E se passassi i prossimi 10 anni con rendimenti nulli o negativi sui tuoi investimenti? Dopotutto è già successo per buona parte delle asset class. Oggi andiamo a vedere quando e come fare per non vivere anche noi una Lost Decade.
I consigli di oggi:
Nicola: Louis CK Ridiculous
Vittorio: Gruppo Facebook “Fotomontaggi amatoriali”
Alain: Canale YouTube di Raf Tama
🎺 LA PROMO
Non cambi fornitore luce e gas da una lost decade? Dai un occhio su Switcho che magari ti risparmi qualche centone senza far nulla.
Cose nominate (forse):
- Global Investment Returns Yearbook 2025
- Rational Reminder, episodio 166
- NBER, “The Rate of Return on Everything, 1870-2015”
- NBER, “Facts and Fantasies about Commodity Futures”
- NBER, “Facts and Fantasies about Commodity Futures Ten Years Later”
- Ben Carlson, “What’s the Investment Case For Gold?”
- Ben Carlson, “The Emerging Markets Performance Cycle”
- Visual Capitalist, “Visualizing the World’s Total Supply of Gold”
- Metalcharts, “Gold Price History 1970-2026”
- Schroders, “Downturns this deep can take a long time to recover from”
- Golden Ratio Portfolio (Portfolio Charts)
- Golden Butterfly Portfolio (Portfolio Charts)
- Weird Portfolio (Portfolio Charts)
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Grazie per la sigla: Bounce
TL;DR
- Tutti gli asset hanno i loro “decenni perduti”: Nessuno strumento finanziario, per quanto pubblicizzato come sicuro, è immune a lunghi periodi senza generare rendimenti reali.
- Azioni e i tempi di recupero: Le azioni hanno subito crolli famosi, ma i tempi per tornare in pari in termini reali sono stati lunghi. Ci sono voluti 15,5 anni dopo il 1929, oltre 10 anni dopo il crollo del 1973-1974, e ben 13 anni per recuperare dal crollo continuo (tra bolla dot-com e crisi finanziaria) del 2000-2013.
- La finta sicurezza delle obbligazioni: I bond governativi USA a lunga scadenza non sono stati il “porto sicuro” per eccellenza. Dal loro picco di valore nel 1940, le obbligazioni hanno perso il 67% del loro valore reale a causa dell’inflazione e hanno impiegato 51 anni (fino al 1991) per recuperare.
- Il rischio concentrazione negli immobili: Sebbene a livello aggregato il mercato immobiliare globale abbia buoni rendimenti e bassa volatilità (anche per la mancanza di quotazioni giornaliere che non vi fanno spaventare), a livello locale i crolli possono essere devastanti e durare decenni, come successo in Giappone nel 1991 o negli USA nel 2006.
- Materie prime e il trucco del rollover: Le commodity hanno mostrato ottimi rendimenti storici grazie a rinnovi contrattuali vantaggiosi (backwardation). Quando però, da metà anni 2000, i contratti sono passati strutturalmente in contango (dove il rinnovo è un costo mensile), le materie prime hanno vissuto un duro declino reale durato dal 2008 al 2020 circa.
- L’illusione dell’oro: Nonostante sia visto come l’hedge per l’inflazione, l’oro ha impiegato 44-45 anni per superare, in termini reali, il picco toccato nel 1980 (recuperato solo tra il 2024 e il 2025). Il suo rendimento reale tra il 1980 e il 2023 è stato praticamente pari a zero.
Lezioni principali da trarne:
- L’inflazione è il vero nemico invisibile: I crolli e i tempi di recupero non vanno mai guardati in termini nominali, ma in termini reali (al netto dell’inflazione). Anche se un grafico torna apparentemente sui valori di prima, l’aumento dei prezzi nel frattempo erode il potere d’acquisto dei risparmi.
- Le asset class si scambiano i momenti no: La chiave per sopravvivere ai decenni perduti è che le discese delle varie asset class tendono a non sovrapporsi nel tempo. Quando un asset crolla, un altro spesso funge da salvagente (ad esempio, le obbligazioni hanno salvato i portafogli azionari nel 2000, le commodity hanno aiutato quando i bond sono crollati nel 2022).
- L’importanza della diversificazione globale e multi-asset: Nessun asset è sicuro al 100% per il lungo termine preso singolarmente. Costruendo portafogli diversificati (come i modelli Golden Butterfly o Golden Ratio), il crollo massimo viene drasticamente ridotto e i tempi di recupero si comprimono da decenni a soli 4-5 anni. In sintesi, la diversificazione non elimina il decennio perduto, ma lo trasforma “da qualcosa che ti rovina la vita a qualcosa che ti rovina una vacanza”.
Transcript
00:00:03,003 [Vittorio]
In questa puntata di Too Big to Fail parliamo dei decenni perduti di tutte le asset class, di come gestire le obbligazioni indicizzate all’inflazione e scopriamo qualcosa di buono su Facebook.
00:00:14,383 [Nicola]
Non farci perdere una decade, fai funzionare il podcast. Come? Parla nei giro, consigliarlo a tua nonna, al tuo vicino col cagnolino e al tuo fruttivendolo di fiducia. Questo podcast scorre grazie alla vostra voce.
00:00:29,283 [Vittorio]
Ve lo ricordate l’episodio sui problemi di un portafoglio 100% azionario? È arrivato il momento di fare una sorta di compendio. Perché i problemi non finiscono lì, purtroppo per voi e per noi.
00:00:39,903 [Nicola]
Ma questo ci ha dato l’opportunità di fare quello che ci piace di più, ovvero passare il tempo a spulciare centoventicinque anni di dati. Capito cosa ci inventiamo per schivare l’invito di Alain ad andare a fare 150 chilometri in bici? Ah no, scusa, ho da finire quel draft per la prossima puntata.
00:00:57,323 [Alain]
Carogne. Carogne.
00:00:59,813 [Alain]
C’avete pensato che magari sono io che come scusa faccio 150 chilometri invece? Eh? Comunque ai posteri l’ardua sentenza. Torniamo al punto. Ognuno pensa che l’esperienza che ha vissuto sulla propria pelle, un decennio di investimenti senza ritorni, faccia da riferimento negativo assoluto. La sfiga massima, come dicevano gli antichi romani.
00:01:19,463 [Vittorio]
maledetta società di ego referiti egocentrici
00:01:22,303 [Alain]
Chi investe in azioni ricorda il 2000, che aveva obbligazioni e ha iniziato a maledirle dal 2021. Chi pensa a loro guarda probabilmente agli anni 80 e 90 e chi ha Bitcoin ricorda gli ultimi sei mesi e gli ultimi cinque anni. Vabbè mi son perso, non non so. Sono disidratato dal giro. Quello che voglio dire è che quando rimetti insieme i dati, il decennio perduto ce l’hanno avuto tutti, compreso l’asset che vi hanno sempre venduto come porto sicuro.
00:01:47,613 [Nicola]
Persino il trend following ha avuto il suo
00:01:49,993 [Vittorio]
Quindi oggi vi parliamo di questo. Una bella lezione di storia e di vita sui decenni perduti di ogni asset class che potreste avere in portafoglio. Azioni, obbligazioni, case, materie prime, oro, speranze e così via.
