. Ascoltatelo e suggeriscila alla nonna che altrimenti vi regala quei cazzo di bolli delle Poste che non serve nemmeno.

00:16:03,152 [Nicola]

quindi, ecco però, visto che noi siamo dei caga cazzo, cioè, la realtà è così. Le cose non sono mai bianche o nere. Quindi oggi parleremo di quando la regola delle commissioni non funziona, o meglio i casi in cui non è così rilevante. Prenderemo l’utente tipico di Italia Personal Finance e vi porteremo a fare un giro nella complessità del mondo usando i suoi occhiali o il suo cervello. Il primo errore fondamentale è quello di confrontare il livello delle fee per prodotti fondamentalmente diversi.

00:16:33,992 [Nicola]

Prenderei i Treasury point che pagate per un fondo azionario diversificato e paragonarlo ai costi di un fondo che vi dà accesso al litigation finance, ovvero fornire capitali per finanziare le cause legali, è stupido.

00:16:47,502 [Vittorio]

Allora, visto che abbiamo il cercherello di uno di Tarea Personal Finance e visto che a Nicola piace usare questa volgare terminologia ben poco autarchica, vi spiego cosa vuol dire basis point, cioè punti base. Un basis point uguale 0,01%. Quindi tre basis point uguale 0,03%.

00:17:05,442 [Vittorio]

Invece

00:17:06,422 [Alain]

Le moltiplicazioni

00:17:07,762 [Vittorio]

è vero, hai visto?

00:17:09,882 [Vittorio]

Metteremo un test nei commenti, cosa di cui ci scorderemo tra qualche settimana, quindi non succederà mai. Invece, la litigation finance è un settore in cui fondi specializzati finanziano cause legali in cambio di una parte dell’eventuale risarcimento. È un mercato del tutto indipendente dall’andamento delle borse.

00:17:26,052 [Nicola]

Ah, sai, come bonus posso anche spiegare la differenza tra Bips e Pips.

00:17:30,982 [Vittorio]

Oddio, dai.

00:17:32,922 [Nicola]

Não, não é isso.

00:17:34,882 [Alain]

Esatto, sempre così, Nicola.

00:17:37,572 [Alain]

Prima ti solletichi e poi… E di quelle che te la fanno non usare comunque. Comunque la questione è un po’ come paragonare il costo dei freni della macchina con quello del tergicristalli. Cioè i tergicristalli costano sicuramente meno, ma se comprate una macchina con il doppio dei tergicristalli, ma senza freni, dubito che vi ritroverete ad avere risparmiato dopo il primo giretto. Morale: pagano le commissioni alte pur di prendere le pastiglie dei freni.

00:18:03,292 [Vittorio]

Lo sai che sto pensando alla tua Y10 a 110 in autostrada a questo punto? Pensa cosa poteva fare con

00:18:08,362 [Alain]

non ci arrivava a centodieci. Ma che dici? Non è mai successo. No, a centocinque proprio si tremava tutta.

00:18:14,542 [Vittorio]

che mia madre ce l’aveva, ci andava a 150 su una strada in cui non era comandabile con la macchina di oggi andarci.

00:18:20,232 [Alain]

dipendeva dalla cilindrata

00:18:22,272 [Vittorio]

Vabbè

00:18:23,102 [Alain]

C’avevo proprio quella scarpa 850.

00:18:25,702 [Vittorio]

No, lei tipo la 1100, cioè, però persino iniezione che negli anni 90 eri ricco se c’avevi, però, non c’hai ancora il carburatore.

00:18:31,952 [Nicola]

Alain aveva quella coi sandali.

00:18:34,242 [Vittorio]

Al posto delle gonne.

00:18:35,502 [Alain]

Guarda che, guarda che, siamo lì.

00:18:39,152 [Vittorio]

Vabbè, abbiamo fatto innumerevoli puntate a parlare dei benefici della diversificazione. Il valore di un prodotto che si muove in maniera non correlata rispetto alle altre cose che avete in portafoglio è molto grande. Certo, non è infinito. Le fee abbassano il beneficio della diversificazione e fee troppo alte possono anche azzerarlo. Ma il modo per trovare questo punto di rottura non è paragonare le fee del prodotto con quelle dell’ETF più competitivo che avete trovato su JustETF. Sono due cose differenti.

