Abbiamo capito che sai come accumulare come una formica, ma poi sei capace di decumulare come una cicala? Ecco la puntata su come si spende un gruzzolo facendolo durare quanto serve.

I consigli di oggi:
Nicola: Serie TV: For All Mankind.
Vittorio: Film: Pecore sotto copertura.
Alain: YouTube: The Lonely Island.

🎺 LA PROMO

E spendili sti soldi! Almeno fatti un abbonamento Audible per farti un po’ di cultura (o leggerti quei romanzetti che ti piacciono tanto).

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TL;DR

  • Il problema del decumulo: La puntata affronta la transizione dalla fase di accumulo a quella di ritiro e spesa dei capitali investiti durante la pensione.
  • Gestione del percorso: Una simulazione finanziaria offre solo probabilità statistiche, ma la vita reale è un singolo percorso; per questo motivo, è più utile avere una regola di prelievo flessibile da aggiornare ogni anno, piuttosto che un tasso fisso calcolato all’inizio.
  • Le 4 famiglie di regole di prelievo:
    • Spesa reale fissa (Regola del 4%): Si preleva una cifra iniziale e la si aggiorna solo per l’inflazione. Offre massima stabilità, ma espone al rischio di sequenza dei rendimenti e spesso porta a morire con troppi soldi non spesi.
    • Percentuale costante: Si preleva una quota fissa sul valore attuale del portafoglio. Matematicamente impedisce di finire i soldi, ma causa forti oscillazioni nello stile di vita, difficili da gestire psicologicamente.
    • Guardrail di Guyton-Klinger: Prevede un tasso di prelievo iniziale più alto, con limiti (“barriere”) che fanno scattare tagli in caso di mercati negativi o aumenti in caso di mercati positivi. Ottimo compromesso, ma richiede margine di manovra sulle spese.
    • ARVA Dinamico (Metodo attuariale): Ricalcola il budget annuale dividendo il capitale per l’aspettativa di vita residua reale. Massimizza le possibilità di spesa in sicurezza, ma è più complesso da impostare.
  • Combinare i modelli: Non è obbligatorio scegliere un solo metodo; si possono unire (es. Guardrail per le spese fisse e ARVA per le spese discrezionali) per bilanciare la stabilità con il godimento del patrimonio.
  • I pattern di spesa reali: Le spese in pensione non salgono linearmente, ma seguono una “curva a sorriso” divisa in tre fasi: Go-Go (prime fasi attive con alta spesa per esperienze), Slow-Go (ritmo casalingo e spese in calo), e No-Go (crollo delle spese discrezionali ma impennata di quelle sanitarie).
  • Il peso della paura e del “Saver’s Guilt”: Chi ha risparmiato tutta la vita spesso sviluppa un senso di colpa e un blocco mentale nel premere il tasto “vendi”, finendo per vivere in povertà auto-imposta nonostante patrimoni importanti.
  • Le altre leve del decumulo: Non conta solo il portafoglio; per gestire l’incertezza bisogna fare affidamento su altre entrate (piccoli lavori post-pensione), rendite vitalizie e, soprattutto, investire in prevenzione della salute e reti sociali.

Lezioni principali da trarne:

  • Vivere bene è il vero obiettivo, non accumulare all’infinito: Come suggerisce il libro “Die with Zero”, il rischio più ignorato è morire ricchi avendo rinunciato alle esperienze. Soldi, salute e tempo libero raramente si allineano per tutta la vita; ogni esperienza ha una sua finestra temporale precisa (es. a 30 anni contro 80 anni) ed è fondamentale farli incontrare.
  • La salute fisica è il miglior investimento finanziario: Mantenersi in forma è una mossa razionale che offre un doppio guadagno. Non solo permette di allungare gli anni attivi (Go-Go), in cui ci si gode davvero il denaro, ma mitiga anche il violento rischio di spesa sanitaria, la famosa “curva a J” che esplode nell’ultimo decennio di vita.
  • Serve una riprogrammazione psicologica: Il passaggio dalla fase lavorativa a quella pensionistica richiede di imparare a spendere senza sensi di colpa. Usare rigidi modelli matematici per giustificare la paura di finire i soldi o per non affrontare vuoti interiori significa mancare il bersaglio della finanza personale.
  • Il capitale umano vale quanto quello finanziario: Andare in pensione senza un progetto di vita, una mente attiva e curiosa o una rete sociale solida rischia di far vivere peggio di quando si lavorava. Le relazioni umane e l’attività cognitiva rallentano l’invecchiamento e riducono nettamente i bisogni (e i costi) di assistenza.
  • La flessibilità batte la pianificazione perfetta: Invece di cercare il “tasso di prelievo perfetto” per i successivi 30 anni, è più saggio usare regole chiare ma flessibili per adattarsi costantemente a come i mercati cambiano il portafoglio e a come l’età cambia la vita.

Transcript

00:00:02,919 [Vittorio]

In questa puntata di To Be to Fail parliamo di decumulo, cioè di quando arriva il momento di ritirare e spendere i soldi investiti. Poi ringraziamo Daniele, il nostro donatore più longevo, e Nicola ci racconta di strane meschite alcoliche.

00:00:15,519 [Nicola]

Se non volete vederci in pensione a breve, fate correre la voce. Ci gasiamo vedendo i numeri degli ascoltatori e il passaparola è la nostra unica pubblicità.

00:00:26,419 [Vittorio]

Oggi parliamo di un tema che pochi affrontano davvero. Non tanto come si mettono via i soldi e si fanno crescere, quanto di come quei soldi si tirano fuori. Il decumulo. Anche noto per gli amici con la terza elementare, quando sei vecchio in culo, non puoi più lavorare dal momento in cui cominci a prelevare soldi dal fondo pensione o dal broker.

00:00:43,499 [Nicola]

Vi raccontiamo quattro grandi modelli di prelievo e soprattutto quello che i fogli Excel non vi dicono. Come cambiano le spese con l’età e come gestire il peso della paura e il senso di colpa di chi ha risparmiato per trent’anni e poi non riesce a premere il tasto vendi.

00:00:58,799 [Alain]

Una puntata per chi è già in pensione, per chi sogna di fare quarant’anni e per chi vuole capire come trasformare un numero su un conto in una vita vissuta bene. Qualsiasi cosa voglia dire, eh?

00:01:09,199 [Nicola]

Allora, partiamo definendo la giusta prospettiva. Di solito la spesa in pensione viene trattata come un problema di previsione. Stimo i rendimenti dei prossimi trent’anni, faccio diecimila simulazioni e scelgo un tasso di prelievo che regge nella maggior parte dei casi. Il punto è che un pensionato non vive in mille scenari ipotetici e non può scegliere una linea temporale in cui vivere. Vive solo un percorso, quello che i mercati gli consegnano, e questo mentre la vita gli cambia davanti agli occhi.

00:01:37,139 [Alain]

Normalmente queste simulazioni ti danno una probabilità. Questo piano funziona nell’85% dei casi. Tu non vivi ovviamente l’85% dei casi, ne vivi uno, uno e basta. Quindi o ti va bene o ti va male. Non esiste una via di mezzo statistica, per così dire, nella tua vita.

