Oggi rispondiamo ad una vostra pressante domanda: come si ribilancia? E lungo la strada chiariamo anche perché bisogna ribilanciare e come non stressarsi troppo a riguardo.
I consigli di oggi:
Nicola: Untold UK: Liverpool’s Miracle of Istanbul
Vittorio: Prisoners
Alain: Remi gaillard
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Cose nominate (forse):
- Spieghiamo le obbigazioni parte 1
- Spieghiamo le obbligazioni parte 2
- Jaconetti, C.M., Kinniry Jr., F.M., & Zilbering, Y. (2010, aggiornato 2015). Best practices for portfolio rebalancing. Vanguard Research.
- Tokat, Y., & Wicas, N. (2007). Portfolio rebalancing in theory and practice. Journal of Investing.
- Zhang, Y., Ahluwalia, H., Daga, A., & Zi, Y. (2024). The rebalancing edge: Optimizing target-date fund rebalancing through threshold-based strategies. Vanguard Research.
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TL;DR
Punti fondamentali della puntata:
- Il concetto di “Allocation Drift”: Il ribilanciamento è l’atto di riportare un portafoglio alla sua struttura originaria (l’asset allocation target). Nel tempo, le diverse asset class crescono a ritmi differenti (spesso le azioni crescono più delle obbligazioni), portando il portafoglio ad assumere naturalmente e silenziosamente un livello di rischio superiore a quello pianificato.
- Gestione del rischio, non dei rendimenti: L’obiettivo primario del ribilanciamento non è farti guadagnare di più, ma mantenere il profilo di rischio e di volatilità allineato alle tue intenzioni iniziali. Serve a migliorare i rendimenti aggiustati per il rischio (l’indice di Sharpe) e a rendere il percorso d’investimento più sopportabile psicologicamente.
- I tre approcci al ribilanciamento:
- A calendario: Intervento a date fisse (es. annuale). Semplice, ma non tiene conto di ciò che fa realmente il mercato.
- A soglia: Si interviene solo se un’asset class devia oltre un certo limite (es. il 5%). Segue l’andamento del mercato ma può generare costi se le soglie sono troppo strette.
- Ibrido: Controllo periodico a calendario, ma intervento effettivo solo se le soglie di tolleranza sono state superate.
- Cosa dice la ricerca (Vanguard): Non c’è alcun vantaggio statistico nel ribilanciare ogni mese anziché una volta all’anno; la frequenza mensile aumenta solo inutilmente i costi e le tasse. Tuttavia, la ricerca del 2024 mostra che il metodo a soglie supera quello a puro calendario nel controllare il rischio e migliorare i rendimenti netti.
- Non tornare esattamente al target (Il Metodo 200/175): Quando una soglia scatta (es. dal 60% le azioni arrivano al 62%), si consiglia di non riportarle esattamente al 60%, ma di fermarsi leggermente al di sopra (es. 61,75%). Questo evita di dover rimettere mano al portafoglio per micro-oscillazioni e permette di risparmiare sui costi e far correre parzialmente i trend.
- I meccanismi pratici: Si può ribilanciare vendendo gli asset sovrappesati e comprando i sottopesati (il più classico, ma fiscalmente inefficiente), aggiungendo nuova liquidità (es. tramite un PAC) direttamente sugli asset rimasti indietro, oppure, in fase di ritiro dei capitali, vendendo solo ciò che ha sovraperformato.
Lezioni principali da trarne:
- Definisci la tua reale tolleranza al rischio (e scrivila): La tua asset allocation target (es. 60/40 o 80/20) è la tua vera e propria “dichiarazione di rischio”. Deve riflettere come reagiresti realmente a un crollo del mercato del 30%, non come pensi che reagiresti in astratto. Avere questa regola scritta previene decisioni impulsive.
- L’emotività è il nemico numero uno: Il beneficio più grande del ribilanciamento è psicologico. Adottare una regola di sistema ti costringe ad agire lucidamente (comprare a prezzi bassi e vendere a prezzi alti), rimuovendo la tentazione di vendere in preda al panico o comprare per “FOMO”. La costanza del processo batte quasi sempre l’intelligenza.
- Il ribilanciamento salva i pensionati: Durante la fase di “decumulo” (quando si prelevano soldi per vivere), il ribilanciamento è vitale per mitigare il rischio di “sequenza dei rendimenti”. Prelevare da un portafoglio sbilanciato durante un crollo distrugge capitale per sempre. Per chi si avvicina alla pensione o ci è dentro, le soglie di tolleranza devono essere più rigide.
- Non confrontare “mele con pere” valutando il passato: Ribilanciare in un decennio dominato dal bull market azionario porterà rendimenti grezzi inferiori rispetto al non fare nulla (buy-and-hold aggressivo). Ma giudicare il ribilanciamento sui rendimenti persi a posteriori è concettualmente errato: esso funge da assicurazione, e un’assicurazione non è “sbagliata” solo perché l’incidente non si è verificato.
Trascrizione
00:00:02,986 [Vittorio]
In questa puntata di Two Big to Fail parliamo di come, quando e perché ribilanciare il portafoglio. Chiariamo i dubbi di Francesco su bond ETF bond e poi ci perdiamo nel consigliare film d’autore, finale di NBA e Gianni Francesi delle burle.
00:00:17,766 [Alain]
Siamo sicuri che una o due chicche della puntata vi rimarranno impresse. Usatele per impressionare i colleghi, arrivate alla macchinetta del caffè e snocciolate la vostra tecnica di ribilanciamento da campione del mondo. Quando cade il silenzio imbarazzato dite: l’ho sentita dal Too Big to Fail. Loro fanno: Ah, wow! Come sei cool! Ed ottieni una promozione. Questo podcast corre grazie alla vostra voce.
00:00:42,096 [Vittorio]
Questa puntata nasce dalla nostra community perché lo chiedete molto spesso nei commenti su Reddit e Spotify. Quando ribilanciare il portafoglio? Beh, è un tema cruciale per gestire bene i risparmi e oggi vi offriamo una guida pratica per padroneggiarlo. Alan, quali sono i dubbi principali che ci hanno inviato i nostri?
00:00:59,106 [Vittorio]
calorosi ascoltatori
00:01:00,636 [Alain]
Allora, le domande sono tante e tutte molto centrate. Ogni quanto devo ribilanciare? Conviene vendere le posizioni in guadagno o aggiungere capitale per sistemare le percentuali? È preferibile usare delle soglie fisse, farlo una volta all’anno oppure in momenti specifici? E per chi parte da zero, cosa significa all’atto pratico ribilanciare?
00:01:20,566 [Nicola]
Cosa vuol dire esattamente ribilanciamento di portafoglio?
00:01:23,876 [Alain]
In poche parole, il ribilanciamento è semplicemente l’atto di riportare il portafoglio alla sua struttura originaria, quella che chiamiamo asset allocation target. Abbiamo deciso ad esempio di impostare il nostro patrimonio su un classico diciamo sessanta quaranta, ovvero sessanta per cento azioni tramite un ETF azionario globale e quaranta per cento obbligazioni governative a circa dieci anni. Sempre tramite ETF. Ipotesi questa, ovviamente.
00:01:47,836 [Alain]
Bene, quella è una asset allocation. E quelle percentuali sono il nostro target, il nostro obiettivo per quelli della Crusca. Che perché c’entra la regolarità intestinale non l’ho mai capito, eh, sta cosa della Crusca.
00:02:00,836 [Vittorio]
Lo sai che ci penso anche io.
00:02:02,386 [Alain]
Perché c’era… Perché?