00:19:03,922 [Nicola]

parte, se non tutti di quei costi, possono essere giustificati dal fatto che chi crea quel prodotto ha molte più frizioni rispetto a Vanguard quando mette in piedi VWC. Se torniamo all’esempio della Litigation Finance, ci vogliono esperti che cercano le cause, parlano con gli attori coinvolti, mettono in piedi un deal alla volta. Tutta roba che oggi non è che può essere fatta con due click. Insomma, ci sono dei costi reali più alti da sostenere. Quello che avete in cambio sono dei ritorni del tutto scorrelati da quelli del mercato. Finché la fee è tutta, non si mangia tutti i ritorni attesi, un senso questa cosa ce l’ha.

00:19:42,052 [Vittorio]

Un altro esempio forse più facile è quello sui fondi che investono in obbligazioni legate alle catastrofi naturali, o cat bonds.

00:19:49,172 [Alain]

No, no, aspetta, quelli sono i bon sui gatti.

00:19:51,172 [Vittorio]

Ecco, lo sapevo.

00:19:52,342 [Alain]

Diceva anche il tasso, you don’t say cut until you have the duck. Ve lo ricordate? Nel Wolfman si sentiva questa cosa.

00:20:00,102 [Vittorio]

La cosa incredibile è che non è una tazza in cui ti possiamo dire versato dell’alcol, è proprio forse se è così, o forse è la Maltese. Ah, c’è l’oro!

00:20:08,652 [Alain]

Era fuori controllo. Eh, scusa.

00:20:11,282 [Vittorio]

Scusate, tornando a tutto, scusa, a posto così. Detto ciò, questi fondi hanno tipicamente costi superiori all’1% e quindi diventano un no no per chiunque abbia quei tre basis point di cui parlavamo all’inizio in testa. Eppure è facile dimostrare come il beneficio della diversificazione compensi più che proporzionalmente quei costi.

00:20:29,272 [Nicola]

L’accesso ad un nuovo mercato dovrebbe darvi l’esposizione a un nuovo beta o risk factor, chiamatelo come volete. Il beneficio di poter aggiungere questo nuovo prodotto al vostro portafoglio non dipende solo dalle caratteristiche del prodotto in sé, ma anche dal suo comportamento con gli altri elementi che avete già nel portafoglio.

00:20:49,292 [Alain]

Beta in questo contesto non è il beta classico che misura la volatilità rispetto al mercato azionario. Qui si intende un risk factor, una fonte di rendimento alternativa e indipendente. Ad esempio, il rischio catastrofi naturali non ha nulla a che fare con l’andamento delle borse. Un terremoto non fa crollare l’S&P 500. E viceversa, no, se crolla l’S&P 500, ma ci sono dei terremoti che…

00:21:11,732 [Alain]

Forse se c’è un terremoto molto molto molto molto forte potrebbe crollare l’S&P 500, però.

00:21:17,752 [Nicola]

Come nel caso delle azioni, per ottenere questo beta, avete bisogno di esporsi ad un numero di contratti, trade, deals, che sia sufficientemente ampio da eliminare il rischio idiosincratico di ciascun elemento. Nel caso delle catastrofi naturali, non volete avere un unico bond che va a zero se un uragano distrugge Miami, ma nessun rischio se c’è un terremoto in Emilia Romagna. Volete un mix delle due cose.

00:21:42,712 [Alain]

Vi ricordo che il rischio idiosincratico è il rischio specifico di un singolo investimento, che può essere eliminato diversificando. Esempio, se avete un solo cat bond legato agli uragani in Florida, un singolo uragano, piazza. Ma se ne avete 50 su catastrofi diverse in tutto il mondo, il rischio di un singolo evento viene diluito. Anche qui abbiamo fatto una puntata sulla diversificazione, ascoltatela, tanto c’è traffico dove è stato discusso.

00:22:08,522 [Nicola]

ottenere un mix sufficientemente ampio ha dei costi, incluso quello commerciale di creare lo strumento finanziario. Le società di gestione non sono delle no profit che hanno come obiettivo quello di rendere il tuo portafoglio più resiliente possibile. Vogliono fare soldi. Lanciare un prodotto nuovo porta sempre il rischio che il prodotto non venda, quindi la fee del prodotto ingloba anche questo rischio. E la società di gestione è ben conscia del legame tra fee e appetibilità del prodotto. Deve essere alta abbastanza da giustificare il rischio d’impresa, ma non così alta da scoraggiare tutti i potenziali acquirenti.