00:01:53,689 [Vittorio]

Quindi la domanda giusta cambia. Non è quale tasso di prelievo ha funzionato nei test che ho fatto, ma quale regola posso riapplicare ogni anno aggiornando il patrimonio che ho veramente in quel momento e negli anni che mi restano davanti, una regola che guarda al cammino che si è fatto, non una che decido una volta e poi non tocco più.

00:02:11,249 [Alain]

Di input a questa regola devono essere pochi, altrimenti poi ci confondiamo. Ogni anno devo guardare due cose, diciamo. Quanto vale il portafoglio e quanti anni stimo di avere ancora davanti. Da questi due numeri esce il budget per il futuro.

00:02:24,749 [Nicola]

E l’obiettivo non è togliere ogni scelta, è sostituire le scelte improvvisate, quelle prese di pancia, con criteri di scelta chiari e trasparenti. Devi sapere quali trade-off stai considerando. Un budget più alto contro un budget più stabile. Godere oggi contro lasciare un’eredità domani. Sono dei compromessi e vanno messi sul tavolo.

00:02:47,199 [Vittorio]

Un’ultima cosa prima di entrare nel cuore della puntata. Quando uno strumento ti dà un numero, puoi prelevare 38.400 euro ad esempio, c’è il rischio di prenderlo come una verità oggettiva, una cosa scolpita, però non lo è. Quello è solo il risultato, spesso peraltro abbastanza ottimistico, derivante dalla nostra personal policy di investimento ed iniziali assunzioni. Se cambi appunto queste assunzioni, cambia anche il numero. Questa è una cosa che va tenuta veramente in mente per tutta la puntata.

00:03:13,539 [Alain]

La maggior parte dei modelli di prelievo rientra in quattro famiglie. Le vediamo una una, delineando i loro pregi e difetti. E poi proviamo a mettere qualche numero perché su questi temi i numeri aiutano sempre.

00:03:24,289 [Nicola]

Allora, qua purtroppo non lo fanno dire in italiano, quindi la prima famiglia è quella della spesa reale fissa, il Sebwi Draw Rate, quella al netto dell’inflazione. Si decide al primo anno quanto prelevare come percentuale del capitale di partenza e poi quel valore lo si aggiorna solo con l’inflazione. Quindi se il mercato sale, il mercato scende, non importa. Poi prelevate sempre la stessa cifra in termini di potere d’acquisto. Ed è da qui che nasce quella famosa regola del 4%.

00:03:53,839 [Alain]

Facciamo un bel esempio numerico che è mattina presto e siete ancora mezzo addormentati, anche se state già guidando. Allora, ho un milione di euro, prelevo il 4%, quindi sono 40.000 euro il primo anno. L’anno dopo l’inflazione sale del 3%. Quindi, il secondo anno preleverò 41.200 euro, ossia i 40.000 iniziali più appunto questo 3%. E così via, ogni anno, ogni anno aggiungo quell’inflazione. Quindi non guardo se il milione è diventato 800.000, un milione e mezzo, io me ne fotto. Tiro fuori dal mio patrimonio quella cifra lì. E ogni anno l’aggiorno per l’inflazione.

00:04:29,909 [Alain]

ponto

00:04:30,529 [Nicola]

Questo sistema offre grandissimo vantaggio che è psicologico, ovvero sapete con certezza quanto potete spendere ogni anno, qualunque cosa succeda. Questo vi dà una stabilità totale. Il problema, come al solito, è il prezzo che pagate per quella stabilità.

00:04:46,379 [Vittorio]

E questo problema mie cari ha persino un nome tecnico, cioè rischio di sequenza dei rendimenti. È importante che ve lo rispiego perché altrimenti oggi vi perdete un po’ di passaggi importanti. Quando Prelevi usa questo modello, l’ordine dei rendimenti diventa decisivo. Se i primi anni di pensione coincidono con un mercato che crolla, stai vendendo quote mentre i prezzi sono bassi e quelle quote vendute non parteciperanno al recupero. Due pensionati con lo stesso rendimento medio su trent’anni possono finire uno ricco e uno a secco, solo per via dell’ordine in cui sono arrivati gli anni buoni e quelli cattivi.

00:05:15,849 [Alain]

Questo è il limite più grande di questa metodologia. E visto che il 4% deve reggere anche nel peggiore dei casi, la stragrande maggioranza delle volte, cioè quando le cose vanno da normali, anzi da discrete a buone o addirittura ottime, il pensionato muore con un mucchio di soldi ancora nel portafoglio. Quindi si è privato dell’opportunità di godere dei propri risparmi senza nessun valido motivo.

00:05:38,569 [Nicola]

E c’è un’altra conseguenza che è molto significativa, ovvero se usate SEV withdrawal rate come bussola per decidere quando smettere di lavorare, vi ritroverete a rimandare la pensione. Per coprire le le vostre spese con un prelievo così prudente, vi serve un capitale grande e quindi vi troverete a lavorare più a lungo e a spendere meno di quanto potreste. Che alla fine è bene per i vostri eredi, però peggio per voi.

00:06:04,169 [Vittorio]

La seconda famiglia di prelievo è quella del prelievo a percentuale costante. Ogni anno si preleva una quota fissa, mettiamo il 5%, ma del valore attuale del portafoglio, non di quello di partenza.

00:06:16,089 [Alain]

Numero al volo. Anno uno, portafoglio di un milione, prelevo il 5%, quindi 50.000 euro. Anno due, il mercato è andato male, quindi il portafoglio è a settecentomila, prelevo sempre il 5%, che è trentacinquemila euro. Anno tre, mercato è andato alla grande, siamo a un milione e cento di di portafoglio, io prelevo cinquantacinquemila, sempre il 5%.

00:06:37,099 [Nicola]

Penso che sia facile capire, no? Il pregio di questa regola qua è che non finite mai i soldi. Ma è una pura questione matematica. Perché alla fine una percentuale di un numero positivo ti dà sempre un numero positivo. Il portafoglio si svuota a fette sempre più piccole, ma non tocca mai lo zero, per costruzione.

00:06:57,699 [Vittorio]

Pensa, a 112 anni quando ritiri i tuoi 222 euro, che bellezza.

00:07:01,949 [Nicola]

Magari 222

00:07:03,919 [Vittorio]

Il divetto appunto è che il numero cambia di anno in anno e può succedere che quella montante inizi a scendere. Potresti passare ad esempio da 40.000 a 28.000 euro da un anno all’altro, cioè un taglio di quasi il 30%. Qui entra appunto in gioco la finanza comportamentale. Generalmente noi siamo creature razionali e tendiamo a sovrappalutare ciò che perdiamo. Passare da 10 a 8 ci fa sentire più poveri, spaventati e disorientati. Passare invece, non so, da 5 a 6 ci dà un senso di crescita e anche di ottimismo, anche se in termini assoluti stavamo meglio nel primo caso. A questo va aggiunto che più andiamo avanti con l’età e quindi ritiriamo soldi, più siamo deboli e avremmo invece bisogno di capitale extra per affrontare spese e turbolenze della vita.

00:07:44,039 [Nicola]

Ora, sta roba ha un po’ di contraddizioni, se non l’avete capito. La prima cosa che ovviamente pianificare è impossibile perché le spese variano tantissimo. E questa variabilità vi porta anche il fatto che praticamente avete scambiato lo stress del capo che avevate prima quando lavoravate con lo stress del conto che va su e giù. E non so quanto sia un buon affare.

