Oggi parliamo del tuo sogno bagnato: guardare partite di calcio a ripetizione, scommettere tutto sull’Atalanta e diventare milionario. Ti raccontiamo la storia di Tony Bloom, padrone del Brighton, scommettitore seriale e disciplinato che sta sfondando in Premier League.
I consigli di oggi:
Nicola: The risk takers podcast
Vittorio: Hoser su YouTube
Alain: Iohan Gueorguiev su YouTube
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Puntate collegate:
- Quanto conta il culo negli investimenti? (Ep. 15)
- Regole del trading applicate alla vita (Ep. 90)
- Usare la mentalità del trader (Ep. 59)
Cose nominate (forse):
- Tony Bloom.
- Criterio di Kelly.
- Asian Handicap.
- Premier Bet.
- Starlizard.
- Renaissance Technologies.
- Two Sigma.
- Ultimo Uomo.
- Skin in the game (Nassim Taleb).
- Football Hackers di Christoph Biermann.
- The Smart Money di Michael Konik.
- Brighton & Hove Albion.
- Value investing.
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TL;DR
- La storia di Tony Bloom: La puntata esplora la carriera di Tony Bloom, un giocatore d’azzardo diventato celebre per aver applicato rigorosi modelli matematici e statistici alle scommesse calcistiche.
- Il Criterio di Kelly e la gestione del capitale: Viene spiegato il Criterio di Kelly, una formula vitale per i professionisti, che indica quale frazione di capitale puntare in base al proprio vantaggio reale per massimizzare la crescita nel lungo periodo e allontanare il “rischio di rovina”.
- L’efficienza dell’Asian Handicap: Bloom ha costruito il suo successo intuendo la superiorità dell’Asian Handicap asiatico rispetto ai sistemi europei: offre margini di costo ridotti, un impatto minimo della varianza grazie al rimborso in caso di pareggio, e una liquidità sufficiente ad assorbire puntate milionarie.
- Starlizard, l’hedge fund delle scommesse: Viene raccontata la fondazione di Starlizard, un sindacato privato che analizza le probabilità attraverso metriche proprietarie avanzate come la “Dangerousity” (i futuri Expected Goals). Il modello scommette sulla regressione verso la media ignorando le narrazioni sportive e i dati “spazzatura” come lo storico degli scontri diretti.
- Il miracolo sportivo ed economico del Brighton: Dopo aver salvato la squadra dal fallimento nel 2009, Bloom vi ha trasferito la filosofia di Starlizard. Operando in stile value investing, il Brighton ha scovato talenti analizzando “dati profondi” invisibili alla massa e rivendendoli a cifre colossali, portando il club in Premier League ed Europa League.
- Posta del cuore finanziaria: Nella parte finale, i conduttori criticano la confusione tra vera diversificazione di un portafoglio e il “tilting” (sovrappesare strumenti fattoriali) e demoliscono approcci inutilmente complessi come l’acquisto ciclico di opzioni put da parte di un investitore non professionista.
Lezioni principali da trarre:
- I mercati inefficienti esistono in ogni settore: Laddove le percezioni pubbliche o i prezzi sono formati dall’emotività, da bias cognitivi e da informazioni parziali, esiste terreno fertile per un approccio sistematico e quantitativo, in borsa come nello sport.
- Avere un vantaggio è inutile senza disciplina mentale: La vera forza di chi batte il mercato non sta solo nell’avere un modello corretto, ma nella capacità psicologica di ignorare i cali fisiologici e fidarsi dei numeri anche quando producono perdite repentine su scala giornaliera o mensile.
- Il Risk of Ruin va gestito sempre: La varianza è reale; non si può mai prevedere il singolo evento. L’unico modo per trarre frutto da un vantaggio statistico è gestire con attenzione la “dimensione della scommessa” per non venire spazzati via dai mercati prima che la legge dei grandi numeri si realizzi.
- Focalizzarsi sui processi profondi, non sul risultato in superficie: Risultati negativi temporanei spesso nascondono ottime esecuzioni (una squadra che crea molte occasioni e non segna per caso). Comprendere la discrepanza tra risultati superficiali e valore reale offre un vantaggio competitivo massiccio.
- L’importanza di avere “Skin in the game”: Il sistema regge meglio quando si allineano gli incentivi; se c’è un rovescio negativo, chi partecipa ai dividendi in tempo di guadagno deve essere pronto a coprire le perdite di tasca propria.
Trascrizione
00:00:02,980 [Vittorio]
In questa puntata di Too Big to Fail, raccontiamo la storia di Tony Bloom, un giocatore d’azzardo professionista che ha applicato il suo modello statistico ad una squadra di calcio. Critichiamo due portafogli un po’ strani, poi io e Alain rispondiamo a delle domande difficilissime di Nicola.
00:00:19,180 [Alain]
Se volete darci una mano, fate conoscere questo episodio a un amico. Parlatene dal vivo alla macchinetta del caffè. Ditegli che avete sentito una roba incredibile su un tizio che scommetteva milioni e ha finito per battere la Premier League. Questo podcast corre grazie alla vostra voce.
00:00:35,840 [Vittorio]
Nel mondo delle scommesse professionali esiste un concetto che si chiama closing line. È il punto in cui tutte le informazioni disponibili, come gli infortuni, il meteo, le voci dallo spogliatoio, perfino il fatto che l’allenatore abbia litigato con la moglie sono state incorporate in un singolo numero. La maggior parte delle persone cerca di battere quel numero, mentre pochissime sono la ragione per cui quel numero si muove.
00:00:57,520 [Alain]
Ci sono due categorie di scommettitori nel mondo. Quelli che puntano su quello che vogliono che succeda, tipo la squadra del cuore, la favorita del momento, la Bosnia-Herzegovina, il consiglio di quello strano parente che sogna cose improbabili. E poi ci sono quelli che cercano un vantaggio sistematico, misurabile e replicabile. Gli smart money. Oggi parliamo della persona che forse meglio di chiunque altro al mondo ha incarnato quella seconda categoria. Si chiama Tony Bloom, è cresciuto a Brighton, è diventato uno dei giocatori d’azzardo più bravi, perché qui si parla di bravura e non di fortuna, degli ultimi 30 anni, tanto che lo chiamavano The Lizard, la lucertola nei mercati asiatici, dove operava in anonimato ovviamente.