00:02:01,503 [Alain]
Anche le figurine Pokemon, le schede telefoniche
00:02:04,183 [Nicola]
Abbiamo usato come fonte gli studi e i paper scritti da gente con i soliti cognomi assurdi, che quindi non vi nominerò. Tranne questo, il database di Dimson, Marsh e Stonton, quali dietro lo Yearbook di UBS. Un paper del 2019 di cinque economisti con un cognome collettivo che è uno scioglilingua. Abbiamo anche usato alcuni blog di gente più famosa tipo quello di Ben Carson. Il problema, e ve lo dico subito, è che trovare dei numeri veri è un po’ complicato. Per farla breve, gran parte della ricerca si basa su investimenti fatti dagli americani, sui loro mercati o sui loro asset.
00:02:39,323 [Nicola]
Potete quindi immaginare come ci sia un leggerissimo survivorship bias se si guarda solo a queste cose.
00:02:45,923 [Alain]
Partiamo dal crollo più famoso di tutti, quello azionario del 1929. Le azioni americane perdono, a seconda dell’indice che consideriamo, tra il 79 e l’89 percento in termini nominali.
00:02:57,963 [Nicola]
Facciamo subito una precisazione. Quelli che contano sono i crolli in termini reali. Alla fine i soldi li spammiate per spenderli, giusto? Purtroppo, spesso e volentieri, quello che leggete in giro è espresso in termini nominali e non è veramente utile per nessuno. Vi dà un’idea sbagliata di come sono andate veramente le cose.
00:03:16,423 [Vittorio]
Traduzione per te che ti stai addormentando sul volante della macchina e stai lentamente accelerando anche se tu non lo vuoi. Non conta solo quando scende il numero, conta quanto tempo ci mette a tornare al livello della prima volta tolta l’inflazione di mezzo. Perché il grafico può anche tornare dove era prima, ma se nel frattempo i prezzi sono saliti, quei soldi comprano comunque meno di prima.
00:03:37,273 [Nicola]
Nel caso del crollo del 1929, lo yearbook di DMS, chiamiamoli così, dice testualmente che il recupero in termini reali, quindi appunto a letto dell’inflazione, è arrivato a febbraio del 1945. Esattamente quindici anni e mezzo dal picco precedente. E con il mezzo giusto la Seconda Guerra Mondiale.
00:03:58,453 [Alain]
Il dato include i dividendi. L’analisi si basa infatti sull’indice Total Return. Questo lo diciamo prima che arrivino i commenti di quella fascia di ascoltatori. Un altro dato interessante però, chi è scappato si è rivisto addirittura peggio di chi è rimasto dentro. Durante la preparazione della puntata abbiamo trovato uno studio di Schroders che faceva il solito confronto fra il restare investiti durante tutto il periodo, quindi discesa e risalita, oppure trovare dei modi per aggirare un po’ del dolore uscendo dal mercato per un po’ di tempo. È un processo difficile, no? Specialmente quando si considera il sistema fiscale italiano e i costi di transazione. L’unico free lunch, che poi non è nemmeno così free, no?
00:04:37,333 [Alain]
eh cioè la diversificazione. Lo vedremo durante questa puntata.
00:04:40,733 [Nicola]
C’è poi un secondo crollo che parte dal gennaio del 1973, quello dell’embargo petrolifero, ed è arrivato fino a ottobre 1974. E qui il dato che abbiamo trovato direttamente nell’I Year Book, quello più recente, del 2025, dice testualmente che le azioni globali sono rimaste sott’acqua in termini reali per oltre dieci anni.
00:05:03,373 [Vittorio]
Peraltro su questo dato ci sono fonti che raccontano una storia diversa. Alcuni articoli che analizzano singoli indici, tipo il Dow Jones americano, parlano di vent’anni per tornare in pari in termini reali, non di dieci.
00:05:14,793 [Nicola]
Dipende sempre da cosa si sta misurando. Lo Yearbook guarda ad un paniere di azioni globali diversificate, che è il benchmark più adatto, almeno secondo noi. Se si guarda ai singoli mercati nazionali, le cose possono peggiorare e di molto. Tipo Regno Unito in quel biennio ha perso il 71% in termini reali, e non è che stiamo parlando proprio di un mercato di frontiera.
00:05:37,833 [Vittorio]
quindi il numero giusto non esiste in astratto. Esiste solo se dici anche di cosa stai parlando: azioni globali, azioni americane o azioni di un singolo paese. Chi ti dice il decennio perduto è durato esattamente tot anni, senza specificare, o sta semplificando o non lo sa o è un cazzaro. E non è nemmeno così scontato da dire. Pensate a quante persone conoscete che associano l’investire in azioni con il comprare un ETF sul Nasdaq.
00:06:01,893 [Alain]
E poi arriva quello che tutti chiamano il decennio perduto, quello per antonomasia, cioè il 2000-2010. Bolla delle dot-com, poi la global financial crisis. L’S&P 500, in termini nominali, recupera il picco che era stato in marzo 2000 intorno al 2007, sette anni e mezzo dopo. Ma subito dopo arriva il crollo del 2008. E la ripartenza definitiva arriva solo a maggio del 2013. Quindi tredici anni da picco a picco.
00:06:28,213 [Nicola]
In termini reali va ovviamente peggio perché quel recupero parziale del 2007 non basta a coprire l’inflazione che c’era stata nel frattempo. E gli analisti, quelli seri, trattano il 2000-2013 come un’unica flessione continua e non due separate. E quindi per gli Stati Uniti diventa il secondo peggiore episodio degli ultimi 150 anni. Se guardiamo la profondità e alla durata, dopo quello del 1929.
00:06:55,463 [Vittorio]
Quindi, in soldoni, tre crolli, tre cause completamente differenti. Depressione e deflazione nel ’29, shock petrolifero e inflazione nel ’73, bolla tecnologica più leva finanziaria nel 2000. Le azioni non hanno un solo modo di farti male, ne hanno almeno tre e le alternano per non farti abituare.
00:07:12,643 [Alain]
Ma le obbligazioni sono l’asset sicuro e ti portano in crociera. Oppure no. No. Non lo sono state almeno per mezzo secolo.
00:07:21,373 [Nicola]
Allora, questo è probabilmente il dato più importante di tutta questa puntata e quindi ve lo dico con calma. Le obbligazioni governative americane, quelle con una duration di circa 10 anni, hanno avuto due grosse flessioni in termini reali, se guardiamo la storia moderna. La prima parte da un picco nel 1915 e arrivò a un minimo nel giugno del 1920 con una perdita reale del 51%, che poi è stata recuperata solo nel 1927.
00:07:50,953 [Vittorio]
Certo, di mezzo c’era la prima guerra mondiale, l’aumento del debito europeo, come mai prima nella storia mondiale e soprattutto l’inflazione rampante. Ma è la risposta storica a chi si stesse chiedendo come fa un titolo di stato a perdere metà del suo valore reale.
00:08:04,443 [Nicola]
La seconda è quella che smonta davvero tutta la narrazione sulle obbligazioni. Parte da un picco nel dicembre del 1940. Gli obbligazioni USA perdono il 67% del valore reale e non tornano su quel massimo storico fino al 1991.