00:22:45,292 [Vittorio]

Ovviamente, se voi avete bisogno di prodotti finanziari, diciamo, semplici, come un ETF all’ordine del giorno, quelli che seguono indici giganti come lo Stoxx, andare a pagare una fee maggiore della media è da dementi. Se però cercate qualcosa di più complesso, o diciamo, anche esotico, perché è qualcosa di nuovo oppure perché rientra in un vostro tipo di strategia che comunque è fatto con un criterio e non a cazzo di cane, il ter più alto è il costo dell’esclusività di quel prodotto. In molti casi quel costo è inutile nel senso che magari quel prodotto finanziario non vi serve, tipo un fondazionario sui paesi di frontiera. In altri casi però, è la giusta remunerazione per il lavoro unico che fanno quei gestori.

00:23:20,592 [Nicola]

Quindi, oltre ai già citati bond sulle catastrofi naturali e litigation finance, ci sono altri comparti che sono grandi e liquidi abbastanza da poter offrire un risk factor alternativo. Quali sono? Ad esempio i life settlements, il rischio di mortalità incluso nelle polizze vita. Sono polizze di pensione anziane, ma anche no, che vengono rivendute agli investitori. L’investitore paga i premi rimanenti e incassa il capitale alla morte dell’assicurato. Il rendimento quindi dipende dalla longevità dell’assicurato e non dai mercati finanziari. Poi ci sono le royalties, che sono pagamenti periodici legati all’uso di un bene.

00:24:00,512 [Nicola]

e ci sono innumerevoli settori che si basano sulle royalties, la musica, l’industria farmaceutica, l’industria delle risorse naturali. Si possono acquistare o creare dei finanziamenti il cui pagamento è coperto dal flusso delle royalties. E qua incontriamo David Bowie. David Bowie è stato il primo ad aver emesso un Bowie Bond, che era appunto legato alle royalties delle sue canzoni.

00:24:25,652 [Alain]

Chissà che cazzo si è comprato col Bawi boy.

00:24:28,242 [Vittorio]

Ma per altro, ora pensandoci, il live settlement è la nuda proprietà praticamente. È una cosa simile?

00:24:34,212 [Nicola]

della vita delle persone

00:24:35,912 [Vittorio]

Eh sì, beh, vabbè. Non è che qua a casa stiamo all’avvicino in Italia praticamente.

00:24:40,162 [Nicola]

Poi c’è la trade finance, anche chiamata supply chain finance. Sono sostanzialmente dei finanziamenti a brevissimo termine, tipo 90 giorni, che aiutano i fornitori ad essere pagati prima. E da ultimo abbiamo l’agricultural lending o il timberland. Stesso concetto di fondo di prima, ma cambia solo il collaterale.

00:24:58,702 [Vittorio]

nulla vieta che un gestore un giorno decida di creare un prodotto finanziario che si basa, boh, così ad esempio, sulla trade finance nel quale quello specifico gestore decide di scegliere attivamente quali contratti inserire e quali no. In questo caso non parliamo più ovviamente di beta, ma anche di alpha. La linea di demarcazione tra i due non è netta però. Leggendo i prodotti informativi di ogni prodotto, dovrebbe essere chiaro se il gestore sta cercando di offrire esposizioni più di tipo beta o di tipo alpha. E questo ha chiaramente anche un impatto in termini di costi.

00:25:26,692 [Alain]

Ricapitolando. Beta è il rendimento che ottieni semplicemente esponendoti a un mercato o a un certo tipo di rischio, senza bisogno di abilità particolare. Alfa è il rendimento in più che un gestore ottiene grazie alla sua abilità, al di sopra quindi di quello del mercato che che il mercato offre a tutti. Il beta costa poco perché è replicabile. L’alfa costa molto perché è raro.

00:25:50,012 [Vittorio]

In sostanza, l’alfa deriva da qualcuno che possiede una conoscenza, un’informazione o un’esperienza particolarmente specifica all’interno di un segmento di mercato solitamente abbastanza ristretto. Facciamo un esempio volutamente molto specifico. Qualcuno che ha lavorato per 20 anni nei mercati dell’energia elettrica. L’elettricità è un mercato con una struttura di prezzi che dipende molto dal contesto in cui ci si trova, con un numero molto ridotto di attori chiave ed è principalmente guidato dai cambiamenti normativi a livello nazionale. Quindi avere una conoscenza molto specializzata di quel settore, acquisita lavorando e maturando esperienza al suo interno, ti conferisce un vero vantaggio competitivo.