00:01:38,800 [Nicola]
E poi un giorno ha deciso di comprare la squadra di calcio della sua città. Infatti, il Brighton languiva nella terza serie inglese, con uno stadio di atletica che i tifosi odiano, ha ragione, come noi odiamo i Sanchi di Italia Personal Finance ad inizio anno. Ma andiamo con ordine.
00:01:55,500 [Vittorio]
Per capire Bloom, bisogna prima di tutto capire una cosa su come funziona il mondo delle scommesse a livelli alti. Insomma, parliamo di cose importanti, non dell’ubriacone in tuta dell’Adidas tarocca al bar sotto casa. Sono quindi matematici, statistici e analisti che trattano le scommesse esattamente come un hedge fund tratta i mercati finanziari.
00:02:13,480 [Nicola]
Come abbiamo detto, Bloom è cresciuto a Brighton, con un nonno nel consiglio di amministrazione del club locale. Ma più che dal calcio, lui era attratto dai numeri. Era un prodigio della matematica che vedeva il mondo solo in termini di probabilità e nell’ambito delle scommesse un concetto gli aprì la mente più di qualsiasi altro.
00:02:32,870 [Alain]
Il Kelly Criterion, ovvero il criterio di Kelly, è una formula matematica sviluppata negli anni 50 da John Kelly. Formula risponde sostanzialmente a questa domanda. Se hai un vantaggio su una scommessa, quanto devi puntare per massimizzare la crescita del tuo capitale nel lungo periodo? La risposta intuitiva, quella che diciamo noi alla cazzo di cane, è punta tutto, tanto sei sicuro di vincere. Hai fatto anche il tizio ubriaco Un po’ Barney. Cacchio, mi è venuto Barney, ha ragione. Perfetto, fico. Il criterio di Kelly dice di puntare solo una frazione del tuo capitale, no? Calcolata in base all’ampiezza del tuo vantaggio. Se punti troppo, ti rovini con le perdite che capitano e sono inevitabili anche quando hai ragione, perché comunque un evento stocastico che significa probabilistico. Se punti troppo poco, cresci troppo lentamente. Il Kelly Criterion trova il punto di equilibrio ottimale per ammassare si mixare la crescita del capitale nel lungo termine.
00:03:36,840 [Nicola]
È il principio opposto rispetto a quello che fa il 99% delle persone al busport, che si sentono sicurissime dell’Inter e mettono tutto sull’Inter, o peggio fanno i parlay che non so nemmeno come si dica in italiano, cioè sono quelle scommesse legate l’una all’altra dove poi devi di azzeccarle tutte insieme per vincere. Vabbè, la schedina, eh, praticamente però sono quelle che rendono molto di più alle case di scommessa.
00:04:04,480 [Vittorio]
C’è lo stato italiano nel caso sì.
00:04:08,340 [Nicola]
Il Kelly Criterion ti dice, anche se sei sicuro al 70%, punta solo una fetta del tuo bankroll, perché il rischio di rovina, cioè di perdere tutto prima che la legge dei grandi numeri faccia il suo corso, è sempre dietro l’angolo.
00:04:22,690 [Vittorio]
Bene, ora possiamo andare un pizzico avanti nella storia. Siamo negli anni 90 e il nostro caro Bloom lavora per Victor Chandler, il proprietario di Beth Victor, una delle più grandi case di scommesse britanniche di quei tempi. E Victor Chandler lo mandò a Bangkok. Bangkok!
00:04:37,880 [Vittorio]
Sì Bangkok perché? No no niente Vabbè, insomma, va a Bangkok per aprire operazioni di scommesse di Victor nel mercato asiatico. E lì Bloom capì una cosa che sarebbe diventata il suo vantaggio competitivo assoluto. La prostituzione.
00:04:51,630 [Vittorio]
cioè che il mercato dell’Asian Handicap era strutturalmente superiore a tutto il resto e io che ho detto?
00:04:57,890 [Alain]
vabbè non è proprio spieghiamo l’Asian Handicap che potrebbe essere anche una categoria forse lo è però non andiamo a cercare Nel calcio europeo tradizionale scommetti su 1 pareggio o 2, no, 1×2, cioè vittoria casa, pareggio o vittoria ospite. Il bookmaker si tiene un margine che va dal 5 al 7% su ogni scommessa. Sono i costi di transazione del sistema, proccaggio, chiamiamolo così. L’Asian handicap invece elimina la possibilità del pareggio, come sostanzialmente assegnando un vantaggio o uno svantaggio in gol alla squadra più forte prima del calcio d’inizio. Diciamo che, se la Juventus gioca contro il Crotone, la Juve parte con un handicap di meno un gol. Ora, questo non è un caso attinente, però, se poi vince con due gol di scarto, hai vinto la scommessa sull’Asian Handicap. Se vinci con un solo gol di scarto, in realtà hai pareggiato.
00:05:58,880 [Alain]
E i mercati asiatici spesso prevedono il rimborso della puntata in caso di pareggio dopo l’handicap. Questo sistema ha tre vantaggi per chi scommette professionalmente.
00:06:08,780 [Nicola]
Primo, le immagini della casa sono molto più basse. Come dicevamo prima, in Europa si paga tra il 5 e il 7% di tassa implicita al bookmaker. Mentre nell’Agile, il handicap quella percentuale scende sotto il 2% e su milioni di euro di scommesse è una differenza enorme.
00:06:27,010 [Vittorio]
Il secondo vantaggio invece è il controllo della valutazione. Varianza. Il rimborso in caso di pareggio appiattisce drasticamente le oscillazioni del bankroll. Per chi scommette professionalmente, le fluttuazioni di breve periodo sono un pericolo veramente esistenziale. Non perche ti manda in rovina un giorno solo, ma perché ti può far abbandonare una strategia vincente nel momento sbagliato. Meno varianza significa aver meno bisogno di disciplina psicologica.
00:06:48,890 [Alain]
Terzo, la liquidità. Nei mercati asiatici, puoi piazzare scommesse da un milione di sterline su una partita di Premier League senza che le quote si muovano immediatamente. Nei mercati britannici, quella cifra sposterebbe la quota. Se sei uno come Bloom, che punta in porti enormi, hai bisogno di mercati molto profondi e molto liquidi.
