Oggi scopriremo perché comprare ai massimi è più sicuro che comprare il dip e perché la maggior parte delle singole azioni è destinata a perdere contro un conto deposito, il tutto seguendo la voce guida di Meb Faber, co-fondatore di Cambria Investment Management. Poi parliamo vagamente dei nostri fallimenti e consigliamo gente sdentata. 

I consigli di oggi:

Nicola: Montreux Jazz Festival

Vittorio: Peaky Blinders

Alain: Canale YouTube di Sam Pilgrim

🎺 LA PROMO

Che siano in gettoni d’oro, Euro o fogliettini del monopoli i soldi son sempre soldi! Credit Agricole ti regala 200€ per aprire un conto, che poi ti serve lo stesso. Buttali via!

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Voce Pietro Michelangeli: Tramite Ai con ElevenLabs

La sintesi dell’episodio su Meb Faber

  • Il mito della sicurezza dei T-Bills: Contrariamente alla percezione comune, i titoli di stato a breve termine (considerati risk-free) hanno subito perdite reali fino al 49% nel corso del 1900, dimostrando che anche la liquidità soffre l’inflazione.
  • La media è un’astrazione: I mercati non distribuiscono i rendimenti secondo una curva a campana perfetta. Sebbene la media storica sia del 10%, il mercato rende raramente quella cifra: tende ad alternare anni molto positivi (media +21%) ad anni negativi (media -14%).
  • L’Oro batte i Bond nel 60/40: Storicamente, sostituire la quota obbligazionaria del 40% con l’oro ha generato rendimenti migliori e aggiustati per il rischio più alti, specialmente in periodi di alta inflazione, poiché l’oro non ha rischio di controparte.
  • Comprare ai massimi storici: È statisticamente più sicuro comprare quando il mercato rompe i massimi (segno di forza e momentum) piuttosto che cercare di “comprare il dip” durante un trend discendente.
  • La maggior parte delle azioni sono perdenti: Il mercato è dominato da una “Power Law”. Il 96% delle azioni non batte i titoli di stato; tutto il rendimento del mercato deriva dal restante 4% di “super-vincitori”. Questo giustifica l’investimento in indici ampi (ETF) per essere certi di possedere quei pochi vincitori.
  • Tasse come costo occulto: L’inefficienza fiscale e l’alto turnover del portafoglio distruggono il rendimento più delle commissioni di gestione. Differire le tasse è fondamentale per l’interesse composto.
  • Shareholder Yield vs Dividend Yield: Valutare un’azienda solo dal dividendo è un errore (è una tassa volontaria). Bisogna guardare allo Shareholder Yield, che include dividendi, buyback netti e riduzione del debito.
  • Trend Following: Utilizzare la media mobile a 200 giorni (o 10 mesi) per uscire dal mercato durante i trend negativi protegge dai grandi crolli (tail risk), anche se si perdono i giorni migliori di rimbalzo.
  • CAPE Ratio e Farmland: Il CAPE Ratio è utile per stimare i rendimenti attesi a lungo termine (10 anni) ma non per il timing a breve. I terreni agricoli (Farmland) sono un’asset class sottovalutata con rendimenti simili all’azionario ma volatilità da obbligazione.
  • Dibattito Gen Z: Nella posta del cuore si discute se il diverso stile di vita della Gen Z (niente auto, meno alcol) sia dovuto a un cambiamento culturale o al debasement economico che ha eroso il potere d’acquisto rispetto alle generazioni passate.

Lezioni Principali da Trarre

  1. Accetta la Volatilità Estrema: Non aspettarti rendimenti costanti. Per ottenere il rendimento medio del mercato, devi essere psicologicamente pronto a sopportare oscillazioni violente e anni molto lontani dalla media.
  2. Compra tutto il pagliaio: Dato che è quasi impossibile individuare in anticipo l’1-4% di azioni che generano tutta la ricchezza, l’unica strategia vincente per il retail è comprare l’intero indice (ETF) pesato per capitalizzazione.
  3. Il Momentum è tuo amico: Non aver paura di investire quando i mercati sono ai massimi. Aspettare un crollo per entrare spesso significa perdere anni di rendimenti, dato che il mercato passa il 30% del tempo vicino ai massimi.
  4. Diversifica oltre le obbligazioni: In scenari di inflazione o tassi in salita, le obbligazioni possono fallire nel proteggere il portafoglio. Asset reali come Oro o Farmland possono essere diversificatori più efficaci.
  5. L’efficienza fiscale è prioritaria: Evita strategie con alto turnover o strumenti che distribuiscono capitale tassabile (dividendi) se non necessario. Il vero nemico del rendimento netto non è il costo del fondo, ma l’impatto fiscale composto nel tempo.

Trascrizione

00:00:03,080 [Vittorio]

In questa puntata di Too Big to Fail vi parliamo dei migliori consigli di MapFabber. Discutiamo della generazione Z e Nicola non capisce quanto sia stupendo Peaky Blinders.

00:00:13,040 [Nicola]

 Se ci apprezzate, aiutateci a crescere con il passaparola. Dite ai vostri amici di ascoltarci. Ve lo giuriamo, se diventiamo famosi non ci montiamo la testa. Consigliateci in palestra, mentre siete in coda al supermercato o al vostro commercialista. Questo podcast corre grazie alla vostra voce.

00:00:32,630 [Vittorio]

 All’angolo rosso, cofondatore di Cambria Investment Management ed uno dei meatbusters più noti della finanza internazionale. Mabin Mab Faber botte botte botte no no calma è all’angolo blu? Non c’è nessuno in realtà all’angolo blu ci siamo noi, però io me ne andrei volentieri, sinceramente. Faber è uno di quei tipi che, mentre tutti cercano l’ultimo titolo tecnico di successo, si mette a scavare i dati di quel particolare mercato esoterico nel 1920. Un bro di Vittorio, un po’ c’è un po’ c’è, credo. In particolare si diverte a trovare, o forse sfatare, quei miti, e poi, prima di rivelarli, fa dei sondaggi su Twitter per far vedere quanto il sentore comune sia lontano dalla realtà. Facciamo subito un esempio, visto che così facciamo gli influencer bravi che stuzzicano un po’ l’appetito dei nostri ascoltatori. Qual è stata, secondo voi, la perdita massima che ha subito un portafoglio di soli T-Bills in tutto il 1900?

00:01:37,160 [Vittorio]

 Parliamo dei vostri amati contodipositi, insomma, quelli che voi considerate risk free.

00:01:46,430 [Vittorio]

 Beh, la perdita massima in termini reali è stata del 49%. E stiamo parlando di Stati Uniti, dove non si è mai arrivati ai livelli di inflazione che ci sono stati in Italia prima dell’arrivo dell’euro.

00:01:56,300 [Nicola]

 Faber a costruito la sua reputazione su tre pilastri, la global asset allocation, ovvero contro l’on bias, lo shareholder yield, guardare solo ai dividendi è da dilettanti, quindi bisogna guardare anche il riacquisto di azioni proprie, i buybacks e il rimborso del debito, e terzo il trend following. Ah, è un bro pure di Nicola!

00:02:17,360 [Vittorio]

 Sì, cioè tipo in pratica per Nicola è quello che per me è Albertone The King Angela Comunque Faber è effettivamente un tipo molto interessante e lui parla spesso di migliorare il portafoglio al mondo, cioè quello che non ti fa vendere nei momenti di panico. Quindi recentemente ha fatto ciao. Un decalogo dei consigli finanziari che lui dà più spesso e noi abbiamo fatto un po’. La selezione di queste perle di saggezza che abbiamo buttato in ordine sparso perché il caso è il nostro amico e le vogliamo far conoscere anche a voi.