00:08:08,279 [Vittorio]

Ma io pensavo che ci fossero le spese prevedibili. Bastava fare un contratto luce e gas per 15 anni e tu sapevi perfettamente cosa spendere.

00:08:17,519 [Alain]

Forse il problema principale è che esiste quel pavimento di spesa lì, no? Nel senso, tu parli di luce e gas, il gas lo devi pagare. Che tu abbia il portafoglio acceso o salito, il gas lo devi pagare. Quindi devi stare attento a non scendere sotto quella cifra. Altrimenti fai la van life.

00:08:33,479 [Vittorio]

Sì, viva off grid, no? Presente quei pannelli solari. Tipo come sto facendo io qua, certo, a Roma praticamente.

00:08:39,389 [Alain]

La terza famiglia di metodi di prelievo sono quelli chiamati guardrail. I guardrail sono quelli che vi evitano di finire giù da un burrone, no? Le barriere di protezione. Praticamente parti da un percorso di spesa stabile, ma metti dei paletti che fanno scattare un aggiustamento quando le cose si spostano troppo, sia in bene che in male. Il metodo nasce nel 2006 con Jonathan Guyton, William Kingham. Appunto il paper da cui è tratto questo concetto è il Decision Rules and Maximum Initial Withdrawal Rates. L’idea è questa: parti da un prelievo iniziale più alto del 4% classico, spesso intorno al 5%, e poi definisci due barriere intorno al tasso di prelievo.

00:09:18,719 [Alain]

Se il portafoglio scende tanto da far salire il tasso di prelievo oltre la barriera alta, tagli la spesa di una certa percentuale. Se il portafoglio invece sale tanto da far scendere il tasso di prelievo sotto la barriera bassa, ti concedi un aumento. Finché resti dentro le barriere invece, semplicemente aggiorni con l’inflazione quello che prelievi e non fai nient’altro.

00:09:38,459 [Nicola]

Allora, mettiamo dei numeri, così vi distraggo mentre state guidando. Partiamo col 5% su un milione, ovvero 50.000 euro. Fisso le barriere a più o meno il 20%, intorno a quel 5%, ovvero la barriera alta al 6% e la barriera bassa al 4%. E partiamo dal caso brutto. Il mercato scende, il portafoglio scivola a 800.000. Quindi i miei 50.000 di partenza adeguati all’inflazione, su 800.000 sono diventati un tasso di prelievo del 6% e rotti. Quindi ho sfondato quella barriera alta e allora scatta il taglio.

00:10:14,519 [Nicola]

riduco la spesa, mettiamo di un 10%. Quindi da 50.000 più inflazione a 45.000 più inflazione. Dall’altro lato c’è il caso positivo, no? Il portafoglio vola a un milione e quattro. I miei 50.000 su un milione e quattro sono a un tasso di prelievo sotto al 4% e quindi ho sfondato la barriera bassa. Allora posso concedermi un aumento. E la logica è la stessa, ma va in salita e in discesa.

00:10:39,979 [Alain]

Tra gli esempi fatti, questo è il primo metodo che guarda al percorso. Mi piace poi il patto che fai con te stesso in partenza, no? Puoi partire con un tasso di prelievo più alto del 4%, proprio perché ho già messo in conto che se i mercati vanno male, taglio un po’. Stringo la cinghia, come diceva Priatore.

00:10:57,789 [Alain]

riducere a una vacanza per un anno o due quando le borse crollano magari non è la fine del mondo. In cambio però spendi di più tutti gli altri anni. O ritiri prima, no? Vai prima in pensione. Abbiamo scelto come taglio e aumento il 10% non a caso. Le variazioni devono essere ragionevoli. Cioè, mentre vi nella posizione in cui potete programmare la vostra vita senza troppo stress. Se fai un taglio del 50%, non è più stringere la cinghia, è magari avere problemi seri.

00:11:26,739 [Nicola]

È un metodo che funziona meglio per chi non va in pensione col budget all’osso, no? Vabbè, questo è ovvio perché altrimenti non potete tagliare. Ma se il tuo prelievo copre un multiplo delle spese fisse, quindi hai del grasso da tagliare potenzialmente, i guardrails sono un modello molto buono. Se invece sei già al minimo, i tagli automatici, come abbiamo detto, diventano dolorosi e impossibili. E quindi il metodo perde senso. Ora, nell’esempio numerico che abbiamo fatto, abbiamo usato dei numeri realistici, però il save withdrawal rate e le soglie vanno calibrate nella maniera giusta. Non è che potete pensare di tirar fuori il dito, no?

00:12:06,779 [Nicola]

e decidere così. Salgo se vuoi draw rate di un percento e taglio le spese del dieci. Dovete essere in grado di fare delle simulazioni fatte bene, oppure dovete chiedere a qualcuno un aiuto se lui sa come farle. E sicuramente non chiedetelo a qualcuno che avete visto su YouTube. La vera rivoluzione introdotta da questo modello, che non è da poco, eh, è che vi dà la licenza di spendere di più, non solo come capitale di partenza ma pure durante il resto della vita.

00:12:35,499 [Vittorio]

C’è poi una quarta famiglia, che è quella attuariale, basata sull’amortamento. Nome tecnico è ARBA, Annual Recalculated Virtual Annuity. Una rendita virtuale ricalcolata ogni anno. Tradotto, ti tratti come farebbe un fondo pensione che ha un solo cliente, te. La formalizzazione moderna arriva nel 2015 con Barton Waring e Lawrence Siegel, in un articolo dal titolo che già è un programma, The All-in Spending Rule Article You Will Ever Need, pubblicato sul Financial Analyst Journal. L’idea è che ogni anno prendi il capitale che hai e lo dividi per un fattore di rendita, che dipende dagli anni che ti restano e da un rendimento di conversione.

00:13:13,139 [Vittorio]

in maniera semplicissima, così la capite, il corrispettivo del safe withdrawal rate. Risultato è il prelievo dell’anno. L’anno dopo rifai il conto da capo con nuovo capitale e con un po’ di tempo in meno davanti.

00:13:24,139 [Alain]

Sembra molto astratto, però invece è semplice. Diciamo ancora, ho un milione. Sempre sto milione.

00:13:29,809 [Vittorio]

Eh, c’è sempre. Che culo, vedi, ce l’ho io.

00:13:31,889 [Alain]

all’italiano piace il migliore. E stimo 30 anni di vita residua. Assumo un rendimento reale del 3%. Ora il fattore che ne esce è circa 19,6, che è il risultato della formula matematica per il calcolo del PVFA. PVFA, che sta per Present Value Interest Factor of Annuity. Esistono delle tabelle finanziarie precompilate per consultare rapidamente questi valori e che incrociano gli anni che vi restano da vivere, almeno secondo la vostra stima, e i tassi di interesse. Ma il calcolo alla base è una formuletta esatta che potete replicare sul vostro Excel di fiducia.

00:14:10,209 [Alain]

Comunque, dividiamo questo milione per il 19,6 che è uscito fuori e ottengo intorno ai 51mila euro per quest’anno. L’anno dopo poi faccio il calcolo di nuovo.