00:26:24,032 [Nicola]

Esistono parecchi mercati inefficienti dove alcuni attori possono avere un vantaggio informativo genuino. E facciamo alcuni esempi. Le azioni dei mercati di frontiera, Vietnam, Nigeria, Kazakistan. In questi mercati azionari che sono molto meno sviluppati rispetto addirittura anche ai mercati emergenti, no, alla Cina e al Brasile, sono molto meno liquidi, praticamente nessuno analista li copre e sono anche più difficili da raggiungere per un investitore occidentale. Poi abbiamo il private credit, sempre in questi mercati emergenti o di frontiera, e il debito distressed, che è

00:27:01,572 [Nicola]

richiede una profonda competenza legale e anche capire come possano essere ristrutturati questi debiti. Infatti il debito distress è il debito di aziende in forte difficoltà finanziaria o che sono già in fase di ristrutturazione. Comprarla a sconto e guadagnare dalla ristrutturazione richiede competenze legali molto specifiche.

00:27:22,692 [Alain]

Ora vi starete chiedendo, da bravi seguaci diffidenti di Too Big to Fail, ma perché questa persona che ho davanti, questo gestore, sta offrendo questa opportunità proprio a me? Ok, non ve lo stavate chiedendo, ma avreste dovuto trovare l’opportunità è un conto, sfruttarla è tutt’altro. Cioè gli esempi che abbiamo elencato richiedono un certo capitale di ingresso per partecipare. Il patrimonio minimo per costruire un portafoglio di debito distressed è di milioni di euro. Non esistono tagli da mille euro. In più, vi serve un team di esperti per selezionare i deal.

00:27:57,672 [Nicola]

La necessità di raggiungere una massa critica di capitale è il motivo per cui in determinate situazioni questi gestori decidono di creare un veicolo di investimento aperto. A quel punto la fee diventa un elemento che dipende da diversi fattori. L’opportunità non deve avere tassi di ritorno troppo alti, perché altrimenti il gestore guadagna talmente tanto in fretta che poco dopo non avrà più bisogno del vostro capitale. E dipende anche dalla dimensione del mercato. Più è grande, più è conveniente per il gestore ingrandire il fondo, piuttosto che tentare di tenersi questa opportunità per sé.

00:28:32,902 [Nicola]

E infine c’è la volatilità dell’opportunità, perché pure i gestori amano la diversificazione, c’è un limite all’ammontare della loro ricchezza che sono pronti a scommettere su un’unica strategia.

00:28:44,222 [Alain]

Questo spiega perché i gestori che hanno trovato un’opportunità redditizia non se la tengono semplicemente per sé. In sintesi: uno, serve tanto capitale per sfruttarla appieno; due, il mercato potrebbe essere abbastanza grande da giustificare più investitori; e numero tre, il gestore stesso preferisce diversificare il proprio rischio personale. In cambio, vi fa pagare una fee.

00:29:05,412 [Alain]

Qu’est-ce qu’il faut donc faire ?

00:29:06,392 [Vittorio]

Ci sono anche opportunità che sono un po’ una via di mezzo tra Alpha e Beta e molto spesso finiscono per fare male tutte e due le cose. La fee alta vi dà l’accesso a quell’opportunità, ma il gestore non riesce a costruire un portafoglio grande abbastanza da darvi un vero Beta. Quindi il vostro risultato dipende semplicemente dal poter raggiungere un ritorno diversificato. Ma lui vi dirà che è tutta capacità nel selezionare deal. Il gestore vende il prodotto come Alpha, cioè come abilità nella selezione, quando in realtà il valore del prodotto sta nel Beta, cioè nell’accesso a un mercato diverso. Ma il portafoglio non è abbastanza grande da darvi un vero Beta diversificato. Quindi il vostro rendimento dipende molto da pochi investimenti specifici.

00:29:42,612 [Nicola]

Ed ecco alcuni esempi: farmland e infrastrutture, che hanno alti costi di transazione, lunghi periodi lock-up durante il quale non potete ritirare i vostri soldi dal fondo, ma che in realtà offrono una reale diversificazione. Poi abbiamo i secondaries nel private equity, no? Anziché comprare le quote dei fondi quando li lanciano, qualcuno che magari aveva comprato prima e vuole uscire prima che rimborsino il fondo e quindi voi potete comprare le quote da loro, sperando di averle a sconto. Però sono partecipazioni molto illiquide e poi dovete avere le relazioni per per trovarli questi deal.