00:07:07,390 [Vittorio]
Bloom quindi capì che aveva trovato il campo di gioco perfetto. Ma capì anche un’altra cosa, che come individuo aveva due limiti, il suo capitale personale e la sua capacità di analisi. Per dominare davvero aveva bisogno prima di tutto di una macchina.
00:07:20,080 [Nicola]
Però prima della macchina andò a costruirsi un war chest, un forziere. Fondò e vendette alcune delle prime aziende online del settore. Premier Bet. che poi ha venduto per un milione di sterline nel 2002, e poi alcune piattaforme di poker online, tra cui Tribeca Tables e Sam Iver. Questo gli diede il capitale sufficiente per il passo successivo. Nel 2006 nasce Star Lizard. Starleaks, guarda.
00:07:47,960 [Alain]
Non è una casa di scommesse. Non accetta scommesse. Non ha un sito dove puoi andare a registrarti. Un sindacato privato di scommesse che funziona come un hedge fund quantitativo, quelli che nei mercati finanziari vengono chiamati quant funds, come Renaissance Technologies o Two Sigma, Star Lizard, costruisce un modello statistico proprietario che calcola le probabilità vere di ogni partita di calcio su cui potrebbe scommettere. Se il loro modello dice che una squadra ha il 60% di probabilità di vincere, ma le quote sul mercato implicano solo il 50%, Bloom ha trovato un vantaggio e scommette in modo massiccio per sfruttarlo.
00:08:25,500 [Vittorio]
Il problema è come costruisce quel modello? È qui dove Star Lizard supera di anni luce il resto del settore. Hanno iniziato ad usare degli osservatori, cioè proprio delle persone fisiche che andavano alle partite e classificavano ogni singola occasione da gol in base alle sue qualità. Non solo è stato un tiro in porta, ma era una situazione ad alta probabilità con il portiere fuori posizione e dentro. L’area. Stavano calcolando gli XG, gli expected goals, i gol attesi, prima ancora che il concetto esistesse nel lessico mainstream del caccio e soprattutto distruggesse ogni articolo di L’Ultimo Uomo con una serie di statistiche insopportabili. Prima di tutto, Star Lizard lo faceva manualmente con osservatori umani e poi con modelli algoritmici.
00:09:02,830 [Alain]
Dopo la moviola ci hanno rotto anche.
00:09:05,790 [Vittorio]
Sì, hanno rovinato un sito.
00:09:08,090 [Alain]
Questa metrica proprietaria l’hanno chiamata Dangerosity, pericolosità. Non hanno avuto molto, in sintesi. Con i nomi non erano bravi, dai diciamolo, erano molto bravi con i numeri, ma scarsa immaginazione. Ora questa misura, considera quante occasioni di alto valore una squadra crea, indipendentemente dal fatto che abbia segnato o meno. Immaginate una squadra che perde tre partite di fila. L’opinione pubblica dice sono in crisi, la panchina traballa, il centrocampo non rende, vergogna nazionale. Sir Lizard guarda i dati di Dangerosity e dice: ‘Aspettate, questa squadra ha creato occasioni eccellenti in tutte e tre le partite’. Il portiere avversario ha fatto tre volte il miracolo, è stata sfortuna.
00:09:51,630 [Nicola]
E scommette sulla regressione verso la media. Insomma, immaginate la scala Mazzarri, ma applicata con rigore matematico. La regressione verso la media è il concetto che abbiamo già sfiorato in questo podcast e che non smette mai di fare danni a chi non la capisce. Se una squadra è sistematicamente migliore di quello che i suoi recenti risultati fanno vedere, prima o poi quei risultati si allineano alla qualità reale. Bloom scommette su quel momento di allineamento prima che lo faccia il resto del mercato.
00:10:21,120 [Vittorio]
C’è anche un aspetto organizzativo di Star Lizard che merita menzione. Ai dipendenti viene proposto posto di entrare nel sindacato di scommesse di Tony Bloom. Ricevono quindi una quota delle vincite e parliamo di pagamenti fino a 500. 000 sterline ogni sei mesi per i più anziani. Sembra bello, no? C’è un ma, vero? Un ma gigantesco. Se il sindacato attraversa un periodo negativo, i dipendenti sono tenuti a contribuire di tasca propria per integrare il fondo scommesse. Tutti sono esposti. È un po’ come direbbe Taleb. Hanno tutti skin in the game, è l’allineamento degli incentivi.
00:10:53,660 [Nicola]
E per piazzare milioni di euro di scommesse senza far crollare le quote, Bloom usa una rete di intermediari e conti di terze parti in tutto il mondo. Ma principalmente nei mercati asiatici. È sempre una questione di liquidità. Se vai solo da un bookmaker di Hong Kong con una scommessa da un milione su una partita di Bundesliga, la quota si sposta in fretta e perdi parte del vantaggio. Quindi è meglio distribuire la scommessa su decine di canali simultaneamente, in modo che il sistema sposti il prezzo il più tardi possibile lungo il processo.
00:11:26,000 [Alain]
Arriviamo al punto più sottile e filosoficamente più interessante della storia di Blum. Il calcio è uno sport con punteggi bassi. Potremmo anche dire una rottura di coglione. Bassissimi, no? 0 a 0, 0 a 1, dai! Ma come si fa ancora a guardare il calcio?
00:11:41,800 [Vittorio]
Che palle, ma guarda, penso che sia passata la voglia a molti.
00:11:45,240 [Alain]
Direi direi ci sono anche buoni motivi in una partita di basket: ci sono un centinaio di canestri e ancor più tiri. La legge dei grandi numeri fa il suo lavoro rapidamente, la squadra più forte tende a vincere. Nel calcio, una partita da 90 minuti, tipo, produrre due o tre tiri in porta, un ribalzo, un errore arbitrale, un colpo di fortuna, un arbitro chiuso nello spogliatoio dal dirigente di una squadra con deformazioni alla spina dorsale.
00:12:12,080 [Alain]
E questi possono decidere un’intera stagione. Questo è quello che i matematici chiamano varianza alta ed è il nemico numero uno di chiunque voglia applicare la statistica al calcio.