00:14:20,419 [Nicola]

Infatti l’anno dopo non hai più trent’anni davanti, neanche un po’ di meno. Ma più di ventinove, eh? Come mai? mi direte voi

00:14:29,029 [Nicola]

Eh, la bellezza delle tabelle attuariali e della statistica. Questo vi permette di introdurre il primo vantaggio di questo metodo, ovvero che invece di dover inventare un orizzonte temporale, no, i trent’anni dell’originario studio sul seguridad rate, che poi tutti i wanna be fire si sono dimenticati, in questo caso potete usare la vostra vera aspettativa di vita. E questo non è poco, visto l’importanza dell’esercizio che state facendo. E dopo un anno anche il capitale è cambiato, quindi rifate la divisione con i nuovi parametri e il valore del nuovo prelievo si muoverà da solo, in seguito sia al patrimonio che all’orizzonte che si accorcia.

00:15:07,599 [Nicola]

è come spalmare il rischio del portafoglio su tutti gli anni che vi restano.

00:15:11,829 [Alain]

Con l’ARVA puoi configurare tutti i flussi extra futuri, ingresso e in uscita che non sono di mercato anche. Quindi, ad esempio, volete fare una donazione ai nipoti, oppure una spesa una tantum, o ricevete un’eredità che volete blindare e magari lasciare fuori dal calcolo. Il fattore di rendita tiene conto del portafoglio che avete. Il modello non fa altro che dirvi dato il vostro portafoglio quanto potete prelevare.

00:15:35,439 [Vittorio]

Però la specie della medaglia è la flessibilità stessa. Cioè, pensate ad esempio se siete pessimisti e dite “vabbè, meglio campo cinque anni”, avete totalmente toppato i calcoli. Quindi ogni parametro, il rendimento di conversione, l’orizzonte, i pesi del portafoglio, va impostato con una certa coerenza, altrimenti gli errori si moltiplicano e i vostri conti non funzionano un cazzo e poi date la colpa al modello. Il conto finale te lo fa un foglio di calcolo con un assistente in cinque minuti, ma resta appunto il problema vero: impostare bene i parametri di partenza.

00:16:02,879 [Nicola]

Okay, facciamo un piccolo recap. Il Save the World Rate privilegia la stabilità, ma spesso pagate morendo più ricchi di quando siete andati in pensione. Nel metodo a percentuale costante invece privileggiate la sostenibilità automatica, ma pagate con la volatilità della spesa. Il Guard Rail cerca un compromesso ed è adatto a chi ha margini sopra le spese fisse, anche se tutti dovrebbero averlo a prescindere. L’Harvard invece privilegia l’efficienza dei consumi su tutto l’arco temporale ed è adatto a chi accetta più complessità per spendere meglio. Date alla mano.

00:16:38,929 [Nicola]

un arpa ben calibrato è il metodo che vi va a spendere di più, anche nelle sequenze peggiori dei mercati, senza farvi andare in rovina.

00:16:47,219 [Alain]

Qui proviamo ad innovare noi, prendendo spunto da un paper scritto da un nostro ascoltatore, che vi linkeremo nelle show notes. Questi quattro metodi non sono squadre di calcio. Non dovete tifare né uno. Li potete mescolare.

00:17:00,889 [Nicola]

Provo a lanciarvi un’immagine che mi è venuta in mente vedendo il leggendo il paper, no? Pensate a un quadro con il mare in basso e le montagne sullo sfondo. Anche perché se c’è il mare in alto e le montagne sotto, c’è qualcosa che non va.

00:17:15,059 [Alain]

Vi siete calati la pasticca sbagliata.

00:17:17,619 [Nicola]

Tasso del prelievo del Gardrail, lo potete immaginare come il mare calmo. Le onde sono piccole, salgono e scendono, ma c’è una linea che è quasi piatta, no? Anche se nella realtà quella del Gardrail tende a crescere. Però, io questa immaginazione, cioè, per cui mi son fregato da solo scegliendo questa immagine. Mentre il profilo dell’Arva somiglia di più al profilo quello delle colline e delle montagne dietro. Sale e scende in maniera più violenta, però sempre seguendo questo orizzonte che si accorcia. Quindi nulla vi vieta di mettere una parte del vostro capitale sul metodo e una parte sull’altro, per ottenere una via di mezzo, no?

00:17:57,679 [Nicola]

una quota gestita col guard rail per avere la stabilità e una quota gestita con l’arba per darvi la possibilità di spendere di più. Qua sembra che ogni volta che parliamo dello spendere di più è una roba cattiva, invece qua lo facciamo perché è una cosa positiva. Quindi il trade-off resta sempre quello, no? Quanto peso volete dare alla stabilità rispetto al godervi i frutti dei vostri risparmi. E questo mix di modelli dovrebbe anche ridurre gli scenari catastrofici dovuti agli eroi nella modellizzazione.

00:18:32,479 [Nicola]

perché ovviamente ogni modello ha dei punti deboli che proprio non non vediamo, no? Chiamategli gli unknown o come volete voi. Insomma, l’aspetto positivo è che difficilmente due modelli diversi hanno la stessa vulnerabilità che arriva allo stesso momento.

00:18:51,229 [Vittorio]

Si può anche complicare ulteriormente, ma in modo diciamo intelligente. Ad ogni revisione del piano, fate un check del rapporto fra il vostro patrimonio in quel momento ed il valore aggiunto dei costi fissi, cioè appunto cibo, bollette, mutuo, affitto, eccetera, eccetera. Se il rapporto vi dà un numero alto, potete dare più peso ai modelli che vi fanno spendere di più. Se vi dà un numero medio, darete più peso ai modelli più conservativi. Potete scegliere voi le soglie. Il vantaggio di questo framework è che siete in controllo del vostro cammino finanziario mentre lo fate. Il contro è che rischiate di perdermi in questi calcoli e vi dimenticate il motivo per cui lo fate: spendere soldi.

00:19:26,719 [Alain]

Facciamo un passo indietro e allarghiamo un attimo il discorso. Abbiamo parlato di modelli di prelievo, ma il portafoglio è solo una delle leve per ritirarsi senza avere le pezze al culo. Le leve dal punto di vista finanziario sono sempre le solite tre, no? In ogni fase della vita: gli investimenti, le entrate e le uscite.

00:19:43,059 [Vittorio]

E su questa si fanno sempre due errori abbastanza speculari quando si parla di pensione o anche di fare in realtà. Il primo errore è dare per scontato di diventare un vegetale improduttivo il giorno dopo aver smesso di lavorare, sempre se non lo si era anche prima in qualche caso. Tante persone una volta liberi dal lavoro forzato, un’entrata se la creano lo stesso, che ne so, una consulenza, un hobby che ripaga, oppure sviluppano anche delle attività, danno una mano in un bar o un amico. Non è lo stipendio di prima, ma comunque ha un certo impatto. Le entrate non necessariamente devono andare a zero. Siete voi che insomma lo decidete.

00:20:13,509 [Nicola]

E poi c’è il secondo errore che è un po’ l’opposto, ovvero dare per scontato che le spese restino uguali per sempre. A 80 anni non spenderete molto probabilmente come spendete a 40. O magari spenderete molto di più. Quindi qui si apre tutto un altro mondo.

00:20:30,219 [Alain]

A proposito, la spesa di un pensionato non sale in linea retta con l’inflazione. Cioè invece cambia forma con l’età. C’è un modo molto efficace di raccontare questa cosa che ruberemo ai pianificatori finanziari americani, che ci criticano perché non abbiamo l’aria condizionata. Quindi noi ci vendichiamo in questo modo qua. Allora, le dividono praticamente la pensione in tre fasi: GoGo, SlowGo e NoGo. E vengono attribuite al pianificatore Michael Stein nel libro The Prosperous Retirement. Nei primi anni, i GoGo, si spende di più. Si è in salute, si viaggia, si coltivano passioni, si va dai onesti o oneste.