00:02:05,256 [Vittorio]
Vabbè, il problema è che queste percentuali sono chiaramente teoriche. Dopo un paio di giorni dall’inizio dell’investimento ci possono essere grandi movimenti dei mercati. Nel tempo questo produce degli scostamenti che possono diventare importanti. Ad esempio la parte azionaria potrebbe, anzi, diciamo che succede quasi sempre, crescere di più rispetto a quella obbligazionaria, che invece generalmente è un asset che tende ad essere più stabile nel tempo e prevede un premio al rischio inferiore. E che succede a questo punto? Che il vostro portafoglio diventa, che so, un 65-35 oppure un 70-30, o anche di più. Nel tempo quindi, senza alcun intervento, un portafoglio moderato drifta naturalmente verso un territorio più aggressivo.
00:02:43,286 [Vittorio]
si finisce per assumersi più rischio di quanto si intendesse e spesso più rischio di quanto ci si renda conto.
00:02:49,316 [Alain]
drift Qui ci vuole di sottofondo Get Low.
00:02:55,526 [Alain]
Ma ho invece scoperto che di recente Gillow, mi pare che si chiama, vabbè, il tipo lì ha fatto una riedizione di Gillow, ma per promuovere lo screening dell’individuazione del sangue occulto nelle feci, no? Ma che cos’è? Tá bom, é uma proposta, tá querendo ver o que eu vou justamente?
00:03:16,786 [Vittorio]
I don’t know
00:03:17,836 [Nicola]
Non ti facevo da get low, Allen.
00:03:21,026 [Vittorio]
Ma solo per il gioco.
00:03:22,856 [Alain]
Eh il gioco, il gioco, siamo fregati.
00:03:24,766 [Nicola]
Comunque la cosa pericolosa è che questo il drift accade gradualmente, al contrario del drift di altri. E non lo si nota. Tra l’altro dopo aver visto Hot Wheels ormai cioè stavo qui il drift.
00:03:38,906 [Vittorio]
I can see the video.
00:03:40,186 [Nicola]
Si controlla il portafoglio una volta all’anno, si vedono dei grandi numeri verdi e ci si sente bene. E non ci si ferma a chiedersi se il profilo di rischio che si era scelto corrisponde ancora a ciò che c’è realmente nel portafoglio.
00:03:53,416 [Alain]
Ed è qui che subentra il ribilanciamento. Si tratta di un meccanismo attraverso cui periodicamente si riporta il portafoglio appunto alle percentuali originali, di solito vendendo una parte di ciò che è cresciuto di più ed acquistando una parte di ciò che è rimasto indietro.
00:04:08,416 [Nicola]
E sembra una roba controintuitiva. Perché dovrei vendere le cose che vanno bene e comprare quelle che vanno male? Dovrei continuare a cavalcare il cavallo veloce, no? Ho letto da tutte le parti che nel momento in cui funziona, i mercati vanno in trend, fai correre i vincitori. Il problema è che molti non capiscono il perché ribilanciare. Il ribilanciamento è visto come una vaga buona abitudine, senza però cogliere davvero la meccanica chiave, quella della gestione del rischio che ci sta sotto. E quella meccanica è molto molto importante.
00:04:39,766 [Alain]
Bene, parliamo di rischio. È un tema che abbiamo affrontato diverse volte, ma che merita comunque un recap a parecchi significati. Non è solo la possibilità di perdere denaro. Può anche essere inteso come la variabilità dei rendimenti, quanto oscilla il portafoglio. La misura tecnica più usata per misurarlo è la deviazione standard o la volatilità. Senza avviare un pippone di statistica, possiamo dire che è semplicemente una misura di quanto i rendimenti di un anno tendono a discostarsi dal rendimento medio di lungo periodo.
00:05:08,646 [Vittorio]
No, però facciamo un po’ di pipponi. Cioè, con deviazione standard o volatilità, si intende questo, in sintesi, eh? Vostro portafoglio rende in media il 7% all’anno, ma alcuni anni può essere del 20%, in altri anni giù del 15. Questa in genere è chiamata alta volatilità. Un altro portafoglio invece potrebbe avere anche una media del 7%, ma oscillare solo tra più 10 e meno 3. E questa, diciamo, si chiama bassa volatilità. Entrambi hanno lo stesso rendimento medio, ma sono radicalmente diversi da vivere come investitore.
00:05:36,686 [Nicola]
E aggiungerei, si comportano in modo radicalmente diverso quando si ha davvero bisogno di spendere il denaro. Se si è in pensione e si devono fare prelievi ogni mese, il portafoglio appena sceso del 40%, si stanno vendendo asset probabilmente sottovalutati per finanziare le spese quotidiane. Il portafoglio ad alta volatilità può distruggervi anche se il suo rendimento medio a lungo termine sembra buono.
00:06:00,926 [Alain]
La maggior parte delle persone preferisce di gran lunga un percorso più regolare a parità di rendimento. Quelli che non lo preferiscono li chiamiamo pazzi sadomasochisti. Non c’è motivo per non preferirlo. Molto spesso però, c’è anche una correlazione tra volatilità e rendimenti. Per avere rendimenti più elevati siete costretti in qualche modo a sobbarcarvi più volatilità. In questo, la vostra allocazione target è essenzialmente una dichiarazione di quanta volatilità siete disposti ad accettare. Quando dite “voglio il 60/40”, state implicitamente dicendo “sono a mio agio con circa questo livello di volatilità”.
00:06:36,486 [Vittorio]
Il problema è che quando le azioni salgono e la quota azionaria cresce, il portafoglio diventa appunto più volatile. Una quota maggiore della ricchezza è ora concentrata nell’asset più volatile. L’esposizione al rischio effettiva è aumentata, silenziosamente, anche se alla fine tu non hai fatto nulla. E ciò che il team di ricerca di Vanguard chiama allocation drift, ancora eh, ed è il concetto centrale di gestione del rischio nella letteratura sul ribilanciamento. Quindi, il ribilanciamento riguarda fondamentalmente il mantenere la volatilità dove la si vuole.
00:07:06,426 [Alain]
Questo studio di Vivanguard del 2010 firmato da Iaconetti, Kinney e Silberling ha un’intuizione importante, no? Dice: l’obiettivo primario di una strategia di ribilanciamento è minimizzare il rischio rispetto a un asset allocation target, non massimizzare i rendimenti. Questo inquadramento è importante perché molte persone si avvicinano al ribilanciamento pensando che sia una strategia per migliorare i rendimenti, cioè vendo alto, compro basso. Non è il modo giusto di vederla. Dovete visualizzarla come una strategia di controllo del rischio invece.
00:07:38,366 [Nicola]
non si misura il ribilanciamento dal fatto che vi abbia reso più ricchi rispetto al non ribilanciare. Lo si misura dal fatto che abbia mantenuto il profilo di rischio allineato con le vostre intenzioni. Può anche influenzare i rendimenti, eh, a volte anche positivamente. E su questo ci arriveremo. Ma non perdete mai di vista lo scopo primario, restare fedeli al vostro target di rischio.
00:08:00,406 [Vittorio]
C’è poi un altro tipo di rischio per gli investitori che è il rischio di sequenza dei rendimenti, che come ha detto prima Nicola è particolarmente importante per chi si avvicina alla pensione oppure è già in pensione. Immaginate due pensionati che iniziano con lo stesso capitale e ottengono lo stesso rendimento medio del 5% su vent’anni. L’unica differenza è l’ordine. Uno attraversa gli anni negativi all’inizio, l’altro alla fine. Chi prende le perdite subito si trova in guai seri. Ogni mese deve prelevare soldi per vivere e lo fa vendendo quote quando valgono poco. Quelle quote spariscono dal portafoglio per sempre. Quando il mercato risale lui ne ha meno dell’altra persona e quindi recupera di meno. Il danno si accumula anno dopo anno fino a che i soldi finiscono.
00:08:38,356 [Vittorio]
Chi invece parte con gli anni positivi costruisce una sorta di cuscinetto. Il portafoglio è cresciuto prima che arrivassero le vacche magre, quindi può assorbire i colpi senza spendere troppo patrimonio. La media è la stessa ma gli esiti sono opposti. Il problema quindi non è quanto rende il mercato, ma quando rende.