00:12:22,510 [Vittorio]
Christoph Biermann nel suo libro Football Hackers descrive come la maggior parte dei tifosi e anche molti presidenti di club siano vittime di confirmation bias. Se la squadra vince le tantiche erano perfette. Se perde i giocatori non ci mettevano la grinta. L’analisi ex post giustifica sempre qualsiasi risultato ed è per questo che nel calcio sopravvivono commentatori come Zazzaroni e in generale persone che spiegano perché hanno avuto ragione dopo ogni partita, indipendentemente da cosa avevano detto prima. Bloom e Star Lizard, invece, ignoravano sistematicamente tutto il rumore e in particolare ignoravavano una delle categorie di dati più citate nel mondo del calcio, lo storico degli scontri diretti.
00:13:02,540 [Nicola]
Squadra che non perde mai contro quell’altra, l’Atalanta San Siro contro l’Inter, il Bari contro l’Inter, il portiere della squadra contro cui gioca l’Inter, che si trasforma sistematicamente in Ed Warner. Doveste saperlo: è spazzatura statistica, ma che ve lo dico a fare, cioè siamo il paese di Vanna Marchi e del Mago Telma. Perché spazzatura? Primo, la dimensione del campionato. In un campionato normale, due squadre si affrontano due volte all’anno, quindi il record head-to-head su cinque anni contiene dieci partite. Sono poche per fare qualsiasi inferenza statistica seria. Eh. Vabbè, qua mi viene in mente un altro esempio, ma poi ci dicono che facciamo 20 minuti a parlare.
00:13:45,620 [Nicola]
A proposito di differenze statistiche, di serie in un campione così piccolo, un singolo episodio, un’espulsione, un errore del portiere, un palo incredibile, un motorino buttato dagli spalti, può distorcere completamente la percezione, può distorcere anche tante altre cose.
00:14:04,150 [Alain]
Un motorino buttato dagli spalti, secondo c’è il fattore del turnover del personale, il ricambio dei giocatori. Un risultato di tre anni fa probabilmente coinvolgeva allenatori, giocatori, moduli completamente diversi. Come nota Birman, una squadra cambia talmente tanto, anno dopo anno, che i precedenti storici diventano irrilevanti per il confronto attuale. La Juventus del 2019 e quella del 2024 condividono il nome, il logo e l’attitudine a rubare, poco altro.
00:14:35,030 [Nicola]
Gestire questa consapevolezza richiede qualcosa che è molto difficile da ottenere. Avere disciplina psicologica in condizioni di stress finanziario. E c’è un altro bel libro su questo argomento, The Smart Money, scritto da qualcosa Koenig. Ve lo cercate voi? Il nome e lui ad un certo punto descrivono i giorni, anni in cui il Brain Trust, che è un altro sindacato di scommesse fatto da un gruppo di professionisti quantitativi, continuava a perdere. Immaginate di avere un modello statistico in cui credete, tanto, profondamente, basato su anni di dati, e di perdere 250. 000 euro in una domenica. Non perché il modello sbaglia, ma perché la varianza era nel suo momento peggiore.
00:15:18,400 [Alain]
L’unico modo per sopravvivere a quella situazione è fidarsi del modello. Credere davvero che se hai un vantaggio del 5% su 10. 000 scommesse diventerai ricco. Non su 100 scommesse, ma su 10. 000. Il risultato su una singola partita è irrilevante. E poi devi avere anche le tasche profonde, perché giustamente se hai perso tutti i soldi, ragazzi, ciao. Comunque alla faccia di quelli che vengono sul nostro subreddit lamentarsi, perché due strumenti finanziari che pensavano decorrelati si sono mossi nella stessa direzione per un mese. Quello che conta è il risultato aggregato su migliaia di partite, sempre ammesso che il vantaggio sia reale e non immaginato, che nessuno te lo assicura. Questo approccio, sempre abbinato al Kelly criterion, e quello che Bloom ha poi trasferito al Brighton.
00:16:04,640 [Vittorio]
Infatti, nel maggio 2009, Tony Bloom interviene per salvare il Brighton & Hove Albion, sull’orlo del baratro finanziario. Il Brighton a quel punto militava in Ligue 1, la terza divisione inglese, dopo essere quasi retrocesso ulteriormente solo qualche stagione prima. Lo stadio era la migliore metafora del disfacimento del team, una pista di atletica temporanea con una vista orrenda e una capienza ridicola, mentre i piani per la costruzione del nuovo stadio erano bloccati a causa della crisi finanziaria del 2008. E Montemagno, che da lì a poco sarebbe diventato tuo concittadino, ma questa è un’altra storia. Insomme, non un grande inizio. No.
00:16:37,590 [Alain]
Ed è esattamente il tipo di investimento che Bloom capisce meglio. Un asset sottovalutato dal mercato, con fondamentali migliori di quanto i risultati recenti suggeriscano, e un prezzo depresso da circostanze temporanee. Vi ricorda qualcosa?
00:16:51,500 [Alain]
Come il tipo di scommesse su cui puntava Star Lizard.
00:16:54,600 [Vittorio]
Infatti, Bloom non comprò solo la squadra, ci trasferì tutto il sistema, dai modelli proprietari alla filosofia di scouting basata sui dati. In sintesi, costruì a Turner Club la stessa infrastruttura analitica che usava per le scommesse.
00:17:07,210 [Nicola]
Il caso più perfetto per illustrare questo approccio è Pascal Gross. È il 2017. Il Brighton è appena stato promosso in Premier League per la prima volta nella sua storia. È un momento di euforia totale. Tutti si aspettano che club vada a spendere 30 milioni su un attaccante di nome per reggere il livello della competizione. È quello che fanno il 90% dei club appena promossi. Ed è quasi sempre un disastro.
00:17:33,270 [Alain]
Il Brighton invece va in Bundesliga, pesca in una squadra appena retrocessa, Lingolstadt, e acquista un centrocampista sconosciuto ai più che costa 2,7 milioni di sterline, che sono tanti per uno appena andato in Serie B.