00:30:21,032 [Nicola]

E poi andando ancora più nello specifico ci sono quei co-investimenti in operazioni private, quelli che di solito vengono chiamati club deals, che sono una forma ancora più liquida dei fondi di private equity. E ancora l’accesso qui dipende dalle relazioni che avete.  L’altro elefante nella stanza di cui parlare sono i cosiddetti pod shops, anche conosciuti come hedge funds multistrategy, da quelli meno invasati di me.

00:30:45,962 [Alain]

Sono edge fans che fanno quello che vorremmo fare noi.

00:30:49,062 [Nicola]

Alle feste coi nani e le mignotte.

00:30:50,922 [Alain]

sì, okay, anche quello. Ma intendo coi nani, amore, no? Lo so che mi ascolti. Sai che ho i kink dei nani?

00:30:58,742 [Vittorio]

Che cosa orribile.

00:31:00,152 [Alain]

Comunque, parlavamo di questi Edge Funds che mettono insieme un sacco di strategie diverse per ottenere dei ritorni molto alti e molto poco volatili. Solo che anziché comprare gli ETF come noi pezzenti, loro, i gestori, se li mettono in casa. Cioè i pod shops, da pod come cellula, team, sono mega Edge Fund come Citadel Millennium o Point72, che al loro interno hanno decine di team indipendenti, ognuno con la propria strategia. Ogni team ha un budget e dei limiti di rischio rigidi, quindi se perde troppo viene chiuso.

00:31:36,872 [Alain]

È un modello che attira i migliori talenti perché offre capitale immediato senza le scocciature di aprire un proprio fondo. E tra l’altro, hanno nomi degni di Alfred Hitchcock.

00:31:48,302 [Vittorio]

Quello che succede è che gestori che una volta avrebbero aperto un loro fondo per sfruttare le loro capacità, ora preferiscono andare da un pod shop che gli dà tutto il capitale che vogliono subito e senza rotture di coglioni di compliance e mazzi vari. Per fortuna, non tutte le strategie sono appetibili per questi fondi. In pratica, non hanno molta pazienza per perdite prolungate e per prolungate intendiamo mesi. Quindi le categorie di cui abbiamo parlato prima dovrebbero sopravvivere. Alla fine della fiera sta sempre a voi trovare il manager giusto. Ma è importante capire perché queste strategie ed opportunità potrebbero esistere anche per voi.

00:32:21,752 [Nicola]

Giusto per completezza, vi dico alcune strategie che ormai sono state assorbite dai post-shops. Il trading di azioni micro-cap, che sono di solito poco coperte dagli analisti e il lavoro di ricerca fa ancora la differenza. Il volatility arbitraggio o dispersion trading, che sono strategie che richiedono un’infrastruttura sofisticata per i derivati. Il credito strutturato, l’equity dei CLO e gli ABS, che come per i distressed debt richiedono un’analisi profonda della struttura legale di ogni strumento e la modellizzazione dei cash flow. Soprattutto quando le cose vanno male.

00:32:57,752 [Nicola]

E da ultimo abbiamo le strategie sui carbon credits, che sono ancora nascenti, con prezzi poco trasparenti, ma ormai abbastanza liquidi.

00:33:06,562 [Alain]

Il fatto che queste strategie siano state assorbite dai pod shop significa che i migliori gestori in questi campi ora lavorano per questi mega hedge fund invece che gestire fondi accessibili al pubblico. Per l’investitore retail queste opportunità di alpha si sono ridotte o sono addirittura chiuse.

00:33:24,442 [Vittorio]

OK, ma quindi ci sono alcuni aspetti fondamentali di questa storia. Le società di gestione sono entità che vogliono fare profitti come il resto delle società che non operano nella finanza. Le provano tutte pur di guadagnare di più, come ad esempio giustificare le commissioni alte a fronte di una grande complessità, quando spesso e volentieri non esiste. Possono usare le stesse tecniche della moda, associare un costo alto, in questo caso in termini di commissioni, ad una qualità più alta oppure ad un senso di esclusività. Come nel caso della moda, spesso si tratta di cazzate.

00:33:55,352 [Nicola]

La buona notizia è che, come negli altri settori dell’economia, anche qui la competizione è la migliore ricetta per ridurre i costi. A volte la competizione è ostacolata proprio da quelli che dovrebbero lavorare per voi. Il motivo per cui i fondi di Vanguard costano di più in Europa che negli Stati Uniti è perché non vi lasciano comprare gli ETF americani. E non ve lo lasciano fare semplicemente perché i gestori europei non vogliono perdere il lavoro o competere per perderlo. Non c’è nessun altro motivo.