00:08:21,843 [Alain]
Oops, 51 anni. È più della carriera lavorativa media di una persona, a meno che non sia in Rai, a quanto mi dicono. Rai Media…
00:08:31,753 [Vittorio]
Comunque, è più della vita media di un americano, peraltro.
00:08:35,113 [Alain]
Eh, effettivamente vero, effettivamente vero. Soprattutto in Texas. La parte prudente quindi del tuo portafoglio ci mette più di mezzo secolo a tornare a quello che valeva all’inizio.
00:08:46,323 [Vittorio]
Certo, anche qua, nel mezzo c’è passata una guerra mondiale, l’altra eh, non la prima. Poi la grande inflazione degli anni settanta e solo quando Paul Volcker porta i tassi sopra il 20% all’inizio degli anni ottanta il danno inizia a essere ripagato. E comunque appunto ci vuole fino al 1991 perché il conto torni davvero in pari.
00:09:05,073 [Alain]
Giusto per fare un po’ di casino, ci sono fonti che parlano genericamente di rendimenti reali negativi tra il quarantasei e il millenovecentottantuno per le obbligazioni USA, Regno Unito ed Europa continentale.
00:09:16,843 [Nicola]
E infatti, una cosa è dire per trent’anni il rendimento reale è stato negativo o nulla, un’altra è dire il tempo per tornare al massimo storico precedente di cinquantuno anni. Sono due numeri completamente diversi e che danno un diverso sentore, no, del del del dolore che provate quando investite. Per dovere di cronaca, la fonte più rigorosa che abbiamo trovato fa partire il periodo di rendimenti negativi intorno al 1950 e non il 1946. Quindi anche lì c’è un po’ di margine questi quattro anni a seconda di chi vi racconta la storia.
00:09:50,753 [Vittorio]
Vabbè, adesso vi faccio una domanda. Poniamo il caso che voi siate un consulente finanziario negli anni novanta, cresciuto professionalmente durante il grande mercato rialzista obbligazionario che va dai primi anni ottanta alla fine degli anni duemila dieci circa. Delle obbligazioni pericolose non avete alcuna memoria diretta. Ora come fate a spiegare a un cliente che quella sicurezza è un’illusione statistica generata dal periodo in cui siete nati professionalmente?
00:10:15,493 [Alain]
non lo fate. E infatti pochissimi l’hanno fatto in questi 30 anni. Per questo la gente si stupisce ancora quando un fondo obbligazionario a lunga scadenza perde parecchio in un paio d’anni, come è successo con il rialzo dei tassi degli ultimi anni, 2022.
00:10:29,523 [Vittorio]
Bene, ora possiamo passare al feticcio dei nostri ascoltatori e del nostro paese. Passiamo al mattone. Uno studio del 2019 di cinque autori, chiaramente me li fate leggere a me, si chiamano Jordà, Knoll, Kufshinov, Kufshinov, Skularik, che questo mi sa che diventa il mio preferito in assoluto perché si presta a tanti giochi di parole, e Taylor, la squadra Genio istituzionale in pratica. Comunque, questo studio che si chiama The Rate of Return of Everything, uscito sul Quarterly Journal of Economics, guarda sedici economie avanzate dal 1870 al 2015 e racconta questa cosa.
00:11:03,743 [Vittorio]
gli immobili residenziali danno un rendimento reale totale vicino a quello delle azioni, circa il sette per cento annuo, ma con una volatilità molto più bassa.
00:11:12,663 [Nicola]
Ci sarebbero un bel po’ di cose da dire. Allora, in primis, la teoria finanziaria classica è qua si gratta un po’ la testa, no? Perché normalmente rischio più basso dovrebbe voler dire rendimento più basso. E gli stessi autori del paper lo segnalano, in particolare il nostro amico, com’era? Ah, Shularik.
00:11:31,763 [Vittorio]
No, a Skolarich, perché sembra un porno cecoslovacco.
00:11:35,323 [Nicola]
Anche lui è una domanda aperta per lui, no? Proprio non non riusciva a dormire, scusate. Però il discorso è un po’ quello del del volatility laundering di cui si parla adesso. Quella volatilità bassa è bassa semplicemente perché non è che mandano il prezzo della casa tutti i giorni. E poi è un mercato che non è assolutamente liquido, per cui non lo so nemmeno perché gli fanno pubblicare il systuning, insomma.
00:12:03,683 [Alain]
Ovviamente se il mercato non è liquido e tu non vedi il prezzo tutti i giorni, non è che ti spaventi al punto da cliccare e vendere la tua casa in perdita. Con le azioni invece no, con le azioni ti spaventi eccome, schiacci e poi poi vai a lamentarti su su Reddit.
00:12:21,003 [Nicola]
Chissà se il tipo di techno casa viene da te a suonarti il campanello a dirti
00:12:25,673 [Alain]
Ah, il compri l’altro giorno.
00:12:27,383 [Nicola]
è sceso del 20 per cento.
00:12:30,673 [Vittorio]
Ma lo sai che sarebbe veramente una distopia fantastica?
00:12:34,093 [Alain]
Beh, non lo so, non so, loro i testimoni di Geova accanto.
00:12:37,853 [Nicola]
Insomma, però salviamolo un posto Pepe, perché se non altro gli autori stessi puntualizzano che il dato aggregato alla fine maschera delle eccezioni enormi che ci sono a livello delle singole nazioni. Il Giappone, sempre no show me Japan. Dopo il collasso della bolla del 1991 perde la maggior parte del valore reale del suo mercato immobiliare e nelle grandi città ci vogliono oltre vent’anni per vedere un recupero vero.
00:13:05,603 [Alain]
Curiosità. Si calcolò che i terreni del palazzo imperiale di Tokyo valsero nel 1989 più di tutti i beni immobiliari dell’intero stato della California. Poi parliamo di bolle. Inoltre, il patrimonio immobiliare del Giappone si calcola che valesse quattro volte l’intero patrimonio immobiliare degli Stati Uniti.
00:13:25,133 [Nicola]
Se io lo sapevo diverso.
00:13:26,833 [Alain]
Oh, nice.
00:13:27,943 [Nicola]
Sapevo che il coso lì dell’imperatore valeva come tutta Manhattan. Poi non lo so se tutta Manhattan vale come tutta la California. Tutta Manhattan vale come tutta la California.
00:13:37,023 [Alain]
Ja, det tror jeg. Ancora
00:13:39,363 [Vittorio]
Pensa con la povera banca che ha dato un fido su quell’abitazione giapponese in un paesino che ora ci fanno i video di YouTube, me l’hanno regalata per dodici yen.
00:13:49,243 [Alain]
Ma sai che avrebbero dovuto diversificare comunque con questi numeri, anzi. Cioè ti prendi invece di tutto il palazzo imperiale, soltanto la torre est e poi ti prendi la California e magari un pezzettino anche del Kentucky.
00:14:03,383 [Vittorio]
Poi quindi ricompreresti tutto.