00:17:46,800 [Vittorio]
Per i tifosi, insomma, il classico modo per buttare i soldi, mentre per il modello di Bloom era un’operazione di pura logica statistica. I dati di Star Lizard mostravano che Gross creava più occasioni di alto valore di qualsiasi altro in Germania, ma poiché la sua squadra era tecnicamente piena di pippe, traduceva pochissime di quelle occasioni in gol e assist. I suoi numeri sulla superficie sembravano mediocre. invece i numeri profondi, quelli che misuravano la qualità delle azioni create, non i risultati di altri, erano dato a player.
00:18:13,550 [Nicola]
Il modello diceva che Gross era molto meglio dei risultati che c’era una discrepanza tra quello che era e quello che sembrava. Questa discrepanza era il vantaggio risultato prima stagione in Premier League con il Brighton.
00:18:27,790 [Alain]
Gross segna sette gol, fornisce 8 assist, gioca tutte e 38 le partite, e questo in generale.
00:18:34,170 [Vittorio]
Blu Print del Brighton che si ripete da allora in modo sistematico sistematico, cioè il non comprare calciatori famosi al prezzo di mercato, ma comprare calciatori la cui qualità reale è superiore a quella percepita dal mercato per ragioni temporanee. E poi aspettare che i dati diano ragione.
00:18:49,780 [Nicola]
Tipo il value investing. Ma parliamo di soldi. La storia di Bloom non è solo bella dal punto di vista intellettuale. Anche finanziariamente devastante per gli avversari. Moises Casedo, acquistato per circa 4,5 milioni di sterline da una squadra equadoriana, è venduto al Chelsea per 115 milioni di sterline, un ritorno sull’investimento di circa il 2450%.
00:19:15,060 [Alain]
Mark Cucurella, acquistato per 15 milioni, venduto al Chelsea per 62 milioni. Profitto di 47 milioni su un singolo giocatore.
00:19:23,210 [Vittorio]
Oppure Alexis McAllister acquistato a 7 milioni e venduto a Liverpool per oltre 35 milioni. Dopo aver vinto il mondiale con l’Argentina, e per inciso, il Brighton aveva scoperto McAllister quando giocava in Argentina, cioè quando non lo conosceva nessuno al di fuori degli appassionati di calcio sudamericano.
00:19:39,570 [Nicola]
Nell’anno fiscale 2022-2023, il Brighton ha registrato un profitto record di 122,8 milioni di sterline. Un club che nel 2009 era sull’orlo del fallimento, con uno stadio pessimo e una rosa di terza serie. Oggi invece ha una macchina da profitto che fa invidia a club con budget dieci volte superiori.
00:20:01,140 [Alain]
Sotto Roberto De Zerbi, il Brighton ha raggiunto il sesto posto in Premier League, che è la sua migliore stagione di sempre. Si è anche qualificato per l’Europa League per la prima volta nella storia del club.
00:20:11,050 [Vittorio]
Però sarebbe disonesto raccontare solo i successi, perché quello che distingue davvero Bloom dal resto non è la sua capacità di vincere, ma la sua capacità di sopravvivere alle perdite senza perdere la testa. Prima dell’era Premier League, il Brighton ha vissuto alcune delle sconfitte più dolorose della sua storia e Bloom ha dovuto applicare esattamente la stessa disciplina mentale che usava quando il suo modello sembrava non funzionare, le sue scommesse perdevano soldi.
00:20:33,680 [Nicola]
Ad esempio, nell’ultima giornata del campionato 2015-2016. Qui ci tiriamo fuori un reel che Giuseppe Pastore sposta di proprio. Il Brighton ha bisogno di vincere contro il Middlesbrough per salire direttamente in Premier League, e invece pareggia 1-1. Manca la promozione di retta per due soli gol nella differenza reti. Il centrocampista Dale Stephens viene espulso in modo controverso, e poi il Brighton crolla nei playoff devastato dagli infortuni.
00:21:02,710 [Alain]
Oppure nel 2013, dove perde la semifinale dei playoff in casa contro il Crystal Palace. Wilfred Zaha segna una doppietta all’Amex Stadium in una delle sconfitte più amare della storia del club.
00:21:14,430 [Vittorio]
E poi c’è la stagione 2014-2015, cioè l’unico momento in cui il modello di Bloom vacilla davvero. Vienne assumé Sami Ippia come allenatore, una scelta che in teoria aveva senso sulla carta. Il Brighton vince tre partite su 26, si trova in piena zona di retrocessione nel campionato catetto e solo l’arrivo di Chris Hampton salva la situazione.
00:21:33,240 [Alain]
Questo è un punto importante, neanche il miglior modello del mondo elimina il rischio umano. cioè il calcio non è interamente riducibile ai dati, contano gli allenatori, le dinamiche dello spogliatoio, cose che non si misurano facilmente ma influenzano i risultati.
00:21:46,520 [Vittorio]
Il punto di Bloom è sempre lo stesso. Il rischio di rovina non sparisce mai, nemmeno quando è il migliore modello del mondo.
00:21:53,630 [Vittorio]
Minuti possono succedere qualsiasi cosa, la varianza si prende sempre la sua quota. E su 38 partite, su 10 anni, su migliaia di decisioni aggregate, che il vantaggio si manifesta davvero. Non sulla singola serata. Tiriamo le fila. Si dice così.
00:22:07,260 [Alain]
Tiriamo le fila. Cosa ci insegna Tony Bloom? La prima cosa è che i mercati inefficienti esistono e sono ovunque. Sono tutto intorno a te. Non solo in borsa. Esistono nel mondo delle scommesse, esistono nelle valutazioni dei calciatori, esistono nelle percezioni pubbliche di squadre e giocatori. Comunque, ci sia un meccanismo di formazione del prezzo guidato da emozioni, bias cognitivi, informazioni incomplete, esiste l’opportunità per chi ha un sistema migliore di fare tanti soldini.
00:22:36,100 [Vittorio]
La seconda è che il vantaggio è inutile senza la disciplina di sfruttarlo nel tempo. Bloom non ha avuto ragione una volta. Ha applicato lo stesso principio a migliaia di contesti diversi, per anni, e anche nei periodi in cui perdeva. Questo richiede un tipo di saggezza che va oltre la matematica, richiede di credere nel proprio modello più di quanto uno creda alla propria emozione del momento.