00:08:54,286 [Nicola]
Questo è il più grande rischio finanziario che la maggior parte dei pensionati non sa di correre. Potete aver fatto tutto bene, risparmiato diligentemente, investito sensatamente e se andate in pensione in un bear market, con il portafoglio investito pesantemente in azioni, potreste comunque trovarvi in seria difficoltà. La ricerca di Vanguard del 2024 sui target date funds ha specificatamente individuato nella fase di decumulo, cioè quando si sta spendendo il portafoglio, il periodo in cui il ribilanciamento ottimale offre il maggior beneficio.
00:09:28,506 [Nicola]
I loro dati hanno mostrato 22-25 basis point di valore aggiunto all’anno in decumulo rispetto ai 15-22 che potreste avere in fase di accumulo. Il che non sembra enorme, eh? Finché non pensate che cosa significhi capitalizzare su una pensione di 20 o 30 anni tutti quei basis point. Alla fine si sommano e fanno la differenza.
00:09:51,596 [Vittorio]
Un rischio è quello della correlazione che potrebbe anche rompersi. In mercati diciamo normali, azioni e obbligazioni tendono a muoversi ognuno per la propria strada. Quando le azioni scendono, gli investitori spesso si rifugiano nella sicurezza dei titoli di stato, facendo di conseguenza salire i prezzi delle obbligazioni. Questa correlazione negativa in momenti di crisi è l’intera fondazione del portafoglio 60/40. E per questo che mescolarli riduce la volatilità complessiva del portafoglio. Quando uno fa zig, l’altro fa zag.
00:10:17,356 [Alain]
ma le correlazioni cambiano. Tanto per dirne una, già in partenza la correlazione negativa tra azioni e obbligazioni, ehm, non è la norma storica se guardiamo un periodo magari di un secolo, se mai è una lunga eccezione. Nel 2022, per esempio, azioni e obbligazioni sono scese entrambe allo stesso tempo. Parte della copertura prevista, diciamo che si è rotta. Anche se resta il fatto che, anche se dovessero muoversi insieme, obbligazioni governative a 10 anni ed azioni hanno comunque profili di volatilità diversi.
00:10:48,546 [Nicola]
Il 2022 è stato un brutale promemoria che dare per scontate certe correlazioni può distruggere un piano finanziario. Le persone pensavano di avere questo edge molto elegante. I bond che offrivano un’assicurazione contro i cali delle azioni e ti pagavano anche un premio per il disturbo. Ma quando le banche centrali hanno iniziato ad alzare aggressivamente i tassi per combattere l’inflazione, entrambe le classi di asset sono state colpite simultaneamente. Il modello ha funzionato finché non ha smesso di farlo.
00:11:19,996 [Vittorio]
C’è poi un altro concetto: i rendimenti aggiustati per il rischio. I rendimenti grezzi, quelli che al bar o ai tuoi amici dici “il mio portafoglio è salito del 25% l’anno scorso”, sono fighissimo, cosa che tra l’altro non è mai successa nella storia dell’umanità. Il punto è, quanto rischio ti sei preso per raggiungere quel 25% ed è davvero un risultato migliore rispetto a qualcuno che ha ottenuto il 15% con molta meno volatilità?
00:11:43,876 [Alain]
Dipende da cosa intendi con meglio, eh? Cioè, probabilmente no, però. Indici come quello di Sharpe vengono in aiuto quantificando il rendimento per unità di rischio assunto. In genere un indice di Sharpe più elevato significa che si sta ottenendo più valore per il rischio preso.
00:12:00,896 [Nicola]
In pratica, l’indice di Sharpe è ciò per cui vivono e muoiono i gestori dei fondi. Nessuno a livello istituzionale guarda solo ai rendimenti grezzi. Bisogna mostrare quale rischio si è assunto per arrivarci. Un hedge fund con un rendimento del 20% è molto diverso se la sua volatilità era stata del 5 rispetto al 40%.
00:12:21,936 [Vittorio]
In genere il ribilanciamento tende a migliorare lo Sharpe e a regolarizzare i rendimenti. Un percorso più irregolare significa che è meno probabile andare nel panico e prendere decisioni catastrofiche quando ci sono i minimi del mercato. E investitori che performano meglio non sono quelli più intelligenti, più bravi, più colti, eccetera, ma quelli che si attengono al processo. Mentre quelli che si spaventano e si discostano in genere fanno molto peggio.
00:12:44,426 [Alain]
Mi piace che in questo podcast io imparo anche i nomi tipo Sharpe, l’ho sempre detto Sharp, però Sharpe.
00:12:50,716 [Vittorio]
Vabbè, ma lo stai imparando da me.
00:12:52,616 [Alain]
No, no, ho imparato da Nicola.
00:12:54,076 [Vittorio]
Ah, ecco, scusami.
00:12:55,026 [Alain]
Se io sto attento a quello che dice Nicola.
00:12:56,686 [Vittorio]
Okay.
00:12:57,246 [Alain]
Magari c’hai ragione tu Vittorio. Voglio Ti immagini?
00:13:00,526 [Vittorio]
Che magico sarebbe bello. Lo metto nel curriculum questa cosa, in caso.
00:13:04,506 [Alain]
Comunque, alcuni ricercatori sostengono che l’aspetto comportamentale sia in realtà il più grande beneficio del ribilanciamento, proprio perché ti impone una certa disciplina. Invece di guardare il mercato e reagire magari emotivamente, avete una regola. Cioè quando le mie azioni raggiungono X percento, oppure il 17 gennaio, io ribilancio. Punto.
00:13:28,406 [Alain]
ed elimina la tentazione di lasciare correre i vincitori all’infinito, oppure di rimanere magari in liquidità quando si ha paura.
00:13:35,516 [Nicola]
ed aiuta anche con il compounding, che male non fa. Ne abbiamo parlato in parecchie puntate passate. Avere un portafoglio che perde il 40 per cento non è pericoloso solo se vendete nel panico. È pericoloso perché per uscire dal buco in cui vi siete ficcati, avete bisogno di un guadagno mostro.
00:13:53,366 [Vittorio]
OK, ora entriamo nella fase degli approcci pratici, che forse è il momento che stavano aspettando un po’ gli ascoltatori. Esistono tre famiglie di strategie di ribilanciamento. La prima è il ribilanciamento per calendario, la seconda è il ribilanciamento a soglia e la terza è una sorta di ibrido dei due.
00:14:10,036 [Alain]
Il ribilanciamento a calendario è il più semplice. Sfogliate quello della Canalis, arriva luglio, pam!
00:14:16,686 [Alain]
ribilanciate. Si sceglie un intervallo di tempo, magari, di solito può essere mensile, trimestrale, annuale, e in base a quella pianificazione si rivede il portafoglio, lo si riporta al target indipendentemente da dove si trovano le cose. Quindi, diciamo che è il primo gennaio e si ribilancia annualmente. Intanto, al primo gennaio avete il vostro il vostro alert su Google Calendar e pam, dovete ribilanciare. Punto. Se te ubriachi dalla sera prima, non ce ne frega un cazzo, ribilanciate. È molto semplice da seguire, richiede solo di mettere appunto un appunto sul calendario, ma il lato negativo è che è un po’ arbitrario, no?