00:02:46,630 [Alain]

 Il primo è che i ritorni normali, tra virgolette, sono estremi in realtà. Fa Brahma ricordare che la media è solo un’astrazione matematica. I rendimenti azionari non seguono una curva campana, una distribuzione normale, dove i risultati si addensano attorno alla media. Anzi, vi ricordate? No, i due sigma attorno alla media, entro cui stanno il 95% delle osservazioni. E no, i sigma non sono i supermercati. No!

00:03:12,540 [Vittorio]

 non era lo sponsor, non era lo sponsor.

00:03:15,930 [Alain]

 Nei mercati finanziari siamo sempre in uno stato di eccesso. La distribuzione è più simile a una fat tail, con le code a destra e a sinistra che raccolgono molte più occorrenze rispetto ad una distribuzione normale. Scusate, ma non so come spiegare queste cose senza usare termini strani.

00:03:31,950 [Vittorio]

 Questo è il classico caso in cui voi parlate in finanziariese e il mio cui basso deve ricorrere all’intelligenza artificiale per sintetizzare quello che avete detto, quindi mi ha consigliato questa cosa qua. Diciamo che il mercato rende il 10% all’anno medio. Questo dato ci fa immaginare una linea retta con qualche piccola variazione attorno a quella media, quindi qualche piccola oscillazione. La realtà però è molto più simile al tornato blu di Gardaland. Quindi picchi, discese, picchi, discese, oppure alla strada per tornare a casa, ubriachi alle tre di notte.

00:04:01,010 [Alain]

 Ma lo sapete che una volta mi ha accompagnato a casa un tassista irregolare egiziano che nel tragitto ha tirato anche un tossico nel sedile posteriore. Io ero incredibilmente sereno, non so se avrei quella tempra ancora. Avete fatto amicizia tranquillissimo, non so perché, ma scusa l’hai presa in regolare, perché così aveva un prezzo che era basso. No, perché era a Milano, figurati. Ho aspettato un’ora, tipo alle 3 di notte, per prendere sto cazzo di taxi, maledetto. Sala. Grazie. Tutta colpa sua, guarda avessi avuto la pista ciclabile ci arrivavo, invece, no.

00:04:37,140 [Vittorio]

 Vabbè comunque tornando seri, Faber sottolinea un dato di fatto, cioè che per ottenere quel tra virgolette tranquillo 10% devi essere disposto a sopportare delle oscillazioni che vanno dal più 30% a un meno 20%.

00:04:50,060 [Nicola]

 Quindi, analizzando l’S&P 500 dal 1926 ad oggi, i rendimenti annuali compresi tra l’8 e il 12%, cioè quelli vicini alla media dell’anno, 10%, si sono verificati solo in 6 anni su quasi 100. Il mercato è quasi sempre o molto meglio o molto peggio della sua media. Dai dati di MEB risulta che quando un anno è positivo fa in media più 21% e un anno in negativo in media meno 14%.

00:05:18,030 [Vittorio]

 Questo si aggiunge, io direi, alla grandissima capacità dell’essere umano di sbagliare sempre tempismo giusto per fare le cose. Quindi, quello che nella vostra mente voi vi sentite così tanto superiori, quello che in realtà succederà è che uscite dal mercato quando le cose incominceranno a salire e gli anni vanno bene e entrate quando crollano. E questo è il senso di rimanere investiti e stare là a galleggiare per cercare di avvicinarsi a quella media, tra virgolette, a cui tutti ambiscono.

00:05:46,240 [Alain]

 Ma poi, tra l’altro, se uno si aspetta questi ritorni un pochettino eccessivi, estremi. Allora magari reggi meglio, però se tu guardi il tipico grafico che vedi in giro, quel tipico numerino, il 10%, effettivamente ti aspetti che stai lì nel dintorni. Appena vedi il meno 10, meno 14, magari non ti aspetti, la vivi male, no? E poi vai a scrivere su Italia Personal, ma guarda, penso che sia così nato il web4me.

00:06:15,630 [Nicola]

 Il discorso è proprio quello perché se vedi quando fa meno 14, la gente impazzisce, quello è il dato di fatto. Ma anche quando fa più 21, impazzisce, perché poi ne parleremo negli altri punti. Ovviamente, tutti che si sentono che il mercato è troppo alto, cosa faccio? Magari vendo, prendo un po’. Di profitto e comunque questa cosa ha anche un forte impatto sul rischio di sequenza che è quello poi che nominiamo spesso.

00:06:47,640 [Alain]

 Il rischio di sequenza è il pericolo che l’ordine dei rendimenti di mercato risulti sfavorevole nel momento in cui si inizia a prelevare capitale da un portafoglio. Ma perché c’è la voce da documentario? Non lo so, mi piaceva. Sulle rane. Volevo innovare. Cazzo, sulle rane potevo farlo però, è vero.

00:07:08,420 [Alain]

 Se questi rendimenti negativi si verificano all’inizio del periodo di pensionamento o di prelievo, l’investitore è costretto a vendere una quota maggiore dei propri armi. per soddisfare il fabbisogno di cassa questo riduce la base capitale che avrebbe beneficiato dei successivi recuperi di mercato in gergo strettamente finanziario dice farsi trovare con le braghe calate in gergo dei podcaster si dice non mangiare mai pattai prima di registrare perché c

00:07:36,790 [Nicola]

‘è una pesantezza infinita Dunque. Una dispersione ampia dei ritorni, quindi alta volatilità, amplifica il rischio di sequenza, aumenta la probabilità che si verificano delle code negative, quindi dei fori. dei bassi, proprio nei primi anni del prelievo. Anche se il rendimento storico rimane identico, la presenza di oscillazioni violente rende il risultato finale più incerto. Un portafoglio con rendimenti più costanti e meno volatili è intrinsecamente più protetto. C’est la notre crociata, cette chissà chissà, pourquoi ? Ovviamente la stabilità riduce la necessità de liquidare asset à prezzo di saldo durante i crolli di mercato, cioè de liquidare, que proprio ti servono i soldi pour mangiare, non è che lo decidi. E sapete qual è il modo per ridurre la volatilità senza sacrificare troppi rendimenti? La diversificazione tra asset class. Tipo facendo un 60-40 invece del 100%.

00:08:34,700 [Vittorio]

 Azionario et siamo arrivati al secondo punto, perché portafoglio 60/40, cioè il classico 60 percento azioni 40 percento obbligazioni, è stato il passivo per eccellenza. Ma è Faber però fanno notare una cosa, cioè che se uno sostituisse il 40% delle obbligazioni con, ad esempio, l’oro, avrebbe avuto gli stessi rendimenti, anzi migliori, ma con degli rendimenti aggiustati al rischio per i rischi più alti. Questo concetto può sembrare un po’ controintuitivo perché il sentimento comune è che i bond siano uno strumento molto sicuro, decorrelato dai azionari, mentre l’oro sia un asset altamente speculativo. Anche suddividendo il passato in decenni, il portafoglio con l’oro avrebbe sovraperformato quelle in obbligazioni in due casi su tre. Insomme partendo da un giorno caso. Dopo dieci anni, avrete il 66% di probabilità di aver guadagnato di più se aveste investito il 40% in oro piuttosto che in bond. L’intuizione di Faber non è che l’oro sia un investimento migliore in assoluto, ma che sia un diversificatore molto più onesto rispetto alle obbligazioni, soprattutto in determinati scenari, ad esempio quando le azioni crollano mentre l’inflazione sale. Le obbligazioni spesso crollano insieme alle azioni, il 2022 non è passato da tanto se non lo ricordate o siete già fuori dalle scuole superiori, oppure forse il caso di smettere con l’alcol.

00:09:44,580 [Alain]

 Oppure vi vendono quello no buono, no buono.

00:09:47,280 [Vittorio]

 La vodka di Ariccia. Brava la vodka di Ariccia.