00:14:08,283 [Nicola]
con la camciata
00:14:10,063 [Alain]
Ma a proposito di Stati Uniti, si sono fatti valere anche loro col crollo dal 2006 al 2012. Nelle elezioni più colpite gli investitori hanno perso più di metà del loro capitale all’apice della crisi, che tra l’altro erano a leva cannone, no? Avete sentito le storie degli operai che si prendevano quattro appartamenti che tanto li davano i conto. A livello nazionale, per quanto possa valere un gigantesco medione, c’è voluto quasi un decennio per tornare ai livelli precedenti.
00:14:35,803 [Vittorio]
Ora, io ripeto questa parola: media. Cioè, la statistica aggregata dei sedici paesi è vera, ma è una media. Se comprate un bilocale a Las Vegas nel 2006 oppure un appartamento a Tokyo nel ’91, a voi non ve ne frega niente della media globale. Avete messo tutti i risparmi in un solo appartamento, in una sola città e in un solo momento storico. E quando quel mattone specifico va male, la diversificazione degli altri quindici paesi non vi salva. Anzi, forse vi fa pure rosicare. Perché in quegli altri paesi, appunto, non ci avete messo un euro.
00:15:03,273 [Nicola]
ed è il motivo per cui il dato di Jordà e tutti i suoi colleghi lo dovete usare con come un avviso chiaro, cioè la media tra i paesi nasconde tutti questi disastri locali, no? Come quello che ha comprato l’Artico Bustostiziu. È utilissimo per il quadro globale, ma è molto meno utile per dirti, ecco, se comprare un bilocale in una città specifica sia una buona idea.
00:15:27,723 [Alain]
Quindi il mattone diversificato a livello globale ha una storia interessante. Il mattone concentrato nella vostra città, comprato nel momento sbagliato, può fregarvi quanto un crollo azionario. Ne abbiamo parlato nella puntata sull’amore degli italiani per il mattone, comunque. La volatilità nascosta, quindi anche il rischio nascosto, può essere pure peggiore di quella del mercato azionario. Questo perché il dispiacere che non vedi arrivare è quello per cui non ti prepari. E che ti finisce proprio lì.
00:15:56,763 [Nicola]
Oh, siamo finalmente arrivati al momento nerd della puntata. Allora, nel 2006 due economisti, Gordon e Rubenstein, avevo detto no, non non mi strani invece. Hanno pubblicato uno studio sui futures sulle materie prime, diventato poi abbastanza famoso, e hanno usato i dati dal luglio del 1959 al dicembre del 2004. Quindi cosa fanno? Costruiscono un indice equiparato e completamente collateralizzato. Cosa vuol dire? Che non c’è una componente di leva anche se usano i futures.
00:16:31,423 [Nicola]
e hanno scoperto che questo indice che hanno costruito ha offerto un rendimento e uno Sharpe ratio simile a quello delle azioni americane, pur essendo negativamente correlato sia con le azioni che con le obbligazioni.
00:16:44,653 [Alain]
Che tra l’altro vorrebbe dire, le materie prime storicamente ti facevano guadagnare quanto le azioni, ma quando le azioni scendevano, loro spesso saliva. Il sogno.
00:16:55,143 [Nicola]
E questo è un risultato che gli stessi autori hanno riconfermato dieci anni dopo, perché sono andati ad aggiornare i dati che avevano prima li avevano finiti nel 2004, 2006. Beh, e qua è quando viene la parte nerd, no? Perché quel rendimento non viene dal dal prezzo spot delle materie prime, è rendimento di una posizione nei futures che quindi viene va rinnovata ogni mese.
00:17:20,913 [Vittorio]
Guarda Prima di registrare questa puntata, la mia fidanzata stava vedendo Temptation Island. Io provavo a decifrare le parole di certi, boh, non so, tentatori partecipanti a questa cosa, che effettivamente parlano una lingua sconosciuta. Quindi mi sento esattamente nella stessa maniera. Puoi tradurre in italiano?
00:17:35,783 [Nicola]
Allora, diciamo che facciamo un esempio. Se compri il petrolio tramite i futures, che è anche l’unico modo che puoi usare, perché a meno che non ti metti una tanica gigantesca in giardino, lo devi comprare così. Vuol dire che ogni mese devi chiudere il contratto che sta per scadere e aprirne uno più lontano, con la scadenza più lontana nel tempo. Abbiamo fatto anche tutta la puntata sui perpetual futures, se volete capirlo, l’abbiamo spiegato un po’ meglio lì. E questo si chiama il rollover.
00:18:06,413 [Nicola]
Quindi se il contratto nuovo costa meno di quello vecchio, questa è backwardation e ci guadagni qualcosa ad ogni rinnovo, anche se senza che il prezzo del petrolio, quello spot, si muove. Se invece costa di più e la situazione si chiama encontango, ci perdi dei soldi ogni mese, sempre anche se il prezzo spot resta fermo.
00:18:27,073 [Alain]
Un primo dato che sembra spiegare i risultati del paper. Il campione usato da Gordon e Rowan Horst, quello del 1959-2004, è stato un periodo particolarmente favorevole alla wake quartetization. Quindi il risultato bello dipende parecchio da quando lo misuri. Un po’ come tutto quello che conta, e mi riferisco a quelli che allungano l’occhio nelle docce degli spogliatoi dopo la partita. Dai, sapete di cosa parlo, non fate i finti tonti. Dai, round chiuso.
00:18:55,103 [Nicola]
Infatti due altri economisti Herb e Harvey hanno criticato duramente questo risultato, sostenendo che buona parte del rendimento in eccesso non fosse un vero premio da rollover e quindi non ha nulla a che vedere con la backwardation, ma un effetto di ribilanciamento tra le materie prime che sono singolarmente molto volatili e anche talvolta poco correlate tra loro. Quindi in pratica le singole materie prime in tutto l’arco di tempo che è stato studiato dal paper hanno prodotto veramente dei rendimenti reali vicini allo zero. Ma visto che l’indice che avevano costruito le ribilanciava, l’indice stesso ottenuto un rendimento molto alto.
00:19:34,233 [Nicola]
Praticamente il sogno bagnato di Shannon, quello del demone.
00:19:37,803 [Vittorio]
nel senso stazza, il numero bello delle materie prime potrebbe non essere falso, ma un po’ viziato da come lo si misura.
00:19:43,993 [Nicola]
C’è anche un altro aspetto da considerare, che dalla metà degli anni 2000 in poi, c’è stata la cosiddetta finanziarizzazione delle materie prime. Sono usciti un sacco di ETF, che poi sono andati praticamente tutti sullo stesso contratto, quello il più vicino alla scadenza. E quindi le diverse curve delle commodities, e in primis quella sul petrolio, sono passate in contango persistente. Quindi le strategie che rinnovano automaticamente le posizioni hanno iniziato a pagare quel costo ogni mese invece di incassarlo.
00:20:15,503 [Alain]
E qui arriviamo al decennio perduto delle materie prime. Dopo il picco del cosiddetto super ciclo tra il 2008 e il 2011, a seconda dell’indice che guardi, l’indice più ampio delle materie prime entra in un declino reale che dura fino a circa un decennio, fino al 2020. Complice il rallentamento dell’economia cinese, lo shale americano e appunto questo freno dal costo di rollover.