00:14:54,266 [Alain]
in quanto, cioè alla fine i mercati non importa che mese sia. Potresti ribilanciare quando il portafoglio magari ha malapena deviato, oppure aspettare tutto un anno intero con un portafoglio che è andato fuori rotta di matto perché il mercato è cambiato molto. E e poi se si ribilancia quando le cose magari si sono mosse davvero di poco, state buttando soldi inutilmente coi costi di transazione. Quindi
00:15:16,386 [Nicola]
Insomma, il ribilanciamento a soglia invece, talvolta chiamato anche tolerance boundary balancing, è più reattivo. Invece di un calendario fisso, si stabilisce una regola: se un asset class devia di più di X punti percentuali rispetto al target, si ribilancia. Quindi, se il target è 60% di azioni e la banda è del 5%, non si tocca nulla finché le azioni non raggiungono il 65% o scendono al 55. Quando quel limite viene superato, si agisce. È quindi guidato dal mercato e non dal calendario. Il ribilanciamento a soglia è una sorta di presa di coscienza che i mercati vanno in trend.
00:15:55,046 [Nicola]
usando delle soglie abbastanza ampie, lasciati i vari mercati andare in trend prima di vendere. Ovviamente è difficile stabilire quale sia la soglia giusta da usare, perché delle soglie strette mi permettono più spesso di vendere alto, ma possono farlo troppo presto.
00:16:10,806 [Alain]
e generano più trade. Quindi più commissioni e più eventi fiscali. Eh perché purtroppo ogni volta che vendete dovete pagare una parte di profitto allo Stato, sapete, la capital gain tax.
00:16:21,186 [Nicola]
Voi, voi, non io.
00:16:23,326 [Alain]
È vero, è vero. Chiamami non siate in Svizzera o Malta.
00:16:27,356 [Vittorio]
Se no, fate il dichiarativo ed evitate le tasse. Se no, c’è anche questa soluzione.
00:16:31,976 [Alain]
E però aumenta la volatilità perché ti potrebbe finire nel culo dopo qualche anno.
00:16:37,626 [Nicola]
Fateci una donazione prima che…
00:16:40,106 [Vittorio]
esatto
00:16:40,666 [Alain]
Infatti Che tra l’altro avete un sacco di soldi. mi ha detto
00:16:44,216 [Alain]
Mi sembra un ottimo motivo per finire in galera. Tra l’altro diminuite anche il compounding, cioè perché quella parte che state pagando allo stato in tasse e al broker in fee, non genera più soldi. Da notare che il ribilanciamento a soglia assoluta, quel 5% sull’intero portafoglio di cui parlavamo prima, potrebbe anche non andare bene su portafogli con molte asset class o in cui un singolo asset ha dei pesi molto bassi. Pensate al classico 5% di oro in portafoglio che ogni tanto ti consigliano, no? Se la soglia sta fissa al 5% del portafoglio, ovviamente andresti a toccarlo solo quando perdi tutto o ratoppi.
00:17:22,656 [Alain]
In questi casi si possono invece adottare soglie relative oppure scegliere soglie specifiche per il singolo asset invece di soglie generali. Insomma, potete far far partire le
00:17:33,166 [Vittorio]
Poi, c’è la classica strategia che succede in tutte le cose nella vita, cioè che mischi due cose. E quindi, questo è il ribilanciamento ibrido che appunto combina entrambe le soglie. E quindi si controlla il portafoglio con un calendario regolare ogni sei mesi, ma si ribilancia solo se anche è deviato oltre la soglia. Quindi, 30 maggio, tu decidi che controlli il tuo portafoglio, se c’è stata una deriva superiore o inferiore al 5%, ribilanci. Altrimenti lasci correre e poi si fa la revisione dopo sei mesi. Questa in genere dà disciplina sul fronte del monitoraggio senza generare operazioni non necessarie. E a me le cose ibride non dispiacciono mai, però forse sono io.
00:18:10,866 [Alain]
Comunque, oltre a quando è importante anche la meccanica dei ribilanciamenti. Metodo, la meccanica più ovvia è quella di vendere e comprare, cioè vendi gli asset sovrappesati e usi il ricavato per acquistare quelli sottopesati. Ovviamente funziona per forza di cose, però genera costi di transazione che magari sono un po’ più alti e soprattutto puoi innescare appunto le imposte sulle plusvalenze.
00:18:35,086 [Nicola]
L’altro meccanismo è quello di investire solo negli asset sotto pesati per un periodo, tipo mettendo tutto il PAC, oppure vestandoci PIC, dati da premi di produzione e molto altro. Potresti anche immettere nuova liquidità, ma questo metodo è facile solo all’inizio, quando avete un portafoglio piccolo o se vincete al Superenalotto.
00:18:54,856 [Alain]
L’ultimo metodo è speculare. Se siamo in fase di decumulo, possiamo vendere solo ciò che ha sopra il formato finché non riportiamo al target il portafoglio. Anche qui con la sensibilità di non finire completamente fuori rotta. Ma cosa dicono gli studi sul tema del ribilanciamento?
00:19:12,396 [Vittorio]
Allora, lo studio di Bangard, quello di Yacovenko, Kingery e Zilbring, dice una cosa molto importante su quanto frequentemente ribilanciare. Non vi è alcuna differenza statisticamente significativa nei rendimenti aggiustati per il rischio tra ribilanciamento mensile, trimestrale e annuale. Ribilanciare frequentemente non aiuta, anzi spesso fa danni perché genera più transazioni, quindi più costi commissionali e più eventi fiscali. I ricercatori di Bangard hanno analizzato un portafoglio 60-40 risalendo fino al 1926. Indipendentemente dalla frequenza, i profili di rendimento aggiustati per il rischio erano sostanzialmente gli stessi.
00:19:45,476 [Vittorio]
Ciò che cambiava era il turnover. Chi ribilanciava mensilmente negoziava molto di più, senza alcun beneficio materiale tranne per il gestore del broker che si sprecava la limonata.
00:19:54,506 [Nicola]
Tra l’altro ci sarebbe pure da dire che il fattore momentum funziona sull’arco di un anno ed è per quello che poi funziona come periodicità. Comunque, quello che ha detto Vittorio è molto… dovrebbe essere molto liberatorio per voi. Non è necessario guardare continuamente il portafoglio. Non sono necessari software sofisticati con controlli giornalieri. Cosa dice l’evidenza? Fatelo almeno annualmente e otterrete essenzialmente lo stesso risultato aggiustato per il rischio di qualcuno che lo fa ogni mese. Insomma, la chiave è farlo costantemente e con regole precise.
00:20:29,296 [Alain]
Per quanto riguarda il ribilanciamento a soglia invece, dice che la soglia più ragionevole è attorno al 5%. Con una soglia troppo stretta, diciamo un percento, si negozia continuamente. I costi si accumulano e non si dà al portafoglio lo spazio per respirare, no, per far correre un po’. Mentre con una troppo ampia, diciamo 15, 20%, si finisce per consentire una deriva tale che il profilo di rischio effettivamente si si allontana da quello che è il target. Diciamo che il 5% raggiunge l’equilibrio tra reattività ed efficienza dei costi.
00:21:02,506 [Nicola]
Allora, se io vi dico Tokat e Viscas e voi pensate a dei DJ tedeschi degli anni 90, siete delle belle persone.
00:21:11,306 [Vittorio]
Anche a un cantante lituano che balla Eurovision, se è un numero uno.
00:21:15,466 [Nicola]
Esatto
00:21:16,376 [Nicola]
Invece, sono due che nel 2007 hanno scritto un paper, un nuovo studio, che tra l’altro dice una cosa importante perché introduce delle sfumature che molti consigli generali sul ribilanciamento ignorano, ovvero la relazione tra l’efficacia del ribilanciamento e il tipo di mercato in cui ci si trova. Il mercato può essere sostanzialmente o mirrorverting oppure in trend. Mercato mirrorverting è uno in cui i prezzi tendono a oscillare intorno ad un valore centrale. Salgono, poi scendono, poi salgono di nuovo. In questo tipo di ambiente, il drift di allocazione tende a autocorreggersi.