00:21:06,199 [Alain]

Poi arrivano gli anni dello slow go, il ritmo cala, i viaggi sono più rari, le giornate si fanno più casalinghe.

00:21:14,869 [Vittorio]

devi pagare il taxi per le disoneste che ti arrivano a casa

00:21:17,689 [Alain]

Eh, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi.

00:21:20,769 [Vittorio]

Quello, c’è una cosa…

00:21:21,989 [Alain]

Il Viagra, il Viagra.

00:21:23,959 [Alain]

E poi arriva il no-go, cioè in cui neanche il Viagra. Praticamente ci si muove poco, la spesa discrezionale crolla e poi la spesa risale alla fine per ragioni sanitarie e di assistenza. Ah ecco in che fase sono gli utenti di Italia Personal Finance. Questa, questa, no-go.  David Blanchett, o Blanchett, in uno studio del 2014 intitolato Exploring the Retirement Consumption Puzzle, descrive la cosiddetta curva sorriso della spesa. In termini reali, la spesa tende a calare di circa l’1% all’anno nella parte centrale della pensione, per poi risalire nella parte finale appunto a causa dei costi sanitari.

00:22:03,669 [Nicola]

Come ovvio, questa è una conseguenza sui metodi di deculo che abbiamo visto. Adeguare ogni anno la spesa all’inflazione ufficiale su tutto e per sempre tende a sovrastimare il fabbisogno, almeno in alcune di quelle fasi che vi ha detto Alan. E poi considerate che ognuno di noi è diverso. Cioè, di certo i miei genitori, quando avevano 50 anni e facevano il loro piano pensionistico, non avevano messo in conto che uno dei loro figli sarebbe andato a vivere nel posto più costoso del mondo. E non lo dico perché non me lo fanno notare ogni volta che vengono a trovare i loro nipoti, eh.

00:22:37,459 [Vittorio]

Pensavo fosse Alberto suo fratello che è andato a Milano.

00:22:41,679 [Alain]

C’è poi il tema della spesa sanitaria, che è quella che sale alla fine e che spaventa di più i wannabe pensionati. I costi sanitari infatti seguono una traiettoria definita curva J, sono elevati, questo nell’arco dell’intera vita. Sono elevati nei primissimi anni di vita, quando sei bambino ti tiran fuori da quel posto oscuro e scendono poi ai minimi durante l’infanzia e la prima età adulta. Per poi iniziare a crescere di nuovo a partire dai 50 anni ed esplodere dopo gli 80 anni. Abbiamo analizzato i profili di consumo sanitario per età utilizzati nei modelli demografici europei e nelle proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato, che non so quanto fidarmene onestamente.

00:23:21,759 [Alain]

Loro li hanno usati per valutare la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. I valori seguenti rappresentano stime dell’ordine di grandezza della spesa sanitaria pubblica pro capite annua. Allora, sotto l’anno si parla di 3.500-4.500 euro. Tra 1 e 14 anni siamo ai 400-600 euro annui. Tra i 15 e i 44 anni tra i 600 e i 900 euro. Tra i 45 e i 54 anni 1.300-1.600. Tra i 60 e i 64 siamo già a 2.000-2.500 euro.

00:23:54,039 [Alain]

tra gli 80 e gli 84, 4000, 4500 e dopo gli 85 anni si spende anche sopra i 5000 euro annui, per ogni singola persona.

00:24:03,439 [Vittorio]

Questo senza considerare il dentista, giusto?

00:24:05,959 [Alain]

Ovviamente

00:24:06,969 [Nicola]

Ripetiamo che questi sono i numeri della spesa pubblica della SSN. Com’è che è? Sistema Sanitario Nazionale.

00:24:15,869 [Vittorio]

Non siamo francesi che hanno gli acrònimy bellis.

00:24:18,829 [Nicola]

e quindi lascia fuori un po’ di robe che loro ritengono che, insomma, che dovete pagare di tasca vostra, perché alla fine le dovete pagare, no? Come la casa di riposo e l’amplifon. E quindi dovete prenderlo un po’ come indicazioni e candeline. Però il discorso fondamentale secondo me è che queste robe qua in questo momento se sta prendendo in carico lo stato, però non è detto che domani lo stato fa lo stesso. E mi è anche capitato, mi è venuto in mente perché avendo vissuto in Inghilterra, in Inghilterra un tempo e ancora oggi sulla carta il dentista te lo paga il Servizio Sanitario Nazionale.

00:24:57,359 [Nicola]

Però, hai voglia, ti devi mettere in coda e probabilmente ti ti vedono dopo vent’anni, quando i denti ormai ti sono già caduti. Però, siamo andati a trovare delle analisi su queste spese sanitarie che vanno dall’Australia ai Paesi del Nord Europa. E queste analisi convergono su alcuni parametri ricorrenti. Ad esempio, i pazienti nell’ultimo anno di vita costituiscono circa l’uno per cento della popolazione, ma assorbono tra l’otto e il quattordici percento della spesa sanitaria totale annua. E nei sistemi prevalentemente pubblici universalistici, come l’Europa occidentale, dove siamo noi, il dato si colloca tipicamente nella parte bassa di quell’intervallo.

00:25:37,389 [Nicola]

Inoltre si stima che le risorse consumate negli ultimi tre anni di vita rappresentino tra il 20 e il 25 per cento di tutto ciò che il sistema sanitario spende per un individuo dalla nascita al decesso. Quindi mi dovrai essere incazzato perché io me ne sono andato e l’ho sparato di spalle, eh?

00:25:53,829 [Nicola]

e solo all’ultimo anno pesa per circa il 10 o il 15 per cento. Eh faccio ancora in tempo a tornare. Metterò nel culo.

00:26:02,839 [Nicola]

A parità di età, un paziente nel suo ultimo anno di vita costa al sistema tra le 5 e le 10 volte in più rispetto a un coetaneo che sopravvive all’anno in corso. Il rapporto varia sensibilmente a seconda del metodo di confronto. Studi con matching per età e diagnosi producono stime più basse, studi basati sui dati aggregati delle stime più alte. In ogni caso esiste un paradosso, cioè il costo dell’ultimo anno di vita è inversamente proporzionale all’età del decesso. Io ci sono arrivato anche senza Legge, per cui non è tantissimo un paradosso.

00:26:37,109 [Nicola]

Cioè, un paziente che muore tra 65 e 70 anni per patologie oncologiche o cardiovascolari acute, assorbe risorse intensive sia ospedaliere che farmacologiche, mentre un paziente che muore a 90 anni, solitamente il decadimento cognitivo o la senescenza, costa molto meno al sistema sanitario in senso stretto e costa molto di più ai figli, perché vi sbattono nelle RSA o avete bisogno di assistenza domiciliare e di solito questi costi ricadono sulla famiglia.