00:34:24,842 [Vittorio]

Prendiamo l’esempio che ci ha spinto a scrivere questo episodio, ovvero la continua, senza tregua sequenza di commenti sui costi troppo alti di DBMF. Non prendiamo alcuna commissione da loro, purtroppo. Ne parliamo semplicemente perché è l’esempio più eclatante che possiamo fare.

00:34:40,862 [Alain]

Le fee di TB MF potrebbero essere più basse, certamente. Ma visto che sono gli unici, almeno tra gli ETF, ad offrire una certa strategia, possono decidere le commissioni come vogliono. Come non smettete mai di farci notare, la competizione di altri prodotti, anche se diversi, c’è sempre. Quindi devono fissare la commissione ad un livello che gli garantisca un profitto adeguato, ma che non scoraggi tutti i potenziali compratori. E probabilmente non così alta che un domani un competitor arrivi sul mercato alla metà dei loro costi e se ne ancora profittevole.

00:35:11,492 [Nicola]

Ma nel vostro caso, cioè di voi che comprate, il ragionamento da fare non è complesso. Questo strumento, ai costi di oggi, offre un vantaggio ad averlo in portafoglio rispetto al contrario? Se la risposta è no, potete continuare a guardare Parma Cagliari. Se la risposta è sì, i costi non sono più rilevanti. Al massimo, pensateci bene la prossima volta che andate a votare. Scegliete un candidato che sia favorevole alla concorrenza e vedrete che anche il costo dei vostri prodotti finanziari scenderà.

00:35:41,842 [Alain]

Posta del cuore ci potete scrivere sul forum che c’è sul nostro sito funciona Sí, funciona. No, funciona bien. Bene, bene, bene.

00:35:50,922 [Vittorio]

Ho aggiornato i plugin l’altro giorno.

00:35:52,772 [Alain]

Okay, i plugin sono stati aggiornati, mi dicono dalla regia e quindi potete scrivere sul forum sul sito. Oppure potete rispondere alla newsletter e questa ve lo dico io, non funziona. No, dai, scherzavo. Funziona, funziona.

00:36:06,722 [Vittorio]

Tranne a te Giovanni, mi dispiace.

00:36:08,542 [Alain]

perché è vero, Giovanni, siamo molto dispiaciuti. Ci abbiamo provato. Però vabbè, prendi l’indirizzo di nonna e boh, scrivi a lei che a che te ne frega. Poi, tanto, dai, sai sai come funziona. Poi la prossima volta che ti chiedi di sistemargli lo screen saver lì del telefonino di merda, tac, e gli cacci dentro la newsletter di TubikTubai così impara.

00:36:27,052 [Nicola]

Sennò ci sono tanti utenti del subreddit che ti possono dire come creare un sacco di mail nuove, perché ogni volta che si riscrivono. Ah, certo. Poiché li abbiamo bannati.

00:36:37,242 [Alain]

Ne abbiamo uno, la prossima volta vi mettiamo in contatto. A proposito, potete scriverci anche su Subreddit. Lettera di Michele. È arrivato il momento di ribilanciare il portafoglio, togliendo un po’ dall’azionario per spostarlo sul Bond Inflation Index e sul caro vecchio oro. Questo vuol dire vendita e riacquisto o c’è un modo più efficiente per farlo senza dover sopportare i costi per la doppia operazione e la tassazione sul ricavato alla vendita? Grazie mille e complimenti per il podcast, che proporrei di ribilanciare aumentando leggermente la parte di caffè.

00:37:12,122 [Alain]

Choose Io posso essere d’accordo sul ribilanciamento, eh.

00:37:16,542 [Vittorio]

Posso dire che una puntata sul rebalancamento ci starebbe. Non so quanto dura, però potrebbe essere interessante. La risposta che do io è che dipende in realtà, secondo me, dal capitale che hai e da quanto ci puoi mettere, che hai, non so, liquido o, cioè, che ne so, se sei in PAC, se c’hai dei premi che ti danno. Io ti direi in linea indicativa che se hai investito 40k, quindi una cifra piccola, puoi ribilanciare mettendoci un po’ di pazienza, caricando solo su prodotti che ti serve, diciamo, reinserire o pareggiare nelle percentuali, e magari mettendoci un premio produzione, se hai fatto degli straordinari, se ti arriva un regalo, eccetera.