00:21:54,256 [Nicola]
Le azioni che sono salite tendono a scendere, quelle che sono scese tendono a risalire. Il che ha un’implicazione controintuitiva. I mercati mirroring, il ribilanciamento è necessario meno spesso, perché ovviamente il mercato fa una parte del lavoro al posto vostro. Quando però il portafoglio è davvero deviato e intervenite, la natura contraria del ribilanciamento è perfettamente allineata con la meccanica del mercato, o così sperate. Vendete quello che è salito prima che torni giù e comprate quello che è sceso prima che risalga.
00:22:30,706 [Nicola]
Il ribilanciamento funziona bene qui, non perché servano interventi frequenti, ma perché quando scattano le soglie, la direzione è quella giusta.
00:22:39,846 [Alain]
un mercato in trend invece è uno in cui i prezzi si muovono in maniera abbastanza persistente in una direzione per un periodo anche prolungato. Pensate al mercato azionario statunitense dal 2009 al 2021. È un potente bull market molto prolungato. In quell’ambiente ogni volta che si ribilanciava, si vendevano azioni e si compravano obbligazioni. E si stava vendendo qualcosa che continuava a salire mentre si comprava qualcosa che stava indietro di brutto. Ma addirittura ti pagavano tassi negativi in certi momenti. Sarebbe stato meglio lasciare correre le azioni?
00:23:11,626 [Vittorio]
E qui io introdurrei il problema dell’asimmetria del rimpianto, cioè un modo delicato per dire quando rosicate. Se avete ribilanciato nel 2015 e il mercato, come è successo, è continuato a salire, voi vi sentite come se avete fatto un grosso errore. Il punto è che se non aveste ribilanciato e poi vi sareste invece beccati un crollo con l’85% delle azioni in portafoglio, quello che succede ti avrebbe cambiato la vita in modo molto peggio. Ad esempio, potresti dover cambiare stile di vita, posticipare la tua pensione o prendere decisioni dolorose, come, ne so, vendere la casa perché c’è bisogno di liquidità. Il rovescio del mancato ribilanciamento è molto peggiore del lato positivo di lasciarlo correre.
00:23:45,926 [Alain]
La conclusione di Tokat e Wikas è che il ribilanciamento è più prezioso come strumento di gestione del rischio e dovrebbe essere valutato principalmente su questa base e non sul fatto che batta o meno il buy and hold in termini di rendimenti lordi. Nei mercati in trend potrebbe non battere il buy and hold sui rendimenti, ma mantiene comunque l’allineamento con il target di rischio. E quando il trend alla fine si inverta, e prima o poi lo fa, ci si ritrova in una posizione più sicura rispetto a chi ci è rimasto fino in fondo e poi ha continuato a tenere durante il crollo.
00:24:19,926 [Nicola]
Allora, parlare del confronto col Buy and Hold è stupido secondo me, perché non si confrontano più mele e mele. Soprattutto con un 60/40 finiscono in un 80/20 e grazie al cazzo che i risultati sono diversi. Ma perché diavolo sei partito da un punto che nei fatti si è rivelato del tutto random? È come il tizio che ti parla della qualità del portafoglio Equal Weight e poi non lo ribilancia.
00:24:42,726 [Vittorio]
Dai, allora parliamo della ricerca più recente. Il paper sempre di Vanguard, del 2024 sui Target Date Funds, nel quale si indaga su quale sia il modo di ribilanciare per massimizzare il valore.
00:24:53,796 [Alain]
Il risultato fondamentale è che il ribilanciamento basato su soglie supera significativamente gli approcci basati su calendario. In un portafoglio 60/40 su un periodo di 10 anni, hanno rilevato che il ribilanciamento a soglia ha ridotto il drift della allocazione rispetto al ribilanciamento a calendario, ha fornito un miglior controllo del rischio e ha ridotto i costi di transazione abbastanza da migliorare significativamente i rendimenti netti.
00:25:19,876 [Vittorio]
Per le soglie propongono quello che chiamano il metodo 200-175. Immaginate di avere un portafoglio con un’allocazione target, diciamo appunto 60% azioni e 40% obbligazioni. Con il metodo 200-175 si fissa una soglia di tolleranza di due punti percentuali. Finché l’allocazione resta entro quel margine non si fa nulla. Quando lo supera, si ribilancia, ma non fino al target esatto. Ci si ferma a 1,75 punti dal target. Perché non tornare esattamente al 60% esatto? Il metodo è pratico. Primo, vi costa inutilmente in commissioni e tasse. Secondo, ci smerlate se quell’asset sta cavalcando un bel trend.
00:25:55,916 [Vittorio]
Col metodo 200-175, se sfondato il tetto del 62%, vendete solo il necessario per scendere al 61,75. Risparmiate sui costi perché muovete meno capitale, mantenete l’esposizione al trend positivo e vi create un cuscinetto dello 0,25% dal limite. È uno scarto minimo, ma sufficiente per assorbire rumore di fondo ed evitare di rioperare due giorni dopo alla prima oscillazione di mercato. A me sembra un po’ ufficio complicazione a fare semplice, ma magari sono io.
00:26:24,506 [Nicola]
No, ma infatti, cioè, è un po’ una roba del cazzo, però è uno studio di Vanguard, quindi ci fidiamo di Vanguard. Quello che però possiamo dire che effettivamente estremo, no? Le soglie sono strette e si ribilancia poco ad ogni evento, solo quei 25 basis point. E tra l’altro nel nel paper loro fanno un confronto con il ribilanciamento mensile che, insomma, sta in piedi fino a un certo punto. Il divario rispetto al ribilanciamento trimestrale è molto più piccolo. Quindi secondo noi il valore di questo paper sta più nel principio. Usate le soglie e quando ribilanciate non tornate esattamente al target.
00:27:02,806 [Alain]
Potremmo dire che è un approccio interessante più per i pesci veramente grossi, come i fondi di investimento, che non per Marco e Antonia, che magari avrebbero di meglio da fare con il loro tempo e meno capitali, perché queste raffinatezze poi portino dei veri vantaggi.
00:27:17,306 [Vittorio]
I numeri che riportano però sono, insomma, importanti. Rispetto al ribilanciamento mensile, il ribilanciamento a soglia con questo metodo aggiunge un valore atteso di 15-22 punti base all’anno nella fase di accumulazione, cioè quando si sta appunto costruendo la ricchezza, e di 22-25 punti base in decumulation, cioè quando si sta prelevando, ad esempio appunto per la fase pensionistica.
00:27:37,806 [Nicola]
E come abbiamo già detto, quindi il risultato nel decumulo è particolarmente interessante anche dal punto di vista pratico. Questi investitori sono in una fase della vita in cui non possono riprendersi dagli errori, perché state spendendo il portafoglio, non è che lo state costruendo. Quindi il fatto che ci sia una migliore metodologia di ribilanciamento che valga di più in quella fase, quei 25 basis point di cui dicevamo prima, non è solo una questione di rendimento, è la gestione del rischio a ribasso quando il rischio, questo rischio, è molto più importante.
00:28:14,166 [Vittorio]
Allora, ora faccio come quando chiedo a Claude di dirmi cosa non va nelle mie tesi, ma uso voi che siete delle AI locali, diciamo.
00:28:21,466 [Alain]
con quelle economiche
00:28:22,846 [Vittorio]
Sì, pure quelle là tipo, quelle cinesi che metti sul PC con otto giga di RAM. Allora, quando si deve mettere in dubbio il ribilanciamento del portafoglio?
00:28:31,946 [Nicola]
Il primo è l’argomento del costo opportunità. Lo studio di Vanguard del 2010 ha riconosciuto che il ribilanciamento di un portafoglio azioni-obbligazioni ha ridotto i rendimenti lordi di circa lo 0,5% all’anno, in media, rispetto a un portafoglio mai ribilanciato. E ovviamente si tratta di un dato non trascurabile. Ma, come abbiamo detto, anche il pari non è sbagliato, no? Quell’extra rendimento è generato da un portafoglio più rischioso del 60/40. Se pensate che un portafoglio con più azioni sia migliore per raggiungere i vostri obiettivi finanziari, scegliete già quello.