00:20:37,993 [Vittorio]
E qui dovremmo fare un aggiornamento onesto, perché il dato invecchierebbe male se lo lasciassimo fermo al 2020. Ben Carson ha appena aggiornato i numeri a fine 2025 e le materie prime nel loro complesso hanno chiuso la decade con un rendimento positivo, circa il 6% annuo, in netta rottura rispetto ai sette anni precedenti di rendimento decennale negativo.
00:20:57,113 [Nicola]
Ora, io mi rifiuto di andare oltre nei dettagli sulla costruzione esatta degli indici pesati. Alcuni indici sono pesati per produzione, tipo l’S&P GSCI, che poi sono quelli usati negli ETF più comuni sulle commodities. Già state guidando e vi abbiamo fatto sto pippone, finisce che non frenate volontariamente la prossima curva.
00:21:19,053 [Vittorio]
Bene, io sono temerario, lo dico io in maniera rapida. Più un indice è concentrato sul petrolio, più ha sofferto il contango di questi anni. Gli indici equipesati, come quello originale di Corton e Rovenhorst, hanno retto meglio. Fine del discorso nerd. Che bello poterlo dire. Ma questo spiega bene perché se andate a vedere la performance di certi ETF, poi non trovate risultati nel paper.
00:21:39,833 [Alain]
E qui, Tubigis, arriva il momento in cui smontiamo noi stessi.
00:21:48,563 [Alain]
L’oro tocca il suo picco in termini reali intorno al gennaio 1980. 850 dollari l’once nominale. La versione che avevamo scritto diceva che l’oro aveva recuperato quel massimo intorno al 2008, un divario di circa 28 anni.
00:22:03,533 [Nicola]
Però, controllando le fonti sui prezzi storici, quel numero è mezzo giusto e mezzo sbagliato. Nel senso che 28 anni sono corretti, ma si riferiscono al recupero del massimo nominale, cioè al momento in cui il prezzo dell’oro è tornato sopra gli 850 dollari l’once, ma in valore assoluto, cosa che appunto è successa nel 2008.
00:22:23,953 [Vittorio]
Il massimo reale invece
00:22:25,513 [Nicola]
e il massimo reale, quelli 850 dollari del 1980, aggiustati per l’inflazione fino ad oggi, corrisponde a circa 3200, 3500 dollari l’once, a seconda dove vogliamo mettere questa asticella dell’inflazione. E quindi l’oro ha superato quella soglia solo tra il 2024 e il 2025, non nel 2008.
00:22:46,853 [Vittorio]
Quindi facendo i calcoli bene, non sono 28 anni ma circa 44, 45 anni. Mi volete forse dire che l’oro, il bene rifugio per eccellenza, quello che tutti citano come inflation hedge, ha impiegato quasi mezzo secolo per tornare al suo valore reale?
00:23:01,793 [Nicola]
Merci.
00:23:02,273 [Nicola]
E poi c’è un altro pezzo, un altro blog post che conferma tutto questo. L’ha scritto Ben Carson, quello del blog Wealth of Common Sense. In pratica ha aggiornato una serie storica di Damodaran. Dal 1980 al 2023, il rendimento nominale dell’OPEC è stato di circa il 3,2% annuo. E l’inflazione nello stesso periodo, quella americana, è stata più o meno identica. Quindi il rendimento reale su 44 anni, un bel e cito anche il tono del blog, zero spaccato.
00:23:36,093 [Alain]
Curiosità
00:23:37,603 [Alain]
dovremmo cominciare ad avere un effetto sonoro dedicato comunque. Tutto l’oro ormai estratto nella storia dell’umanità, cioè glieli lingotti, riserve delle banche centrali, vale oggi circa 29.000 miliardi di dollari. Il PIL degli Stati Uniti, un intero paese con 330 milioni di abitanti, che produce roba tutti i giorni, vabbè, produce, insomma, consuma roba tutti i giorni, è appena sopra. Cioè circa 31.000 miliardi. Cioè un metallo giallo che non serve quasi a niente vale quasi quanto l’intera economia americana. Eh sì però ragazzi, cioè, lo usano per i denti dei rapper, cioè non può crollare.
00:24:18,023 [Alain]
Siamo sereni. Hai visto che bocche giganti? No, dai.
00:24:21,593 [Vittorio]
E qui va detto il dato dell’oro invecchierà malissimo se lo scottate tra sei mesi, perché nel 2024, 2025, inizio 2026, c’è stato appunto un rally pazzesco, forse spinto dalle banche centrali che hanno comprato oro con prezzi che poi sono saliti e poi sono scesi nel giro di poche settimane. Quindi il numero di oggi, cioè nel luglio 2026, potrebbe essere già vecchio quando lo state ascoltando voi.
00:24:43,113 [Nicola]
Ma dove lo trovate un podcast così onesto?
00:24:45,573 [Alain]
Mettiamo insieme i pezzi, perché fin qui sembra solo una lista di disastri sparsi.
00:24:49,963 [Vittorio]
I decenni perduti che si raccontano di più sono quelli con un crollo bello grosso da vedere. Quelli lenti, tipo quello delle azioni degli anni 70 o le obbligazioni del dopoguerra, spariscono dalla memoria collettiva perché non fanno una bella foto.
00:25:02,453 [Nicola]
Se poi guardate bene lo Yearbook, vi accorgerete che spesso la maggior parte degli indici azionari di diversi paesi ha avuto rendimenti reali negativi nello stesso periodo e non solo quello degli Stati Uniti. Quindi, tante volte il problema è globale.
00:25:17,693 [Vittorio]
In giro avrete visto almeno una volta quelle tabelle colorate che fanno vedere per ogni anno i rendimenti delle varie asset class. Azioni usa grandi e piccole, azioni internazionali, mercati emergenti, obbligazioni, REIT, oro e materie prime. Vorrei specificare che azioni usa grandi e piccole è una traduzione mal fatta dall’intelligenza artificiale e non l’ho fatta io.
00:25:37,363 [Nicola]
Insomma, però, se guardate queste tabelle e calcolate i rendimenti reali su un orizzonte decennale, no, il numero che associate ad ogni asset e il rendimento dei dieci anni precedenti, quello che emerge è che i decenni perduti spuntano fuori molto più spesso di quanto uno pensi quando guarda solo alla propria asset class preferita. I mercati emergenti, che sono stati i grandi vincitori del decennio perduto americano con un più 160%, mentre appunto l’S&P 500 restava piatto, hanno poi avuto il loro proprio incubo tra il 2008 e il 2016.
00:26:13,993 [Alain]
Insomma, nessuna asset classe è stata costantemente sicura per lungo tempo. Altrimenti sarebbe impossibile per Cassario fare i contenuti in maniera seriale, no?
00:26:23,223 [Nicola]
Lo diciamo spesso, ma ecco, lo ripetiamo anche oggi. Quello che rende utile la diversificazione, usare diverse classi in portafoglio, non è che una o alcune di loro siano sicure, è che i loro movimenti negativi tendono a sovrapporsi nel tempo. Mentre le azioni affondavano nel 2000, le obbligazioni vi coprivano le spalle. Mentre le obbligazioni invece affondavano dal 2022 in poi, arrivavano le commodities in soccorso, o meglio ancora il trend following. Le varie asset class si passano la sfiga come i partiti al governo. Almeno in questo caso, ad ogni giro, ne uscite meglio che di prima.