00:37:52,122 [Vittorio]

Se invece hai cifre più consistenti, l’unica cosa che puoi fare secondo me è vendere e ricomprare la parte che ti serve. Non mi sembra ci siano tante alternative, a meno che anche là c’hai un volume tale di entrate che puoi ribilanciare, però è un po’ complicato, cioè hai voglia a ribilanciare a 30, 40 k così in un mese su portafogli grossi, no?

00:38:10,892 [Nicola]

A me viene a fare il nano alle nostre case.

00:38:13,222 [Alain]

Incroyable.

00:38:15,822 [Alain]

Eh, io l’unica cosa che dico è che mi ha ricordato che devo ribilanciare. Ah, vabbè, domani, domani. Domani. Però se il mercato è chiuso, che me frega?

00:38:23,532 [Nicola]

Insomma, il ribilanciamento è sempre un esercizio di risk management, quindi dovresti essere contento di pagare quelle tasse. Perché l’unica alternativa è che poi ti ritrovi con troppo rischio, no? Cioè avevi scelto quel portafoglio, vuoi tornare a quel livello di rischio. Se invece te ne tieni troppo e dopo arriva uno sciacquone sull’azionario, eh sì, a quel punto lì hai zero tasse da pagare, no? Perché hai perso tutto quello che avevi guadagnato prima. Quindi l’unico modo per, secondo me, per ridurre l’esborso fiscale è che non devi esagerare però con questa frequenza del ribilanciamento. Lo fai magari una volta all’anno o segui delle bande di ribilanciamento.

00:39:01,342 [Nicola]

così puoi anche lasciare un attimino che i vari elementi del portafoglio seguono i loro trend. Quindi siamo alle caccia ai bubbole? Mi date del grilletto?

00:39:12,422 [Vittorio]

Faccio paura quasi a questo punto.

00:39:14,502 [Nicola]

Una roba molto veloce, perché a parte il fatto che sono quattro giorni che c’ho un mal di schiena fottuto e quindi per prevenire il fatto che questo mal di schiena, perché sono vecchio, ho iniziato a fare pilates tra le altre cose. Però prima, quando facevo pilates, a me venivano in mente quei video su Instagram di Gianni Santetto Cupo, che anche lui si allena così. Mentre adesso, ogni volta che lo faccio, io vedo sol faccione di Matteo Leonardonna che mi guarda proprio con profonda disapprovazione. Però, insomma, come ho detto, io sono vecchio e voglio essere in grado di sollevare i miei nipoti, no?

00:39:53,162 [Nicola]

di fare lo squat per tirare su, per cui la speranza

00:39:56,932 [Vittorio]

Ma domanda è contrattura o così, cioè hai capito cosa è il motivo del tuo mal di schiena?

00:40:04,122 [Nicola]

è partito muscolare, poi penso che ci sia un disco della colonna vertebrale di mezzo.

00:40:11,212 [Vittorio]

Forse ti stavo dando mail e non dartelo forse.

00:40:15,012 [Nicola]

Eh, cioè proprio un mix di robe. Comunque, io non mi ricordo più se avevo già consigliato il libro di Trevor Noah, Born a Crime, o se non l’avevo consigliato, leggetevelo. Però il consiglio di questa settimana è lo speciale che ha fatto su Netflix, che si chiama Join the Trenches. Ora, l’unica cosa che io vi dico è che non dovete guardarlo in italiano, perché una roba che fa lui sono le voci, le imitazioni. Per cui se lo guardate in italiano, poi tutta quella parte lì ve la prendete, ve la perdete.

00:40:48,212 [Nicola]

Cioè, secondo me è uno dei dei migliori perché riesce nello stesso momento a farti ridere e a farti pensare. Quindi niente, guardatelo.

00:40:57,482 [Vittorio]

Io invece, sempre grazie ai consigli random che ormai mi arrivano da YouTube e anche alla mia distensione nel vedere cose troppo lunghe, ho scoperto il canale di un ragazzo che si chiama Matt Spears. In realtà ho visto solo questo video, perché, vabbè. Però è la classica cosa che, la vedi e capisci perché un tempo gli americani erano considerati fichi. Cioè, questo abita in una di quelle zone sperdute americane in mezzo alla natura e vicino casa ha questa vecchia ferrovia che probabilmente è abbandonata dagli anni dieci.

00:41:28,582 [Vittorio]

Però è in ottimo stato, cioè le rotaie sono a posto, c’è questo ponte gigante su un fiume fatto con le travi di legno, cioè proprio tipo immagini di c’era una volta il West praticamente, una cosa del genere. E lui si dilettà nel fare galleria, nel inventare cose, eccetera eccetera. Quindi, cosa fa un americano che sa usare gli attrezzi e ha una ferrovia perfettamente funzionante, ma non utilizzata da nessuno vicino casa?