00:29:05,456 [Alain]
Altri critici sostengono che per gli investitori con un lungo orizzonte temporale, qualcuno sulla trentina con decenni prima della pensione, ad esempio, la minore volatilità non valga il sacrificio del rendimento. L’argomento è: si riesce a gestire la volatilità, quindi che si lascino correre i vincitori. Però torniamo sempre lì, no? La differenza la fa il portafoglio target, non il ribilanciamento.
00:29:31,266 [Nicola]
Insomma, l’argomento del costo opportunità funziona sempre meglio a posteriori, vincendo anche un bel premio grazie al cazzo. Cioè, se noi sapessimo che abbiamo davanti un periodo lungo di bassa volatilità, chiunque prediligerebbe un profilo più rischioso.
00:29:47,496 [Vittorio]
Okay, ora ne sparo un’altra. Ma non rischiano di esserci troppi costi tra quelli di transazioni e appunto quelli fiscali, debita i soldi allo Stato?
00:29:55,516 [Alain]
Beh, la risposta è essere magari un attimino smart, come dicono su LinkedIn, che ho scoperto, su come si ribilancia piuttosto che sul fatto di farlo o meno. Ok? Quindi concentratevi sul come, non non abbandonate di farlo. Ad esempio, usate i contributi o i prelievi per ribilanciare organicamente con una frazione minima. Poi comunque, cioè non è che morite se pagate qualche tassa, anche perché comunque lo fate ogni giorno per ogni cosa, persino la carta igienica la pagate con le tasse, per cui…
00:30:25,136 [Vittorio]
stacce, diciamo, la filosofia è quella. Ma c’è una terza contro argomentazione contro il ribilanciamento secondo voi?
00:30:32,826 [Alain]
Ce n’è una più filosofica che matematica, cioè l’idea che la tolleranza al rischio potrebbe cambiare nel tempo e che consentire il drift potrebbe in realtà essere appropriato se le circostanze sono cambiate. Esempio, no? Hai vent’anni, sei povero in canna, ma andando avanti con gli anni fai carriera, quindi il tuo reddito va aumentando, la sicurezza finanziaria è più forte e la capacità di rischio effettiva è cresciuta. E in tal caso forse un’allocazione azionaria leggermente più alta può avere senso. In quel caso il drift non è un problema da correggere, è una naturale evoluzione di una risposta appropriata alla vita che cambia.
00:31:10,816 [Nicola]
Però deve essere una decisione consapevole, non voi che razionalizzate ex post. Quindi dovete applicare questo test. Avreste la stessa conversazione sull’aumento dell’allocazione azionaria se i mercati fossero appena crollati del 30%? Se la risposta è no, allora non state rivalutando la vostra tolleranza al rischio, state semplicemente razionalizzando il non vendere i vincitori.
00:31:36,326 [Vittorio]
Ora, come sempre, questa che cosa noiosa veramente. Noi partiamo da un’analisi tecnica e torniamo a questo noiosissimo umanistico modello psicologico comportamentale. Cioè alla fine quello che abbiamo detto oggi è come il ribilanciamento non riguardi tanto diciamo il trovare una frequenza perfetta, un metodo perfetto, quanto più trovare una gestione disciplinata del rischio.
00:31:59,356 [Alain]
Come morale potete portarvi a casa che non è importante se usate una soglia del quattro o del sei per cento per ribilanciare, o se lo fate una, due, dodici volte l’anno. L’importante è avere un set di regole guida per i momenti bui e per non doverci pensare continuamente. Cioè la differenza maggiore è tra un investitore che ha un approccio sistematico e vi si attiene e uno che prende decisioni guidate dal rumore del mercato, dalle emozioni o da chissà cosa.
00:32:26,576 [Nicola]
Insomma, io la inquadrerei così. La ricerca vi dice che quasi qualsiasi approccio di ribilanciamento ragionevole e sistematico vi servirà molto meglio di nessun approccio. La migliore strategia di ribilanciamento è quella che seguirete davvero in modo costante, attraverso mercati bull, mercati bear, attraverso la FOMO e il panico, o attraverso ogni narrativa che il mercato bilancia.
00:32:53,346 [Alain]
Ribilanciamento è come la dieta.
00:32:55,616 [Nicola]
Esatto
00:32:56,686 [Vittorio]
Infatti c’è bilancia dentro come termine.
00:32:59,226 [Alain]
Oh, è un complotto!
00:33:03,066 [Vittorio]
Dorna tutto.
00:33:05,986 [Alain]
Momento della posta del cuore. Potete raggiungere il nostro cuore con il form sul nostro sito, rispondendo alla newsletter che arriva ogni sabato mattina, oppure contribuendo nella nostra community Reddit. Di solito peschiamo anche da lì un po’ di di domandine interessanti. Questa lettera ci arriva da Francesco. Salve, mi chiamo Francesco.
00:33:30,146 [Alain]
Mmm spoiler. Sono un medico di 40 anni. Ho iniziato ad investire da gennaio 2025 in ETF. Adotto una strategia semplice: replicare il più possibile il mercato eccetto un piccolo peso su oro e value. Ho bisogno del vostro aiuto per meglio chiarirmi l’utilità di avere obbligazioni in portafoglio. Nello specifico, chiedo come informazione teorica non come consulto finanziario. Non so mai se prendere ETF obbligazionari, obbligazioni singole, ETF obbligazionari inflation linked, per non parlare poi della duration come sceglierla. Soprattutto per la duration, non so se abbia senso diversificare.
00:34:08,846 [Alain]
La confusione aumenta quando sento che l’yield to maturity è ai livelli di inflazione. E quando magari il guru di turno dice che non ha più senso tenere le obbligazioni in questo periodo, mostrando che salgono e scendono con l’azionario e che comunque i rendimenti sono molto inferiori al passato. Studiando un po’, mi è sembrato di capire che in realtà la decorrelazione con le azioni dipenda molto dal ciclo economico. Ogni volta che devo integrare le obbligazioni in portafoglio, mi viene il mal di pancia. Va bene ridurre la volatilità e migliorare lo Sharpe ratio, ma rendimenti attesi comunque bassi, con la paura di poter andare persino in perdita, specie con gli ETF, non mi eccita particolarmente.
00:34:48,576 [Alain]
Sono sicuro che la mia ignoranza in materia dipenda proprio dall’inesperienza di uno che ha iniziato a investire in un bull market e non ha mai sperimentato sul suo portafoglio drawdown seri e duraturi. Se riusciste a chiarirmi un po’ il quadro delle obbligazioni, ve ne sarei grato.
00:35:02,966 [Nicola]
Io qua mi sento proprio boomer boomer come i vecchi che urlano, cioè, eh! Io sto veramente sperando che venga un crollo dell’azionario così imparate la lezione. Come diceva, cioè mia nonna quando non volevo mangiare mi diceva, eh, ti serve la guerra a te.
00:35:22,706 [Nicola]
Purtroppo però, se arriverà il calo azionario perderemo anche tipo l’80% degli ascoltatori, per cui non so.
00:35:29,836 [Vittorio]
Non lo so, eh? Non lo so, non lo so questo. Dipende dai temi. Comunque, io ormai, cioè parlare di obbligazioni online come quelli che magnificano certificati sempre online, alla fine sono sempre discussioni a cazzo de cane in cui parlano tutti senza un grand’importanza. Comunque
00:35:46,146 [Vittorio]
Se stai ascoltando questa puntata, avrai intuito già una cosetta, cioè che le obbligazioni non ti servono per rendimento quanto per il ruolo di correlazione, anzi, di deco-relazione rispetto all’azionario nel tuo portafoglio. Diciamo, se già la vedi in questa maniera, hai fatto un passo avanti nel comprendere perché. Come abbiamo detto in puntata, tu stai pagando una sorta di assicurazione, anche se è un termine sbagliatissimo, cioè quello di evitare di beccarti il meno 40% e dover cambiare il tuo stile di vita. Detto ciò, secondo me il mezzo è sempre più o meno il problema minore, perché viviamo in un periodo storico in cui sostanzialmente abbiamo risorse di tutti i tipi, sia di prodotti, sia di qualità culturale.