00:27:09,329 [Vittorio]

Ok, che siamo certi di morire, ma snocciolare questi dati, secondo me, distoglie un po’ dal focus più importante: la prevenzione, che poi alla fine è l’equivalente della finanza personale in termini medici. Come vi preparate alla pensione risparmiando, dovreste prepararvi a schivare cancri, interventi chirurgici e farmaci presi in continuazione con una sana prevenzione. Tra l’altro, mi sa che quelli che si mangiano quintali di carne, ce li siamo già giocati con le opinioni favorevoli sull’Ucraina nella puntata sui complotti. Quindi non rischio nemmeno più di tanto dicendo queste cose. In tutto questo, altri costi normalmente molto alti durante la vita vanno a calare in vecchiaia. Pensate alla casa, in cui ormai si è ripagato il mutuo ed in cui i figli non vivono più.

00:27:46,509 [Vittorio]

O l’auto che si usa sempre meno ed è sempre più modesta, o i viaggi che dopo un picco nei primi anni di pensione calano velocemente.

00:27:53,139 [Alain]

Davanti a tutta questa incertezza, cioè non sai quanto vivi, non sai cosa faranno i mercati, non sai quanto costerà la tua salute, la mossa intelligente è lavorare su ciò che puoi controllare. E qualche leva ce l’hai ancora.

00:28:05,489 [Nicola]

Insomma, come dicevamo prima, la salute, tenersi in forma, è una di quelle cose che ti dà un beneficio sia subito sia sul lungo periodo. Non è un sacrificio che fai oggi per un premio lontano. È un guadagno doppio. Riduci le spese sanitarie future e ti allunga la fase GOGO, quella di Allen. Quella in cui i soldi rendono di più in termini di vita e stai meglio da subito. Quindi il sacrificio praticamente è solo iniziale. Diciamo che preoccuparsi del rischio longevità mentre vi sfondato di zuccheri è giusto un pelo irrazionale.

00:28:38,719 [Alain]

Beh, a meno che non si voglia alzare il set withdrawal rate.

00:28:42,429 [Vittorio]

Ah, sì, è vero, è vero.

00:28:44,499 [Vittorio]

La seconda leva invece sono i vitalizi o le rendite. Servono a coprire la coda lunga dell’incertezza, il rischio di vivere a lungo. Una rendita vitalizia ti garantisce un assegno finché campi e toglie dal tavolo la paura di sopravvivere ai tuoi soldi. Non è la soluzione a tutto. Non sono neanche facili da trovare, ma sono uno strumento da conoscere.

00:29:03,379 [Nicola]

Eh però scusate, al giorno d’oggi, ti puoi facilmente comprare un posto nella lista di un partito e avere la garanzia di finire in Parlamento. E secondo me, sarebbe interessante paragonare quel costo rispetto al vitalizio che ricevi se resti sulla giostra per due legislature. Non so, non è un’investimento appropriato.

00:29:23,039 [Alain]

qua stiamo facendo una call for papers.

00:29:27,859 [Alain]

Eh, la terza leva sono le reti sociali, le relazioni. Non solo riducono la solitudine e la depressione e il senso di vuoto dopo che hai lasciato il lavoro, eh, ma hanno anche un impatto economico. Cioè chi ha una rete intorno, spende meno in assistenza, vive meglio sia gli anni difficili, sia quelli belli.

00:29:46,039 [Nicola]

Diglielo a quelli di Italia Persa.

00:29:48,029 [Vittorio]

Eh, lo so. Ma devi capire cos’è la vita se la vuoi vedere la parte bella.

00:29:53,089 [Alain]

Ci sono tra l’altro parecchi studi che hanno collegato il benessere delle persone alla ricchezza delle loro reti sociali più che del loro portafoglio. E poi ricordatevi che durante l’Apocalisse Zombi la rete sociale è tutto.

00:30:06,049 [Vittorio]

fundamental

00:30:06,979 [Nicola]

Ci sono anche gli ammortizzatori statali e la pensione pubblica. Poi il punto è come pesarli in modo lucido, dato che c’è un’incertezza. Insomma, la pensione dell’INPS c’è, ma quanto sarà tra 20 anni? Questi soldi, quindi è giusto metterli nel piano, però dovreste avercela almeno un punto interrogativo di fianco, no? Non non teneteli come una certezza incrollabile.

00:30:30,989 [Vittorio]

Io aggiungo un altro fattore, che è più difficile da misurare, cioè avere una mente aperta e curiosa. Esistono diversi studi che associano l’attività cognitiva continuativa a una maggiore longevità. Ad esempio, i musicisti mostrano in media un invecchiamento cerebrale più lento, sempre che sopravvivano a quel tipo di carriera, ovviamente. Il meccanismo ipotizzato è che mantenere la mente impegnata in attività che richiedono apprendimento, adattamento e sperimentazione riduca il declino cognitivo e indirettamente il rischio di patologie correlate. L’inattività mentale e fisica prolungata, e chi ha visto qualsiasi anziano trascorrere mesi immobile davanti alla televisione capisce esattamente di cosa parlo, è associata a un deterioramento più rapido.

00:31:08,809 [Vittorio]

È difficile stabilire quanto dipenda dalla mente e quanto dal corpo fermo, perché due fattori si trascinano a vicenda. C’è poi un punto importante sulla questione che è il fattore psicologico e della paura. Io faccio questo parallelismo con la cosa dei dividendi, no? Secondo un famoso studio di Vanguard, solo il 12% di chi investe con strategia dividendi usa quei soldi per spesa a consumo, nonostante sia il motivo per il 70% di chi segue la strategia e perché? Perché molti hanno paura che i soldi non bastino, ma quando li hanno, non li spendono ugualmente.

00:31:39,209 [Alain]

Questo perché anche la paura ha un costo, proprio come ce l’ha l’ignoranza. E la paura magari di finire in una casa di riposo a pagamento, di pensare sui figli. Questa paura spinge ad essere più conservativi e quindi a vivere anche peggio di quanto potresti vivere, proprio per difenderti da uno scenario che con ogni probabilità non arriverà mai.

00:31:57,149 [Nicola]

E a questo si aggiunge il saver’s guilt, il senso di colpa di chi ha risparmiato. Insomma, dopo che hai passato la vita a risparmiare, ottimizzare, se fai solo quello e premi il tasto vendi, genera un blocco mentale. Il risultato è che molti pensionati con patrimoni importanti vivono in una povertà che si sono scelti da soli. Non per mancanza di mezzi, ma per incapacità di spenderli. Talvolta fanno anche delle scelte di salute controproducenti: mangiare peggio, non approfittare di cure essenziali ma costose, non andare in una casa di riposo dove farebbero una vita più attiva e dignitosa. Questi sono una parte delle cose che possono succedere.

00:32:37,239 [Vittorio]

Per fortuna questa cosa sta diventando un tema importante nella finanza personale. Imparare anche a spenderli quei soldi sentendosi liberi. Ultimamente sono usciti molti libri sul tema. Il primo forse è Ultiçio Tubirich di Ramit Sethi, che brasa proprio la sua filosofia di budgeting su un bilanciamento tra risparmiare e spendere. Ma poi ci sono anche il recente libro di Morgan Housel, L’arte di spendere soldi, dove spinge molto sul misurare le scelte di spesa in termini di rimpianto futuro. Poi c’è l’ultimo di Maggiuli che vabbè, meno filosofico a dire il vero, però comunque tiene di conto certe tematiche.