00:09:51,180 [Alain]

 Con l’inflexione le obbligazioni calano per due motivi, sia perché presagiscono un aumento dei tassi, sia perché il rendimento reale dell’obbligazione viene eroso dall’inflexione, quindi ti aspetti di più e cala il prezzo. Loro storicamente tende a ballare da solo o comunque andare proprio bene mentre il resto brucia, vedi gli ultimi anni. Faber osserva che in un mondo di debiti governativi record, e io aggiungo anche con dei parrucconi incredibili che hanno la bomba atomica, Loro non ha rischio di controparte. Cioè nessun governo può stampare oro. Per ora. Appena troviamo Harry Potter e la pietra filosofale, ne riparliamo. Certo.

00:10:32,280 [Nicola]

 Comunque, il successo dello sharp ratio nel caso dell’oro è dovuto al fatto che, quando le azioni gridano aiuto, l’oro reagisce in maniera molto più decisa rispetto rispetto ai bond. Gli anni 70 sono l’esempio classico, con l’abbandono del gold standard da parte degli Stati Uniti e l’inflazione galoppante per guerre e blocchi del petrolio, l’oro è partito a cannone. Quello che è meno evidente ai più è che l’oro si è comportato molto bene anche dal 2008 in poi, mentre nei periodi in cui ha funzionato meno bene, dal 1978 al 1998, il portafoglio con l’oro si è comunque difeso egregiamente rispetto a quello con i bond, perché le azioni hanno spinto alla grande. Quindi c’era l’altra parte che funzionava, non c’era insomma bisogno del doppio motore azioni e bond per far bene in quel ventennio. L’oro è un buon diversificatore non perché sale sempre, ma perché sale in maniera rilevante quando serve. Ovviamente l’altro lato della metaglia è che la volatilità dell’oro è molto più alta di quella delle obbligazioni. Sta bene dentro un portafoglio, ma se guardiamo le singole righe del broker andiamo un po’ in paranoia.

00:11:39,430 [Vittorio]

 Quindi parlando di paranoia, torniamo a un punto che abbiamo già accennato. Comprare ai massimi. No! Succede, succede. Quanti di voi guardando ai mercati vedono che siamo ai massimi e dicono: ‘Beh, ora bisogna liquidare tutto, prendo e porto a casa lo sappiamo lo sappiamo che lo fate un po’ e lo leggiamo quello che dice Meb Faber’. È esattamente l’opposto. Il momento migliore per comprare è proprio quando il mercato ha raggiunto i massimi. Sembrà una cosa controintuitiva, ma si basa fondamentalmente sul concetto di momentum. Un mercato che tocca nuovi massimi lo fa perché è un mercato che a forza c’è al slancio, grinta e quindi magari può andare anche sopra. Per raggiungere un nuovo massimo il mercato deve superare tutte le resistenze precedenti. Storicamente una volta rotto il sorfitto il mercato tende a continuare la sua corsa.

00:12:25,550 [Alain]

 Comprare invece durante una correzione del 10% sembra saggio, no? Buy the dip, come dicono i fuffaroli, dai. Ma se il mercato è in un trend discendente, quel ribasso del 10%, ma magari è solo l’inizio di un crollo del 40%, no? sostiene che comprare durante un trend rialzista, anche ai massimi, sia storicamente più sicuro rispetto a afferrare un coltello che cade. E questa è un’espressione che avevo sentito anche da Wall Street. Ryan Buffett e rende molto bene l’idea. Se non becchi il manico o perdi l’onda o ti fai molto male. Un’analisi di JP Morgan utilizzando dati dal 1988 mostra che il rendimento medio ad un anno, quando acquisti in un giorno di massimo, è stato del 14,6%, contro l’11,7% degli acquisti effettuati in giorni qualsiasi.

00:13:14,750 [Nicola]

 E chissà se così i presi male si rilassano. Mi fa un po’ Ridere dove spiegare perché al momento funziona, considerando che Cliff Asness l’ha dimostrato ormai 50 anni fa. Tuttavia, è anche vero che oggi c’è ancora gente che mette in discussione i vaccini per capire l’esistenza e l’importanza dei trend nei mercati finanziari. Basta che guardate i grandi crolli nel 1929, 2000, 2008. Evitando il mercato quando è in calo e comprandolo quando rompe i massimi, si evitano i drawdown più profondi. E voi direte, vabbè, grazie al cazzo. Eh. Basta di fatto che poi non lo fate, anzi fate il contrario. Un’altra curiosità: Faber osserva che il mercato azionario trascorre circa il 30% del tempo entro il 5% dei suoi massimi storici, quindi un terzo del tempo sempre là in alto. Se evitate i massimi, passate praticamente un terzo della vostra vita da investitori a guardare gli altri che guadagnano, non so perché, ma mi vengono in mente solo paragoni sconci su questa cosa.

00:14:17,460 [Vittorio]

 Quindi, passo poi non dico niente. C’è la classica cosa, secondo me, che uno aspetta tre anni, e poi dopo un po’ si rompe il cazzo e compra a molto più di quanto avrebbe comprato tre anni prima, e quindi hai perso solo tempo e sei pure coglione.

00:14:28,950 [Nicola]

 Ma Matt Faber sostiene, tra l’altro, con i dati, che gran parte delle azioni sono perdenti. Infatti, la borsa non è una democrazia. Dove tutti contribuiscono equamente. È più una tirannia governata da pochi vincitori. Se pensi che comprare un po’ di azioni a caso ti porterà successo, grazie. Abbiamo cattive notizie per te. Faber sottolinea che il rendimento di mercato è estremamente asimmetrico. La maggior parte delle aziende quotate fallisce. Oppure viene delistata o semplicemente non batte il rendimento di un banale contodeposito. E qui alcune nicchie del Foll ci hanno visto giusto. Sul contodeposito dici? Sì. Beh sì, sul contodeposito, è chiaro.

00:15:17,170 [Vittorio]

 C’è la sezione contodeposito, hanno un bel file importante.

00:15:21,470 [Nicola]

 Quasi tutto il guadagno storico del mercato azionario è generato da una piccolissima frazione di titoli, tra l’1 e il 4% del totale. Quindi, senza gli app o gli app in Microsoft nel portafoglio, il tuo rendimento sarebbe stato piatto e negativo. Faber usa questo dato per giustificare l’investimento in indici, in ETF o anche in strategie quantitative. Dato che è quasi impossibile prevedere chi sarà il prossimo super vincitore, l’unico modo per essere sicuri di possedere l’ago nel pagliaio è comprare tutto il pagliaio. Noi ci andiamo sempre.

00:15:56,210 [Alain]

 Quei detti aforismi fantastici. Comunque, il pilastro accademico qui è uno studio di Hendrik Bessenblinder.

00:16:05,220 [Vittorio]

 Non c’è speranza di trovare un economista con un nome decente.

00:16:09,120 [Alain]

 Paolo Rossi, volevamo Paolo Rossi. Solo calciatori sono Paolo Rossi. Arizona State University, il signor Bessembilder. Analizzando il mercato USA dal 1926 al 2016, quindi un bel orizzonte temporale, un bel pezzo di storia, ha scoperto che il 58% delle azioni ha reso meno dei titoli di Stato a breve termine. Lo stesso studio ha rilevato che appena il 4% delle azioni quota è stato responsabile di tutta la creazione di ricchezza netta del mercato azionario statunitense. Il restante 96% dei titoli ha collettivamente pareggiato il rendimento dei T-Bills. cioè del conto deposito. Ricerche più recenti, 2022 e 2023, confermano che se si rimuovono i 10 titoli migliori da ogni decennio, il rendimento dell’SP500 crolla, spesso diventando negativo in termini reali.