00:36:24,246 [Vittorio]
Cioè non è che siamo negli anni 80, dove certe conoscenze erano solo per pochi eletti, bisognava seguire una certa stampa, bisognava avere certi tool, eccetera. Di base ne abbiamo parlato spesso, ma per un investitore retail come te, gli ETF rimangono semplicemente la cosa più pratica, con maggiore diversificazione, con una liquidità altissima e il mezzo più semplice da usare in un portafoglio di investimento.
00:36:47,696 [Vittorio]
Le singole obbligazioni per me hanno senso, diciamo, se hai un orizzonte, il solito orizzonte definito, vai proprio certo, certo, certo, oppure vuoi un rendimento certo a fronte di rischiare da un’altra parte, cioè tipo presti soldi a uno stato che potrebbe zompare domani, anche se tu pensi che non potrebbe zompare domani.
00:37:11,716 [Alain]
Francesco, Francesco, abbiamo fatto due puntate di approfondimento sulle obbligazioni per cui quei dubbi sulla duration, sull’inflation linked, bla bla bla, ETF o non ETF. Vai a ascoltartele, te le rimetti… ascoltartele anche più volte perché magari aiuta anche a comprendere certi dettagli. In generale anch’io come Vittorio non è che mi piace moltissimo il paragone di obbligazioni come una assicurazione, anche perché, cioè abbiamo visto di recente la correlazione negativa effettivamente non è scontata.
00:37:42,096 [Alain]
Le vedrei invece come un ingrediente diverso nel tuo portafoglio, che ha comunque un suo rendimento, perché le obbligazioni hanno il loro rendimento, che hanno un loro profilo di rischio, una certa volatilità e che combinati con gli altri ingredienti del portafoglio può funzionare bene. La metafora che a me piace di più è quella culinaria, che non l’ho inventata io, l’ha inventata qualcun altro. Praticamente ogni ingrediente nel portafoglio ha un ruolo nella tua ricetta. Togliere lo zafferano dal risotto solo perché costa un botto e da solo fa abbastanza schifo, non è proprio il modo giusto per vederlo, no?
00:38:15,586 [Nicola]
Comunque, siamo alle caccabubulle. Oggi è il giorno in cui si è quotata SpaceX. Adesso su questo mi ha fatto venire in mente una cosa, perché… Ma come hai notato? Hanno mentito non so quanti milionari. E quelli che sono diventati milionari non sono quelli che hanno comprato le azioni oggi.
00:38:35,276 [Vittorio]
Quelli a discapito del compratore.
00:38:39,436 [Nicola]
Però mi è venuto in mente, io quando facevo l’università per un periodo con dei miei amici siamo andati a fare i promoter. E lo facevamo per molto spesso per la Microsoft, perché era il periodo in cui era uscita l’Xbox. Mi sa che era la prima. E quindi era la classica cosa, ti mandavano, che ne so, a MediaWorld prima di Natale, in teoria dovevi vendere l’Xbox, in pratica ti facevano lavorare come dipendente del MediaWorld mentre i dipendenti del MediaWorld si fumavano cento sigarette.
00:39:11,566 [Nicola]
Però questa roba stranamente era andata talmente bene che noi poi vivendo vicino a Milano, l’agenzia che organizzava tutte ste robe qua, Microsoft era contenta, ci avevano invitato un paio di volte, più di una volta, in sede da loro, che tra l’altro avevano sta sede vicino a Linate. Quindi io odio perché se guardate la cartina è praticamente la parte opposta rispetto a Gallarate, per cui per arrivarci devi fare tutto il giro della città e non puoi prendere i mezzi perché ovviamente è in un posto in culanda.
00:39:42,556 [Nicola]
Ma la roba che è sempre rimasta in testa è che poi loro un po’ un paio di ragazzi li hanno addirittura assunti. Ma secondo me, cioè in quel momento lì andare a lavorare in Microsoft era una pena, perché era tutto il periodo quello di Ballmer, quando loro si erano inventati pure il tarocco della dell’iPod. Cioè Microsoft era veramente considerata un posto di merda. E se invece ci pensate oggi, cioè probabilmente fossi andato lì a lavorare in quel momento lì, altro che che Mister Rip oggi. E quindi niente, come tante volte magari queste robe capitano per caso, no?
00:40:20,536 [Nicola]
non è difficile sapere o beccare queste onde lunghe che poi ti, cioè entrano nella nella società. Li trovate su LinkedIn, no? Quei quei consigli lì: “Ah, non è importante, però basta che sali sul razzo giusto e poi…” Eh, il problema è che lo devi trovare quella roba lì. Comunque, io oggi vi voglio consigliare una serie di documentari su Netflix. Si chiama Untold. Prima avevano fatto tutta una serie con delle storie americane e adesso è uscita quella UK, quindi dedicata alle storie inglesi.
00:40:53,116 [Nicola]
E c’è un bellissimo episodio che è quello della sconfitta del Milan nella finale di Champions League contro il Liverpool. Tra l’altro, quella roba lì me la ricordo benissimo perché, beh, penso di ricordarmela benissimo, perché se non mi ricordo male, il Milan era arrivato in finale perché aveva sconfitto in semifinale l’Inter in una truffa tremenda, perché le due partite erano finite 0-0 e 1-1, però ad un certo punto lo avevano deciso che l’1-1 era l’Inter che giocava in casa e quindi il Milan aveva segnato in trasferta e allora non hanno perso semifinale.
00:41:28,346 [Nicola]
E tra l’altro non lo so perché ieri o l’altro ieri è successa la la rimonta più grande nelle finals dell’MBA. E quindi io ci mi sono messo lì un po’ a pensare come non son sicuro che comunque nel basket ci sia più drammaticità in questi eventi. Non so se perché ci sono molti più eventi. Tra l’altro io, cioè mentre guardavo la partita, sono riuscito a spoilerarmi il risultato perché mi è arrivata una cazzo di notifica sul sul telefono di un podcast e adesso l’Apple ti fa vedere anche la descrizione dell’episodio.
00:42:03,086 [Nicola]
Quindi l’ho letto, però la cosa assurda, e mi è capitata parecchie volte, che tu vedi la partita, sai già il risultato, ma durante la partita ti chiedi forse ho capito male, no? Perché è impossibile, no? Cioè in questo caso erano sotto di parecchio ma per tanto tempo e ad ogni volta io dicevo “vabbè, adesso svolta, adesso svolta” e invece no, continuavano a andare sempre in questo buco più più profondo, più profondo e ogni volta che scavavano, scavavano in questo buco e dicevo “no, vabbè, ma è una cazzata, non è impossibile che succeda”.
00:42:39,106 [Nicola]
E non lo so, mi piacerebbe sapere se la gente che aveva visto quella semifinale lì di Champions League aveva avuto la la stessa cosa. Io mi ricordo però che alla fine del primo tempo c’era già la gente che festeggiava fuori.
00:42:53,056 [Alain]
invece erano tre a zero
00:42:54,716 [Vittorio]
Cazzo, che hanno cazzi, cioè.
00:42:57,266 [Nicola]
Invece
00:42:58,446 [Vittorio]
poi alcuni giocatori tipo Crespo ho letto che si vogliono ritirare praticamente dopo quella partita, una cosa così.