00:22:56,070 [Nicola]
La terza cosa, e questa vi riguarda direttamente come investitori, è che la varianza è un mostro reale. Non basta avere ragione, bisogna restare in gioco abbastanza. Longo da far sì che avere ragione abbia un effetto. Il risk of ruin, il rischio di rovina, non è solo un problema di chi scommette, è il pericolo di qualsiasi investitore che non gestisce correttamente il rapporto tra dimensione delle scommesse e ampienza del vantaggio. Kelly lo aveva capito nel 1956.
00:23:26,090 [Nicola]
Bloom lo ha trasformato in un’impresa da centinaia di milioni di sterline.
00:23:30,650 [Alain]
Siamo però con i piedi per terra. Brighton non è imbattibile per dei giocatori chiavi ogni estate, perché non può permettersi di tenerli. Deve reinventarsi ogni anno con nuovi giocatori scovati in mercati periferici. E ha già vissuto stagioni dove il modello ha fallito. Ma quello che è innegabile è questo. Tony Bloom ha dimostrato che applicare il pensiero probabilistico, la gestione del rischio e il rigore dei dati, ad un dominio dominato dall’emozione e dall’istinto, che siano i bookmaker o i dirigenti sportivi, produce risultati superiori nel lungo periodo.
00:24:01,020 [Vittorio]
Insomma, lo avrete capito ormai. La storia di Bloom era realtà una storia sulla finanza, sul Kelly criterion, sul rischio di rovina, sulla regressione verso la media, sull’efficienza dei mercati e sulle opportunità che si creano dove quell’efficienza, ma E? La storia di un uomo che ha capito prima degli altri che il calcio, come i mercati finanziari o come le scommesse, è pieno di rumore ma contiene anche dei segnali e che chi impara a separare i due con pazienza, disciplina e dati, alla fine vince.
00:24:28,240 [Alain]
Momento della posta del cuore. Sapete come contattarci? No sul forum che c’è sul sito, sezione contatti, trovate il menu in alto da qualche parte, schiacciate contatti e ci mandate una mail. Oppure vi sottoscrivete alla newsletter, che è anche meglio, la tirate fuori dallo spam perché capita, capita che capitiamo dello spam, e poi quando vi arriva la newsletter che contiene tutte le informazioni della puntata con i link, i libri consigliati, i film da vedere, ogni tanto qualche foto di piedi, allora schiacciate rispondi e ci mandate le vostre letterine. Oppure vi iscrivete al nostro subreddit, quello è sempre intramontabile. Lettera di Fabio Ciao ragazzi, intanto grazie per la compagnia che mi fate al lavoro. Sono un field service engineer appassionato di finanza e vi raccolto sempre in cuffia mentre lavoro. Spero che tu non faccia lavori pericolosi. Siete tre bel personaggi e competenti. Tornando alla domanda, con l’arrivo in Europa del DBMF Ucitz, Stavo esaminando il prodotto e ho visto che Nicola ne ha parlato sul suo blog, tra l’altro.
00:25:28,820 [Alain]
Volevo chiedervi, in un portafoglio a lungo termine, 100% azionario, ben diversificato, con ETF fattoriali affiancati a settoriali difensivi, essendo un ETF attivo decorrelato dall’azionario, sarebbe un buon plus o rischierebbe di deteriorare il portafoglio in periodi laterali e rialzisti? Non sono uno a cui piacciono le classiche asset class come obbligazioni, commodity, oro? Visti i recenti comportamenti nelle ultime crisi e correzioni. Vorrei avere un vostro parere sincero. Un abbraccio e continuate così.
00:25:59,160 [Vittorio]
Sola a me viene l’orchidea quando sento questa cazzo di neolingua finanziaria, cioè è una roba veramente devastante. Vabbè, per il resto rispondete voi.
00:26:08,700 [Nicola]
Beh ha chiesto un’opinione sincera.
00:26:11,770 [Nicola]
Secondo me, diciamo che abbiamo delle filosofie di investimento diverse, perché avere 10 ETF azionari diversi che siano fattoriali settoriali, geografici non ti dà un portafoglio diversificato, perché alla fine è sempre il rischio di equità. Non metto in dubbio che sia la soluzione migliore per chi vuole massimizzare il rendimento medio, che non è quello mediano, e questo è molto importante, senza che uno voglia usare degli strumenti chiamiamoli complessi. Se quello è il tuo obiettivo, fair enough. Ma il fatto che mi dici che non ti piacciono le altre asset class, non so in che modo DBMF possa farti felice. La vedo più come una questione di mentalità, insomma. Io conosco uno, lo giuro, che mangia solo carne e formaggio ed è ancora vivo. Tuttavia, come faccio a sapere se potrebbero piacergli anche le mail? Forse sì, però molto probabilmente direi di no.
00:27:09,150 [Alain]
Io volevo mettere il dito sul fatto che fare tilting del portafoglio non vuol dire diversificare. Se prendi VWCE, sei già diversificato quasi al massimo sull’azionario. Se aggiungi strumenti come DBMF, comodi, disobbligazioni, eccetera, stai diversificando, ma perché stai aggiungendo una classe diversa, uno strumento molto diverso che non è correlato? Se invece vai ad aggiungere settoriali e fattoriali, stai facendo quello che si dice ‘tilting’, non diversificando. Tilting significa sbilanciare il portafoglio e concentrarlo di più, quindi è meno diversificato, gioco forza, verso un fattore o un settore. E la cosa bella è che se aggiungi tilt, tutti tilt. Anche magari un po’ a caso, torni ad avere qualcosa di simile a VWC, ma più costoso e più scomodo.
00:27:56,460 [Alain]
Lettera di Marta. Ciao ragazzi, vorrei un’opinione, non un consiglio finanziario, a mecca o mecca immagino, su questa ipotesi di strategia di investimento. 85% stock all’World, più 15% liquidità remunerata al tasso BCE. La vedo come una strategia facile da implementare, con un cuscinetto di liquidità per evitare barattoli, e per avere a disposizione un capitale per i momenti di follia made in USA. Volendo privilegiare la semplicità, quindi ottimizzare il tempo, non guardo la frontiera efficiente o lo Sharpe. La varianza potrebbe essere buona mantenendo il 15% liquido. Ritengo inutili i backtest, avendo a disposizione un unico film del passato, ignorando quindi film mai proiettati. Come dice Taleb. Perciò non condivido i presupposti del portafoglio 6040 o sue rivisitazioni. Ritengo eventualmente accettabile il ruolo dell’oro in un portafoglio diversificato, ma solamente di natura fisica. E non cartacea. A questo punto però arriva il problema della custodia, per cui rimane fuori anche loro. Eventualmente, per assicurare l’asset allocation 85% azioni e 15% liquidità remunerata, ritengo utile, in periodi di bassa volatilità, acquistare opzioni put su SP500 ad un anno delta piccolo.