00:33:07,129 [Alain]

si tratta di argomenti complessi che si incrociano con la nostra esperienza di vita, le abitudini familiari, le paure inconsce e consce. Eppure evidenziano come per quanto riguarda la pensione, ci si concentri forse troppo sull’accumulo e sulle tecniche, piuttosto che su come prendere decisioni razionali una volta che si hanno quei soldi.

00:33:27,429 [Nicola]

Per tutta la vita pensiamo al rischio di finire i soldi troppo presto e poi ci scordiamo del rischio gemello, no? Morire con troppi soldi avendo rinunciato alle esperienze giuste nel momento in cui potevi viverle. Come dice Bill Perkins in Die with Zero, un’esperienza fatta al momento giusto continua a pagarti interessi per tutta la vita, sotto forma di un ricordo. E ogni esperienza ha una finestra. Certi cose le puoi vivere a trent’anni e non a ottanta. Soldi e salute e tempo libero non sono mai allineati nello stesso momento. Quindi il gioco sta nel farli incontrare il più possibile.

00:34:04,239 [Vittorio]

Il discorso finanziario insomma diventa un discorso di vita. Tutti questi metodi, il 4 per cento, il cut rate, l’arba, servono solo a trasformare un numero su un conto in giorni vissuti bene. Se li usi per giustificare il fatto di non spendere mai o per non affrontare un vuoto interiore, hai sbagliato il bersaglio.

00:34:21,059 [Alain]

Serve anche un’altra cosa, che con i soldi sembra non centrare ma invece è importantissima. Un piano di cose da fare e magari di persone con cui farle. Perché se vai in pensione senza un progetto e senza nessuno intorno, rischi di stare peggio di quando passavi tutte le ore al giorno in tangenziale a maledire il traffico. Cioè il portafoglio è solo una parte relativamente piccola del lavoro.

00:34:40,849 [Alain]

Questo è il momento della posta del cuore. Potete contattarci sul forum che c’è sul nostro sito, sul nostro subreddit sempre molto attivo, oppure rispondendo alla newsletter che, ve lo ricordo, contiene anche delle slide che sintetizzano la puntata. Cioè, ragazzi, eh? Eh? E non è una novità questa, ci sono sempre state, quindi cosa vi siete persi finora? Questa lettera arriva da Daniele.

00:35:02,959 [Alain]

Ciao ragazzi, spero stiate tutti e tre molto bene. Mi chiamo Daniele. Nicola sono quello che investe su Nasdaq 100. Ah, adesso me lo ricordo anche io.

00:35:12,769 [Alain]

Vi seguo dal primo episodio, un’osservativa donazionale.

00:35:16,249 [Vittorio]

Ora me lo ricordo io.

00:35:19,209 [Alain]

E mi fa piacere vedere che gli sponsor del vostro progetto continuano a migliorare la qualità. Vi scrivo per un dubbio al quale sto pensando sempre più spesso. Da bravo padre di famiglia, alla nascita dei miei rispettivi figli, il primo nel settembre del 2021, cacchio com’era mia uguale, e per il secondo a novembre 2023 ho iniziato un pac mensile di 100 euro. Ma ha aumentato nell’ultimo anno a 125. Per il primo ho iniziato a comprare quote di un MSCI World con Spider, poi alla nascita del secondo bimbo, non ricordo bene perché, ho iniziato a comprare lo stesso ETF ma di un provider diverso, UBS.

00:35:56,069 [Alain]

Ricordo in un episodio di aver sentito dire a Nicola che i soldi sono fungibili e che aveva poco senso tenere i soldi separati, ovviamente il concetto è diverso quando si parla di diversificazione. Per questioni di sequenza, almeno immagino io, il primo ETF iniziato l’acquisto nel 2021 sta performando meglio del primo. E vista l’idea di Nicola, con la quale mi trovo d’accordo, mi chiedo se non sia il caso di tenere i soldi per entrambi i Bimbi in un solo prodotto e poi vendere quando servono per loro, tipo università, deposito casa, eccetera. Grazie mille in anticipo per la risposta, spero con pochi insulti.

00:36:29,299 [Vittorio]

Daniele, prima di tutto grazie di cuore per le tue donazioni, cioè anche della tua presenza come ascoltatore così fedele, perché la cosa incredibile è che non abbiamo mai attivato un Patreon oppure donazioni mensili, mentre tu imperterrito, forse anche perché ti scordi le cose a questo punto, cioè tipo apri Broker a cazzo, e ci fai questa donazione da tipo un anno e io rido tutte le volte e ho anche il dubbio di dirti grazie, perché a un certo punto non ti dice grazie, tu rispondi e dici vabbè, ma sono coglione, è un anno che gli dono, mo la blocco. E quindi è per questo che non ti ho mai ringraziato su Coffee, sappilo.

00:36:57,939 [Vittorio]

però, ti penso. Comunque, per quanto riguarda la tua scelta di dividere in più, diciamo broker o in un solo, io sono d’accordo tecnicamente con Nicolas, cioè diciamo averne uno solo, averlo tutto in un solo punto ti permette di avere, diciamo, più ottimizzazione, è più semplice da gestire. In linea generale però, può avere senso dividerlo, se poi tutti ti trovi più bene in questo, diciamo in questa divisione, se non hai costi di gestione, ad esempio, oppure non hai commissioni particolarmente pesanti nel farlo, alla fine se ti fa stare bene, trovi che vada bene averli in conti separati, perché no, insomma, alla fine.

00:37:32,429 [Vittorio]

È importante che alla fine ti ricordi quanti soldi dai all’uno o all’altro, perché poi fanno il partnership di TG e solo quello forse che ti devi ricordare più che altro, piuttosto che quanto ci metti o su che broker ce l’hanno.

00:37:41,909 [Alain]

Ah, tra l’altro, sullo store del broker, penso che lui intenda proprio provider di ETF, cioè, penso che abbia un solo broker e due provider.

00:37:48,149 [Vittorio]

Addici

00:37:48,799 [Alain]

Penso di sì. Penso che abbia due TF da quello che ho letto che mi è parso di capire dalle mail.

00:37:54,899 [Vittorio]

forse vuole fare un esperimento sociologico e vedere quale funziona meglio fra trent’anni e dici, giochiamoci il figlio più fortunato.

00:38:01,819 [Alain]

Beh, però effettivamente se vuoi tenere i soldi separati per tutte e due, cioè, vabbè. No, vabbè, questo… Ci sta, no?

00:38:09,059 [Vittorio]

Io ho capito il broker, non so perché.

00:38:10,989 [Nicola]

No, però io quello che dicevo invece era proprio di tenere i soldi insieme in generale, cioè perché era quello che tipo era successo con mia moglie quando è nata mia figlia che ha detto: “Ah, ma adesso dobbiamo mettere via qualcosa” e io le ho detto: “Ma scusa, ma te non hai mai messo via i soldi per la tua dipensione?”

00:38:30,759 [Vittorio]

вот и пятьдесят

00:38:31,369 [Nicola]

in modo da rimettere i soldi via per lei, no? Perché, cioè, capisco che è giusto, però è comunque devi metterti prima te stesso in sicurezza e poi magari pensare agli altri. E quindi in quel senso lì, i soldi sono fungibili, no? Li metti… cioè, l’importante è che risparmi, poi cammin facendo deciderai come spenderli quei soldi.