00:41:53,222 [Vittorio]

si costruisce una sorta di mini macchina a treno elettrico che va su queste cazzo di rotaie, ripulisce la… cioè scende da tutte le volte che c’è un ramo lo taglia e va avanti così per chilometri e chilometri e si passa le nottate in mezzo alla ferrovia. Cioè è una gran figata.

00:42:10,992 [Vittorio]

A Lena ti piacerebbe molto.

00:42:12,192 [Nicola]

carro costruito con quel robot che ride cartoni animati come facevano Eh, quello a mano con i due che fanno su e giù.

00:42:20,932 [Vittorio]

No, ma lui si è fatto, cioè la prima volta ha fatto solo il viaggio di andata e ritorno. Si è fatto a parte si è fatto le ruote con, vabbè, pure quello è divertente, pure quello è bello. Ma poi si è fatto anche il camper sopra, con una qualità igienica che lasciamo perdere, cioè tipo la motosega sopra il letto. Vabbè, lasciamo perdere. Però comunque…

00:42:38,682 [Alain]

campeggio col treno potrebbe essere… Aspetta, campeggio, treno. Hm, vedo che anche tu stai usando l’account del podcast, eh, per preparare altri video. L’algoritmo sta facendo il merge.

00:42:51,072 [Vittorio]

Zize Madonna, che roba orribile.

00:42:53,792 [Nicola]

Vittorio stava cercando pimp my train.

00:42:58,452 [Vittorio]

Sì, è vero, suita, l’ho messo sotto il letto là nel barrigo. A parte, io ho scoperto i trick per, cioè il sedile dei passeggeri in alcune classi, tu c’hai un bottoncino nascosto che premi e guadagni cinque centimetri di spazio. Io sono arrivato a questo punto nella vita.

00:43:13,742 [Nicola]

Conosci il tuo ciccio Salvini?

00:43:15,892 [Vittorio]

tu spremiti un bottoncino e praticamente tiri giù il, cioè lo lo distendi indietro, quindi puoi dormire più agevolmente. Hmm. Cosa che non faccio perché generalmente in treno monto il podcast. Okay, vita grama ragazzi.

00:43:28,452 [Alain]

Dai, io invece vi consiglio il canale di Mister Rip. L’ho scoperto da poco, ma l’ho sempre trovato davvero carino, lui è simpatico. Ha anche la cargo bike, che è la cosa più importante, quindi. Andate, dateli un occhio. Però, se lo conoscete già, che mi dicono che che tanta gente lo conosce.

00:43:50,052 [Alain]

Allora, vi racconto che alcuni di creatori di Kurzgesagt, che è un canale YouTube che spiega cose scientifiche e che ho già consigliato ai tempi, hanno creato un canale che spiega invece curiosità storiche. Sempre con lo stile cartonato e sempre molto interessante, molto chiaro. Si chiama Night Shift e si chiama così perché lo fanno nel tempo libero al momento, quindi stiparsi, si mettono lì di notte e fanno il secondo turno di di montaggio e di creazione di cartoni. E niente, molto carino. Che voglia. Che voglia veramente.

00:44:22,762 [Vittorio]

Molto interessante questa cosa.

00:44:24,782 [Alain]

però non l’abbiamo perso

00:44:25,912 [Vittorio]

Eh, queste storie sono finite in un loop, quindi consiglio a diciamo ai nostri amici di suggerire questo podcast che è sempre più bello, sempre più noto, che ormai ha sopra le 100 puntate, quindi ormai è chiaramente un successo. Potete anche fargli una donazione per avere, diciamo, il per vantarsi, posso dire, con gli amici di aver partecipato alla costruzione di un prodotto di successo, cosa che chiaramente, insomma, è unica nella vostra esistenza. Altrimenti potete cliccare sui nostri link, comprare le nostre magliette sempre per vantarsi di aver fatto parte di questo gruppo eccezionale e ciao ciao.

00:45:00,032 [Nicola]

Tschüss.

00:45:01,842 [Vittorio]

Tutti i temi trattati su Two Big Two Fail hanno solo uno scopo informativo e non di sostituzione a una consulenza finanziaria. Gli argomenti trattati non devono intendersi come consigli finanziari che suggeriscono la vendita o l’acquisto dei prodotti finanziari menzionati.