00:29:09,440 [Alain]
Da rinnovare ogni sei mesi circa, così da mantenere efficiente il depreciamento per il teta. Chiedo gentilmente pareri costruttivi su come migliorare questa ipotetica strategia 85-15, o eventualmente perché bocciarla.
00:29:23,110 [Vittorio]
A parte che oggi mi sembra un complotto nei miei confronti, l’altra cosa che mi viene in mente che mi sembra che lei abbia fatto di una lista di cose che non la convincono, ma sembra più non le piacciono in realtà un po’. Ache comme l’altra mail et stia trovando una soluzione per dire ‘vabbè, tutto quello non va bene quindi faccio così, et poi stranamente sta cosa c’è un asset allocation alla fine semplice, diciamo potrebbe essere fatto con due persone. E poi la complica con una cosa, è come se tu passi a guidare la bicicletta e poi dentro ci metti il motore di una Kawasaki da corsa del MotoGP. È tutto un po’ strano questa cosa qua.
00:29:57,910 [Alain]
A me viene in mente, non so perché, la pasta senza glutine e la carne vegana.
00:30:03,140 [Alain]
Va benissimo mangiare senza glutine, ma che cazzo te ne fai della pasta a quel punto? E idem sulla carne vegana. Comunque Marta, volendo privilegiare la semplicità, non guardi la frontiera efficiente, giusto? Ma invece di prendere un fondo monetario e dimenticartelo, decidi di fare le opzioni put sull’SP500 ogni 6 mesi e porti i problemi sul teta. Anch’io volevo stare leggero a cena e poi mi sono mangiato solo due piatti di porchetta alla maionese.
00:30:31,170 [Nicola]
Sì, effettivamente in una mail corta riesce a toccare un po’ di tutto. Perché poi il 15% di liquidità non è nemmeno l’85,15, no? Perché poi dice, ma però c’ho C’è il cuscinetto di liquidità per evitare i barattoli e quindi lo vuoi usare un po’ come fondo d’emergenza. però puoi fare anche market timing, perché magari il mercato scende, però ovviamente è una soluzione veramente brutta quella di azioni e cash. Ci sono molte combinazioni migliori, però non le vuoi perché Boh, perché lo Sharp non ti interessa, perché poi i backtest mi odio o no, perché Taleb mi ha detto di non guardarli. E però poi spinge così. Questa roba delle opzioni, che per carità è una roba che, ne stavo parlando oggi su Reddit, è una roba che funziona, però comunque è una roba che ti richiede un po’ anche di attenzione.
00:31:31,770 [Nicola]
Per cui tutto questo.
00:31:33,890 [Nicola]
Non lo so, un po’ di contraddizioni, ecco qua. Quindi te lo bocciamo Marta, te lo bocciamo. rimandata non lo so sicuramente le opzioni e il cache non ci stanno bene cioè a quel punto fai o l’una o l’altra Comunque, passiamo alle cazzabubbole. Ieri, quando sono andato a prendere mia figlia a scuola, lei mi ha detto che oggi non avrebbe avuto la scuola. Ovviamente io l’ho. Buon padre di una bambina di 6 quasi 7 anni gli ho detto che mi stava dicendo una cazzata.
00:32:06,060 [Nicola]
La fase della negazione, fase 1.
00:32:10,770 [Nicola]
Parò sono tornato a casa da mia moglie e le ho detto perché poi lei è quella che ha l’app con le stronzate lì le faccio ma scusa ma domani veramente non c’è nulla a scuola e mi fa no no guarda non hanno scritto niente e infatti io stamattina l’ho portata a scuola però mentre camminavamo a scuola guardavo in giro e cioè dopo cinque minuti che non ho visto manco un bambino ho cominciato a dire mmm qualcosa non mi torna poi quando siamo arrivati quasi davanti alla scuola visto che non c’erano bambini fuori ho detto forse sono tornato indietro ho mandato un messaggio a mia moglie dicendo oh Prova a chiedere un po’ alle mamme perché qua mi sembra che la scuola sia chiusa. Ed era effettivamente chiusa. La cosa bella è stata che poi fortunatamente oggi avevamo la babysitter per per nostro figlio e quindi quando l’ho riportata a casa la babysitter mi guarda e mi fa eh io te l’avevo detto che la scuola era chiusa che uno non era vero ma poi cioè nel senso mica mi diverto, no?
00:33:13,370 [Nicola]
Comunque, la domanda per voi è, voi avreste creduto a vostra figlia di sei anni quando vi dice che non vuole andare a scuola? No, decisamente no.
00:33:23,630 [Alain]
Grazie Avrei negato fino alla fine, piuttosto la buttavo dentro il cancello.
00:33:30,160 [Vittorio]
lo sai qual è il problema ora no che questa cosa con gli anni sarebbe potuta passare avessi potuta mettere sotto un tappeto invece tu l’hai detto in un podcast e lei un giorno avrà anche le prove tangibili per infacciarti questa cosa Vabbè dopo avrà un figlio e anche lei non si fiderà.
00:33:47,910 [Alain]
Vabbè però.
00:33:48,470 [Nicola]
Mia figlia non si dimentica di niente. Ah ok. È una roba assurda. Non so come faccia ad avere quella. Cioè riesce appunto a sei anni di dirti ah ma quella volta a tre anni. Poi figurati in un’altra città, in un’altra situazione.