00:16:58,870 [Vittorio]

 Io non ho mai capito questa fascinazione a dover comprare azioni singole per trovare la cosa e vantarsi, cioè, è un fattore psicologico. Secondo voi, è tipo una terra del cazzo piccolo rapportata alla finanza che tu devi dimostrare che ce l’hai grosso, come se ti compri il macchinone.

00:17:14,339 [Nicola]

 Il discorso è che se uno fosse bravo a fare sta roba qua, quando io ti dico ‘ho comprato l’azione che spaccherà la tua risposta dovrebbe essere, eh? Perché è un titolo che non hai mai sentito. È così che funziona. Se invece io ti dico, cioè, che ho comprato bitcoin oggi ormai lo sanno tutti.

00:17:37,870 [Nicola]

 Grazie, cioè, tante volte scende più che salire è difficile. Proprio trovare delle cose che nessuno ha in mente. Comunque, parecchi investitori passano la vita cercando la prossima Apple, ma finiscono per avere un portafoglio pieno di quel 96 per cento di azioni che sotto performano rispetto alla liquidità. Quindi, voi in teoria speriamo non fate come il tipico investitore. Questo fenomeno spiega anche perché il capitalization weighting degli indici è pesato per capitalizzazione, come gli S&P 500 funzionano così bene. Anche se sembra stupido, dare più peso ad un’azione solo perché il suo prezzo sale. Questo meccanismo ti costringe a cavalcare i super vincitori man mano che emergono. E da eliminare automaticamente i perdenti, rimpiccioliscono come quota dell’indice e poi spariscono.

00:18:24,940 [Vittorio]

 Io pensavo l’equal weight fosse più intelligente.

00:18:29,710 [Nicola]

 Però so se giunge in Perù.

00:18:33,240 [Vittorio]

 Voi non potete vedere il silenzio che ha Nicola nello sguardo, si sta tenendo tantissimo, e quindi puoi continuare se vuoi, no ma vabbè.

00:18:44,650 [Nicola]

 Comunque io invece ce ne aggiungo un’altra. Per lo stesso motivo, avere 8. 000 azioni in un ETF invece che le 1. 000 più grandi non fa alcuna differenza. L’importante è stare sull’on. Dai vincitori e questo l’indice a capitalizzazione ve lo fa fare per definizione. Il resto, comme dicevamo prima, è solo sindrome da SUV. Chissà se questo passerà come l’ennesimo dissing. No, perché? Vabbè, magari il prossimo punto sarà meno carico di emozioni.

00:19:12,930 [Vittorio]

 Ma insomma, allora diciamo il prossimo punto riguarda il tasse. Quello che dice Matt Faber è che passare ore a confrontare gli ETF per risparmiare uno zero a 0,5 di commissioni del TER, mentre si ignorano le tasse, è come preoccuparsi del prezzo del sale mentre la casa va a fuoco. Pagare le tasse oggi invece che tra 30 anni non è la stessa cosa. Quelli soldi tassati oggi smettono di produrre interessi per te e iniziano a produrli per l’erario, ma che?

00:19:38,780 [Alain]

 Ma che dici Vittorio? L’erario li spende subito. Anzi, usa pure Klarna per allungarli un pochettino. Tanto è tasso zero che succede.

00:19:47,510 [Vittorio]

 Eh, infatti, comunque Faber in realtà è il problema che sta pure in America e quindi guarda le particolarità del suo sistema. Noi ce ne sbattiamo altamente perché è totalmente diverso. Comunque anche per un’Italia, resta importante differire le tasse in tutti i casi in cui sia possibile. Non esistendo ad esempio dei conti di risparmio che non fanno, ad esempio, pagare lo svalenza sui dividendi. Dobbiamo utilizzare un po’ di ingegno. Con un portafoglio stile buy and hold ad esempio di lungo termine quindi, cui i ribilanciamenti sono comunque moderati, se state con regime dichiarativo o a avete la possibilità di differire il grosso delle tasse anche di qualche decennio. Al contrario, una gestione patrimoniale, ad esempio quella dei fondi pensione, dei gestori vari o dei robot advisor, devono pagare le tasse ogni anno. ti diranno però che conviene perché può compensare la minusvalenza mamma mia che culo il problema che forse è meglio se non ce l’ha la minusvalenza da compensare no?

00:20:40,550 [Nicola]

 E poi c’è anche vostro cugino che fa trading dalla cameretta, copiando quelli bravi. Ed è poi eliminando le tracce, rischia di pagare un botto di tasse. Così facendo, ogni volta che liquida un titolo, 26% della plusvalenza va a Giorgia Cognome.

00:20:57,910 [Vittorio]

 Poi c’è pure la Tobin Tax, ricordiamola.

00:21:01,076 [Nicola]

 Comunque, se la plusvalenza la fa, ci sono degli studi di Barber e Odean che dimostrano che gli investitori con il turnover più alto, quelli che fanno più trading, hanno i rendimenti netti più bassi, proprio a causa dei costi di transazione e dell’impatto fiscale. A conferma di quello che dice Faber, Morningstar pubblica regolarmente il Tax Cost Ratio per i fondi attivi statunitensi, la perdita media dovuta alle tasse. Sulle distribuzioni di capital gain è stata storicamente tra l’1 e il 2% annuo. Questo andrebbe spiegato perché negli Stati Uniti hanno un tasso di imposta diverso. Diversamente, il capital gain se è fatto entro l’anno o per più di un anno, quindi lì proprio se fate trading non la vedete bene. Ma anche in Italia, comunque, il fardello può raggiungere delle cifre simili.

00:21:50,740 [Vittorio]

 Sì, peraltro basta fare un test abbastanza semplice. Uno prende una cifra fissa, 10k, e vede la differenza tra il rendimento in decenni di un ETF ad accumulazione e 2k. Une distribution, cioè, se tu continui a ricevere dividendi, li paghi ogni anno per quanto li puoi reinvestire, che comunque è un’assurdità logica che abbiamo già spiegato in passato, cioè, comunque ti ti perdi il fatto che l’interesse composto sta lavorando come fa, invece quella accumulazione. Parlando appunto di queste cose sconce che sono la distribuzione, siamo arrivati ai dividendi, di cui Faber fa una distinzione tra dividendo yield e shareholder yield.

00:22:29,250 [Vittorio]

 Molti investitori scelgono le azioni basandosi sulla cedola, ma pensate, pure in America. Invece, MEB sostiene che questo sia un errore madornale, simile a valutare la salute di una persona solo guardando quanto è abbronzata.

00:22:40,790 [Alain]

 Oh Vittorio, no, ci stai per lasciare!

00:22:45,010 [Nicola]

 No vabbè perché voi non lo vedete, ma Vittoria la bronzatura di Tom Cruise in intervista col Vampire, però io questa roba l’avevo letta, poi sono andato in palestra, mi sono guardato lo specchio e ho detto ‘Beh, però ci stai quanto a morte?’

00:23:02,180 [Vittorio]

 Tornando ai dividendi, una metrica più listica lo shareholder yield, l’idea è che un’azienda può restituire valori ai soci in tre modi, non solo uno, quindi sarebbe shareholder yield uguale dividendi più buyback netti più riduzione del debito. Abbiamo da poco fatto una puntata, diciamo, su tutti i dividendi, buyback, quindi se non avete sentito quella puntata andate indietro, e comunque spieghiamo un po’.

00:23:26,850 [Nicola]

 Cosa dai noi intanto vi aspettiamo.

00:23:39,390 [Vittorio]

 Quindi Faber definisce spesso i dividendi come una tassa volontaria che molti investitori scelgono di pagare senza motivo. E qua siamo d’accordissimo. Gli investitori però amano vedere il cash con sul conto ignorando che quel denaro è stato sottratto dal valore dell’azione stessa e quindi è un giro a vuoto.