00:27:01,833 [Vittorio]
Siamo abbastanza noiosi, però il punto è sempre lo stesso. È importante diversificare tra asset class con ruoli diversi e costruire portafogli resilienti. Ogni asset, oro, bond, azioni, trend following, commodities, hanno un loro ruolo nel portafoglio. Un bravo investitore crea un cocktail corretto per i propri obiettivi di vita.
00:27:19,913 [Alain]
Parliamo in continuazione di queste cose, quindi se ci seguite ogni settimana non vi saranno nuovi questi discorsi. Abbiamo però aperto Portfolio Charts e vi dimostriamo come alcuni semplici portafogli riescano ad assorbire meglio drawdown e volatilità dei mercati. E quindi anche i cicli negativi dei mercati stessi. Il riferimento geografico per i portafogli che abbiamo che abbiamo guardato e che adesso vi riportiamo è il mercato americano, perché quello che abbiamo usato nei dati di tutta la puntata è nessun altro motivo. Quindi Georgia, non ti incazzare, eh, che il selfie con te lo facciamo lo stesso. Con te, con quel… di Salvini.
00:27:55,483 [Nicola]
Allora, allora, a proposito di Giorgia, il primo è il Golden Butterfly.
00:27:59,653 [Vittorio]
Certo. Oh oh oh.
00:28:01,343 [Nicola]
Come ormai sapete tutti, sono cinque fette da 20% ciascuno, composte da azioni large cap, small cap value, obbligazioni governative lunghe e corte e da ultimo l’oro. Dai calcoli di portfolio charts, il worst drawdown dal 1970 è intorno al 18% e il tempo di recupero è di circa 5 anni.
00:28:24,693 [Vittorio]
o cinque anni, eh, non i cinquantuno come le obbligazioni da sole o come i quaranta e rotte dell’oro. Insomma, cominciate a comprendere meglio cosa vi diciamo, eh?
00:28:32,663 [Alain]
Il secondo portafoglio è il golden ratio, che ha un’allocazione un pochettino più complessa: 21% di azioni growth, 21% di small cap value, 26 di Treasury lunghi, 6 di T-Bill, che sono contante remunerato, 16 oro e 10 di trend following. Il worst drawdown è stato del 19% e il tempo di recupero di soli 4 anni.
00:28:55,073 [Nicola]
e il CAGR reale a 10 anni, cioè rendimento medio annuo composto, tolta l’inflazione, storicamente balla tra il 3,2 e il 10 a seconda di quando sei entrato, con una mediana del 6,4. Sul Golden Butterfly il range è più stretto, tra il 2,7 e l’8,6 e mediana 6.
00:29:16,323 [Vittorio]
Ora, vi consigliamo di recuperare un po’ di puntate, come quella sui problemi di un portafoglio 100% azioni, per capire meglio i concetti che, insomma, stiamo dicendo. Questi sono solo due esempi, però il punto è che la diversificazione limita i danni della sfiga. Non ti toglie il dolore del decennio perduto, ma lo comprime da qualcosa che ti rovina la vita a qualcosa che ti rovina una vacanza.
00:29:36,003 [Alain]
E se in questo momento state pensando, ma allora niente è mai sicuro, esatto. È quello che volevamo dire.
00:29:42,963 [Vittorio]
Bravi, bravi.
00:29:45,413 [Alain]
Da da da da Posta del cuore
00:29:49,653 [Vittorio]
Okay, let’s keep it.
00:29:52,113 [Alain]
Eh non mi metti i jingle, devo farmeli da solo. Cioè, guarda come siamo ridotti. Guardate come siamo ridotti. Fateci una donazione che compriamo i jingle su PizzaBay.
00:30:02,563 [Nicola]
No creo que sea un montador.
00:30:05,083 [Alain]
Heh heh heh.
00:30:06,983 [Vittorio]
Das ist ein sehr guter Plan.
00:30:08,823 [Alain]
Potete contattarci sul forum che c’è sul nostro sito, rispondendo alla newsletter settimanale che contiene delle bellissime slides e tantissime informazioni assolutamente esclusive, oppure scrivendo sul nostro subreddit che ormai possiamo dirlo tranquillamente è la community di finanza personale migliore di tutta la webosfera.
00:30:28,993 [Nicola]
Tra l’altro aspetta, possiamo annunciarlo. Se quelli di non aprite quella podcast, quando vi vi iscrivete al Patreon, vi danno la loro Soundboard. Mentre se voi vi iscrivete al nostro Patreon, vi mandiamo a casa direttamente Alan e la Soundboard ve la fa live, live.
00:30:46,843 [Vittorio]
Mentre dormite alle tre di notte.
00:30:48,943 [Alain]
Mi sto allenando sulle puffette con le scelles, che so che vorrete ascoltare soprattutto quelle. Sarò fortissimo.
00:30:55,033 [Alain]
Questa lettera viene da Snoopy su Spotify. Se un investitore per una parte del portafoglio utilizza singoli titoli di stato indicizzati all’inflazione, quando si calcolano le quote per il ribilanciamento, occorre tenere conto anche del ratio inflazione maturato? Eviterei invece il ratio interessi, che incide marginalmente.
00:31:13,793 [Alain]
Grazie
00:31:14,593 [Nicola]
Faccio una precisazione, nel senso che Allen ha scritto una risposta giusta e quindi non è che è diventato un monologo di Allen, lo spezzo un attimino io, però sì, adesso Allen vi dà la risposta giusta.
00:31:28,823 [Alain]
Allora, io ho scritto dipende, nel senso che certi certi prodotti tipo il BTP Italia, la quota di inflazione ti viene liquidata con le cedole e quindi in tal caso secondo me non va considerato. Anzi, non va considerato perché ce l’hai già liquidata, quindi che poco te fa. Nel caso invece dei Tips, che sono i Treasury indicizzati all’inflazione americani, la rivalutazione va in accumulo, almeno per la parte di capitale investito. E in tal caso secondo me andrebbe considerato, giustamente, per essere precisi. Resta l’elefante nella stanza. Cioè perché non ti appoggi ad un ETF se devi fare dei ribilanciamenti?
00:32:04,143 [Alain]
Ricorda che nella stragrande maggioranza dei casi l’ingrediente obbligazionario lo vuoi a duration costante e non decrescente. Quindi l’intera cosa del portare le partecipazioni a scadenza ha tendenzialmente poco senso. E gestire la duration a mano è una rottura di palle, cioè.
00:32:20,283 [Nicola]
Infatti, io a parte che concordo sulla sulla risposta che hai dato precisamente, però mi sono scritto un po’ di precisazioni. Nel senso che secondo me le obbligazioni singole, quelle indicizzate, funzionano bene quando uno è in pensione e quindi alla scadenza, ogni volta che te ne scade uno, quei soldi li spendi. E di solito si dice, non lo so, tipo ti compri le obbligazioni per le spese fisse e poi il resto lo investi in azioni, così hai una parte che spinge per le spese che ti ti vuoi godere. Però secondo me nelle altre fasi della vita
00:32:55,433 [Nicola]
gli official link hanno meno senso e ci sono varie svariate ragioni, andate sul nostro subreddit, le abbiamo scritte tutte. E e c’è da dire anche che purtroppo gli ETF non non ti salvano da queste cose.