00:43:03,846 [Nicola]
Giustamente nella nella partita dell’MBA dell’altra sera, c’è stato un giocatore di New York che ad un certo punto, loro avevano quasi completato una rimonta, erano appunto appunto, ruba il pallone, va in contropiede, salta e ad un certo punto in area e si accorge di essere di non riuscire a schiacciare perché non non aveva abbastanza spinta, però aveva preso una via strana, no? Per cui prova a buttare dentro la palla, insomma, in una maniera alla fine abbastanza goffa e sbaglia. E giustamente quando
00:43:37,596 [Nicola]
Ho sentito tanti commentatori dicevano, se lui sbagliava quella roba lì, San Antonio avesse vinto, probabilmente avrebbe vinto le finali, non si sa ancora chi vincerà. Però la vita di questo povero Cristo sarebbe cambiata, ma sarebbe cambiata di brutto solo per quel momento lì, perché probabilmente gliel’avrebbero rinfacciato non so per quanto tempo. Per cui ci credo che, cioè, che Crespo abbia avuto un po’ quel quel sentimento di dire
00:44:04,926 [Nicola]
Ma non è basta.
00:44:07,346 [Vittorio]
Invece io consiglio un film che si chiama Prisoners, e perché ultimamente ho ripreso un mano un po’ la selezione delle cose da vedere. Invece di aprire Netflix e passare un’ora a cercare di capire cosa vedere e alla fine vedere una merda per cui mi metto a scrollare il telefono dopo tipo dieci minuti, ho deciso di disegnarmi un po’ di cose su un’app, nel caso io uso JustWatch, e dire “vabbè, questo, questo”. Quindi, ora praticamente riapro l’app JustWatch e dico “ok, oggi mi vedo questo che mi ero segnato magari sei mesi fa”. Sono ripassato a vedere roba bella senza sentire il peso di dover riprendere il telefono o roba del genere. Non sempre, però ultimamente sì.
00:44:42,896 [Vittorio]
Ora, tra questi film c’è appunto Prisoners, che è un film di circa dieci anni fa ed è stato fatto da uno dei miei registi preferiti che si chiama Denis Villeneuve, che è quello di Dune e ora sarà di 007. In sostanza, la trama è che nel giorno del ringraziamento, in una di queste tipiche città di provincia di merda americane, scompaiono due bambini di sei anni, da due famiglie diverse che però sono amici. E quindi subito dopo partono le ricerche da una parte di questo agente della polizia e da parte dei due padri. E sono tutte persone abbastanza, diciamo, scombinate, ok?
00:45:19,216 [Vittorio]
con disturbi diversi, non hanno diverso tipo di aggressività o passività alla vita, eccetera eccetera. E le storie si incrociano e scambiano, diciamo, fino alla fine del film. Il casting è una roba, cioè senza senso, cioè Jackie Legan, Paul Dano e in particolare Hugh Jackman. A un certo punto, cioè una scena che, cioè ti fa venire i brividi, è totalmente è totalmente inventata. Cioè l’ha inventata Hugh Jackman sul momento di proprio di rabbia nei confronti, vabbè, di un personaggio. E tu rimani bloccato per tre minuti e per farvi capire questa scena lui l’ha improvvisata e l’attore che è vittima, gli altri due attori che stanno nella scena, alla fine si sono, cioè proprio letteralmente cacati addosso dalla paura.
00:45:58,466 [Vittorio]
e però ti fa capire perfettamente come si può sentire un padre in una situazione del genere. Comunque, è un film della Madonna, un thriller pazzesco, sempre girato benissimo. Quindi se vi ricapita, vedetelo.
00:46:11,086 [Alain]
Invece vi consiglio qualcosa di molto più leggero. Forse ne abbiamo già parlato, forse no. Vabbè, comunque, ve lo consiglio lo stesso. Ed è il canale YouTube di Rémi Gellar, che è un
00:46:22,646 [Vittorio]
Mito
00:46:24,016 [Alain]
mito. È un mito, è un mito. Lui faceva gli scherzi.
00:46:27,806 [Nicola]
Gaillard
00:46:28,946 [Alain]
Galliard
00:46:30,126 [Alain]
È un mito praticamente, faceva gli scherzi in giro per le strade, si faceva filmare, gli scherzi alla polizia e quello che guidava il coccardo di Super Mario in giro per strada. E ovviamente a intasare tutti, a lanciare banane. Poi non lo so, quando uno si sente giusto, secondo me, si guarda uno o due di quelle dei suoi video e si ritira su. Purtroppo sono tutti vecchi perché ormai lui penso che faccia altro.
00:46:53,876 [Vittorio]
هذا ما يسمى بالشطان
00:46:54,746 [Alain]
Vi auguro di aver messo la testa a posto. E niente, vi lascio con le immagini di Babbo Natale che caga nel camino, che è uno dei suoi classici.
00:47:02,686 [Vittorio]
A me quello che che piaceva di più è quando si è imboccato tipo agli internazionali tipo della Francia.
00:47:09,566 [Alain]
genius
00:47:10,036 [Vittorio]
e ha apparso in televisione tra i giocatori e l’altro si era imbucato alla premiazione tipo della Coppa di Francia che aveva vinto una squadra tipo il Nantes, non tipo parliamo degli anni novanta. Ed è una cosa stupenda quella.
00:47:20,876 [Alain]
Era riuscito a imbucarsi a Mister Olympia anche, che con i bodybuilding lui pesa 45 kg di muscoli tutto racchiuso.
00:47:28,926 [Nicola]
A me è venuta in mente una roba perché quando lui era scoppiato tipo su YouTube, cioè c’era una mia amica che si era appena trasferita a Parigi, quindi immagina se c’era, eravamo giovani giovani, e ad un certo punto lei con i suoi coinquilini decisero di fare una festa, non mi ricordo più se era housewarming o stavano cambiando appartamento. Comunque vado vado a trovarla e uno di questi qua nella sua stanza
00:47:57,206 [Nicola]
aveva praticamente plastificato tutto, tipo quelle scene in cui sai devi ammazzare qualcuno e non vuoi che gli schizzi di sangue vadano in giro. E c’era veramente la plastica su tutto, cioè sul pavimento, sui mobili, sul sul soffitto. Quindi finisce la festa, rimaniamo lì un po’ e che cazzo fai con questa plastica, no? Iniziamo a staccarla e stacca stacca stacca e facciamo la mettiamo tutta insieme, no? Facciamo una palla che alla fine è diventata una palla di plastica che era tipo alta un metro. Cioè è una palla gigantesca.
00:48:32,536 [Nicola]
E solo che questi qua vivevano, non lo so, al tipo al dodicesimo piano, quindi che cazzo fai con sta palla di plastiche? Come fai a a buttare la cosa
00:48:42,946 [Nicola]
Però, giustamente, insomma, cioè, c’hai 22 anni, sei al dodicesimo piano, hai bevuto e fatto altro e quindi cosa fai? La butti dalla finestra.
00:48:54,526 [Vittorio]
Certo
00:48:55,156 [Alain]
Obvio.
00:48:57,186 [Nicola]
Fortunatamente non siamo finiti in galera.
00:49:00,226 [Vittorio]
Sì, anche voi avete storie di questo tipo, ce le potete scrivere nei commenti qua su Spotify. Altrimenti, se non volete essere minacciati per i prossimi… anzi, lo sai che è? Scrivetelo, scrivetelo, scrivetecelo via mail. Noi vi ricontatteremo e vi manderemo un simpatico link in cui potrete fare una donazione volontaria nei confronti di questo splendido podcast. Altrimenti, potete comprare il nostro merchandising, cliccare sui nostri link negli show notes, seguiteci su Reddit, mettete un segui, diciamo, al nostro podcast.
00:49:30,036 [Vittorio]
Ciao
00:49:30,716 [Alain]
Ciao