00:23:54,830 [Nicola]

 Ma parliamo ora della media mobile a 200 giorni. Wow, che collegamento per nulla forzato, stiamo diventando bravi ad organizzare. Beth Faber è uno dei più grandi sostenitori del trend following per le masse. La sua regola è semplice. Se il prezzo è sopra la media, resti investito. Se scende sotto, disinvesti. Faber utilizza solitamente la media mobile a 10 mesi. Che è approssimamente equivalente alla media 200 giorni. Sono tipo 21-22 giorni lavorativi finché non si decideranno a fare. Trading tutti i giorni sarà la morte di tutti questi sistemi. Quindi, se il prezzo di chiusura mensile dell’indice è inferiore alla sua media degli ultimi 10 mesi, vendi e passa alla liquidità o a titoli di stato a breve termine. Così abbassi pure l’ISE. L’obiettivo, come avevamo già detto prima, è evitare i cosiddetti tail risk, i rischi di coda, quei crolli del 40-50% che richiedono anni o decenni per essere recuperati.

00:24:58,510 [Nicola]

 Faber dice spesso che le cose che tendono a scendere continuano a scendere. E magari anche a sua moglie le diceva.

00:25:09,870 [Nicola]

 Il trend following ti protegge dai mercati orso prolungati, come 2000 o 2008. Mi sento un po’ come Ettore Messina che spiega il terzo tempo al minibasket.

00:25:20,210 [Nicola]

 Ci ha parlato di trend following così. Però, vabbè, riaccendiamo il cervello un attimo. Sebbene la strategia funzioni meravigliosamente sulla carta e nei conti esentasse come i 401k americani, nella cara e vecchia Italia la situazione cambia. Ogni volta che la media mobile genera un segnale di vendita, se sei in guadagno, ZAC! Le Stato bussa la porta per il suo 26% di tasse, questo riduce la massa monetaria che andrai a reinvestire al segnale successivo. Se invece sei in perdita, hai tutto il bordello del recupero delle minusvalenze e finisci per seguire quei tizi che ti vendono i certificati di merda.

00:25:57,370 [Alain]

 Forse il vero nemico di questa strategia non è il crollo improvviso, ma il mercato laterale, no? Se il prezzo incrocia la media 4 o 5 volte, magari in un anno, senza che ci sia un vero trend, finisci per pagare commissioni e tasse inutilmente e poi ti rompi anche un po’. Le palle di seguirlo a un certo punto per avviare a questo MEB suggerisce di usare questa strategia non su singoli titoli che sono troppo volatili, ma su intere classi di asset per ridurre il numero di operazioni.

00:26:30,600 [Vittorio]

 Chiaramente gli ascoltatori più raffinati, come nostri d’altronde, cosa di cui ci vantiamo con le altre mamme al parco, avranno sicuramente sentito dire se ti perdi 10 giorni migliori del mercato il tuo rendimento crolla. MapFabber però aggiunge il pezzo mancante del puzzle. Quei 10 giorni migliori avvengono quasi sempre mentre il mercato sta andando a fuoco.

00:26:50,410 [Nicola]

 È il concetto di Return Clusters.

00:26:52,570 [Vittorio]

 Vabbè, tu sempre vettate con questi termini, comunque Faber, basandosi su studi che risalgono a niente po’ di meno che Benoit Maldelpro, tizio di cui peraltro scopriamo l’esistenza esattamente in questo istante, spiega che la volatilità non è distribuita equamente, ma si presenta a ondate. I giorni da più 5 e quelli da meno 5 non avvengono in mercato calmi e rialzisti, avvengono per lo più durante i mercati orso, con tanto caos. Invece, in un trend discendente, il panico porta a vendite brutali. I giorni peggiori seguiti da rimbalzi violenti, detti dead cat bounces, rimbalzi del gatto morto, un saluto che ha bitcoin in questi giorni, o anche a ricoperture delle vendite allo scoperto. I giorni migliori, se invece usi una strategia trend following come la media mobile a 200 giorni, discussa prima, uscirai dal mercato quando la volatilità esplode. Questo significa che ti perderai i giorni peggiori, ma anche quelli migliori.

00:27:44,520 [Nicola]

 Faber dimostra che paradossalmente va bene così: sì, perché se rimuovi i dieci giorni migliori, il rendimento totale scende; se rimuovi i dieci peggiori, il rendimento sale. Alle stelle, ma se rimuovi entrambi, cosa che accade stando fuori dai mercati volatili, il rendimento totale rimane spesso simile al buy and hold, ma la deviazione è standard, quindi il rischio cala. Il tuo risultato è uno Sharpe Ratio molto più alto, e anche una dieta più equilibrata e meno litigi con tua moglie. Se ce l’hai ancora. Comunque c’è un altro ratio che piace a Faber. Il Cape Ratio. Matt Faber è un sostenitore del Cape Ratio come indicatore di performance future. Cos’è il K-Precio?

00:28:28,470 [Alain]

 Beh, il K-Precio, o Cyclically Adjusted Price to Earnings, noto anche come P . E. di Schiller. Cioè, caspita, che bello avere un P . E. C’è sempre lui, però. Beh, sì, sì, d’altronde. È un bro. È un indicatore di valutazione utilizzato per capire se un mercato azionario è sopravvalutato o sottovalutato nel lungo periodo. Si differenzia dal classico rapporto prezzo-utili, PE, standard.

00:28:53,240 [Alain]

 Per la gestione della ciclicità economica. Ora, invece di usare gli utili di un solo anno, il CAPE utilizza il prezzo attuale dell’indice e lo divide, non per gli utili dell’ultimo anno, ma per la media degli utili reali, aggiustati quindi per l’inflazione, degli ultimi 10 anni. Perché si usa? Uno perché smussa la volatilità, cioè infatti gli utili societari possono oscillare drasticamente a causa di recessioni, boom temporanei, giochetti contabili. La media 10 anni invece pulisce il dato da questi rumori e poi perché ha un discreto sufficiente potere predittivo storicamente un capo molto superiore alla media di lungo periodo suggerisce rendimenti futuri più bassi per il decennio successivo e viceversa. Occhio, li sottolineo un attimo. Lungo periodo, decennio, cioè è importante capire che, se vi aspettate i risultati domani, è meglio che ascoltate Casario.

00:29:51,190 [Nicola]

 Infatti, infatti non è un indicatore di timing, perché un mercato può restare caro per anni, ma un’indicazione su quale aspettativa di rendimento a lungo termine avere. Cape et ai massimi storici stai pagando molto cara ogni utilità di utile prodotta dalle aziende, ma nessuno sa quali siano questi massimi storici. Sono concetti più imprescrutabili di comici di destra che fanno ridere. L’intuizione di Faber è guardare al cape di diversi paesi. Relativizzando il concetto, alcune delle problematiche si attenuano. Ogni anno Faber classifica i mercati globali dal più economico al più costoso in base al Cape Ratio. La sua strategia, chiamata Global Value, consiste nel comprare il quartile più economico, cioè il 25% dei paesi con il Cape più basso, e ignorare o magari vendere allo scoperto addirittura il quartile più costoso.

00:30:47,570 [Vittorio]

 Infatti, secondo Faber, investire nei paesi più economici, tra virgolette, economici, stando al cape, porta ad una massiccia sovraperformance. Questa cosa è storicamente vera, ma richiede davvero una pazienza disumana. Tipo quando vi hanno portato a pattinare per la prima volta e avevate 40 anni. Le ricerche di Faber e poi anche di Cliff Asnes mostrano che dal 1980 ad oggi il quartile dei paesi più economici ha reso circa il 12-15% annuo, contro il 4% annuo. 5% dei paesi più costosi. Detto ciò, è vero che il CAPE ha potere predittivo nel lungo periodo, ma è inutile nel breve. È un pessimo strumento di market timing per l’anno prossimo, ma è un eccellente indicatore dei rendimenti a 7-10 anni. Ok, però negli Stati Uniti? Negli ultimi 10 anni, gli USA hanno avuto un capo eratio che ha reso molto alto.