00:33:11,093 [Nicola]
Ok, passiamo alle cazzabubbole. Maestro, un jingle.
00:33:19,323 [Vittorio]
Ma questo è beautiful. Ma perché? Tu stai tirando fuori. Voglio sentire quando tiri fuori KitKat.
00:33:26,393 [Alain]
link subconscio Trauma infantile
00:33:30,863 [Nicola]
Allora, io questo weekend sono andato a un matrimonio nigeriano. E lo dico solo perché poi ha senso alla fine della storia. In realtà il matrimonio era a Londra, però insomma, loro due hanno tutti e due origini nigeriane e hanno deciso di fare una roba, diciamo, rispettare le tradizioni, che poi, cioè, magari uno lo sente, sta male, però vi assicuro che se due pugliesi si sposano ad Amsterdam, la taranta salta fuori, si può succedere qualcosa di brutto.
00:34:01,603 [Vittorio]
come Taralli
00:34:02,333 [Nicola]
non è non è strana come roba, non è strana. E niente, è stato un po’ una roba così, nel senso che vado a un matrimonio, il matrimonio era là, cioè alla festa diciamo, c’era la cena, non c’era il pranzo. Però siamo dovuti arrivare lì perché erano in chiesa, la cerimonia in chiesa era a mezzogiorno. Tra l’altro, con un tizio che io ad un certo punto ho guardato mia moglie e ho detto “ma perché parla con l’accento indiano?” e invece no, avevano proprio trovato un prete indiano. Non lo so.
00:34:32,203 [Nicola]
Non pensavo questa non
00:34:34,453 [Vittorio]
è una tradizione nigeriana pure
00:34:36,013 [Nicola]
Eh non lo so, magari fossero… Insomma, comunque dopo la dopo la cerimonia, eh noi avevamo l’albergo lì in questo nel posto dove facevamo il matrimonio, vado a… vado a rilassarmi. E tanto dico, vabbè, non pranzo perché comunque chissà, ci ci sfonderemo di cibo tanto dopo. Mi sveglio verso le quattro quando c’era il rinfresco, invece andiamo al rinfresco e si erano mangiati tutto. Non c’era più niente. E già lì comincio un po’ a rontognare, no? E mia moglie mi fa: “Eh colpa tua, cioè sei stato a dormire e mo’ so cazzi tuoi.” Ho detto: “Vabbè, dai, adesso… sono…”
00:35:11,853 [Vittorio]
vorrei precisare che in un matrimonio pugliese non sarebbe così.
00:35:14,333 [Nicola]
Questo è vero.
00:35:16,213 [Nicola]
proprio ai matrimoni italiani dove il cibo c’è sempre. E niente, quindi ci sediamo, cominciano a fare degli spettacolini, non lo so, del… ma non nel senso per intrattenere le persone, no, mentre tutta sta roba va avanti. Casinò totale. Io non capisco perché la gente si inventa delle robe nuove. Cioè, praticamente noi dovevamo ordinare quello che volevamo da mangiare con un QR code. Ma era un matrimonio di 300 persone.
00:35:46,043 [Nicola]
ovviamente è un metodo che non funziona e infatti non ha funzionato. E infatti non non ci hanno mai dato da mangiare. Io ad un certo punto, cioè tipo alle alle nove stavo sbarrellando completamente, cioè sono fumato tipo venti sigarette per per attutire la fame. Poi finalmente il cibo è arrivato, però per me la serata era
00:36:13,083 [Vittorio]
Ravindra
00:36:13,853 [Nicola]
già rovinato. Tra l’altro io dicevo, vabbè, non non contavo di fare una grande socialità, visto che avevamo la stanza d’albergo lì, poi eravamo lì con i bambini, ho detto, vabbè, a un’ora c’è alta alle dieci, c’era tipo Brasile Norvegia, me ne vado in stanza, mi guardavo la partita, faccio i cazzi miei.
00:36:33,233 [Vittorio]
English
00:36:34,023 [Nicola]
Insomma, ad un certo punto esco a rincorrere i bambini, un tipo mi ferma, chiedendomi se erano i miei figli, no? E da lì inizia a attaccarmi bottone, a dirmi “Ah, ma sai, ah vivete anche voi a Zurigo? Anch’io ho vissuto a Zurigo, lavoravo per UBS”, ed è iniziata una maniera molto naturale come cosa. Però lui continuava, continuava e ogni volta andava un po’ più nel dettaglio, del tipo “No, ma adesso non non lavoro più in banca, ho sviluppato un’app di trading”. Io pensavo…
00:37:11,143 [Nicola]
un’app di trading nel senso per facilitare il trading, no? Le banche le hanno quelle cose lì, no? Il software che faceva il tuo Alan probabilmente era era analogo. E invece dopo un po’ salta fuori che no, è solo per i CFD. E dopo mi dice: “No, ma perché io quando lo vendo, alla fine dico alle persone che sì, un 2% al mese dovrebbero farlo tramite questa app.”
00:37:37,823 [Nicola]
Elí
00:37:39,033 [Nicola]
Ho cominciato a dire, ma è possibile che sono andato a un matrimonio nigeriano e ho beccato lo scam nigeriano, proprio quello da… L’ho ringraziato e gli ho detto: “Guarda, non lo so, mi dispiace”.
00:37:54,743 [Vittorio]
Ecco, quella mail nello spam della
00:37:57,233 [Nicola]
chiamami il principe. Invece questa settimana vi voglio consigliare, c’è un nuovo special di Louis C.K. su Netflix, che si chiama Ridiculous, che è veramente meraviglioso. Meraviglioso. Però lui ad un certo punto inizia a parlare del delle case di riposo, del fatto che ha portato suo padre in una casa di riposo e e tutto il tutto lo spettacolo un po’, insomma, ride per non piangere. Ma la cosa della della casa di riposo lui la la mette giù molto cinicamente, no?
00:38:33,873 [Nicola]
quanto è assurdo che tu vai in un posto e paghi la gente per prendere tuo padre. E lì però mi sono venuti in mente tutti quelli che si lamentano contro i bambini quando chi ha avuto i bambini decide di comunque di avere una vita. E tipo, vuoi andare al ristorante con i tuoi figli e questa gente dice che non puoi perché hai deciso di avere figli e quindi non puoi più avere una vita sociale nella tua vita. Una volta beccato su Reddit uno che ha tirato fuori un rant di 800.000 bestemmie solo perché una famiglia aveva portato i figli al bar del paese.