00:38:52,339 [Vittorio]

Anche perché forse il regalo più grande che puoi fare a un figlio è che non diventi una rottura di cazzo quando c’ha settanta, ottanta anni ed è, diciamo, indipendente, può campare bene da solo senza che ci metti i soldi, stai là a pulirti il culo e cose del genere.

00:39:05,779 [Nicola]

Allora siamo alle Cazzabubole. Ho conosciuto un’altra coppia qua in Zurigo, lui è italiano e lei è di Taiwan, perché il loro figlio è praticamente il migliore amico di mio figlio all’asilo. E finalmente siamo riusciti a organizzare una playdate anche per lui, perché di solito facciamo sempre con mia figlia. Povero Cristo, lui doveva sempre tentare di giocare con queste bambine più grandi che lo bullizzano direttamente. E comunque lui, cioè questo qua è una persona veramente molto generosa, molto simpatica, aperta.

00:39:46,079 [Nicola]

quando è venuto al compleanno di mio figlio, lui è venuto portando la sangria.

00:39:50,839 [Vittorio]

È generosa verso te, quindi.

00:39:53,299 [Nicola]

E quindi niente, eh, io gli avevo detto: “Guarda, se vuoi, porto i bambini al parco un pomeriggio, perché poi abitano qua vicino, di fianco a me.” E lui dice: “Va bene, no, guarda, venite, venite a pranzo da noi.” Quindi andiamo lì e ad un certo punto lui, non solo ha cucinato, però ad un certo punto guarda mia moglie e le chiede: “Do you want wine or water?” E lei gli risponde: “Oh, I’ll take both.”

00:40:20,929 [Nicola]

e non so perché lì, quale ragionamento sia partito dalla sua testa, o forse il fatto di dire, ma gli stranieri sono strani, e quindi ha preso là quel vino e gli ha mischiati insieme.

00:40:36,849 [Alain]

E così finì l’amicizia.

00:40:40,989 [Nicola]

No, ma la cosa comica è che si è creata questa situazione per cui ovviamente mia moglie non voleva dirgli “ma che cazzo hai fatto?”

00:40:50,849 [Nicola]

Ma lui nello stesso momento ha deve aver capito che c’era una distorsione nella forza e quindi la guardate e le fa Perché no?

00:41:05,649 [Nicola]

Jó, fáradt vagyok.

00:41:08,569 [Nicola]

si è versato l’acqua e il vino insieme. E quindi per tutto il pranzo sono andati avanti con questa roba, con nessuno dei due che voleva dire a quell’altro “ma che cazzo stai facendo”?

00:41:24,549 [Nicola]

Vabbè, comunque io per oggi vi voglio consigliare una serie vecchia, anche perché di libri non ve ne posso più consigliare perché praticamente sto leggendo tre pagine a notte. Non non riesco a andare oltre le tre pagine.

00:41:38,739 [Nicola]

Ehm, invece la serie è una serie su Apple TV che si chiama For All Mankind. È vecchia, ma l’ho iniziata adesso, quindi non è che mi sono dimenticato di dirvela, però l’ho iniziata adesso perché giustamente io ho letto una volta qualcuno che dice, ormai io le serie le guardo solo se sono sicuro che ci sia un commitment vero dalla parte della produzione nel farle. Perché ad esempio, quando è uscito Plus Rebus, la serie di quello di Breaking Bad su Apple TV…

00:42:07,439 [Nicola]

Hanno fatto uscire le puntate, non so, otto, dieci, qualcosa, appena finita la prima stagione, e questo qua poi è arrivato a dire che boh, la seconda stagione uscirà tipo nel 2028, cioè una roba assurda. Che ovviamente ho detto, ma va a fanculo, cioè non è che me la guardo adesso poi devo aspettare due anni per vedere che cazzo succede. Quindi questa qua ci sono già cinque stagioni, ho deciso di iniziare a guardarla perché hanno già iniziato con uno spin-off. Quindi ho detto, vabbè, allora siete belli belli dentro. E poi soprattutto sai che, cioè non può essere una stronzata perché se ci hanno investito per cinque stagioni…

00:42:45,929 [Nicola]

Ho visto solo l’inizio, i primi sei episodi, però quello che a me fa ridere perché è ambientata tipo negli anni 70, quel pezzo lì che ho visto io. E c’è un grandissimo ottimismo e si vede l’inizio del del progressismo. A un certo punto c’è questa battaglia per le uguali opportunità e questa barista dice: “Ah, si sente proprio il wind of change”. E come questo va a scontrarsi contro la realtà attuale. Ti fa ben capire che perché io ero nato…

00:43:21,479 [Nicola]

io ero cresciuto in quella situazione lì in cui tu pensavi che c’era solo una direzione, no? Le cose magari non sono giuste oggi, ma stiamo andando nella direzione giusta. Pensando che la direzione fosse una dritta. E invece no, e invece no. Il problema è che c’è un circolo, nel senso, abbiamo raggiunto il top e adesso stiamo rimangiando tutto quello che avevamo fatto.

00:43:45,579 [Vittorio]

Ah, ottimismo. Io invece consiglio un film su Prime, che in realtà è uscito da poco al cinema ed è andato subito su Prime. Infatti, lo volevo vedere al cinema ma è andato tipo in tre sale per non so sette ore. Si chiama Pecore sotto copertura. È un film abbastanza carino, meno di quanto pensassi originariamente, però sostanzialmente parla di delle pecore che diventano dei detective di un omicidio. Che detto così sembra una grandissima cazzata.

00:44:10,479 [Alain]

I film che guarda mia figlia sembrano show invito la pecora.

00:44:14,429 [Vittorio]

Però in realtà arriva arriva dei punti esistenzialisti che ti fa pensare, non so, su Dio, sulla morte. Ti fa decisamente venire voglia di diventare vegetariano, comunque di consumare meno carne. E anche, cioè è divertente, ci sono degli spunti interessanti, gioca molto su alcune cose. Però lo sceneggiatore è quello che ha fatto Una Notte da Leone, Scary Movie, Chernobyl, che penso sia la serie più bella dell’universo, The Last of Us, e quindi non è esattamente un Pierre la le cose che le sa scrivere. Quindi se c’avete due ore, io vi consiglio di guardarlo.

00:44:43,669 [Alain]

Vabbè, io elevo un po’ i consigli che hai suggerito.

00:44:46,099 [Vittorio]

Grazie.

00:44:46,739 [Alain]

Vi consiglio il repertorio di canzoni demenziali di Delonghi Island. L’ho scoperto adesso che invecchiando si sono messi a fare un podcast, non so se è un caso questa cosa.

00:44:56,099 [Vittorio]

тут я не знаю

00:44:56,839 [Alain]

non non l’ho sentito il podcast per cui quello boh, non non ve lo consiglio, sono cachi vostri. Però ascoltatemi le canzoncine. Sono belle volgari, inappropriate, moleste. Praticamente la parte migliore della cultura americana. Non sono adatte a persone sensibili, eh.

00:45:11,799 [Alain]

warning

00:45:12,439 [Vittorio]

Se anche voi non siete persone sensibili, consigliateci ai vostri amici. Poi fateci una donazione come il nostro amico Daniele, cioè scordatevi di averla fatta e proseguite la nel corso degli anni, altrimenti potete comprare il nostro merch o ancora meglio cliccare nei Shownotes sui nostri link affiliati. Ciao ciao. Ciao.

00:45:28,099 [Nicola]

Tschüss.