00:31:38,900 [Vittorio]

 Vittorio sei stato cattivello ultimamente con me, ma non ti preoccupare, ti aiuto io.

00:31:44,960 [Vittorio]

 Grazie Pietro. Quindi, negli ultimi dieci anni, gli USA hanno avuto un, quello che ha detto Pietro, molto alto, eppure hanno continuato a sovraperformare. Faber ammette che il CAPE può restare stare alto per molto tempo, ma sostiene che la regressione verso la media sia una legge della finanza a cui nessuno sfugge per sempre. C’è poi il fatto non trascurabile che spesso i paesi più economici sono quelli che tutti odiano o che hanno rischi molto elevati, tipo la Russia, la Grecia, il Brasile o la Turchia.

00:32:09,630 [Alain]

 Perché ce l’hanno col Brasile e la Grecia? vabbè Comunque mi sa che stiamo andando lunghi qua. Parliamo di mucche e pomodori, dai. Poi chiudiamo. Cioè parliamo di terreni agricoli. C’è da dire che Faber, se non l’avete mai visto, andate a guardarvi la foto. Ha la faccia proprio del lipster che si coltiva le piantine da solo. Proprio pari, pari, pari, pari. E la fenologia secondo me è una scienza esatta. Dimostrami che ho torto, ma senza citare studi, fate come minimo le simulazioni dei suoi genitori.

00:32:35,940 [Vittorio]

 I suoi genitori hanno veramente una fattoria, si capisce infatti, sembra, avrete presente The Big Short. Il personaggio di Brad Pitt, quello che si mangia l’insalata, dove caca praticamente, sembra un po’ lui.

00:32:50,240 [Nicola]

 Sta cosa qua ha fatto il percorso inverso, perché Brad Pitt in quel film lì era prima il trader e poi è diventato così. Invece è partito dalla campagna per fare il bro, l’erba del vicino.

00:33:05,990 [Alain]

 È sempre la più verde o la più buona. Dipende da cosa fate.

00:33:09,410 [Vittorio]

 Grazie.

00:33:10,520 [Alain]

 Comunque, a parte questa facile ironia, MapFabber ha un debole per la terra, quella vera, marrone, fangosa, spesso concimata. Sostiene che i terreni agricoli, farmland, siano l’asset class più sottovalutata ed ignorata dai retail, nonostante abbiano performance che farebbero invidia a un fondo edge di Wall Street. Faber non suggerisce di comprare un trattore e mettersi alla guida, però di considerare la terra come un asset finanziario che ha dei benefici. Il primo sarebbe un rendimento reale, a differenza ad esempio dell’oro, la terra produce qualcosa. Ai tuoi pomodori. E ti paga un profitto. Poi è un edge contro l’infezione. Infatti se il prezzo del cibo per caso salisse, il valore della terra e dei suoi prodotti sale. È praticamente una protezione naturale. E infine la scarsità. E lui cita spesso Mark Twain. Comprate terra. Non ne fabbricano più. Molto saggio. E poi con la popolazione mondiale comunque in crescita. Terra rapida in diminuzione. L’equazione è semplice.

00:34:10,949 [Nicola]

 Sarebbe anche un indice che però io non vi cito perché sono tipo 80 consonanti e una vocale, ma se ne cercate un indice dal 1991 al 2023, il rendimento annuo composto è stato del 10-11%, quindi paragonabile con l’SMP500, ma con una deviazione standard molto più bassa. Qui direi volatility laundering, qualcuno ha parlato? No, non credo. La terra agricola non si cura se il Nasdaq crolla del 3%, perché i tassi sono saliti. Le persone devono mangiare indipendentemente dal sentiment di mercato. E poi la correlazione storica è stata spesso negativa o vicina allo zero, rendendolo un ottimo diversificatore per un portafoglio. Storicamente, era difficile per un piccolo investitore accedere alla terra. Servivano milioni, no, per comprarsi una fattoria. Ma oggi? soprattutto negli Stati Uniti, ci sono dei rate specializzati, ci sono delle piattaforme di crowdfunding agricolo, quindi sta diventando più accessibile.

00:35:16,150 [Nicola]

 Rimane sempre una frazione minima di portafogli globali. Quindi, se qualche sponsor con prodotti idonei sta ascoltando battete il colpo, noi siamo sempre ben disposti ad accettare soldi per parlare di buoni prodotti per i nostri cari ascoltatori.

00:35:32,620 [Alain]

 Eccoci alla posta del cuore. Potete entrare nella nostra posta del cuore tramite il contact form che c’è sul sito, rispondendo alla newsletter, ma per fare questo dovreste iscrivervi.

00:35:44,060 [Alain]

 Oppure potete entrare nel subreddit e fare le domande apertamente alla community, che è sempre molto ben disposta a rispondere alle domande. Quella intelligente. Spesso. Forza! Non lo so. Non c’entro mai, che cazzone sono io?

00:35:59,670 [Alain]

 Questa lettera arriva da Gianluca. Buongiorno ragazzi. Innanzitutto, ancora complimenti per il podcast. Vi scrivo dalla provincia romagnola. Ho 42 anni e ultimamente, osservando i dati sulle abitudini dei Gen Z, Cinque sette, Cinque sette, Cinque sette, generazione Z, va bene anche. Jinxeta mi sembra che il solito scontro, noi eravamo fighi, loro sono smidollati, ma anche il punto centrale, ai miei tempi a 14 anni, avevi il motorino. A 18, un 14 GT ereditato in famiglia. Il weekend era impegnativo, aperitivo, cena, pub, discoteca, brioche all’alba. Riccione aveva più club che abitanti. E l’estate ci si stringeva in casa e vacanze per tre mesi. Si beveva tanto. Troppo. Confondere le ciclabili con la statale nella nebbia era un classico. Ma eravamo ragazzi del ceto medio, nessuno era ricco. Eppure tutto era accessibile. Oggi il panorama è desertificato. I motorini sono spariti.

00:37:00,350 [Alain]

 Posso dire grazie a Dio? Mi pensavano sui coglioni che comunque.

00:37:05,910 [Alain]

 Purtroppo qua da me ancora due o tre ci sono ma prima o poi glieli buco. I motorini sono spariti. La potente non è più un rito di iniziazione urgente, e le discoteche storiche sono diventate balere per reduci. Ma la domanda che vorrei porvi è economica. Oggi una vita del genere è ancora sostenibile. Con i drink a 10-12 euro, come fa un ventenne a reggere il ritmo di alloggio? Il cambiamento è figlio di una scelta culturale? O di un portafoglio vuoto e stai mixando, è nato prima il debasement economico, un saluto Gianluca, troppi termini Gianluca, Qua ti stai nicolizzando.

00:37:44,020 [Nicola]

 L’altro, lui, è la seconda volta che lo leggiamo. Sì è vero, è vero comunque, come al solito parliamo di robe di cui non sappiamo niente, che non conosciamo. quindi io Punto tutto sul debasement economico, perché semplicemente, secondo me, abbiamo preso a prestito dal futuro, e mo quel futuro è arrivato col conto in mano. E ce la pagherà, quindi ci sono meno soldi in giro, cioè alla fine io non penso che qualcuno si sappia avere la possibilità di andare in giro in macchina. Dice non faccio la patente, soprattutto in Italia, dove soprattutto se vivi in provincia, se c’è il motorino a lente, lo buca e quindi c’è bisogno della macchina che ti buca pure quella bastardo.