00:39:12,933 [Nicola]
e a quale e tra l’altro i figli non facevano manco casinò perché è un misto tra questa rottura di coglioni e il fatto che questi bambini guardavano YouTube su sui cellulari. Che lui quindi lui sarà incazzato perché non non non li stai educando, no? Cioè delle robe assurde. Però effettivamente Michael Green ha scritto un bellissimo post questa settimana in cui lui diceva che saranno quei figli lì che pagheranno le pensioni a queste persone. E il discorso della casa di riposo a me è venuto in mente perché insomma
00:39:49,423 [Nicola]
È ovvio che se quando hai 40 anni ne hai 50 e ti senti figo perché tanto chi se ne frega dei bambini. Almeno Luis Sicilia ha portato suo padre in casa di riposo. A voi non lo so. Non lo so. Createvi delle…
00:40:06,163 [Vittorio]
Auguriamo speranzosi di non pagarvi la pensione.
00:40:11,423 [Alain]
Eh, però, beh, questo è un bel tema comunque Nicola, un tema serio. Anch’io l’ho letto quel post su Reddit.
00:40:18,193 [Nicola]
Ah, quello dello sfogo. No, pensavo quello di Michael Green. Scusa, quello di Michael Green. Quello di Michael Green è molto bello.
00:40:24,403 [Vittorio]
Comunque a me queste cose divertenti, no, di di gente che non si conosce piano piano diventa amici amico, è tipo il ciclo delle donne, no, che prende piano piano lo stesso giorno e anche le, non so, le cose di YouTube diventano sempre simili nei gusti, ti capitano le stesse cose.
00:40:38,943 [Alain]
Chissà se poi sta cosa del ciclo è vera.
00:40:41,073 [Vittorio]
sì, ecco, avevo letto sì. È una cosa ormonale, però potrei non aver capito un cazzo io.
00:40:46,633 [Alain]
Só sou curioso.
00:40:48,503 [Vittorio]
dimostrando la mia boomeraggine, oggi vi consiglio un gruppo su Facebook che si chiama Fotomontaggi Amatoriali, che nome potrebbe farvi intuire che è una cosa terribile. Forse. Probabilmente lo è. Io faccio un giro molto largo per spiegare questa cosa perché in sostanza è un gruppo gigante, cioè avrà 800.000 persone, in cui delle persone normalissime anche non particolarmente colte chiedono ad altri di fare fotomontaggi all’interno del gruppo stesso, quindi zero privacy, niente di niente, rendere una foto più nitida, togliere una persona oppure aggiungere delle caratteristiche, eccetera eccetera.
00:41:22,603 [Vittorio]
Ora, è chiaramente detta così una cacata immensa e lascia presagire che sia un posto pieno di scherzi. È un po’ l’una e l’altra, ma incredibilmente è una community sana, cioè non ci sta gente che si incazza, sono tutti molto gentili, comprensivi, civili, che già è una cosa incredibile per Facebook, infatti finirà bravissimo.
00:41:41,633 [Alain]
Ci abbiamo messo solo 110 puntate a trovare una cosa positiva di Facebook.
00:41:45,913 [Vittorio]
Sì, hai visto?
00:41:47,323 [Vittorio]
con non c’abbiamo messo troppa impegno, però la cosa carina di questa cosa, diciamo, è che quando vai a leggere le storie delle persone che chiedono i fotomontaggi, comincia anche un po’ a commuoverti, no? Cioè, ad esempio, chi chiede di invecchiare un marito che è morto giovane, chi di fare una foto insieme a dei figli che magari sono scomparsi e se ne sono andati nel tempo, parenti, che ne so, quella che chiede a mio padre è morto giovane, ora che mi accompagnasse all’altare, fate un fotomontaggio, chi, che ne so, la sfiga di aver perso un nipote. Quindi alla fine, non è tanto una pagina di fotomontaggi, ma una sorta di seduta psicologica per aiutare delle persone che hanno avuto delle difficoltà. E dall’altra parte racconta un po’ quello che noi raccontiamo dalla parte finanziaria, cioè l’imprevedibilità della vita, no?
00:42:27,283 [Vittorio]
e in qualche modo fa pure bene leggere ste cose perché appunto è molto civile, cioè la gente che magari cerca di fare i fotomontaggi migliori proprio per dare una mano a delle persone che stanno vivendo una difficoltà e fargli un regalo, no? E quindi da una parte ti fa vedere che esistono tanti imprevisti, in questo caso terribili, che capitano tantissime volte e dall’altra ti fa anche vedere come essere gentili o comunque restituire qualcosa senza essere per forza uno stronzo che si sente più intelligente di turno, faccia bene sia agli altri che a se stessi, insomma. Quindi è carina come cosa. Chiaramente verrà rovinata fra un mese con dall’algoritmo, però però.
00:42:58,743 [Alain]
Torniamo ai troll di questa community.
00:43:01,963 [Nicola]
perché c’era c’era troppo una vena di ottimismo e di speranza nel nel mondo
00:43:09,223 [Alain]
Comunque me la sono spulciata perché ho visto il consiglio quindi sono andato ad aprirlo e ho detto “che cazzo consiglia su Facebook Vittorio?”. E l’ho guardato e ma effettivamente ma anche i troll sono annotato, cioè sono proprio sono troll ma sono troll…
00:43:21,043 [Vittorio]
Cioè fanno degli scherzi belli.
00:43:22,433 [Alain]
degli scherzi belli. Tant’è che avevo trovato questa foto di una ragazza che fa una foto, che ne so, una strada, e c’è un tombino e fa: potresti togliermi il tombino? E il fotomontaggio che le propongo è lei che toglie il tombino e lo riempie di cemento.
00:43:38,543 [Alain]
Comunque, visto che parliamo di fotomontaggi, io vi consiglio il canale YouTube di Raftama, che è pieno di cagate classiche come Alberto Angela che bullizza il direttore del Museo Egizio di Torino, la serie Epica Storyland e soprattutto il mix Lo-Fi per concentrarsi e lavorare duro, a tema Enrico Mentana.
00:43:59,363 [Alain]
Vi potrete così immergere nella forma d’arte sublime nota anche come YouTube Poop, che era tipica vabbè di 30 anni fa. Comunque è un bel ritorno al passato.
00:44:11,923 [Vittorio]
Allora, siamo arrivati alla fine. Vi ricordo di consigliarci agli amici in qualunque maniera, soprattutto in spiaggia. Siate quelli che fanno casino in spiaggia, non con il pallone ma mettendo il podcast a palla. Potete farci una donazione così per alleggerire le spese delle nostre vacanze, oppure comprare qualche oggettino sul nostro merch store. Alan, per favore, puoi mettere una sigla un po’ triste?
00:44:34,573 [Vittorio]
Eh, vi volevamo dire che ci prendiamo una pausa di qualche settimana, ancora da definire quante settimane perché non l’abbiamo minimamente deciso, però un paio di settimane d’agosto e ci rivediamo il prima possibile. In ogni caso, c’è la nostra community Reddit aperta 24 ore su 24.
00:44:51,603 [Alain]
Magari pubblichiamo anche i doppioni.
00:44:53,683 [Vittorio]
Ah sì sì, ah sì sì, è vero è vero.
00:44:55,313 [Alain]
Come Steven Seagal, ci vedrete su Prode 4.
00:44:58,393 [Vittorio]
Così, la Salerno-Rreggio Calabria sette ore ve la fate di notte con la nostra voce suadente. Ciao ciao. Ciao.
00:45:04,553 [Nicola]
choose