00:34:03,320 [Nicola]
Si ricorda tutto per cui questa roba qua me la tirerà dietro per non so quanto tempo povera il futuro fidanzato o fidanzata, mamma mia. Comunque, io oggi vi consiglio un altro podcast in tema con la puntata che si chiama The Risk Takers, e sostanzialmente ve lo consiglio perché secondo me me non ci sono abbastanza puntate di The Risk of Ruin che è un altro podcast che parla sempre delle stesse cose. Quindi, se siete un po’ in astinenza, questo podcast è molto simile. Tra l’altro, stavo ascoltando una puntata oggi e adesso farò un test a voi due perché parlavano di un c’è questo youtuber, non mi ricordo manco più il nome, che ad un certo punto ha detto: ‘Faccio questa sfida Devo segnare 150 tiri liberi di pallacanestro di fila. L’ultimo tiro libero lo tirerò bendato. E a preso una palestra e ha detto: ‘Adesso io vado avanti finché non lo faccio.’
00:35:06,390 [Nicola]
E ci hanno piazzato sopra delle scommesse. E hanno diviso il tempo in blocchi. Non mi ricordo più, fai da 4 ore no? E quindi tu devi scommettere in quale blocco di tempo lui avrebbe completato la scommessa. Quindi, se io ti dico che il primo blocco di 4 ore gli assegnava una probabilità di farlo del 5%, qual è la probabilità esatta, diciamo, del secondo blocco di 4 ore, secondo voi?
00:35:36,529 [Vittorio]
Questo silenzio dice più di.
00:35:39,240 [Nicola]
Io l’ho cannata di brutto.
00:35:41,540 [Vittorio]
Secondo me, meno. Non saprei dirti preciso.
00:35:44,820 [Nicola]
Eh.
00:35:47,580 [Alain]
Non lo so, io avrei detto un po’. Di più, però, boh. Buono. Beh, poi è bene.
00:35:53,300 [Nicola]
A me?
00:35:54,759 [Nicola]
Tendenzialmente era venuto di dire di più. però giustamente è una cazzata mondiale perché uno dice cioè c’è meno energie, eh, perché avendolo avendo pressione avrei dovuto saperlo dopo un po’ che tiri si stanchi dopo 4 ore a tirare i tiri liberi sei stanco come la merda, lui non poteva riposarsi, lui poteva riposarsi, infatti, il truccone che aveva trovato questo qua che poi è una roba che ha senso. Lui era andato a calcolarsi quando questo qua avrebbe dormito e quindi ha scommesso sul no nell’arco di tempo in cui lui pensava che questo qua avrebbe dormito. Infatti, lui, in quelle quattro ore lì, quando lui aveva scommesso, non ha tirato manco una volta, cioè proprio perché dormiva. Però, e questo lui diceva che lui ha questa capacità di riuscire a calcolare le probabilità di un evento anche strano ma di andarci molto vicino che non è una roba banale effettivamente, cioè se ci pensate, e quello poi nella puntata lui spiega molto bene perché questo ti dà un vantaggio molto grande
00:37:07,810 [Nicola]
se vuoi fare quello nella vita dall’altro lato, vi spiega anche perché non dovreste fare quelle robe lì nella vita.
00:37:15,800 [Alain]
Ma poi ce l’ha fatta, voglio sapere questo, ce l’ha fatta.
00:37:18,820 [Nicola]
Ah, il tipo lì sì, alla fine ce l’ha fatto. Non so quando, però, lui ne aveva già fatto 22. Anche nel podcast dicevano che lui ne aveva fatta una prima in cui doveva farne 100 di fila e l’ha fatta quella roba.
00:37:35,170 [SPEAKER_4]
Ah.
00:37:36,230 [Vittorio]
Mi ammazza, però, io invece vi consiglio un canale YouTube che ho scoperto veramente da poco, cioè tipo da 3-4 giorni che si chiama ‘Oser’ con l’H iniziale, e parla delle classiche robe curiose. Per cui io amo poi essere pedante in giro con la gente e fa un po’ di video particolari, particolare sulla storia dell’Africa o cose cioè. Ad esempio ne ho visto uno su Il dittatore della Costa d’Avorio, che in realtà era un tizio pro-francese e non voleva che la Costa d’Avorio fosse una città. Lavorio si staccasse dalla Francia ed è diventato una sorta di dittatura però in qualche modo illuminato nel senso che praticamente per 30 anni ha portato molto benessere e poi appena è morto, guerra civile terribile poi ad esempio un altro molto figo è che spiega perché il comunismo non è caduto a Cuba nonostante sia morto Castro, ne ho visto una altro poco fa che spiega tutti i problemi del Sudafrica, su come si è corollata l’economicamente post-apartheid, di quali siano i vari meccanismi. Tant’è che nei commenti c’è gente, cioè proprio dei paesi che dicevano, cazzo è una sintesi incredibile di, cioè sono video di 15 minuti alla fine.
00:38:41,490 [Nicola]
Prova a postarlo su Italia Personal Fire nei commenti che ricevi sono bannato quindi non ho questi problemi.
00:38:47,430 [Vittorio]
Anche cose tipo l’Eritrea che è molto simile alla Corea del Nord nonostante sia in Africa, cioè tutte cose molto curiose che non servono assolutamente a nulla nella vita, però sono a me piace saperlo, sono divertente.
00:39:02,300 [Alain]
Io invece vi consiglio il canale YouTube di Johan Georgiev o Georgiev? Georgiev, credo. Comunque Johan era un ciclovaggiatore e filmmaker bulgaro-canadese. Parecchio noto nel settore una nicchia, però girava girava parecchio nel settore Noto per essersi fatto dall’Artico, in Canada. Ho prenduto il suo circolo. Polare Artico, e poi fino ad arrivare in Argentina, voleva arrivare in Patagonia. Tutto in bici e condivideva la sua esperienza su YouTube in modo molto umile, molto immersivo, era proprio molto carino. Purtroppo parlo al passato perché, vabbè, non c’è più.
00:39:41,280 [Vittorio]
Ma c’è arrivato in Argentina tutto ciò?
00:39:43,360 [Alain]
No, no, non c’è arrivato. Ah, ecco.
00:39:46,040 [Vittorio]
Scoprirete alla puntata cosa è successo nel frattempo, consigliateci agli amici, condividete questo podcast, potete farci una donazione, comprare il nostro merchant, cliccare sul link dei nostri sponsor negli show notes. Ciao, ciao. Ciao!