00:38:36,880 [Nicola]

 Per cui, secondo me, è proprio la è una questione di se ci sono meno soldi.

00:38:42,680 [Vittorio]

 Allora, io con la Gen Z, diciamo, che ci lavoro, e anche anzi tecnicamente scrivo per loro. Quindi qualcosa ho imparato a conoscerlo. Allora, secondo me, la prima grande differenza rispetto ai millennial è che siamo cresciuti con promesse diverse, diciamo i millennial, secondo me, arrivavano da una generazione che aveva vissuto veramente gli anni 80 e pensava che perlomeno in Italia quel trend continuasse e un po’ Quelle premesse si è dovuta, cioè è uno dovuto accettare una realtà che era mutata, però comunque è ricresciuto nella cosa diventerà il presidente degli Stati Uniti, le famose cose dei film americani, loro sta cosa è un po’ col cazzo, loro sono cresciuti con 700 traumi, 600 guerre, la paura che finisse il mondo, Greta Thunberg, cioè sembra una cosa strana, ma questo ti mette già in una mentalità molto differente, con una serie di stress, traumi diversi e peraltro anche ultra giustificati. La deuxième, selon moi, est l’erreur. Tu stai confrontando i bisogni che avevi quando avevi 18 anni, pensando che siano gli stessi per i 18 anni, 20 anni, 25 anni di oggi.

00:39:48,010 [Vittorio]

 Ad esempio, io ti potrei dire che il motorino non lo vogliono e preferiscono la bicicletta, perché hanno paura che il mondo venga distrutto dal cambiamento climatico e quindi dicono: ‘Se posto faccio la mia parte, non utilizzo mezzi a benzina’ oppure ci sono tantissime statistiche che dicono, ad esempio, che è una generazione che beve pochissimo, infatti se vedi Campari tantissimo in pubblicità per far rinascere l’idea di aperitivo e per pomparlo per far sembrare una cosa figa, poi d’altra parte fanno tantissimo uso di di droghe e di antidepressivi ad esempio, quindi se tu vuoi vedere quel mondo, secondo Quelle che erano le tue esigenze, è ovvio che vedi una grandissima differenza. Magari alla discoteca non gliene frega un cazzo, hanno un altro tipo di esigenze. Ad esempio, viaggiano molto più di quanto facevi tu, molto probabilmente. Tu stavi a Riccione tutta l’estate e loro vogliono andare tre mesi in giro per l’Europa per dire, cioè, stai valutando mele con pere. È chiaro che le cose non ti tornano.

00:40:41,400 [Alain]

 Sì, condivido anche io che le nuove generazioni sembrano avere gusti diversi dai nostri, come è giusto che sia, come è sempre stato alla fine. Io stesso, ad esempio, in quello che scriveva Gianluca, non mi ritrovo. Non ho mai desiderato né la moto né i 14 GT. L’unico mio desiderio è sempre stato una bella station wagon con i vetri oscurati, ma perché? Per andare in campeggio, no? Per andare in campeggio, cosa pensavano questi ragazzi? 18 anni, cosa pensi, se non c’è un peggio, probabilmente comunque c’è un concorso di colpa, no? Cioè, sono due ipotesi sensate. Non lo so, la mia impressione, coi pochi dati punti che ho, eh, non mi pare che i papi e i mami di oggi sgancino molto meno rispetto al passato, perché alla fine eravamo finanziati noi, come sono finanziati loro. Non so se li fanno mancare qualcosa da quel punto di vista. Se posso, devo dirla, secondo me siamo tutti dei gran viziati, noi e loro, no? E sui traumi della genialità? Cioè, boh, secondo me dovremmo tutti fare, non so, tre mesi in Congo, prima dei 18 anni, così risparmiamo in psicologi.

00:41:45,070 [Alain]

 Perché alla fine, se contestualizzi che cazzo di problemi abbiamo noi millennial agent, z non abbiamo nessun cazzo di problema, è semplicemente che non vogliamo contestualizzarlo nel quadro un attimino più ampio. Poi siamo preoccupati per il futuro, magari non leggere troppi giornali, non fare troppo quello che guarda il TG, insomma, vedi che ti passa e che cazzo.

00:42:09,070 [Vittorio]

 Non lo sai peraltro vuoi sottolineare che il cocktail 10-12 euro, come non se lo prendono loro, non te lo prendevi te a 20 anni, cioè tu ti bevevi la famosa vodka di Arisha e te lo facevano che costava 4 euro. Quel cocktail, che 10 euro ci andavi avanti una serata, e conoscevi dei posti orribili, perché il tuo stomaco reggeva quella roba.

00:42:27,470 [Alain]

 Se lo fai io, adesso, tu muori per una settimana, ma secondo te, perché fanno gli zaini della North Face con le due tasche laterali: uno è per la scatola di fagioli e l’altro è per la birra portata da casa, ma sempre è stato così. Comunque, sotto il posto, sempre.

00:42:41,360 [Nicola]

 Io voglio distruggerti. Io conosco che di anni di 17 anni in Congo si è fatta, non ha risolto, finisce.

00:42:55,710 [Nicola]

 Comunque, comunque, c’è il tempo delle cazzabubbole e volevo raccontarvi una cosa, perché un’amica di mia moglie ha partorito e quindi vorrebbe anche lei un bel push gift, vero? Sì, basti quello, no. Non so come si dice in italiano circoncisione. Circoncisione è giusto? Circoncidere il figlio perché il nostro figlio è circonciso, ma e quindi lei lo chiedeva, mia moglie, per dire tipo come hai fatto a convincere tuo marito, e comunque noi non è che l’abbiamo fatto per questioni religiose, è più una questione di di igiene e di salute. Se uno guarda dal foglio Excel, dal foglio Excel è molto più intelligente farlo, però ovviamente è un’operazione, quindi c’ha i suoi rischi. E poi soprattutto un bambino piccolo. E quindi quando è successo a noi, eravamo in Inghilterra, e niente.

00:43:57,330 [Nicola]

 Quindi quando mia moglie mi aveva proposto, all’inizio la mia reazione è stata la gif di Guzzanti in Boris, no? Quando dice, ma sì dai!

00:44:09,220 [Nicola]

 poi ho studiato e alla fine aveva senso, però appunto. Dici vabbè, mia moglie, comunque ha la testa sulle spalle, troverà un medico per farlo, anche perché noi eravamo lì da soli, non hai un network di persone che ti possono aiutare. Consigliare dove andare per fare ste robe qua. Quindi partiamo un sabato, sabato mattina, arriviamo davanti a questo palazzone alto, che però uno dice, ‘vabbè, non è un ospedale, tipo quelle cliniche, così’. L’ingresso era un po’… il rifacimento, diciamo però, è anche l’Inghilterra, per cui ti abitui a stare un po’ quindi saliamo, andiamo in sala d’aspetto, stiamo lì aspettiamo, insomma, la tensione sale un po’ . E poi entriamo e ci presentiamo al dottore, al medico. E a quel punto io praticamente dalla finestra riuscivo a vedere il lato opposto del palazzo, non quello da cui eravamo arrivati, ma quello che c’era dietro. Lì scopro che praticamente noi eravamo dentro alla curva di uno stadio, cioè era il lato corto di uno stadio. Tu vedevi dalla finestra il campo da calcio e le tre tribune che finivano. Hai messo in dubbio le tue fonti mediche, vero?

00:45:39,600 [Nicola]

 E quindi questa cosa, ancora mi pare, ci penso.

00:45:44,780 [Nicola]

 Ma anche perché questo qua, cioè, ci aveva fatto i problemi, si faceva i problemi per farlo qua in Svizzera, che dico, voleva andare lì a bracciare di riguardo, cioè, da dove sono passato io?

00:45:55,840 [Nicola]

 Vai tranquillo, perché c’erano i cori del West End.

00:46:01,500 [Alain]

 Tu pensa a sta roba, ma come cazzo fanno? Non lo so. D’altronde in settimana è sempre vuoto.

00:46:10,780 [Nicola]

 per ammortizzare i costi su costi fissi comunque io ieri sera sono andato a un concerto E quindi mi è venuto come mezzo consiglio, non so quanto possa valere come consiglio, però sono i concerti in Svizzera. I concerti in Svizzera perché secondo me sono non fanno il sold out come qua dopo due ore? Sì, però nel senso con i prezzi, diciamo che riesci a i biglietti, comunque gli tagliano le gambe, diciamo no, perché è il mercato perfetto per quelli che hanno superato una certa età e che vogliono andare comunque ai concerti, perché comunque i gruppi che vengono sono comunque super top. Però i locali, cioè i locali, i posti dove li fanno, sono generalmente più piccoli, cioè io ero in un palazzetto, però comunque non non è grandissimo, ci puoi andare tranquillamente o a piedi o con la metro, non c’hai i cazzi dell’RS.

00:47:18,400 [Nicola]

 Iniziano prestissimo, cioè otto e mezza, nove sicuro, iniziano e poi l’esperienza più bella secondo me è il monte. perché Montreux Jazz nonostante abbia jazz nel titolo non fanno jazz per niente ed è fatto in un posto che è addirittura più piccolo di San Francisco, perché ha il lago, però è fighissimo, perché riescono ad avere due o tre location lì vicine. Ci arrivi in treno, te ne vai in treno. Easy peasy, per cui se riuscite lo scenario è bellissimo, perché poi delle volte lo fanno all’aperto, quindi vedi il lago al tramonto. Per cui, se avete occasione, secondo me è un’ottima esperienza.

00:48:06,470 [Vittorio]

 Io invece consiglio visto che a brevissimo dovrebbe uscire, anzi esce il film e lo sto rivedendo la serie per la settantesima volta. Peaky Blinders, che per me è la serie più bella, più fantastica, incredibile, cioè Tom Hardy, che è una cosa mostruosa, ma la cosa che io adoro di quella serie è la storia del creatore, che è esattamente cosa vorrei fare io nella vita, perché lui si chiama Stephen Knight, e lui è stato all’inizio un attore televisivo, e ha partecipato a due programmi, uno a famoso e il secondo è diventato co-creatore di chi vuole essere milionario. Quindi subito dopo ha iniziato a incassare delle royalties mostruose. Essendo il co-creatore, perché è un formato venduto in tutto il mondo, e ogni puntata di ogni paese gli pagano dei soldi, e con quei soldi lui ha deciso. Io ora mi produco tutto quello che mi All’inizio ha cominciato a scrivere per teatro, nel frattempo si andava a selezionare gli attori, poi ha cominciato a fare delle serie TV, prima come sceneggiatore, poi come autoprodotto.

00:49:08,840 [Vittorio]

 Si è coltivato i suoi attori e ha fatto prima una serie che si chiama Taboo, che ha Tom Hardy dentro, e poi ha fatto Peaky Blinders, che ha avuto un successo enorme. La cosa divertente della storia di Peaky Blinders è che lui è così chad, ma così chad, che ha fatto questa serie che andava prima su BBC2. Già dalla prima stagione ha avuto un successo. La Madonna l’hanno piazzato in prima serata, poi dalla quarta l’hanno messo in prima serata sul BBC One e alla quarta stagione si compra la sua società di produzione, che era quella di questo Stephen Knight. Grazie per aver guardato il video. Tempo, cioè che quando tu hai un prodotto audiovisivo di qualità, la casa produttrice cosa decidono di fare? Fare gli spin-off, allungare il brodo, eccetera, eccetera. È la sesta stagione in particolare, cominciano a fare un po’ di pressioni. Lui di tutta risposta, chiude la serie. L’ultima puntata non può riaprirla, e tre giorni dopo dice: ‘Vabbè, ma io non ho venduto i diritti del film’.

00:50:09,000 [Vittorio]

 Il film me lo faccio per cazzi miei, e si è fatto il film.

00:50:12,990 [Vittorio]

 Cioè, è un mito.

00:50:14,480 [Vittorio]

 Peraltro, ora sarà lo sceneggiatore del nuovo 007 con la regia Denise Villeneuve, che è tipo io. Spero che sia bello, ma sarà una cagata pazzesca. Tuttavia, è stupendo solo l’idea che c’è questi due ‘vabbè’. Basta.

00:50:28,250 [Alain]

 Grazie. Grazie. Non te lo dico che non l’ho visto, non so chi sia Tom Hardy.

00:50:33,530 [Vittorio]

 Come non sai chi è Tom Hardy? Tom Hardy è Bane di Batman, quello di Nolan.

00:50:38,090 [Alain]

 Perfetto, anche bene. Quello cattivo con la maschera mi dice qualcosa? No, comunque è un attore incredibile, è bravo di brutto.

00:50:49,340 [Nicola]

 È Peaky Blinders, che non è così bella come dice Vittorio, non capisce niente. Niente, basta vai di lato.

00:50:58,640 [Vittorio]

 Io lo sapevo che c’era questa cosa da Nicola Beh.

00:51:04,120 [Alain]

 Oggi il mio consiglio è un po’ di nicchia, cioè chi è interessato lo conosce già, gli altri probabilmente non gli è frega un cavolo. Comunque è vero, peccato lo stesso. Vi consiglio il canale YouTube di Sam Pilgrim. È un mountain biker britannico, praticamente una leggenda dello sport. È stato pioniere, ambasciatore.

00:51:23,200 [Alain]

 Oggi, vabbè, è un po’ Invecchiato 45 anni, anche se ha un fisico che io lo vorrei aver avuto a 20 anni, e ha aperto appunto questo canale YouTube molto molto cool, no no, vabbè dico però fischia. Guarda il fisico che c’ha sempre: la creme porta rispetto, porto rispetto.

00:51:45,800 [Nicola]

 Arriverò, arriverò, manca poco.

00:51:49,530 [Alain]

 E comunque niente, c’è questo canale YouTube molto figo, ma soprattutto è lui molto interessante, cioè è proprio un personaggione. Tanto per dirne una, se hai rotto l’incisivo in alto centrale, davanti non puoi non vederlo, sembra non so cosa sembra, comunque gli manca su incisivo perché giustamente fare mountain biker, potete immaginare cosa è successo. E lui boh, è da un paio d’anni che non si è cambiato un cazzo, cioè non si è fatto mettere nulla. Ha detto: ‘Vabbè, tanto tra poco ricado E quindi, taccagno vero, uno di noi per risparmiare sul dentista non si fa mettere l’incisivo.

00:52:27,352 [Vittorio]

 Bravo, comodo! L’incisivo è proprio uno di quelli che non ti dà fastidio sotto la lingua, ma figurati te ne rendi conto.

00:52:33,740 [Nicola]

 Ma appunto paghi lo psicologo per non pagare il dentista, cioè ti dai dei tic morbosi.

00:52:42,240 [Vittorio]

 Non sembra il tipo, però, detto ciò, vogliamo salutare i nostri ascoltatori. Se volete, ci riuniamo in un cinema di Roma tutti quelli che capiscono come funziona davvero l’audiovisivo, a vedere il nuovo film di Peaky Blinders. Vi teniamo aggiornati sul nostro Reddit oppure sulla nostra newsletter. Se volete facciamo una raccolta fondi sul nostro Too Big To Fail per pagare i biglietti, quindi comunque anche gli altri che non possono partecipare possono mettere i loro soldi. Chiaramente tutto ciò è un messaggio falso. Ciao ciao!